Il migliore ristorante emergente del Triveneto? E’ il Villa Selvatico di Roncade (Tv). Premio dalla Cantina veronese Gianni Tessari

Il migliore ristorante emergente del Triveneto? E’ il Villa Selvatico di Roncade (Tv). Premio dalla Cantina veronese Gianni Tessari

Qual è il migliore ristorante “emergente” del Veneto, del Trentino Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia? La risposta si trova in provincia di Treviso, a Roncade.

É infatti il ristorante Villa Selvatico, locale di Roncade (Treviso) guidato dal giovane cuoco toscano Alessandro Rossi, il Miglior Ristorante Emergente del Triveneto dell’anno.

E’ questo, quindi, uno dei locali migliori dove mangiare in una regione delle “Tre Venezie”.

A dirlo è la guida gastronomica “Venezie a Tavola”.

 

IL MIGLIORE RISTORANTE DEL TRIVENETO
Il ristorante Villa Selvatico è stato selezionato – quale migliore ristorante emergente del Triveneto – dal critico gastronomico Luigi Costa e premiato dall’azienda agricola Giannitessari di Roncà (Verona).

Alessandro Rossi ha ricevuto il riconoscimento dalle mani di Valeria Tessari, figlia di Gianni, titolare dell’omonima azienda agricola.

La premiazione è avvenuta in occasione della presentazione della nona edizione della guida Venezie a Tavola, pubblicazione a cura Venezie Post che ogni anno rivela gli indirizzi delle eccellenze enogastronomiche e dei ristoranti gourmet di tutto il Triveneto e non solo.

Dall’Alto Adige alla regione istriana, passando per la laguna veneta, sono oltre 150 i ristoranti segnalati e più di 50 i vini e i prodotti artigianali presenti nella guida.

Guida gastronomica Venezie A Tavola - Miglior ristorante del Triveneto è Villa Selvatico - Roncade - Treviso - Verona Wine Love

La guida gastronomica “Venezie A Tavola”

“Si tratta di giovani talenti ricchi di promesse che hanno struttura, sguardo all’orizzonte e profondità di ricerca”, ha spiegato il critico gastronomico Luigi Costa che nella sua carriera ha scovato decine di talenti.

Lo stile moderno e tecnicamente avanzato dello chef Alessandro Rossi, la sua cucina dai sapori concreti che combina i profumi della tradizione toscana con intriganti ed inediti accostamenti, ha saputo conquistare i palati più raffinati.

Rossi e la sua cucina hanno saputo ridare vita all’elegante edificio del primo Novecento in cui ha sede Villa Selvatico, nel cuore della campagna trevigiana, dove la pianura incontra il mare arricchendola di nuovi sapori.

“Sono onorata di premiare questo giovane talento, che sa giocare con i contrasti e che riesce a stupire senza mai cadere nel tranello dell’esagerazione e degli inutili orpelli”, afferma Valeria Tessari.

Valeria Tessari e Gianni Tessari - Cantina Gianni Tessari - Roncà - Verona

Valeria Tessari e Gianni Tessari


LA CANTINA DI GIANNI TESSARI

Una strada che Gianni Tessari persegue attraverso vini in grado di coniugare piacevolezza e carattere.

Tre i territori e le denominazioni nelle quali l’azienda opera: spumante Lessini Durello di cui rappresenta uno dei principali produttori della versione Metodo Classico, Soave per i vini bianchi e Colli Berici per i vini da vitigni a bacca rossa.

Circa 55 gli ettari di vigneto dell’azienda agricola Giannitessari di Roncà (Verona)-

Gli ettari di vigneto sono distribuiti nelle tre DOC tra le province di Verona e Vicenza, una moderna cantina con circa 7.000 metri e 350.000 bottiglie prodotte, per un totale di 15 etichette.

“Quella di Alessandro Rossi è una cucina che si ispira ai profumi della sua terra, la Toscana, ma che allo stesso tempo innova profondamente e radicalmente la tradizione”, fa notare Valeria Tessari.

Di qui il riconoscimento al ristorante Villa Selvatico di essere Miglior Ristorante Emergente del Triveneto dell’anno.

