Turismo del vino e dell’alta cucina. A Capodanno i migliori chef hanno proposto menù da sogno. Scopri i segreti dei ristoranti stellati

Turismo del vino e dell’alta cucina. A Capodanno i migliori chef hanno proposto menù da sogno. Scopri i segreti dei ristoranti stellati

Turismo del vino e della cucina di qualità a Capodanno.

Un connubio fondamentale che si sposa con le città e le località italiane dell’arte e della cultura.

E’ stata un’Italia felice, almeno a tavola, quella del 31 dicembre 2018.

Nei menù di Capodanno, gli chef stellati, ma anche trattorie simbolo della grande tradizione gastronomica nazionale, hanno saputo attrarre turisti amanti della cucina e del vino da tutto il mondo.

Un dato che si conferma anche a Verona, con dati interessanti sulle prenotazioni nei ristoranti e nelle trattorie del centro e delle migliori località della provincia.

Anche il occasione di Capodanno, Verona ha saputo presentare ai turisti e ai visitatori il connubio fra alta cucina e visita alle città d’arte che diventa irresistibile, come testimoniato dall’alta affluenza nelle principali località turistiche di tutta Italia.

 

Turismo del vino e della cucina - Massimo Bottura

Lo chef Massimo Bottura

 

TURISMO DEL VINO E DELLA CUCINA DI ALTA QUALITA’
In giro per l’Italia la buona tavola e i vini di qualità hanno presentato proposte culinarie di indubbio interesse.

A Modena sono stati pochi i fortunati che hanno potuto assaporare un tributo ai grandi chef di sempre, tre celebrity della cucina – Paul Bocuse, Gualtiero Marchesi e Joel Robuchon – ai quali ha reso omaggio il menu firmato Massimo Bottura per la notte di San Silvestro all’Osteria Francescana, ad un costo non per tutte le tasche di mille euro.

Sul Lago d’Orta, lo chef Antonino Cannavacciuolo ha celebrato i 20 anni di alta ristorazione tenendo eccezionalmente aperta Villa Crespi, dove il menu di Capodanno ha offerto, a 300 euro, un’esplorazione marina: dallo stuzzichino dello chef passando per gli scampi di Sicilia alla “pizzaiola”, dalla tartare di mozzarella, puntarelle e cime di rapa al fegato grasso, gamberi e caco; gnocchetti di baccalà, alghe e tartufo di mare; un più popolare spaghetto aglio, olio, vongole e bottarga; suprema di piccione, fegato grasso al gruè di cacao, salsa al Banyuls; pre dessert e dessert.

In casa Alajmo, dai fratelli veneti Massimiliano e Raffaele, le cene proposte sono state dislocate in sette locali per diversi budget, con l’Abc Montecchia in sold out sia a Natale che a Capodanno. E qualche posto ancora con vista di piazza San Marco a Venezia al ristorante Quadri e Quadrino

Il ristorante pluristellato “Le Calandre” ha proposto a 375 euro un menu a sorpresa, ben sapendo i buongustai che qui si può comprare a scatola chiusa.

Ha prevalso di gran lunga la clientela internazionale nelle prenotazioni per la notte di San Silvestro a “La Terrazza” panoramica dell’hotel Eden di Roma, una stella Michelin, dove lo chef Fabio Ciervo ha preparato per la cena di gala di Capodanno, a 900 euro, un benvenuto con Champagne nonché salmone biologico e ravioli di calamari abbinati a un vino altoatesino della cantina di Terlano, seguiti da un Morbido e croccante di granchio con caffè e stracotto di manzo al tartufo nero.

Il Riesling di Ettore Germano in abbinamento a Funghi, barbabietola e tartufo nero, mentre il siciliano Antico Liquorvino Amarascato dell’azienda Duca di Salaparuta ha accompagnato il cioccolato fondente in diverse consistenze.

Altra terrazza con vista a 360 gradi sui tetti di Roma, appena ristrutturata, quella dell’Acquolina dove, sotto la regia in cucina dei fratelli Troiani che hanno proposto un carpaccio di gambero bianco, l’ambitissimo gran fritto (di baccalà, alice in carrozza, totanetti e gambero in kataifi), il risotto con burro di pinoli, plankton, mazzancolle all’aglio nero e brandy.

C’è stato anche il cotechino, ma di pesce, con lenticchie e cotenna croccante. Mentre la rana pescatrice è stata proposta in vasocottura, melograno, uvetta, alloro e topinambur.

Tra i dolci da non perdere l’inedito dessert: birra e noccioline.

