Scoprire la cultura del Vino in tempo di quarantena. I consigli del Sommelier AIS Gianpaolo Breda

Scoprire la cultura del Vino in tempo di quarantena. I consigli del Sommelier AIS Gianpaolo Breda

Sono passati oramai quasi 30 giorni dall’inizio della quarantena che, a causa del Coronavirus, ci ha costretti a modificare le nostre abitudini sociali e i nostri ritmi lavorativi.

L’ambiente di casa è divenuto un insieme di sovra-luoghi. Il salotto si sovrappone allo studio, la cucina al laboratorio per la sperimentazione di nuove ricette e la stanza degli ospiti alla palestra con cyclette e tappetino per il pilates.

In questo scenario scegliamo di approfondire alcuni aspetti legati al mondo del vino. Lo facciamo con Gianpaolo Breda, Delegato AIS (Associazione Italiana Sommelier) di Venezia, componente di giuria, docente e titolare di un albergo a Jesolo (Venezia).

1. Il comparto agricolo, come tutti gli altri settori sta risentendo di una crisi mondiale, il mondo del vino come sta reagendo?

Purtroppo anche il settore vitivinicolo sta risentendo in maniera importante di questa crisi. Il mondo HORECA si è fermato e di conseguenza anche le forniture ai ristoranti e hotel.

Un lieve ottimismo si percepisce nella grande distribuzione, ma si limita a grandi marchi o aziende di grandi dimensioni. I piccoli produttori, gli artigiani del vino, le aziende a conduzione familiare, stanno accusando un colpo durissimo e sono le categorie più penalizzate.

Nel complesso, tra grandi e piccole aziende si stima fino ad oggi un calo complessivo nei primi mesi dell’anno dal 20% al 40%.

 

2. In questo frangente funziona la fornitura di vino a domicilio?

Certo, proprio ieri ho ricevuto dell’olio e del vino che avevo ordinato online. La tecnologia gioca a nostro favore, le aziende si stanno organizzando con forniture a domicilio e sono sempre più le agevolazioni in questo senso.

Ti dirò di più, non solo il produttore è disponibile a inviarti a casa il vino, ma anche i ristoranti che si stanno organizzando per consegnarti con i loro piatti la bottiglia di vino in abbinamento.

 

3. Ora che siamo chiusi in casa, secondo te può nascere l’idea di apprezzare ancor più le piccole cose, anche la cultura che si cela in un calice di vino?

Bravo l’hai detto: “cultura”, sono convinto che molti appassionati abbiano avuto il modo di riscoprire in questi giorni i segreti di questo prodotto che da millenni accompagna la storia dell’uomo.

Non dimentichiamoci che in passato l’Italia veniva chiamata Enotria. Greci, Romani, Etruschi le civiltà del vino sono ricche di storia e ci permettono di valorizzare ancora di più la nostra terra.

E comunque sono d’accordo con te, ora anche le piccole cose diventano importanti.

Moliére diceva infatti “Grande è la fortuna di colui che possiede una buona bottiglia, un buon libro, un buon amico”.

 

Vino e abbinamenti

Il vino ben si addice a stimolare la fantasia. Il sommelier AIS, Gianpaolo Breda, ci svela alcuni consigli

 

4. Non pensi che in questo momento di difficoltà, un calice di vino, se consumato con moderazione, potrebbe risollevare un po’ spirito e corpo, cosa dici?

Persino nella Bibbia il vino è simbolo di vita, gioia festa e amore, e ora, più che mai, se consumato con moderazione, può essere una buona compagnia, per alleggerire l’animo e le preoccupazioni.

Questo brutto periodo passerà, il movimento, la meditazione, il riposo e, per quanto possibile anche qualche momento di convivialità a tavola, possono essere una panacea per superare giornate difficili chiusi in casa.

Sulla igenizzazione del cavo orale e della faringe ad opera del vino, area dove si annidano i virus nel corso delle infezioni, come sostenuto da Assoenologi, lasciamo invece risposta alla scienza.

In attesa della fine di questo momento, particolarmente limitativo, prendiamo l’occasione quindi per assaporare delle tipologie di vini a noi sconosciute.

Può essere un modo per fantasticare e immergersi in profumi e immagini di terre lontane, che magari un giorno andremo a visitare.

 

Articolo a cura di Nicola Albi
veronawinelove@gmail.com

 

Un messaggio da parte del presidente nazionale #aisitalia Antonello Maietta a tutti gli iscritti all’Associazione Italiana Sommelier in questo momento particolarmente delicato della nostra storia.

