Estate 2020: per far ripartire il turismo è necessario fare rete sul territorio

Estate 2020: per far ripartire il turismo è necessario fare rete sul territorio

L’estate è giunta senza farsi troppo attendere e anche le calde giornate sono qui a farci compagnia. Sembra però che questo che stiamo vivendo sia un periodo piuttosto insolito.

I danni sono parecchi, di ogni natura. Ma questa estate si può ancora recuperare?

Una domanda che ci facciamo tutti, sia in termini economici che psicologici. Vorrei avere una risposta da dare.

Di sicuro posso scrivere di quello che ho osservato, sulle possibilità che ci sono per salvare l’estate 2020.

Non mi riferisco ad aiuti economici, prestiti a fondo perduto, perché non mi occupo di finanza.

Non ho nemmeno da proporti ottimi investimenti a tasso zero, non è il mio settore. Io faccio turismo.

Quando mi capita di vivere un’esperienza, in generale mi piace riflettere su ciò che è successo e su ciò che mi ha lasciato.

E soprattutto tentare di capire come posso impiegare e sfruttare a mio favore quanto è accaduto. In percentuale quanto posso beneficiare di una situazione?

Se riesco a tirare furi almeno 3 tre risposte positive, significa che qualcosa di buono può giungere.

Siamo tutti d’accordo che questo Covid-19 di buono ha lasciato ben poco, anzi è arrivato piuttosto come uno Tsunami spazzando via quanto di più poteva.

Però vorrei lanciare una riflessione sul da farsi e chiederti se anche nel tuo piccolo hai trovato lo stesso riscontro che ho trovato io.

Questo periodo, di pseudo libertà e tanto tempo libero forzato non richiesto, lo stiamo ben o male tutti impiegando in preparativi per il 2021.

E’ un pò come se tutti ce la fossimo un pò messa da parte, questa estate 2020. Della serie pazienza, ok questo anno il treno è partito lasciandoci a piedi, ma io non demordo e mi preparo per il prossimo.

Io le valigie le ho sempre pronte, non le ho messe nell’armadio. Sono sempre sulla griglia di partenza con i motori accesi, un pò come accade al nostro Bel Paese che un pò acciaccato tenta di ripartire.

In qualche articolo fa si parlava di Enoturismo e di quanto l’Italia sia preparata all’accoglienza, non so se lo hai già letto: L’enoturismo è pronto per la ripartenza: gli spazi aperti sono la soluzione per accogliere i turisti del vino e della buona tavola.

Enoturismo

Condividere idee e progetti sull’enoturismo significa unire le forze per superare le difficoltà attuali

 

Ti consiglio di farlo perchè altrimenti questo articolo ti farebbe perdere il filo di come puoi girare il timone a tuo favore.

Come possiamo muoverci per aiutare il nostro business a ripartire?

Sento spesso dire:

“Non esiste un vento a favore per il marinaio che non sa dove andare”.

Questa frase di Lucio Anneo Seneca, mai azzeccata come ora, mi riporta un pò all’intento di questo articolo: a illustrarti cioè come si può direzionare questo vento contro a nostro favore.

Qualcuno ti ha mai chiesto di collaborare?

Noto in questi giorni, ed è un’onda che arriva sempre più forte un pò da tutte le parti, una continua ricerca e richiesta di collaborazione, di fare squadra. E’ capitato anche a te?

Io stessa mi sono accorta di cercarne più di quanto mi capitasse prima in passato, come se attualmente ne sentissi maggiormente il bisogno. Non tanto perchè metto in dubbio le mie capacità. Piuttosto mi rendo conto che se “nuotassi in gruppo” potrei essere più forte anche contro corrente.

Il termine “fare rete”, è un concetto che esisteva anche prima del Covid-19, funzionava forse sì, magari non troppo bene, ma oggi più che mai sembra essere diventato una forza onnipotente che può regalarci ottimi risultati.

Non funziona perchè lo dico io, ma è l’attuale presente che ci porta a doverlo sperimentare, a richiederlo, a sentire il bisogno di fare networking, di aiutarci, di darci una mano.

Mai come in questo periodo arrivano ancore di salvezza alle quali aggrapparsi. E io che faccio parte dei pesci piccoli non voglio disdegnare questi aiuti.

Il presente non è roseo ma noi italiani siamo abituati a rimboccarci le maniche. Insieme sicuramente abbiamo una marcia in più.

Perché fare rete è una buona strategia?

Ti dico le mie tre motivazioni.

1.Fare rete può aprire nuove porte, nuovi orizzonti.

2.Chi fa da se far per tre, ma come diceva il grande campione di Basket Michael Jordan:

“Con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra e l’intelligenza che si vincono i campionati.”

3.Se ci aiutiamo, facciamo crescere il mio e anche il tuo di business.

Ecco perchè anche per la creazione di un mercato che sia il più unitario possibile è bene tenere in considerazione la strategia di costruire collaborazioni tra imprese o tra professionisti.

Tanti settori si prestano, ma quello però al quale io faccio sempre un pò riferimento è sicuramente il mio e quello di questo Blog: l’Enoturismo con le sue imprese legate al territorio.

Riuscire ad instaurare relazioni con gli stakeholder del luogo, network tra locali, attraverso lo sviluppo di sinergie durature può far beneficiare gli attori di introiti interessanti.

Come fare rete tra cantine?

L’idea di base è puntare in chiave sistemica e sostenibile alle risorse circostanti.

E’ fondamentale che si realizzi varietà e trasversalità, in modo da risaltare le potenzialità locali e rafforzarne la differenziazione.

Ad esempio una cantina che si occupa di degustazioni, se nella sua offerta è prevista la consumazione di stuzzichini, invece che andare a rifornirsi all’ingrosso, dovrebbe prediligere quel formaggio tipico locale.

Fare rete sul territorio

Puntare sulla scelta di prodotti locali significa creare un ciclo che sostitene il mercato di prossimità

 

Se il cliente chiedesse consiglio su dove pranzare, sarebbe da direzionare verso osterie e ristoranti locali, con i quali è possibile stringere affari e, perché no, vendere anche il proprio prodotto.

Attraverso politiche commerciali ad hoc si devono preferire realtà territoriali cosicché da dare più valore al patrimonio locale.

Cosa fare per invogliare il turista a rimanere sul territorio?

Fare una check list di che cosa il territorio offra. Come botteghe antiche, aziende che svolgano un certo tipo di esperienze, tutto quello che può far pensare al turista: “Interessante, quasi quasi mi fermo ancora un pò e vado a dare un’occhiata”.

