A piedi in Lessinia: tre itinerari alla scoperta della montagna veronese

A piedi in Lessinia: tre itinerari alla scoperta della montagna veronese

La Lessinia, la fascia montuosa a nord di Verona, rappresenta il nucleo centrale della montagna veronese. Questo vasto altipiano è solcato da valli e canyon con strutture rocciose e dolci cime erbose.

La Lessinia è splendida in ogni stagione: immergiti tra le sue valli e assapora il suo silenzio e i suoi profumi.

Oggi ti propongo tre differenti itinerari adatti a tutti, fattibili in mezza giornata e con un dislivello lieve o medio:

  • il primo è un itinerario circolare che inizia Campofontana e ti porta a Cima Lobbia,
  • il secondo inizia a Sant’Anna d’Alfaedo e ti porta alla cima del Corno D’Aquiio,
  • il terzo è la visita alle cascate di Molina che meritano per l’ambiente circostante immerso nel silenzio.
 

Vedi la Guida della Lessinia di Verona Wine Love

 

Escursione tra boschi e pascoli delle malghe di Campofontana, nella parte orientale della Lessinia

L’anello che parte da Campofontana  e si dirige verso contrada Pagani e le malghe Lobbia e Porto è un percorso molto noto e fattibile in ogni periodo dell’anno.

È un itinerario con dislivello lieve (300 m) che si svolge su strade asfaltate, sterrate e sentieri segnalati tra prati, pascoli di montagna e boschi di faggio e larice. Il percorso è adatto anche a famiglie.

Lascia l’auto nei dintorni del cimitero di Campofontana (1220m) e prosegui fino a contrada Pagani, caratterizzata dalle abitazioni in pietra con tetto a doppia spiovenza.

Dopo aver superato l’antica fonte con vasca in pietra segui la strada sterrata che conduce verso malga Lobbia.

Salendo noterai la famosa Madonna della Lobbia, scultura in pietra che rappresenta la Pietà (1290 m).

 

Itinerari in lessinia

Lessinia, Madonna della Lobbia. Foto di Francesco Vinco

 

Raggiunta la malga il panorama verso nord è splendido: in primo piano le vette del Monte Terrazzo e Monte Zevola.

Dopo aver fatto qualche foto continua a salire seguendo il sentiero (se c’è neve è un sentiero adibito allo sci di fondo), superando la Croce della Lobbia.

Sali ancora repentinamente fino al muro a secco di confine della malga, che segna anche il limite comunale e provinciale tra Verona e Vicenza.

Sul muretto si erge un’altra splendida scultura, la Madonna delle Scalette (1510 m).

A questo puoi proseguire a sinistra e raggiungere così Cima Lobbia e poi l’alta Val Fraselle.

 

Vista sulla Val Fraselle

Vista sulla Val Fraselle. Foto di Francesco Vinco

 

Continuando invece verso sud, raggiungerai il breve il pendio che conduce agli edifici rurali di Malga Porto di Sopra (1520 m). Anche da qui il panorama è spettacolare, soprattutto al tramonto.

Dalla malga inizia la discesa lungo la strada sterrata che affianca la cima del Monte Formica e poi raggiunge gli edifici di Malga Porto di Sotto.

Qui, a fianco della malga, puoi notare la cupola interrata di una vecchia giassara.

Ora, con il sentiero CAI n.205, rientrerai a breve al parcheggio.

Dislivello: 300 m
Lunghezza: 6,4 km
Tempo di percorrenza medio: 2:30 ore

Lo sapevi che la Lessinia ha un suo spumante? Scopri il Durello

 

A piedi in alta Lessinia: da Sant’Anna d’Alfaedo fino alla cima del Corno d’Aquilio

Questo itinerario si svolge su sentieri montani ben segnalati e brevi tratti di strada asfaltata e sterrata.

Lascia l’auto in uno dei parcheggi di contrada Tommasi  e prosegui attraversando località Coste (1157 m).

Prosegui lungo la strada sterrata lungo il bosco e raggiungi, con circa 100 m di dislivello, Passo di Rocca Pia (1215 m).

Il Passo fu in passato punto di confine tra Veneto e Trentino e importante nodo di traffici di contrabbando, durante il primo conflitto mondiale fu invece punto di osservazione con numerose trincee.

Dal passo prosegui lungo il sentiero CAI 234 che, dopo un’iniziale tratto in falsopiano, sale a tornanti fino ad aprirsi nei pascoli di malga Fanta (1496 m).

Qui una foto è d’obbligo: gli edifici della malga, con la mole della catena baldense sullo sfondo, sono molto caratteristici.

A poche centinaia di metri si trova la Spluga della Preta, famoso e profondo abisso che supera gli 800 metri di profondità e metà di numerose spedizione speleologiche di ricerca.

Proseguendo lungo la dorsale raggiungerai la sommità del Corno d’Aquilio (1547 m), dove una croce in ferro accoglie gli escursionisti dopo la fatica.

 

Panorama sulla Val d'Adige

Panorama sulla Valdadige dalla cima del Corno d’Aquilio. Foto di Nicola Albi

 

Nelle belle giornate il panorama è di una bellezza straordinaria e puoi ammirare l’intera Valdadige e le anse del fiume Adige, oltre alle cime che sovrastano la valle.

Da qui puoi scendere e, oltrepassato sulla destra il muretto divisorio di malga, raggiungere, la Grotta del Ciabattino, una cavità orizzontale che, nella seconda parte dell’inverno si arricchisce di spettacolari forme di ghiaccio.

 

Grotta del Ciabattino-Corno d'Aquilio

Grotta del Ciabattino, ingresso. Foto di Nicola Albi

 

Oltrepassa poi Malga Preta di Sotto e rientra scendendo lungo il sentiero CAI 240-250. Raggiungerai così la strada asfaltata della Liana e da qui contrada Tommasi.

Lunghezza: 8,30 km
Tempo di percorrenza medio: 3:30 ore
Dislivello: 450m

 

Visita alle Cascate di Molina

Una valida alternativa ai due itinerari in Alta Lessinia è la visita alle Cascate di Molina, in Valpolicella.

Molina è un borgo medioevale situato nel comune di Fumane, caratterizzato da antiche corti e case di pietra.

Il borgo prende il nome dai numerosi mulini che in passato erano in funzione nella zona, grazie alla forza dell’acqua.

