Eventi lago di Garda: “That’s Garda”. Domenica 14 aprile a Salò la giornata dedicata all’olio, al vino e all’ospitalità gardesana

Eventi lago di Garda: “That’s Garda”. Domenica 14 aprile a Salò la giornata dedicata all’olio, al vino e all’ospitalità gardesana

Seconda edizione di That’s Garda, l’evento dedicato all’olio e al turismo in programma all’Antica Cascina San Zago a Salò (Brescia).

Domenica 14 aprile torna l’iniziativa promossa dal Consorzio Olio Garda DOP.

Vi collaborano Ais Lombardia, Olio Officina, Consorzio Lago di Garda Lombardia, Consorzio Valtènesi e Consorzio Tutela Lugana DOC.

L’iniziativa è patrocinata dalla Regione Lombardia, dalla Camera di Commercio di Brescia, dalla Strada dei Vini e dei Sapori del Garda e dalla Comunità del Garda.

La manifestazione è aperta al pubblico dalle 10 alle 18.

Al primo piano della cascina, tra i banchi d’assaggio, si possono degustare olio, vino, formaggi e altri prodotti tipici della zona.

 

olio extravergine di oliva garda dop

Olio extravergine di oliva Garda Dop. Prodotto tipico del lago di Garda

 

Protagonista della giornata è l’olio Garda DOP, con una serie di eventi dedicati a questo prodotto di alta qualità della zona del lago di Garda.

Alle 11 sono premiati i vincitori del Concorso Interregionale Premio olio Garda DOP.

L’iniziativa è indetta insieme alla Federazione Italiana Cuochi, la testata giornalistica Italia a Tavola e Pentole Agnelli.

Il concorso si rivolge agli studenti degli Istituti alberghieri. Premia il miglior piatto cucinato e condito con l’olio Garda DOP.

Al vincitore spetta un premio di 1000 euro. Il secondo e il terzo classificato ricevono invece una dotazione professionale di Pentole Agnelli.

L’Associazione Cuochi Bresciani inoltre assegnerà un premio speciale, intitolato allo chef Enzo Dellea, al piatto più innovativo.

Altro evento in programma dedicato all’olio Garda DOP è la degustazione guidata di olio a cura del Consorzio Olio Garda DOP, in programma alle ore 15.

Alle 9.45 è prevista una tavola rotonda in cui si discuterà di come raccontare il lago di Garda attraverso il territorio, l’olio, il vino e l’ospitalità.

Al dibattito, moderato dal giornalista Carlos Mc Aadden, prenderà parte anche l’Assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia Fabio Rolfi.

Nel pomeriggio prenderanno il via le degustazioni guidate a cura di AIS Brescia.

Alle 14 ci sarà la degustazione dei vini Valténesi, mentre alle 16 sarà la volta del vino Lugana e del Consorzio di Tutela Lugana Doc.

 

Vino Lugana - Consorzio di Tutela - Vinitaly - Verona Wine Love

Vini Lugana in degustazione in occasione di That’s Garda, a Salò, domenica 14 aprile 2019

 

That’s Garda: informazioni utili

Quando: 14 aprile 2019

Dove: Antica Cascina San Zago, Salò (Via dei Colli, 54)

Orari: dalle 10 alle 18

Modalità di partecipazione: ingresso libero e gratuito. Tasca con calice di vino per le degustazioni: 5 euro

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Salumi, l’azienda Bechèr di Treviso amplia lo stabilimento. Fatturato di 34 milioni di euro per la leader dei salumi veneti

Salumi, l’azienda Bechèr di Treviso amplia lo stabilimento. Fatturato di 34 milioni di euro per la leader dei salumi veneti

Bechèr Spa, azienda di punta del Gruppo Bonazza, ingrandisce i confini della sua sede produttiva. L’azienda è leader in Veneto per i salumi.

Da qualche mese è stato inaugurato l’ampliamento di uno dei due stabilimenti a Ponzano Veneto, in provincia di Treviso.

L’ampliamento riguarda le celle di stagionatura e affumicatura, aumentando la superficie produttiva di oltre 1500 metri quadri.

