Camminata del Bardolino: il percorso ciclopedonale più lungo del lago di Garda, tra antichi borghi e vigneti del Bardolino DOC

Camminata del Bardolino: il percorso ciclopedonale più lungo del lago di Garda, tra antichi borghi e vigneti del Bardolino DOC

La bella stagione si presenta con giornate di sole e la voglia di lasciarsi alle spalle la quarantena dovuta al Coronavirus.

Cominciamo a muoverci, con le duvute regole di sicurezza, e ritornare al contatto con la natura.

Il nuovo Cammino del Bardolino comprende 18 percorsi ciclopedonali che si inoltrano nell’entroterra gardesano tra meravigliosi vigneti, colline piene di storia e scorci sul lago di Garda.

Si tratta di circa 100 km di splendidi itinerari ciclopedonali immersi nella natura pensati sia per gli amanti delle camminate e del cicloturismo sul lago di Garda sia per chi vuole conoscere da vicino la produzione del Bardolino DOC.

I 18 percorsi, di lunghezza variabile fra i 3 e i 20 km, congiungono infatti antichi sentieri, storici borghi e aziende vitivinicole e agroalimentari del territorio gardesano.

 

Cammino del Bardolino Lago di Garda

Cammino del Bardolino, Lago di Garda (Verona). (Foto Studio Land)

 

La Camminata del Bardolino

I comuni attraverssati dai 18 percorsi previsti dal progetto sono 6: Bardolino, Costermano, Garda, Rivoli Veronese, Affi, e Cavaion Veronese.

Circa sessanta sono invece le aziende vitivinicole coinvolte nel progetto, partito nel 2016 e finanziato dai comuni coinvolti.

Ma il cammino è anche un percorso esperienziale: attraversa infatti i principali borghi rurali e le aziende agricole produttrici di vino Bardolino Doc localizzate lungo il percorso.

Un “cammino” che i turisti e gli amanti del buon vino e della gastronomia non possono perdere.

Tutti i 18 percorsi sono stati mappati e segnalati, con la posa di 53 pannelli informativi che riportano il tracciato e i punti d’interesse.

Grazie ai pannelli informativi, tutti scaricabili su smartphone grazie a uno Qr Code, diventa possibile tracciare il prorpio itinerario, evidenziare le varie tappe e personalizzare i proprio itinerario.

 

 

cicloturismo lago di garda

Mappa del percorso “Cammino del Bardolino”, (foto Studio Land)

 

Nella mappa sono presenti anche aree di parcheggio gratuite, dove possiamo lasciare l’auto e iniziare a percorrere a piedi o in bicicletta il percorso scelto.

Il progetto, utile agli amanti dello sport e delle passeggiate nella natura, oltre ai tanti turisti che ogni anno visitano il lago di Garda, mira a valorizzare il patrimonio naturale, culturale e paesaggistico dell’entroterra gardesano, ricco di storia e di fascino.

Obiettivo del Cammino è inoltre quello di diffondere la conoscenza e la valorizzazione della ricchezza agroalimentare e vitivinicola dell’area di produzione del Bardolino DOC.

 

Cammini del Bardolino: tappe e cantine

I comuni attraversati sono 6: Bardolino, Costermano, Garda, Rivoli Veronese, Affi, e Cavaion Veronese. E circa sessanta sono le aziende vitivinicole coinvolte nel progetto.

Queste sono le tappe divise per ogni paese:

AFFI: Caorsa, Poggi,

BARDOLINO: Bigagnoli, Cà Bottura, Caldana, Campostrini, Casaretti, Colle dei Cipressi, Corradini, Costadoro, D’Aulerio, Delibori, Enoitalia, Girardelli, Gruppo Italiano Vini, Guerrieri Rizzardi, La Cà, La Rocca, Le Vai, Lenotti, Monte Oliveto, Raval, Rizzardi, San Zeno, Tre Colline, Vallonga, Valetti, Villabella, Villa Calicantus, Zeni,

CAVAION VERONESE: Bettili, Canella, Cesari, Domini Veneti, Lamberti, Le Fraghe, Marchesini, Monte Saline, Naiano, Righetti Dante, Righetti Enzo, Taborro, Torcolo,

COSTERMANO: Bondi, Garda, Natura, Pellegrini, Val,

GARDA: Canevini,

RIVOLI VERONESE: Baccolo, Benedetti, Cà Cerù, Ceradini, Colombari, Gasparini, Giramonti, La Colombara, Rocca, Sol de Montalto, Testi.