 

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Veronafiere riprogramma il calendario degli eventi a causa del Coronavirus. Vinitaly fissato dal 18 al 21 aprile 2021

Veronafiere riprogramma il calendario degli eventi a causa del Coronavirus. Vinitaly fissato dal 18 al 21 aprile 2021

Il consiglio di amministrazione del Gruppo Veronafiere di Verona si è riunito in data odierna per ridefinire tutti gli assetti organizzativi e i calendari degli eventi in programma in Italia e all’estero.

Il Vinitaly 2020, il Salone Internazionale dei Vini e dei Distillati, ha subito lo spostamento al prossimo anno e con esso altre fiere in programma.

La gestione del post Coronavirus ha richiesto l’assemblea straordinaria del Cda di Veronafiere. Il presidente Maurizio Danese dichiara: “Ridefinizione di obiettivi e strategie del Gruppo per proseguire l’attività in Italia e all’estero e ripartire prontamente quando si tornerà a pieno regime”.

Il direttore generale Giovanni Mantovani interviene sulla decisione: “Il post emergenza per noi si chiama rinascita. Rivoluzionato il calendario per sostenere il business delle imprese e dei settori. Vinitaly al 2021, nelle date già fissate nel calendario del prossimo anno: 18-21 aprile. Investimenti straordinari sugli eventi di settore all’estero”.

Il presidente Maurizio Danese aggiunge: “Il perdurare dell’emergenza Coronavirus a livello nazionale, con il susseguirsi dei decreti urgenti della presidenza del Consiglio dei ministri, e la più recente propagazione dello stesso a livello europeo e non solo, hanno reso improcrastinabili alcune decisioni. Per tali ragioni Il consiglio di amministrazione, d’intento con la direzione generale e il management, ha deliberato oggi in merito a molteplici aspetti essenziali per il proseguimento dell’attività del Gruppo. Fra questi, la ridefinizione di obiettivi, strategie e investimenti per la messa in sicurezza dei prodotti, della propria clientela e del business dei settori correlati”.

Conclude infine Danese: “Occorre ricordare che questa situazione complessa ha avuto un impatto dirompente anche sull’industria fieristica europea. Ad oggi, sono oltre 200 le manifestazioni sottoposte a revisione di calendario, con una perdita complessiva che sfiora i 6 miliardi di euro e 51.400 posti di lavoro a rischio, senza considerare l’indotto e la perdita di 39 miliardi di euro di export generati dalle rassegne internazionali per le PMI europee”.

 

Veronafiere

Il direttore generale di Veronafiere Spa, Giovanni Mantovani (foto di repertorio)

 

Principali provvedimenti adottati dal Gruppo Veronafiere

Di seguito i punti principali dei provvedimenti adottati dal CdA del Gruppo Veronafiere, riunitosi oggi in convocazione straordinaria.

Per la prima volta nella propria storia, anche Vinitaly dovrà posticipare la sua 54ª edizione. Con essa sono rinviate anche le concomitanti Sol&Agrifood ed Enolitech. Le nuove date delle manifestazioni sono perciò riprogrammate al 18-21 aprile 2021, mentre Veronafiere concentrerà la seconda parte dell’anno 2020 al sostegno del business delle aziende italiane sui mercati.

Per il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani: «Il post emergenza per noi si chiama rinascita, che fino all’ultimo abbiamo continuato a confidare potesse avvenire a giugno. Ma la crisi sanitaria si è, come evidente a tutti, decisamente inasprita e ciò che inizialmente sembrava possibile ora non lo è più. In accordo con le organizzazioni di filiera, Vinitaly, Sol&Agrifood ed Enolitech si spostano quindi al prossimo anno”.

Conclude Mantovani: “Per questo, oltre a lavorare con investimenti straordinari sui nostri eventi internazionali Vinitaly Chengdu, Vinitaly China Road Show, Wine South America (23-25 settembre 2020), Vinitaly Russia (26 e 28 ottobre 2020), Vinitaly Hong Kong (5-7 novembre 2020), Wine To Asia (9-11 novembre 2020) e le iniziative della Vinitaly International Academy, ci mettiamo a disposizione del settore e del sistema della promozione per considerare la realizzazione di un evento innovativo il prossimo autunno a servizio delle aziende”.

La decisione del riposizionamento di Vinitaly al 2021 è stata presa d’intesa con i rappresentanti delle associazioni di settore: Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini, Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Federdoc, Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, Sandro Boscaini, presidente di Federvini e Luca Rigotti, coordinatore settore vino Alleanza Cooperative.

