Camminata del Bardolino: il percorso ciclopedonale più lungo del lago di Garda, tra antichi borghi e vigneti del Bardolino DOC

Camminata del Bardolino: il percorso ciclopedonale più lungo del lago di Garda, tra antichi borghi e vigneti del Bardolino DOC

Il nuovo Cammino del Bardolino comprende 18 percorsi ciclopedonali che si inoltrano nell’entroterra gardesano tra meravigliosi vigneti, colline piene di storia e scorci sul lago di Garda.

Si tratta di circa 100 km di splendidi itinerari ciclopedonali immersi nella natura pensati sia per gli amanti delle camminate e del cicloturismo sul lago di Garda sia per chi vuole conoscere da vicino la produzione del Bardolino DOC.

I 18 percorsi, di lunghezza variabile fra i 3 e i 20 km, congiungono infatti antichi sentieri, storici borghi e aziende vitivinicole e agroalimentari del territorio gardesano.

 

Cammino del Bardolino Lago di Garda

Cammino del Bardolino, Lago di Garda (Verona). (Foto Studio Land)

 

La Camminata del Bardolino

I comuni attraverssati dai 18 percorsi previsti dal progetto sono 6: Bardolino, Costermano, Garda, Rivoli Veronese, Affi, e Cavaion Veronese.

Circa sessanta sono invece le aziende vitivinicole coinvolte nel progetto, partito nel 2016 e finanziato dai comuni coinvolti.

Ma il cammino è anche un percorso esperienziale: attraversa infatti i principali borghi rurali e le aziende agricole produttrici di vino Bardolino Doc localizzate lungo il percorso.

Un “cammino” che i turisti e gli amanti del buon vino e della gastronomia non possono perdere.

Tutti i 18 percorsi sono stati mappati e segnalati, con la posa di 53 pannelli informativi che riportano il tracciato e i punti d’interesse.

Grazie ai pannelli informativi, tutti scaricabili su smartphone grazie a uno Qr Code, diventa possibile tracciare il prorpio itinerario, evidenziare le varie tappe e personalizzare i proprio itinerario.

 

 

cicloturismo lago di garda

Mappa del percorso “Cammino del Bardolino”, (foto Studio Land)

 

Nella mappa sono presenti anche aree di parcheggio gratuite, dove possiamo lasciare l’auto e iniziare a percorrere a piedi o in bicicletta il percorso scelto.

Il progetto, utile agli amanti dello sport e delle passeggiate nella natura, oltre ai tanti turisti che ogni anno visitano il lago di Garda, mira a valorizzare il patrimonio naturale, culturale e paesaggistico dell’entroterra gardesano, ricco di storia e di fascino.

Obiettivo del Cammino è inoltre quello di diffondere la conoscenza e la valorizzazione della ricchezza agroalimentare e vitivinicola dell’area di produzione del Bardolino DOC.

 

Cammini del Bardolino: tappe e cantine

I comuni attraversati sono 6: Bardolino, Costermano, Garda, Rivoli Veronese, Affi, e Cavaion Veronese. E circa sessanta sono le aziende vitivinicole coinvolte nel progetto.

Queste sono le tappe divise per ogni paese:

AFFI: Caorsa, Poggi,

BARDOLINO: Bigagnoli, Cà Bottura, Caldana, Campostrini, Casaretti, Colle dei Cipressi, Corradini, Costadoro, D’Aulerio, Delibori, Enoitalia, Girardelli, Gruppo Italiano Vini, Guerrieri Rizzardi, La Cà, La Rocca, Le Vai, Lenotti, Monte Oliveto, Raval, Rizzardi, San Zeno, Tre Colline, Vallonga, Valetti, Villabella, Villa Calicantus, Zeni,

CAVAION VERONESE: Bettili, Canella, Cesari, Domini Veneti, Lamberti, Le Fraghe, Marchesini, Monte Saline, Naiano, Righetti Dante, Righetti Enzo, Taborro, Torcolo,

COSTERMANO: Bondi, Garda, Natura, Pellegrini, Val,

GARDA: Canevini,

RIVOLI VERONESE: Baccolo, Benedetti, Cà Cerù, Ceradini, Colombari, Gasparini, Giramonti, La Colombara, Rocca, Sol de Montalto, Testi.

