Visita Castellaro Lagusello, a Mantova, uno dei più bei Borghi d’Italia. Il Castello di Noarna, vicino Trento, è invece la meta perfetta per unire cultura e vino

Visita Castellaro Lagusello, a Mantova, uno dei più bei Borghi d’Italia. Il Castello di Noarna, vicino Trento, è invece la meta perfetta per unire cultura e vino

Castellaro Lagusello è uno dei Borghi d’Italia più visitati ed è incantevole anche la sera, quando viene illuminato.

Se ami gli antichi borghi una gita a Castellaro Lagusello o a Castel Noarna in Vallagarina, è quello che fa per te.

Nel fine settimana ci si organizza per trascorrerlo in famiglia o in compagnia, magari con qualche gita fuori Verona.

Nella nuova sezione Gite fuori porta del sito Verona Wine Love, abbiamo per questo raccolto qualche interessante gita da fare in giornata.

I percorsi spaziano dalla sempre splendida Mantova al Lago di Garda, dai Castelli del Trentino alle Strade del Vino, per chi ama unire cultura e turismo del vino.. E Castel Noarna, circondato dai vigneti, ne è un esempio.

 

COSA VEDERE A CASTELLARO LAGUSELLO, UNO DEI BORGHI D’ITALIA PIÙ VISITATI

Castellaro Lagusello è un incantevole piccolo borgo medievale che fa parte del circuito “I Borghi più belli d’Italia”, Patrimonio dell’Unesco e “Bandiera Arancione” del Touring Club.

Ti consigliamo di visitare Castellaro entrando nel borgo da nord. Si respira subito un’aria d’altri tempi.

L’imponenza del mastio e dell’antica fortezza, la Chiesa barocca dedicata a San Nicola, ti sorpenderà.

Scoprirai un susseguirsi di palazzi di pietra con splendidi cortili verdi e attorniati da mura con merletti.

Un contesto che fonde l’atmosfera della storia con la rigogliosa natura circostante. Non ti accorgerai di giungere, in una mezza giornata, alla fine del percorso.

 

Castellaro Lagusello, Mantova

Vista sul borgo di Castellaro Lagusello (Mantova)

 

Nella piazzetta principale, se si desidera fare una sosta, ci si può fermare in un bar che offre ai clienti un giardino ombreggiato.

È possibile visitare Villa Arrighi, che si affaccia sul famoso laghetto a forma di cuore, chiamato “il laghetto degli innamorati” e riserva naturale del Parco del Mincio.

Altra particolarità di Castellaro Lagusello, frazione del comune di Monzambano, è quella di essere zona di vini Doc: il Tocai (bianco) e il Merlot (chiaretto e rosso). Sono vini che si accompagnano benissimo ai piatti della cucina locale, di chiara impronta mantovana.

Si possono visitare, inoltre, altre belle località in zona. Ti consigliamo Valeggio sul Mincio e il Parco Sigurtà, o Borghetto sul Mincio e la bella città di Mantova.

 

CASTEL NOARNA, TRA AFFRESCHI E VINO BIOLOGICO

Castel Noarna, a 6 Km da Rovereto, si presenta come un antico borgo medievale ancora ben conservato e immerso nei vigneti.

Quello che in passato era un borgo fa parte oggi del Castello: entro le mure troviamo il mastio, la chiesetta, un gran cortile e saloni ad archi splendidamente decorati e affrescati.

Gite fuori porta, enoturismo, Castel Noarna, Vallagarina

Una visita a Castel Noarna, in Vallagarina, unisce cultura e turismo del vino

 

È possibile visitare anche la cantina del Castello, ricavata negli antichi volti della struttura.

 

TURISMO DEL VINO: IN COSA CONSISTE LA VISITA A UNA CANTINA?

La tipica visita guidata in un cantina comprende:

  • una passeggiata tra i vigneti, dove il vigneron illustra i vitigni autoctoni e le tecniche di coltivazione,
  • la visita nella cantina vera e propria, dove il vino si perfeziona nelle botti di diverse forme e tipi di legno,
  • la degustazione dei vini prodotti, spesso accompagnati da pane, salumi e formaggi locali.
Enoturismo - Turismo del Vino - Enogastronomia

Visita ai vigneti. Il turismo del vino sta conoscendo un vero e proprio boom

Due diverse escursioni, due gite fuori porta entrambe interessanti.

Castellano Lagusello, tra i più bei Borghi d’Italia e con il suo laghetto a forma di cuore, ti sorprenderà per la cura e la buona conservazione dei suoi palazzi.

Castel Noarna, vicino a Trento, ti permette invece di unire la visita a un antico borgo a una visita in cantina alla scoperta del vino biologico.

Articolo a cura di Sara Soliman
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Parte Il nuovo programma del Touring Club Italiano “Cammini e percorsi” che certifica gli itinerari di qualità

Parte Il nuovo programma del Touring Club Italiano “Cammini e percorsi” che certifica gli itinerari di qualità

Tanta voglia di stare all’aperto. E il Touring Club Italiano ci accontenta con “Cammini e Percorsi”, una selezione di itinerari in mezzo alla natura certificati dall’associazione di promozione turistica.

L’intento è quello di far avvicinare il viaggiatore ad esperienze memorabili e autentiche, favorendo così percorsi ad hoc per conoscere meglio alcuni territori delle regioni italiane.

È proprio di questi giorni la novità del TCI che ha creato un nuovo programma di certificazione: “Cammini e Percorsi.

Questo il nome del nuovo progetto avviato dal Touring in ambito territoriale nazionale. L’obiettivo principale è una più alta valorizzazione di percorsi a piedi con tanto di certificazione ufficiale dei cammini italiani.

