Vini Ancestrali: bollicine di nicchia che richiamano la tradizione. Ce ne parla Alberto Costa, Sommelier e Degustatore AIS

Vini Ancestrali: bollicine di nicchia che richiamano la tradizione. Ce ne parla Alberto Costa, Sommelier e Degustatore AIS

Prodotto che divide gli esperti e i cultori, il vino Ancestrale è il candidato perfetto per stuzzicare la vostra curiosità.
Scopriamone le origini e le principali caratteristiche nell’intervista ad Alberto Costa, Sommelier AIS e Redattore per le guide Vitae e Vinetia.

Parliamo oggi del Metodo Ancestrale, conosciuto ai più come una via di mezzo tra il metodo Charmat e il metodo Classico.

Per scoprire le particolarità del Metodo Ancestrale, un metodo di vinificazione usato per i vini spumanti e anche per il Prosecco, dobbiamo risalire alla storia, agli antichi usi e saperi.

Un passato che ci porta in Francia, dove questa pratica veniva adottata per ottenere vini con una maggiore complessità organolettica.

Oggi la produzione di vini con questa metodologia rappresenta una nicchia preziosa in quanto ci presenta vini differenti e con una certa personalità.

Ce ne parla Alberto Costa, ingegnere di Vicenza e Sommelier AIS Veneto (Associazione Italiana Sommelier), Degustatore Ufficiale e Redattore per le guide Vitae e Vinetia.

 

Sommelier AIS

Alberto Costa, ingegnere e Sommelier AIS ci parla del Metodo Ancestrale

 

Alberto, spiegaci cos’è il Metodo Ancestrale. Come è nato?

Mi aiuto con l’etimologia che anticipa la primordiale storia di questo metodo.
“Ancestrale” è una bella parola che deriva dal latino antecessor e che significa predecessore, più recentemente ripresa nel parlato francese nel termine ancestral.

Furono proprio i romani intorno al I° secolo d.c. i primi a documentare il tentativo di catturare le bollicine prodotte dalla fermentazione nei vini chiamati saliens, titillans, spumans, spumescens.

La storia vuole che fossero i monaci di Saint-Hilaire, nei pressi di Limoux in Francia, ben 13 secoli dopo la prima scoperta, a progettare un vino accolto in una bottiglia di vetro con un tappo di legno legato da un filo capace di trattenere la CO2, superando finalmente gli annosi problemi tecnici che impedivano il realizzarsi del miracolo.


Anche al giorno d’oggi il processo è questo?

Si, così viene fatto anche oggi, partendo da una leggera pressatura delle uve necessaria per l’estrazione dei lieviti indigeni presenti nella buccia dei grappoli che governano la fermentazione alcolica svolta generalmente in autoclavi refrigerate in acciaio inox.

Talvolta i produttori preferiscono usare altri recipienti come le anfore, e in questo caso, spesso abbinano anche una contemporanea fase di macerazione.

Il processo viene quindi bloccato ad un preciso tenore di zuccheri, necessario a garantire la ripresa della fermentazione dopo l’imbottigliamento, senza tuttavia aggiungere ulteriori zuccheri di sintesi e/o altri lieviti selezionati.

Altra peculiarità di questo metodo è che al vino prodotto non si esegue né la sboccatura, né il degorgement.

 

Qual è stato il percorso di questo antico metodo di produrre vino?

L’intuizione romana migliorata dai cugini francesi è un leitmotiv che spesso si ritrova alla base della fortuna di molte delle denominazioni moderne Venete (e non solo) o che ne hanno ispirato i vini bandiera oggi considerati iconici.

Mi piace pensare che un vino non debba essere considerato solo come figlio e proprietà esclusiva di un territorio geografico, ma bensì debba essere inteso come frutto di una combinazione geologica, storica e culturale che va oltre i confini geo-politici.

Questo metodo, comunemente inteso come intermedio tra il Martinotti e lo Champenoise, a mio avviso andrebbe visto sotto una luce diversa, che lo nobiliti in quanto è di fatto il padre putativo di entrambi.

Oltre a questo carattere cosmopolita ne apprezzo anche la filosofia basata sulla preservazione della naturalità del prodotto, persa invece con i nuovi metodi moderni e maggiormente in uso, che peraltro non prevarica l’appartenenza al mondo convenzionale o bio.

Insomma, siamo di fronte ad un metodo che è patrimonio dell’uomo, ecumenico e non rivendicabile da nessuno.

 

Metodo Ancestrale

Il vino prodotto con il Metodo Ancestrale ha un grado alcolico del tutto naturale

 

Parliamo di Prosecco “col fondo, colfondo o sur lie” ?

Si, anche se fino a qualche anno fa questa tipologia di vinificazione era relegata all’economia domestica.

Col tempo, il metodo venne valorizzato prima da pochi storici produttori e oggi è proposto da molti Vigneron appartenenti ai territori di entrambe le denominazioni di riferimento.

Ovvero nelle DOCG “CONEGLIANO VALDOBBIADENE – PROSECCO” e “ASOLO – PROSECCO”.

È un vino con un grado alcolico del tutto naturale, più basso rispetto ai prosecchi prodotti con il metodo Martinotti.

Definito dagli amici francesi “petillant”, sottintendendo una leggera frizzantezza, generalmente il vino si presenta nel suo tenue giallo paglierino con le classiche velature o più correttamente torbido.

 

In che cosa si differenzia il prosecco ottenuto col metodo ancestrale dal prosecco prodotto col metodo charmat?

Lo spettro olfattivo è più ampio e meno delineato rispetto ai prosecchi realizzati con il metodo charmat.

I profumi sono caratterizzati da tipici sentori olfattivi di crosta di pane, che ritroviamo al gusto tanto più accentuati quanto più è durata la sosta in bottiglia e quanto più gli stessi vengano rimessi in sospensione in fase di mescita.

Per questa tipologia di vini amo usare la definizione mangia&bevi perché nelle migliori versioni, oltre alla proverbiale freschezza, si apprezza perché è gustoso, adatto a chi ricerca sensazioni di pienezza per il proprio palato.

È agli antipodi del prosecco tecnicamente perfetto, ma non per questo ne rappresenta un’espressione meno piacevole e compiuta.

Prodotto che divide gli esperti e i cultori, il che lo rende il candidato perfetto per stuzzicare la vostra curiosità.


Come viene servito il vino prodotto con il metodo Ancestrale?

Per i vini ancestrali non esiste un tempo univoco di sosta sui lieviti, né tantomeno una quantità misurata degli stessi all’interno della bottiglia.