(fonte delle informazioni: sito studio Land, che si è occupato del progetto)

 

Vedi anche:

Cicloturismo sul Lago di Garda

Camminate sul Lago di Garda

Leggi anche:

Strada del vino Bardolino

Scopri il Vino Bardolino nel portale sull’enoturismo Verona Wine Love.com

 

 

Articolo a cura di Sara Soliman
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Foto di copertina: Consorzio Tutela Vino Bardolino Doc

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Come cambierà la ristorazione dopo il Coronavirus? Distanziamento in sala, doppi turni, creazione di zone “privé” e attenzione estrema all’igiene

Come cambierà la ristorazione dopo il Coronavirus? Distanziamento in sala, doppi turni, creazione di zone “privé” e attenzione estrema all’igiene

La ristorazione è di fronte ad un cambiamento. È necessario organizzarsi oggi per meglio affrontare un domani incerto nelle abitudini e negli atteggiamenti sociali.

Sono in molti a chiedersi quando torneranno nel loro ristorante preferito. Ma stabilire una data esatta non è ancora possibile.

Gli esperti affermano che per il via libera alla ripresa di bar, ristoranti e pasticcerie è necessario che il tasso di contagiosità (R0) scenda ancora.

È importante allora organizzarsi per riaprire in sicurezza e con tutte le precauzioni possibili.

Quel che è certo è che niente sarà più come prima, almeno per un lungo periodo.

Nei ristoranti saranno razionalizzati i flussi della clientela mediante sistemi di prenotazione, assisteremo a un’attenta gestione dei menu e a un’attenzione estrema all’igiene.

Sembra che l’Italia non sposerà il modello coreano dei pannelli di plexiglass per dividere un tavolo dall’altro.

Si parla piuttosto di distanziamento in sala, doppi turni su prenotazione e creazione di zone “privé”.

Ripartire significherà anche abituare lo staff ad utilizzare dispositivi come mascherine, guanti e prodotti igienizzanti.

Non sarà facile, né bello da vedere, ma dovremo imparare a conviverci.

E soprattutto la clientela dovrà ritrovare il desiderio di tornare al ristorante, al bar e in pizzeria, vincendo la paura.

 

risoranti coronavirus

Regole restrittive in sala come in cucina: guanti e distanziamento

 

 

Riapertura dopo il Coronavirus: cosa accadrà?

Gli effetti dell’epidemia del Coronavirus si vedranno a breve, quando ristoranti e locali pubblici riapriranno.

Non si sa ancora quando la ristorazione tornerà operativa in loco. In ogni caso già si sa che bar e ristoranti saranno tra le ultime tipologie di attività a poter riaprire.

Ma riaprire non basterà: il settore dovrà adeguarsi a nuove direttive e nuove esigenze.

I locali, a causa della chiusura per la pandemia, hanno già accusato perdite per 12 miliardi di euro. Perdite che sono destinate ad aumentare, con 300.000 posti di lavoro a rischio.

In molti si interrogano su quali saranno i cambiamenti da metter in atto per riprendere a lavorare nel quadro delle nuove norme, che saranno sicuramente molto restrittive.

Ma come riapriranno? E con quali imposizioni?

Sicuramente, per mantenere il distanziamento sociale ci dovranno essere meno coperti.

Qualche cambiamento avverrà anche in cucina, tra la necessità, per legge, di avere distanze di lavoro più ampie tra lavoratori.

Così sarà anche in sala, dove sarà probabile vedere camerieri servire con mascherine e guanti usa e getta.

Tuttavia, finché non ci sarà un farmaco, il timore di stare nei luoghi affollati ci bloccherà a casa.

La cosa più difficile, in ogni caso sarà riportare la gente al ristorante, ritrovare la fiducia del cliente, la voglia di convivialità, perché alla fine il ristorante italiano è diventato un luogo di piacere, non di nutrimento”

Afferma Paolo Marchi, ideatore di “Identità Golose” e tra i maggiori osservatori della ristorazione italiana (fonte WineNews.it).

 

Apertura dopo il Coronavirus: come si organizzeranno i ristoranti?

Cambierà la concezione di spazio pubblico come siamo abituati a viverlo. I ristoranti lavoreranno con doppi turni a prenotazione obbligatoria, pasti che durano un tempo prefissato (come avviene nei luoghi turistici in alta stagione).

Ma dovremo abituarci, dal momento che i locali avranno tavoli più distanziati e quindi meno coperti.