Sicuramente una novità per il Bel Paese, dove l’idea di partenza è quella di creare sempre più un turismo di qualità.

Questo progetto riceve la certificazione, importante per l’Italia, delle 3000 Bandiere Arancioni.

Cos’è la Bandiera Arancione

La Bandiera Arancione è un marchio di qualità nato nel 1998, che va a premiare i comuni dell’entroterra. Tanti i criteri da dover superare per la selezione.

La provincia di Verona ne possiede due: la prima è Soave, città del vino con il borgo medievale e l’imponente castello Scaligero circondato dai vigneti.

La seconda è Malcesine, meraviglioso paesino con un castello incastonato sulla roccia a picco sul Lago di Garda.

Scopri il borgo di Soave
Scopri il Lago di Garda con la guida turistica

 

Soave con il castello

Soave, in provincia di Verona, ha ottenuto la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Foto di Nicola Albi

 

Il TCI dal 1998 seleziona e certifica i piccoli borghi che si distinguono come eccellenza dell’entroterra, dove si va a tutelare natura e cultura. Si tratta di un binomio perfetto che si deve connettere, però, ad un’autentica esperienza di viaggio.

Le Bandiere Arancioni sono a tutti gli effetti un marchio di qualità turistico-ambientale insignito a poche zone elette.

Questo progetto ambizioso è stato ideato pensando al punto di vista del viaggiatore e in che modo che possa trascorrere una vacanza non di massa, ma piuttosto caratterizzata da un’offerta di tipo slow (turismo lento).

Il marchio è assegnato in particolare a tutte quelle piccole realtà che non solo godono di un patrimonio storico, culturale e ambientale di spessore, ma anche a quelle in grado di offrire al turista un’accoglienza di tipo qualitativa.

La possibilità di ottenere questo distintivo è certamente anche uno strumento di valorizzazione del territorio.

Ci si può candidare per far parte della cerchia oppure essere scelti. Quello che conta è che il borgo mantenga poi i criteri di qualità e sostenibilità anche dopo. Infatti il progetto non termina con l’ottenimento del marchio ma ci sono dei controlli volti a verificare la continuità di determinate procedure.

Il Touring Club Italiano

Da sempre il Touring Club continua a “prendersi cura” dell’Italia inteso come un bene comune da preservare e non deturpare,  con un occhio di riguardo alla sostenibilità e alla preservazione dell’ambiente.

La convinzione radicata è legata sicuramente ai benefici che il turismo lento, il cosiddetto slow tourism, sia molto importante, oltre che una grande opportunità per l’Italia.

Una certificazione importante quella di “Cammini e Percorsi” che darà modo a tanti appassionati di passeggiate di avvicinarsi sempre più a vivere esperienze turistiche di viaggio autentiche e di spessore, in grado di creare  un turismo più consapevole.

La qualità non è di certo l’unica caratteristica essenziale. Infatti grazie a questo programma si favorirà anche un certo tipo di percorso volto al miglioramento territoriale.

Un’altra particolarità è sicuramente data dalla rete creata tra soggetti pubblici e privati: un’unione volta a favorire l’imprenditorialità locale.

Questo networking andrà così a generare  benefici concreti economici e sociali per le comunità. Un intento di rilievo quello attuato dall’associazione.

Il progetto “Cammini e percorsi”

Il programma, condiviso anche dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, è la promozione di un viaggio di tipo sostenibile che vada a valorizzare l’autenticità dell’esperienza di viaggio.

Questo progetto, inoltre, è coerente con gli attuali trend della domanda di turismo.

Le motivazioni che spingono il turista dei cammini sono molteplici: dall’interesse per la cultura al desiderio di intraprendere un turismo diversificato rispetto a quello di massa.

È aumentata la richiesta di un viaggio che preferisce il movimento fisico alla sedentarietà.

Le nuove tendenze evidenziano la preferenza dei turisti per le vacanze a piedi: trekking ed escursioni rappresentano infatti il 67% delle scelte di viaggio. Seguono gli sport invernali per il 31% e i tour in bicicletta al 24%*.

La certificazione sopra citata si basa sul Modello di Analisi dei Cammini (M.A.C.) che, grazie ad un processo investigativo di oltre 200 indicatori, crea una valutazione sulla qualità nel suo complesso di una certa esperienza turistica. 

Gli elementi osservati sono: la segnaletica, la mobilità e la possibilità di fruire risorse e servizi in modo adeguato. Quest’ultimi devono esseri vari, dalla gestione alla sua promozione, fino alla manutenzione, pulizia e capacità di poter effettivamente usufruire del percorso in questione.

Lo studio del cammino parte dall’esperienza che il viaggiatore andrà a percorrere, creando così un vero e proprio modello basato sull’esperienza personale.

Dopo una preliminare indagine viene costruito un Piano per la valorizzazione del Cammino con tanto di suggerimenti e possibili interventi per uno sviluppo maggiore, volti al miglioramento dei tracciati e dell’offerta turistica locale.

 

Cammini del Touring Club Italiano

Aumentano i turisti che preferiscono le vacanze a piedi: trekking ed escursioni rappresentano il 67% delle scelte di viaggio

 

In Lombardia il primo cammino certificato

Il primo percorso a ricevere la certificazione dal Touring Club Italiano è il Sentiero del Viandante, grazie all’alta qualità dell’esperienza turistica offerta.

Il cammino è lungo circa 45 km e corre lungo costa orientale del lago di Como (provincia di Lecco), partendo da Abbadia Lariana fino a giungere Piantedo, passando per Bellano, già insignita del marchio di qualità di Bandiera Arancione del TCI.