VILLA SELVATICO MIGLIORE RISTORANTE DEL TRIVENETO – video ufficiale

I giovani amano l’alta ristorazione e i vini di qualità, parola di chef sommelier

I giovani amano l’alta ristorazione e i vini di qualità, parola di chef sommelier

I giovani si avvicinano con interesse alla grande cucina e sono molto attenti al vino di qualità di alto livello. A dirlo è uno chef sommelier di grande professionalità, Marco Reitano, presidente dell’associazione Noidisala e figura importante del ristorante “La Pergola” di Roma, in una dichiarazione all’agenzia Ansa.

“Negli ultimi anni”, sottolinea Reitano, “al tavolo troviamo spesso teen agers che si fanno accompagnare dai genitori a caccia dei sapori dello chef Beck del nostro ristorante. Oppure giovani coppie”.

“Il cliente giovane è molto attento e recepisce in maniera veloce quanto raccontiamo del vino”, fa notare lo chef sommelier del ristorante La Pergola. “E spesso hanno fatto visite e degustazioni che nessuno di noi si poteva sognare a quella età”.

Questo a dimostrazione che va superata l’immagine dei giovani associata al mero “bere veloce” e di scarsa qualità, instillata da certa interessata pubblicità.

I giovani sono sensibili alla cultura, alla tradizione rivisitata e spiegata loro. Di qui l’importanza di far apprezzare ai giovani il patrimonio enogastronomico italiano.

Le parole dello chef sommelier Reitano sono state pronunciate giorni fa in occasione della presentazione della 29^ edizione della guida “Roma e il meglio del Lazio” del Gambero Rosso. Nel panorama della ristorazione della Capitale stacca tutti il ristorante “La Pergola” dell’Hotel Rome Cavalieri (nella foto dal sito web www.dinuovoatavola.it).

La guida 2019, diretta da Laura Mantovano e curata da Valentina Marino con la collaborazione speciale di Antonio Paolini, segnala 1500 indirizzi per mangiare, comprare e dormire a Roma.

La palma di migliore ristorante di Roma e del Lazio ha offerto l’occasione allo chef Heinz Beck – titolare del ristorante “La Pergola” – per far la lista degli errori da evitare nei menu e ai fornelli.

”Tra le mode in cucina da non seguire”, osserva Beck, “le lunghe cotture e anche l’eccesso di curcuma e zenzero non lo sopporto tanto. Dobbiamo poi sempre pensare alla salute a tavola: mai prodotti non di qualità e basta sali aggiunti”.

In tanti anni al top, ”la mia cucina”, sottolinea Beck, “si rinnova sempre, e questo è importante”. Beck ha aperto La Pergola due dozzine di anni fa con una squadra che conserva tutti i suoi fuoriclasse.

”Col maitre Maurizio Sinopoli siamo stati sempre insieme”, sottolinea Beck. “E’ è stato il primo contratto che ho fatto nella mia esperienza imprenditoriale. Poi è arrivato Marco Reitano, chef sommelier del ristorante che ha in carta 72mila bottiglie, insieme al restaurant manager Simone Pinoli”.

 

Siamo attenti al vino di qualità. E la bottiglia di acqua “minerale”? A volte è del rubinetto

Siamo attenti al vino di qualità. E la bottiglia di acqua “minerale”? A volte è del rubinetto

Il vino al ristorante o in trattoria lo scegliamo di qualità. Un vino a denominazione d’origine controllata o comunque legato a una certa zona: Valpolicella, Lugana, Soave, Bardolino o Custoza. Oppure un eccellente spumante Lessini Durello.

E l’acqua minerale?

Sull’acqua siamo meno attenti. Ci limitiamo a scegliere fra “liscia” o “gassata”. Soprattutto non ci preoccupiamo che sia aperta, come accade per le bottiglie di vino, davanti ai nostri occhi. E che ci sia fatta assaggiare con i dovuti modi.

Eppure in un buon ristorante una bottiglia di acqua minerale vine fatta pagare anche 4 euro. E la paghiamo cara anche se è acqua di rubinetto, travestita da acqua minerale.