È quindi rimandata alle preferenze del consumatore la scelta di bere il vino limpido, quindi facendo in modo di eliminare la parte solida all’atto della stappatura, o di agitarlo per rimettere in sospensione tutti i lieviti sedimentati.

Con questa operazione si aumenta notevolmente la complessità e l’intensità gustativa.

Per questo motivo spesso le bottiglie vengono commercializzate e proposte ai tavoli delle enoteche e dei ristoranti su confezioni che ne permettono la conservazione rovesciata, ovvero in posizione verticale ma con il tappo all’ingiù.

Sul mercato c’è anche chi ha voluto rendere l’apertura dei propri prodotti un vero rito scenografico: sto parlando del noto produttore Movia.

 

Movia Wines

Il vino maturo “Puro” di Movia inizia la fermentazione in bottiglia. Così il vino con i suoi lieviti naturali vive fino alla fine in bottiglia, non invecchia ed è senza conservanti (foto dal profilo Facebook di Movia di ALEŠ KRISTANČIČ)

 

Lo stesso per i suoi Puro e Puro Rosè propone l’apertura con uno speciale utensile all’interno di una boule piena d’acqua ghiacciata per perdere minor prodotto possibile e al contempo garantire la totale eliminazione dei lieviti depositati sotto il tappo a fungo.


Cosa mi dici della temperatura di servizio?

Per esaltare al massimo lo spettro olfattivo di un vino è fondamentale rispettarne la temperatura di servizio, che per la tipologia frizzante deve essere compresa nell’intervallo 6-8°.

Suggerisco, quindi, un calice di cristallo trasparente tipo Sauvignon o Renano allungato per aiutare a ben veicolare i profumi del vino ed enfatizzarne le proprietà gustative.

Prosit.

Prosit Alberto e grazie per averci raccontato le particolarità di questo affascinate e antico metodo di vinificazione.

 

Articolo a cura di Sara Soliman
veronawinelove.com

Foto di copertina: Pdc di De Conti Pietro (www.cartizzepdc.com)

Consulta Vinetia: la Guida AIS 2020 ai Vini del Veneto

logo vincita

———————————————

Segui VeronaWineLove.com sui social

Icona FacebookIcona IstagramIcona LinkedIn

RIPRODUZIONE RISERVATA  ©  Copyright VeronaWineLove.com

Spazio Commerciale

Sei appassionato/a di Bike Tour e desideri scoprire i percorsi delle Terre del Custoza, del Lago di Garda e del Monte Baldo?
Ti consigliamo il team di Guide di MTB di BIKE EXPERIENCE di Fabio Boeti e ALLMOST MTB di Francesco Trentini.

BikeExperience di Fabio Boeti                        AllMost di Francesco Trentini

Iscriviti alla newsletter!


Riceverai le notizie sugli eventi a Verona che uniscono vino, turismo, spettacoli e cultura

3 + 7 =

¤ I dati personali sono trattati in base art. 13 del D. Lgs. 196/2003, al Regolamento UE 216/679 e alla Privacy policy
veronawinelove@gmail.com

Ebook

Licenza Creative Commons
L’ebook “10 percorsi alla scoperta dei vini di Verona” di VeronaWineLove.com è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili su https://veronawinelove.com/.

Il ruolo dell’Enoturismo dopo il lockdown: un turismo lento alla scoperta delle eccellenze italiane

Il ruolo dell’Enoturismo dopo il lockdown: un turismo lento alla scoperta delle eccellenze italiane

Si dovrà rinunciare ai “numeri”, ma si punterà maggiormente alla qualità. Non è detto che sarà un turismo di nicchia, ma riguarderà piccoli gruppi di persone che cercano il contatto con la natura e la scoperta delle eccellenze di un territorio, magari non troppo lontano da casa.

L’attuale emergenza sanitaria causata dal Coronavirus ha registrato un drammatico stop dell’economia, mostrando segni di sofferenza sui mercati.

Nonostante il periodo non dia segnali di ripresa nell’immediato, non arrendersi è la chiave da seguire.

Sarebbe un grave errore non sfruttare il momento a proprio favore. Il lockdown che stiamo vivendo, non va valutato per forza in modo negativo.

Prima della chiusura, il focus: la personalizzazione

Prima della chiusura definitiva, il settore del turismo stava mostrando dei cambiamenti interessanti sul tipo di domanda. Più richieste Taylor Made, personalizzate, basate su esperienze uniche memorabili.

Il turismo e l’enoturismo si stavano accostando sempre di più all’impresa enogastronomica. Attraverso, ad esempio, la vendemmia interattiva, lo show cooking e le degustazioni sensoriali.

I dati di ENIT

L‘Enit (Ente Nazionale Italiano per il Turismo) aveva promosso l’Italia come il main player a livello mondiale per numero di presenze turistiche.

Anche i dati evidenziavano un legame molto significativo tra turismo e settore agroalimentare.

Si segnalava che 1 turista su 4 sceglieva l’Italia non solo per le attrazioni turistiche, ma per accostare al proprio soggiorno a degustazioni di prodotti tipici.

Dove mangiare, la prima ricerca in assoluto registrata da 4 viaggiatori su 10, tra le informazioni reperite tramite App durante il viaggio.

Comunicazioni ad hoc talvolta anche inconsapevolmente del settore alimentare, negli ultimi 10-15 anni hanno aiutato la conferma di questo panorama, creando così un binomio perfetto con il turismo.

La giustificazione: l’unicità territoriale del luogo d’origine. Degustare un bicchiere di vino è diventato con il tempo, un viaggio sensoriale.

La ripartenza: segmenti di nicchia di qualità contrapposti al turismo di massa

Attualmente abbiamo ancora a che fare con il Coronavirus, e ne avremo ancora per un po’, ma in un modo o nell’altro si dovrà ripartire. Tutti siamo in attesa di porre la parola fine alla quarantena, che il Governo dia il via libera.

Ci si domanda come sarà il futuro. Per il momento ancora nessuna indicazione precisa, se non la conferma di regole severe legate alla sicurezza e alle regole igienico-sanitarie.

Questo non vuol dire però che, nel frattempo, non ci si possa preparare e organizzare alla ripartenza.

Il Made in Italy: rimane la chiave su cui puntare

All’inizio dell’epidemia, quando il Coronavirus non era diffuso, in Italia e si temeva il crollo del turismo, la rete diffondeva contenuti digitali volti all’esaltazione delle bellezze del Bel Paese.

Il ritorno alla territorialità nostrana continuerà ad essere la chiave sulla quale puntare, anche dopo la fine della quarantena.

Sarà proprio il fattore di “italianità” la carta vincente da sfoggiare.

