Visita ai Castelli di Romeo e Giulietta a Montecchio Maggiore (Vicenza). Una gita fuoriporta a cui abbinare la scoperta dei vini di Vicenza

Visita ai Castelli di Romeo e Giulietta a Montecchio Maggiore (Vicenza). Una gita fuoriporta a cui abbinare la scoperta dei vini di Vicenza

Sei mai stato a Montecchio Maggiore, nella provincia di Vicenza, a visitare i castelli di Giulietta e Romeo?

Se anche tu sei affascinato dalla storia dei due innamorati di Shakespeare scopri dove vivevano Giulietta e Romeo, tra tradizione e leggende.

I Castelli di Giulietta e Romeo sono due manieri di ridotte dimensioni, situati l’uno a poca distanza dall’altro, in posizione panoramica e strategica, su una collina sopra il paese di Montecchio.

Una leggenda diffusa a metà Ottocento narra che Luigi da Porto, nello scrivere la sua Historia novellamente ritrovata (che ispirò poi il Romeo e Giulietta di Shakespeare), si sarebbe ispirato alla vista dei due castelli vicini e opposti, non lontani dalla sua villa di Montorso.

 

Giulietta e romeo castelli

I castelli di Giulietta e Romeo si trovano in località Castelli, Montecchiio Maggiore, in provincia di Vicenza. In foto il Castello di Giulietta

 

I due castelli hanno avuto diversi proprietari: i Signori di Verona con Cangrande II della Scala nel 1300, i Visconti di Milano dal 1387 al 1404 e successivamente passati sotto il controllo della Repubblica di Venezia.

I castelli durante la guerra della Lega di Cambrai, nel 1514, vengono colpiti dai proiettili di bombarda i cui fori sono ancora visibili sulle mura del castello della Bellaguardia.

Fino al 1742 i castelli non sono più utilizzati e cadono in rovina. Nel 1742 il Comune di Montecchio li acquista da Venezia per 200 ducati, e avvia i primi restauri a partire dalla fine dell’800.

 

Il castello di Giulietta o castello della Bellaguardia

Il castello di Giulietta o di Bellaguardia sorge ad una quota di 254 metri, a circa 300 metri di distanza dal castello della Villa di Montorso.

È situato verso quella parte del borgo di Montecchio che in passato era chiamata “il Costo”.

Si tratta di un modesto recinto edificato a difesa di una torre di epoca precedente, costruita con modalità analoghe a quelle del mastio del castello della Villa di Montorso. La torre sorgeva probabilmente isolata e in un luogo privilegiato di osservazione e controllo.

Il recinto venne edificato da Cangrande II della Scala tra il 1354 e il 1356 e presenta una caratteristica pianta ad elle, con murature che alternano pietre calcaree e mattoni.

L’accesso, privo di ponte levatoio, era posto a lato della torre in modo da favorire la difesa in caso di attacchi.

Il castello rimase in stato di abbandono sino al restauro degli anni Trenta del secolo scorso, quando venne ristrutturato.

Con l’occasione venne edificata, nella parte di sud-ovest del castello, una taverna con affreschi ispirati alla tragica vicenda di Giulietta e Romeo.

 

 

Guida turistica Vicenza - Castello di Giulietta e Romeo

Castello di Giulietta o Castello della Bellaguardia (Foto di Davide Seddio)

 

 

Il castello di Romeo o castello della Villa

Il castello della Villa è detto anche “di Romeo” in quanto la tradizione popolare ne attribuisce la proprietà alla famiglia dei Montecchi.

Esso sorge ad una quota di 234 metri, in posizione dominante sulla valle del Chiampo.

Il recinto venne edificato intorno alla metà del XIV secolo dagli Scaligeri, signori di Verona, inglobando, come nel vicino castello della Bellaguardia, una torre di epoca precedente che funge da mastio.

Questa torre, alta circa 25 metri, é caratterizzata da un possente basamento in pietre calcaree e faceva infatti parte di un sistema difensivo che venne distrutto.

Il castello venne ridotto in gran parte in rovina dalla Repubblica di Venezia agli inizi del Cinquecento, durante guerra della Lega di Cambrai.

La fortificazione, molto più articolata rispetto al castello della Bellaguardia, presenta una pianta di forma irregolarmente trapezoidale, adattata alla conformazione orografica del colle.

Anche in questo castello la porta d’accesso è priva di ponte levatoio, ed era situata sul lato più corto, l’’angolo sud-occidentale.

L’ingresso comprendeva anche una torre scudata. Altre due torri scudate erano collocate sui vertici del lato orientale.

La fortezza presenta anche nella tecnica costruttiva tutte le caratteristiche delle maestranze scaligere, il più evidente dei quali è il tipico disegno a “dente di sega”, secondo cui sono disposti i mattoni agli angoli delle torri.

Salendo in cima alla torre del castello, nelle giornate limpide, si ha una visione che spazia fino a distinguere la laguna di Venezia all’orizzonte.