Accade infatti, anche in ristoranti di livello-medio alto, che nella bottiglia di acqua minerale finisca l’acqua – magari filtrata – dell’acquedotto comunale.

Niente di male, se è acqua buona: peccato che venga fatta pagare (e passare) come acqua minerale. E che ci troviamo di fronte a una “frode in commercio”.

Ho calcolato che, in media, solo una volta su dieci mi è stata aperta l’acqua minerale davanti agli occhi, dopo avere sistemato la bottiglia sulla tavola.

Spesso accade che il cameriere arrivi svitando il tappo dalla bottiglia lontano dal nostro sguardo. E lo fa, guarda caso, sempre a qualche metro dal tavolo, mentre noi siamo distratti.

Di recente, in un ristorante dove ho pagato quasi 50 euro a coperto, mi è stata portata una bottiglia di (finta) acqua minerale già aperta.

Come ho fatto a scoprire che l’acqua minerale era “finta”? Oltre al gusto che mi permette di intercettarne il sapore e la consistenza, ho un sistema fisiologico infallibile: l’acqua minerale “autentica”, se ne bevo almeno un bicchiere, mi favorisce la diuresi. Prima della fine del pranzo sento la necessità di andare alla toilette.

Se l’acqua è di rubinetto, posso berne anche mezza  bottiglia – la prova l’ho fatta tante volte anche a casa – e non accade nulla.
L’acqua, pure ottima, dell’acquedotto di Verona non ha infatti effetti diuretici.


LA BOTTIGLIA DI ACQUA MINERALE VA PORTATA AL TAVOLO CON IL TAPPO CHIUSO

Cosa fare, allora? Chiedere che il cameriere porti al tavolo la bottiglia di acqua minerale con il tappo chiuso. Dopo di che, abbiamo due scelte: aprire la bottiglia per conto nostro, tanto si tratta di un tappo svitabile; oppure chiedere che l’apra il cameriere.

Pretendiamo che ci portino una bottiglia di vino Valpolicella o Soave o Lugana chiusa e che la stappano davanti a noi, giusto? Vogliamo che lo spumante Lessini Durello piuttosto che il Bardolino vengano aperti davanti ai nostri occhi, è così?

Allora, perché dovremmo accettare che le costose acque minerali ci siano servite già aperte?

Nel costo della bottiglia di acqua minerale – come in quello del vino Doc – ci sono sia la conservazione a temperatura controllata, che il servizio di apertura davanti al cliente.

Maurizio Corte
@cortemf
www.corte.media

Premio Gastronauta, fra i magnifici tredici c’è anche l’Osteria “Mondodoro” di Verona

Premio Gastronauta, fra i magnifici tredici c’è anche l’Osteria “Mondodoro” di Verona

C’è anche Osteria Mondodoro di Verona fra i tredici i ristoranti che riceveranno il Premio Gastronauta – Cantina Tramin rivolto alle migliori carte dei vini d’Italia.

Il Premio Gastronauta – Cantina Tramin è un riconoscimento ai locali che nella selezione dei vini si impegnano con proposte originali. Quei locali, insomma, che non ricorrono a “carte prefabbricate” dei vini; ma ricercano novità, prestano attenzione al biologico e al naturale, sempre rispettando un equilibrio tra i prezzi e la portata della clientela.

La premiazione sarà lunedì 14 maggio 2018 alle ore 15, in occasione della terza edizione di Gourmandia in programma da sabato 12 a lunedì 14 maggio 2018 all’ex Filanda di Santa Lucia di Piave (Treviso).

Il premio viene assegnato a seguito della ricerca condotta dalla redazione di Gastronauta® e dai suoi collaboratori: esperti, giornalisti e winelover da tutta l’Italia.