Leggi anche: vini e territori di Verona

 

Veronafiere

Il presidente di Veronafiere Spa, Maurizio Danese (foto di repertorio)

 

 

Nuovo Calendario eventi organizzati da Veronafiere o da terzi

 

Veronafiere, in quanto organizzatore diretto delle proprie rassegne, a causa dell’epidemia di Coronavirus ha dovuto necessariamente riposizionare nel giro di due settimane un calendario di eventi che ne conta circa 70 in programma nel corso dell’anno tra Italia ed estero, alcuni fortemente radicati nella loro stagionalità.

Di seguito il calendario con i principali eventi organizzati direttamente da Veronafiere o da terzi che hanno subito modifiche.

EVENTO ITALIADATA IN CALENDARIO NUOVA DATA
Model Expo Italy – Elettroexpo7-8 marzo 202021-22 novembre 2020
SportExpo6-8 marzo 2020Posticipato a data da definire
Samoter – Asphaltica -ICCX Southern Europe16 -20 maggio 202021-25 ottobre 2020
LetExpo16-20 maggio 2020Posticipato a data da definire
Automotive Dealer Day19-21 maggio 202015-17 settembre 2020
Veronafil22-24 maggio 202021-23 maggio 2021
Verona Mineral Show Geo business22-24 maggio 202021-23 maggio 2021
Vinitaly – Sol&Agrifood – Enolitech14-17 giugno 202018-21 aprile 2021
Opera Wine13 giugno 202017 aprile 2021
Vinitaly And the City12 -15 giugno 202016-19 aprile 2021
Innovabiomed15-16 giugno 2020Posticipato a data da definire
Art Verona16-18 ottobre 202011-13 dicembre 2020
Oil&NonOil20-22 ottobre 202021-23 ottobre 2020

 

Nuove date per gli Eventi Estero in calendario

 

Vinitaly Chengdu 22-25 marzo 2020 – Posticipato a luglio 2020
Fieragricola Marocco @Siam 14-19 febbraio 2020 – Annullato
Living Italy @Design Shanghai 12-15 marzo 2020 – Posticipato 26-29 maggio 2020
Bellavita Expo Varsavia 21-23 aprile 2020 – Posticipato 30 giugno-2 luglio 2020
Vinitaly China – Road Show 15-19 giugno 2020 – Posticipato
Bellavita Expo Amburgo 20-24 giugno 2020 – Posticipato 12-16 marzo 2021

 

La riprogrammazione del calendario degli eventi organizzati dal Gruppo Veronafiere si è reso necessario per tutelare tutti gli attori in campo.

Con la decisione, presa dal Cda straordinario di oggi, si punta a mettere in sicurezza tutti i prodotti connessi ai settori del business di riferimento e con questi garantire l’efficacia delle strategie e degli investimenti già definiti.

Articolo a cura di Nicola Albi
Team veronawinelove.com

 

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Vini e territori di Soave: riconosciuti 33 nuovi Cru tra la zona classica del Soave, Roncà, la Val d’Illasi e Mezzane

Vini e territori di Soave: riconosciuti 33 nuovi Cru tra la zona classica del Soave, Roncà, la Val d’Illasi e Mezzane

Soave si conferma un territorio di rilievo nel panorama enoico nazionale e internazionale.

È del 16 marzo 2020 infatti la pubblicazione in Gazzetta Europea del riconoscimento della modifica dei disciplinari del Soave Doc, del Soave Superiore Docg e del Recioto di Soave Docg, dopo l’approvazione da parte del Comitato Vini del Ministero delle Politiche Agricole, nel maggio 2019.

Ciò rende definitiva l’apposizione in etichetta dei nomi delle Unità Geografiche Aggiuntive.

Le 33 Unità Geografiche Aggiuntive sono così ripartite: 28 cru nella zona classica, 2 nella zona vulcanica di Roncà e 3 nelle colline calcaree della Val d’Illasi e di Mezzane.

Le unità geografiche, assieme alle vigne approvate per decreto dalla Regione Veneto, possono essere immesse sul mercato con la vendemmia 2019, e quindi presto sugli scaffali e nei ristoranti il consumatore potrà sapere da quale zona o vigna storica del Soave proviene il vino.

 

CRU Soave Mappa

Mappatura dei 33 CRU del Soave. Foto Sito Consorzio Tutela Vini Soave

 

Le Unità Geografiche Aggiuntive rivendicate sono ben 23, su 270 ettari di denominazione, segno del coinvolgimento al progetto di tutti i produttori.

Il percorso, che fa tesoro della storicità della denominazione, dando risalto alle zone storiche di produzione dove la viticoltura è certificata da più di 200 anni.

