Enoturismo in Valpolicella: tra Sant’Ambrogio e Fumane. Un itinerario da fare in primavera ed estate, tra bellezze culturali e natura

Enoturismo in Valpolicella: tra Sant’Ambrogio e Fumane. Un itinerario da fare in primavera ed estate, tra bellezze culturali e natura

L’enoturismo in Valpolicella: una ricca offerta di itinerari, tra cultura, bellezze naturalistiche e visite in cantina.

L’itinerario qui proposto coniuga bellezze del Veneto e luoghi culturali della Valpolicella, terra dell’Amarone Veronese e del Ripasso.

Leggi anche L’itinerario enoturistico della Valpolicella, fra chiese, natura e ville venete

 

Percorso in bicicletta, moto o automobile. Indicazioni utili

  • Lunghezza: 39 km
  • Luogo di partenza: Chiesa di Sant’Ambrogio di Valpolicella (anche luogo di arrivo)
  • Durata dell’itinerario: mezza giornata
  • Quando farlo: primavera, estate ed inizio autunno

Un percorso che raggiunge

  • i caratteristici paesini della Valpolicella, tra ulivi e vigneti
  • la Lessinia e le montagne che la circondano
  • le suggestive Cascate di Molina e alcuni scavi archelogici

 

L’itinerario proposto parte da Sant’Ambrogio di Valpolicella e visita altre cinque località: Cavalo, Breonio, Gorgusello, Molina, Fumane. Può essere percorso in bicicletta, in moto o in automobile.

 

Come arrivare a Sant’Ambrogio di Valpolicella

Percorrendo la A4 – Milano-Venezia – esci a Verona Sud, dirigiti verso Borgo Trento e prendi la SP1, in direzione Trento/Valpolicella.

Al bivio per Trento mantieni la destra, in direzione Sant’Ambrogio di Valpolicella.

Se viaggi sulla A22 – Modena-Brennero, esci a Verona Nord e percorri la SS12 in direzione Trento/Valpolicella per circa 10km.

Alla rotonda prendi la 3° uscita in direzione Sant’Ambrogio di Valpolicella e prosegui per circa 1 km.

 

La Valpolicella tra ulivi, vigneti e il paese di Cavalo

Dalla chiesa di Sant’Ambrogio di Valpolicella sali verso il Monte Pastello, a nord. Lasciati a destra la strada per San Giorgio.

Circondata dal verde di vigneti e ulivi, la strada conduce ad un bivio.

Al bivio tieni la destra, seguendo le indicazioni per Cavalo.

È un paesino che mantiene l’impianto architettonico delle antiche contrade.

L’effetto è suggestivo: gli edifici sembrano incastrarsi tra loro fra strette stradine, archi, porticati e sculture popolari infisse in case e muretti.

 

Come arrivare a Breonio

A Cavalo, imbocca la strada proveniente da Fumane – Mazzurega e, proseguendo a sinistra, dirigiti verso Breonio.

Percorrendo i lunghi rettilinei successivi si allargherà il panorama.

A destra sull’alta Valpolicella e sui prati della Lessinia, con in lontananza le vette del Gruppo della Carega.

A sinistra, a chiudere l’orizzonte, il Monte Pastello.

Dopo due brevi tornanti la strada costeggia il Forte Masua, costruito dall’esercito italiano tra il 1880 e il 1885 contro gli attacchi austriaci.

Con un lungo rettilineo, raggiungi Paroletto ed infine Breonio, il “paese dalle quattro chiese”, sulle pendici settentrionali del Monte Pastelletto.

 

Storia di Breonio, tra monaci e nobiltà

Breonio deve il suo nome a “Breuni”, antica popolazione alpina insediatasi nei pressi del Passo del Brennero.

Le prime testimonianze intorno a questo paese risalgono al 920 d.C.

È l’anno in cui l’imperatore Berengario dona a Bertelo, figlio di Teutelmo, la corte di Breonio.

La corte diventa poi proprietà del monastero di San Zeno di Verona.

Nel 1200, il monastero cede alla comunità locale i possedimenti a Breonio.

I monaci mantengono solo il controllo dei pascoli sul Corno d’Aquilio e zone limitrofe.

Alla fine del 1400 il territorio diventa proprietà dei Conti Maffei, tra le famiglie più ricche e influenti di Verona.

E raggiunge in questo periodo l’apice del suo splendore.

 

Breonio, il “paese delle quattro chiese”

Nel 1493, in paese si restaura la chiesa di San Marziale, affrescata da celebri pittori tra il 1510 e il 1513.