Il percorso attraversa una serie di piccoli borghi e si sviluppa tra boschi e terrazze vista lago circondati da una scenografia di coltivazioni di ulivi.

Creare un’accoglienza che valorizzi ambienti e strutture ricettive sono per il turista un motivo differenziante che garantisce la qualità.

I benefici della rete

Questa certificazione, oltre ad essere un marchio qualitativo, va a creare una collaborazione importante tra piccoli imprenditori locali ed enti pubblici con il fine di aumentare le proposte al turista.

L’intento è la creazione di una rete di relazioni per condividere conoscenze, competenze e ottimizzare le risorse a disposizione.

Si tratta di una grande opportunità anche per tutte quelle aziende che vogliono incrementare il proprio know how e, in più, rafforzare la proposta del proprio business.

Leggi anche: Estate 2020: per far ripartire il turismo è necessario fare rete sul territorio

Lodevole l’iniiziativa del progetto del Touring Club Italiano che, con “Cammini e Percorsi”, valorizza una selezione di itinerari di sicuro interesse per il turismo in Italia.

Per gli approfondimenti sul Sentiero del Viandante leggi il link del TCI.

*(Fonte: Dati Centro Studi Touring Club Italiano, Survey sulla via Francigena 2017 e Indagine sul Turismo attivo 2019)

Articolo a cura di Nicole Rossignoli
veronawinelove.com
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Nicole Rossignoli è un’accompagnatrice turistica free-lance: si occupa di food&wine tour
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Cosa vedere a Mantova. Fra storia, cultura, natura, cicloturismo e vino. La guida per visitare la città dei Gonzaga a pochi km da Verona

Cosa vedere a Mantova. Fra storia, cultura, natura, cicloturismo e vino. La guida per visitare la città dei Gonzaga a pochi km da Verona

Per il weekend vi consigliamo una gita fuoriporta a Mantova, incantevole città dei Gonzaga. Riproponiamo un articolo scritto lo scorso anno da Elena, mantovana doc!

 

Mantova, cosa vedere in questa città lombarda ricca di storia e cultura?

Tenere il naso all’insù, con lo sguardo ipnotizzato dal soffitto della Camera degli Sposi, il capolavoro di Andrea Mantegna custodito dentro il Castello di San Giorgio.

Sentirsi piccoli piccoli di fronte all’immensità degli affreschi della sala dei giganti di Palazzo Te, gioiello progettato da Giulio Romano.

Cosa vedere a Mantova? Quali emozioni vivere?

Perdersi nella cattedrale di Sant’Andrea, a firma di Leon Battista Alberti.

Camminare nel Teatro Bibiena, lo stesso dove suonò Wolfgang Amadeus Mozart.

 

Mantova - cosa vedere Palazzo del Te, Mantova

Cosa vedere a Mantova: Palazzo Te

 

Mantova cosa vedere: palazzi storici, chiese, castelli, teatri e natura

Visitare Mantova è sempre un’emozione unica. Cosa vedere in questa perla di cultura e natura è una scelta non facile.

Mantova ti concede di uscire da palazzi storici, chiese, castelli e teatri per immergersi nella natura.

Oppure di pedalare o passeggiare tra la riserva delle valli del fiume Mincio, Bosco Fontana, le rive dei laghi.

Non solo. E’ possibile da Mantova spingersi fino a Peschiera, Sabbioneta o San Benedetto e restare incantati dal volo di un Airone o dai colori dei Fior di Loto.

Leggi anche: Mantova cosa vedere

 

Visitare Mantova: laghi e cigni

Visitare Mantova: laghi e cigni

Tra una tappa e l’altra è inevitabile fermarsi e concedersi un buon bicchiere di vino, magari il tipico Lambrusco mantovano.

Naturalmente non a stomaco vuoto, e accompagnato da un gustoso piatto di risotto alla pilota o da una abbondante porzione di tortelli di zucca.

Leggi anche: Mantova e i suoi vini

 

 

Mantova: cosa vedere e cosa gustare. Piatto tipico: i tortelli alla zucca

Mantova: cosa vedere e cosa gustare. Piatto tipico: i tortelli alla zucca

 

Questo e molto altro è Mantova. Un insieme di tradizioni, storia, enogastronomia, arte e architettura.

 

Mantova: cosa vedere. Fra storia, cicloturismo ed enogastronomia

La storia della città, i percorsi cicloturistici e le caratteristiche enogastronomiche sono racchiuse nella nuova sezione su “Mantova: cosa vedere”, nello spazio riservato alle Gite Fuori Porta di Verona Wine Love.

Una nuova area che vuole essere luogo di arte, storia, cultura, natura, proposta dal sito Verona Wine Love per offrire ai turisti che vogliono visitare Verona, la possibilità di conoscere, vivere e gustare una città vicina come Mantova.

Un pezzo di storia che merita una gita e più di una sosta.

Nello spazio su visitare Mantova si racconta cosa vedere nel centro storico, quali itinerari percorrere su due ruote, per gli amanti della bicicletta, e quali vini e piatti tipici offre la tradizione culinaria locale.

Leggi anche: Mantova cicloturismo

Mantova città di provincia ma anche capitale. Mantova, spazio a misura d’uomo, sede di una delle Regge più ampie ed affascinanti d’Italia: apparenti contraddizioni che costituiscono il fascino sottile di questo nobile e bellissimo territorio.

Mantova da vedere. Ma anche da gustare in tutto il suo incanto: cultura, arte, architettura, vini e cibo.


Articolo a cura di
Elena Caracciolo
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Giornalista, cura il blog Mamma… e adesso?