Queste le 23 Unità Geografiche rivendicate per la vendemmia 2019: Broia, Brognoligo, Carbonare, Castellaro, Castelcerino, Colombara, Costalunga, Coste, Costeggiola, Fittà, Foscarino, Froscà, Menini, Monte Grande, Pigno, Pressoni, Sengialta, Tenda, Volpare, Zoppega, Duello, Paradiso, Roncà – Monte Calvarina.

Sandro Gini, Presidente del Consorzio Tutela Vini Soave, spiega: “Non possiamo che essere contenti del risultato: gran parte dei produttori ha saputo cogliere l’occasione di differenziare la loro produzione di qualità attraverso le Unità Geografiche e le vigne e speriamo ci saranno presto tante occasioni per portare questo racconto in giro per il mondo.”

 

Vigneti su terrazzamento a Soave

Vigneti nel territorio di Soave (Verona). Foto di Nicola Albi

 

Riconoscimento dei 33 cru: un percorso durato 30 anni

Il percorso di introduzione delle Unità Geografiche Aggiuntive è iniziato 30 anni fa con un lavoro cartografico seguito poi dalla zonazione e dallo studio dei diversi suoli.

Un lavoro fondamentale per la caratterizzazione dei singoli cru, definiti sia in base alle loro caratteristiche pedoclimatiche sia in base alla storia di ognuno di essi, che in alcuni casi ha radici sin dall’epoca napoleonica.

In enologia, il termine “cru” indica un determinato vigneto, in una precisa e delimitata zona geografica, da cui si ricava un vino considerato di qualità superiore alla media.

Cru è un francesismo diffuso anche nel nostro Paese e indica la provenienza di vini particolarmente pregiati.

“Cru”, participio passato del verbo francese “croitre”, cioè “crescere”, sta a specificare dunque un particolare vigneto cresciuto in una certa zona.

 

→ Leggi anche TerrACE: parte dai vigneti di Soave il progetto dell’Unione Europea per lo studio dei terrazzamenti

 

Progetto Integrità: obiettivi del Consorzio di Tutela Vini Soave

 

 

Gli obiettivi del Progetto Integrità sono i seguenti:

  • Realizzare una carta della qualità paesaggistica del vigneto, da utilizzare nella classificazione e nelle valutazioni qualitative ed economiche dei vini prodotti nel territorio della DOC
  • Valorizzare la Biodiversità sia con riferimento alla Biodiversità specifica e funzionale con uso di insetti pronubi che della diversità Bioculturale secondo le motivazioni UNESCO – CBD del 2014
  • Operare una valutazione delle potenzialità turistiche in relazione alla conoscenza dei caratteri storici (iconemi) del paesaggio locale
  • Realizzazione di mappature di alberature e siepi in vista di future indicazioni gestionali; approfondimento di analisi statistiche relative all’impiego di varie tipologie di tutori per viti e dei relativi sistemi di allevamento e le relative influenze in chiave paesaggistica; approfondimento in chiave statistica relativo ai materiali impiegati nei manufatti in chiave agricola.

Ulteriori informazioni al sito del Consorzio di Tutela Vini Soave

→ Scopri la pagina delle Soave: il territorio

→ Leggi anche I vini del Soave

 

Articolo a cura di Sara Soliman
Team veronawinelove.com

 

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Cibo e vino: la tradizione dell’Italia e la storicità dei nostri abbinamenti. Ce ne parla la sommelier e docente AIS Francesca Penzo, Miglior Sommelier del Veneto 2017

Cibo e vino: la tradizione dell’Italia e la storicità dei nostri abbinamenti. Ce ne parla la sommelier e docente AIS Francesca Penzo, Miglior Sommelier del Veneto 2017

L’abbinamento cibo e vino è un argomento sempre interessante e per nulla scontato.

Abbiamo chiesto a Francesca Penzo, sommelier e docente AIS, nonché Miglior Sommelier del Veneto 2017, di parlarci dell’aspetto storico del matrimonio dei gusti, tra tradizioni, metodologie e criteri di abbinamento.

 

abbinamento cibo vino

Francesca Penzo, Miglior Sommelier del Veneto 2017

 

Francesca, partiamo da dove tutto ha inizio. Parlami dell’aspetto storico del matrimonio dei gusti e delle tradizioni legate all’abbinamento cibo-vino.

La storia dell’abbinamento, o perlomeno i tentativi di abbianamento non sono cosa recente. L’uomo ha sempre cercato di trovare piacere sia nel mangiare che nel bere e di conseguenza nell’unione delle due cose.