Si costruisce la chiesa di San Duane, oggi nota come San Giovanni in Loffa.

Ma altre due le chiese a Breonio, ed ecco spiegato perché il nome di “paese delle quattro chiese”.

La nuova chiesa di San Marziale viene costruita tra il 1758 ed il 1835.

La quarta chiesa è quella di San Marziale in Santa Maria Regina, che racchiude al suo interno prestigiose pale settecentesche, dalla controversa attribuzione.

Degna di nota anche la pala d’altare, opera seicentesca del pittore Claudio Ridolfi.

Raffigura uno dei miracoli di S. Marziale: la resurrezione di un morto.

 

Cascate naturali, edifici sacri e scavi archeologici in Valpolicella

Da Breonio inizia la strada del ritorno. Seguendo le indicazioni per Molina/Fumane/Verona, si attraversano alcuni caratteristici paesini.

Quello di Gorgusello, villaggio di case in pietra viva locale.

La stessa pietra viene utilizzata anche nelle pavimentazioni e nelle vasche delle fontane.

E il borgo di Molina, conosciuto non solo per i rustici casali che lo caratterizzano.

Ma anche per il Parco delle Cascate, oasi naturalistica immersa nel verde, tra suggestivi scorci, pendii e pareti rocciose, cascate, prati e boschi.

Cascate di Molina

Le suggestive Cascate di Molina, foto di Mauro Magagna

 

Leggi anche La guida turistica di Verona Wine Love Ponte di Veja e Cascate di Molina 

Da Molina, scendi per circa 10 km lungo la strada principale e raggiungi Fumane.

A Fumane puoi visitare il Santuario de La Salette.

Racchiuso in una nicchia e in posizione sopraelevata, offre una vista dall’alto sull’intera vallata.

Nelle vicinanze trovi gli scavi archeologici della Grotta di Fumane – Riparo Solinas.

Così chiamata dal nome dell’archeologo che la scoprì negli anni Sessanta del 1900, è tra i maggiori siti archeologici preistorici d’Europa.

Leggi anche La Valpolicella fra storia e antiche chiese 

Da Fumane, ritorni a Sant’Ambrogio di Valpolicella, partenza dell’itinerario, passando per il comune di San Pietro in Cariano.

 

Valpolicella tra natura, religione e cantine

Questo un possibile itinerario enoturistico in Valpolicella, terra dei grandi vini rossi veronesi, costruito sulle indicazioni del Consorzio Tutela Vini Valpolicella.

Molte le cantine del territorio che puoi visitare: scopri quali nell’elenco Cantine della Valpolicella redatto da Verona Wine Love. 

Botti in una cantina vitivinicola

Tante le cantine aperte anche nei weekend e durante le festività, senza bisogno di prenotazione.

Scopri le cantine aperte in Valpolicella il 25 aprile e nel weekend 27-28 aprile

Nella sezione Cicloturismo del sito Verona Wine Love ti proponiamo altri itinerari da percorrere.

Puoi scegliere gli itinerari consigliati o le località da vedere in base alle cantine che visiterai.

 

Articolo a cura di Cecilia Bay

 

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Turismo del vino in Toscana. Orcia Wine Festival da giovedì 25 a domenica 28 aprile. In provincia di Siena prodotti tipici, gite e degustazioni

Turismo del vino in Toscana. Orcia Wine Festival da giovedì 25 a domenica 28 aprile. In provincia di Siena prodotti tipici, gite e degustazioni

Enoturismo e gastronomia. Prodotti del territorio, degustazioni, passeggiate a contatto con la natura e cultura. 

Tutto questo in Toscana, in provincia di Siena, zona vocata al turismo del vino e alle cantine aperte ai visitatori.

Si celebra la “Francigena di Vino” nella decima edizione dell’Orcia Wine Festival in programma a San Quirico d’Orcia (Siena) dal 25 al 28 aprile.

Torna la tradizionale vetrina delle eccellenze del territorio, patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco dal 2004, che vuole essere una sorta di pellegrinaggio nelle cantine del territorio.

Un patrimonio da scoprire percorrendo i sentieri dello storico cammino, con visite organizzate in bicicletta, in mini-bus o in trekking.

Quattro giorni dove trovano spazio degustazioni tecniche guidate. E il banco d’assaggio di vini delle aziende del territorio e tante iniziative per i più piccoli.