Scordiamoci le grandi tavolate, almeno per qualche mese.

Si teme che sarà complicato far tornare la gente al ristorante, anche perché ci si chiederà comunque molto più rispetto a prima sotto l’aspetto dell’igiene.

È probabile che cambierà qualcosa anche a livello di proposta culinaria. Forse l’offerta sarà più ridotta. E vale per chi cerca un certo tipo di cucina, di lusso.

Inoltre, dovremo anche adattarci al fatto che, a livello di materia prima, non tutto sarà sempre disponibile, come lo è stato fino a prima dell’epidemia. Sarà necessario puntare di più sui prodotti locali.

Soffrirà molto chi ha tarato tutto sulla clientela straniera, anche di alta gamma, come certi hotel o zone, per esempio.

Viene da chiedersi, però, al di là dei cambiamenti, quanti locali riusciranno a sopravvivere a questa crisi epocale, e riuscire a ripartire.

Per tanti sarà molto difficile, l’impatto sarà fortissimo.

Si ragiona anche su come intervenire per migliorare il riciclo dell’aria, sulla sanificazione costante, migliorando la gestione anche dell’aria condizionata.

Potenziamento del Food-Delivery

Il molti, già durante l’emergenza, hanno potenziato l’asporto di pietanze, pizze, dolci e gelato con propri automezzi.

Altre strutture, invece, hanno creato una sorta di affaccio all’esterno, una finestra di servizio rivolta all’esterno dal locale, per evitare l’assembramento all’interno.

E questo, dove possibile, probabilmente sarà implementato.

È una sorta di evoluzione dello street food in chiave più contemporanea, che sicuramente troverà applicazione.

Delivery e coronavirus

Il food delivery si è sviluppato ampliando l’offerta di piatti a seconda delle esigenze del cliente

 

Il delivery però non può essere una soluzione per tutte le strutture: per qualcuno, a conti fatti, il margine è minimo.

E infatti c’è chi lo vede più come un modo per rimanere in contatto con i propri clienti e dare loro un servizio di cortesia.

Un esempio è la scelta fatta dallo chef Gianpiero Cravero, proprietario di due ristoranti a Novara.

Cravero è stato uno dei primi a proporre il servizio a domicilio e così ha dichiarato sul sito foodyes.it:

“Bisogna pensare a piatti adatti ad essere trasportati, riscaldati in casa e consumati qualche ora dopo la loro preparazione. Per questo abbiamo inserito nei menu i consigli per riscaldare in forno. Un’attenzione in più che i clienti hanno molto apprezzato.”

E, pensando alla richiesta del cliente, lo chef suggerisce:

“Ricette che il cliente può prepararsi facilmente in casa non hanno senso. Chi opta per il servizio delivery sceglie anche un tipo di cucina, proprio come quando si sceglie un ristorante. Venire meno a questo principio significherebbe tradire il rapporto di fiducia con la propria clientela”.

Diversificare e dare sfoggio alla creativà sono alcune delle componenti che in Italia certo non mancano.

E la conferma arriva anche da  Lisa Abend, una Food&Wine writer, che parla di come la crisi del Covid-19 arrivi in un momento in cui in Italia i ristoranti sono diventati molto più di luoghi dove mangiare:

“Non più una mera fonte di sostentamento o convivialità, i ristoranti sono diventati un’arena essenziale della vita moderna – posti a cui guardare per status e comunità, divertimento e arte, impegno politico e gestione ambientale.”

 

Il ruolo della comunicazione

È proprio nei momenti difficili che le aziende devono far sentire la loro presenza e coltivare il rapporto con il cliente.

Anche durante la quarantena alcune aziende sono riuscite a essere presenti lo stesso. Chi grazie alla possibilità di spedire le pietanze a domicilio, chi tramite un accurato utilizzo del blog aziendale e dei social network.

La condivisione di alcune ricette per ricreare a casa gli stessi piatti che si trovano nei locali, addirittura facendo arrivare alcuni prodotti, è sicuramente una buona idea, oltre che un modo di mantenere il rapporto con il cliente e dunque fidelizzarlo.

Il digitale è un aiuto prezioso per questo: riesce a stabilire e rinsaldare il legame con i clienti. Ma non solo, crea fiducia e autorevolezza.

 

Le stime della CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa)

Le stime della Cna sono sconfortanti. Nel primo semestre del 2020 i ricavi del turismo subiranno una contrazione del 73%.

L’emergenza sanitaria ha provocato la paralisi dell’intera filiera che genera circa il 12% del Pil italiano.