Secondo l’Osservatorio del Vinitaly, il vino italiano è sempre più spesso accostato al Marchio Made in Italy, prima ancora di art design e moda, associato a parole come cultura, identità, territorialità ed eleganza.

La notorietà riscontrata la si deve soprattutto al suo essere italiano, recepita positiva al 68%. Dati interessanti da sfruttare.

Un ulteriore elemento che caratterizzerà il post Covid-19, sarà quello di chiedere agli italiani di viaggiare in Italia. Non vedremo nell’immediato i turisti stranieri.

Virus e disponibilità economica permettendo, quest’anno l’Italia sarà degli italiani.

Un’opportunità potrebbe sbocciare dalla necessità di non poter uscire dai confini.

I prodotti enogastronomici sono estremamente importanti nel turismo, perché vanno ad evocare ricordi positivi nella mente del turista, risvegliando emozioni positive che incideranno sulla scelta di future esperienze.

 

Turismo del vino

Il territorio veronese offre numerose possibilità per una vacanza all’insegna dell’enoturismo con percorsi da fare a piedi e in bicicletta

 

 

Il territorio veronese ha tutte le carte in regola per l’enoturismo

Il territorio veronese le carte in regola le ha e non ha nulla da invidiare ad altre regioni d’Italia.

10 i consorzi di Tutela del Vino DOC e DOCG. 11 le denominazioni DOC, 5 quelle DOCG. 34.000, gli ettari coltivati a vite. I vini veronesi non hanno da temere la concorrenza.

Prima della pandemia accedeva, secondo i dati della Camera di Commercio di Verona nel 2018, un trend positivo con 17,7 milioni di presenze, confermando la città come la 2°provincia veneta per flussi turistici, dopo Venezia, la 4° nella graduatoria delle province italiane maggiormente scelte dai turisti stranieri.

Sempre nello stesso anno, l’export veronese registrava 984,4 milioni di euro, anche a dimostrazione della reciproca connessione dei due settori.

Nel 2019 il territorio della Valpolicella è stato tra i territori italiani più premiati: 350 milioni di euro è il giro d’affari registrato.

*Sono dati riportati nella mia tesi di Laurea Magistrale.

Rete tra turismo e settore enogastronomico

Questo momento non è fatto per compiangere i bei tempi degli introiti delle stagioni passate, ma per essere utilizzato. Siamo tutti d’accordo che quest’annata sarà un’eccezione, ma dobbiamo trasformarla in una eccezionale.

Come?

Attraverso formazione e autovalutazioni, volte a dimostrare l’unicità territoriale e aziendale.

Il bicchiere non è mezzo vuoto, se mai è in attesa di essere riempito.
Questo è lo spirito giusto per affrontare questo stallo obbligatorio, come un punto di forza a favore e non un vento che soffia contro.

Il periodo che stiamo vivendo ci sta mettendo a dura prova, tutto si è fermato, non è un problema di pochi ma di molti, è universale.

Ci sono però due settori che possono lavorare insieme per rialzarsi.
In particolare, quello enogastromico e il settore dell’hospitality: il turismo.

Ad oggi il vino si è conquistato una dimensione di tipo suggestiva, diventando un simbolo culturale. Un ruolo d’eccellenza, che si traduce in forte marcatore del territorio.

La costante richiesta di conoscenza attorno al prodotto enogastronomico, come i tanti corsi di degustazione, abbinamento, l’avvento di nuove enoteche, osterie, wine bar, ne sono la prova.

Il ritrovato interesse delle radici, per la zona di provenienza, una maggiore sensibilità per gli aspetti antropologici e la dimensione estetico-sensoriale vanno ad intrecciarsi all’appagamento del palato.

Una valenza comunicativa-economica in grado di diffondere identità, l’essenza di un luogo con le sue tradizioni, fino a rendere l’ambiente appetibile meta turistica.

Le cantine possono raccontarci il territorio. Non si sta chiedendo di stravolgere il proprio asset.

Il turismo rurale, del benessere e del gusto: le city breaks

Negli ultimi anni la scala dei bisogni del tempo libero ha subìto forti mutamenti, e si è assistito ad una crescita veloce di turismi cosiddetti “alternativi”, come quello rurale, del benessere, del gusto, facendo emergere nuovi trend.

I viaggi sono più brevi ma frequenti. La progressiva richiesta di “consumo culturale territoriale” ha aiutato la diffusione di un nuovo fenomeno in rapida espansione, come city breaks, fughe veloci alla scoperta di città e dei suoi sapori tipici, ma anche vacanze lampo, per evadere la quotidianità̀.

Si sviluppano processi turistici di globalizzazione, e al tempo stesso si rivalutano risorse locali e piccole realtà. Se da una parte si “industrializza”, dall’altra si promuovono i segmenti di nicchia, e il territorio, a sua volta è un’attrattiva turistica

Leggi anche: Turismo del vino: cantine, zone e percorsi di Verona e provincia

 

Gusto e sapori

Il vino e la gastronomia locali, con prodotti d’eccellenza, sono l’offerta per il turista alla ricerca dei sapori e del contatto con i produttori

 

 

Winescapes cibo e cultura le nuove richieste

I prodotti enogastronomici possono essere fortemente impiegati come strumento per differenziare in un mercato sempre più competitivo e saturo di offerte. Sono diventati componenti cruciali per il settore dei viaggi.

Le imprese devono intraprendere la strada enoturistica, iniziare a costruire «esperienze», come winescapes.

Varietà̀ di servizi offerti, abbinati ad altri elementi come ad esempio l’architettura, la cultura, il cibo, attività̀ legate ai processi produttivi, è la leva giusta sulla quale puntare.

Una degustazione enogastronomica, attraverso l’uso dei 5 sensi, equivale ad andare a levigare sulla memoria del viaggiatore. Un’offerta di tipo esperienziale, seppur occasionale è in grado di lasciare una maggiore conoscenza per chi la vive.

I viaggiatori del dopo Coronavirus sceglieranno attività semplici, rilassanti, piuttosto di hotel stellati.

Se già si confermava il trend per una preferenza all’acquisto di esperienze turistiche non ci sarà uno stravolgimento di decisioni. In quanto, le esperienze di viaggio aiutano a ridurre lo stress della vita.

Il prodotto enogastronomico è diventato un canale capace suscitare emozioni, la degustazione è solo l’ultimo tassello. Si deve partire da una narrazione memorabile, dalla propria storia.

Una buona offerta turistica, capace di integrare elementi enogastronomici locali, garantisce un impatto positivo non solo sul viaggiatore ma anche sullo sviluppo della destinazione stessa, poiché́ se ne influenza l’immagine.