Il taglio del nastro è per giovedì 25 aprile mattina a Palazzo Chigi, con il convegno sulle possibilità di inserire lo spumante nella Doc del territorio condotto da Giampietro Comolli, fondatore dell’Osservatorio Vini Spumanti Effervescenti.

Apre quindi la Mostra Mercato dei Vini Orcia con banchi di assaggio delle aziende con i prodotti tipici del territorio.

Venerdì 26 aprile è in programma la presentazione dei cortometraggi realizzati dall’Università di Siena per la rassegna “A Corto di Vino”.

Si svolgeranno quindi il trekking urbano “Francigena di Vino”, una masterclass dal titolo “Orcia: il Sangiovese e i suoi fratelli”.

Si chiuderà poi con la veglia con il produttore “Cena dell’Orcia” in diversi ristoranti della città e del territorio.

Leggi il PROGRAMMA DELL’ORCIA WINE FESTIVAL

 

Orcia Wine Festival - Siena - Toscana - Enoturismo

 

Agriturismo: un milione di ospiti in Italia per la “vacanza green”

Con un milione di ospiti nei quasi 23 mila agriturismi italiani, spopola la formula di vacanza green per eccellenza nel primo grande esodo di primavera, complice la Pasqua alta.

A fare i conti è Turismo Verde, l’associazione di Cia-Agricoltori Italiani per la promozione agrituristica.

Sono state calcolate 350 mila presenze solo tra Pasqua e Pasquetta, con un incremento del 9% rispetto al 2018.

Le buone performance degli agriturismi dovrebbero trainare l’aumento non solo della ristorazione, ma anche della vendita diretta.

Tante le famiglie che si recano nelle strutture rurali per comprare in azienda vari prodotti tipici, tra conserve, formaggi, salumi e vino.

In questo modo si aiuta anche a sostenere l’economia delle aree montane e collinari, dove si trova l’84% degli agriturismi.

Piatti del territorio e della tradizione protagonisti della tavola anche per chi ha passato la Pasqua a casa.

Sono stati circa 2 italiani su 3 a trascorrere la festa tra le mura domestiche con parenti e amici.

L’agnello rimane il piatto classico pasquale, nel menù della metà delle famiglie, ma hanno trionfato anche pastiera, torta pasqualina, uova, formaggio, salumi e l’immancabile colomba.

La spesa alimentare è stata in linea con l’anno scorso: una stima intorno al miliardo di euro.

L’enoturismo, le vacanze in campagna, il contatto con la natura e le bellezze storiche e artistiche sono elementi attrattivi per un sempre maggior numero di turisti.

Sia turisti del vino, che amanti del cicloturismo, delle passeggiate e della scoperta del territorio.

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Valpolicella, turismo del vino: itinerario enoturistico fra chiese, natura e ville venete. In bici, moto e auto. Le cantine aperte nel weekend

Valpolicella, turismo del vino: itinerario enoturistico fra chiese, natura e ville venete. In bici, moto e auto. Le cantine aperte nel weekend

L’enoturismo in Valpolicella – con un itinerario fra le cantine della Valpolicella – è una delle esperienze più suggestive e che ti arricchiscono.

Il turismo del vino nella terra dell’Amarone Valpolicella e del Ripasso unisce storia, arte, natura e panorami splendidi su vigneti, colline e montagna.

L’itinerario turistico fra le cantine Valpolicella che qui ti proponiamo può essere fatto in auto, in moto o in bicicletta.

E’ un percorso – come spiega il Consorzio Tutela Vini Valpolicella – che consente di visitare eleganti ville signorili per le quali la Valpolicella è nota.

Itinerario in bicicletta, moto o auto fra le cantine della Valpolicella

Caratteristiche dell’itinerario (auto, moto o bicicletta) in Valpolicella:

  • Lunghezza: 70 km
  • Luogo di partenza: San Pietro Incariano (raggiungibile da Verona con la Tangenziale Ovest, la Strada Provinciale 1)
  • Durata dell’itinerario: mezza giornata
  • Quando farlo: in ogni periodo dell’anno

Questo itinerario in Valpolicella ti consente di ammirare le chiese romaniche, le distese di ciliegi, le cascate prodotte dai torrenti (i “progni”) della zona. E le abitazioni costruite con le pietre di Prun, Cavalo e Sant’Anna d’Alfaedo.

Per quanto riguarda le cantine Valpolicella, le puoi trovare nella sezione dedicata del nostro sito Verona Wine Love.

Le località che questo itinerario enoturistico tocca sono cinque: San Pietro in Cariano, Pedemonte, Marano di Valpolicella, Fumane e Sant’Ambrogio di Valpolicella.