Anche in questo caso i romani hanno fatto da apripista visto che furono i primi a bere vino durante i pasti. Si trattava ovviamente di una bevanda ben distante da ciò che conosciamo oggi, ma era pur sempre un punto d’inizio.

Anche i francesi faranno la loro parte, i loro grandi vini erano conosciuti già nel ‘200.

Per quanto riguara la metodologia contemporanea dobbiamo invece ringraziare Luigi Veronelli.

Ma volendo parlare di tradizioni mi piace soffermarmi, più che altro, su alcune abitudini non proprio corrette che tutt’ora si ripropongono anche al ristorante.

Un esempio è l’abitudine di abbinare spumanti secchi con torte e dessert specie per festeggiare occasioni speciali, quando invece sarebbe corretto abbinare un vino dolce.

Oppure servire champagne nelle coppe, vero che nacquero per questa tipologia di prodotto, ma nel momento in cui era anch’esso un vino dolce.

 

Quali sono quindi i criteri da seguire per abbinare in modo corretto vino e cibo?

Non è mai semplice dare criteri assoluti quando si parla di sensazioni personali e organi di senso, ma possiamo sicuramente seguire un metodo che prende spunto dalle basi poste da Luigi Veronelli con “Il vino giusto”, come già accennato.

E’ proprio da qui che si è evoluto il metodo utilizzato da Ais e che insegnamo ai nostri corsi nel 3° livello. Innanzitutto esistono due tipi di abbinamento: per concordanza e per contrapposizione.

Nel primo caso la sensazione del vino va in accordo con la sensazione del piatto. Per esempio i dessert, dove prevale la dolcezza, ben si abbinano con i vini dolci.

Nel secondo caso le sensazioni del vino sono opposte a quelle del cibo perchè se avessimo la medesima sensazione risulterebbe fastidiosa. Un esempio è la succulenza in un piatto che necessita di essere asciugata, perciò andremo a scegliere un prodotto ricco di alcol o tannini (la sensazione di astringenza).

 

È così anche nel resto del mondo?

Non è così ovunque. Ogni popolo ha la propria tradizione oppure non la ha per niente!

In Inghilterra, ad esempio, sono molto easy, sostengono l’assoluta indipendenza di ogni scelta lasciandosi guidare dal loro gusto personale…molto liberi.

In Francia, invece, la tradizione vede l’abbinamento come un aspetto artistico della gastronomia, fondata su un decalogo, ricco anche di casi in cui è pronto a venir smentito.

Nei paesi orientali per via di altri ingredienti e gusti sono più diffusi gli abbinamenti con altri tipi di bevande, come tè, infusi, sakè.

Ma ciò che è davvero divertente è giocare con le diverse tradizioni, provando ad abbinare i nostri vini a cucine per noi insolite e la stessa cosa viene fatta all’estero dove i nostri prodotti sono sempre più esportati.

 

Abbinamento cibo e vino

Abbinamento cibo e vino: è possibile anche giocare con le diverse tradizioni, abbinando vini locali a piatti esotici

 

E come si comportano i turisti stranieri al ristorante?

Cercano innanzitutto di conoscere i prodotti tipici del territorio in cui si trovano, sono molto curiosi e si fanno sempre più consigliare anche nell’abbinamento.

Ma molte volte, soprattutto i turisti dell’est o americani, chiedono vini rossi molto corposi e blasonati che abbinano a qualsiasi cosa.

Ma questo succede soprattutto tra le popolazioni che non hanno grande tradizione.

 

Personalmente sono sempre in difficoltà nell’abbinare il vino ai primi piatti. Qual è il criterio?

Molte persone si trovano di fronte a questo dubbio in realtà! Ma si può risolvere semplicemente.

Innanzitutto è necessario studiare il piatto cercando di capire prima gli ingredienti che lo compongono e poi le sensazioni saporifere e tattili dominanti. Da qui si arriva poi al vino.

Un esempio può essere un classico piatto di spaghetti pomodoro fresco e basilico.

Le sensazioni principali sono la tendenza dolce data dall’amido della pasta, la tendenza acida data dal pomodoro e leggera aromaticità del basilico.

Serve, quindi, un vino giovane bianco o ancora meglio rosato, fresco ma anche con un discreto grado alcolico e struttura, caratterizzato da note floreali e fruttate come ad esempio un bel Bardolino Chiaretto DOC del Garda.

 

chiaretto di Bardolino

Il vino rosa, come il vino Chiaretto di Bardolino, si presta ad essere abbinato anche al classico piatto di spaghetti con pomodoro e basilico

 

Come siamo visti noi italiani nel resto del mondo?