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I borghi storici più belli del Veneto. Scopri le bellezze medievali per le tue gite fuoriporta in Veneto

I borghi storici più belli del Veneto. Scopri le bellezze medievali per le tue gite fuoriporta in Veneto

Il Veneto è un territorio ricco di storia, tradizioni e arte. Vanta la presenza di numerosi borghi storici medievali e molti sono conosciuti come borghi più belli d’Italia.

Antichi manieri e imponenti mura di cinta circondano piccoli centri storici dove il turista ha l’occasione di poter fare un salto nel passato.

I borghi del Veneto si trovano in scenari geografici diversi tra loro: paesaggi collinari o alpini, circondati da vitigni o lungo le coste del lago.

Allora, vediamo insieme i borghi storici medievali più belli della regione Veneto.

 

Arquà Petrarca: bandiera arancione del Turing Club e uno de “I Borghi più Belli d’Italia”

 

borgo di Arquà Petrarca

 

Arquà Petrarca è un borgo medievale che si trova a 26 km da Padova, immerso nel verde dei Colli Euganei.

La sua storia e lo stesso nome sono legati al poeta Francesco Petrarca, che negli ultimi anni della propria vita volle stabilire la sua residenza proprio ad Arquà Petrarca.

Infatti, qui si può visitare la casa di Petrarca in via Valleselle, ancora immersa nel verde e contornata dagli orti di un tempo.

Altro monumento legato alla memoria del poeta del Canzoniere è la Tomba del Petrarca, un’arca in marmo rosso di Verona, posta sul sagrato della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta.

Chiesa che nei secoli fu più volte rimaneggiata, e al suo interno spicca l’altare centrale, proveniente dall’Eremo del Monte Rua, opera di Francesco Rizzi.

Un’altra chiesa di particolare interesse è l’Oratorio della SS. Trinità, d’aspetto romanico, ad unica navata e con il tetto a capanna, inoltre, il tempio custodisce  opere d’arte, fra cui tracce di affreschi.

All’esterno della chiesa si trova la Loggia dei Vicari, realizzata in pietra locale. Era il luogo preposto alle riunioni e alla risoluzione dei problemi tra i capifamiglia ed i Vicari.

Un ultimo luogo legato al poeta è la Fontana del Petrarca, che esisteva già prima del suo al borgo medievale, alla quale egli era solito andare ad attingere l’acqua.

Nel borgo alto di Arquà Petrarca invece, si trova Palazzo Contarini, realizzato in stile gotico veneziano del XV secolo e l’osteria “Del Guerriero”, ormai abbandonata.

Arquà Petrarca possiede un patrimonio storico e naturalistico inestimabile, infatti è considerato uno dei borghi più belli d’Italia e ha ricevuto il riconoscimento della Bandiera Arancione da parte del Touring Club Italiano, un marchio di qualità turistico-ambientale.

Il borgo medievale è anche conosciuto dal punto di vista enologico, infatti la sua produzione di vini spazia dal rosso dei Colli Euganei, ai vini dolci da uve Moscato di vario ceppo.

Arquà Petrarca è conosciuta anche per la produzione di olio e fa parte dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio.

Un prodotto tipico da provare è la giuggiola, frutto ottimo per confetture, dolci e liquori.

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Borghetto: tra “I Borghi più Belli d’Italia”

 

Borghetto

 

Borghetto è un borgo medievale che si trova in provincia di Verona, a 30 km dalla città scaligera. Fa parte, come frazione, del comune di Valeggio sul Mincio.

La sua posizione geografica sul corso d’acqua tra Mantova e Verona ne ha fatto da sempre un luogo di passaggio e di confine, un villaggio di mulini che ad oggi è ancora molto apprezzato sia da turisti italiani che stranieri.

Domina la scena del borgo il Ponte Visconteo, diga fortificata, realizzata nell’arco di due anni a partire dal 1393 su ordine di Gian Galeazzo Visconti.

Altrettanto punto di interesse è il Castello scaligero con la sua Torre Tonda, situato sulla collina nella vicina Valeggio sul Mincio.

Il Ponte Visconteo e il Castello Scaligero, all’epoca del loro massimo splendore, facevano parte di un unico complesso difensivo fortificato, le due strutture erano infatti collegate da due cortine merlate.

L’incuria e le guerre però non hanno saputo conservare intatto il patrimonio, nonostante ciò è stato riaperto un sentiero che scende dal castello lungo la collina fino al ponte-diga.

Da non perdere un assaggio dei tortellini di Valeggio, conosciuti anche con il nome di “nodo d’amore”.

Il tortellino di Valeggio è infatti il protagonista della “Festa del Nodo d’Amore”, manifestazione enogastronomica che si tiene ogni anno il terzo martedì di giugno.

Non può mancare una visita al vicino Parco Giardino Sigurtà, aperto alle visite da marzo a novembre e situato a Valeggio sul Mincio.

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Cittadella e le sue Porte verso le città venete: cosa vedere

 

borgo di Cittadella

 

Cittadella si trova a nord di Padova ed è l’unico borgo in Europa a pianta ellittica, dove è possibile percorrere l’antico camminamento di ronda, lungo 1660 metri.

La cinta muraria fu costruita nel 1220 dal comune di Padova per proteggersi dalla minaccia di Treviso.

Il punto di inizio del camminamento delle mura di Cittadella è porta Bassano, dove si trova la biglietteria.

Quattro sono le porte che si aprono in corrispondenza dei punti cardinali, rivolte verso le città limitrofe: Treviso, Padova, Vicenza e Bassano.

Al punto d’arrivo del camminamento di ronda si trova la mole della Torre di Malta, ora sede del Museo Archeologico e punto panoramico su tutta Cittadella.