Rete sul territorio

Il digitale si è rivelato indispensabile per generare contatti nel territorio

 

Conoscere i riferimenti geografici, le infrastrutture, i servizi.

Informarsi di orari di musei locali e luoghi storici

Il turista va consigliato verso imprese della zona per farlo restare più tempo.

I vantaggi di aggregarsi

In generale le aggregazioni generano numerosi vantaggi: economici, di visibilità, possibilità di ingresso ad ulteriori mercati o tra settori diversi.

Le relazioni tra imprese locali implementano non solo una crescita interna ma anche quella esterna, generando una sorta di benessere generale collettivo.

E aggiungo, la creazione di supporto per le diverse fonti, riduzione di rischi d’impresa, incremento di conoscenza, rafforzo di reputazione.

In un paese come l’Italia con un patrimonio culturale unico, le sinergie sono da sfruttare, con il fine di favorire una più equa distribuzione dei flussi turistici.

L’aggregazione è la chiave giusta per creare una possibile destinazione turistica.

Si sente spesso parlare di questa parola, che non è altro che un termine utilizzato a valutare il territorio nella sua complessità in modo che tutti gli elementi circostanti si contestualizzino.

Affinché si vadano a sviluppare attrazioni e infrastrutture adeguate da rendere fruibile una località, non deve mancare la cooperazione tra i vettori turistici e locali.

La sfida è di interagire senza sprecare risorse preziose, ed è essenziale che ci siano servizi informativi adeguati, per porre l’ospite nelle condizioni migliori.

Fare rete sul territorio

Fare rete nel territorio serve anche per costruire una brand identity della destinazione turistica

 

Ricordati che l’intento deve essere quello di creare valore aggiunto, per rendere unico il territorio, dall’accoglienza alla partenza del viaggiatore.

Interessante è la costruzione di brand identity del territorio, ossia la creazione un segno distintivo associato al territorio.

La destinazione deve trasmettere un’immagine positiva ai clienti, e solo le imprese locali possono generarla.

L’estate 2020 senza feste popolari

Normalmente in una situazione di normalità non è corretto eliminare momenti di aggregazione come sagre di paese ed eventi legati al territorio, le aziende non dovrebbero smettere di parteciparvi.

In quanto risulta essere ormai chiaro che il visitatore di oggi è sempre più interessato a tutti quegli elementi distintivi di una cultura che vive tra le strade.

Infatti, oggi più di prima sono le piccole storie di quotidianità a destare interesse agli occhi del viaggiatore.

Il turista predilige sempre più spesso esperienze da vivere più di monumenti da visitare.

Ecco perché le imprese enogastronomiche devono assolutamente essere parte integrante del prodotto turistico territoriale.

Riassumendo, una rete di imprese è sempre una scelta vincente, si tratta sempre di capire quale è il partner giusto.

Ovviamente è anche una scelta che ti fa mettere in gioco e non in panchina. E’ necessario che alla base ci sia una mentalità aperta disposta anche a rischiare.

Se ti è piaciuto il mio articolo non esitare a condividerlo e se vuoi dei consigli, contattaci.

Vuoi “fare rete”? lasciami un commento, facci sapere il tuo punto di vista. Vorrei sentire cosa ne pensi.

Vorrei lasciarti con un’ultima frase, di Harry Ford:

“Quando tutto sembra andare male, ricorda che gli aerei decollano contro vento, non con il vento a favore”.

 

Articolo a cura di Nicole Rossignoli
Team veronawinelove.com
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Nicole Rossignoli è un’accompagnatrice turistica free-lance: si occupa di food&wine tour
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Enoturismo in Italia, come organizzare un perfetto weekend all’insegna del buon vino. I consigli di Verona Wine Love

Enoturismo in Italia, come organizzare un perfetto weekend all’insegna del buon vino. I consigli di Verona Wine Love

Se anche tu sei un amante del buon vino potresti pensare di organizzare un weekend enoturistico, alla scoperta dei territori del tuo vino preferito.

D’altro canto l’Italia non manca di vini eccellenti, buon cibo, arte e paesaggi da favola.

Ma organizzare un weekend all’insegna dell’enoturismo può diventare anche un momento dove la ricerca di un luogo o una città che desideri vedere si abbina alla scoperta di nuovi sapori e gusti.

Ecco per te alcuni consigli utili per meglio orientarti nella fase di scelta della meta, delle cantine, di dove soggiornare, di cosa bere e mangiare.

 

 

Enoturismo in Italia

 

Vuoi organizzare una vacanza enoturistica?

 

1. Come scegliere la meta del tuo weekend all’insegna dell’enoturismo

I criteri sono tre: potresti “andare dove ti porta il tuo vino preferito”, ossia visitare la terra dove viene prodotto.

Ad esempio, hai assaggiato l’Amarone e te nei sei innamorato? Vieni in Valpolicella, le colline a nord di Verona!

Se hai assaggiato un vino Rosa e vorresti saperne di più scoprendo le tipicità che caratterizzano i vini rosa del Garda veronese rispetto a quelli del Garda bresciano ti consiglio invece qualche giorno sul Lago di Garda.

Bardolino, Garda, Torri del Benaco sono paesi della sponda veronese del lago molto belli da visitare e nelle loro colline si coltivano da secoli l’olivo e l’uva.

Ma anche nella sponda bresciana, da Limone fino a Sirmione, con Salò, Padenghe sul Garda e Manerba si produce vino rosa: è la cosiddetta zona collinare della Valtènesi.

E se sei un amante delle due ruote qui ci sono molti percorsi di cicloturismo, curati dalle Strade del Vino e dei Sapori del Garda.

Anche il Colli Berici (provincia di Vicenza) sono bellissimi da girare in bicicletta. Ed è questo un modo alternativo ed ecologico di visitare le tante cantine sparse nel territorio.

Se invece hai già scelto la città che vuoi visitare (o ti ci trovi per un qualche altro motivo), potresti andare alla scoperta dei vini del suo territorio. In ogni caso ti consiglio di degustarlo con i prodotti locali, magari in un ristoranti tipico.

 

Valpolicella enoturismo

La Valpolicella (Verona) è un territorio che attira un gran numero di visitatori amanti del buon vino. Foto di Mauro Magagna

 

Una terza alternativa è organizzare il tuo week end durante una delle tante feste locali del vino e delle gastronomia: potrai così approfittare dei tanti eventi di degustazione wine&food a prezzi più contenuti.