Il giro d’affari atteso è di appena 16 miliardi di euro rispetto ai 57 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso.

Anche la stagione estiva sarà compromessa. La  Cna prevede che tra luglio e settembre mancheranno all’appello circa 25 milioni di stranieri.

La diffusione del virus a livello globale e le relative misure restrittive degli spostamenti si traducono nel mancato arrivo nella penisola di circa 25 milioni di stranieri nel periodo tra febbraio e giugno, pari a 82 milioni di presenze.

La stessa confederazione stima che, tra luglio e settembre 2020, altri 25 milioni di turisti stranieri non arriveranno in Italia per 98,5 milioni di presenze in meno.

In totale tra febbraio e settembre di quest’anno la perdita di turisti stranieri ammonta a 50,2 milioni e circa 180,8 milioni di presenze.

Anche le stime per le società turistiche non sono rosee.

Il lockdown disposto per contenere i contagi da Covid19 porterà nel 2020 in Italia a un crollo del fatturato per le società del settore ristoranti e alberghi (72.748 società che nel 2019 hanno fatturato 37,8 miliardi di euro), di 16,7 miliardi di euro, pari ad un calo, rispetto al 2019, del -44,1%. 

Gli hotel sono i più colpiti, con una perdita di 7,9 miliardi, pari a -53,8%, mentre la ristorazione registra una contrazione di 8,8 miliardi pari a -37,9%.

Sono le stime quantificate dall’Osservatorio sui bilanci 2018 delle Srl del Consiglio e della Fondazione Nazionale dei Commercialisti.

L’impatto è dovuto sia al calo della domanda che ha colpito il settore ancora prima che scattasse l’emergenza in Italia, sia al blocco delle attività imposto per decreto, al fine di fronteggiare l’emergenza sanitaria.

A livello regionale, secondo il dossier la più colpita è la Lombardia con un calo di 3,5 miliardi di euro, seguita dal Lazio con -2,7 miliardi e dal Veneto con -1,6 miliardi.

Italia: il bel paese dove trascorrere le vacanze

Premesso e sperando che il Covid-19 ci dia tregua prima della fine dell’estate, quelle del 2020 saranno le “vacanze italiane”.

Si viaggerà in auto o in moto e la meta sarà quella della seconda casa, per chi ne ha una. Le mete la collina, la montagna e il mare.

La paura del contagio e la stretta economica potrebbero portare le famiglie italiane a prediligere luoghi poco frequentati, tranquilli e a contatto con la natura.

Un ritorno alle vacanze italiane degli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso. Più soldi spesi in negozi alimentari e artigianato locale con un recupero di quella socialità persa a causa del clima attuale, magari organizzando mini cene con amici o piccoli ritrovi nei bar di paese.

Vedi le Guide di VeronaWineLove.com:

> Lago di Garda
> Lessinia
> Verona e dintorni

Articolo a cura di Sara Soliman
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Febbraio 2020: le manifestazioni e gli appuntamenti col vino a Verona e in Italia scelti da Verona Wine Love

Febbraio 2020: le manifestazioni e gli appuntamenti col vino a Verona e in Italia scelti da Verona Wine Love

Febbraio si apre con appuntamenti di qualità in campo enogastronomico, a Verona con Anteprima Amarone e a Siena e a Bologna in particolare.

E si avvicina la festa di San Valentino: come ogni anno Verona si tinge di rosso per la manifestazione Verona in Love. Se non sei mai stato a Verona è un bel momento per visitare la città e seguire gli eventi organizzati in occasione della festa.

Per gli amanti dell’enoturismo, la Valpolicella offre le sue cantine, i ristoranti e le località per vivere esperienze che riuniscono sapori, aromi e storia.

Per te, che vuoi essere sempre informato sugli eventi che riguardano wine & food, abbiamo raccolto gli appuntamenti più interessanti.