Questo impianto è in grado di sostenere una produzione del comparto stagionato di 1.500 quintali a settimana rispetto agli 800 precedenti.

L’ampliamento produttivo dello stabilimento Bechèr è in linea con la positività del comparto carni e salumi.

Il comparto di carni e salumi registra un aumento in produzione e consumo (fonte Assica 2018).

Leader nella produzione di salumi in Veneto, Bechér ha chiuso il bilancio 2018 con un fatturato di 34 milioni di euro. Un record per l’azienda. E con un incremento del 3% rispetto all’anno precedente.

Da parte sua l’azienda Bechér Spa si dimostra in grado di cogliere le nuove sfide di un mercato in crescita sempre più globale.

Con quest’ultimo intervento strutturale, in un’ottica di espansione, Bechèr ha visto anche l’apertura di nuovi uffici e il trasferimento di tutta la Direzione Commerciale nel nuovo fabbricato.

 

Bechèr House - spaccio salumi, ristorante, osteria

L’osteria, ristorante e spaccio dell’azienda Bechèr, leader in Veneto nel mercato dei salumi della tradizione

 

L’azienda Bechèr, leader nel settore dei salumi in Veneto

Bechèr si conferma una delle aziende top performer del Veneto e continua ad investire nel proprio territorio.

Per l’ampliamento della nuova struttura e per l’acquisto di macchinari altamente tecnologici sono stati investiti circa 2 milioni di euro, portando un incremento della forza lavoro con nuove assunzioni.

Ad oggi le aree produttive del Gruppo contano circa 28 mila metri quadri di superficie con un organico di 200 risorse tra impiegati e collaboratori esterni, che trovano lavoro nelle varie sedi.

“Un investimento importante maturato dopo diversi anni in cui l’azienda ha visto crescere i mercati esteri”, spiega Simone Bonazza, Ceo di Bechèr Spa. “Si è reso necessario in quanto il vecchio stabilimento aveva ormai raggiunto la piena saturazione della capacità produttiva”.

“Per la nostra famiglia rimane un valore importante investire nel nostro territorio”, sottolinea Bonazza. “Per questo abbiamo scelto di continuare a crescere in Veneto offrendo nuove opportunità lavorative in diversi comparti d’impiego”.

I prodotti del Gruppo Bonazza si possono gustare alla Bechèr House, spazio gourmand dal look “industrial vintage” che si presta a ristorante, enoteca, birreria e caffetteria.

In questo ambiente confortevole e ricercato è possibile assaporare prodotti autoctoni come la porchetta trevigiana, lo speck Unterberger del Cadore e la Soppressa Vicentina DOP.

Sono passati 60 anni da quando la famiglia Bonazza ha inaugurato il suo piccolo laboratorio di Ca’ Noghera (Venezia).

Oggi il gruppo ha sei stabilimenti. Esporta i salumi autoctoni della tradizione veneta e molte altre specialità in tutta Europa e in Canada.

Dalla nascita del primo stabilimento nel 1968 si sono aggiunte le acquisizioni di Bechèr Spa nel 2006 e della storica Unterberger di Perarolo di Cadore nel 2013.

Tra le ultime acquisizioni il ristorante Bechèr House con Spaccio aziendale.E nel 2017 il Salumificio Vicentino.

Alla guida del gruppo i fratelli Bonazza, Simone, Silvia, Samuele e Sara, che continuano a diffondere con passione la cultura della buona tavola e della tradizione veneta in Italia e nel mondo.

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Ricette pesce: canocchie e gamberoni come antipasto, filetti di coda di rospo di secondo piatto. I vini da abbinare? I bianchi Custoza, Lugana o Soave

Ricette pesce: canocchie e gamberoni come antipasto, filetti di coda di rospo di secondo piatto. I vini da abbinare? I bianchi Custoza, Lugana o Soave

Un’idea dalla categoria “ricette pesce”? Dal ricettario di cucina semplice e contadina traggo oggi un menù a base di pesce che non è proprio per poverelli. Lo so.

Penso, però, che come si faceva una volta con il vestito della festa, sia giusto concedersi qualche “lusso” nel fine settimana.

Specie quando il tempo fa il capriccioso.