2. Viaggio in autonomia o scelgo un pacchetto?

Se ami essere indipendente per quanto riguarda orari o cambi di programma non vi sono dubbi: viaggia in autonomia.

Puoi contattare il Movimento Turismo del Vino e farti consigliare itinerari, percorsi e anche cantine da visitare. Considera che lo scopo del Movimento Turismo del Vino è proprio quello promuovere proprio la cultura del vino, attraverso le visite ai luoghi di produzione. E ci sono sezioni in ogni regione italiana.

Se invece non vuoi pensieri la via più semplice è quella di affidarsi alle agenzie che organizzano winetour.

Puoi trovare winetour giornalieri o vere e proprie proposte di vacanze che comprendono anche il soggiorno in agriturismo o in hotel della zona.

In tal caso tanto la visita in cantina quanto l’itinerario sul territorio è già organizzato e a te non rimane che rilassarti e goderti la vacanza.

Se invece hai scelto l’autonomia e vieni ad esempio a Verona, vedrai che sono numerose le valli in cui l’associazione delle Strade del Vino ha predisposto percorsi segnalati con appositi cartelli lungo le strade dove si trovano vigneti e cantine.

Solitamente si trovano anche indicazioni su cosa visitare, ossia luoghi di interesse storico e artistico, per rendere così la vacanza più esperenziale, anche dal punto di vista della cultura e delle tradizioni del luogo.

A Verona la più nota è La Strada del Vino Soave, ma ogni valle ha creato il suo percorso legato al vino e alle tipicità locali.

Spesso sono percorsi che puoi fare anche in bicicletta, se sei un amante delle due ruote.

 

soave enoturismo

Castello di Soave immerso nei vigneti. Foto di Nicola Albi

Visita la sezione dedicata all’Enoturismo sul portale VeronaWineLove: troverai consigli utili e la Strade del Vino per ogni vino veronese.
Dal Valpolicella al Lugana, dal Bardolino al Soave, al Durello della Lessinia e ai vini del Lago di Garda e della Terra dei Forti.


3. Dove pernottare e dove mangiare?

Sempre se decidi di viaggiare in autonomia un’idea potrebbe essere quella di soggiornare in uno dei numerosi agriturismi locali, per immergerti in un ambiente semplice e contadino e assaggiare i vini del luogo abbinati ai piatti.

Se invece cerchi qualcosa di più raffinato sappi che esistono, ormai in ogni regione, dei wine resort da favola e spaziano da eleganti agriturismi a veri e propri resort con centro benessere.

Spesso sono il risultato di ristrutturazioni di vecchi edifici, in contesti naturali, eseguite dalle cantine stesse. Potresti scegliere di andarci a dormire e svegliarti così l’indomani con una vista sui vigneti o rilassarti a fine giornata in piscina circondato dalle vigne.

Enoturismo - Turismo del Vino - Enogastronomia

Enoturismo, visita al vigneto

Alcune di queste strutture sono dotate di ottimi ristoranti per poter cenare con i vini della cantina in abbinamento ai piatti locali.

Se invece preferisci andare alla scoperta del borgo dove soggiorni e dei suoi locali tipici non hai che l’imbarazzo della scelta: troverai sicuramente in centro osterie, ristoranti storici o winebar dove assaggiare vini locali e pietanze della tradizione.

 

4. Come funziona la visita in cantina?

Se sei un amante del vino visitare una cantina è una buona idea in ogni stagione dell’anno. Ciò che conta è contattare la cantina scelta e verificare se nel periodo in questione è aperta al pubblico e organizza tuor guidati.

In inverno troverai i vigneti secchi e immersi nella nebbia e nella brina, in primavera i vigneti saranno in fiore, in estate potrai imparare a riconoscere i grappoli e i vitigni autoctoni e magari scegliere anche di provare l’esperienza della vendemmia.

Durante la visita ai vigneti lo stesso vignaiolo ti racconterà le tecniche di produzione, ti svelerà ciò che lo contraddistingue, ti parlerà dei suoi vitigni.

Durante l’estate le cantine organizzano di frequente cene o pic-nic in vigna: puoi trovare le locandine su Instagram.

 

Degustazione vini

 
 
 

Di solito segue una degustazione dei vini prodotti: potrai trovare un piccola cantina che ti fa assaggiare l’intera produzione e altre che invece ti proporranno percorsi tematici, degustazioni verticali o anche la visita al Museo del Vino privato.

 
 
Nel veronese abbiamo due Musei del Vino: la cantina Canestrari di Illasi (Verona) e sul Lago di Garda, alla cantina F.lli Zeni 1870 di Bardolino (Verona).
 

Ambedue i musei offrono la possibilità di conoscere metodi e strumenti di lavorazione delle uve e percorsi sensoriali utili per riconoscere profumi e fragranze sprigionate durante le degustazioni.

→ Scopri: CANTINE E VINI DI VERONA

Leggi anche: L’enoturismo è pronto per la ripartenza: gli spazi aperti sono la soluzione per accogliere i turisti del vino e della buona tavola


5. Pianifica il tuo weekend con mappe e itinerari

Ultimo consiglio, non meno importante, è quello di pianificare il tuo weekend. Gli imprevisti non mancheranno, ma tu parti ben organizzato.

Scegli per tempo le cantine che vorresti visitare, procurati una mappa (anche scaricandola dal web) per localizzare la zona e vedere eventuali punti di interesse artistico da abbinare alla tua visita alla cantina.

Molti usano Instagram come fonte di ispirazione che, per quanto riguarda viaggi e vino, è sicuramente un social molto attivo e affidabile.

 

Enoturismo

 

L’enoturismo in Italia: dove andare


In Italia l’enoturismo coinvolge diversi luoghi, da nord a sud. Sono infatti molte le regioni italiane che producono vini e prodotti locali amati nel mondo: le più visitate nel 2019 sono state però Sicilia, Toscana, Veneto e Piemonte.

Sono regioni che, oltre a produrre ottimi vini, offrono paesaggi rurali, borghi incantevoli e natura incontaminata, permettendo così una vacanza che unisce il piacere del buon vino al relax e a stupendi paesaggi.

Ma l’enoturismo offre anche in Italia una sorta di immersione in un mondo rurale che in molti stati non esiste più.

La Sicilia è amata per i suoi vini rossi: il Nero D’Avola e il Nerello Mascalese.