Le componenti simboliche ed emotive che scaturiscono da cibo e vino possono, attraverso il coinvolgimento dei 5 sensi, evocare ricordi cognitivi, emotivi e fisici.

Questo non vuol dire che ogni pasto della propria vita debba essere per forza un ricordo speciale, ma la connessione con il viaggio rende indimenticabile l’attività̀ culinaria.

Questo meccanismo innesca tutta una serie di fattori favorevoli nel turista che è maggiormente propenso a diffondere un passaparola positivo del luogo.

Allo stesso modo per la scelta di soggiorni futuri, pur cambiando destinazione, le emozioni già̀ provate torneranno nella ricerca di ambienti capaci di suscitargli sentimenti simili a quelli già̀ collaudati.

Chi sperimenta la cucina locale dimostra un più̀ elevato attaccamento alla location, poiché́ ritorna il forte legame culturale territoriale.

Leggi anche: Come cambierà la ristorazione dopo il Coronavirus?

 

Il turismo del post Covid19

Si prediligeranno vacanze nelle seconde case, verso destinazioni più naturalistiche, lontane dagli assembramenti. Si tornerà a parlare di turismo, ma quello di tipo esperienziale.

Viaggi brevi, volti a favorire la conoscenza del territorio, da combinare a visite culturali.

Tutto dipenderà dai tempi e dalle decisioni del Governo.
Molte persone avranno paura a viaggiare, ma chi ha sempre viaggiato non smetterà di farlo, come successe dopo gli attacchi terroristici.

Pur di riassaggiare questa libertà tanto sospirata, gli italiani saranno disposti a scendere a qualsiasi tipo di compromesso. Nessuno andrà a cercare luoghi affollati. Tutto pur di stare lontano dal contagio.

Sarà un turismo alla ricerca della sicurezza, di tipo slow a km zero.

La voglia di passeggiate all’aria aperta, di riassaporare il tempo perduto, di degustare quei momenti di spensieratezza perduti a causa del lockdown, prevarrà sul resto. Le belle giornate di sole non fermeranno il turismo.

Forse inizialmente ci sarà timore, ma il bel tempo ci farà uscire, anche visto i troppi giorni chiusi dentro.

Ecco perché verranno favoriti i filoni detti di nicchia, non per forza di lusso. Come destinazioni meno “famose”, ma ricche di cultura e storia.

Luoghi tranquilli immersi nella natura distanti ma vicini, dove degustare perché no un calice di vino, davanti ad un tramonto.

 

Articolo a cura di Nicole Rossignoli
Accompagnatrice turistica freelance.
Appassionata di viaggi e di Food&Wine
Web reporter per VeronaWineLove.com

* Tesi di Laurea Magistrale in lingue per la comunicazione commerciale dal titolo: “Il vino italiano: fiore all’occhiello e simbolo di prestigio da diffondere nella “rete”. Caso studio: Great Wine Capitals e il concorso Best of Wine Tourism indetto dalla Camera di Commercio di Verona. Relatrice Prof. Marta Ugolini dell’Università degli Studi di Verona. I dati sono stati reperiti durante il tirocinio svolto all’ufficio del Turismo della Camera di Commercio di Verona, durante la preparazione del Best of Wine Tourism.

Vedi le Guide di VeronaWineLove.com:

> Lago di Garda
> Lessinia
> Verona e dintorni

———————————————

Segui VeronaWineLove.com sui social

Icona FacebookIcona IstagramIcona LinkedIn

RIPRODUZIONE RISERVATA  ©  Copyright VeronaWineLove.com

Spazio Commerciale

Sei appassionato/a di Bike Tour e desideri scoprire i percorsi delle Terre del Custoza, del Lago di Garda e del Monte Baldo?
Ti consigliamo il team di Guide di MTB di BIKE EXPERIENCE di Fabio Boeti e ALLMOST MTB di Francesco Trentini.

BikeExperience di Fabio Boeti                        AllMost di Francesco Trentini

Iscriviti alla newsletter!


Riceverai le notizie sugli eventi a Verona che uniscono vino, turismo, spettacoli e cultura

4 + 13 =

¤ I dati personali sono trattati in base art. 13 del D. Lgs. 196/2003, al Regolamento UE 216/679 e alla Privacy policy

veronawinelove@gmail.com

Ebook

Licenza Creative Commons
L’ebook “10 percorsi alla scoperta dei vini di Verona” di VeronaWineLove.com è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili su https://veronawinelove.com/.

L’aperitivo in quarantena corre sul web. Ecco chi lo propone e come partecipare all’#aperichat

L’aperitivo in quarantena corre sul web. Ecco chi lo propone e come partecipare all’#aperichat

Secondo il decreto ministeriale, la quarantena proseguirà ancora per un po’, ciò nonostante gli italiani si stanno ingegnando a non perdere la speranza.
Chi fa pilates il mattino, chi segue Webinar e Meeting tramite App, chi si laurea, chi lavora attraverso lo smartworking, e poi c’è chi la sera non rinuncia al proprio calice di vino con l’Aperichat.

Se l’isolamento sociale è diventato la nuova parola d’ordine, e il lockdown ha completamente stravolto le nostre abitudini, sembra che ci sia un appuntamento fisso al quale non si possa proprio rinunciare: l’aperitivo. Nessun invito a trasgredire alla legge, il Rendez-vous è in rete.

Aperichat in rete: quale piattaforma utilizzare

Una nuova moda sta dilagando, quella di condividere drink e brindisi davanti allo schermo attraverso App e piattaforme Web, per incontrarsi con amici e parenti in occasione di un Apericena. L’intento: cercare di mettere un po’ di normalità ad una situazione tutt’altro che normale e mantenere le proprie consuetudini.

Tante sono le modalità che si possono adottare dal proprio smartphone, come video-chiamate con WhatsApp, applicazione di messaggistica istantanea in grado di connettere fino a 4 persone tramite chiamate di gruppo.

Oppure è possibile utilizzare Messanger, l’App di Facebook. Anche le App non mancano, come HouseParty, in grado di creare stanze virtuali con massimo 8 partecipanti, per la condivisione di chat e chiamate senza dover “chiedere il permesso” per entrare nella room.

La piattaforma cresciuta maggiormente in questo momento però, è sicuramente Zoom.

Si può utilizzare sia dal proprio telefono che tramite Pc. L’utilizzo molto semplice, le ha permesso di diffondersi molto facilmente.

Nata come una società di servizi di teleconferenza nel 2011 per video incontri aziendali, oggi questa piattaforma cloud permette un massimo di 1000 partecipanti e di avere fino a 49 video sullo schermo. È possibile perfino creare una sorta di room e “sale d’attesa”.

