Mediterraneo al primo posto tra le mete turistiche sostenibili entro il 2030

Mediterraneo al primo posto tra le mete turistiche sostenibili entro il 2030

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Secondo uno studio di The European House Ambrosetti presentato al Summit Blue Forum Italia Network, l’Italia può candidarsi a guidare un modello di sviluppo sostenibile del turismo per il Mediterraneo.

È previsto che entro il 2030 il Mediterraneo sarà al primo posto tra le mete turistiche sostenibili con 500 milioni di vacanzieri, secondo uno studio di The European House Ambrosetti presentato al Summit Blue Forum Italia Network.

L’Italia può candidarsi a guidare il processo di creazione, implementazione e diffusione di un modello di sviluppo sostenibile del turismo per il Mediterraneo.

Nonostante un crescente interesse per forme di turismo sostenibile, “il settore rimane ancora oggi basato sullo sfruttamento delle risorse naturali, economiche, sociali e culturali della località” osserva il partner e responsabile Area Sustainability, Carlo Cici.

Per quanto riguarda le sfide del futuro c’è il fatto che il turismo è tra i settori più esposti al cambiamento climatico e, al tempo stesso, contribuisce ad alimentarlo con l’8% delle emissioni di gas serra.

Riassumendo, i tre principali punti sui quali si basa lo studio e che aiutano a definire gli obiettivi del turismo sostenibile sono:

  • proteggere la diversità e tutelare le motivazioni turistiche,
  • promuovere la diversità e creare nuove occasioni di turismo,
  • rendere accessibile la diversità, migliorando le condizioni strutturali.

 

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Cibo

L’agricoltura italiana è la più green d’Europa

In riferimento all’ultimo report Eurostat, la Coldiretti rende noto che l’Italia detiene il primato agricolo nell’Unione Europea con il -20% di pesticidi. L’agricoltura italiana è

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L’agricoltura italiana è la più green d’Europa

L’agricoltura italiana è la più green d’Europa

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In riferimento all’ultimo report Eurostat, la Coldiretti rende noto che l’Italia detiene il primato agricolo nell’Unione Europea con il -20% di pesticidi.

L’agricoltura italiana è la più green d’Europa con il taglio record del 20% sull’uso dei pesticidi che al contrario aumentano in Francia, Germania e Austria.

Lo rende noto la Coldiretti in riferimento all’ultimo report Eurostat per il periodo compreso fra il 2011 al 2020 che registra invece un aumento del 6% in Francia che si contende con l’Italia il primato agricolo nell’Unione Europea.

Oggi l’agricoltura italiana è la più green d’Europa, con:

  • 315 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario,
  • 526 vini Dop/Igp,
  • 5.333 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola,
  • la leadership nel biologico con oltre 80.000 aziende agricole bio,
  • il primato della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari.
A questi primati, si aggiunge anche il vanto per l’Italia di essere leader nella biodiversità.

Sempre secondo la Coldiretti, Il settore è tra i più sostenibili a livello comunitario con appena il 7,2% di tutte le emissioni a livello nazionale con 30 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti in Italia, contro:

  • i 76 milioni di tonnellate della Francia,
  • i 66 milioni di tonnellate della Germania,
  • i 41 milioni del Regno Unito,
  • i 39 milioni della Spagna.

L’Italia produce anche 1,7 miliardi di metri cubi di biometano ma è possibile quadruplicare questa cifra nel giro di meno di dieci anni con la trasformazione del 65% dei reflui degli allevamenti.

Un modello di sviluppo unico che ha garantito all’Italia – evidenzia la Coldiretti – anche il primo posto in Ue per valore aggiunto con 31,3 miliardi di euro correnti, superando la Francia (30,2 miliardi).

Nonostante questo – continua la Coldiretti – l’agricoltura italiana è la meno sussidiata tra quelle dei principali Paesi europei dove in vetta alla classifica ci sono al primo posto la Francia, seguita da Germania e Spagna.