Piccoli gourmet crescono con la chef Cristina Bowerman che ha ideato, a Roma da Giulietta, un gustoso menu a 110 euro per gli adulti, che ha proposto petto d’anatra affumicato, frutti di bosco e insalata di bosco. E gnocchi di zucca con brodo di castagne e funghi.

Ai bambini è stato invece riservato un menu a tutto pasta al pomodoro o in bianco, mini hamburger o bastoncini di pesce, un trionfo di patatine. E, infine, il panettone.

 

Antonino Cannavacciuolo - turismo del vino e della cucina

Lo chef Antonino Cannavacciuolo

 

TURISMO DEL VINO: VERONA, I SUOI VINI E L’ARTE
A Verona, nella città di Romeo e Giulietta, i menù a base di pesce si sono alternati – nei migliori locali cittadini – a quelli di carne.

La selezione dei migliori vini veronesi ha fatto il resto.

Quanto al dessert, un omaggio inevitabile al Pandoro, il dolce tipico di Verona. Che ciascuno, con l’aggiunta di salse dolci originali, sa proporre e valorizzare a dovere.

Passato il Capodanno, non resta che attendere il fine settimana dell’Epifania. Che tutte le feste si porta via.

Il connubio fra cucina e città d’arte, con il turismo del vino, resta a Verona tutto l’anno. Per una vacanza all’insegna dei ritmi lenti nella città dell’Amore.

 

 

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Cucina italiana, in Giappone l’export di agrolimentare a +8,6%. Sul web giapponese la pagina “Italian Food Festival”

Cucina italiana, in Giappone l’export di agrolimentare a +8,6%. Sul web giapponese la pagina “Italian Food Festival”

Nel primo semestre del 2018 il valore delle esportazioni dell’agroalimentare italiano in Giappone è aumentato dell’8,6%, in maniera analoga alla crescita già registrata nel 2017.

A dirlo sono le statistiche commerciali del ministero delle Finanze giapponese, nel

La promozione dell’enogastronomia italiana in Giappone vede in prima linea l’Ambasciata d’Italia a Tokyo. E’ infatti il principale sponsor di un progetto di cooperazione con il sito globale Rakuten Inc.

In occasione della Settimana della Cucina Italiana che si terrà in tutto il mondo dal 19 al 25 novembre 2018, sul sito di Rakuten Ichiba a fine ottobre è stata lanciata una pagina dedicata all’Italia.

La pagina del sito di Rakuten Ichiba è disponibile fino al primo marzo 2019.

Sulla pagina, intitolata “Italian Food Festival”, gli utenti di Rakuten hanno la possibilità di consultare informazioni sulle produzioni italiane Dop/Igp, sui vari tipi di vino nazionale. Ma anche sul turismo gastronomico in Italia e sulle ricette regionali tradizionali.

Grazie alla collaborazione di Rakuten, una selezione di prodotti italiani – dalla pasta alla carne, dal formaggio ai vini e ad altre produzioni qualità – già disponibili sulla piattaforma e-commerce, è in evidenza per la vendita.

“Siamo molto entusiasti della collaborazione con Rakuten“, ha detto l’Ambasciatore d’Italia, Giorgio Starace. “E’ alto l’interesse per la promozione dei prodotti italiani e delle connesse tradizioni culturali”.

Riguardo l’Accordo di Partenariato Economico (Epa) tra Unione Europea e Giappone, la cui entrata in vigore è prevista per inizio 2019, l’ambasciatore d’Italia in Giappone rimarca l’importanza di rinnovare gli sforzi per la promozione dei prodotti europei e in particolare italiani.

I prodotti italiani e della Unione Europea beneficeranno presto di tariffe ridotte o azzerate.

“Proprio nel settore agroalimentare l’accordo di partenariato economico fra UE e Giappone fornirà i vantaggi più significativi”, sottolinea l’ambasciatore d’Italia in Giappone.

‘Accordo proteggerà inoltre numerose Indicazioni geografiche europee e italiane.

Per questo è importante che i consumatori giapponesi inizino a riconoscerle e ad apprezzare la loro alta qualità.

La pagina sull’Italian Food Festival su Rakuten Ichiba è solo un punto di partenza. In futuro vi saranno ulteriori e più strutturate partnership dell’Ambasciata d’Italia in Giappone per promuovere la cucina italiana nel Paese del Sol Levante.