Le mete preferite dai turisti sono l’Etna, le isole come Pantelleria e Stromboli, la zona di Marsala, ma anche la provincia di Trapani e Palermo.

La Toscana, in particolare le colline del Chianti, tra Firenze e Siena, e i territori di Montalcino e Montepulciano attraggono milioni di turisti ogni anno.

Il Veneto, in primis la zona del Prosecco (Conegliano-Valdobbiadene in provincia di Treviso), Patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO.  Ma anche la zona della Valpolicella è una meta ambita, con il suo Amarone e Valpolicella Ripasso.

Veneto, Prosecco

Treviso (Veneto), grazie al Prosecco di Valdobbiadene è una delle mete più ambite dell’enoturismo veneto e italiano

Infine il Piemonte: Langhe, Roero e Monferrato sono le mete più visitate, i cui paesaggi vitivinicoli sono Patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO.

Come vedi non hai che l’imbarazzo della scelta: le mete sono molte…e i vini ancor di più!

Potresti leggere: Il ruolo dell’Enoturismo dopo il lockdown: un turismo lento alla scoperta delle eccellenze italiane

 

Articolo a cura di Sara Soliman
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Gli stranieri guardano all’Italia. Invitiamoli al turismo esperenziale con lo Storytelling

Gli stranieri guardano all’Italia. Invitiamoli al turismo esperenziale con lo Storytelling

Il nuovo Bollettino Enit conferma quanto il Bel Paese sia una meta importante del turismo internazionale. Una tecnica di comunicazione come lo Storytelling potrebbe aiutare la ripresa.

“Una popolazione grande quanto l’Europa vorrebbe venire in Italia”. 

Questo il titolo che apre il testo dell’agenzia Nazionale del Turismo e che fa ben sperare al Bel Paese una ripresa turistica. 

Nonostante le regole ferree e i protocolli antivirus, i turisti non sembrano propensi alla rinuncia delle proprie vacanze. 

Segnali positivi giungono, anche grazie alle nuove disposizioni legate all’apertura delle frontiere regionali e alla ripresa di alcuni voli interni ed internazionali.

A quanto pare secondo i dati, il turista fuori confine non è spaventato dall’Italia. 

Uno scorcio del lago di Garda

Il porto desolato di Bardolino sul Lago di Garda, foto di Cesarino Consolini

A fine maggio sono state oltre 753,7mila le citazioni inerenti al viaggio nel Bel Paese:

  • 50 mila comparse online sul web;
  • 703,7 mila quelle provenienti dai social che sono state in grado di produrre 207,1 milioni di interazioni. 

Mentre diminuisce progressivamente lo spazio del tema Covid-19 sui principali quotidiani europei e americani, l’Italia spopola online con 618 mila reazioni di gradimento.

Il trend dell’epidemia non è più l’unico interesse tra le ricerche web inerenti al Bel Paese e 300 milioni di persone si interrogano sulla ripartenza.

L’Italia che riparte

L’Italia che riparte è sempre più un tema ricorrente e che attrae chi si sta organizzando le vacanze.

Nonostante un’estate alle porte con la convivenza del virus, molti viaggiatori non sembrano aver abbandonato l’idea di viaggiare.

Molte le sensazioni positive dal web. Per i viaggiatori l’Italia non spaventa, anzi è vista come un Paese: 

  • Covid free 
  • Iper monitorato
  • Luogo rassicurante 

Nonostante il Bel Paese sia una  tra le prime mete turistiche scelte, a livello mondiale il calo delle presenze straniere si sente e non poco.

Da inizio anno 2020 alla fine di aprile il volume d’affari per arrivi aeroportuali è diminuito del 64,5%. Lo scenario attuale non è del tutto roseo, ma ci sono anche buone premesse all’orizzonte.

Nel monitoraggio di Enit la speranza che le perdite si possano arretrare è elevata, grazie alla stabilizzazione delle prenotazioni dal 1° giugno al 12° luglio. 

Un ciclo di webdinar organizzati da Mibact, Turismè, sono in corso in questi giorni. La strada della promozione dell’Italia non si ferma, anzi continua ad essere battuta senza freni.

Nonostante le belle iniziative e le aperture regionali, si aspetta con ansia anche l’apertura dei confini e il ritorno dei turisti stranieri.

Siamo passati velocemente da un Paese che accusava i colpi dell’overturismo, ad uno desolato che risente dell’assenza delle presenze.

Non sei d’accordo con me che ci vorrebbe una via di mezzo?

Gli aiuti tardano ad arrivare ma la stagione bussa incalzante, senza concederci nemmeno troppe soddisfazioni.

Per ora i nostri paesaggi sono ancora desolati, le città vuote. Il che rende i territori tutti per noi, ma non è la stessa cosa poterli condividere.

Non so voi, ma io la mia bella Verona la preferivo gremita di gente. Non so il perché, ma sento la mancanza del vociare di turisti nelle piazze. 

Manerba sul Garda

Manerba sul Garda, foto di Nicole Rossignoli

 

Le carte in regola ci sono, mancano solo i turisti

Le carte in regola ci sono, la sicurezza c’è.

Nelle ultime settimane siamo stati bombardati di regole e protocolli, l’Italia è scalpitante sulle griglia di partenza, ha fatto i compiti per casa ed è pronta a partire.

Dispositivi di sicurezza, gel igienizzante, mascherine, distanziamento sociale, tutte le precauzioni sono state prese.

La nostra penisola è pronta ad accogliere, forse anche meglio di altri paesi. 

Ma dove sono i turisti? Ci si interroga come si potrebbe aiutare il Bel Paese a rialzarsi a ricominciare.

Come attirare i viaggiatori? Come possono muoversi gli operatori del turismo? 

La risposta ci viene data proprio da Enit, con i dati sopra riportati. Dobbiamo ripartire dagli studi dell’Ente Nazionale del Turismo, in particolare da dove hanno viaggiato le interazioni in questo periodo. 

L’Agenzia Nazionale suggerisce che mentre l’Italia era in lockdown il web gridava a gran voce Made in Italy.

Il nostro Paese non ha bisogno di rifarsi il trucco e l’immagine, perchè la sua fama precede il suo nome. I turisti amano già profondamente la nostra penisola.

Allora che cosa manca?