 

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L’agricoltura italiana è la più green d’Europa

In riferimento all’ultimo report Eurostat, la Coldiretti rende noto che l’Italia detiene il primato agricolo nell’Unione Europea con il -20% di pesticidi. L’agricoltura italiana è

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Il sistema del Prosecco presenta a Roma un piano sinergia per tutelarne il nome

Il sistema del Prosecco presenta a Roma un piano sinergia per tutelarne il nome

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Il sistema del Prosecco vara un
progetto sinergico tra i vari stakeholder per tutelare il nome delle famose bollicine da operazioni come quelle intraprese contro il Prosek.

È stato presentato, a Roma, in un incontro con la stampa, un progetto di aggregazione tra vari portatori d’interesse che prevede un lavoro unitario tra i vari enti per diffondere la cultura del Prosecco in Italia e nel mondo e delle colline di Conegliano Valdobbiadene patrimonio dell’umanità.

All’evento, promosso dal senatore Gianpaolo Vallardi, hanno partecipato vari esponenti parlamentari, responsabili dei diversi Consorzi di tutela e la presidente dell’associazione per il patrimonio delle Colline del Prosecco, Marina Montedoro.

“Quando parliamo delle nostre colline” – ha detto Montedoro – “parliamo di un paradigma di biodiversità, di una viticoltura in gran parte eroica e sempre attenta alla sostenibilità, di cultura, di arte e di tradizioni che affondano le radici nella ruralità del Veneto”.

Valorizzare in sinergia questi patrimoni serve oggi per difendere ciò che rende distintivo e competitivo il Made in Italy a livello internazionale.

Secondo il senatore Vallardi, il Prosecco è l’ambasciatore delle eccellenze italiane in Europa e nel mondo ed è tanto apprezzato in ogni parte del globo da essere, fra i prodotti del Made in Italy, il più copiato ed oggetto dell’Italian Sounding, che invece va contrastato con determinazione e vigore.

Le terre venete e friulane curano e perfezionano la coltivazione di quei tralci di vite per dare vita ad un tipo di vino sempre di altissima qualità, dal gusto raffinato e con la presenza di quelle bollicine conosciute nei cinque continenti.

Nell’occasione è stata ricordata la data del 5 luglio per il deposito alle autorità europee competenti delle deduzioni contrarie al riconoscimento del diritto ad adoperare il nome Prosek per la produzione di un particolare tipo di vino in Croazia.

“Il Prosecco è nostro, è simbolo della nostra viticoltura eroica, è una bandiera della nostra terra che non può essere imitato. Confermo che il nostro impegno ci sarà sempre a fianco di chi si batte per difendere un prodotto che è unico come il territorio su cui crescono i suoi vigneti”.

Con queste parole Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto, ha commentato il progetto di aggregazione presentato a Roma tra i vari portatori di interesse con obiettivo la tutela del nome del Prosecco.

“È una difesa della nostra storia e della nostra identità” – spiega il Presidente – “a chi pensa di utilizzare il nome Prosek con disinvoltura, ricordiamo che il nostro Prosecco è un vino che si identifica con la nostra cultura, il nostro lavoro e i nostri territori”.

Fare squadra è fondamentale, ricorda Zaia, per unire tutte le forze contro non solo la contraffazione ma anche la confusione di nomi e località di cui può approfittarsene qualcuno a danno dei nostri viticoltori e di una cultura enologica che da noi è di casa da secoli.

“Ribadisco il concetto più volte espresso: il Prosecco è tale perché c’è una riserva del nome con un decreto del 2009, riconosciuto dall’Europa” – conclude Zaia – “e c’è il pronunciamento dell’Unesco che, nel 2019, ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene”.

 

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Per il ministro Franceschini serve incentivare il turismo nelle aree interne con i fondi del Pnrr

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Il ministro della Cultura Franceschini stanzia oltre un miliardo per dirottare i turisti su borghi e città d’arte. L’idea è quella di distribuire i visitatori su destinazioni meno conosciute.

Il ministro della Cultura, Dario Franceschini, annuncia lo stanziamento di oltre un miliardo dal Pnrr (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza) per attrarre i turisti nei borghi e nelle città d’arte.