 

Appuntamenti, eventi, spettacoli a Verona aprile 2019

 

Eccoti gli appuntamenti a Verona e in Italia per il mese di febbraio 2020:

 

  • 1-3 febbraio 2020, Vignaioli di Montagna, manifestazione dedicata ai vini artigianali del Trentino e dell’Alto Adige, Bologna
  • 1-3 febbraio 2020, Wine&Siena:Capolavori del gusto, eccellenze enogastronomiche, Siena
  • Febbraio 2020, Forum di Vinifera, degustazioni, conferenze, incontri con produttori ed esperti del settore, Trento
  • 23-24 febbraio 2020, VinNatur Genova 2020, 105 produttori di vino naturale ai Magazzini del Cotone nel Porto Antico, Genova

 

→ Scopri la pagina dedicata all’Enoturismo e alle Strade del Vino nella provincia di Verona

 

→ Scopri  CANTINE E VINI DI VERONA

 

Articolo a cura della Redazione Verona Wine Love
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Ciclabile Limone-Riva del Garda: nuovi tratti di pista in arrivo. Il progetto Garda by Bike prende forma

Ciclabile Limone-Riva del Garda: nuovi tratti di pista in arrivo. Il progetto Garda by Bike prende forma

La “pista ciclabile più bella d’Europa”, la ciclovia del Garda, aggiunge altri tratti di percorrenza tra territorio trentino e bresciano. A fine febbraio 2020 partiranno infatti i lavori relativi al primo tratto in progetto.

Stiamo parlando del tratto di pista ciclabile che da Riva del Garda arriva fino all’innesto della vecchia via del Ponale.

Un tratto, questo come gli altri in previsione di essere costruiti, che rientra nell’ambizioso Progetto del Garda by Bike.

 

Sentiero del Ponale,Garda

La strada del Ponale collega Riva del Garda alla Valle di Ledro

 

Pista Ciclabile Limone-Riva: il primo nuovo tratto a Riva del Garda

Il primo tratto funzionale, così viene chiamato, riguarda il centro di Riva e la fascia sulle sponde del lago e collegherà la pista ciclabile già funzionante che da Porto S. Nicolò arriva alla Ponale.

Il tratto si svilupperà per circa un chilometro e mezzo. Poi seguirà la costruzione di un altro tratto che porterà alla galleria Orione.

I lavori sono stati aggiudicati all’ATI, l’associazione temporanea delle imprese formata dalla Geo Rock di Spiazzo Rendena, la stessa azienda che ha realizzato i due chilometri a picco sul lago che portano da Capo Reamol nel Comune di Limone al confine col Trentino, insieme alla Edilchiarani di Pietramurata.

Il costo previsto è di circa milione di euro, o forse qualcosa di più, ma intanto si comincia, per la gioia dei tanti amanti del cicloturismo.

 

>> Leggi anche: Cicloturismo sul lago di Garda. In bicicletta da Bardolino a Rocca del Garda, Punta San Vigilio e Garda

 

Ciclabile di Riva: per il secondo e terzo tratto bisogna attendere

Per il secondo tratto, di poco più di un chilometro, ancora non si conosce l’azienda a cui verranno affidati i lavori. Il costo da sostenere è di cinque milioni di euro.

Poi ci sarà il terzo tratto, che che dalla galleria Orione porterà al porto del Ponale. Ed è da qui che si potrà partire per arrivare al confine con Limone.

Sono due i tratti funzionali previsti per il terzo tratto, per una somma complessiva di circa altri diciotto milioni di euro.

Una volta terminati i lavori, la ciclabile di Riva del Garda vedrà un allungamento dunque di circa sei chilometri e mezzo tra Riva del Garda (Trento) e Limone (Brescia).

Infine, per il tratto a est, quello che collega Riva del Garda alla parte veronese del lago di Garda, il progetto è ancora “in alto lago”. Il tratto di competenza veronese, invece, è sotto i riflettori della provincia e in fase di progettazione.

 

Ciclabile del Garda

La pista ciclabile dell’alto lago di Garda: targhetta nel tratto di Limone del Garda

 

Progetto Garda by Bike: il giro del Lago di Garda su pista ciclabile ininterrotta

Garda by Bike è un una pista ciclabile lunga 190 km che percorre l’intero giro del Lago di Garda attraversando Veneto, Lombardia e Trentino a Alto Adige.

Con Garda by Bike il sogno di ogni ciclista, il giro del Lago di Garda su una pista ciclabile ininterrotta, diventerà realtà.

Come ben sanno gli appassionati delle due ruote, alcuni km di ciclabile intorno a Limone del Garda sono già finiti e possono già essere percorsi in bicicletta, mentre altri sono in progetto.

L’intero percorso passerà dunque lungo tratti di ciclabile già attivi, vecchie gallerie inutilizzate e parti da costruire ex-novo.

Attraverserà Sirmione, Desenzano del Garda, Lonato del Garda, alcuni comuni della Valtènesi quali Padenghe sul Garda, Moniga del Garda, Manerba del Garda.