 

Cosa serve per attrarre i viaggiatori?

pizza

Il Made in Italy e l’italianità potrebbero essere d’aiuto alla ripresa. Del resto le interazioni sui social tifano per il Made in Italy. Foto di Nicole Rossignoli


Manca il Made in Italy
. Manca l’artigianalità, il lavoro, gli italiani con il loro modo di essere e il gesticolare per farsi capire, il calore dei gesti. Manca il nostro essere coloriti e buffi allo stesso tempo, manca l’italianità. 

Mi riferisco in particolare modo alle storie di artigiani, ai prodotti di eccellenza, alle tecniche taylormade che ci rendono famosi nel mondo e allo stesso tempo orgogliosi.

Inutile che stiamo qui a raccontarcela, perché l’attrazione migliore dell’Italia siamo noi. 

Italo Calvino ha scritto:

“Il racconto è un’operazione sulla durata, un incantesimo che agisce sullo scorrere del tempo, contraendolo o dilatandolo.” 

E aveva ragione, perché il racconto dura nel tempo, ci resta dentro, si imprime dentro sotto pelle.

Hai mai sentito parlare di storytelling?

Si tratta di una tecnica nota e molto efficace di comunicazione per le imprese.

Il termine è formato da due parole di lingua inglese: story e telling. Letteralmente significa: “raccontando una storia”.

Secondo il vocabolario dell’enciclopedia Treccani lo storytelling è “l’arte di scrivere o raccontare storie catturando l’attenzione e l’interesse del pubblico.”

Persuadere raccontando, questa è la chiave giusta.

Le storie sono essenziali nella vita di ciascuno, tanto da aiutare a definire la natura dell’umanità.

Fin dall’antichità si è utilizzata la narrativa, attraverso l’uso di miti, leggende e racconti popolari per condividere saggezza, conoscenza e cultura.

La narrazione non ha smesso di certo di esistere, ma è onnipresente nella nella quotidianità, basti pensare al testo di una canzone, ad un sogno. Non esiste vita senza storia. 

Solo che oggi, in chiave più moderna, basta una tastiera e un po’ di fantasia.

Il racconto è lo strumento che attuo per organizzare un pensiero e preservarne i ricordi. Lo si può condividere nel mondo dei social. 

La partita la si gioca in casa e il campo è la rete del web. Per attirare i turisti serve fare anche storytelling.

In un Paese dove le tradizioni familiari hanno dato vita a gran parte delle nostre imprese, il turista le deve conoscere, lo si deve invogliare a venire in Italia.

Il nostro patrimonio culturale è dato anche da questo.

Il viaggiatore che finora ha potuto viaggiare solo online a causa del Covid, deve assaggiare dallo schermo la nostra penisola.

Deve aver voglia di divorarne i contenuti, perché deve volerla assaporare dal vivo. E ce l’ha detto lui che finora se l’è già cercata online, la nostra Italia. 

Ma come si fa lo storytelling? 

Se hai pazienza di leggere le prossime righe te lo racconto. Non pensare che serva essere un mago del web, serve dimestichezza e ti devi armare anche di tanta pazienza.

Si tratta però di una tecnica che ha bisogno di tempo e dedizione, perché se non ne hai, se sei un tipo piuttosto sbrigativo che vuole i risultati subito lascia perdere.

Se vuoi noi possiamo aiutarti. Ciò che conta è che ci sia qualità di contenuti. 

Saranno immagini e video a raccontare, con le didascalie di narrazione, l’autobiografia, i ricordi, il territorio della tua struttura.

Deve scaturire curiosità a chi osserva i contenuti, ma anche far emozionare. Aggiungerei anche un briciolo di fantasia, quella non basta mai e ci distingue dagli altri.

Se già fai marketing, questa attività può essere accessoria a quello che già fai.

Da un punto di vista imprenditoriale, si sa che non sia semplice invogliare all’acquisto, i consumatori sono più attenti alla qualità dell’offerta e bombardati sempre di più di contenuti digitali, tanto da rendere la scelta sempre più complicata del previsto. 

I troppi stimoli ai quali si è esposti ogni giorno catturano l’attenzione, tanto da mettere in dubbio i pensieri e da dover talvolta ricontestualizzare valori e idee. 

Ecco perchè costruire un piano strategico di Storytelling, da un punto di vista aziendale può essere utile per una certa continuità, coerenza di comunicazione e ad essere più vicini all’ospite, affinché si vada a creare un rapporto di fiducia duraturo nel tempo. Dipende tutto da quale è l’obiettivo prefissato. 

Che cosa vuoi fare? Cosa vuoi raggiungere? 

Vuoi incrementare la generazione di contatti? Vuoi fidelizzare il cliente o migliorare l’esperienza? 

Lo Storytelling serve a trovare quell’appiglio emotivo che suggerisca al potenziale cliente: “Potresti essere tu”. 

L’importante è utilizzare un linguaggio semplice, chiaro e comprensibile. Facebok, Instagram e Blog possono essere dei mezzi utili di cui avvalersi.

Abbiamo visto che se non siamo diventati del tutto pazzi in questo periodo, ed è stato anche grazie ad Internet. Ci pensi ad una quarantena senza web? Avremmo dovuto utilizzare i piccioni viaggiatori per comunicare con zii nonni e congiunti.

Il mondo digitale è stato la nostra ancora di salvezza per non farci sentire soli. Siamo tutti sempre più connessi. Anche i dati Enit l’hanno confermato.  

I consumatori si connettono sempre più ai social media, condividono storie personali, vengono influenzati dai canali digitali, acquistano, comunicano, condividono contenuti, reperiscono informazioni. 

L’e-commerce è cresciuto notevolmente, hai letto il mio articolo “Vino, turismo e media: uno sguardo al futuro”?

Se non l’hai ancora fatto dai un’occhiata, ti racconto di quanto sia cresciuto il mondo digitale in questo periodo.

Da un punto di vista del settore del marketing, il web è un “mondo difficile da controllare” e il classico modello di marketing basato sul controllo e sulla prevedibilità non è più praticabile.

Comunicazione ai tempi dei social

L’emergere dei social ha richiesto un cambiamento fondamentale delle pratiche di comunicazione.

Si consideri ad esempio come lo storytelling dei consumatori di esperienze, condivisione di contenuti e opinioni personali possa stravolgere completamente l’identità di un brand.

L’utilizzo dei canali digital evidenzia che i racconti di viaggio online hanno il potente ruolo di essere in grado di influenzare un numero consistente di futuri visitatori, che si muovono alla ricerca di informazioni. Il settore del turismo è sensibile ai canali social.