Come italiani possiamo dirci molto fortunati, è oggettivo che il mondo ci invidia un patrimonio enogastronomico così vario e tipico.

Abitiamo una terra unica, dove ogni regione, ma anche ogni provincia, paese, fazzoletto di terra, è ricco di prodotti della terra e del mare diversi gli uni dagli altri e la stessa cosa vale per i vitigni.

Messaggio diffuso anche da Oscar Farinetti, attraverso un video molto seguito ultimamente.

Secondo le materie prime e le ricette sono stati creati i vini adatti.

Basti pensare al Lugana abbinato ai pesci di lago, piuttosto che un Lambrusco di Sorbara abbinato allo zampone con le lenticchie. Ecco la nostra vera tradizione e la storicità dei nostri abbinamenti.

Questo è ciò che cerchiamo con forza e convinzione di trasmettere e insegnare ai nostri corsi AIS, specialmente al 2° (enografia) e 3°livello (abbinamento cibo-vino).

Grazie Francesca per gli interessanti spunti di approfondimento che saranno, di certo, apprezzati da quei lettori sempre alla ricerca del miglior abbinamento tra cibo e vino.

> Leggi anche: Corsi per Sommelier AIS a Verona. Da quest’anno anche al mattino e al pomeriggio, per formare i nuovi professionisti dell’enoturismo

Se ti interessa partecipare a uno dei corsi AIS puoi trovare tutte le informazioni relative ai corsi e all’iscrizione sul sito www.aisveneto.it/corsi 

 

Articolo a cura di Sara Soliman

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Angelo Branduardi in concerto al Teatro Romano il 22 maggio 2020 per il tour “Il cammino dell’anima”. Leggi l’articolo per saperne di più

Angelo Branduardi in concerto al Teatro Romano il 22 maggio 2020 per il tour “Il cammino dell’anima”. Leggi l’articolo per saperne di più

Angelo Branduardi fa tappa al Teatro Romano di Verona venerdì 22 maggio 2020 alle ore 21 per il tour “Il cammino dell’anima”.

In questa nuova tournée, Branduardi presenta l’ultimo album “Il cammino dell’anima, pubblicato ad ottobre 2019.

Il disco si ispira all’opera della monaca Ildegarda di Bingen, vissuta tra il 1098 e il 1179. Branduardi mischia musica e poesia per portare sul palco delle canzoni che interrogano la spiritualità e il lato intimo dell’animo umano.

Si prospetta un concerto emozionante, dove musica e mistico si fondono nella splendida atmosfera del Teatro Romano di Verona, uno dei luoghi di maggior interesse della città scaligera.

Il concerto di Branduardi al Teatro Romano fa parte della programmazione di Verona Folk, la rassegna internazionale di musica folk e d’autore organizzata dal Box Office Live, uno dei più importanti cartelloni musicali della stagione estiva.

 

Angelo Branduardi al Teatro Romano

 

Angelo Branduardi al Teatro Romano venerdì 22 maggio 2020, ore 21

Angelo Branduardi nasce a Cuggiono (Milano) il 12 febbraio 1950.

A tre mesi si trasferisce con la famiglia a Genova. Nel capoluogo ligure, Branduardi entra in contatto con la scuola dei cantautori, che costituisce uno stimolo importante per la sua carriera, assieme ad autori inglesi come Donovan e Cat Stevens.

L’incontro nel 1973 con il compositore Paul Buckmaster è stato decisivo per la sua carriera. L’anno dopo, infatti, incide il suo primo album Angelo Branduardi, che risente molto dell’influenza di Buckmaster.

Nel 1975 entra in contatto con il polistrumentista Maurizio Fabrizio, con il quale incide un secondo disco La Luna e dà inizio ad una collaborazione che durerà fino al 1979. Da quel momento, la produzione di Angelo Branduardi ha attinto alla musica popolare, barocca, rinascimentale, con spunti presi anche dalla musica etnica.

Nel 1976 torna ad abitare con la moglie e le figlie a Cuggiono dove rimane sino al 1982. Sono anni proficui, in cui incide l’album Alla fiera dell’est, premiato nel 1977 dalla critica discografica italiana.

In quegli anni la sua musica mischia folk e tradizione celtica, modernizzata in chiave pop. Grazie al suo particolare gusto musicale diventa celebre in tutta Europa. Alla fine del 1977 pubblica La pulce d’acqua, tra i cinque album più venduti in Italia nel 1978.