Durante l’estate il castello diventa sede di spettacoli, cinema e manifestazioni.

 

 

 

 

 

Castelli di Romeo e Giulietta: come arrivare e informazioni utili

In auto si procede sulla A4, direzione Venezia, con l’uscita di Montecchio Maggiore (Vicenza).

Il paese di Montecchio si colloca a ovest di Vicenza, nel confluire della valle del Chiampo e della valle dell’Agno.

Ci dirigiamo verso la località Castelli, culla letteraria del Romeo e Giulietta di Shakespeare.

Qui si trovano Il Castello della Villa e il Castello della Bellaguardia, conosciuti rispettivamente come Castello di Romeo e Castello di Giulietta.

 

  • CASTELLO DELLA VILLA O DI ROMEO


Orario di apertura:
domenica e festivi 15.00-18.30

No servizio guida (solo apertura): Lunedì di Pasquetta e 1° Maggio

Ferragosto: 15:00-18:30

Apertura stagione 2020: domenica 8 marzo

Speciale Gruppi: apriamo su richiesta per gruppi organizzati e scolaresche, previa prenotazione.

Biglietti: Intero: 3,00  euro, ridotto: 2,00 euro (oltre i 60 anni, minorenni, possessori Carta Giovani, quota individuale per gruppi dalle 15 persone).

Scolaresche: 1,00 euro

Ingresso gratuito: bambini sotto i 10 anni e portatori di handicap

Speciale Biglietto Cumulativo: 6,00 euro (valido per i tre siti: Priare, Castello di Romeo e Museo Zannato)

Prenotazione obbligatoria per gruppi organizzati

 

  • CASTELLO DELLA BELLAGUARDIA O DI GIULIETTA

È aperto e visitabile liberamente nei giorni e negli orari di apertura del Ristorante dei Castelli.

Alla data odierna (12 febbraio 2020) non ci sono indicazioni ulteriori.

Info: info@castelligiuliettaeromeo.it

 

Castelli di Giulietta e Romeo a Vicenza

Castelli di Giulietta e Romeo a Vicenza

 

Potrebbe interessarti anche la sezione su: Gite fuoriporta e Vini d’Italia

 

A piedi ai Castelli di Romeo e Giulietta: il consiglio di Verona Wine Love

Arrivati a Montecchio (Vicenza), parcheggiamo vicino alla vecchia stazione. Ci avviamo verso il Duomo e percorriamo le strade che ci portano alle vecchie fontane del paese.

Raggiungiamo poi la contrada Santissima Trinità salendo la dorsale del monte. Scendiamo poi al castello “Della Villa” (o “di Romeo”) e visitiamo le “Priare, gallerie e cave usate per l’estrazione della roccia.

Il complesso sotterraneo di cave e gallerie ha uno sviluppo spaziale di 1475 metri, di cui 1186 relativi ai vani artificiali e 289 metri nelle 25 cavità’ naturali intercettate nello scavo della pietra e relative a fenomeni di epicarsismo. La visita avviene in completa sicurezza e con guida.

Raggiungiamo poi il castello “Bellaguardia” (o “di Giulietta”) e scendiamo dal Monte Nero, con le sue colate laviche, fino a ritornare al Duomo.

Il percorso presenta un dislivello di 300 m. ed è adatto a tutti; il tempo impiegato per l’intero giro varia dalle 4 alle 5 ore in base alla durata delle soste.

 

Castelli Romeo e Giulietta

Priare
o complesso delle cave sotterranee dei “Covoli dei Castelli”.  Si trova poco sotto uno dei due castelli scaligeri: quello di Giulietta o della Bellaguardia. Il sistema sotterraneo trae origine dall’estrazione della “pietra tenera” o “pietra di Vicenza”, un materiale da costruzione assai pregiato, utilizzato in edilizia e per opere architettoniche.

 

Enoturismo a Vicenza

Se sei un winelover puoi approfittare della gita in terra vicentina per scoprire gli ottimi vini che offre la provincia di Vicenza.

Sono numerosi i vini bianchi e rossi Doc (denominazione di origine controllata) da degustare e da abbinare ai migliori piatti della cucina del territorio.

Dai vini dei Colli Berici a quelli di Vicenza. Dai vini Gambellara a quelli di Breganze. Dal vino Lessini Durello ai vini di Arcole, in comune con la provincia di Verona.

Se vuoi scoprire le cantine dei Colli Berici in un magnifico percorso che si snoda tra vigneti e borghi caratteristici leggi la pagina Strada del Vino dei Colli Berici, sul portale Verona Wine Love.

 

Vino dei Colli Berici

Calice che simboleggia il Vino dei Colli Berici e la Strada del Vini dei Colli Berici

 

→ Scopri la pagina Vicenza: cosa vedere

→ Leggi anche Vini di Vicenza

 

 

Articolo a cura di Sara Soliman
✉︎   redazione@veronawinelove.com

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I borghi storici più belli del Veneto. Scopri le bellezze medievali per le tue gite fuoriporta in Veneto

I borghi storici più belli del Veneto. Scopri le bellezze medievali per le tue gite fuoriporta in Veneto

Il Veneto è un territorio ricco di storia, tradizioni e arte. Vanta la presenza di numerosi borghi storici medievali e molti sono conosciuti come borghi più belli d’Italia.