Si deve fare storytelling perché mette al centro l’emozione, più che le caratteristiche del prodotto stesso.

Ricorda che le immagini sono più efficaci di qualsiasi altro mezzo. Basti pensare che un video di circa un minuto ha la stessa efficacia comunicativa di circa 1,8 milioni di parole.

Si stima che i contenuti multimediali ricoprano ad oggi il 79% del traffico dati globale, e tuttora sono i più condivisi sui social media. 

Quello che puoi fare è portare il turista nel film della tua azienda e indorare la pillola con la trama. 

I vigneti del Lugana sul Garda

I vigneti del Lugana sul Garda, foto di Nicole Rossignoli

La narrazione al servizio del settore enogastronomico

Rifletto su come una tecnica del genere potrebbe risultare interessante e proficua nel settore enogastronomico, a come l’elemento vino potrebbe essere narrato, al legame con il territorio d’origine.

Diventerebbe allora un racconto di cultura, da gustare e degustare. 

Del resto davanti ad un bicchiere di vino si sta involontariamente trattando anche di storie di lavoro, di professionalità, di qualità, di eccellenza, si stringono intese e si perpetuano tradizioni.

In definitiva, dietro ogni botte e per ogni bottiglia si nasconde un mondo da raccontare. 

Tanti possono essere i modi da utilizzare per attirare possibili acquirenti, questa è solo una delle tecniche che si possono utilizzare.

Non esiste una ricetta magica e standard per tutti, ma qualche suggerimento utile credo che non guasti mai. 

I vigneti del Lugana e l'assenza di turismo

I vigneti del Lugana sul Garda e l’assenza di turismo, foto di Nicole Rossignoli

La filiera del turismo si è fermata e ciò ha causato tanti guai a molti settori, forse non si immaginava nemmeno quanti.

Del resto è quando abbiamo a che fare con la sua assenza che ci rendiamo conto dell’importanza di qualcosa.

Ora che lo abbiamo capito facciamo ripartire questa macchina con tutti i mezzi possibili che abbiamo, perchè l’Italia è un paese meraviglioso se lo possiamo condividere e non tenercelo tutto per noi.

 

Articolo a cura di Nicole Rossignoli
veronawinelove.com
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Nicole Rossignoli è un’accompagnatrice turistica free-lance e si occupa di food&wine tour
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A Negrar di Valpolicella trovati i mosaici di una Villa Romana. Già nel 2011 la Cantina Valpolicella Negrar aveva dedicato al primo ritrovamento una linea di Amarone

A Negrar di Valpolicella trovati i mosaici di una Villa Romana. Già nel 2011 la Cantina Valpolicella Negrar aveva dedicato al primo ritrovamento una linea di Amarone

La pavimentazione a mosaico di epoca romana è stata rinvenuta a Negrar di Valpolicella dopo dei carotaggi fatti dalla Soprintendenza di Verona.
La Cantina Valpolicella Negrar, già dal 2011, aveva creato una linea di vino Amarone per sottolineare il legame tra cultura del territorio e storia

Quanta emozione tra le vigne della valle della Valpolicella. Nel comune di Negrar di Valpolicella, vicino a Verona, rivedono la luce una serie di mosaici che sono parte integrante di una pavimentazione di una villa romana.

La scoperta, avvenuta il 26 maggio 2020, è opera del gruppo di archeologi della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Verona, sotto la direzione dell’archeologo Gianni De Zuccato e realizzato operativamente dall’archeologo Alberto Manicardi della SAP (Società archeologica Padana s.r.l.).

Oramai la notizia ha fatto il giro del mondo tanto che lo stesso Gianni De Zuccato ha rilasciato delle informazioni sulla scoperta al New York Times.

 

Gianni de Zuccato archeologo

La pavimentazione della villa romana, composta da mosaici, ritrovata dalla Soprintendena Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Verona, sotto la direzione dell’archeologo Gianni de Zuccato (Foto del profilo Facebook di Gianni de Zuccato)

 

Il sito archeologico di Negrar di Valpolicella

Tra questi filari, dove si produce il famoso vino rosso della Valpolicella, la villa Romana di Negrar era già stata al centro di altri scavi.

Il sito di Negrar, che si trova in località Villa e di proprietà della famiglia Giacopuzzi-Bronzo, è noto agli studiosi e agli archeologi fin dal 1887.

Risalgono al 1922 e 1975 i primi ritrovamenti di una parte della pavimentazione a mosaico che ora è collocata nel Museo Archeologico al Teatro Romano di Verona.

I mosaici della villa, che sono gli unici resti dell’edificio, sono databili verso la fine del III secolo d.C come riporta Paolo Lino Zanotto in “Mosaici Paleocristiani delle Venezie” (Del Bianco, 1963).

Mosaici Villa romana a Negrar

I mosaici della pavimentazione della villa romana di Negrar di Valpolicella (Foto del Comune di Negrar di Valpolicella)

Le tessere di pietra dei mosaici sono ancora di vivaci colori (come nella foto sopra): rosse, bianche, rosa, viola, arancio e gialle.

La composizione disegna sulla superficie del mosaico una serie di motivi geometrici chiamati i “nodi di Salomone” e “nodi a otto capi” in quanto formati da ottagoni alternati a rombi.

Gli scavi nel fondo erano iniziatii nell’agosto del 2019 e ripartiti dopo lo stop dovuto al periodo di lockdown.

La Cantina Valpolicella di Negrar con una linea di vino Amarone Classico

Il ritrovamento del nuovo tratto di pavimentazione della Villa Romana si collega anche alle precedenti scoperte avvenute nel fondo della famiglia Giacopuzzi-Bronzo.

La Cantina Valpolicella Negrar aveva dedicato l’etichetta del suo Amarone Espressioni Domini Veneti “Villa”, del 2011, proprio a un frammento del mosaico ritrovato e ora conservato nel Museo Archeologico al Teatro Romano di Verona.

Il valore storico dell’insediamento romanico viene così valorizzato con la creazione di una linea di vino Amarone prodotto proprio dalle viti del sito oggetto degli scavi.

Amarone della Valpolicella della Cantina di Negrar

“Villa” Amarone della Valpolicella della Cantina Valpolicella Negrar del 2011, Direttore Daniele Accordini, linea Domini Veneti – collezione Espressioni (Foto Cantina Valpolicella Negrar)

 

Le fasi dei ritrovamenti

La residenza romana che risale al II-III Secolo d.C è composta da una pars rustica per la lavorazione dei prodotti agricoli, come i “vini retici” propri del periodo romano.