Esistono sia una versione a pagamento che una gratuita e quest’ultima è più che sufficiente per il brindisi dallo schermo con gli amici.

 

Coronavirus

Il lockdown ha cambiato e cambierà le nostre abitudini. L’#aperichat è diventato virale. Online tante iniziative nel rispetto delle norme vigenti (foto di unsplash.com)

 

 

I consigli degli esperti per l’#aperichat

Tornando all’aperitivo ormai l’hastag  #aperichat è già virale sui social e tante sono anche le dirette su Instagram. I tavolini del bar sono stati sostituiti da divano e comodità di casa, un po’ di patatine e crostini non resta che stappare la bottiglia giusta.

Finalmente i social possono rivendicare la loro vera natura: accorciare le distanze e rompere il circolo vizioso della solitudine. Se si cercano suggerimenti su cosa scegliere, non mancano nemmeno i consigli giusti, basta affidarsi all’occhio clinico dell’esperto.

Infatti, ai tempi del Coronavirus anche moltissimi sommelier si danno appuntamento online. Non potendo servirsi delle tradizionali degustazioni, in molti stanno ricorrendo al Web come opzione alternativa.

#Wineagainstvirus, è l’hastag coniato dai professionisti del settore enologico, attraverso post ad hoc con i nomi dei vini consumati.

L’Associazione Sommellerie Professionale Italiana ha lanciato il movimento già virale Aspi At home, una vera e propria aula virtuale per una degustazione video-guidata a distanza. Video-racconti per parlare di vino, cantine, territori e suggerimenti di abbinamenti da provare anche a casa.

Sono moltissimi gli appuntamenti ogni giorno legati al mondo del vino, tanti gli winelovers e gli wineblogger che diffondono contenuti a base di vino nella rete.

AIS Veneto, Associazione Italiana Sommelier Veneto, ogni mercoledì alle 19 condivide in diretta l’aperitivo su Instagram con #aperitivoconAISveneto, per bere qualcosa in compagnia di esperti e aziende vitivinicole. Anche con AIS, Associazione Italiana Sommelier, la degustazione è social.

Relatori nazionali e internazionali si incontrano tre volte la settimana con video-degustazioni pubblicate sui canali di Facebook e YouTube ad onorare le grandi etichette Made in Italy.

Il loro Hastag: #ladistanzanoncidivide. Non solo convivialità, ma anche momenti di formazione sulla piattaforma didattica, indirizzati a chi stava intraprendendo i corsi di primo e secondo livello per la professione di Sommelier.

Il distanziamento sociale non ferma nemmeno FISAR, Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori, che con Zoom fa anche le visite in cantina addirittura fino a Montelpulciano, in Toscana.

Da Nord a Sud, dal Trentino Alto-Adige fino all’Umbria, non mancano tappe di questo Tour digitale di passeggiate in vigna comodamente da casa.

ONAV, l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino, ha pensato invece di lanciare un contest ai propri soci: #lavignaciunisce e #lacantinaciunisce, per inondare la rete dei social network di immagini inerenti alle attività in cantina da rallegrare il Web.

Un’altra associazione che ha deciso anch’essa di non fermarsi è WSET, Wine & Spirit Education Trust, che continua le sue Online Classroom anche dal lockdown.

#Aprounbuonvino, è l’invito lanciato da UIV, Unione Italiana Vini, per aiutare i produttori di vino a diffondere messaggi positivi, fornendo momenti di socialità a distanza.

Sul sito, anche il decalogo su come imbastire un ottimo brindisi e un post avvincente.

La crisi sanitaria, nonostante tutto, fa emergere la parte migliore di noi stessi, per diffondere grande forza a non mollare.

 

Aperichat

Aperichat: #distantimauniti, è la rete a tessere le relazioni. Tanti gli hastag e le iniziative per diffondere benessere, almeno virtualment (Foto di Yuliya Apanasenka)

 

I Millenials continuano a movimentare la rete, anche dalla quarantena

Questo fenomeno virale del brindisi online coinvolge un po’ tutte le generazioni. Sono però soprattutto i Millenials nuovamente ad essere i più social.

Da “bamboccioni”, a quelli che non hanno mai perso la speranza, abituati già prima a vivere di incertezze, addestrati a reiventarsi.

In particolare, si fa riferimento alla generazione tra i 25 e 35 anni, la prima nella storia che in età adulta abbia domestichezza con la tecnologia e conosca in modo spontaneo il mondo digitale. Forse la stessa che risente maggiormente della crisi economica in corso, la seconda in 10 anni, ma già avvezza a ripartire da zero.

Partiti sfidando la sorte in barba alle regole, tutti a fare festa nelle strade, da #Milanononsiferma, piano piano la follia si è calmata, eccome si è calmata trasformandosi in: è meglio stare a casa.

E quando il proprio smartphone diventa l’unica via d’uscita, il cambio di direzione è per forza repentino. Gli abbracci, i nonni vicini, gli amici, la famiglia i grandi valori non hanno più a che fare con quanti like e followers riceve il proprio post.

La rotta è stata invertita e l’aperitivo non lo si fa più per vanto, per essere più cool. Si brinda dallo schermo, ma per essere più vicini per davvero, a chi è lontano.

 

Le statistiche dell’Osservatorio Giovani e Futuro di MTV: i giovani sono positivi sulla ripartenza

Secondo una ricerca condotta da l’Osservatorio Giovani e Futuro di MTV, sui giovani in età compresa tra i 16 e i 30 anni, la quotidianità reale e virtuale sono quasi arrivate a coincidere, e prevale, in generale, grande ottimismo.

Sono positivi sulla ripartenza, e diffondono la loro visione ottimistica in rete, per dare forza anche alle altre generazioni.

Un gran numero di intervistati, circa il 36% in questo periodo di crisi diffusa, ha riscoperto l’importanza delle relazioni, quelle alle quali prima non dava importanza.

L’81% ha sostituito la messaggistica istantanea con le videochat, il 44% predilige condividere maggiormente contenuti divertenti con gli amici e anche sui social.

Interessante, il dato del 10%, che sceglie di partecipare ad eventi online anche legati alla formazione.

A quanto pare i Millenials stanno crescendo, e lo stanno facendo dalla rete. Non solo brindisi e momenti ludici, ma anche cultura e digital class.

Si evidenzia però, che l’aperitivo 4.0 non è un’invenzione dovuta alla quarantena da Coronavirus, semmai un’esaltazione di questo periodo.