 

PRODUTTORI EUROPEI DI VINO: “OTTIMO L’ACCORDO FRA UE E GIAPPONE”
“Un’ottima notizia”. Così la CEEV, che rappresenta gli interessi dell’industria del vino dell’Unione Europea, commenta in una nota l’ok della Commissione commercio dell’Europarlamento alla ratifica del trattato Ue-Giappone.

I produttori di vino invitano gli europarlamentari a passare ‘senza indugi’ alla ratifica definitiva.

“L’attuazione dell’accordo a partire dall’inizio del 2019 è fondamentale”, spiega il segretario generale della CEEV, Ignacio Sánchez Recarte, “in un contesto di forte competizione mondiale, per riguadagnare quote di mercato perse”.

Tra le clausole dell’accordo Ue-Giappone c’è l’eliminazione immediata delle tariffe sul vino europeo, ora al 15%.

 

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Fonte Margherita e Pandoro Melegatti. I Foodcommunity Awards premiano l’eccellenza italiana

Fonte Margherita e Pandoro Melegatti. I Foodcommunity Awards premiano l’eccellenza italiana

L’eccellenza imprenditoriale riconosciuta per il suo impegno di qualità nel Food & Beverage italiano.

Denis Moro, titolare di Fonte Margherita, ha ricevuto il premio per il Best Practice Management.

E’ avvenuto durante i Foodcommunity Awards 2018, una selezione di eccellenze imprenditoriali del food & beverage su scala nazionale.

La motivazione riconosce il valore del rilancio dell’antica Fonte Margherita e, più di recente, dello storico brand veronese Melegatti.

Melegatti è l’azienda storica scaligera del pandoro, il dolce di Verona.

Fonte Margherita e Melegatti sono imprese con radicamento produttivo nel Veneto. Ma che sono ben conosciute per la loro qualità sia in Italia che all’estero.

Denis Moro - Fonte Margherita e Melegatti

L’imprenditore Denis Moro

“E’una grande soddisfazione”, afferma Denis Moro, “ricevere questo premio. E’ anche il riconoscimento al valore del lavoro di squadra che portiamo avanti con Nicola Sartore, imprenditore esperto cui condivido la straordinaria esperienza di Fonte Margherita“.

“Abbiamo sempre creduto che sono le persone a fare le imprese“, sottolinea Denis Moro. “In questa azienda stiamo crescendo un team giovane e qualificato. Un team che ha entusiasmo e voglia di confrontarsi con le sfide quotidiane che solo il rilancio di una antica e preziosa sorgente di acqua minerale può dare”.

“Da poco sono anche coinvolto come manager nel rilancio di Melegatti, un marchio dolciario veronese denso di tradizione e di prestigio”, racconta Denis Moro. “Dal 1894, Melegatti custodisce il brevetto per il pandoro. Assieme al presidente Giacomo Spezzapria stiamo costruendo un team di lavoro concentrato su qualità e innovazione”.

I Foodcommunity Awards, frutto di continue ricerche sul campo da parte della redazione dell’omonima rivista, ogni anno premiano le imprese, gli imprenditori e gli chef italiani.

I premiati sono quelli che si sono contraddistinti per l’originalità della visione e per l’importanza dell’attività svol

Nicola-Sartore - Fonte Margherita

L’imprenditore Nicola Sartore

ta.

L’acqua minerale Fonte Margherita, salvata grazie alla collaborazione tra Moro e Sartore, si è lanciata sul mercato da poco. Ha puntato all’alta ristorazione, con una bottiglia tutta nuova nel suo design.

L’azienda è l’unico stabilimento in Veneto, e tra i pochi in Italia, a produrre esclusivamente in vetro.

 

ACQUA MINERALE FONTE MARGHERITA
Fonte Margherita nasce ai piedi delle Piccole Dolomiti.

Il suo è il più antico impianto di imbottigliamento del Veneto. Le proprietà delle sue acque sono infatti conosciute dal 1845.

Fonte Margherita - Acqua minerale

L’impianto di produzione dell’acqua minerale Fonte Margherita nell’Alto Vicentino

L’azienda è formata da due storici stabilimenti: Fonte Margherita (1845) e Sorgente Alba (1971).

L’imbottigliamento avviene direttamente alla fonte: entrambi gli stabilimenti sono in montagna, a Torrebelvicino, nel cuore della Valle del Pasubio e delle Piccole Dolomiti.

Nel febbraio del 2017 viene acquisita da Denis Moro, giovane imprenditore dell’Alto Vicentino, raggiunto l’anno successivo da Nicola Sartore, Ceo dell’azienda metalmeccanica padovana Sariv.

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