Passeggiando si può osservare il Palazzo Municipale o Palazzo della Loggia, edificio in stile gotico con un portico al piano terra che ospita gli stemmi dei podestà ed un leone di San Marco in pietra.

Durante il camminamento di ronda si può visitare anche la Parrocchiale dei Ss. Prosdocimo e Donato, edificio di origine cinquecentesca, oggi dalle forme neoclassiche.

Per le informazioni utili sulle mura di Cittadella visita il sito dell’ufficio turistico.

A Cittadella non mancano le tradizioni enogastronomiche. La polenta fa da padrona in tutte le sue versioni, gialla, bianca e persino dolce, con la torta chiamata “La Polentina di Cittadella”.

Assieme alla polenta non possono mancare “gli osei” e vari tipi di cacciagione.

 

Marostica, la città degli scacchi. Cosa vedere

 

Marostica

 

Marostica è un borgo medievale che si trova in provincia di Vicenza, città murata adagiata sulla fascia pedemontana.

Deve il suo aspetto fortificato alla dinastia degli Scaligeri che nel XIV secolo hanno fatto costruire il castello superiore sul colle Pausolino, il castello inferiore e la cerchia muraria di collegamento.

Tra gli edifici di interesse ci sono appunto i due castelli di Marostica. Il Castello inferiore risale al 1312 e con i suoi merli, la pianta rettangolare e il mastio costituisce un esempio di architettura militare.

Anche il Castello superiore risale al 1312, è di forma quadrata, con quattro torresini ai lati e una torre al centro.

Un tempo il maniero era dotato di un pozzo, tutt’oggi visibile nel cortile interno, di una chiesa e di un affascinante mulino a vento.

I due castelli sono collegati dalla cinta muraria che scendendo lungo il versante collinare disegna con il proprio perimetro una forma pentagonale.

Da vedere anche il Doglione, detto anche Rocca di Mezzo, che risale al medioevo e nel XIII secolo ebbe la funzione di casello daziario per le merci in entrata o di passaggio a Marostica.

Marostica è celebre in tutta Italia anche per la partita a scacchi, dove le pedine sono interpretate da personaggi viventi. È uno spettacolo folcloristico in costume di ambientazione storica, che si ripete ogni due anni il secondo fine settimana di settembre.

Nel mese di maggio Marostica ospita la Festa della Ciliegia di Marostica Igp., una ciliegia rossa e polposa.

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Montagnana: tra i “Borghi più Belli d’Italia”

 

Montagnana

 

Anche Montagnana sorge nel cuore della pianura padana, a 16 km dai Colli Euganei e 56 km da Padova.

La cittadina di Montagnana è protetta da una cinta di mura tardo-medievale realizzata verso la metà del Trecento per opera dei Carraresi, signori di Padova, spinti dalla necessità di contrastare il potere degli Scaligeri di Verona su quest’area.

Le mura, alte fino a 8 metri e spesse fino a 1 metro, con merlature di tipo guelfo, proteggono il borgo di Montagnana.

Inoltre, ben 24 torri scandiscono la cinta muraria, lunga 2 km. Tutt’intorno, in passato, vi era un ampio fossato oggi trasformato in una distesa verde.

Uno degli accessi principali al borgo si trova in corrispondenza della Rocca degli Alberi, una pittoresca struttura difensiva medievale.

Ancora più imponente è il Castello di San Zeno, opposto alla rocca. È possente con le sue alte mura e il Mastio che sfiora i 40 metri di altezza. Oggi ospita il Museo Civico “Antonio Giacomelli”, la biblioteca civile e il Centro Studi sui Castelli.

A dominare il centro di Montagnana c’è il Duomo, affacciato alla piazza principale, eretto tra il 1431 e il 1502. Le linee sono tardo-gotiche ma riportano modifiche del tardo Rinascimento.

Sulla stessa piazza si trova Palazzo Valeri e l’antico Monte di Pietà. Proseguendo in via Matteotti ci si imbatte nel palazzo Magnavin-Foratti, in stile gotico-veneziano.

Uscendo da Porta Padova ci si trova di fronte a Villa Pisani, capolavoro del Palladio, decorata dalle sculture di Alessandro Vittoria.  La villa è tra i beni patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Montagnana è anche conosciuta per la Festa del prosciutto crudo dolce che si tiene nel mese di maggio e il Wine Festival di giugno.

 

Soave: il Castello, il borgo e il vino Soave

 

Soave

 

Ai piedi dei Monti Lessini sorge Soave, borgo medievale dominato dal castello e circondato da mura merlate alla ghibellina, scandite da 24 torri.

Il castello scaligero è una struttura militare realizzata nel medioevo, costituita da un mastio circondato da tre cortili e dalle mura, che scivolano lungo il monte e circondano il centro di Soave.

Addentrandosi nel borgo di Soave si trovano il Palazzo di Giustizia del XIV secolo e il Palazzo Scaligero del XIV secolo, oggi sede municipale.

Tra le chiese spicca il Santuario di Santa Maria della Bassanella, all’interno del quale sono presenti degli affreschi del XIV secolo.

La chiesa principale del centro è la Parrocchiale di San Lorenzo, mentre lungo la salita al castello si trova la Chiesa di Santa Maria dei Domenicani.

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Visitando Soave non può mancare una visita ad una cantina, con una degustazione dei vini locali, il Soave il Recioto.

A Soave, la terza domenica di settembre c’è la Fiera dell’Uva che festeggia il momento della vendemmia.