 

Cascate di Molina

Le cascate di Molina (Foto di Mauro Magagna)

 

All’interno del Parco delle cascate, puoi visitare la malga costruita nel 1879, dove i soci portavano il latte e lo lavoravano a turno. Ora l’edificio è stato ristrutturato e viene usato con scopi didattici.

Nel Parco delle Cascate, una flora e fauna particolari e protette hanno permesso di creare il Museo della Botanica, dove la presenza di specie di orchidea selvatica è uno spettacolo di rara bellezza.

Nel Parco puoi scegliere tra tre itinerari: l’itinerario ambientale (o Sentiero del Bosco), l’itinerario storico (o Sentiero dei Molini), l’itinerario archeologico (o Sentiero delle Grotte).

INFORMAZIONI UTILI:

  • Aperto tutti i giorni con orario. 9.00 – 19.30 (ultimo ingresso 17.30)
  • Prezzo ingresso intero 7.00 Euro

 

Articolo a cura di Sara Soliman
✉︎   info@veronawinelove.com

Foto di copertina: ph. Mauro Magagna

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Il Vino Durello: una ricchezza per i territori di Verona e Vicenza

Il Vino Durello: una ricchezza per i territori di Verona e Vicenza

Il Vino Durello, prodotto nei rilievi collinari delle province di Verona e Vicenza, è un vino che ha enormi potenzialità di sviluppo e che si va sempre più affermando nel panorama dei vini veronesi.

Lo spumante Lessini Durello e lo spumante Monti Lessini vengono prodotti nelle vallate dell’altopiano della Lessinia.

La parte di territorio che riguarda Verona vede compresi l’alta Val d’Illasi, la Valle del fiume Tramigna e i comuni a nord della Val d’Alpone.

La parte di produzione dello spumante Lessini Durello Doc e del Monti Lessini Doc che riguarda Vicenza comprende invece le vallate del Chiampo, del Leogra e dell’Agno.

Lo spumante berico-veronese ha quindi due distinte identità: lo spumante “Lessini Durello” (metodo italiano) e il “Monti Lessini” (metodo classico).

 

Gli abbinamenti del Vino Durello

Lo spumante Lessini Durello DOC  e il Monti Lessini DOC  sono vini veronesi freschi e pieni di carattere.

Il loro aroma ricorda la mela renetta e gli agrumi gialli. La grande mineralità, tipica di un terreno vulcanico, rende il Durello particolare e dal perlage stuzzicante.

Il Vino Durello, spumante fresco e pieno di carattere si adatta a molteplici situazioni: dall’aperitivo all’abbinamento con piatti della cucina italiana a base di pesce o carni bianche.

 

Il Vino Durello nel territorio di Verona

Nella parte veronese il territorio interessa l’alta Val d’Illasi, la Valle del Tramigna e i comuni più a nord della Val d’Alpone.

Anche la parte collinare della Lessinia è un territorio dove il vitigno cresce in abbondanza.

Tutta la zona è caratterizzate dalla presenza di bellezze storiche e ambientali, ristoranti e cantine con wine-shop dove l’enoturista può fare una sosta e una degustazione.

Sono molti gli Itinerari ideali per conoscere ed apprezzare il territorio che ospita la coltivazione del vitigno Durella.

 

 
Castello di Illasi

Illasi (Verona) e il suo Castello immerso tra i vigneti

 

 

Il Vino Durello del territorio di Vicenza

Zone di produzione del Vino Durello in territorio vicentino sono le vallate del Chiampo, del Leogra e dell’Agno.

Alla scoperta del Durello possiamo visitare alcune tra le zone più belle della provincia di Vicenza.

Punto di partenza per questo percorso è Montebello Vicentino, dove troviamo, in cima alla collina, i resti di un Castello costruito dopo il Mille. Ciò che rimane oggi dell’antico maniero è il risultato di vari interventi nel tempo.

La parte ad ovest del mastìo, e probabilmente tutta la parte inferiore del corpo principale, risalgono al XII secolo, mentre il resto è scaligero.

Il settore centrale dell’edificio, invece, adibito ad uso residenziale, fu completamente ristrutturato e ampliato nella seconda metà dell’Ottocento e poi negli anni Trenta del Novecento.

Salendo le colline coltivate con viti e a ciliegi, ci addentriamo nel cuore della produzione del Durello.

Ad attestarne la produzione esistono alcune testimonianze di vecchi statuti (nel Medioevo era un documento contenente le regole giuridiche) di località vicentine circostanti.

 

uva duella

Uva Durella

 

Molto interessante, sempre nel territorio vicentino, è l’ itinerario della Strada del Vino dei Colli Berici, che si sviluppa tra vigne e coltivazioni lungo la linea che unisce la pianura con la collina.

A piedi o in bicicletta si possono ammirare le ville venete, importante patrimonio artistico e culturale, e storici borghi medievali.

Un viaggio tra storia e bellezze paesaggistiche che unite alla tradizione enogastronomica offrono la possibilità di arricchire la propria conoscenza.

I punti di riferimento del tracciato sono Barbarano e Lonigo, le due Città del Vino che fungono rispettivamente come porta di levante e di ponente del comprensorio dei Berici.

Per saperne di più sulle Strade de Vino di Vicenza leggi: Strada del Vino dei Colli Berici

 

I tre itinerari de La Strada del Vino Durello tra Verona e Vicenza

Sono tre i possibili itinerari che portano alla scoperta del vitigno e del vino Durello:

  • Per chi intende procedere verso Monteforte e la parte Veronese della zona di produzione vitivinicola il punto ideale di partenza è Montebello Vicentino, servito dall’autostrada A4 e dalla SS.11.
  • Chi ha intenzione di visitare prima alcune delle zone più belle della provincia di Vicenza in direzione Montorso, punto ideale di partenza è ancora Montebello Vicentino.
  • Chi intende invece inoltrarsi nel cuore del territorio del vino Durello, toccando i centri a più alta vocazione vitivinicola e visitando cantine e vigneti, il punto di partenza consigliato è Montecchio Maggiore. Il percorso termina a Bolca, nel sito archeologico conosciuto in tutto il mondo.

 

Vicenza guida turistica

Montebello vicentino visto dall’alto. Fotografia di Bruno Xotta

 

Per seguire quest’ultimo percorso basta accedere alla Strada del Vino Durellosul portale VeronaWineLove.com

Scoprire il Vino Durello, tra le colline di Verona e Vicenza, è un’esperienza all’insegna dell’enoturismo che consiglio a tutti gli amanti del buon vino.