Costeggiando la riva nord del Lago attraverserà poi i territori di San Felice del Benaco e, nel Parco dell’Alto Garda, Salò, Gardone Riviera, Toscolano-Maderno, Gargnano, Tignale, Tremosine sul Garda, Limone.

La pista sarà collegata alla Ciclovia del Sole, incrociando EuroVelo EV7, il grande percorso ciclabile dell’Europa centrale ed Eurovelo EV8, l’“Itinerario Mediterraneo”.

Nel tratto fra Gargnano e Limone sul Garda il tracciato si inerpica sui pendii ripidi dei monti della Valvestino ed è quindi consigliato ai soli esperti.

In alternativa è prevista la possibilità di utilizzare la navigazione sul lago attraverso battelli predisposti al carico delle biciclette.

Già in progetto, invece, il tratto che da Limone sud giungerà alla zona del bivio per Tremosine. Il tratto parte dalle vecchie gallerie dismesse della Gardesana, a strapiombo sul lago.

In progetto c’è anche il tratto da Tremosine a Campione sud e poi, nell’ottica del grande sogno dell’anello ciclabile gardesano Garda by bike, si dovrà pensare al tratto Campione-Tignale.

 

Il lago di Garda: un paradiso per il cicloturismo

Il lago di Garda si sviluppa toccando le sponde di tre province: Verona, Trento e Brescia. Numerosi sono i percorsi di cicloturismo che, attraversando territori pianeggianti o spingendosi in collina, toccano incantevoli borghi a ridosso del lago.

Nel portale Verona Wine Love abbiamo creato una sezione che raccoglie tutti le piste ciclabili e i percorsi di cicloturismo, di diverse lunghezze e gradi di difficoltà, come il giro alto del Garda, la Strada del Ponale, la pista ciclabile da Mori a Riva del Garda, la ciclabile Valli dei laghi e altri.

>> Cicloturismo sul Lago di Garda

Caratteristici sono i borghi che si raggiungono attraverso queste ciclabili sul Lago di Garda: da Limone a Riva del Garda, da Torri a Bardolino, sulla sponda veronese del lago. 

Sono paesi che profumano d’altri tempi e che attirano ogni anno numerosi turisti: informazioni e consigli utili sulla sezione Lago di Garda.

Una delle mete apprezzate da villeggianti e turisti è la Valle dei Mulini, zona che si può raggiungere anche a piedi e che inizia dall’abitato del comune di Garda.

È una gradevole escursione che permette di inoltrarci nell’entroterra, tra colline e boschi rigogliosi. 

Il percorso arriva in una zona dove sono visibili alcuni vecchi mulini. Le acque del torrente alimentavano le pale che servivano a macinare il grano.

 

Valle dei mulini

Valle dei Mulini a Garda

 

→ Leggi anche: Estate in bicicletta sul Lago di Garda

 

Articolo a cura di Sara Soliman
✉︎   redazione@veronawinelove.com

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Dazi sui vini italiani: Mantovani di Veronafiere e Bussinello del Consorzio Valpolicella preoccupati per la decisione USA

Dazi sui vini italiani: Mantovani di Veronafiere e Bussinello del Consorzio Valpolicella preoccupati per la decisione USA

Nuovi dazi sul mercato dei vini, i mercati internazionali sono in fibrillazione per la decisione degli Stati Uniti.

A Verona l’intero comparto è in attesa. E il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, esprime la sua preoccupazione.

La data di pronunciamento dell’United States Trade Rapresentative (USTR), sull’applicazione di questa imposta che colpisce i consumi di vino, è scaduta lunedì 13 gennaio 2020.

La percentuale di applicazione del dazio, che parte dal 25% fino al 100% di aumento, è una vera spada di Damocle per il settore del vino.

Gli ultimi dazi applicati da ottobre 2019 (in misura del 25%) dal dipartimento del commercio americano riguardano i vini fermi (sotto i 14 gradi di alcol) di Francia, Spagna e Germania. L’Italia, fino ad ora, è stata esclusa dal provvedimento.

 

Dazi sul vino: l’intervento del direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani

“Ci auguriamo che la missione del Commissario al Commercio, Phil Hogan in programma da oggi negli Stati Uniti, possa scongiurare ciò che riteniamo essere un vero e proprio agguato commerciale ai danni dell’agroalimentare italiano ed europeo” dichiara il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani.

Un tentativo, quello del Commissario europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, mirato a scongiurare la pesante presa di posizione dell’amministrazione Trump.