Come antipasto consiglio “canòce” (canocchie in italiano) e gamberoni cotti a vapore

Il vapore ci consente di fargli conservare tutto il sapore.

Nella pentola a vapore metto qualche goccia di limone così che canocchie e gamberoni si profumino durante la cottura.

Mi piace servirli con zucchine fresche tagliate a bastoncino e scottate qualche minuto in acqua, con salsa di soia e qualche foglia di alloro.

Dopo un paio di minuti dal bollore le scolo e le passo veloce sotto l’acqua fredda così che mantengano la croccantezza e il colore verde. Condisco le zucchine con dell’olio extravergine di oliva e una macinata di pepe misto.

 

Filetti di coda di rospo con arancio e timo -Laura Baccaro- Ricette di Pesce

Ricette di pesce. Filetti di coda di rospo con arancio e timo

 

Ricette di pesce: coda di rospo all’arancio e timo

Come secondo piatto, dopo le canocchie e i gamberoni, eccoti la coda di rospo all’arancio e timo.

Come la si cucina? Si prende una coda di rospo freschissima dal proprio pescatore di fiducia e ci si fa preparare un paio di filetti.
Se invece sappiamo cavarcela in cucina, i filetti – con il giusto coltello – possiamo prepararceli noi.

Preparati i filetti, da una parte comincio con lo spremere un paio di arance. Le filtro così che il succo resti limpido.

Metto da parte anche un mezzo bicchiere di vino bianco secco. Un Custoza direi che è l’ideale.

Prendo una padella antiaderente con il fondo bello spesso. La ungo con un filo d’olio e due fettine di burro freschissimo.

Passo veloce le code di rospo nella farina tipo 0. Oppure nella farina di riso se ho ospiti con problemi di celiachia; o che sono intolleranti al frumento.

Quando l’olio soffrigge, metto i filetti di coda di rospo nella pentola. Li faccio cuocere in modo che si formi la crosticina da entrambe le parti dei filetti.

Verso sui filetti di coda di rospo il succo d’arancio. Lo faccio raccogliere e sfumo con il vino bianco Custoza.

Aggiungo qualche fetta di arancia anche per decorazione.

Porti quindi i filetti di coda di rospo sino alla fine della cottura, muovendoli piano in modo che la crosticina si mantenga.

Quando è i filetti di coda di rospo sono cotti, li tolgo dalla pentola e li metto in un piatto da portata.

Guarnisco il tutto con timo fresco e pepe bianco.

A parte ho già pronta una bella insalatina fresca di stagione con alcuni carciofi. E’ l’accompagnamento ideale di questo piatto.

Non servo dolci per questo tipo di pranzo.

Soprattutto se si mangia pesce, se proprio voglio finire con un dessert preferisco preparare un  sorbetto con del Prosecco o uno spumante di qualità.

Che vino abbino ai filetti di coda di rospo? Ho solo l’imbarazzo della scelta.

Con una ricetta di pesce di questo tipo può andare un vino Custoza fresco. Un Lugana non troppo fruttato. Oppure un vino Soave

Laura Baccaro
Psicologa e Criminologa / Food blogger della cucina contadina
www.laurabaccaro.it
@laura_baccaro

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Turismo del vino e dell’alta cucina. A Capodanno i migliori chef hanno proposto menù da sogno. Scopri i segreti dei ristoranti stellati

Turismo del vino e dell’alta cucina. A Capodanno i migliori chef hanno proposto menù da sogno. Scopri i segreti dei ristoranti stellati

Turismo del vino e della cucina di qualità a Capodanno.

Un connubio fondamentale che si sposa con le città e le località italiane dell’arte e della cultura.

E’ stata un’Italia felice, almeno a tavola, quella del 31 dicembre 2018.

Nei menù di Capodanno, gli chef stellati, ma anche trattorie simbolo della grande tradizione gastronomica nazionale, hanno saputo attrarre turisti amanti della cucina e del vino da tutto il mondo.

Un dato che si conferma anche a Verona, con dati interessanti sulle prenotazioni nei ristoranti e nelle trattorie del centro e delle migliori località della provincia.