 

Potresti leggere anche: Il Vino dell’estate: i migliori calici da assaporare al tramonto

 

Articolo a cura di Sara Soliman
Team VeronaWineLove.com

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In bicicletta tra Valpolicella e Lessinia: il borgo di Gorgusello, Breonio e il ponte di Veja. Con uno sguardo ai Vini Valpolicella

In bicicletta tra Valpolicella e Lessinia: il borgo di Gorgusello, Breonio e il ponte di Veja. Con uno sguardo ai Vini Valpolicella

Oggi voglio proporti un bell’itinerario in bicicletta in provincia di Verona, tra l’alta Valpolicella e la bassa Lessinia: sono 26 km di cicloturismo che attraversa i paesi di Fumane, Breonio, Fosse, Sant’Anna d’Alfaedo.

È un percorso che si svolge quasi esclusivamente su strada asfaltata e si caratterizza per numerosi saliscendi, per cui è necessario un minimo di allenamento.

Si raggiunge il caratteristico borgo di Gorgusello, vicino a Molina, e da Sant’Anna d’Alfaedo il famoso Ponte di Veja. In entrambi i luoghi ti consiglio una sosta.

Inoltre, queste zone del territorio veronese si caratterizzano per la produzione di ottimi vini Valpolicella, come il rinomato Amarone della Valpolicella e il Valpolicella Ripasso.

Se hai intenzione di visitare una cantina ricorda di prenotare (trovi i numeri di telefono negli elenchi del portale VeronaWineLove.com) e di portare con te la mascherina.

 

Inizio del percorso

Il percorso inizia a Sant’Ambrogio di Valpolicella e da qui segui le indicazioni per Fumane, dove arriverai in 7 km pedalando in pianura.

Fumane occupa la vallata dominata dal Corno d’Aquilino e dal Monte Pastello. E proprio dal paese di Fumane che inizia la salita più impegnativa del percorso.

Il percorso continua con pendenze non proibitive fino a poco prima di Breonio, che si raggiunge in discesa.

Da Breonio, in un saliscendi, si arriva a Fosse, frazione di Sant’Anna di Alfaedo.

Tutto il suo territorio è famoso per la pietra di prun, materiale con cui vengono costruiti i tetti delle case.

A Fosse puoi scegliere se:

  • proseguire per raggiungere Sant’Anna d’Alfaedo
  • tornare a Fumane passando prima per il paese di Molina e poi per Gorgusello.

Se decici di arrivare a Sant’Anna d’Alfaedo sappi che poi dovrai tornare a Fosse e di lì a Fumane per rientrare.

Se invece prosegui per Fumane segui le indicazioni per una strada che attraversa prima il bosco e poi alcune pareti di roccia.

Arriverai prima a Molina e poi Gorgusello.

 

Il borgo di Gorgusello

Il caratteristico villaggio di pietra di Gorgusello, che fa parte del comune di Molina, merita senza dubbio una sosta.

Il nome Gorgusello potrebbe derivare da “gorgo” o “ruscello”, probabilmente per le numerose sorgenti d’acqua presenti in paese.

Valpolicella cicloturismo

Il borgo di Gorgusello è un villaggio di pietra sopra Molina, in Valpolicella

 

Il villaggio è formato interamente dai case in pietra ricoperte di lastroni calcarei e presenta tutti quegli elementi architettonici tipici della  perizia edile degli antichi abitanti locali: corti, archi e volti d’ingresso, case con torri e scale esterne, pietre di recinzione dei giardini.

A Gorgusello si respira aria d’altri tempi: il borgo è diviso in Gorgusello di sopra e Gorgusello di sotto, uniti da un fabbricato che in passato era una scuola e ora è adibito ad Ostello.

 

Breonio: il balcone sulla Valpolicella e sulla Val d’Adige

Breonio (Fumane) è considerato uno splendido balcone fra la Valpolicella e la Val d’Adige.  È inoltre la porta ideale per entrare in Lessinia per chi proviene da Verona o dal Lago di Garda.

Breonio, piccolo borgo è costituito da un nucleo storico formato da edifici con corti in lastre di pietra, mentre intorno si sono sviluppate le abitazioni più recenti.

Breonio ha ben quattro chiese, ma ti consiglio una sosta alla vecchia chiesa parrocchiale di San Marziale, in centro paese.

 

Veduta su Breonio in Valpolicella

Veduta su Breonio in Valpolicella dal Monte Crocetta (foto di Nicola Albi)

Puoi ammirare l’antica fontana in pietra, con una scala che scende al livello della sorgente, e poco più in basso una elegante fontana lavatoio.

Le contrade che circondano il paese sono tutte interessanti e raggiungibili con comidi sentieri: Paroletto, Paraiso Casarole e Gorgusello.

Potrebbe interessarti anche: Passeggiata in Alta Valpolicella: da Breonio (Verona) al Monte Crocetta con vista sulla Val d’Adige

 

 

Ponte di Veja

Se vuoi fare una sosta, ti ricordo che al confine del comune di Sant’Anna d’Alfaedo, sotto contrada Crestena e frazione Giare, si trova il famoso Ponte di Veja.

Si tratta di un gigantesco arco naturale, con una luce di circa 50 m, formatosi grazie all’evoluzione di un’originaria caverna carsica che si è aperta nel corso di milioni di anni nella roccia calcarea, per effetto dell’azione erosiva dell’acqua.

 

Ponte di Veja - Cascate di Molina - Lessinia - Verona Wine Love

Ponte di Veja, Sant’Anna d’Alfaedo (Verona), foto di Francesco Vinco

 

Penetrando dall’esterno, l’acqua ha causato il crollo della volta, lasciando in piedi solo l’architrave d’ingresso.

Se non sei mai stato ti consiglio di fare una sosta perché il luogo merita davvero una visita. Per saperne di più visita la pagina sul Ponte di Veja di Verona Wine Love.

 

ponte veja, LESSINIA

Erosione del Ponte di Veja (immagine di Francesco Vinco)

 

 

Enoturismo e bicicletta: scopri i vini locali

Sei un winelover? Queste zone del territorio veronese si caratterizzano per la produzione di ottimi vini Valpolicella, come il rinomato Amarone della Valpolicella e il Valpolicella Ripasso.