Tra il 1978 e il 1979 lavora ad un progetto dal vivo denominato La Carovana del Mediterraneo, che coinvolge anche i componenti del Banco del Mutuo Soccorso. I concerti toccano Italia, Inghilterra, Svizzera, Francia, Germania e Belgio.

Nel 1979 pubblica Cogli la prima mela, premiato in Italia, Germania e Francia come disco rivelazione dell’anno.

Il 1980 è un altro anno importante per la sua carriera. Branduardi pubblica due nuovi album: Concerto, un triplo Ip contente 22 brani in italiano e inglese tratti dalla serie di concerti La Carovana del Mediterraneo.

Il secondo album Gulliver, la luna e altri disegni, è la rivisitazione del disco La luna, con l’aggiunta dell’inedito Gulliver.

Sempre in quell’anno, Branduardi organizza la seconda edizione de La Carovana del Mediterraneo. Vi partecipano quasi tutti i musicisti della prima tournée, con l’aggiunta di Stephen Stills, Graham Nash e Richie Havens.

Nel 1981 pubblica Branduardi ’81. I testi sono scritti dalla moglie Luisa Zappa, con la supervisione di Paul Buckmaster.

Due anni dopo incide Cercando l’oro, in cui torna il contributo di Maurizio Fabrizio.

Il 1983 lavora alla composizione di colonne sonore per lungometraggi. Scrive State buoni se potete per l’omonimo film di Luigi Magni.

Branduardi è poi stato premiato con il David di Donatello come miglior musicista e con il Nastro d’argento per la miglior colonna sonora.

Nel 1986 compone la colonna sonora di Momo e nel 1988 di Secondo Ponzio Pilato diretto da Magni.

Sempre lo stesso anno realizza Branduardi canta Yeats. Si tratta di una trasposizione in chiave musicale di alcune poesie dello scrittore William Butler Yeats, composte tra la fine del 1800 e il 1918.

Nel 1988 Branduardi incide un album di inediti intitolato Pane e rose, seguito da Il ladro nel 1990. Entrambi i dischi si caratterizzano per sonorità più minimaliste con cenni all’elettronica, pur non abbandonando le basi folk.

Gli anni Novanta vedono la pubblicazione di ben quattro album. Nel 1993 incide Si può fare con gli arrangiamenti di Vince Tempera. L’anno successivo pubblica Domenica e lunedì (in cui sono presenti i testi di Pasquale Panella, Paola Pallottino, Roberto Vecchioni ed Eugenio Finardi).

 

 

Nel 1996 pubblica il live Camminando camminando lanciato dai singoli L’apprendista stregone e Piccola canzone dei contrari. Due anni più tardi incide Il dito e la luna, in cui spiccano le canzoni Il giocatore di biliardo e L’uso dell’amore.

Altro importante progetto nato nel 1996 è Futuro antico I, a cui seguono II (1998), III (2002), IV (2007), V (2009), VI (2009), VII (2010) e VIII (2014). In questi album, Branduardi riscopre il patrimonio musicale antico italiano ed europeo.

Nel 2000 pubblica L’infinitamente piccolo, dedicato alla vita di Francesco d’Assisi, di cui fa parte La Lauda.

Del 2003 è Altro ed altrove, una raccolta di poesie da tutto il mondo trasformata in musica.

Il 2011 segna il ritorno al pop con Così è se mi pare ed a una nuova collaborazione con Maurizio Fabrizio, mentre è del 2013 Il rovo e la rosa, una rivisitazione di alcune ballate inglesi della seconda metà del XVI secolo.

Nel 2019 gli viene conferito il Premio Chiara (premio letterario dedicato a Piero Chiara) “le parole della musica”, in onore alla sua carriera.

 

 

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Articolo a cura di Zara Rubes
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Zucchero Fornaciari in Arena di Verona con 12 concerti tra settembre e ottobre 2020

Zucchero Fornaciari in Arena di Verona con 12 concerti tra settembre e ottobre 2020

Zucchero Fornaciari torna all’Arena di Verona a settembre e ottobre 2020, unica tappa italiana del suo tour mondiale.

Dodici grandi serate di musica: 22, 23, 24, 25, 26, 27, 29, 30 settembre e il 1, 2, 3 e 4 ottobre 2020.

Zucchero Sugar Fornaciari ritorna a Verona e propone per la prima volta i brani del suo ultimo disco di inediti “D.O.C, uscito l’8 novembre 2019. 