Anche il occasione di Capodanno, Verona ha saputo presentare ai turisti e ai visitatori il connubio fra alta cucina e visita alle città d’arte che diventa irresistibile, come testimoniato dall’alta affluenza nelle principali località turistiche di tutta Italia.

 

Turismo del vino e della cucina - Massimo Bottura

Lo chef Massimo Bottura

 

TURISMO DEL VINO E DELLA CUCINA DI ALTA QUALITA’
In giro per l’Italia la buona tavola e i vini di qualità hanno presentato proposte culinarie di indubbio interesse.

A Modena sono stati pochi i fortunati che hanno potuto assaporare un tributo ai grandi chef di sempre, tre celebrity della cucina – Paul Bocuse, Gualtiero Marchesi e Joel Robuchon – ai quali ha reso omaggio il menu firmato Massimo Bottura per la notte di San Silvestro all’Osteria Francescana, ad un costo non per tutte le tasche di mille euro.

Sul Lago d’Orta, lo chef Antonino Cannavacciuolo ha celebrato i 20 anni di alta ristorazione tenendo eccezionalmente aperta Villa Crespi, dove il menu di Capodanno ha offerto, a 300 euro, un’esplorazione marina: dallo stuzzichino dello chef passando per gli scampi di Sicilia alla “pizzaiola”, dalla tartare di mozzarella, puntarelle e cime di rapa al fegato grasso, gamberi e caco; gnocchetti di baccalà, alghe e tartufo di mare; un più popolare spaghetto aglio, olio, vongole e bottarga; suprema di piccione, fegato grasso al gruè di cacao, salsa al Banyuls; pre dessert e dessert.

In casa Alajmo, dai fratelli veneti Massimiliano e Raffaele, le cene proposte sono state dislocate in sette locali per diversi budget, con l’Abc Montecchia in sold out sia a Natale che a Capodanno. E qualche posto ancora con vista di piazza San Marco a Venezia al ristorante Quadri e Quadrino

Il ristorante pluristellato “Le Calandre” ha proposto a 375 euro un menu a sorpresa, ben sapendo i buongustai che qui si può comprare a scatola chiusa.

Ha prevalso di gran lunga la clientela internazionale nelle prenotazioni per la notte di San Silvestro a “La Terrazza” panoramica dell’hotel Eden di Roma, una stella Michelin, dove lo chef Fabio Ciervo ha preparato per la cena di gala di Capodanno, a 900 euro, un benvenuto con Champagne nonché salmone biologico e ravioli di calamari abbinati a un vino altoatesino della cantina di Terlano, seguiti da un Morbido e croccante di granchio con caffè e stracotto di manzo al tartufo nero.

Il Riesling di Ettore Germano in abbinamento a Funghi, barbabietola e tartufo nero, mentre il siciliano Antico Liquorvino Amarascato dell’azienda Duca di Salaparuta ha accompagnato il cioccolato fondente in diverse consistenze.

Altra terrazza con vista a 360 gradi sui tetti di Roma, appena ristrutturata, quella dell’Acquolina dove, sotto la regia in cucina dei fratelli Troiani che hanno proposto un carpaccio di gambero bianco, l’ambitissimo gran fritto (di baccalà, alice in carrozza, totanetti e gambero in kataifi), il risotto con burro di pinoli, plankton, mazzancolle all’aglio nero e brandy.

C’è stato anche il cotechino, ma di pesce, con lenticchie e cotenna croccante. Mentre la rana pescatrice è stata proposta in vasocottura, melograno, uvetta, alloro e topinambur.

Tra i dolci da non perdere l’inedito dessert: birra e noccioline.

Piccoli gourmet crescono con la chef Cristina Bowerman che ha ideato, a Roma da Giulietta, un gustoso menu a 110 euro per gli adulti, che ha proposto petto d’anatra affumicato, frutti di bosco e insalata di bosco. E gnocchi di zucca con brodo di castagne e funghi.

Ai bambini è stato invece riservato un menu a tutto pasta al pomodoro o in bianco, mini hamburger o bastoncini di pesce, un trionfo di patatine. E, infine, il panettone.