Antichi manieri e imponenti mura di cinta circondano piccoli centri storici dove il turista ha l’occasione di poter fare un salto nel passato.

I borghi del Veneto si trovano in scenari geografici diversi tra loro: paesaggi collinari o alpini, circondati da vitigni o lungo le coste del lago.

Allora, vediamo insieme i borghi storici medievali più belli della regione Veneto.

 

Arquà Petrarca: bandiera arancione del Turing Club e uno de “I Borghi più Belli d’Italia”

 

borgo di Arquà Petrarca

 

Arquà Petrarca è un borgo medievale che si trova a 26 km da Padova, immerso nel verde dei Colli Euganei.

La sua storia e lo stesso nome sono legati al poeta Francesco Petrarca, che negli ultimi anni della propria vita volle stabilire la sua residenza proprio ad Arquà Petrarca.

Infatti, qui si può visitare la casa di Petrarca in via Valleselle, ancora immersa nel verde e contornata dagli orti di un tempo.

Altro monumento legato alla memoria del poeta del Canzoniere è la Tomba del Petrarca, un’arca in marmo rosso di Verona, posta sul sagrato della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta.

Chiesa che nei secoli fu più volte rimaneggiata, e al suo interno spicca l’altare centrale, proveniente dall’Eremo del Monte Rua, opera di Francesco Rizzi.

Un’altra chiesa di particolare interesse è l’Oratorio della SS. Trinità, d’aspetto romanico, ad unica navata e con il tetto a capanna, inoltre, il tempio custodisce  opere d’arte, fra cui tracce di affreschi.

All’esterno della chiesa si trova la Loggia dei Vicari, realizzata in pietra locale. Era il luogo preposto alle riunioni e alla risoluzione dei problemi tra i capifamiglia ed i Vicari.

Un ultimo luogo legato al poeta è la Fontana del Petrarca, che esisteva già prima del suo al borgo medievale, alla quale egli era solito andare ad attingere l’acqua.

Nel borgo alto di Arquà Petrarca invece, si trova Palazzo Contarini, realizzato in stile gotico veneziano del XV secolo e l’osteria “Del Guerriero”, ormai abbandonata.

Arquà Petrarca possiede un patrimonio storico e naturalistico inestimabile, infatti è considerato uno dei borghi più belli d’Italia e ha ricevuto il riconoscimento della Bandiera Arancione da parte del Touring Club Italiano, un marchio di qualità turistico-ambientale.

Il borgo medievale è anche conosciuto dal punto di vista enologico, infatti la sua produzione di vini spazia dal rosso dei Colli Euganei, ai vini dolci da uve Moscato di vario ceppo.

Arquà Petrarca è conosciuta anche per la produzione di olio e fa parte dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio.

Un prodotto tipico da provare è la giuggiola, frutto ottimo per confetture, dolci e liquori.

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Borghetto: tra “I Borghi più Belli d’Italia”

 

Borghetto

 

Borghetto è un borgo medievale che si trova in provincia di Verona, a 30 km dalla città scaligera. Fa parte, come frazione, del comune di Valeggio sul Mincio.

La sua posizione geografica sul corso d’acqua tra Mantova e Verona ne ha fatto da sempre un luogo di passaggio e di confine, un villaggio di mulini che ad oggi è ancora molto apprezzato sia da turisti italiani che stranieri.

Domina la scena del borgo il Ponte Visconteo, diga fortificata, realizzata nell’arco di due anni a partire dal 1393 su ordine di Gian Galeazzo Visconti.

Altrettanto punto di interesse è il Castello scaligero con la sua Torre Tonda, situato sulla collina nella vicina Valeggio sul Mincio.

Il Ponte Visconteo e il Castello Scaligero, all’epoca del loro massimo splendore, facevano parte di un unico complesso difensivo fortificato, le due strutture erano infatti collegate da due cortine merlate.

L’incuria e le guerre però non hanno saputo conservare intatto il patrimonio, nonostante ciò è stato riaperto un sentiero che scende dal castello lungo la collina fino al ponte-diga.

Da non perdere un assaggio dei tortellini di Valeggio, conosciuti anche con il nome di “nodo d’amore”.

Il tortellino di Valeggio è infatti il protagonista della “Festa del Nodo d’Amore”, manifestazione enogastronomica che si tiene ogni anno il terzo martedì di giugno.

Non può mancare una visita al vicino Parco Giardino Sigurtà, aperto alle visite da marzo a novembre e situato a Valeggio sul Mincio.

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Cittadella e le sue Porte verso le città venete: cosa vedere

 

borgo di Cittadella

 

Cittadella si trova a nord di Padova ed è l’unico borgo in Europa a pianta ellittica, dove è possibile percorrere l’antico camminamento di ronda, lungo 1660 metri.