 

La Valpolicella fra pievi romaniche e panorami suggestivi

Grazie alla tangenziale (strada provinciale 1) da Verona è possibile raggiungere in poco tempo San Pietro in Cariano.

Percorrendo la tangenziale hai una veduta sulle colline e sulle montagne veronesi.

Alla fine della tangenziale, lascia a destra San Pietro in Cariano, e si gira a sinistra per Sant’Ambrogio di Valpolicella.

Dopo 2 km, svolta a destra per Gargagnago, passando davanti alla Villa Serego-Alighieri.

Da Gargagnago, segui le indicazioni per Sant’Ambrogio.

Al bivio successivo segui le indicazioni per San Giorgio di Valpolicella. E’ un paese che si trova su un’altura panoramica.

Qui puoi visitare la pieve romanica del XII secolo. Nel suo interno vi è un prezioso ciborio d’epoca longobarda.

San Giorgio di Valpolicella - Pieve romanica

La pieve romanica di San Giorgio di Valpolicella

Da San Giorgio prosegui l’itinerario verso Cavalo, salendo a sinistra in direzione di Breonio.

Attraversi il fianco orientale del Monte Pastello, noto per i marmi e per il panorama sulla Valdadige.

E’ possibile godere della vista sulla Valdadige, zona dei vini della Terra dei Forti, dal Forte Paroletto.

Il Forte Paroletto si trova vicino al crinale fra, i monti Pastello e Pastelletto.

La vista sulla Valdadige è possibile anche dalla cima del Monte Pastello (1112 metri). La si può raggiungere in circa mezz’ora di agevole camminata dal termine della strada che porta alle cave.

A Breonio vi è la discesa verso la Valle dei Progni.

Nel punto finale a sud del paese gira a destra seguendo le indicazioni per Fumane e Molina.

Dopo alcuni tornanti, troverai il paese di Gorgusello: ha la caratteristica di essere costruito con le lastre di pietra impiegate negli edifici, in stalle e fienili.

Le lastre di pietra sono impiegate anche nell’arredo urbano: recinzioni, pavimentazioni di strade e corti, sostegni per i pergolati e vasche delle fontane.

Attraversato Gorgusello, scendi verso Molina di Fumane, villaggio in pietra e sede del Parco delle Cascate.

Da Molina prosegui verso Cerna, paese che si trova sul fianco del Vajo delle Scalucce.

Da qui puoi godere il panorama sulla valle di Molina e sull’alta vallata di Fumane.

Dopo circa 4 km arrivi a Spiazzo di Cerna. Al bivio gira a destra, per arrivare a Cerna. Da qui scendi al crocevia di Santa Cristina.

A sinistra c’è la strada per Prun, Fané (e il vicino Ponte di Veja) e Negrar.

Tu continua invece verso destra, verso Marano di Valpolicella e la sua suggestiva vallata.

Dopo qualche chilometro e una serie di tornanti, arrivi a San Rocco e poi a Pezza.

A metà strada fra le due località, sulla destra, c’è la chiesa di Santa Maria Vaiverde.

Dal piazzale della chiesa puoi godere una vista splendida sulla Valpolicella.

Arrivato a Marano, con una piccola deviazione a destra – anche a piedi – puoi visitare Canzago.

Canzago è situata in una posizione panoramica che ti permette di ammirare tutta la vallata di Marano di Valpolicella.

Marano ospita una chiesetta settecentesca, visitabile – pur senza l’arredo e abbandonata – accanto alla nuova chiesa edificata tra il 1922 e il 1924, su disegno di don Giuseppe Trecca.

Quest’ultima chiesa – ci spiega la guida del Consorzio di Tutela dei Vini Valpolicella – presenta una pianta a forma di croce greca, con cupola alta quasi trenta metri ed internamente decorata dal pittore Aldo Tavella, fra il 1944 e il 1945.


Le splendide ville venete della Valpolicella

A Marano di Valpolicella sono molte le ville, eleganti dimore nella zona dell’Amarone Valpolicella, di Grande vino Rosso veronese.

Villa Lorenzi-Benati a Canzago è ricordata per il restauro eseguito nel 1790 sui disegni dell’architetto veronese Luigi Trezza, che riprende eleganti motivi architettonici sanmicheiiani.

Lungo l’antica strada della valle di Marano e confinante con villa Lorenzi-Benati, puoi ammirare la settecentesca di Villa Porta, ora Rizzini.