Una gita in bicicletta può essere l’occasione per visitare una delle tante cantine che si trovano lungo i percorso e assaggiare i vini direttamente dai produttori.

Ti consiglio però di consultare l’elenco delle cantine sul portale Verona Wine Love e telefonare per prenotare.

 

valpolicella

Un calice di vino durante una degustazione

 

→ Scopri la pagina dei percorsi consigliati in Valpolicella

→ Leggi anche A Negrar di Valpolicella trovati, sotto i vigneti, i mosaici di una Villa Romana del III sec. d.C.

 

Articolo a cura di Sara Soliman
Team VeronaWineLove.com

 

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Itinerario enogastronomico tra Valpolicella e Lessinia. Percorsi naturali, dimore storiche e possibilità di degustare i prodotti del territorio

Itinerario enogastronomico tra Valpolicella e Lessinia. Percorsi naturali, dimore storiche e possibilità di degustare i prodotti del territorio

La Valpolicella è situata a nord-ovest della provincia di Verona e si estende tra il Garda, i Monti Lessini e la Valdadige. 

È un territorio che offre splendidi itinerari tra storia, cultura e natura, immersi nel verde del Parco Regionale della Lessinia.

In Valpolicella numerose sono le Ville Venete, nonché i siti di interesse storico-religioso e i Musei. 

Ma la Valpolicella è conosciuta anche per i suoi vini, in primis l’Amarone. 

Una visita ad una cantina locale con una degustazione e l’assaggio di qualche prodotto tipico è una tappa obbligata per gli winelovers e gli enoturisti.

L’itinerario che oggi vi propongo, della lunghezza di circa 40 km, prende il via da Sant’Anna D’Alfaedo, comune montano al confine tra Valpolicella e Lessinia.

Il comune sovrasta le tre vallate maggiori della Valpolicella: Negrar, Marano e Fumane. Il nostro percorso si chiude poi a Negrar.

È un itinerario che può essere vissuto dal punto di vista storico e culturale, naturalistico ed enogastronomico, tante sono le bellezze di questa terra produttrice di ottimi vini e prodotti tipici di qualità.

Qui si potranno gustare non solo gli ottimi vini della Valpolicella, ma anche formaggi, quali il Monte Veronese, la Ricotta e i formaggi con le erbe e i salumi della Lessinia.

 

Bicicletta in Valpolicella

In bicicletta tra le colline della Valpolicella

 

La Valpolicella è un territorio da scoprire: un ventaglio di vallate che si dipartono da Verona

l paesaggio della Valpolicella è prevalentemente collinare e molto vario morfologicamente.

Possiamo immaginarlo come un ventaglio di vallate che si dipartono da Verona, uno scivolare dei monti della Lessinia verso le colline e la pianura.

La Valpolicella comprende sette comuni, tutti appartenenti alla provincia di Verona: Sant’Ambrogio di Valpolicella, Fumane, Sant’Anna d’Alfaedo, Negrar, San Pietro in Cariano, Marano di Valpolicella e Pescantina.

Ovunque, in Valpolicella, è possibile osservare vigneti, intervallati da olivi e ciliegi.

La Valpolicella è una terra da esplorare tanto dal punto di vista naturalistico tanto da quello architettonico.

Presenta anche numerosi siti archeologici visitabili, che testimoniano la presenza umana in Valpolicella dall’Età della Pietra.

 

Percorso naturalistico tra Valpolicella e il Parco Naturale dei Monti Lessini

Il nostro percorso inizia dal comune di Sant’Anna d’Alfaedo. 

È qui che si trova il Museo Paleontologico e Preistorico, che raccoglie materiali archeologici e paleontologici inglobati negli strati della Pietra di Prun o Pietra della Lessinia.

Entrando a Marano di Valpolicella notiamo il Monte Castelon, che si erge dominante sulla dorsale collinare, tra le vallate di Marano e di Fumane.

È una delle aree archeologiche più importanti di tutta la Valpolicella.

Per chi ama gli itinerari naturalistici, imperdibile è l’escursione al Ponte Tibetano, ponte che collega la Valpolicella e la Lessinia, lungo la Valsorda.

Il ponte, sospeso a 40 metri di altezza dal sottostante Rio Mondrago è la prima realizzazione del genere in Veneto e tra le poche in Italia.

Di grande interesse naturalistico sono anche i Covoli di Marano di Valpolicella, Coalo del Diaolo e Buso Streto. Sono due grotte carsiche ricche di concrezioni calcaree. 

 

cavolo di Marano

Covolo di Marano (foto di Francesco Vinco)

Ricordo però che la visita all’interno dei Covoli va prenotata, ed è possibile anche richiedere la presenza di una guida.

Arriviamo nel Comune di Fumane, che vi segnaliamo per le sue frazioni di Molina e di Breonio.

Molina è nota per il suo Parco delle Cascate. All’interno dell’oasi naturalistica di Molina, classificata come zona di riserva naturale, cascatelle e laghetti, grotte e rocce a picco, meravigliose e suggestive cascate.

Annesso il Museo Botanico, nel quale sono classificate tutte le specie vegetali del Parco Naturale della Lessinia.

Cascate di Molina

Il Percorso naturalistico in Valpolicella ci porta a Fumane, alle Cascate di Molina. Foto di Mauro Magagna.

 

>> Scopri La guida alla Lessinia curata da VeronaWineLove.com


Breonio
è il punto di partenza ideale per escursioni di vari livelli di difficoltà, grazie alle quali si potranno ammirare paesaggi mozzafiato che spaziano dal Lago di Garda alla Valdadige e al Monte Baldo.

Per gli appassionati di escursioni imperdidibile è una salita al Corno d’Aquilio, dalla cui cima si gode uno splendido panorama sulla Val d’Adige, su tutta la Lessinia, le Piccole Dolomiti, il Baldo e il Lago di Garda.

Vicino alla sommità del Corno d’Aquilio troviamo la Spluga della Preta, una delle grotte più profonde al mondo, 

È un abisso carsico con pozzi di centinaia di metri che raggiungono la profondità di quasi mille metri (sono 877 quelli finora esplorati).

Numerosi i cunicoli non ancora esplorati che attirano spedizioni di speleologi da tutto il mondo.