Secondo la ricerca condotta nel 2018 da FleishmanHillard-Omnicom per Group Italia sulla presenza sui social del vino italiano, si rileva una crescita complessiva di oltre il 650%, con riferimento ai 5 anni precedenti e su Facebook 3,3 milioni di like alle pagine che riguardano il vino.

Su Instagram ci sono 2 milioni di foto e video inerenti al settore vitivinicolo, 344 mila su YouTube. Più della metà dei Millenials intervistati indicava una preferenza per l’aperitivo fatto in casa, come forma di relax in un luogo tranquillo dove poter invitare gli amici.

La parola d’ordine dunque, è sempre stata sharing, anche prima della pandemia. Instagram e Facebook erano già i protagonisti.

La rete ci tiene compagnia: #distantimauniti

Le piazze sono vuote, ma è la rete a tessere le relazioni, tanti gli hastag e le iniziative per diffondere benessere almeno virtualmente.

#IoRestoaLeggere, #ioleggoacasa i tag lanciati dalla ricca offerta culturale, fruibile da casa organizzata dal MIBACT, il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

Molti anche i corsi seguiti, soprattutto quelli dedicati al mindset, insegnamenti volti allo sviluppo della propria capacità di resilienza e adattabilità.

La tecnologia sta dimostrando di essere sempre più un’alleata positiva in questo periodo difficile. Queste iniziative tengono compagnia e danno un po’ di spensieratezza, ma soprattutto sono utili a lasciare accesi i riflettori sull’eccellenza italiana del vino nostrano, in un momento critico anche per l’economia.

Una buona occasione per aiutare i produttori e diffondere l’enoturismo anche dal Web.

Nuovamente la rete si intreccia con le nostre vite, mai come ora è la giusta carta da sfoggiare, che sia per il nostro business o per un momento leggero come un aperichat.

Il mondo digitale è sempre più importante, come il filo corretto da seguire per ricrearsi. #Distantimauniti.

Leggi anche: Come cambierà la ristorazione dopo il Coronavirus?

 

Articolo a cura di Nicole Rossignoli
veronawinelove.com
—————————
Nicole Rossignoli è un’accompagnatrice turistica free-lance: si occupa di food&wine tour
LinkedIn Profilo Instagram

———————————————

Segui VeronaWineLove.com sui social

Icona FacebookIcona IstagramIcona LinkedIn

RIPRODUZIONE RISERVATA  ©  Copyright VeronaWineLove.com

Spazio Commerciale

Sei appassionato/a di Bike Tour e desideri scoprire i percorsi delle Terre del Custoza, del Lago di Garda e del Monte Baldo?
Ti consigliamo il team di Guide di MTB di BIKE EXPERIENCE di Fabio Boeti e ALLMOST MTB di Francesco Trentini.

BikeExperience di Fabio Boeti                        AllMost di Francesco Trentini

Iscriviti alla newsletter!


Riceverai le notizie sugli eventi a Verona che uniscono vino, turismo, spettacoli e cultura

1 + 11 =

¤ I dati personali sono trattati in base art. 13 del D. Lgs. 196/2003, al Regolamento UE 216/679 e alla Privacy policy

veronawinelove@gmail.com

Ebook

Licenza Creative Commons
L’ebook “10 percorsi alla scoperta dei vini di Verona” di VeronaWineLove.com è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili su https://veronawinelove.com/.

Diretta streaming con Giovanni Mantovani di Veronafiere e Denis Pantini di Nomisma Wine Monitor. Il tema “Come cambia e cambierà il sistema vino italiano dopo il 2020”

Diretta streaming con Giovanni Mantovani di Veronafiere e Denis Pantini di Nomisma Wine Monitor. Il tema “Come cambia e cambierà il sistema vino italiano dopo il 2020”

Giovanni Mantovani di Veronafiere e Denis Pantini di Nomisma Wine Monitor, oggi in diretta streaming, si confrontano sul tema “Come cambia e cambierà il sistema vino italiano dopo il 2020”.
Aumento delle vendite online di vino e conferma di progetti in campo internazionale sono alcune delle notizie emerse.

In tempo di quarantena si parla del futuro del vino italiano in una tavola rotonda virtuale, in diretta streaming, con il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, di Nomisma Wine Monitor, Denis Pantini. Moderatore Ettore Nicoletto, Ceo di Bertani Domains. Presentazione di Andrea Pecchioni, direttore di WineJob e Elena Lenardon.

L’indagine Vinitaly-Nomisma Wine Monitor rileva che il consumo di vino in Italia è stato frenato dalla quarantena dovuta al Coronavirus.

I consumatori italiani, però, si dichiarano fedeli a riprendere le proprie abitudini dopo il termine di questa prima fase di lockdown.

L’indagine a cura dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor denominata “Gli effetti del lockdown sui consumi di vino in Italia”, è realizzata su un campione di 1.000 consumatori di vino della popolazione italiana.

La ricerca di Nomisma Wine Monitor

Come dichiara Denis Pantini: “La ricerca fotografa la situazione, nel periodo dal 17 al 22 aprile 2020, del comportamento di un campione di italiani consumatori di vino.

Un dato che balza subito all’attenzione degli operatori è questo: 55% consuma vino quanto prima, il 14-15% ne consuma di più. Inoltre su 10 consumatori, 3 hanno risposto che consumano meno vino di prima.

“Il motivo è dovuto alla costrizione degli spostamenti nei ristoranti o wine bar – aggiunge Denis Pantini – e tra questi ci sono i Millenials, mentre i consumatori della Generazione X (fascia di età dai 40-60 anni) consuma vino in quantità uguale a prima della quarantena”.

“Nulla sarà più come prima” è il leitmotiv del dopo emergenza ma molto dipenderà dalla disponibilità finanziaria dei consumatori.

Per quanto riguarda i Millenials c’è molta disponibilità a riprendere il consumo dei vini mixati (il 25% di loro prevede di aumentarne la domanda) e la voglia di tornare a frequentare i luoghi di consumo fuori casa (ristoranti, wine bar e locali).

Questa fetta di consumo vale il 42% dei Millenials raggiunti dall’indagine. Un segnale della necessità di ricominciare a socializzare.

 

Denis Pantini Nomisma Wine Monitor

Denis Pantini, responsabile settore agroalimentare di Nomisma Wine Monitor (foto di repertorio)

 

Vendita di vino online

Per quanto riguarda le vendite del wine delivery inerenti al pre e durante il lockdown è necessario precisare un fattore, così come afferma Denis Pantini: “Gli italiani non sono avezzi all’acquisto online come lo sono gli americani, gli inglesi o i cinesi. Mediamente si stimava, prima della quarantena, un 5% di tutto l’off trade (Gdo e retail) italiano.