 

Antonino Cannavacciuolo - turismo del vino e della cucina

Lo chef Antonino Cannavacciuolo

 

TURISMO DEL VINO: VERONA, I SUOI VINI E L’ARTE
A Verona, nella città di Romeo e Giulietta, i menù a base di pesce si sono alternati – nei migliori locali cittadini – a quelli di carne.

La selezione dei migliori vini veronesi ha fatto il resto.

Quanto al dessert, un omaggio inevitabile al Pandoro, il dolce tipico di Verona. Che ciascuno, con l’aggiunta di salse dolci originali, sa proporre e valorizzare a dovere.

Passato il Capodanno, non resta che attendere il fine settimana dell’Epifania. Che tutte le feste si porta via.

Il connubio fra cucina e città d’arte, con il turismo del vino, resta a Verona tutto l’anno. Per una vacanza all’insegna dei ritmi lenti nella città dell’Amore.

 

 

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Cucina italiana, in Giappone l’export di agrolimentare a +8,6%. Sul web giapponese la pagina “Italian Food Festival”

Cucina italiana, in Giappone l’export di agrolimentare a +8,6%. Sul web giapponese la pagina “Italian Food Festival”

Nel primo semestre del 2018 il valore delle esportazioni dell’agroalimentare italiano in Giappone è aumentato dell’8,6%, in maniera analoga alla crescita già registrata nel 2017.

A dirlo sono le statistiche commerciali del ministero delle Finanze giapponese, nel

La promozione dell’enogastronomia italiana in Giappone vede in prima linea l’Ambasciata d’Italia a Tokyo. E’ infatti il principale sponsor di un progetto di cooperazione con il sito globale Rakuten Inc.

In occasione della Settimana della Cucina Italiana che si terrà in tutto il mondo dal 19 al 25 novembre 2018, sul sito di Rakuten Ichiba a fine ottobre è stata lanciata una pagina dedicata all’Italia.

La pagina del sito di Rakuten Ichiba è disponibile fino al primo marzo 2019.

Sulla pagina, intitolata “Italian Food Festival”, gli utenti di Rakuten hanno la possibilità di consultare informazioni sulle produzioni italiane Dop/Igp, sui vari tipi di vino nazionale. Ma anche sul turismo gastronomico in Italia e sulle ricette regionali tradizionali.

Grazie alla collaborazione di Rakuten, una selezione di prodotti italiani – dalla pasta alla carne, dal formaggio ai vini e ad altre produzioni qualità – già disponibili sulla piattaforma e-commerce, è in evidenza per la vendita.

“Siamo molto entusiasti della collaborazione con Rakuten“, ha detto l’Ambasciatore d’Italia, Giorgio Starace. “E’ alto l’interesse per la promozione dei prodotti italiani e delle connesse tradizioni culturali”.

Riguardo l’Accordo di Partenariato Economico (Epa) tra Unione Europea e Giappone, la cui entrata in vigore è prevista per inizio 2019, l’ambasciatore d’Italia in Giappone rimarca l’importanza di rinnovare gli sforzi per la promozione dei prodotti europei e in particolare italiani.

I prodotti italiani e della Unione Europea beneficeranno presto di tariffe ridotte o azzerate.

“Proprio nel settore agroalimentare l’accordo di partenariato economico fra UE e Giappone fornirà i vantaggi più significativi”, sottolinea l’ambasciatore d’Italia in Giappone.

‘Accordo proteggerà inoltre numerose Indicazioni geografiche europee e italiane.

Per questo è importante che i consumatori giapponesi inizino a riconoscerle e ad apprezzare la loro alta qualità.

La pagina sull’Italian Food Festival su Rakuten Ichiba è solo un punto di partenza. In futuro vi saranno ulteriori e più strutturate partnership dell’Ambasciata d’Italia in Giappone per promuovere la cucina italiana nel Paese del Sol Levante.

 

PRODUTTORI EUROPEI DI VINO: “OTTIMO L’ACCORDO FRA UE E GIAPPONE”
“Un’ottima notizia”. Così la CEEV, che rappresenta gli interessi dell’industria del vino dell’Unione Europea, commenta in una nota l’ok della Commissione commercio dell’Europarlamento alla ratifica del trattato Ue-Giappone.

I produttori di vino invitano gli europarlamentari a passare ‘senza indugi’ alla ratifica definitiva.