Le date storiche dei ritrovamenti sono:

  • 1887 primo ritrovamento in frazione Villa, a Nord di Negrar di Valpolicella,
  • 1922 dopo uno smottamento il Sig. Giovanni Battista “Giobatta” vide affiorare alcune parti della Villa romana,
  • 1974 ritrovamento di un altro locale durante i lavori per la costruzione dell’abitazione di proprietà della famiglia Giacopuzzi-Bronzo.

Gli elementi di maggior importanza sono indubbiamente i mosaici pavimentali, eseguiti tra il II ed il III secolo d.C. recuperati in parte dagli scavi del 1887, e conservati al Museo Archeologico al Teatro Romano di Verona.

 

Mosaici della Villa a Negrar di Valpolicella

Sui mosaici della Villa romana, ritrovati nel 1974, sono raffigurate immagini ispirate a giochi circensi e lotte tra gladiatori (Foto Cantina Valpolicella Negrar)

 

Ora l’obiettivo è quello di portare a termine il recupero dell’intera pavimentazione e rendere l’area accessibile agli studiosi, agli storici e anche ai turisti.

La valorizzazione del sito con la creazione di un’area archeologica che sia fruibile dalla cittadinanza dovrà essee un punto sul quale trovare una soluzione.

Nella speranza che le istituzioni e la proprietà del fondo, che è attualmente coltivato con vitigni, trovino un accordo rimane la speranza di riscoprire questo patrimonio archeologico comune, oltre che storicamente di rilievo.

Guardando al presente rimane la soddisfazione per Gianni de Zuccato e tutti gli altri colleghi archeologi di aver ridato luce a queste decorazioni impiegate, per la prima volta, dai Sumeri più di 3000 anni fa.

> English version: In Valpolicella area were found Mosaics of a Roman villa of third century A.D.

Ulteriori approfondimenti sul sito della Soprintendenza archeologica di Verona.

 

Vedi le Guide di VeronaWineLove.com:

Vapolicella cosa vedere

Valpolicella: percorsi consigliati

Strada del Vino Valpolicella

 

Articolo a cura di Nicola Albi
veronawinelove@gmail.com

Foto di copertina: mosaico della Villa romana (foto Cantina Valpolicella Negrar)

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Enoturismo, la magia della splendida pista ciclabile fra Limone e Riva del Garda

Enoturismo, la magia della splendida pista ciclabile fra Limone e Riva del Garda

C’è qualcosa di magico nel percorrere in bicicletta l’anello che collega, su pista ciclabile, Limone sul Garda (località Capo Reamol, Via IV Novembre 92) al confine con Riva del Garda (Provincia di Trento).

E’ un percorso di circa 2,5 chilometri con una larghezza di 2,5 metri, con una vista a strapiombo sul lago: in parte su muro e in parte su roccia. Il tutto utilizzando ponti e archi in ferro e acciaio e tanto legno.

Questi 2,5 km di percorso ciclabile si aggiungono ai 4 km che vanno dalla zona sud del paese a Capo Reamol. Sono stati resi disponibili nel maggio 2013 e collegano Limone ai circuiti europei per le due ruote.

Come abbiamo scritto in un altro articolo, quella fra Limone e Riva del Garda può essere chiamata “la ciclabile più bella d’Europa”: è un percorso turistico di rilievo per l’Alto Garda e per degli amanti del turismo sportivo.

Ciclabile del Garda

La pista ciclabile dell’alto lago di Garda, a Limone del Garda (Trento) in località Capo Reamol, Via IV Novembre 92. (Foto di Nicola Albi)

 


IL PROGETTO DI PISTA CICLABILE TRA LIMONE SUD E IL BIVIO PER TREMOSINE


Intanto negli uffici della ATT è già stato definito anche il progetto del tratto che da Limone sud giungerà alla zona del bivio per Tremosine.

Il nuovo tratto di ciclabile ha inizio nelle vecchie gallerie dismesse della Gardesana e parte a strapiombo sul lago.

È poi pronto anche il progetto del tratto da Tremosine a Campione sud. Poi nell’ambito del grande sogno dell’anello ciclabile gardesano, sarà la volta del percorso Campione-Tignale.

Quanto al percorso Gargnano-Tignale, passerà per la parte di Gardesana che sarà sostituita dalla nuova galleria che l’Anas sta progettando.

 

TUTTE LE PISTE CICLABILI DEL LAGO DI GARDA

Il Lago di Garda è molto amato dai cicloturisti di tutto l mondo. Sono infatti molte le piste ciclabili e i percorsi tra le colline che congiungono le sponde veronesi con quelle bresciane e trentine.

Sul portale VeronaWineLove.com abbiamo creato una sezione dedicata al cicloturismo e alle camminate sul Lago di Garda che raccoglie percorsi da fare in bicicletta di diversi gradi e difficoltà, famosissimi e meno noti, che si inerpicano sui colli o che scorrono lungo il lago.

Dalla Strada del Ponale al progetto Garda by bike, dalla pista ciclabile Adige Garda (in terra trentina) alla ciclabile della Valle dei Laghi, che ti porta fino al Lago di Toblino.

Ma anche il Giro Alto del Garda, molto impegnativo e consigliato a chi è allenato e il percorso lungo la Strada dei Vini e dei Sapori del Garda, che si snoda lungo la sponda bresciana del Lago di Garda e raccoglie sei diversi percorsi tra Sirmione, Salò e le colline della Valtènesi.

Se invece ci spostiamo verso le sponde a sud del Garda, ci sono altri splendidi percorsi, come: Peschiera – Mantova – Borghetto, Peschiera – Borgo dei Lumini o Peschiera – San Zeno di Montagna.

Da Bardolino invece puoi raggiungere il Forte di Rivoli in Valdadige, oppure la Rocca del Garda e Punta San Vigilio. Sono itinerari che offrono scorci splendidi sul lago e sulle montagne che lo circondano.

Leggi anche l’articolo sulle PISTE CICLABILI SUL LAGO DI GARDA

Pista ciclabile sul Lago di Garda

La pista ciclabile di Limone sul Garda (località Capo Reamol, Via IV Novembre 92) arriva fino al confine con Riva del Garda (provincia di Trento). Foto di Nicola Albi

 

 

ENOTURISMO E BICICLETTA, CON LA DEGUSTAZIONE DEI VINI DEL LAGO DI GARDA


Dal cicloturismo all’enoturismo, con la degustazione dell’enogastronomia gardesana, il passo è breve.