A circa 200 metri a sud-ovest della Spluga de la Preta, troviamo la Grotta del Ciabattino e il Covolo di Camposilvano, che si possono tranquillamente visitare.

Altro capolavoro della natura è il Ponte di Veja, il ponte più grande d’Europa e autorevole sito preistorico.

Il ponte è un maestoso arco naturale di roccia, formatosi grazie alla caduta della parte interna di una grande grotta carsica (covolo), in una delle fasi dell’ultima glaciazione.

 

Ponte di Veja - Cascate di Molina - Lessinia - Verona Wine Love

Ponte di Veja, foto di Francesco Vinco. Il Ponte é un arco naturale di roccia, formatosiin seguito alla caduta della parte interna di una grande grotta carsica in una delle fasi dell’ultima glaciazione

 

Per saperne di più sul Ponte di Veja, che vanta nomi celebri che lo immortalarono nelle loro opere, vedi il percorso Ponte di Veja-Cascate di Molina

Su un colle che domina il paese di Fumane troviamo il Santuario della Madonna de La Salette. Da lì, si può godere di una vista panoramica sull’intera vallata e la Valpolicella.

Gli appassionati delle grotte una visita alla Grotta di Fumane, il Riparo Solinas, sito preistorico abitato dai Neandertaliani (Homo neanderthalensis) e dai cosiddetti Uomini moderni (Homo sapiens).

La grotta conserva frammenti di arte figurativa del paleolitico superiore e una figura antropomorfa, considerata il reperto di pittura più antico di tutta Europa, risalente a 35.000 anni fa.

Poco distante dal centro di Fumane, si erge Villa Della Torre, una villa rinascimentale concepita ed edificata in armonia con l’ambiente circostante.

Oggi è di proprietà dell’Azienda Agricola Allegrini, produttrice di vino, tra le più famose in Italia e azienda di eccellenza a livello internazionale.

La villa è circondata dal vigneto Palazzo della Torre, dove si produce anche il noto vino Amarone Allegrini.

 

Villa Dalla Torre Allegrini

Villa Dalla Torre Allegrini e Palazzo dalla Torre, una delle aziende agricole più celebri della Valpolicella

 

Vi consigliamo una visita guidata alla Villa, ai suoi vigneti, alla cantina e all’enoteca, con relativa degustazione, per assaporare e comprendere i vini eccellenti prodotti dal podere della famiglia Allegrini, abbinati ai prodotti del luogo.

Nel Wine shop della Villa è possibile l’acquisto dei vini in degustazione.

 

L’enogastronomia della Valpolicella

La Valpolicella è nota, fin dai tempi dell’antica Roma, per la viticolutura e per la produzione del vino Amarone.

Ma in Valpolicella possiamo trovare molti prodotti tipici di qualità, dai vini all’enogastronomia, ai prodotti agricoli quali kiwi, ciliegie e pesche.

Cosa possiamo assaggiare in Valpolicella?

Dai Vini della Valpolicella  (Valpolicella DOC, Valpolicella Superiore DOC, Valpolicella Ripasso, Amarone e Recioto) ai formaggi (il Monte Veronese, la Ricotta ed i formaggi con le erbe).

Ma anche il Tartufo, l’Olio extravergine d’oliva della Valpolicella (varietà  “Grignano”, “Favarol” e “Trepp”) e i salumi della Lessinia (salame, lardo e cotechino).

Da citare anche il Miele (Miele di Acacia, Tiglio, Tarassaco, Castagno, Ciliegio, Melata e Millefiori), la Ciliegia, il Kiwi della Valpolicella e la Pesca Principesca.

>> Potrebbe interessarti anche: Strada del Vino della Valpolicella

 

Valpolicella Prodotti tipici

Enogastronomia della Valpolicella: degustazione prodotti tipici della Valpolicella e della Lessinia

 

La Valpolicella: percorso storico tra palazzi e ville d’epoca, antiche pievi e aziende vinicole di lunga tradizione

A Sant’Ambrogio di Valpolicella la nostra visita inizia al Palazzo del Comune, con la sua scenografica scala in marmo e la fontana centrale. L’edificio ospita oggi la sede dell’Associazione “Strada del Vino Valpolicella”.

Altro gioiello è Villa Brenzoni Bassani, sede degli Uffici della Fiera del Marmo e di proprietà del comune.

Da visitare, previa prenotazione, Villa Nichesola, risalente alla metà del 1500 e Villa Serego Alighieri, incastonata tra le colline di Gargagnago.Qui i discendenti di Dante Alighieri acquisirono i primi poderi. 

La villa, un affascinante mosaico di stili di epoche diverse,ha un’antica tradizione vitivinicola. E possibile visitare la tenuta ed effettuare una degustazione di vini.

Visitiamo poi la Pieve di San Giorgio Ingannapoltron, uno dei borghi più belli d’Italia e antico centro religioso.

Contiguo alla Pieve il suggestivo Chiostro del XII sec. e il piccolo Museo che conserva numerosi reperti archeologici e una sezione etnografica, dov’è stata ricostruita anche una tipica casa della Valpolicella dei secoli scorsi.

 

Valpolicella - San Giorgio Ingannapoltron - Vino Amarone - Valpolicella Ripasso - Verona Wine Love

Chiostro dell’antica Pieve di San Giorgio Ingannapoltron

 

In località Monte, situato in un punto strategico posto all’imbocco della Vadadige, sorge maestoso il Forte Werk Mollinary che fa parte del complesso difensivo dell’impero asburgico. Da qui si gode di una delle viste più belle d’Italia.

Per chi ama la natura, imperdibili sono anche i sentieri di Gargagnago, sentieri panoramici che si snodano tra valli, boschi, vigneti, ulivi, ciliegi, e poi sorgenti, rivi e stagni, pensati “ad hoc” per passeggiate rilassanti.

Proseguendo l’itinerario si giunge a Pescantina, comune fortemente legato all’acqua e famoso per la coltivazione della pesca.

Qui, di notevole interesse storico è il Monumento agli Ex Internati, luogo di memoria e monumento a ricordo delle migliaia di vite umane sfuggite alla morte, dai lager nazisti.

A Pescantina, ha sede anche il Museo Etnografico “Lavoro e tradizioni lungo il fiume Adige”, dove sono documentate le antiche attività del paese, proprie di tutte le popolazioni che vivevano lungo il corso del fiume.