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Articolo a cura di Giorgia Bozzetti
Team veronawinelove.com

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Itinerari sul Lago di Garda: i Borghi più belli d’Italia dal lago d’Iseo al Garda Bresciano

Itinerari sul Lago di Garda: i Borghi più belli d’Italia dal lago d’Iseo al Garda Bresciano

Da Monte Isola a Tremosine passando per Gardone Riviera. Scopriamo insieme alcuni dei borghi bresciani che si sono meritati il titolo di Borghi più Belli d’Italia.

Dalle rive del lago di Garda alla Val Camonica fino al cuore del Lago d’Iseo, la provincia di Brescia ospita incantevoli borghi che testimoniano le diverse anime del suo territorio e lo spirito produttivo dei suoi abitanti.

Oggi vi voglio accompagnare in una sorta di “viaggio” alla scoperta di alcuni dei borghi più belli del bresciano, che vantano il titolo di Borghi più belli d’Italia.

 

Monte Isola

 

Montisola vista dall'alto

Montisola, un piccolo paradiso car-free

 

Monte Isola (o Montisola) è una piccola isola con una montagna al centro che segna il confine tra la sponda bergamasca e bresciana del lago d’Iseo.

E’ da sempre apprezzata per l’incantevole paesaggio, le testimonianze storiche, l’enogastronomia e il turismo sostenibile.

In tutto il territorio non circolano automobili, l’unico mezzo consentito è la bicicletta o il bus locale che permette di raggiungere le dodici frazioni.

La località è stata al centro dell’attenzione mondiale nel 2017 grazie a “The Floating Piers“, l’installazione temporanea site-specific dell’artista Christo, visitata da milioni di persone.

Dopo il successo internazionale di The Floating Piers ora sull’isola – ricordiamo 100% Car Free – è tornata di nuovo la quiete.

 

Floating Piers

Il Famoso Floating Piers

 

Disegnando un semicerchio intorno al suo perimetro potete visitare Peschiera Maraglio, dove vengono ormeggiati i naèt, la tipica barca dei pescatori del lago d’Iseo.

Da qui potete proseguire verso Sensole, percorrendo la stradina costiera dove, fra ulivi, bar e ristoranti (tra le specialità locali: sardine essiccate, cavedano, coregone e persico), si trova anche un’area picnic.

Lungo il percorso incontrerete Siviano, dove potete ammirare la trecentesca Torre Martinengo.

Ultimo, ma non ultimo per bellezza, Carzano, un piccolo borgo di pescatori, con una vista superlativa verso la piccola isola di Loreto e la costa dell’alto Sebino.

I più intraprendenti potranno raggiungere a piedi il Santuario della Madonna della Ceriola, stupendo balcone sopra il lago d’Iseo.

Raggiungere Monte Isola è facile: l’isola è collegata alle sponde del lago da un efficiente servizio di battelli di linea.

 

Gardone Riviera

 

Gardone Riviera vista dall'alto

La stupenda Gardone Riviera

 

Già abitata in epoca romana, Gardone Riviera in provincia di Brescia, è conosciuta come “città giardino”.

Gode di una posizione privilegiata sul lago di Garda ed è diventata dalla seconda metà dell’800 una meta di turismo climatico.

Sede dello storico Grand Hotel, voluto nel 1884 dall’austriaco Wimmer in cui alloggiarono ospiti illustri, da Winston Churchill a Vladimir Nabokov, si respira ancora un’atmosfera mitteleuropea.

A Gardone si trova il celebre Vittoriale degli Italiani, dimora di Gabriele d’Annunzio, che oggi è una fondazione aperta al pubblico con più di 200mila visitatori l’anno.

 

L'Entrata del Vittoriale

L’entrata del Vittoriale

 

Decorate con frasi enigmatiche e citazioni letterarie, le stanze sono frutto della creatività di Gabriele D’Annunzio, “tappezziere incomparabile” che desiderava caratterizzare fortemente i luoghi dove viveva.

Il Vittoriale è anche spettacolo: il suo teatro all’aperto è sede ogni estate di una prestigiosa rassegna artistica.

Ai giardini del Vittoriale si accede tramite la graziosa piazzetta Dalmata. Il cortile richiama nelle forme quello della casa natale di D’Annunzio a Pescara e intorno ad esso corre il Portico del Parente, intitolato a Michelangelo Buonarroti.

Se si continua la passeggiata all’interno dei giardini è possibile raggiungere la limonaia. Posta su una serie di terrazze che affacciano sul lago è uno dei luoghi più suggestivi di tutto il Vittoriale.

 

Il Vittoriale dall'alto

La vista panoramica del Vittoriale degli Italiani

 

Infatti, da secoli una peculiarità del paesaggio del Lago di Garda sono limoni, limonaie e terrazze per gli agrumi.

A Gardone Riviera ne troviamo una addossata alla Chiesa di San Nicolò.

Parchi con piante esotiche e vegetazione mediterranea circondano inoltre le raffinate ville liberty che arricchiscono il borgo di un fascino d’altri tempi.

Da vedere il Giardino Botanico della Fondazione Andrè Heller, un parco artistico con opere di Keith Haring, Roy Lichtenstein, Auguste Rodin e Joan Mirò.

 

Tremosine

 

Pieve di Tremosine

Pieve di Tremosine

 

Tremosine sul Garda, un altopiano che sovrasta l’alto lago di Garda, è un comune italiano suddiviso in diciotto frazioni nel cuore del Parco Alto Garda bresciano.

Pieve è la frazione sede del comune e meta di visitatori attratti dallo spettacolare panorama a strapiombo sul lago e dal borgo costellato di testimonianze storiche, tra cui la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, edificio in stile gotico risalente al XII secolo.