La villa ha la facciata decorata da porte e finestre bugnate, con elegante un’scala esterna a quattro rampe, balaustra in tufo e poggioli in ferro.

Villa Porta, ora Rizzini, ha un duplice loggiato rustico che si sviluppa sul fianco orientale. A ovest un’ala si prolunga invece verso la strada terminando nella facciata dell’oratorio di San Carlo.

Dopo alcuni tornanti e un breve rettilineo arrivi a Valgatara, borgata dove puoi ammirare – scendendo sulla strada e alla tua destra – la pieve romanica di San Marco a Pozzo.

Nel paese di Valgatara vi sono sei ville: Villa ex Graziani, Villa Campagnola, Villa Raisa Rimini, Villa Silvestri, Villa Fasanara e Villa il Castello.

Villa Graziani fu realizzata intorno al 1826, probabilmente su disegno dell’architetto Giuseppe Barbieri. E’ un’equilibrata costruzione dai tratti classicheggianti.

Villa Campagnola è un vasto edificio diviso in due parti. Sulla parte occidentale sporge una loggia architravata, con il sottostante portico ad archi e pilastri bugnato, di tipo sanmicheliano.

Vi è un’ala che si protende in avanti a formare il rustico, attraversato dall’atrio d’ingresso con portone.

La parte orientale di Villa Campagnola ha una scala esterna a due rampe. E lo stemma dei conti Soardi, antichi proprietari.

Villa Raisa Rimini risale al 1880. Di linee classiche, sobrie ed eleganti, è impreziosita da un piccolo parco.

Villa Silvestri fu costruita anch’essa verso il 1880, secondo gli schemi classici. Ha linee architettoniche semplici ma eleganti.

Villa Guantieri - Valpolicella

Il complesso di Villa Guantieri, in località Fasanara, a Marano di Valpolicella

Splendido, infine, è il complesso di Villa Guantieri, in località Fasanara. Ci si addentra fra le mura dell’edificio grazie ad un arco in tufo.

Il complesso edilizio padronale è composto da tre corpi di fabbrica: uno quattrocentesco, uno settecentesco ed uno forse ottocentesco.

Il corpo quattrocentesco di Villa Guantieri è il più originale e interessante.

E’ uno degli esempi più significativi dell’architettura tipica della villa a portico e loggia.

La località sembra derivi il suo nome da una riserva di caccia del re Berengario, che nel X secolo possedeva una residenza signorile nel vicino paese di San Floriano.

Villa “Il Castello”, infine, è un grande edifìcio così denominato forse perché costruito sul sito di un antico maniero.

Da Valgatara prosegui verso San Floriano.

San Floriano è noto per la nota pieve, un capolavoro dell’arte romanica in Valpolicella.

La chiesa romanica di San Floriano ha una facciata in tufo, tripartita da due lesene triangolari, con una suddivisione interna in tre navate.

L’impostazione del campanile ricorda – come altri in Valpolicella – la torre campanaria della basilica veronese di San Zeno.

Per tornare nella città di Verona, devi arrivare a Pedemonte.

Poco prima del semaforo di Pedemonte, gira a destra verso Castelrotto. E’ un’altura da cui puoi ammirare una panoramica veduta sulla “Contea del vino”.

Da Castelrotto scendi a Corrubbio, dove trovi la suggestiva chiesetta dei Santi Martino e Rocco, in parte romanica ed in parte gotica.

Da qui prendi la strada per Parona e il centro di Verona.

Valpolicella in bicicletta, moto e auto fra cantine e cultura 

Questo l’itinerario – in auto, moto o in bicicletta – che abbiamo costruito sulla base dei consigli  del Consorzio di Tutela dei Vini Valpolicella.

Nella sezione cicloturismo di Verona Wine Love ti proponiamo altri itinerari in Valpolicella.

Sono itinerari pensati per gli appassionati di bicicletta e cicloturismo, ma che puoi adattare anche ai giri in motocicletta e ai percorsi in auto.

Tutte le occasioni sono buone per fare dell’enoturismo in Valpolicella, la terra nel nobilissimo vino Amarone Valpolicella noto in tutto il mondo.

Quali cantine visitare? Ecco l’elenco delle Cantine della Valpolicella.

Puoi scegliere le cantine, preparandoti per la gita, sulla base delle località che trovi nell’itinerario.