Molto interessante è anche l’itinerario storico-naturalistico Strada Alzaia che corre lungo l’Adige e che, un tempo, serviva per i trasporti fluviali. Ora la strada è diventata meta da percorrere a piedi, in bicicletta o a cavallo.

Di interesse storico-culturale, invece, è Villa Bertoldi, eretta nel corso del XVII secolo e che conserva, nella Biblioteca, volumi rari del Seicento e Settecento.

Giungiamo, poi, a San Pietro in Cariano. Qui, ai piedi del Colle Castelrotto, sorge Villa Giona-Fagiuoli, costruita verso la fine del ‘400. 

La villa è utilizzata a rassegne teatrali e musicali, come l’ultra decennale rassegna di Musica in Villa. Ora è un Hotel d’eccellenza e, nella torre medievale, vi è un’enoteca dove si possono degustare i vini della Valpolicella e i prodotti locali.

Di immenso valore storico-culturale è anche Villa Ottolini-Lebrecht, ora sede dell’Università di Enologi e visitabile dal solamente durante la settimana.

Qui si trova la seconda piede della Valpolicella, la Pieve di San Floriano, del XI secolo.

Nella frazione di Pedemonte, invece, sorge Villa Serego detta Santa Sofia.

Alla villa lavorò anche Andrea Palladio (seconda metà del 1500) ma il progetto non venne mai completato totalmente. 

Ora, è sede di un’azienda agricola per la produzione di vino. Nelle cantine storiche, si possono degustare i classici vini veronesi e della Valpolicella e, dopo la visita guidata, all’interno del Wine Shop si possono anche acquistare tutti i vini assaggiati.

Concludiano il nostro itinerario a Negrar, dove, per gli amanti delle Ville ma anche del Vino, immancabile è una visita alla Villa Mosconi, un elegante complesso monumentale dedicato alla produzione dei vini, con annessi giardini e parco storico, risalente al 1700. 

 

villa mosconi bertani

Negrar, Villa Mosconi Bertani. Villa Mosconi è una delle più note cantine del Nord Italia

 

La villa è un gioiello architettonico e paesaggistico unico nel suo genere ed è possibile anche degustare i vini di produzione.

Si pensi chel’Amarone classico della Valpolicella, che risale al 1936, ha avuto origine nelle cantine di questa villa per un “disguido” di un cantiniere che lasciò un Recioto fermentare più del dovuto.

Inoltre, per il valore storico e ambientale, il parco di Villa Mosconi Bertani è censito tra gli ottanta parchi della lista dei Grandi Giardini Italiani.

Per gli amanti delle passeggiata, ma anche della letteratura, vale la pena percorrere i Sentieri Salgariani, percorsi dedicati allo scrittore Emilio Salgari e ai personaggi protagonisti dei suoi libri. 

I tre sentieri, rosso, arancione e verde sono passeggiate nei luoghi dove l’artista amava ispirarsi. 

 

Villa Rizzardi-Negrar-Verona

Villa Rizzardi a Negrar e giardino Pojega, uno dei più bei giardini del Veneto (per informazioni www.pojega.it)

 

Vale la pena una visita anche a Villa Guerrieri Rizzardi, costruita dall’architetto Luigi Trezza, uno dei maggiori esponenti dell’architettura neoclassica veronese e veneta.

Il relativo giardino, il Giardino di Pojega, aperto solamente nella stagione estiva, è uno degli esempi di giardino all’italiana.

La villa è di proprietà dei Guerrieri Rizzardi, che detengono vigneti e cantine nella provincia di Verona, con alle spalle 300 anni di viticoltura.

Possibilità di visite in cantina con degustazioni di vini e olio di oliva e possibilità di acquisto nel fornito Wine Shop annesso alla Villa.

 

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Progetto Alti Pascoli della Lessinia: incontro a Bosco Chiesanuova (Verona) sabato 30 novembre 2019. Il progetto sul paesaggio rurale di interesse storico

Progetto Alti Pascoli della Lessinia: incontro a Bosco Chiesanuova (Verona) sabato 30 novembre 2019. Il progetto sul paesaggio rurale di interesse storico

Lessinia, incontro sabato 30 novembre 2019, alle ore 10, a Bosco Chiesanuova (Verona), nella Sala Olimpica del Teatro Vittoria, sull’iscrizione degli Alti Pascoli della Lessinia nel “Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico”.

Lo scopo dell’incontro è quello di presentare e raccontare l’ambizioso progetto per la Lessinia. E di farlo grazie a testimonianze, dibattiti, video interviste e ospiti.

L’evento è rivolto a tutti i cittadini, alle imprese e agli enti del territorio.

Un altro appuntamento dunque che mira a sensibilizzare la popolazione e a far prendere consapevolezza del patrimonio rurale, storico, architettonico e ambientale della Lessinia.

Il progetto, nato lo scorso maggio con lo scopo di produrre il dossier necessario all’iscrizione dell’Alti Pascoli della Lessinia nel “Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico”, è ormai a buon punto e si attende la data per la convocazione a Roma.

 

Lessinia Alti Pascoli

Progetto Alti Pascoli della Lessinia. Foto © Marco Malvezzi e © Alti Pascoli della Lessinia

 

 

Alti Pascoli della Lessinia come paesaggio rurale di interesse storico

 

Il coordinatore del progetto sugli Alti Pascoli della Lessinia, Giuliano Menegazzi, durante il convegno di Erbezzo del 6 settembre 2019, ha sottolineato:

“Lo sforzo, che è anche l’obiettivo dei primi appuntamenti, è far capire alle persone che i paesaggi rurali storici sono intesi come i paesaggi culturali in cui le strutture storiche sono state salvaguardate dall’abbandono e dal degrado. Questi si distinguono per un Genius Loci associato con l’identità del territorio che ne contraddistingue la sua unicità.”

E ha aggiunto: “Pertanto la consapevolezza della popolazione è essenziale per avviare percorsi di certificazione, salvaguardia e valorizzazione del grande patrimonio presente nel territorio delle malghe della Lessinia, con una significativa armonia integrativa tra produzione, ambiente e cultura.

In particolare partendo dai custodi stessi del paesaggio rurale storico della Lessinia, cioè quei malgari che ancora utilizzano e curano il territorio in base a pratiche tradizionali secolari e sostenibili, seppur in un mondo iperproduttivo e globalizzato”.