La cinta muraria fu costruita nel 1220 dal comune di Padova per proteggersi dalla minaccia di Treviso.

Il punto di inizio del camminamento delle mura di Cittadella è porta Bassano, dove si trova la biglietteria.

Quattro sono le porte che si aprono in corrispondenza dei punti cardinali, rivolte verso le città limitrofe: Treviso, Padova, Vicenza e Bassano.

Al punto d’arrivo del camminamento di ronda si trova la mole della Torre di Malta, ora sede del Museo Archeologico e punto panoramico su tutta Cittadella.

Passeggiando si può osservare il Palazzo Municipale o Palazzo della Loggia, edificio in stile gotico con un portico al piano terra che ospita gli stemmi dei podestà ed un leone di San Marco in pietra.

Durante il camminamento di ronda si può visitare anche la Parrocchiale dei Ss. Prosdocimo e Donato, edificio di origine cinquecentesca, oggi dalle forme neoclassiche.

Per le informazioni utili sulle mura di Cittadella visita il sito dell’ufficio turistico.

A Cittadella non mancano le tradizioni enogastronomiche. La polenta fa da padrona in tutte le sue versioni, gialla, bianca e persino dolce, con la torta chiamata “La Polentina di Cittadella”.

Assieme alla polenta non possono mancare “gli osei” e vari tipi di cacciagione.

 

Marostica, la città degli scacchi. Cosa vedere

 

Marostica

 

Marostica è un borgo medievale che si trova in provincia di Vicenza, città murata adagiata sulla fascia pedemontana.

Deve il suo aspetto fortificato alla dinastia degli Scaligeri che nel XIV secolo hanno fatto costruire il castello superiore sul colle Pausolino, il castello inferiore e la cerchia muraria di collegamento.

Tra gli edifici di interesse ci sono appunto i due castelli di Marostica. Il Castello inferiore risale al 1312 e con i suoi merli, la pianta rettangolare e il mastio costituisce un esempio di architettura militare.

Anche il Castello superiore risale al 1312, è di forma quadrata, con quattro torresini ai lati e una torre al centro.

Un tempo il maniero era dotato di un pozzo, tutt’oggi visibile nel cortile interno, di una chiesa e di un affascinante mulino a vento.

I due castelli sono collegati dalla cinta muraria che scendendo lungo il versante collinare disegna con il proprio perimetro una forma pentagonale.

Da vedere anche il Doglione, detto anche Rocca di Mezzo, che risale al medioevo e nel XIII secolo ebbe la funzione di casello daziario per le merci in entrata o di passaggio a Marostica.

Marostica è celebre in tutta Italia anche per la partita a scacchi, dove le pedine sono interpretate da personaggi viventi. È uno spettacolo folcloristico in costume di ambientazione storica, che si ripete ogni due anni il secondo fine settimana di settembre.

Nel mese di maggio Marostica ospita la Festa della Ciliegia di Marostica Igp., una ciliegia rossa e polposa.

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Montagnana: tra i “Borghi più Belli d’Italia”

 

Montagnana

 

Anche Montagnana sorge nel cuore della pianura padana, a 16 km dai Colli Euganei e 56 km da Padova.

La cittadina di Montagnana è protetta da una cinta di mura tardo-medievale realizzata verso la metà del Trecento per opera dei Carraresi, signori di Padova, spinti dalla necessità di contrastare il potere degli Scaligeri di Verona su quest’area.

Le mura, alte fino a 8 metri e spesse fino a 1 metro, con merlature di tipo guelfo, proteggono il borgo di Montagnana.

Inoltre, ben 24 torri scandiscono la cinta muraria, lunga 2 km. Tutt’intorno, in passato, vi era un ampio fossato oggi trasformato in una distesa verde.

Uno degli accessi principali al borgo si trova in corrispondenza della Rocca degli Alberi, una pittoresca struttura difensiva medievale.

Ancora più imponente è il Castello di San Zeno, opposto alla rocca. È possente con le sue alte mura e il Mastio che sfiora i 40 metri di altezza. Oggi ospita il Museo Civico “Antonio Giacomelli”, la biblioteca civile e il Centro Studi sui Castelli.

A dominare il centro di Montagnana c’è il Duomo, affacciato alla piazza principale, eretto tra il 1431 e il 1502. Le linee sono tardo-gotiche ma riportano modifiche del tardo Rinascimento.

Sulla stessa piazza si trova Palazzo Valeri e l’antico Monte di Pietà. Proseguendo in via Matteotti ci si imbatte nel palazzo Magnavin-Foratti, in stile gotico-veneziano.

Uscendo da Porta Padova ci si trova di fronte a Villa Pisani, capolavoro del Palladio, decorata dalle sculture di Alessandro Vittoria.  La villa è tra i beni patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Montagnana è anche conosciuta per la Festa del prosciutto crudo dolce che si tiene nel mese di maggio e il Wine Festival di giugno.