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Amarone, Ripasso e gli altri vini: le cantine della Valpolicella aperte nel weekend

Vuoi sapere quali sono le CANTINE APERTE NEGLI WEEKEND DI sabato 13 e domenica 14 aprile / sabato 20 e domenica 21 aprile 2019 (a cura della Strada del Vino Valpolicella)

Apri il file in .Pdf  Valpolicella – Cantine aperte negli weekend 13-14 aprile e 20-21 aprile 2019

Scopri i borghi e le frazioni della Valpolicella sul sito della STRADA DEL VINO VALPOLICELLA

Leggi anche la pagina sulle CANTINE DELLA VALPOLICELLA

STRADA DEL VINO VALPOLICELLA (video ufficiale)

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L’enoturismo vale 2,6 miliardi. Interessato un italiano su 4. Il 30% degli stranieri sceglie l’Italia per fare turismo del vino e del cibo

L’enoturismo vale 2,6 miliardi. Interessato un italiano su 4. Il 30% degli stranieri sceglie l’Italia per fare turismo del vino e del cibo

L’enoturismo è un settore che vale 2,6 miliardi.

Il turismo del vino, nelle cantine aperte ai visitatori, è praticato da un italiano su quattro (23%) secondo una indagine del’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor.

Già ora il 30% dei turisti stranieri, secondo i dati dell’Enit (l’ente nazionale del turismo), ha scelto come meta l’Italia proprio per l’offerta enoturistica.

Un turismo molto redditizio per noi. La spesa pro-capite di un enoturista è di circa 150 euro al giorno. Molto di più di chi viene in Italia per motivi sportivi o religiosi.

Tra gli arrivi gli enoturisti Usa sono il doppio degli inglesi, seguiti poi con un buon distacco da winelover austriaci e svedesi.

A Vinitaly Slow Food e Trenitalia hanno presentato la collana “Itinerari di pAssaggio” con 20 itinerari enogastronomici a portata di treno.

A dimostrazione di come l’esperienza enoturistica si coniughi con un modo diverso di muoversi. E di vivere l’ambiente.

 

Enoturismo, cantine aperte, turismo del vino - linee guida Stato-Regioni

Il turista del vino spende 150 euro al giorno. Molto interesse dai visitatori da Stati Uniti, Regno Unito, Austria e Svezia

 

Cantine aperte: l’enoturismo esperienza fra vino, storie, tradizioni e cibi tipici 

Andar per cantine. Conoscere i produttori delle etichette di vino-cult ma anche del bicchiere quotidiano. Scoprire paesaggi e storie di impresa che stanno dietro al mondo di Bacco. Partecipare a degustazioni guidate. E trovare il miglior abbinamento con i piatti locali.

E’ un caleidoscopio di esperienze quello del turismo del vino.

 “L’enoturismo piace”, ha detto il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani in un forum a Vinitaly. “Al punto che solo il 18% esclude la possibilità di una eno-vacanza nel prossimo futuro”.

L’esperienza in vigna, secondo la ricerca, è apprezzata soprattutto nelle grandi città. In particolare a Milano dove il 36% ha fatto enoturismo nell’ultimo anno.

Assidui anche veneti, i siciliani, i piemontesi (26%) e i lombardi (25%).

Tra le mete più ambite dell’enoturismo, stravince la Toscana con il 27% delle preferenze totali. E con il Chianti e Siena tra le destinazioni preferite.

Poi Piemonte (Langhe e Asti) al 12%, il Veneto (9%) e Sicilia (7%).

Buone le quote anche per Friuli Venezia Giulia, Trentino e Puglia, al 5%. 

Per Mantovani “l’enoturismo sino a oggi è stato vittima della sua stessa principale virtù: quella di essere a cavallo tra turismo e agricoltura. Una bicefalia che non ha pagato. L’enoturismo si è così trovato spesso nella terra di nessuno, a metà tra due ministeri”.

“Ora, con le deleghe sul turismo al ministero dell’agricoltura”, osserva il direttore generale di Veronafiere, “il comparto potrà attuare un salto di qualità importante”.

“La nuova legge sulle linee guida per l’enoturismo“, ha detto il ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio, intervenendo a Vinitaly, “punta a creare sempre più sinergia tra mondo agricolo e turismo”.

“Non vogliamo solo promuovere una bottiglia di vino, ma quello che c’è dietro: una famiglia, un paesaggio, storia e cultura“, ha sottolineato Centinaio. “Per permettere a chi opera nelle aree rurali di non sentirsi ai margini della programmazione turistica”.