All’incontro elettorale tenutosi all’Aquila, il ministro afferma che da un lato il turismo ha raggiunto gli alti livelli registrati nel 2019, dall’altro ha causato il problema dell’affollamento: troppi turisti negli stessi luoghi e troppi flussi di persone da gestire.

Per questo motivo si è reso necessario stanziare fondi con lo scopo di ridistribuire i turisti nelle aree interne meno conosciute.

“Penso a Venezia o alcuni luoghi simbolo di Roma, come la fontana di Trevi che non possono contenere un numero illimitato di persone” – afferma il ministro Franceschini – “davanti alla fontana di Trevi non possono starci mille o centomila visitatori”.

Oltre al problema della fruibilità del patrimonio bisogna anche ricordare la questione della sicurezza delle persone.

Secondo il ministro in questo schema L’Aquila ha un ruolo centrale, in quanto come città sta dando una prova bellissima di rinascita, di ricostruzione intelligente che il mondo sta guardando con attenzione.

 

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Dalle eccellenze enogastronomiche del territorio ai tour degustativi in bicicletta, la nuova estate italiana ha il sapore della sostenibilità

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vacanze - Italia - sostenibilità - tour - bicicletta - enogastronomia - dati report - Roberta Garibaldi - credit photo towfiqu barbhuiya

La proposta per la stagione turistica 2022 è caratterizzata da esperienze innovative e di qualità. Cambiano i gusti degli italiani, le vacanze si prenotano in borghi rurali a contatto con la natura e all’insegna del buon cibo.

Roberta Garibaldi, Presidente dell’associazione Italiana Turismo Enogastronomico, evidenzia per la stagione turistica 2022 un crescente desiderio da parte dei turisti italiani verso proposte che vadano oltre le tradizionali visite e degustazioni.

Tour degustazione in bicicletta, una giornata con un mastro birraio, visite a musei del gusto e Strade dei Sapori sono solo alcuni esempi di ciò che la nostra eccellenza italiana può offrire.

Il rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano per l’estate 2022 rivela come le aziende con proposte di degustazione e di altre attività sportive, escursioni e mountain-bike in primis, siano cresciute a tassi superiori alla media del +8% e +10% rispetto al 2019.

Si tratta di servizi che stanno ricevendo una sempre maggiore attenzione da parte del pubblico, poiché capaci di unire le dimensioni del benessere psico-fisico e del gusto aggiungendovi l’amenità dei luoghi rurali.

Il turismo dei musei del gusto, strade del vino e birrifici 

Fra le attrazioni turistiche in ambito enogastronomico figurano i musei del gusto. In Italia si possono visitare 129 musei del gusto distribuiti per lo più in Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto.

Nota curiosa riguarda la presenza online con sito web attivo solo di 36 musei, per i restanti 93 urge una comunicazione efficace in grado di risolvere questa mancanza facendosi conoscere da chi su internet va alla ricerca di posti in cui trascorrere le sue vacanze.

Percorsi come le Strade del Vino e dei Sapori sono in grado di soddisfare il turista, soprattutto se fruibili a piedi ed in bicicletta, appagando al contempo il desiderio di stare all’aria aperta e di vivere le aree rurali.

Per quanto riguarda la loro presenza su internet ve ne sono in gran numero con sito web attivo, che rappresenta un vantaggio per chi vuole prima fare indagini online sui luoghi da visitare e poi procedere alla prenotazione.

Il turismo enogastronomico passa anche per i birrifici. Risulta, infatti, dal rapporto enogastronomico dello scorso anno che:

  • il 65% dei turisti italiani gradirebbe vedere il processo produttivo,
  • il 59% preferirebbe partecipare a tour tra birrifici,
  • il 57% vorrebbe proprio vivere una giornata come mastro-birrario.

In questo settore però l’Italia si posiziona solo al quarto posto con 624 realtà, preceduta dalla Germania con 901, Regno Unito con 1.815 e al primo posto la Francia con ben 2.000 aziende.

SaperInTavola - turismo enogastronomico - birrifici - tour degustazione - agenzia - comunicazione - ufficio - stampa - Nicoletta Apolito.