 

Soave: il Castello, il borgo e il vino Soave

 

Soave

 

Ai piedi dei Monti Lessini sorge Soave, borgo medievale dominato dal castello e circondato da mura merlate alla ghibellina, scandite da 24 torri.

Il castello scaligero è una struttura militare realizzata nel medioevo, costituita da un mastio circondato da tre cortili e dalle mura, che scivolano lungo il monte e circondano il centro di Soave.

Addentrandosi nel borgo di Soave si trovano il Palazzo di Giustizia del XIV secolo e il Palazzo Scaligero del XIV secolo, oggi sede municipale.

Tra le chiese spicca il Santuario di Santa Maria della Bassanella, all’interno del quale sono presenti degli affreschi del XIV secolo.

La chiesa principale del centro è la Parrocchiale di San Lorenzo, mentre lungo la salita al castello si trova la Chiesa di Santa Maria dei Domenicani.

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Visitando Soave non può mancare una visita ad una cantina, con una degustazione dei vini locali, il Soave il Recioto.

A Soave, la terza domenica di settembre c’è la Fiera dell’Uva che festeggia il momento della vendemmia.

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Articolo a cura di Giorgia Bozzetti
redazione@veronawinelove.com

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Mercatini di Natale a Riva del Garda e Arco di Trento nell’Alto Garda. Scopri tutte le iniziative previste fino al 6 gennaio 2020

Mercatini di Natale a Riva del Garda e Arco di Trento nell’Alto Garda. Scopri tutte le iniziative previste fino al 6 gennaio 2020

Ogni paese del Lago di Garda, in questo periodo, è vestito a festa: casette di legno che ospitano i mercatini, luci, alberi di Natale in un’atmosfera di gioco e di festa.

Nel Garda Trentino, il Natale si colora anche di profumi e sapori tipici montani.

A Riva del Garda c’è, fino al 6 gennaio, il Villaggio di Natale “Di Gusto in Gusto”.

Anche ad Arco di Trento, fino al 6 gennaio, sono molte le iniziative di divertimento per famiglie e bambini.

Ai mercatini di entrambe le località è, inoltre, possibile trovare il meglio dell’artigianato locale e dei prodotti tipici trentini.

 

 

Riva del Garda Natale 2019

Natale a Riva del Garda (Trento)

 

 

Mercatini di Natale di Riva del Garda con “La Casa di Babbo Natale” e il Villaggio “Di Gusto in Gusto” 


Al Mercatini di Natale di Riva del Garda 
tappa imperdibile è il Villaggio “Di Gusto in Gusto” per scoprire, degustare e acquistare le migliori eccellenze del territorio.

I bambini potranno invece divertirsi nella Casa di Babbo Natale, che si trova nella Rocca, antico castello circondato delle acque del Garda.

Numerose sono le stanze dedicate al Natale, dove i bambini potranno curiosare e travestirsi, visitare la camera con il magico letto di Babbo Natale, giocare nell’Officina degli Elfi e provare i laboratori tematici.

Nella Cucina di Natalina, invece, merenda per tutti i bimbi! La Stalla delle Renne e altri angoli magici nel centro di Riva del Garda completano le proposte di questo particolare mercatino natalizio.

Per tutti, la sera di Capodanno si festeggia al Palameeting con i DJ set, i fuochi d’artificio a mezzanotte e musica fino alle ore 2.00 del mattino.

Il giorno dell’Epifania, il 6 gennaio, si attende l’arrivo della Befana Subacquea, che uscirà dalle acque del Garda con doni e dolci per i bimbi.

 

> Scopri tutte le informazioni sulla casa di Babbo Natale

> Scopri le iniziative al Villaggio DiGusto in Gusto

 

Riva del Garda: cosa vedere

 

Una visita ai mercatini potrebbe essere l’occasione per visitare la cittadina di Riva del Garda, importante centro turistico del Garda Trentino.

Piazze, palazzi, dimore aristocratiche e antiche Chiese: una visita a Riva del Garda, magari in una bella giornata di sole, può essere una splendida gita domenicale.

Il cuore di Riva del Garda è Piazza Tre Novembre (qui ora sono allestiti i mercatini con le casette in legno), con i palazzi Pretorio, Municipale e la Torre Apponale.

Magnifica è la vista dalla sommità della torre, dopo aver salito i suoi 165 gradini.

 

Riva del Garda Cosa vedere

Riva del Garda, vista dalla Torre Apponale

 

Accanto a Piazza Tre Novembre si nota un antico archivolto, la Porta Bruciata, che la congiunge a un’altra piazza che merita una visita: Piazza San Rocco.

Altra importante piazza è Piazza Catena, che prende il nome dalla grossa catena che in passato veniva tesa sopra l’acqua a difesa del porto. Fino al 1929 la piazza ospitava il dazio imperiale: il segnale di confine tra il nord e il sud del lago.

A Riva del Garda numerose sono le chiese e le dimore aristocratiche.

Tra le più importanti la Chiesa di San Giuseppe o della Disciplina che, sconsacrata nel 1914 fu trasformata in galleria di collegamento tra città vecchia e città nuova.