(fonte delle informazioni: sito studio Land, che si è occupato del progetto)

 

vini veronesi - vino bardolino

Un calice di vino Bardolino

 

Vedi anche:

Cicloturismo sul Lago di Garda

Camminate sul Lago di Garda

Leggi anche:

Strada del vino Bardolino

Scopri il Vino Bardolino nel portale sull’enoturismo Verona Wine Love.com

 

 

Articolo a cura di Sara Soliman
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Foto di copertina: Consorzio Tutela Vino Bardolino Doc

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Enoturismo: visita i Castelli del lago di Garda della sponda veronese, trentina e bresciana. E scopri i vini del territorio

Enoturismo: visita i Castelli del lago di Garda della sponda veronese, trentina e bresciana. E scopri i vini del territorio

Le sponde del lago di Garda si caratterizzano per la presenza di numerosi castelli, che sono testimonianza delle storia e delle dominazioni di questi territori.

Ho pensato a un ipotetico tour che parte da Lazise e si conclude a Peschiera, entrambe sulla sponda veronese del lago di Garda, e che attraversa in ordine le province di Verona, Trento e Brescia, in uno splendido giro intorno al lago di Garda, il lago più grande d’Italia.

È un giro lungo ma meraviglioso e può essere fatto in auto o in moto, che rende più agevole il percorso nei giorni di traffico intenso.

Le terre collinari sopra le rive del Garda godono di un clima che si presta alla coltivazione di vigneti e ulivi: sono zone note infatti per la produzione di ottimi vini e olio d’oliva.

 

Lago-di-Garda-cosa-vedere

Lago di Garda al tramonto. Foto di Mauro Magagna

 

 

Il Garda veronese: i castelli di Lazise, Torri, Malcesine

Già prima di entrare nel borgo di Lazise si vede il suo castello e la cinta muraria che circonda il paese. I cittadini di Lazise innalzarono le prime fortificazioni già nel IX secolo, ricostruite nei secoli seguenti dal Comune di Verona.

 
Dell’originario borgo fortificato e del castello molti elementi risultano oggi danneggiati. Rimane la cinta muraria, le cui porte permettono l’entrata al borgo. A Lazise è oggi la Dogana Veneta l’edificio che più rappresenta il paese e la sua storia.

 

Castello Lazise

Castello di Lazise (Verona) e cinta muraria

 

Proseguendo verso nord arriviamo a Bardolino, con il suo castello del IX secolo, del quale resta ben poco da vedere. Due porte d’accesso e la torre sul lungolago (o almeno ciò che ne rimane).

Proseguiamo per Garda e poi per Torri del Benaco, il cui Castello Scaligero risale agli ultimi anni della dominazione degli Scaligeri, signori di Verona (XIII-XIV secolo).

Il paese era all’epoca circondato da mura, di cui facevano parte anche le torri della fortezza.

In caso di attacco, gli assediati potevano fuggire attraverso dei cunicoli sotterranei, in parte ancora esistenti, che partivano dal castello.

Nel 1983 venne inaugurato il Museo del Castello Scaligero, che ospita alcune testimonianze della cultura locale e dell’Alto Garda in generale.

 

Castello di Torri del Benaco

Castello di Torri del Benaco (Verona) con la caratteristica limonaia

 

L’ultimo comune della provincia di Verona prima di arrivare in Trentino è Malcesine. La vista panoramica dal mastio del castello ripagherà pienamente il lungo viaggio e i numerosi scalini affrontati.

Ai piani inferiori si può seguire un percorso ben segnalato fra gli alloggi delle guardie, il camminamento e il Museo di storia naturale, ideato con un approccio multimediale e ospitato nelle stanze della rocca.

Salendo ai piani superiori si può visitare un’ampia sala usata anche per i matrimoni, oltre alla ex polveriera austriaca. Questa stanza è oggi dedicata al celebre letterato J.W. Goethe e ai suoi racconti dei viaggi in Italia.

 

castelli del garda

Castello di Malcesine (Verona): dal camminamento e dalla torre offre una splendida vista a picco sul Garda

 

Sulla torre principale, oltre a godere del panorama mozzafiato, si può vedere da vicino la Campana Comunale, risalente 1442.

Il castello di Malcesine è aperto alle visite da fine febbraio a inizio novembre.

>> Scopri il Garda veronese nella guida di Verona Wine Love.

 

Enoturismo: vini Bardolino, Chiaretto di Bardolino e Garda DOC

In queste zone del lago di Garda si produce il rosso Bardolino e il vino Chiaretto di Bardolino, il vino dell’estate.

I comuni coinvolti nella produzione del vino Bardolino sono 16, distribuiti in due zone ben distinte. Quella più antica, che produce il Bardolino Classico Doc, comprende tutto il territorio dei comuni di Bardolino e Garda e in parte quello di Lazise, Cavaion, Costermano e Affi.

La zona del Bardolino Doc, delineata nel 1968, comprende invece in tutto o in parte i comuni di Torri del Benaco, Caprino, Rivoli, Pastrengo, Bussolengo, Castelnuovo del Garda, Sona, Peschiera del Garda, Sommacampagna e Valeggio sul Mincio.