I prodotti agroalimentari biologici per una scelta più salutare

La pandemia ha imposto una riflessione sul futuro non solo di tipo economico ma anche sociale che ci ha reso più consapevoli e predisposti verso una scelta di prodotti agroalimentari biologici e più salutari.

A livello europeo sono state promosse strategie come Farm to Fork e Biodiversity volte ad orientare gli imprenditori verso modelli sostenibili, nonché a rafforzare il settore agroalimentare che in Italia è già molto forte per quanto riguarda i prodotti d’eccellenza.

Grazie ai prodotti DOC, IGT e STG l’Italia si classifica al primo posto come leader del mercato internazionale confermando il nostro paese come meta enogastronomica preferita dai turisti italiani ed esteri.

Secondo la classifica stilata dal rapporto del turismo enogastronomico, i prodotti certificati in Europa sono 3.120 a Novembre 2021, di cui 814 sono italiani, ossia il 26% del totale.

Se vuoi gustare questi prodotti devi sapere che essi sono il riflesso di conoscenze, tradizioni, usi e costumi della gente che vive nei posti in cui nascono e che si sono consolidati nel tempo.

Il loro valore culturale è così elevato da essere stato riconosciuto dall’ UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura), che ha inserito alcuni paesaggi e usanze legate all’enogastronomia italiana nell’elenco dei beni patrimonio dell’umanità.

In questo campo l’Emilia Romagna detiene il record di prodotti certificati con 47 prodotti, seguita da Sicilia e Veneto con 39 prodotti a pari merito.

Il Piemonte, invece, è in cima alla classifica nazionale con un numero di vini IG pari a 59, prima dei 58 della Toscana e dei 53 del Veneto.

prodotti agroalimentari - certificati IG - Made in Italy - rapporto Turismo Enogastronomico - ufficio - stampa - agenzia - comunicazione - SaperInTavola - vino - cibo - turismo - Nicoletta Apolito

Il turismo tra i patrimoni culturali italiani è in ripresa

L’Italia è ricca di patrimoni culturali che possono essere visitati. Tra questi:

  • i paesaggi vitivinicoli del Piemonte, Langhe-Roero e Monferrato
  • le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene
  • la Dieta mediterranea
  • la Coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria
  • l’Arte del pizzaiuolo napoletano

L’Italia è inoltre il paese con il maggior numero di Città Creative UNESCO per l’enogastronomia. Interessante sapere che delle 7 presenti in Europa, 3 si trovano in Italia e precisamente a Parma, Alba e Bergamo.

I ristoranti sono delle vere e proprie attrazioni turistiche

La ristorazione è la componente dell’offerta che vanta la maggiore capacità attrattiva.

In Italia è la Lombardia a vantare la maggiore concentrazione di ristoranti. La regione conta il maggior numero di imprese di ristorazione, 50.301 a fine 2021, pari al 15% del totale nazionale.

Nello specifico:

  • 27.056 tra ristoranti e attività di ristorazione mobile
  • 451 imprese di street food
  • 198 ristoranti gourmet

I prestigiosi locali gestiti dai grandi chef della cucina internazionale e nazionale sono soprattutto graditi dai turisti stranieri rispetto a quelli italiani.

Lo scorso novembre la Francia, Paese di origine della guida, è stata la nazione con il maggior numero di ristoranti segnalati sulla Guida Michelin con ben 623 realtà. Segue l’Italia con 377.

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Per altri prodotti italiani d’eccellenza basta visitare aziende vitivinicole e oleifici

L’Italia vanta il maggior numero di aziende destinate alla coltivazione di uva.

Non solo nel panorama italiano sono presenti i più alti quantitativi di produzione di uva e di bevande collegate al vino, ma si assiste anche alla maggior incidenza di biologico sul totale delle superfici a vite.

Nonostante l’emergenza pandemica il settore del vino ha mostrato una certa resilienza. La chiusura temporanea dei canali dell’Ho.re.Ca non ha ridotto la produzione complessiva che, invece, è aumentata del 3,2%.

Secondo i dati Ismea, il lockdown ha inciso in maniera negativa sul fatturato complessivo del vino. Eppure resta il fatto che al territorio italiano va il primato del vino per migliore produzione e per numero di aziende vitivinicole.