“L’attuazione dell’accordo a partire dall’inizio del 2019 è fondamentale”, spiega il segretario generale della CEEV, Ignacio Sánchez Recarte, “in un contesto di forte competizione mondiale, per riguadagnare quote di mercato perse”.

Tra le clausole dell’accordo Ue-Giappone c’è l’eliminazione immediata delle tariffe sul vino europeo, ora al 15%.

 

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Fonte Margherita e Pandoro Melegatti. I Foodcommunity Awards premiano l’eccellenza italiana

Fonte Margherita e Pandoro Melegatti. I Foodcommunity Awards premiano l’eccellenza italiana

L’eccellenza imprenditoriale riconosciuta per il suo impegno di qualità nel Food & Beverage italiano.

Denis Moro, titolare di Fonte Margherita, ha ricevuto il premio per il Best Practice Management.

E’ avvenuto durante i Foodcommunity Awards 2018, una selezione di eccellenze imprenditoriali del food & beverage su scala nazionale.

La motivazione riconosce il valore del rilancio dell’antica Fonte Margherita e, più di recente, dello storico brand veronese Melegatti.

Melegatti è l’azienda storica scaligera del pandoro, il dolce di Verona.

Fonte Margherita e Melegatti sono imprese con radicamento produttivo nel Veneto. Ma che sono ben conosciute per la loro qualità sia in Italia che all’estero.

Denis Moro - Fonte Margherita e Melegatti

L’imprenditore Denis Moro

“E’una grande soddisfazione”, afferma Denis Moro, “ricevere questo premio. E’ anche il riconoscimento al valore del lavoro di squadra che portiamo avanti con Nicola Sartore, imprenditore esperto cui condivido la straordinaria esperienza di Fonte Margherita“.

“Abbiamo sempre creduto che sono le persone a fare le imprese“, sottolinea Denis Moro. “In questa azienda stiamo crescendo un team giovane e qualificato. Un team che ha entusiasmo e voglia di confrontarsi con le sfide quotidiane che solo il rilancio di una antica e preziosa sorgente di acqua minerale può dare”.

“Da poco sono anche coinvolto come manager nel rilancio di Melegatti, un marchio dolciario veronese denso di tradizione e di prestigio”, racconta Denis Moro. “Dal 1894, Melegatti custodisce il brevetto per il pandoro. Assieme al presidente Giacomo Spezzapria stiamo costruendo un team di lavoro concentrato su qualità e innovazione”.

I Foodcommunity Awards, frutto di continue ricerche sul campo da parte della redazione dell’omonima rivista, ogni anno premiano le imprese, gli imprenditori e gli chef italiani.

I premiati sono quelli che si sono contraddistinti per l’originalità della visione e per l’importanza dell’attività svol

Nicola-Sartore - Fonte Margherita

L’imprenditore Nicola Sartore

ta.

L’acqua minerale Fonte Margherita, salvata grazie alla collaborazione tra Moro e Sartore, si è lanciata sul mercato da poco. Ha puntato all’alta ristorazione, con una bottiglia tutta nuova nel suo design.

L’azienda è l’unico stabilimento in Veneto, e tra i pochi in Italia, a produrre esclusivamente in vetro.

 

ACQUA MINERALE FONTE MARGHERITA
Fonte Margherita nasce ai piedi delle Piccole Dolomiti.

Il suo è il più antico impianto di imbottigliamento del Veneto. Le proprietà delle sue acque sono infatti conosciute dal 1845.

Fonte Margherita - Acqua minerale

L’impianto di produzione dell’acqua minerale Fonte Margherita nell’Alto Vicentino

L’azienda è formata da due storici stabilimenti: Fonte Margherita (1845) e Sorgente Alba (1971).

L’imbottigliamento avviene direttamente alla fonte: entrambi gli stabilimenti sono in montagna, a Torrebelvicino, nel cuore della Valle del Pasubio e delle Piccole Dolomiti.

Nel febbraio del 2017 viene acquisita da Denis Moro, giovane imprenditore dell’Alto Vicentino, raggiunto l’anno successivo da Nicola Sartore, Ceo dell’azienda metalmeccanica padovana Sariv.

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