I partecipanti alle escursioni guidate, progettate sempre dal comitato, hanno potuto ascoltare i racconti e le spiegazioni di grandi esperti quali Flavio Melotti, Ugo Sauro, Aigae Gloria Boschi e Antonia Stringer.

“Le due escursioni si sono svolte alla ricerca degli elementi di connubio ed integrazione del paesaggio rurale con le modifiche effettuate nel corso della Grande Guerra e con gli elementi naturali del territorio – ha raccontato Menegazzi – e i partecipanti hanno potuto scoprire il territorio, la sua storia e le sue bellezze storiche, rurali e naturali con grande curiosità e coinvolgimento”.

 

Lessinia Alti Pascoli

Foto © Marco Malvezzi e © Alti Pascoli della Lessinia

 

 

Il Paesaggio Rurale, patrimonio per il futuro della Lessinia. Programma del 30 novembre 2019

 

È un appuntamento speciale quello di sabato 30 novembre 2019 alle ore 10:00 a Bosco Chiesanuova (Verona), nella Sala Olimpica del Teatro Vittoria.

Un evento per tutta la cittadinanza, operatori economici, aziende agricole e portatori di interesse per il territorio.

Lo scopo è quello di presentare e raccontare questo ambizioso progetto a tutela della Lessinia grazie a testimonianze, dibattiti, video interviste e ospiti.

PROGRAMMA:

  • 10:00 – Cos’è il Paesaggio Rurale. Gli obiettivi del progetto
    Intervento di Giuliano Menegazzi e Sebastiano Lucchi
  • 10:30 – Interventi delle autorità Provinciali e Regionali
  • 11:00 – L’alpeggio e gli alti pascoli: l’attività agricola e i suoi prodotti
    Video esclusivo di Stefano Cantiero
  • 11:15 – La sostenibilità delle produzioni agricole
    Intervento di Luca Battaglini
  • 11:30 – L’unicità della pietra della Lessinia e l’architettura del Paesaggio
    Video esclusivo di Stefano Cantiero
  • 11:45 – Le malghe e l’agricoltura in Lessinia per le nuove generazioni
    Intervento di Daniele Massella, con la presenza dei giovani “malgari” della Lessinia
  • 12:00 – Saluti finali e ringraziamenti

 

 

Alti Pascoli Lessinia Evento

Locandina dell’evento del 30 novembre 2019 a Bosco Chiesanuova (Verona)

 

Sulla Lessinia e l’enoturismo puoi leggere la pagina di Verona Wine Love sullo Spumante Durello e la Guida Turistica alle bellezze dell’altopiano della Lessinia.

 

Progetto Alti Pascoli della Lessinia: appuntamenti del 2020

 

Le prossime tappe del progetto vedono il comitato impegnato prima a Verona e poi a Roma:

  • 15 gennaio 2020: ACCADEMIA DELL’AGRICOLTURA – VERONA
    Evento dedicato alla presentazione del progetto ad altre realtà territoriali del Veneto.
    Scopo è dimostrare la best practice “Lessinia” e condividere i risultati con esperti del settore agricolo e silvo pastorale, professionisti e albi professionali.
  • Febbraio 2020: ROMA (location e giorno in fase di definizione)
    Conferenza stampa dedicata alla presentazione del progetto su scala nazionale.
    Evento che punta a presentare la best practice “Lessinia” e a divulgarne i risultati con le istituzioni ministeriali e le principali testate giornalistiche nazionali.

 

Lessinia Alti Pascoli

Foto © Marco Malvezzi e © Alti Pascoli della Lessinia

 

 

Il progetto Alti Pascoli della Lessinia: il sito web

 

Con l’attivazione del sito www.altipascolidellalessinia.it si vuole condividere tutte le informazioni disponibili sul progetto, scientifiche e di sensibilizzazione dei cittadini.

Alti Pascoli della Lessinia non è un sito di promozione turistica o uno spazio con finalità commerciali, il portale è a disposizione di chi vuole affacciarsi e capire un territorio unico e irripetibile come è quello della Lessinia.

Nel sito troviamo una descrizione generale del Progetto a cui sta lavorando l’Associazione di Tutela della Lessinia (ATS), una sezione che contiene la rassegna stampa e una pagina dedicata al gruppo di studiosi e professionisti incaricati di redigere il dossier richiesto dal Ministero.

Ogni membro del team ha un profilo dove si spiega il ruolo all’interno del programma di lavoro.

Sono poi citati i soggetti firmatari dell’ATS, i partner operativi, quelli istituzionali e i partner sostenitori.

Ampio spazio anche al Registro e ai suoi criteri, che costituiscono il “cuore” dell’intero progetto.

Infine la parte multimediale con le gallery fotografiche e quelle video.

Quello di sabato 30 novembre 2019 a Bosco Chiesanuova (Verona), nella Sala Olimpica del Teatro Vittoria è un incontro per presentare e sensibilizzare i cittadini e tutti gli attori presenti nel territorio riguardo l’importanza del progetto Alti Pascoli della Lessinia come paesaggio rurale di interesse storico.

 

Va infatti ricordato che la tutela e la salvaguardia del territorio passa attraverso la conoscenza e la consapevolezza di tutta la popolazione.

 

Potrebbe interessarti >> Agricoltura e territorio: i muretti a secco (marogne) sono patrimonio dell’Unesco


Articolo a cura di Sara Soliman

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Lessinia - Spumante Lessini Durello

Un calice di Lessini Durello, il vino della Lessinia

 

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Agricoltura e territorio: i muretti a secco (“marogne”) patrimonio immateriale dell’umanità per l’Unesco. Scopri dove trovarli nel Veronese

Agricoltura e territorio: i muretti a secco (“marogne”) patrimonio immateriale dell’umanità per l’Unesco. Scopri dove trovarli nel Veronese

Il termine marogne, con cui si indicano i muretti a secco, significa in italiano “un informe mucchio di sassi”.

Sono loro a caratterizzare i paesaggi, l’ambiente e il territorio di Lessinia, Valpolicella e zona di Soave.

Lungi dall’essere un mucchio di sassi, le marogne sono invece frutto di conoscenze costruttive che si tramandano da secoli.

La loro costruzione richiedeva accuratezza e precisione: il muretto, se fatto a regola d’arte, riusciva a contenere le spinte del terreno nei periodi piovosi drenando l’acqua in eccesso e adattandosi col tempo alla morfologia del terreno nei punti più critici.