Meritano una visita anche la Chiesa di Santa Maria dell’Assunta, di epoca barocca, la Chiesa dell’Inviolata e la Chiesa di San Tomaso, “tesori nascosti” dell’Altogarda.

Numerose sono anche le dimore aristocratiche che da Piazza Garibaldi conducono a Piazza Tre Novembre.

Lungo il corso si affacciano Palazzo Lutti Salvadori, Meneghin e Martini.

La Rocca del 1124, prima dimora di vescovi e poi caserma austroungarica, è oggi la sede del Museo Civico dell’Alto Garda (MAG).

Oggi ospita le sezioni permanenti dedicate alla Storia, all’Archeologia a alla Pinacoteca.

 

Il mercatino di Natale di Arco di Trento

 

Un altro mercatino di Natale molto caratteristico è quello allestito nella piazza principale di Arco (Trento).

Nel centro storico, le quaranta casette di legno espongono souvenir e idee regalo di lavorazione artigianale, come guanti e cappelli in lana, decorazioni natalizie per la casa e per l’albero e calde pantofole in stile tirolese.

Ma anche prodotti tipici trentini, caldarroste, salumi e formaggi, strauben e vin brûlé.

 

Mercatino Natale Arco

Mercatino di Natale di Arco (Trento)

 

Suggestivo il racconto luminoso di Arco, del suo Castello e dei protagonisti proiettati in video-mapping sulla facciata del municipio: è lo “Spettacolo Favoloso”.

Il ricco programma prevede esposizioni di artisti locali, laboratori per bimbi, la rappresentazione di antichi mestieri e una fattoria didattica con gli animali.

 

> Vedi programma e orari

> Scopri dove parcheggiare e la mappa di Arco

 

 

Visita Arco di Trento: cosa vedere

 

Il monumento di maggiore importanza di Arco è il suo Castello, che sovrasta il paese.

Ristrutturato nel 1986, è uno dei manieri più rinomati e suggestivi dell’arco alpino.

È anche uno dei castelli più raffigurati del Trentino, fra cui l’acquerello famosissimo di Albrecht Dürer “Le Val D’Arco – Fenediger Klausen”, ora conservato al museo del Louvre a Parigi.

Il Castello è visitabile anche all’interno ed è raggiungibile con una passeggiata in leggera salita tra gli ulivi dal borgo di Arco.

Dalla rupe si può poi ammirare uno splendido panorama sulla conca del basso Sarca fino al Lago di Garda.

 

Castello di Arco Lago di Garda

Castello di Arco (Trento), Garda Trentino

 

Ma il paese di Arco merita di per sé una visita: tra le viuzze del centro chiuse al traffico, antichi e maestosi palazzi e i giardini pubblici è impossibile annoiarsi.

Il Casinò municipale, sede di congressi ed eventi, era un tempo luogo di ritrovo e svago della nobiltà mitteleuropea.

Le sue sale hanno ospitato anche l’Imperatrice Elisabetta, Sissi, nel 1889. Splendida la veranda e il grande salone delle feste, che si affacciano sulla passeggiata in un ampio viale di magnolie.

I giardini pubblici di Arco custodiscono uno straordinario patrimonio vegetale.

Progettati negli anni Settanta dell’Ottocento ospitano al centro un maestoso Cedro deodara, attorno al quale si è sviluppato un giardino all’inglese.

Nei giardini si erge il monumento al pittore Giovanni Segantini, nato ad Arco nel 1858.

Per gli appassionati, Arco ospita una mostra permanente dedicata al pittore.

Nella grande piazza del paese, Piazza della Collegiata, spicca la Fontana del Mosè, in stile barocco.

Sempre dentro le mura notiamo il Palazzo del Municipio, che fu residenza della famiglia d’Arco fino a metà Ottocento e il Palazzo Nuovo o Marcabruni-Giuliani, ricostruzione settecentesca di un edificio del 1462 noto come prima residenza dei conti d’Arco.

Ma Arco conserva anche pittoreschi angoli di origine medievale, come il Rione Stranforio.

Porta Stranforia mette in comunicazione via Fossa Grande con il rione medievale e la strada che sale al Castello.

Interessante il grande lavatoio al centro del rione e la Chiesa di San Bernardino del XVII secolo.

Fuori dalle mura di Arco sono numerose le Chiese e gli Eremi, considerati “tesori nascosti” dell’Altogarda.

Merita una visita qui la Chiesa di Santapollinare che contiene al suo interno importanti affreschi della seconda metà del Trecento, l‘Eremo di San Giacomo, piccola chiesa situata in un punto panoramico della Val di Gresta, l’Eremo di San Paolo e la Chiesa di San Martino.