Il lago di Garda, con i suoi scorsi suggestivi sull’acqua e le colline di vigneti che si affacciano sulla zona lacustre, offre vini di qualità: dal Lugana al Bardolino, al Chiaretto al Garda DOC.

Scoprili tutti sulla sezione dedicata al Lago di Garda. 

Vino Bardolino Chiaretto - Veronawinelove-2

Un calice di Vino Bardolino Chiaretto

Data la stagione, il vino Chiaretto, un rosato dal sapore inconfondibile, ben si presta a essere degustato d’estate.

Nelle cantine della zona basta informarsi sugli orari di apertura e su dove è possibile assaggiarlo.

 

Articolo a cura di Sara Soliman
VeronaWineLove@gmail.com

 

 

Eccoti i link di VeronaWineLove.com ad alcune informazioni utili:

IL LAGO DI GARDA: GUIDA AI PERCORSI 

COME RAGGIUNGERE VERONA E IL LAGO DI GARDA CON I MEZZI PUBBLICI

COME ARRIVARE A VERONA: GUIDA PER CHI ARRIVA IN AUTO O MEZZI PUBBLICI

INFORMAZIONI UTILI PER CHI SOGGIORNA A VERONA

GUIDA TURISTICA ALLA CITTA’ DI VERONA

VERONA WINE LOVE, IL BLOG SULL’ENOTURISMO

 

Camminata del Bardolino: il percorso ciclopedonale più lungo del lago di Garda, tra antichi borghi e vigneti del Bardolino DOC

Camminata del Bardolino: il percorso ciclopedonale più lungo del lago di Garda, tra antichi borghi e vigneti del Bardolino DOC

La bella stagione si presenta con giornate di sole e la voglia di lasciarsi alle spalle la quarantena dovuta al Coronavirus.

Cominciamo a muoverci, con le duvute regole di sicurezza, e ritornare al contatto con la natura.

Il nuovo Cammino del Bardolino comprende 18 percorsi ciclopedonali che si inoltrano nell’entroterra gardesano tra meravigliosi vigneti, colline piene di storia e scorci sul lago di Garda.

Si tratta di circa 100 km di splendidi itinerari ciclopedonali immersi nella natura pensati sia per gli amanti delle camminate e del cicloturismo sul lago di Garda sia per chi vuole conoscere da vicino la produzione del Bardolino DOC.

I 18 percorsi, di lunghezza variabile fra i 3 e i 20 km, congiungono infatti antichi sentieri, storici borghi e aziende vitivinicole e agroalimentari del territorio gardesano.

 

Cammino del Bardolino Lago di Garda

Cammino del Bardolino, Lago di Garda (Verona). (Foto Studio Land)

 

La Camminata del Bardolino

I comuni attraverssati dai 18 percorsi previsti dal progetto sono 6: Bardolino, Costermano, Garda, Rivoli Veronese, Affi, e Cavaion Veronese.

Circa sessanta sono invece le aziende vitivinicole coinvolte nel progetto, partito nel 2016 e finanziato dai comuni coinvolti.

Ma il cammino è anche un percorso esperienziale: attraversa infatti i principali borghi rurali e le aziende agricole produttrici di vino Bardolino Doc localizzate lungo il percorso.

Un “cammino” che i turisti e gli amanti del buon vino e della gastronomia non possono perdere.

Tutti i 18 percorsi sono stati mappati e segnalati, con la posa di 53 pannelli informativi che riportano il tracciato e i punti d’interesse.

Grazie ai pannelli informativi, tutti scaricabili su smartphone grazie a uno Qr Code, diventa possibile tracciare il prorpio itinerario, evidenziare le varie tappe e personalizzare i proprio itinerario.

 

 

cicloturismo lago di garda

Mappa del percorso “Cammino del Bardolino”, (foto Studio Land)

 

Nella mappa sono presenti anche aree di parcheggio gratuite, dove possiamo lasciare l’auto e iniziare a percorrere a piedi o in bicicletta il percorso scelto.

Il progetto, utile agli amanti dello sport e delle passeggiate nella natura, oltre ai tanti turisti che ogni anno visitano il lago di Garda, mira a valorizzare il patrimonio naturale, culturale e paesaggistico dell’entroterra gardesano, ricco di storia e di fascino.

Obiettivo del Cammino è inoltre quello di diffondere la conoscenza e la valorizzazione della ricchezza agroalimentare e vitivinicola dell’area di produzione del Bardolino DOC.

 

Cammini del Bardolino: tappe e cantine

I comuni attraversati sono 6: Bardolino, Costermano, Garda, Rivoli Veronese, Affi, e Cavaion Veronese. E circa sessanta sono le aziende vitivinicole coinvolte nel progetto.

Queste sono le tappe divise per ogni paese:

AFFI: Caorsa, Poggi,

BARDOLINO: Bigagnoli, Cà Bottura, Caldana, Campostrini, Casaretti, Colle dei Cipressi, Corradini, Costadoro, D’Aulerio, Delibori, Enoitalia, Girardelli, Gruppo Italiano Vini, Guerrieri Rizzardi, La Cà, La Rocca, Le Vai, Lenotti, Monte Oliveto, Raval, Rizzardi, San Zeno, Tre Colline, Vallonga, Valetti, Villabella, Villa Calicantus, Zeni,

CAVAION VERONESE: Bettili, Canella, Cesari, Domini Veneti, Lamberti, Le Fraghe, Marchesini, Monte Saline, Naiano, Righetti Dante, Righetti Enzo, Taborro, Torcolo,

COSTERMANO: Bondi, Garda, Natura, Pellegrini, Val,

GARDA: Canevini,

RIVOLI VERONESE: Baccolo, Benedetti, Cà Cerù, Ceradini, Colombari, Gasparini, Giramonti, La Colombara, Rocca, Sol de Montalto, Testi.

(fonte delle informazioni: sito studio Land, che si è occupato del progetto)

 

vini veronesi - vino bardolino

Un calice di vino Bardolino

 

Vedi anche:

Cicloturismo sul Lago di Garda

Camminate sul Lago di Garda

Leggi anche:

Strada del vino Bardolino

Scopri il Vino Bardolino nel portale sull’enoturismo Verona Wine Love.com

 

 

Articolo a cura di Sara Soliman
veronawinelove@gmail.com

Foto di copertina: Consorzio Tutela Vino Bardolino Doc

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