Simbolo del territorio agricolo veronese, e realizzati in perfetta armonia con l’ambiente, le marogne sono l’emblema di un rapporto equilibrato tra uomo e natura.

È questo il motivo per cui sono state riconosciute dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

 

Lessinia, le marogne

Lessinia. Raro caso della contemporanea presenza di due tipi di muretti di confine. In primo piano muretto in laste rosso ammonitico, tipiche della Lessinia, piantate nel terreno; dietro le marogne, muretti a secco.
Li si costruiva recuperando il materiale sparso durante lo spiegamento per la creazione di pascoli. Le marogne venivano utilizzate anche come terrazzamenti o muretti di contenimento.
Foto di Marco Malvezzi

 

Lessinia, Soave, Valpolicella: dove trovare le “marogne” in provincia di Verona

 

I muretti a secco sono terrazzamenti che da secoli disegnano il paesaggio delle colline veronesi della Valpolicella, di Soave e della Lessinia. La loro funzione è quella di rendere il terreno più sicuro, evitando il dilavamento dell’acqua. Necessitano però di continua manutenzione.

Un’iniziativa di sensibilizzazione si è tenuta lo scorso sabato 9 novembre nella sala civica di Avesa (Verona), dove si è tenuta la conferenza dal titolo: “Il territorio terrazzato veronese. Segni del paesaggio e cura delle marogne”.

L’ assessore ai Rapporti con l’Unesco Francesca Toffali ha sottolineato come i muretti a secco “siano espressione dell’identità e dell’unicità del territorio in cui sono stati realizzati.”

Infatti, i muretti a secco non sono uguali in tutto il territorio veronese: i materiali utilizzati, le tecniche e le forme del muretto stesso fanno sì che un muretto a secco costruito a Soave sia diverso da uno della Lessinia.

Questo perché “una specifica marogna è espressione di quell’ambiente e di quella comunità. Per questa ragione, l’arte della costruzione dei muretti a secco è stata riconosciuta come patrimonio immateriale dell’umanità”, precisa l’assessoreToffali.

 

Marogne Alta Valpolicella

Marogne: la tecnica a lisca di pesce tipica dell’Alta Valpolicella e della Lessinia (Verona). Muretto presente nei pressi della Villa Della Torre di Allegrini (Fumane). Foto di Nicola Albi

 

“Oggi come in passato i terrazzamenti vengono realizzati con le mani e sono il segno identificativo del nostro territorio agricolo”. sottolinea l’assessoreToffali.

“L’idea di patrocinare e sostenere questa iniziativa – sostiene Elisa Dalle Pezze, presidente della 2ª Circoscrizione – nasce dal fatto che il nostro territorio è ampiamente collinare, quindi ricco di marogne. A questo si aggiunge la volontà di coinvolgere la comunità nel prendersi cura di un grande patrimonio e fare in modo che anche i privati contribuiscano al mantenimento del paesaggio”.

Anche Avesa offre la possibilità di vedere i muretti a secco: visita Villa Scopoli e i muretti a secco conservati nel giardino.

 

Valpolicella muretti a secco

Valpolicella: le marogne a contenimento del terreno. Foto di Nicola Albi

 

Anche Riccardo Stevanoni (dell’associazione Civiltà delle Marogne) il fatto che “Le marogne caratterizzano tutto il Veronese. Sono frutto di una pratica virtuosa presente in tutte le valli veronesi che ha portato a costruire muretti e terrazzamenti diversi, a seconda delle pietre presenti nel territorio e delle competenze condivise in quell’area.

Questo fatto determina che lo stesso muro non possa essere costruito in luoghi diversi”.

 

Le “marogne” (muretti a secco) portatrici di biodiversità

 

Le marogne, oltre ad avere il compito di frenare il dilavamento e rendere il terreno più sicuro, sono portatrici di biodiversità.

Grazie al sole, nella stagione fredda questi muri diventano collettori solari: ne hanno bisogno sia le viti sia gli olivi, che hanno un apparato radicale molto delicato.

Un terrazzamento a secco in collina è praticamente “un condominio di diversi insetti” che trovano ricovero nel muro mantenendo l’equilibrio ecologico.

Tutelare una marogna è dunque tutelare la biodiversità. Sono tante le specie vegetali e animali che popolano le pietre dei muri.

Muschi, felci, licheni (preziosi indicatori di qualità dell’aria), e poi ancora la rara Campanula Petrea, lombrichi, millepiedi, aracnidi, insetti e persino qualche ghiro in letargo.

 

Soave colline con muretti sasso

Le marogne di Soave sono utiizzate anche nella coltivazione degli ulivi. Foto di Nicola Albi

 

Leggi >> Turismo del vino: Soave, i suoi vini, la sua cultura e il suo paesaggio sono patrimonio agricolo di rilevanza mondiale

 

Muretti a secco in Italia: dal Veneto alla Liguria, dalla Puglia all’Alto Adige sono patrimonio culturale dei popoli

 

Le “marogne” del Veneto, in particolare della Valpolicella, Lessinia e Soave sorreggono i vigneti di collina e i campi di ulivi. Anche in Liguria o in Alto Adige i terrazzamenti sorreggono i vigneti.

In Puglia i muretti a secco circondano invece gli ulivi secolari.

E sono uno dei tratti distintivi di tanti paesaggi rurali dell’Italia. Un’altra prova dunque di come i valori dell’agricoltura siano riconosciuti come parte integrante del patrimonio culturale dei popoli.

Ma patrimonio sono anche i prodotti agroalimentari, i paesaggi e le tradizioni, perché caratterizzano la nostra storia e la nostra cultura.

Non è un caso quindi che, dei 9 elementi italiani riconosciuti dall’Unesco patrimonio immateriale dell’umanità, ben 4 appartengano al patrimonio rurale e agroalimentare.

Di qui l’importanza di investire nella valorizzazione, anche a livello internazionale, delle produzioni agroalimentari ed enoturistiche che riguardano la nostra bella terra.

 

Scopri la Lessinia con la guida di Verona Wine Love

 

Marogne della Lessinia, muretti a secco

>> Leggi: Lessinia, l’altopiano di Verona, fra bellezze naturali, foreste, alti pascoli e panorami mozzafiato 

 

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