 

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Articolo a cura di Sara Soliman
✉︎   redazione@veronawinelove.com

 

 

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Passeggiata in Alta Valpolicella: da Breonio (Verona) al Monte Crocetta con vista sulla Val d’Adige

Passeggiata in Alta Valpolicella: da Breonio (Verona) al Monte Crocetta con vista sulla Val d’Adige

La passeggiata che vi propongo è adatta a tutti, anche a che voglia distogliere l’attenzione dalle feste natalizie, così agitate e impegnative, e rilassarsi nella natura.

Il percorso parte da Breonio, un paese che dista 40 km da Verona, a 900 mt. di altitudine. In auto si attraversa la Valpolicella, si passa prima da San Pietro in Cariano e da Fumane per arrivare al paese di Breonio.

Vi consiglio di parcheggiare l’auto sul piazzale della chiesa parrocchiale, magari visitate la vicina chiesa romanica di San Marziale.

Salite per via dell’Alpino passando dalla parte vecchia del paese, costituito da case con i caratteristici tetti a lastroni di pietra della Lessinia o pietra Prun (nome del paese della montagna veronese con cave estrattive di pietra).

Sulla destra del paese noterete la malga “de Sora” e più avanti la fontana del Coaleto.

Proseguite per una stradina asfaltata con indicazioni per il sentiero Azzurro, il nome del percorso.

Poco più avanti si imbocca un sentiero sterrato che sale ripido verso il monte Crocetta, passando da una pineta. Man mano che si sale la vista si apre sulla Val d’Adige, con il fiume Adige che si sviluppa sinuoso.

 

Monte Crocetta in Valpolicella

Veduta dal Monte Crocetta sulla catena del Baldo e la Val d’Adige (Foto di Nicola Albi)

 

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La cima del Monte Crocetta

Il Monte Crocetta (952 mt) prende il nome della croce che vi è stata eretta nell’anno 1933. Da qui si gode una splendida veduta sulla catena del Monte Baldo e sul santuario di Madonna della Corona, situato sul versante opposto della valle.

Scendendo da un sentiero immerso in un bosco di faggi, in direzione sud, si arriva a una deviazione sulla sinistra che porta davanti a una grotta.

In tempo di guerra, la Prima Guerra Mondiale, era adibita a posto di guardia. Tornati sul sentiero si continua in direzione sud e si arriva a un bivio con un cartello scolorito. Tenete la sinistra e in pochi minuti arrivate alla sommità del monte Pastelletto (1.031 mt).

 

Monte Crocetta in Valpolicella

Monte Crocetta, con la croce risalente al 1933 (Foto di Nicola Albi)

 

Tempi di percorrenza

I tempi di percorrenza sono:

Breonio-Monte Crocetta: 40 min.
Monte Crocetta-Monte Pastelletto: 20 min.
Monte Pastelletto-Breonio: 1,30 min.

Dislivello 200 mt.
Lunghezza: km 5,5

 

La vallata di Fumane

Fumane è un comune con uno sviluppo territoriale vasto ma poco popolato. La vallata è dominata dal Corno d’Aquilio e dal Monte Pastello.

Da Fumane inizia la più lunga valle della Valpolicella che a Breonio raggiunge gli alti pascoli di Zivelongo e Cona nel comune di Sant’anna d’Alfaedo.

La zona fu popolata fin dalla preistoria dato che ci sono delle pitture rupestri in ocra rossa ritrovate nel Riparo Solinas, nota come Grotta di Fumane, che rappresentano le più antiche testimonianze pittoriche d’Europa.

La grotta fu scoperta da Giovanni Solinas e il figlio Alberto nel 1964, entrambi appassionati di paleontologia. All’interno ci sono rare testimonianze dell’Uomo di Neanderthal (vissuto tra i 90 e 35 milioni di anni fa) e di uno dei primi gruppi di Homo Sapiens Sapiens (vissuto tra i 35 e i 25 milioni dianni fa).

Il più prezioso reperto è una pietra rossa che rappresenta la sagoma stilizzata di uno sciamano ed è il più antico reperto pittorico d’Europa.

Il nome Fumane deriverebbe dall’espressione popolare “a le fumane”, per i fumi dovuti alla produzione del “carbon de legna” (carbone da legna) sul colle Fumana.

Fumane è, inoltre, un importante centro vitivinicolo.

Dicembre è il mese in cui la natura si concede un periodo di pausa e le montagne, i boschi e i sentieri si accendono di sfumature tenui.

Cogliamo l’occasione per distrarci dalla routine giornaliera e ricarichiamo così di energia il fisico e la mente.

> Leggi anche: Valpolicella cosa vedere

>Leggi anche: Cicloturismo, itinerari in Valpolicella

> Leggi anche: Week end in Lessinia, fra il ponte di Veja e le cascate di Molina

 

Articolo a cura di Nicola Albi
redazione@veronawinelove.com

 

 

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Turismo del Vino: Anteprima “Chianti Lovers”. Gita fuoriporta a Firenze domenica 10 febbraio per gli amanti del turismo del vino

Turismo del Vino: Anteprima “Chianti Lovers”. Gita fuoriporta a Firenze domenica 10 febbraio per gli amanti del turismo del vino

Enoturismo, una gita fuori porta di alto livello per chi ama il turismo del vino.