Inoltre, sempre in Italia è possibile anche visitare un numero notevole di aziende con produzione di olive.

Quella del territorio italiano è una biodiversità molto ricca e caratterizzata da un alto numero di certificazioni: su 48 prodotti, 42 sono le produzioni di olive DOP e 6 le produzioni IGP.

Ma a livello internazionale è la Spagna ad aggiudicarsi il primo posto. Il territorio spagnolo vanta una grande tradizione e oltre 7 milioni di tonnellate di olive raccolte nel 2016.

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Gli agriturismi sono le strutture turistiche preferite dagli amanti della natura e dei ritmi lenti

Nel panorama delle aziende agrituristiche è la Toscana ad avere la maggiore concentrazione di strutture ricettive, con 5.406 aziende attestate nell’anno 2020, pari al 22% del totale nazionale.

A seguire il Trentino-Alto Adige, che vanta il primato per densità con circa 27 agriturismi per 100 km al quadrato secondo un’indagine ISTAT del 2021.

Un’altra meta per gli amanti del cibo e della natura è la Campania che ha avuto un exploit pur non essendo tra le regioni con la più alta concentrazione dell’offerta. E ha visto il numero di agriturismi crescere del 13,2%.

Quali sono i servizi offerti dalle piattaforme online?

La pandemia ha spinto a ricercare soluzioni innovative, sia per quanto riguarda le attività alternative da svolgere durante il lockdown, sia per quanto riguarda la vendita di prodotti enogastronomici tramite l’e-commerce.

L’home delivery ha di certo contribuito a ridurre queste perdite, stimolando, inoltre, il settore ad andare incontro a una maggiore digitalizzazione.

In questo modo le aziende sono state in grado di offrire al turista anche la possibilità di usufruire di alcuni servizi, quali l’acquisto di prodotti a distanza e la prenotazione di servizi online.

Grazie all’utilizzo di piattaforme quali Tripadvisor e The Fork puoi controllare dove sono dislocati geograficamente i ristoranti, vedere le recensioni e i menu offerti. Inoltre puoi prenotare in modo diretto tramite l’applicazione.

Nel complesso, un quinto delle tracce della ricettività e un quarto di quelle relative alla ristorazione sono riconducibili al tema sull’enogastronomia.

Più prolifici su questa tematica sono gli stranieri che hanno ripreso di recente a visitare il nostro Paese. Britannici, americani, australiani e tedeschi parlano di enogastronomia in circa un terzo delle tracce digitali da loro lasciate.

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Quali sono le regioni più apprezzate dai turisti? E quali i ristoranti più prenotati?

Capofila è la Toscana. Napoli, Roma, Firenze, Milano e Venezia sono, invece, le città con il maggior numero di contenuti a tema enogastronomico.

Il settore ristorativo, fra i cardini dell’offerta eno-gastro-turistica del Belpaese e, purtroppo, fra i più colpiti dalla pandemia, mostra segnali di ripresa.

Infatti il numero di prenotazioni fatte sulla piattaforma The Fork, fra le principali in Italia, indica un aumento dell’11% sul 2021.

Al primo posto le strutture che offrono piatti della cucina mediterranea rappresentano il 15% delle prenotazioni. A seguire pizzerie e ristoranti dove si mangiano specialità italiane con i rispettivi 13% e 12%.

Particolare interesse degli italiani è rivolto verso la cucina giapponese, secondo il Data Appeal Company.

In generale circa il 13% delle prenotazioni effettuate sul portale Tripadvisor con destinazione Italia ha riguardato proposte a tema enogastronomico, in competizione solo col settore culturale.

I tour culturali, infatti, hanno raccolto un numero maggiore di prenotazioni che ha raggiunto la soglia del 27% nel 2021.

Degustazioni, tour in cantina e corsi di cucina rimangono le proposte più popolari.

Il vino catalizza l’attenzione degli utenti di tutte le nazionalità, specialmente degli italiani.

Toscana e Lazio sono le regioni più prenotate per l’enogastronomia seguite da Piemonte ed Emilia Romagna.