“Basta pensare solo a Venezia, Roma, Firenze, Verona e Milano che anzi vanno decongestionate”, ha detto il ministro delle Politiche agricole e del Turismo. “Lavoro affinché le aree dove si produce diventino mete turistiche. E il bello di questa legge è che è stata chiesta dal settore, dai territori. Non è stata quindi imposta, ma molto condivisa”.

Leggi anche la pagina sull’ENOTURISMO A VERONA E DINTORNI

 

Festa di San Valentino - Lago di Garda - Chiaretto di Bardolino - enoturismo - turismo del vino - Verona

Gli enoturisti amano vivere esperienze che coniugano vino, cibo, tradizioni, storia, cultura del luogo e ambiente

 

Scopri le GITE FUORI PORTA proposte da Verona Wine Love

Leggi l’articolo sulla ricerca di Vinitaly-Nomisma sul turismo del vino

 

Enoturismo: promozione del territorio e ruolo di ambasciatori dei sommelier, fra cibo vino e cultura

L’enoturismo – come dimostra l’esperienza delle cantine aperte – consente così di raggiungere una serie di obiettivi.

Dalla promozione di cibo e vini tipici italiani alla valorizzazione di borghi, storia e tradizioni. Dal gustare l’arte, la natura e la cultura a un uso consapevole dell’ambiente e delle sue risorse.

Il turismo del vino porta a una serie di vantaggi.

Uno di questi vantaggi è l’avere un turista che ha sensibilità ambientali e culturali. Un turista che spende, che per una quota interessante viene dall’estero. E che a sua volta si fa ambasciatore del food&wine Made in Italy.

E a proposito di ambasciatori del vino, del cibo e del territorio italiano, va ricordato il ruolo dei sommelier.

A Vinitaly, AIS (l’Associazione italiana sommelier) – nel presentare il congresso nazionale a Verona (22-24 novembre 2019) – ha sottolineato la figura di “mediatore turistico”.

Si tratta di una figura che il sommelier può interpretare forte delle sue competenze su cibo e vino. Della sua cultura e della conoscenza del territorio da far conoscere ai visitatori.

Maurizio Corte
@cortemf
www.corte.media

Leggi anche la pagina dedicata a CANTINE E VINI VERONESI

 

 

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I sommelier AIS diventano “mediatori turistici”. Aldegheri (AIS Veneto): “Il sommelier, che conosce vino e cibo, promuove il territorio”

I sommelier AIS diventano “mediatori turistici”. Aldegheri (AIS Veneto): “Il sommelier, che conosce vino e cibo, promuove il territorio”

Il sommelier come mediatore turistico del territorio. Il sommelier come figura di riferimento per la promozione dell’enoturismo.

Il sommelier come professionista che – alla conoscenza profonda e tecnica del vino – unisce cultura e competenze per trasferire ai visitatori la bellezza di una certa zona.

Questi alcuni dei temi del Congresso Nazionale AIS (Associazione Italiana Sommelier) presentata oggi, martedì 9 aprile 2019, a Vinitaly 2019, a Veronafiere.

Il congresso, ospitato dall’AIS Veneto, si terrà a Verona sabato 23 novembre 2019 al Teatro Filarmonico, in via Roma, nel centro storico.

Sul ruolo e la professione di sommelier, Marco Aldegheri, presidente AIS Veneto, (nella foto grande con Alessio Serafini, Miglior Sommelier del Veneto 2019) ha accettato l’intervista di Verona Wine Love su enoturismo e promozione del territorio.

Marco Aldegheri, veronese, è stato riconfermato a giugno dello scorso anno alla presidenza dell’AIS Veneto per il quadriennio 2018-2022. Ha avuto il 92,1 % dei consensi fra i 585 votanti.

Presidente Aldegheri, quale ruolo ha il sommelier nell’enoturismo?
“Siamo abituati a vedere il sommelier come tradizionale figura al servizio di un ristorante. Oggi la comunicazione ha invece fatto esplodere gli ambiti di questa figura professionale. Molto spesso oggi il sommelier si dedica all’accoglienza, soprattutto di tipo turistico. L’obiettivo è quello di trasferire la bellezza del territorio, anche con visite in cantina e nei vigneti.
E’ un concetto superato e riduttivo oggi pensare al vino come a un prodotto fine a se stesso. Forse chi per primo ha compreso che il vino è un prodotto culturale è il mondo della sommellerie. Tant’è che Ais si dedica al vino dal 1965: diffonde quindi la cultura del vino da 54 anni”.