Qui il paesaggio alpino incontra quello mediterraneo, con numerosi sentieri tra il lago e le montagne da percorrere a piedi o in mountain bike.

 

Bienno

Bienno

Una “veloce” occhiata in quel di Bienno

 

Il fascino del borgo di Bienno nella Val Camonica è dovuto alla sua antica storia.

Già dal I° secolo a.C. abbiamo notizie a Bienno dei primi artigiani del ferro; la ricchezza del luogo è dovuta però all’arrivo dei Benedettini (nel X° secolo) che iniziarono a utilizzare il mulino ad acqua tramite il canale artificiale “Vaso Re” per il funzionamento del maglio.

La lavorazione del ferro è sempre stata l’attività centrale della zona e gli artigiani locali sono apprezzati ovunque ancora oggi.

Una passeggiata tra i vicoli di Bienno è un viaggio nel tempo fra saperi artigiani e testimonianze storiche.

Tra i palazzi e gli edifici storici da vedere Palazzo Simoni Fè, sede della pinacoteca, Palazzo Francesconi Rebajoli di epoca rinascimentale e Mulino & Fucina Museo, nuclei originari del Museo.

Evento clou della Val Camonica è la Mostra Mercato di Bienno, in programma nel mese di agosto.

Vedi anche altri itinerari sul lago di Garda:
> Liimone sul Garda
> Sirmione e il basso lago di Garda

 

Articolo a cura di Andrea Braga
Blogger e pizzaiolo
Mi trovate alla Pizzeria Fontanella di Castiglione Delle Stiviere (Mantova)

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Le Guide di VeronaWineLove.com:

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Visita ai Castelli di Romeo e Giulietta a Montecchio Maggiore (Vicenza). Una gita fuoriporta a cui abbinare la scoperta dei vini di Vicenza

Visita ai Castelli di Romeo e Giulietta a Montecchio Maggiore (Vicenza). Una gita fuoriporta a cui abbinare la scoperta dei vini di Vicenza

Sei mai stato a Montecchio Maggiore, nella provincia di Vicenza, a visitare i castelli di Giulietta e Romeo?

Se anche tu sei affascinato dalla storia dei due innamorati di Shakespeare scopri dove vivevano Giulietta e Romeo, tra tradizione e leggende.

I Castelli di Giulietta e Romeo sono due manieri di ridotte dimensioni, situati l’uno a poca distanza dall’altro, in posizione panoramica e strategica, su una collina sopra il paese di Montecchio.

Una leggenda diffusa a metà Ottocento narra che Luigi da Porto, nello scrivere la sua Historia novellamente ritrovata (che ispirò poi il Romeo e Giulietta di Shakespeare), si sarebbe ispirato alla vista dei due castelli vicini e opposti, non lontani dalla sua villa di Montorso.

 

Giulietta e romeo castelli

I castelli di Giulietta e Romeo si trovano in località Castelli, Montecchiio Maggiore, in provincia di Vicenza. In foto il Castello di Giulietta

 

I due castelli hanno avuto diversi proprietari: i Signori di Verona con Cangrande II della Scala nel 1300, i Visconti di Milano dal 1387 al 1404 e successivamente passati sotto il controllo della Repubblica di Venezia.

I castelli durante la guerra della Lega di Cambrai, nel 1514, vengono colpiti dai proiettili di bombarda i cui fori sono ancora visibili sulle mura del castello della Bellaguardia.

Fino al 1742 i castelli non sono più utilizzati e cadono in rovina. Nel 1742 il Comune di Montecchio li acquista da Venezia per 200 ducati, e avvia i primi restauri a partire dalla fine dell’800.

 

Il castello di Giulietta o castello della Bellaguardia

Il castello di Giulietta o di Bellaguardia sorge ad una quota di 254 metri, a circa 300 metri di distanza dal castello della Villa di Montorso.

È situato verso quella parte del borgo di Montecchio che in passato era chiamata “il Costo”.

Si tratta di un modesto recinto edificato a difesa di una torre di epoca precedente, costruita con modalità analoghe a quelle del mastio del castello della Villa di Montorso. La torre sorgeva probabilmente isolata e in un luogo privilegiato di osservazione e controllo.

Il recinto venne edificato da Cangrande II della Scala tra il 1354 e il 1356 e presenta una caratteristica pianta ad elle, con murature che alternano pietre calcaree e mattoni.

L’accesso, privo di ponte levatoio, era posto a lato della torre in modo da favorire la difesa in caso di attacchi.

Il castello rimase in stato di abbandono sino al restauro degli anni Trenta del secolo scorso, quando venne ristrutturato.

Con l’occasione venne edificata, nella parte di sud-ovest del castello, una taverna con affreschi ispirati alla tragica vicenda di Giulietta e Romeo.

 

 

Guida turistica Vicenza - Castello di Giulietta e Romeo

Castello di Giulietta o Castello della Bellaguardia (Foto di Davide Seddio)

 

 

Il castello di Romeo o castello della Villa

Il castello della Villa è detto anche “di Romeo” in quanto la tradizione popolare ne attribuisce la proprietà alla famiglia dei Montecchi.

Esso sorge ad una quota di 234 metri, in posizione dominante sulla valle del Chiampo.

Il recinto venne edificato intorno alla metà del XIV secolo dagli Scaligeri, signori di Verona, inglobando, come nel vicino castello della Bellaguardia, una torre di epoca precedente che funge da mastio.

Questa torre, alta circa 25 metri, é caratterizzata da un possente basamento in pietre calcaree e faceva infatti parte di un sistema difensivo che venne distrutto.

Il castello venne ridotto in gran parte in rovina dalla Repubblica di Venezia agli inizi del Cinquecento, durante guerra della Lega di Cambrai.