L’appuntamento è a Firenze, domenica 10 febbraio 2019, per l’appuntamento con “Chianti lovers”.

L’Anteprima del Chianti – il vino rosso che assieme all’Amarone Valpolicella rappresenta una delle maggiori eccellenze italiane – è un evento imperdibile per gli enoturisti.

Centocinquanta aziende, quattromila visitatori nell’ultima edizione, 400 giornalisti attesi e l’intero padiglione Cavaniglia della Fortezza da Basso di Firenze occupato da stand e eventi.

Numeri e spazi quasi raddoppiati dopo il grande successo dello scorso anno per l’appuntamento con “Chianti Lovers”, l’anteprima promossa dal Consorzio Vino Chianti e dal Consorzio Tutela Morellino di Scansano, aperta al pubblico per il quinto anno consecutivo.

L’appuntamento è per domenica 10 febbraio, dalle 16 alle 21, mentre dalle 9.30 fino alle 16 potranno accedere solo operatori di settore accreditati.

Protagonisti saranno dunque, sul fronte del Chianti, i vini delle aziende del Consorzio e dei Consorzi di Sottozona: Rufina, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colli Aretini, Montalbano, Colline Pisane, Montespertoli, oltre alle etichette di venticinque cantine maremmane per il Morellino di Scansano.

La novità di quest’anno sarà un appuntamento dedicato a oltre 30 buyer stranieri: per loro è stato organizzato un seminario con degustazione nel corso della mattinata.

Con questo seminario, destinato ai buyer che hanno preso parte al Buy Wine organizzato dalla Regione Toscana e Promofirenze, c’è l’intenzione di far crescere la conoscenza degli aspetti storici, produttivi e tutte le peculiarità della Denominazione Vino Chianti Docg.

 

Enoturismo - Chianti Lovers - Firenze 2019

“Chianti Lovers”. Appuntamento per gli enoturisti a Firenze domenica 10 febbraio 2019. Il Chianti e il Morellino di Scansano meritano un viaggio all’insegna della qualità e della cultura per chi ama il turismo del vino

 

Enoturismo: “Chianti Lovers” per chi ama il turismo del vino

Chianti Lovers cresce di anno in anno, è diventato un evento atteso e prestigioso e consolida la denominazione sul mercato interno e nel panorama internazionale”, afferma Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti.

“L’affluenza del pubblico e l’interesse degli addetti ai lavori è un ottimo segnale sull’apprezzamento del prodotto e sulle sue performance”, osserva il presidente del Consorzio Vino Chianti. “Un risultato conseguenza delle strategie che stiamo portando avanti da anni anche su mercati esteri dalle grandi potenzialità. Penso alla Cina dove grazie ad una programmazione a lungo termine stiamo rafforzando la presenza delle nostre aziende”.

“Siamo lieti di proseguire il percorso avviato lo scorso anno e di essere nuovamente presenti con la nostra anteprima a Chianti Lovers“, aggiunge Rossano Teglielli, presidente del Consorzio Tutela Morellino di Scansano.

Enoturismo - Chianti Lovers - Firenze 2019 - Anteprima del Chianti

Anteprima del vino Chianti. Domenica 10 febbraio 2019, a Firenze, appuntamenti per gli amanti del turismo del vino


Chianti Lovers: informazioni utili

Oltre 100 aziende e 500 tipologie di vino pronte per essere degustate dagli oltre 2 mila visitatori attesi per “Chianti Lovers”.

In ‘vetrina’ l’Annata 2017 e la Riserva 2015 nella settima edizione che ospiterà le aziende del Consorzio, dei Consorzi di sotto zona, Rufina, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colli Aretini, Montalbano, Colline Pisane, Montespertoli.

La novità di quest’anno la presenza del Consorzio di Tutela del Morellino di Scansano che ha deciso di organizzare la sua anteprima assieme al Consorzio del Chianti e che sarà presente con venti aziende che faranno degustare la loro Annata 2017 e la Riserva 2015

In programma un aperitivo con degustazione di vini abbinati al cibo e dj set

Tutti i partecipanti, grazie anche alla collaborazione con l’azienda di cristalleria FARA, avranno in omaggio il calice serigrafato #Chiantilovers in tiratura limitata.

Ingresso: 15 euro

Prevendite & accrediti su boxofficetoscana.it

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/517317321967625/

Instagram: #chiantilovers

Il Chianti, come il Morellino di Scansano, è una delle eccellenze dei vini italiani. Uno dei compagni di viaggio, nel mondo, dell’Amarone Valpolicella, il Grande Rosso di Verona.

Un’esperienza di enoturismo importante. Un altro evento imperdibile per chi ama il turismo del vino.

Una guida utile alla Firenze di “Chianti Lovers”, l’Anteprima 2019 del Chianti, è quella curata da Nelly Farinelli: IO AMO FIRENZE. Qui trovi informazioni, consigli, dritte su come vivere al meglio Firenze.

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