 

Zucchero Fornaciari all'Arena di Verona - settembre e ottobre 2020 - concerti

Zucchero Fornaciari all’Arena di Verona a settembre e ottobre 2020

 

 

Zucchero all’Arena di Verona nel 2020: il nuovo album D.O.C

A tre anni e mezzo di distanza dal precedente “Black Cat”, Zucchero “Sugar” Fornaciari torna con il nuovo album in studio intitolato D.O.C.

Nel nuovo album, uscito il 9 novembre il singolo apripista è “Freedom” un inno alla libertà fra blues ed elettronica, scritto a quattro mani con Rag’n’bone Man.

Ma tante sono le collaborazioni nel nuovo album di Zucchero, da Francesco De Gregori a Davide Van De Sfroos, passando per Frida Sundemo che duetta con l’artista reggiano nella sognante “Cose che già sai”.

D.O.C., che contiene 11 brani e 3 bonus track, è disponibile in 3 versioni differenti. Al CD tradizionale si affianca il Doppio Vinile (anche disponibile nella variante arancio in esclusiva per Amazon).

 

Il nuovo Spirito nel buio (dall’album D.O.C)

 

 

Zucchero all’Arena di Verona nel 2020: l’artista

Con oltre 30 anni di carriera e più di 60 milioni di dischi venduti Zucchero è considerato uno dei maggiori rappresentanti del blues in Italia.

Vanta collaborazioni con StingEric ClaptonJoe Cocker, Poul Young, Miles DavisB.B. KingLuciano Pavarotti e Andrea Bocelli.

La produzione musicale del cantautore Zucchero Fornaciari è una sintesi originale della tradizione melodica mediterranea con elementi derivati dal blues, dal gospel e dal soul, generi tipici del sud degli Stati Uniti d’America.

Numeri i premi ottenuti: il Premio Tenco alla carriera, due World Music Awards, sei IFPI Platinum Europe Awards, una candidatura ai Grammy e l’onorificenza di commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

 

 

 

Zucchero Sugar Fornaciari: discografia

RACCOLTE

  • 1988 – Six Mix (mercato tedesco)
  • 1990 – Zucchero (mercato internazionale)
  • 1994 – Diamante (mercato latino)
  • 1996 – The Best of Zucchero Sugar Fornaciari’s Greatest Hits
  • 1999 – Overdose d’amore/The Ballads (mercato americano)
  • 2004 – Zu & Co.
  • 2007 – All the Best
  • 2014 – Night of the Proms 2014 Limited Edition (mercato tedesco)
  • 2016 – Studio Vinyl Collection
  • 2017 – Wanted
  • 2018 – Wanted – Duets & Rarities

 

UNA RACCOLTA DEI SUOI THE BEST


ALBUM IN STUDIO

  • 1983 – Un po’ di Zucchero
  • 1985 – Zucchero & The Randy Jackson Band
  • 1986 – Rispetto
  • 1987 – Blue’s
  • 1989 – Oro incenso & birra
  • 1992 – Miserere
  • 1995 – Spirito DiVino
  • 1998 – Bluesugar
  • 2001 – Shake
  • 2006 – Fly
  • 2010 – Chocabeck
  • 2012 – La sesión cubana
  • 2016 – Black Cat
  • 2019 – D.O.C.


ALBUM DAL VIVO

  • 1991 – Live at the Kremlin
  • 2008 – Live in Italy
  • 2013 – Una rosa blanca
  • 2017 – Black Cat Live

 

Zucchero Sugar Fornaciari torna in Arena per dodici grandi serate: 22, 23, 24, 25, 26, 27, 29, 30 settembre e il 1, 2, 3 e 4 ottobre 2020.

L’occasione è ideale per ascoltare un grande autore della musica che si ispira al blues statunitense con rivisitazioni e contaminazioni della musica leggera italiana.

Il suo stile graffiante riprende le atmosfere soul e R&B soprattutto negli albun Blue’s, Spirito DiVino e Oro, incenso e birra.

Zucchero Sugar Fornaciari si propone sempre, negli album e nei concerti live, con il supporto di musicisti e vocalist di fama internazionale. La sua carriera musicale è ricca di sperimentazioni quali il genere pop, come nell’album Fly, e il rock elettronico come in Bluesugar.

Non mancano sortite nella musica classica, come il brano Miserere (cantato in passato con Luciano Pavarotti), e i ritmi cubani come nell’album La sesión cubana.

Una caratteristica di Zucchero è quella di ispirarsi al timbro vocale di Joe Cocker che spesso passa da un tono più profondo ad uno più chiaro.

Con queste premesse l’arrivo di Zucchero si preannuncia quanto mai un evento musicale da non perdere.

 

 

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Articolo a cura di Anna Maragna
Team veronawinelove.com

 

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