La fortificazione, molto più articolata rispetto al castello della Bellaguardia, presenta una pianta di forma irregolarmente trapezoidale, adattata alla conformazione orografica del colle.

Anche in questo castello la porta d’accesso è priva di ponte levatoio, ed era situata sul lato più corto, l’’angolo sud-occidentale.

L’ingresso comprendeva anche una torre scudata. Altre due torri scudate erano collocate sui vertici del lato orientale.

La fortezza presenta anche nella tecnica costruttiva tutte le caratteristiche delle maestranze scaligere, il più evidente dei quali è il tipico disegno a “dente di sega”, secondo cui sono disposti i mattoni agli angoli delle torri.

Salendo in cima alla torre del castello, nelle giornate limpide, si ha una visione che spazia fino a distinguere la laguna di Venezia all’orizzonte.

Durante l’estate il castello diventa sede di spettacoli, cinema e manifestazioni.

 

 

 

 

 

Castelli di Romeo e Giulietta: come arrivare e informazioni utili

In auto si procede sulla A4, direzione Venezia, con l’uscita di Montecchio Maggiore (Vicenza).

Il paese di Montecchio si colloca a ovest di Vicenza, nel confluire della valle del Chiampo e della valle dell’Agno.

Ci dirigiamo verso la località Castelli, culla letteraria del Romeo e Giulietta di Shakespeare.

Qui si trovano Il Castello della Villa e il Castello della Bellaguardia, conosciuti rispettivamente come Castello di Romeo e Castello di Giulietta.

 

  • CASTELLO DELLA VILLA O DI ROMEO


Orario di apertura:
domenica e festivi 15.00-18.30

No servizio guida (solo apertura): Lunedì di Pasquetta e 1° Maggio

Ferragosto: 15:00-18:30

Apertura stagione 2020: domenica 8 marzo

Speciale Gruppi: apriamo su richiesta per gruppi organizzati e scolaresche, previa prenotazione.

Biglietti: Intero: 3,00  euro, ridotto: 2,00 euro (oltre i 60 anni, minorenni, possessori Carta Giovani, quota individuale per gruppi dalle 15 persone).

Scolaresche: 1,00 euro

Ingresso gratuito: bambini sotto i 10 anni e portatori di handicap

Speciale Biglietto Cumulativo: 6,00 euro (valido per i tre siti: Priare, Castello di Romeo e Museo Zannato)

Prenotazione obbligatoria per gruppi organizzati

 

  • CASTELLO DELLA BELLAGUARDIA O DI GIULIETTA

È aperto e visitabile liberamente nei giorni e negli orari di apertura del Ristorante dei Castelli.

Alla data odierna (12 febbraio 2020) non ci sono indicazioni ulteriori.

Info: info@castelligiuliettaeromeo.it

 

Castelli di Giulietta e Romeo a Vicenza

Castelli di Giulietta e Romeo a Vicenza

 

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A piedi ai Castelli di Romeo e Giulietta: il consiglio di Verona Wine Love

Arrivati a Montecchio (Vicenza), parcheggiamo vicino alla vecchia stazione. Ci avviamo verso il Duomo e percorriamo le strade che ci portano alle vecchie fontane del paese.

Raggiungiamo poi la contrada Santissima Trinità salendo la dorsale del monte. Scendiamo poi al castello “Della Villa” (o “di Romeo”) e visitiamo le “Priare, gallerie e cave usate per l’estrazione della roccia.

Il complesso sotterraneo di cave e gallerie ha uno sviluppo spaziale di 1475 metri, di cui 1186 relativi ai vani artificiali e 289 metri nelle 25 cavità’ naturali intercettate nello scavo della pietra e relative a fenomeni di epicarsismo. La visita avviene in completa sicurezza e con guida.

Raggiungiamo poi il castello “Bellaguardia” (o “di Giulietta”) e scendiamo dal Monte Nero, con le sue colate laviche, fino a ritornare al Duomo.

Il percorso presenta un dislivello di 300 m. ed è adatto a tutti; il tempo impiegato per l’intero giro varia dalle 4 alle 5 ore in base alla durata delle soste.

 

Castelli Romeo e Giulietta

Priare
o complesso delle cave sotterranee dei “Covoli dei Castelli”.  Si trova poco sotto uno dei due castelli scaligeri: quello di Giulietta o della Bellaguardia. Il sistema sotterraneo trae origine dall’estrazione della “pietra tenera” o “pietra di Vicenza”, un materiale da costruzione assai pregiato, utilizzato in edilizia e per opere architettoniche.

 

Enoturismo a Vicenza

Se sei un winelover puoi approfittare della gita in terra vicentina per scoprire gli ottimi vini che offre la provincia di Vicenza.

Sono numerosi i vini bianchi e rossi Doc (denominazione di origine controllata) da degustare e da abbinare ai migliori piatti della cucina del territorio.

Dai vini dei Colli Berici a quelli di Vicenza. Dai vini Gambellara a quelli di Breganze. Dal vino Lessini Durello ai vini di Arcole, in comune con la provincia di Verona.

Se vuoi scoprire le cantine dei Colli Berici in un magnifico percorso che si snoda tra vigneti e borghi caratteristici leggi la pagina Strada del Vino dei Colli Berici, sul portale Verona Wine Love.

 

Vino dei Colli Berici

Calice che simboleggia il Vino dei Colli Berici e la Strada del Vini dei Colli Berici

 

→ Scopri la pagina Vicenza: cosa vedere

→ Leggi anche Vini di Vicenza

 

 

Articolo a cura di Sara Soliman

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