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La valutazione dell’offerta eno-gastro-turistica in Europa è tale da poter fare delle riflessioni sul potenziale attrattivo italiano. E soprattutto pensare in un’ottica green che vada incontro alle esigenze dei turisti sempre più attenti alla sostenibilità.

In questo quadro l’Italia si configura come un Paese che può garantire un’offerta turistica ampia e varia.

La ricchezza del nostro territorio, che vanta un diversificato patrimonio di prodotti, identità, culture e paesaggi, può consentire all’Italia di diventare leader nei prossimi anni nel turismo enogastronomico.

E citando proprio le parole della Garibaldi si può “stimolare, se adeguatamente sostenuto, la ripresa del comparto turistico italiano. Perché capace di coniugare due fra le maggior eccellenze italiane – il turismo e l’agroalimentare – generando valore economico e nuove opportunità per le destinazioni”.

Nadia Merzi

(Foto di copertina da Canva)

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L’International Taste Institute premia 36 produttori italiani con il Superior Taste Award 2022

L’International Taste Institute premia 36 produttori italiani con il Superior Taste Award 2022

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La giuria dell’International Taste Institute ha assegnato a 2.350 prodotti enogastronomici il Superior Taste Award 2022 in quanto “ben fatti, equilibrati e deliziosi”. 36 premi a prodotti Made in Italy.

Chef e sommelier premiano 36 produttori italiani grazie al miglior gusto dei loro prodotti enogastronomici.

Componenti della giuria dell’International Taste Institute alcuni chef e sommelier di livello mondiale, come:

  • Ferran Centelles (head sommelier della Fondazione El Bulli),
  • Bernard Vaussion (Capo chef del presidente della Francia),
  • Cristian Brancaleoni (Miglior Sommelier d’Italia 2022),
  • Giuseppe Di Iorio (1 Stella Michelin).

In questa iniziativa che vuole “rendere il mondo un posto più gustoso” l’Italia si aggiudica importanti premi di eccellenza dimostrando così, come sottolineato dai giurati, “attenzione al gusto”.

Ferrarelle, Angelo Poretti, Cirio e Riso Vignola sono solo alcuni dei 36 produttori premiati del made in Italy. E sono sette i prodotti in Italia che hanno ottenuto i premi speciali.

In tutto il mondo, sottolinea la giuria dell’International Taste Institute, i produttori di alimenti e bevande stanno investendo in modo significativo nella qualità e nel gusto.

Sono 28 i prodotti che hanno ricevuto il Crystal Taste Award e 17 prodotti hanno raggiunto l’esclusivo Diamond Taste Award, in quanto conservano alti livelli qualitativi e gustativi per più anni.

“I migliori chef di tutto il mondo in rappresentanza di tutte le principali associazioni culinarie, chef stellati Michelin, chef attivi nelle cucine di Presidenti e famiglie Reali, si riuniscono per valutare i prodotti di consumo di tutto il mondo” – ha sottolineato Alan Coxon, presidente della giuria di chef dell’International Taste Institute.

Da questo osservatorio professionale emerge che nel 2022 si è assistito di nuovo a una forte crescita nella presentazione di prodotti legati alla salute e alla sostenibilità.

C’è stato un aumento a due cifre delle alternative a base di carne e latticini a base vegetale, prodotti senza glutine e vegani.

Uno studio del 2022 di Ingredion Proprietary Research ha mostrato che il 53% degli acquirenti di prodotti vegetali considera il “gusto” come il criterio di acquisto più importante, molto più avanti di “nutrizione”, “equità del marchio” o “convenienza”.

“Produrre prodotti sani ma anche gustosi è una grande sfida per l’industria alimentare” – ha evidenziato Eric de Spoelberch, Ceo dell’International Taste Institute – “siamo estremamente felici di vedere che un numero crescente di prodotti vegani o vegetariani sottoposti alle nostre valutazioni quest’anno, sono stati premiati dalla nostra giuria. Un forte miglioramento rispetto agli anni precedenti a dimostrazione del fatto che i produttori stanno investendo in modo significativo nella qualità gustativa”.

 

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