Lunedì 14 maggio Davide Paolini consegnerà il riconoscimento ai tredici locali selezionati, per la maggior parte stellati.
Ecco i ristoranti premiati:
Osteria Mondodoro di Verona
– Le Calandre di Sarmeola (Padova)
– Gli Amici di Godia (Udine)
– Rovello 18 di Milano
– Casin del Gamba di Altissimo (Vicenza)
– La Peca di Lonigo (Vicenza)
– Dal Pescatore di Canneto sull’Oglio (Mantova)
– Enoteca Marcucci di Pietrasanta (Lucca)
– Osteria della Brughiera di Villa d’Almè (Bergamo)
– Ristorante Gellius di Oderzo (Treviso)
– Locanda San Lorenzo di Puos d’Alpago (Belluno)
– Il Ridotto di Venezia
– La Stüa di Michil dell’Hotel La Perla di Corvara In Badia (Bolzano)

Gastronauta® promuove il premio insieme alla Cantina Tramin di Termeno (Bolzano), considerata la casa del Gewürztraminer e conosciuta in tutto il mondo come emblema del territorio dell’Alto Adige.


GOURMANDIA DAL 12 AL 14 MAGGIO A TREVISO: PIZZA E PROSECCO DOC

A Gourmandia – Le terre golose del Gastronauta – all’ex Filanda di Santa Lucia di Piave (Treviso) – il vino sarà protagonista anche con “Pizza&Prosecco Doc”.

“Pizza&Prosecco Doc” è il titolo di un ciclo di incontri per scoprire come la versatilità e la freschezza del Prosecco Doc si abbinino alla Pizza, diventando così una valida alternativa alle solite bevande a base di lieviti.

Il primo appuntamento è per sabato 12 maggio alle 14 con “Lieviti spontanei del grano saraceno” con Massimo Frighetto di Premiata Fabbrica Pizza e il Consorzio di Tutela del Prosecco Doc.

Domenica 13 maggio alle 13 ci sarà invece “Passione a lenta lievitazione” con Michele Basso di Arrigoni & Basso e sempre i vini del Consorzio di Tutela del Prosecco DOC.

Lunedì 14 maggio alle 14 in programma “Sofficecroccante, le diverse consistenze in un’unica pizza” con Angelo di Lieto de La Fenice Belluno e i vini tutelati dal Consorzio del Prosecco DOC.

Gourmandia è aperta al pubblico. L’ingresso è a pagamento.

Sol&Agrifood, una bottiglia d’olio destinata a ristoranti e trattorie

Sol&Agrifood, una bottiglia d’olio destinata a ristoranti e trattorie

Frantoio Turri torna a Sol&Agrifood, il Salone Internazionale dell’Agroalimentare di Qualità in programma dal 15 al 18 aprile 2018 a Verona in contemporanea a Vinitaly. Durante i quattro giorni di fiera saranno presentate le nuove bottiglie d’olio dedicate alla ristorazione.

“E’ un progetto”, afferma Laura Turri, del Fratonio Turri, “che si rivolge ai ristoratori che desiderano trasmettere cura e attenzione per le materie prime, rafforzando il legame tra cucina e territorio”.

L’obiettivo di Frantoio Turri  è quello di sensibilizzare il cliente alla scelta dell’olio permettendogli, come succede con il vino, di conoscere e assaggiare un prodotto che poi potrà portare a casa e abbinare anche ai piatti della sua cucina.

Per questo il Frantoio Turri, spiega una nota dello Studio Cru, ha pensato a una bottiglia esclusiva: una confezione monodose di olio extravergine di oliva Turri 100% italiano in un formato di 10 cl. In questo modo il cliente potrà portare a casa l’olio che ha usato per condire a crudo i piatti del ristorante.

A Sol&Agrifood il Frantoio Turri presenterà anche una bottiglia da 25 cl in una nuova confezione, ideale per una bomboniera o un regalo di qualità.

Durante Sol&Agrifood nello stand di Frantoio Turri si alterneranno tanti appuntamenti per conoscere e assaggiare l’olio, abbinato alle specialità gastronomiche del territorio gardesano.

Domenica 15 aprile, dalle 11.30 alle 13.30, il maestro macellaio trevigiano Bruno Bassetto presenterà la battuta di carne sorana veneta di qualità verificata tagliata al coltello, in abbinamento all’olio Garda DOP Turri.

Lunedì 16 aprile, dalle 12 alle 15, ci sarà un momento dedicato alla Fogassa de Cavaion, dolce tipico della tradizione a marchio DeCo.