Aggiunge poi Denis Pantini: “In queste ultime settimane la vendita online è esplosa ed è passata dal 20%, prima del lockdown, al 25%.

Però molti degli intervistati affermano che finito questo periodo si ritorni a servirsi con l’acquisto diretto e quindi la percentuale di vendita online può tornare al 20%.”

Per quanto riguarda la scelta di vini di marca lo stesso Denis Pantini afferma: “Dall’indagine è emerso il ritorno alla scelta di prodotti di marca mentre per il vino di piccoli produttori la scelta è scemata rispetto a quella che era la scelta del periodo di quarantena.”

“Da una lato c’è un ritorno al vino di marca – afferma Pantini – un ritorno ai vini del territorio, di produzione di piccoli produttori e alla scelta dei vini biologici“.

Il punto di vista di Giovanni Mantovani

Per Giovanni Mantovani: “Ho trovato coerenti i dati della ricerca di Nomisma Wine Monitor ed emerge un fattore: la gran voglia di normalità.

“Se guardiamo a tutti i dati di tendenza post lockdown – prosegue Mantovani – torniamo ai trend che abbiamo visto fino ad oggi e magari accentuati. E questo è un dato straordinariamente vero.”

Prosegue il direttore generale di Veronafiere: “Pensavo anche alle fiere. Si diceva che sarà tutto digital ma in quello che stiamo vedendo, per esempio post lockdown cinese, c’è voglia di tornare ad una vera normalità. E questo diventa preponderante.”

 

 

Veronafiere

Il Direttore Generale di Veronafiere Spa, Giovanni Mantovani (foto di repertorio)

 

Cambiamenti per Vinitaly e Verona

Per quanto riguarda il mondo del vino, nella sua totalità, ci saranno dei cambiamenti al quale Verona, con il Vinitaly, non può non sottrarsi.

È giunto il momento che Verona si ponga al centro del mondo? La domanda viene posta da Ettore Nicoletto, Ceo di Bertani Domains.

Giovanni Mantovani affronta la questione: “Stiamo lavorando con grande intensità in queste settimane. Il Wine2Wine con Steve Kim è un forum internazionale che si pone l’obiettivo di fare di Verona una sede permanente dove approfondire il tema del vino, in prospettiva internazionale.

“È sicuro che usciremo dalla crisi con un complesso di regole generali, sui mercati, sui dati e con misure protezionistiche – continua Mantovani – e questi sono tutti comportamentali da capire e analizzare per cambiare il passo del vino italiano e del suo rapporto nei mercati internazionali.”

Giovanni Mantovani dichiara inoltre: “Pensiamo al mercato europeo che uscirà dalla crisi con comportamenti relazionali tra mercato e mercato. Wine2Wine dovà creare un forum di altissimo livello e di durata ampia.”

“Anche l’International Vinitaly Academy – prosegue Mantovani – dovrà fare una mappa di quanto succede, anno su anno, sul mondo del vino.”

“Quindi con queste risorse – aggiunge Mantovani – dovremo consolidare la presenza di Vinitaly e Veronafiere nel mondo.”

Conclude il direttore generale: “Questi mesi sono un’opportunità per accelerare e rendere disponibile la versione digital di Vinitaly in più tempi dell’anno, la Vinitaly Directory (www.vinitaly.com).”

“Poi scommettiamo di organizzare l’Edizione 2020 di OperaWine, in contemporanea con Wine2Wine – the wine business forum.”
E questa è una notizia!

 

Ettore Nicoletto

Ettore Nicoletto, Ceo di Bertani Domains (foto tratta da civiltadelbere.com)

 

Dettagli del sondaggio

In generale la quarantena sembra aver appiattito anche gli stimoli dei consumatori.

Tre sono gli elementi da valutare:
– sperimentazione delle novità di prodotto in calo sul pre-lockdown (dal 73% al 59%),
– preferenza verso i piccoli produttori (dal 65% al 58%),
– vini sostenibili (dal 65% al 61%) e vini autoctoni (dall’81% al 76%).

Tendenze queste che, a detta degli intervistati, torneranno identiche a prima nel post quarantena.

Ciò che è cambiato, ma è da verificare se lo sarà anche in futuro, è la preferenza del canale di acquisto online, balzata dal 20% al 25%.

Analisi e previsioni, quelle di Giovanni Mantovani di Veronafiere e Denis Pantini di Nomisma Wine Monitor, che sono risultate di estremo interesse per gli operatori del settore vitivinicolo ma anche per gli winelovers, quali attenti osservatori delle tendenze di un mercato in continua evoluzione.

Vedi l’estratto del sondaggio di Nomisma Wine Monitor per Veronafiere-Vinitaly (clicca qui per scaricarlo).

Leggi le Pagine di VeronaWineLove.com:

>Vini e territori di Verona
>Verona e dintorni
>Discover Verona (English version)

 

Articolo a cura di Nicola Albi
veronawinelove.com

———————————————

Segui VeronaWineLove.com sui social

Icona FacebookIcona IstagramIcona LinkedIn

RIPRODUZIONE RISERVATA  ©  Copyright VeronaWineLove.com

Spazio Commerciale

Sei appassionato/a di Bike Tour e desideri scoprire i percorsi delle Terre del Custoza, del Lago di Garda e del Monte Baldo?
Ti consigliamo il team di Guide di MTB di BIKE EXPERIENCE di Fabio Boeti e ALLMOST MTB di Francesco Trentini.

BikeExperience di Fabio Boeti                        AllMost di Francesco Trentini

Iscriviti alla newsletter!


Riceverai le notizie sugli eventi a Verona che uniscono vino, turismo, spettacoli e cultura

4 + 6 =

¤ I dati personali sono trattati in base art. 13 del D. Lgs. 196/2003, al Regolamento UE 216/679 e alla Privacy policy

veronawinelove@gmail.com

Ebook

Licenza Creative Commons
L’ebook “10 percorsi alla scoperta dei vini di Verona” di VeronaWineLove.com è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili su https://veronawinelove.com/.

Vini e territori di Soave: riconosciuti 33 nuovi Cru tra la zona classica del Soave, Roncà, la Val d’Illasi e Mezzane

Vini e territori di Soave: riconosciuti 33 nuovi Cru tra la zona classica del Soave, Roncà, la Val d’Illasi e Mezzane

Soave si conferma un territorio di rilievo nel panorama enoico nazionale e internazionale.

È del 16 marzo 2020 infatti la pubblicazione in Gazzetta Europea del riconoscimento della modifica dei disciplinari del Soave Doc, del Soave Superiore Docg e del Recioto di Soave Docg, dopo l’approvazione da parte del Comitato Vini del Ministero delle Politiche Agricole, nel maggio 2019.