 

chiaretto di Bardolino

Vino Chiaretto di Bardolino alla Dogana Venete durante l’anteprima del Chiaretto di marzo 2019

 

Il Chiaretto Bardolino, versione rosa del Bardolino Doc, è un vino che si ottiene attraverso la vinificazione “in rosa” delle uve.

Il metodo prevede il contatto del mosto con le bucce per un periodo breve. Il risultato è un vino dal colore rosa brillante, le cui sfumature di intensità variano dal cerasuolo al rosato più tenue.

Le 10 zone di produzione del Garda DOC, tra Veneto e Lombardia, sono: Valtenesi, San Martino della Battaglia, Lugana, Colli Mantovani, Custoza, Bardolino, Valpolicella, Valdadige, Durello e Soave.

>> Per saperne di più visita la sezione sui vini del Garda DOC

 

Il Garda trentino: Riva del Garda e il castello di Arco

Dopo Malcesine, entriamo in provincia di Trento e incontriamo prima Nago, Torbole e poi Riva del Garda, splendida cittadina situata nella punta più a nord del Lago di Garda.

Riva del Garda merita di per sé una visita, per i tanti monumenti, piazze, ville e palazzi storici. Ma per visitare un primo castello in questa zona dobbiamo giungere ad Arco.

 

Castello di Arco-lago di Garda Trentino

Castello di Arco, Garda trentino

 

Il Castello di Arco è uno dei manieri più rinomati e suggestivi dell’arco alpino. Il nome stesso di Arco deriva da arx, che significa fortezza.

Reperti archeologici, trovati in diverse epoche sulla rupe dove è situato il castello, attestano presenze più antiche rispetto all’epoca medievale.

È uno dei castelli più raffigurati del Trentino, fra cui l’acquerello famosissimo di Albrecht Dürer “Le Val D’Arco – Fenediger Klausen”, ora conservato al museo del Louvre a Parigi.

Il Castello è visitabile anche all’interno ed è raggiungibile con una passeggiata in leggera salita tra gli ulivi dal borgo di Arco.

Dalla rupe si può poi ammirare uno splendido panorama sulla conca del basso Sarca fino al Lago di Garda.

>> Scopri il Garda Trentino nella guida di Verona Wine Love.

 

Il Garda bresciano: i castelli di Moniga, Lonato e di Sirmione

Dopo aver attraversato Riva del Garda si entra in territorio bresciano con Limone, Campione d’Italia, Grgagnano, Toscolano Maderno, Salò, Manerba e Moniga, incontriamo il primo castello del Garda bresciano: il castello di Moniga.

 

Castello di Moniga sul Lago di Garda

Castello di Moniga (Brescia) sul Lago di Garda

 

Il Castello di Moniga è uno dei classici esempi di costruzione avvenuta nel decimo secolo durante le invasioni degli Ungari.

A salutare il turista che giunga dalla strada costiera del lago è la cinta muraria, dotata di bei merli ghibellini.

Agli angoli della cinta muraria sono presenti quattro torri rotonde mentre nella metà dei lati sono visibili tre torri semicircolari.

Anche la vista sul Lago è molto bella, permettendo di scorgere la penisola di Sirmione. Le mura racchiudono il piccolo borgo che si snoda attraverso quattro file di case, tutt’oggi abitate e al quale si accede attraverso strette viuzze.

Proseguendo incontriamo il paese di Lonato. Il suo castello si presenta come una delle più imponenti fortezze di tutta la Lombardia, ma le sue origini sono piuttosto oscure.
 

Sembra però che il castello abbia una storia simile a quella dei vari castelli della zona del Basso Garda. Probabile fortilizio durante il periodo dell’Impero Romano, utilizzato come rifugio durante le invasioni barbariche, la Rocca non venne abbandonata e grazie alla sua posizione strategica a guardia della più importante via di comunicazione alto padana, venne fortificata sempre più negli anni fino a divenire una vera e propria cittadella militare.

 
Percorrendo il cammino di ronda, si può godere di uno spettacolare panorama del lago di Garda. Ulteriori informazioni per visite al sito del Castello di Lonato.
 
 

 

Castello di Lonato in provincia di Brescia

Castelli del Garda Bresciano: Castello o Rocca di Lonato

 

Ripartiamo da Lonato e, in breve, raggiungiamo Sirmione. Notiamo subito il castello, bagnato su tutti e quattro i lati dal lago, una caratteristica che lo rende fiabesco e suggestivo.

Sirmione è uno dei posti più caratteristici della zona del lago di Garda.

Da sempre conteso e rivendicato dai veneti, faceva parte dei possedimenti veronesi in epoca antica e molte strutture e costruzioni lo testimoniano, avendo una tipica estrazione e decorazione veneziana.