In occasione del Vinitaly, l’Associazione Cavaion nel Mondo preparerà la “fogassa” in una versione alternativa con il vino Chiaretto.

Martedi 17 aprile alle 12.30 la Riseria La Pila di Verona preparerà il Risotto Mozzafiato con Riso Nano Vialone Veronese IGP, condito con l’olio Garda DOP Turri, erbette e Mozzarella di Bufala.

Mercoledì 18 aprile, l’Istituto Alberghiero Berti di Verona presenterà un piatto dedicato a Vinitaly dove l’olio Turri sarà protagonista.

Allo chef veronese Mauro Buffo del Ristorante 12 Apostoli il Premio Maculan

Allo chef veronese Mauro Buffo del Ristorante 12 Apostoli il Premio Maculan

Mauro Buffo, chef del ristorante 12 Apostoli di Verona, ha vinto la prima edizione del Premio Maculan, migliore abbinamento dolce-salato, con la ricetta Piccione, Cipollotto ed Erbette del Monte Baldo (nella foto) abbinata al Torcolato Breganze DOC Maculan 2012.

Il concorso bandito lo scorso novembre dalla Cantina Maculan, con la collaborazione di Extra Cooking Systems forniture alberghiere, ha raccolto 54 ricette provenienti da tutta Italia con piatti salati pensati per l’abbinamento con un vino dolce. Gli chef potevano essere tanto professionisti, quanto non professionisti, unico requisito essere al di sotto dei 40 anni.

“Proporre un vino dolce solo con il dessert”, ha spiegato Fausto Maculan, titolare dell’azienda con le figlie Angela e Maria Vittoria, “è riduttivo. Lo sappiamo bene a Breganze, dove il Torcolato è una tradizione antichissima. Con questo Premio vogliamo dare nuovi spunti ai ristoranti per arricchire i loro menu sperimentando nuovi abbinamenti”.


LA GIURIA CON GIANCARLO PERBELLINI, LUIGI COSTA E FAUSTO MACULAN

Le ricette presentate al concorso sono state giudicate da un comitato tecnico composto da Giancarlo Perbellini, Luigi Costa e da Fausto Maculan che ha selezionato i quattro finalisti che avevano 45 minuti a disposizione per preparare i loro piatti di fronte ad una giuria tecnica di critici gastronomici.

Si sono così confrontati: Filippo Battistello, chef del Ristorante Al Pozzo di Mason Vicentino con il piatto “Insalata di Mare” abbinato al Malvasia delle Lipari Cantine Colosi; Paolo Longoni, chef del ristorante Bellavista di Veleso (Como) con il piatto “Cannelloni di foie gras, riduzione di balsamico e frutto della passione, giochi di spezie, purea di mela e zenzero” abbinato ad Acini Nobili 2011 Maculan; Adriano Fedi, cuoco amatoriale di Savona e titolare del blog Insalata di Vetriolo che ha proposto il “Raviolo Cremoso di Gorgonzola, Brodo di Aringa Affumicata e Maionese di Pomodoro” abbinato a Torcolato 2013 Maculan, oltre a Mauro Buffo con il suo Piccione.


LO CHEF MAURO BUFFO DEL RISTORANTE VERONESE “12 APOSTOLI”

Lo chef Mauro Buffo, veronese, ha collezionato esperienze dall’Albereta di Gualtiero Marchesi alle Calandre dagli Alajmo, da El Bulli di Ferran Adrià a David Bouley prima e Falai di New York prima di approdare ai 12 Apostoli, storico locale veronese che con il suo avvento sta conoscendo una nuova fortunata stagione.

Il suo Piccione, arricchito da una crosta di erbette e proposto con una crocchetta preparata con le interiora del volatile ha offerto un abbinamento impeccabile con il vino dolce convincendo la giuria.

Si è così aggiudicato il Premio Maculan, un’opera figurativa realizzata dall’artista vicentino Pino Guzzonato.

La stessa ricetta, in forma semplificata, sarà proposta nella prima giornata di Vinitaly, domenica 15 aprile, agli ospiti della Cantina Maculan tra le ore 13 e le 14 al padiglione 7, stand B3.

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