Ciò rende definitiva l’apposizione in etichetta dei nomi delle Unità Geografiche Aggiuntive.

Le 33 Unità Geografiche Aggiuntive sono così ripartite: 28 cru nella zona classica, 2 nella zona vulcanica di Roncà e 3 nelle colline calcaree della Val d’Illasi e di Mezzane.

Le unità geografiche, assieme alle vigne approvate per decreto dalla Regione Veneto, possono essere immesse sul mercato con la vendemmia 2019, e quindi presto sugli scaffali e nei ristoranti il consumatore potrà sapere da quale zona o vigna storica del Soave proviene il vino.

 

CRU Soave Mappa

Mappatura dei 33 CRU del Soave. Foto Sito Consorzio Tutela Vini Soave

 

Le Unità Geografiche Aggiuntive rivendicate sono ben 23, su 270 ettari di denominazione, segno del coinvolgimento al progetto di tutti i produttori.

Il percorso, che fa tesoro della storicità della denominazione, dando risalto alle zone storiche di produzione dove la viticoltura è certificata da più di 200 anni.

Queste le 23 Unità Geografiche rivendicate per la vendemmia 2019: Broia, Brognoligo, Carbonare, Castellaro, Castelcerino, Colombara, Costalunga, Coste, Costeggiola, Fittà, Foscarino, Froscà, Menini, Monte Grande, Pigno, Pressoni, Sengialta, Tenda, Volpare, Zoppega, Duello, Paradiso, Roncà – Monte Calvarina.

Sandro Gini, Presidente del Consorzio Tutela Vini Soave, spiega: “Non possiamo che essere contenti del risultato: gran parte dei produttori ha saputo cogliere l’occasione di differenziare la loro produzione di qualità attraverso le Unità Geografiche e le vigne e speriamo ci saranno presto tante occasioni per portare questo racconto in giro per il mondo.”

 

Vigneti su terrazzamento a Soave

Vigneti nel territorio di Soave (Verona). Foto di Nicola Albi

 

Riconoscimento dei 33 cru: un percorso durato 30 anni

Il percorso di introduzione delle Unità Geografiche Aggiuntive è iniziato 30 anni fa con un lavoro cartografico seguito poi dalla zonazione e dallo studio dei diversi suoli.

Un lavoro fondamentale per la caratterizzazione dei singoli cru, definiti sia in base alle loro caratteristiche pedoclimatiche sia in base alla storia di ognuno di essi, che in alcuni casi ha radici sin dall’epoca napoleonica.

In enologia, il termine “cru” indica un determinato vigneto, in una precisa e delimitata zona geografica, da cui si ricava un vino considerato di qualità superiore alla media.

Cru è un francesismo diffuso anche nel nostro Paese e indica la provenienza di vini particolarmente pregiati.

“Cru”, participio passato del verbo francese “croitre”, cioè “crescere”, sta a specificare dunque un particolare vigneto cresciuto in una certa zona.

→ Leggi anche TerrACE: parte dai vigneti di Soave il progetto dell’Unione Europea per lo studio dei terrazzamenti

 

Progetto Integrità: obiettivi del Consorzio di Tutela Vini Soave

 

 

Gli obiettivi del Progetto Integrità sono i seguenti:

  • Realizzare una carta della qualità paesaggistica del vigneto, da utilizzare nella classificazione e nelle valutazioni qualitative ed economiche dei vini prodotti nel territorio della DOC
  • Valorizzare la Biodiversità sia con riferimento alla Biodiversità specifica e funzionale con uso di insetti pronubi che della diversità Bioculturale secondo le motivazioni UNESCO – CBD del 2014
  • Operare una valutazione delle potenzialità turistiche in relazione alla conoscenza dei caratteri storici (iconemi) del paesaggio locale
  • Realizzazione di mappature di alberature e siepi in vista di future indicazioni gestionali; approfondimento di analisi statistiche relative all’impiego di varie tipologie di tutori per viti e dei relativi sistemi di allevamento e le relative influenze in chiave paesaggistica; approfondimento in chiave statistica relativo ai materiali impiegati nei manufatti in chiave agricola.

Ulteriori informazioni al sito del Consorzio di Tutela Vini Soave

→ Scopri la pagina delle Soave: il territorio

→ Leggi anche I vini del Soave

 

Articolo a cura di Sara Soliman
Team veronawinelove.com

 

*******

Ti è piaciuto l’articolo?

Iscriviti alla newsletter e avrai la guida enoturistica di Verona

Se ti è piaciuto questo articolo…

Iscriviti alla newsletter di VERONA WINE LOVE:

Con l’iscrizione riceverai un ebook con i 10 percorsi di enoturismo nella provincia di Verona. E le informazioni sulle bellezze culturali e naturali delle varie zone.

 

Enoturismo - Ebook di Verona Wine Love sulle Strade del Vino e i percorsi di enoturismo nella provincia di Verona - 2019

Ebook di Verona Wine Love sulle Strade del Vino e i percorsi di enoturismo nella provincia di Verona – 2019. Iscriviti alla newsletter e lo riceverai in omaggio  

RIPRODUZIONE RISERVATA  ©  Copyright VeronaWineLove.com

Segui VeronaWineLove.com sui social

Icona FacebookIcona IstagramIcona LinkedIn

Ti è piaciuto l’articolo?

Iscriviti alla newsletter di VeronaWineLove.com e avrai la guida enoturistica di Verona

Iscriviti alla newsletter, clicca qui.

———————————————–

Oppure contattaci a questo recapito:

✉︎   veronawinelove@gmail.com

Spazio Commerciale

Sei appassionato/a di Bike Tour e desideri scoprire i percorsi delle Terre del Custoza, del Lago di Garda e del Monte Baldo?
Ti consigliamo il team di Guide di MTB di BIKE EXPERIENCE di Fabio Boeti e ALLMOST MTB di Francesco Trentini.

BikeExperience di Fabio Boeti                        AllMost di Francesco Trentini

Iscriviti alla newsletter!


Riceverai le notizie sugli eventi a Verona che uniscono vino, gastronomia, turismo, spettacoli e cultura

1 + 7 =

¤ I dati personali sono trattati in base art. 13 del D. Lgs. 196/2003, al Regolamento UE 216/679 e alla Privacy policy

veronawinelove@gmail.com

Ebook

Licenza Creative Commons
L’ebook “10 percorsi alla scoperta dei vini di Verona” di VeronaWineLove.com è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili su https://veronawinelove.com/.