L’eventuale lista allargata espressa dal dipartimento del Commercio americano (USTR) – aggiunte Mantovani – non sarà infatti esecutiva prima di metà di febbraio: per questo è necessario che l’Unione europea dia riscontro alle istanze contenute nella lettera della ministra alle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, recapitata nei giorni scorsi al Commissario Hogan”.

Ricordiamo che il dipartimento del Commercio americano prospetta di allargare la lista dei prodotti, a potenziale dazio aggiuntivo, includendo oltre al vino, l’olio e la pasta italiani.

“Inutile dire – aggiunge Mantovani – come per il comparto vino la preoccupazione sia enorme: basti pensare che, complici anche le scorte accumulate nei mesi precedenti, i vini fermi francesi sottoposti all’extra-dazio del 25% hanno registrato un calo di vendite negli Usa del 36% a valore nel solo mese di novembre rispetto alla stessa mensilità sul pari periodo 2018″.

Il settore vitivinicolo internazionale si presenta, pertanto, con dati commerciali per nulla confortanti.

 

Veronanafiere il direttore generale Giovanni Mantovani

Il direttore generale di Veronafiere (Verona), Giovanni Mantovani (Foto di Press Office Veronafiere)

 

Il mercato del vino secondo l’osservatorio Vinitaly Nomisma Wine Monitor

 

“Contestualmente, secondo il nostro Osservatorio Vinitaly Nomisma Wine Monitor, l’Italia ha chiuso il mese con una crescita di quasi il 10%. Ora, con la calamità delle possibili imposte aggiuntive la produzione interna non sarà in grado di soddisfare la domanda e l’Europa rischia così di perdere quote di mercato difficilmente recuperabili in futuro, a tutto vantaggio del Nuovo Mondo produttivo” aggiunge Mantovani.

“Da parte nostra – ha concluso il direttore generale di Veronafiere – proseguiamo nella nostra attività di supporto del settore nel principale mercato mondiale, anche con una task force operativa in grado di ampliare del 20% la presenza di operatori statunitensi ospiti già a partire dal prossimo Vinitaly e al tempo stesso di accelerare sulle nuove frontiere commerciali di un comparto ancora troppo legato agli sbocchi tradizionali”.

Un riscontro sull’andamento del mercato internazionale dei vini, su cui riflettere, proviene dall’Osservatorio Vinitaly Nomisma Wine Monitor.

Secondo la previsione dell’Osservatorio (fonte: stime su dati doganali) l’Italia nel 2019 chiuderà le vendite verso gli Usa in crescita di circa il 5%, per un corrispettivo record che sfiorerà 1,8 miliardi di euro. Si tratta di un’incidenza di quasi il 28% sull’export globale di vini made in Italy, molto più del suo competitor francese.

Gli Stati Uniti hanno infine registrato nell’ultimo quinquennio il maggior incremento tra i 5 top mercati mondiali per il vino italiano, con un +38,6% a valore.

Leggi anche: Export del vino italiano in crescita dell’8% rispetto al 2019

Leggi anche: Export di vino italiano. Studio Nomisma-Ice

 

La posizione del Consorzio Vini Valpolicella sui dazi degli Stati Uniti

 

Il problema “dazi” viene evidenziato anche dal Consorzio tutela vini Valpolicella.

Il direttore, Olga Bussinello, interviene sull’argomento e dichiara: “Un fattore tanto esogeno quanto ingiusto rischia di colpire uno dei capisaldi dell’export veronese: il vino”.

“Negli 5 ultimi anni i rossi veneti, dove la Valpolicella incide per il 70% del valore – aggiunge Bussinello, direttrice del Consorzio per la tutela dei vini Valpolicella- sono cresciuti del 46% sul mercato americano, un dato che va ben oltre l’incremento export di vino made in Italy nello stesso periodo”.

 

Consorzio Valpolicella Olga Bussinello

Il direttore del Consorzio per la tutela dei vini Valpolicella, Olga Bussinello (foto di repertorio)

 

Ulteriore effetto destabilizzante nel palcoscenico internazionale dei vini è, quindi, la possibilità di una forte riduzione delle esportazioni per le cantine della Valpolicella e di tutto il territorio veronese.

“Siamo preoccupati soprattutto per i vini a fascia media, quindi per il Valpolicella – che negli Usa esporta il 17% dell’intero export – e il Ripasso. Sull’Amarone – dichiara la direttrice del consorzio – vogliamo sperare di poter contare sulla sua forte identità e sul fatto che sia un vino meno sostituibile di altri”.