 

Vinitaly 2019 AIS -Marco Aldegheri - presentazione convegno sommelier mediatore turistico

La presentazione, a Vinitaly, del congresso nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier, che si terrà a Verona il prossimo novembre

 

Come può promuovere il sommelier le eccellenze enogastronomiche? E come pensa di promuovere il territorio veronese?
“L’idea è che, aldilà dell’aspetto tecnico, oggi sia necessario avere competenze di degustazione del vino ma anche del cibo. Oggi conoscere il vino vuol dire conoscere anche la storia del prodotto”.

Conoscere il vino vuol dire conoscere quello che c’è dietro; ciò che ha accompagnato quel prodotto nel corso dei secoli e come l’ha trasformato. Il vino è un prodotto culturale proprio per questo: perché è la sintesi più estrema di quella che è la capacità dell’uomo di operare sul territorio e di interpretarlo. A questo scopo sono necessarie competenze vaste e una cultura personale profonda, che vanno oltre l’aspetto tecnico specifico”.

 

Vinitaly AIS -Marco Aldegheri - convegno sommelier mediatore turistico

Marco Aldegheri, presidente dei Sommelier AIS del Veneto, durante l’intervista dopo la conferenza a Vinitaly 2019

 

Quali sono le azioni che AIS programma sul territorio?
“Ciò che contraddistingue l’AIS è l’attività formativa, con la gestione di 1000-1550 persone in formazione ogni semestre con 25-30 corsi in tutto il Veneto. Esistono comunque anche strumenti di comunicazione molto più rapportati al pubblico. Sono fatti per chi ha piacere di entrare in contatto con il vino e portare a casa i primi rudimenti. Funzionano molto, c’è un grande pubblico che ha voglia di conoscere. C’è da dire che l’esplosione del fenomeno-cucina ha aiutato molto: vino e cucina sono strettamente legati. Al vino, se non ci arrivi in modo diretto, ci arrivi insomma dalla porta di servizio”.

Cecilia Bay

 

*** Foto Nicola Albi

Presentazione AIS -Marco Aldegheri - convegno sommelier mediatore turistico

Leggi anche l’articolo su Alessio Serafini, miglior sommelier del Veneto 2019

Sull’enoturismo leggi la pagina di Verona Wine Love sul Turismo del vino 

Sulla comunicazione dell’enoturismo scopri il Progetto Verona Wine Love

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“Verona Wine Love” sul quotidiano L’Arena. Un articolo nelle pagine dedicate a Vinitaly dove si parla del portale sull’enoturismo a Verona (e oltre)

“Verona Wine Love” sul quotidiano L’Arena. Un articolo nelle pagine dedicate a Vinitaly dove si parla del portale sull’enoturismo a Verona (e oltre)

Verona Wine Love, il portale web sull’enoturismo e sui vini veronesi, sul quotidiano L’Arena di Verona.

Il nostro sito ha avuto l’onore di essere ospitato, in un articolo, in quello che è considerato il migliore quotidiano italiano. Il giornale di Verona, una delle capitali internazionali del vino.

Nato come un progetto sull’enoturismo di laureati in Editoria e Giornalismo dell’Università di Verona, il sito web “Verona Wine Love” – si rileva nell’articolo del quotidiano L’Arena – ha conquistato le prime posizioni sui motori di ricerca parlando di turismo del vino, di vini veronesi e delle bellezze storiche, artistiche e naturali della provincia di Verona.

“Siamo partiti con la volontà di raccontare le eccellenze vinicole e turistiche di Verona e del suo territorio”, spiegano Nicola Albi e Sara Soliman, webmaster e social media manager di Verona Wine Love (https://veronawinelove.com). “Le competenze e il metodo di lavoro acquisiti in ambito universitario sono stati fondamentali”.

 

Vinitaly and The City

 

Una sezione particolare è dedicata agli eventi. In questi giorni – con il blog “Daily Vinitaly” – spazio al Vinitaly e a Vinitaly and The City.
“Quello a cui teniamo è dare voce ai tesori enologici, di arte, cultura e natura di cui è ricca la provincia scaligera”, sottolinea Albi, che ha disegnato il portale di Verona Wine Love.

“Abbiamo voluto puntare sul nome Verona, sul vino e sull’amore“, sottolinea Nicola Albi. “Ci siamo trovati ad essere nei primi posti quando si digita Verona e Wine, tanto che il 20 per cento delle visite è dall’estero. Il che ci spinge a lavorare a una versione in lingua inglese che sarà presto online. Non solo: la concezione che abbiamo della Verona enoturistica è quella di una provincia che crea ponti e si apre sui territori circostanti, come fanno tutte le grandi capitali”.

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