“Ma la leva del prezzo – conclude Bussinello – mette ovviamente a rischio anche il nostro grande rosso, che negli Usa raccoglie a valore il 15% delle vendite complessive realizzate all’estero”.

 

Leggi anche: Vini della Valpolicella protagonisti nelle tavole degli Stati Uniti

 

Associazioni e operatori del vino italiano chiedono l’intervento delle istituzioni

 

Tutto il settore del vino italiano, all’unisono, è compatto nel chiedere al Governo, al Presidente del Consiglio Conte e ai ministri Di Maio e Bellanova, un’azione diplomatica forte.

Il prezzo che le aziende vitivinicole, grandi e piccole, sono chiamate a pagare in caso di applicazione dei dazi potrebbe essere alto.

E una guerra commerciale potrebbe compromettere irrimediabilmente l’equilibrio della filiera.

I futuri scenari commerciali che si prospettano sono quindi disseminati di interrogativi legati alle prossime prese di posizione, dettate dall’amministrazione Trump.

Nella speranza che la trattativa si concluda nel migliore dei modi restiamo fiduciosi che l’intensa fase di confronto, delle commissioni in campo, si concluda al meglio.

Per l’Italia e per l’Europa.


Articolo a cura di Nicola Albi

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Cantina di Soave: la pubblicità natalizia dello spumante “Maximilian I” corre sul bus

Cantina di Soave: la pubblicità natalizia dello spumante “Maximilian I” corre sul bus

La Cantina di Soave (Verona) ha programmato, in vista delle festività natalizie, la campagna pubblicitaria della linea dello spumante Maximilian I.

La promozione dello spumante più celebre della cantina si è focalizzata sulla presenza del brand Maximilian I su più di mille autobus.

Tanti sono i veicoli, delle linee di trasporto pubblico, pronti a girare nelle maggiori città italiane con la serigrafia delle bottiglie del Maximilian I racchiuse in bianche palline di natale.

 

Campagna pubblicitaria Cantina di Soave

La serigrafia del brand Maximilian I, la linea degli spumanti della Cantina di Soave, preparata per comparire sui bus delle maggiori città italiane (Foto della Cantina di Soave)

 

 

Spumante Maximilian I, la campagna pubblicitaria della Cantina di Soave

 

La scelta della Cantina, leader nazionale nella sua categoria all’interno della Grande Distribuzione (GDO), è pensata per diversificare la promozione dalla TV o dalla carta stampata ma trova comunque spazio con uscite pubblicitarie sulla Gazzetta dello Sport, L’Arena, il Giornale di Vicenza e Panorama.

Sono previste, inoltre, inserzioni anche sul popolare del sito web Meteo.it e sulle maggiori emittenti radio del Nord d’Italia (Radio Italia, Company, Studio Più, Number one, Radio80 e altre) con 2500 spot.

 

Campagna pubblicitaria Cantina di Soave

 

Le bollicine di Natale della linea di spumanti Maximilian I che vanno dal Müller Thrugau Durello Brut al Garda Doc, dal Prosecco Doc Brut al Soave Doc Brut e Recioto di Soave Docg sono pertanto il fulcro della campagna di Natale 2019.

«Quest’anno abbiamo voluto provare un canale nuovo come quello dei bus urbani e interurbani abbinato alle radio – spiega il Direttore Generale Bruno Trentini – adeguando il messaggio al mezzo e al target di riferimento.»

«Il risultato – aggiunge Trentini – è una comunicazione che potremmo definire “pop” e che si rivolge ad un pubblico trasversale. Non abbiamo cumunque voluto tralasciare il mondo del web e quello di quotidiani e periodici, che abbiamo tenuto come completamento.»

A pochi mesi dall’inaugurazione del nuovo stabilimento di produzione e della nuova sede, la Cantina di Soave conclude l’anno all’insegna delle bollicine e del meritato brindisi finale.

Con l’approvazione del Bilancio d’esercizio 2018-2019 e un fatturato 136 mln, la Cantina di Soave conferma il trend positivo delle vendite con percentuali interessanti sui mercati internazionali.

Ricordiamo che la Cantina di Soave ha ricevuto, nel 2018, il titolo di “Migliore Cantina italiana dell’anno” al Concorso internazionale IWSC (International Wine and Spirit Competition) di Londra.

 

>> Leggi anche: Vini Soave, un brindisi alla nuova cantina

>> Scopri: Strada del vino Soave

>> Leggi: Vini di Soave


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