 

Castello di Sirmione sul Lago di Garda

Castello di Sirmione sul Lago di Garda. Foto di Diego Bonacina

 

Sirmione sembra una piccola isola galleggiante sul lago di Garda. Il suo nome deriva infatti dal greco syrma, che significa “coda”, “striscia”, proprio perché sorge sull’acqua, leggermente staccato dal resto della terraferma.

Suggestiva è l’entrata nel paese, strutturata come un ponte levatoio che crea un passaggio nell’arcata tra le altissime mura del castello, all’interno del quale sorge il caratteristico borgo, strutturato come un borgo medioevale, con archi e vicoletti chiusi al traffico.

Il castello scaligero di Sirmione è uno dei castelli meglio conservati d’Italia, grazie anche al fatto di essere circondato dall’acqua.

L’acqua fungeva infatti da deterrente naturale contro i nemici, impedendo loro di accedere all’interno del castello.

È possibile accedere alle ronde di camminamento percorrendo una lunga scalinata formata da 146 gradini. Da lì la vista sul Garda è spettacolare.

Da Sirmione il nostro tour continua per Peschiera e da lì rientriamo Lazise.

 

Enoturismo: il vino Lugana, i vini della Valtenesi e il Garda DOC

Il Garda bresciano è noto per la produzione del vino Lugana, del vino Chiaretto ottenuto dalle uve groppello, dei vini della Valtenesi e del Garda DOC.

Le 10 zone di produzione del Garda DOC, tra Veneto e Lombardia, sono: Valtenesi, San Martino della Battaglia, Lugana, Colli Mantovani, Custoza, Bardolino, Valpolicella, Valdadige, Durello e Soave.

 

Degustazione vino Lugana - Lago di Garda - Verona

Degustazione vino Lugana durante l’evento a Villa Aurelia, Roma. Foto Consorzio Tutela Lugana DOC

 

Per un approfondimento e per conoscere i percorsi alla scoperta dei vini bresciani leggi la sezione sulle Strade del Garda DOC.

>> Scopri la guida turistica di Verona Wine Love sul lago di Garda: troverai tante informazioni utili su percorsi consigliati, cicloturismo e camminate.

 

Articolo a cura di Sara Soliman
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“Insi&Me in Franciacorta, Festival di cibo e cultura”: scopri la cucina, i prodotti del territorio e i vini della Franciacorta il 6, 7 e 8 marzo 2020

“Insi&Me in Franciacorta, Festival di cibo e cultura”: scopri la cucina, i prodotti del territorio e i vini della Franciacorta il 6, 7 e 8 marzo 2020

“Insi&Me in Franciacorta, Festival di cibo e cultura” è l’evento enogastronomico che ha lo scopo di far conoscere i vini e la cucina tradizionale della Franciacorta (Brescia).

Il Festival è previsto per il weekend del 6, 7 e 8 marzo 2020.

Anche se ci sono state delle variazioni, rimangono comunque in programma numerose iniziative a cui partecipare.

Tra queste le attività all’aria aperta e le degustazioni di prodotti locali e vini Franciacorta direttamente dai produttori o nei ristoranti del luogo, dove gli chef locali e internazionali cucineranno le eccellenze del territorio.

Un viaggio alla scoperta del terroir delle celebri bollicine riconosciute dagli winelovers come punto di partenza per assaporare i prodotti della zona.

L’ospitalità e la convivialità proposte in abbinamento alle degustazioni sono, inoltre, motivo di appeal e di interesse nel mondo.

 

Franciacorta con i vini e piatti tipici

Calice di Franciacorta (foto sito Franciacorta.net)

 

 

“Insi&Me in Franciacorta, Festival di cibo e cultura”: il festival dedicato agli winelovers e agli amanti della buona cucina

I tre giorni di Festival sono dedicati agli amanti del vino e delle bollicine in particolare, ma anche a chi ama la buona tavola e desidera conoscere le tradizioni culinarie della Franciacorta.

Protagonisti del Festival sono infatti gli chef franciacortini, con pranzi e cene a quattro mani assieme a colleghi provenienti da tutta Italia e dal mondo.

Cucina tradizionale e abbinamenti ricercati, da degustare con un buon calice di Franciacorta. Ma anche cucina mescolata ai sapori di altri luoghi, grazie agli chef ospiti nell’iniziativa “cucina a quattro mani”.

In alcuni dei ristoranti anche menù dedicati a Vittorio Fusari, chef icona del territorio, scomparso lo scorso gennaio. 

Data la situazione il programma è suscettibile a ulteriori variazioni.

L’indirizzo e-mail visit@franciacorta.net  il contatto utile per ogni tipo di chiarimento o necessità. 

 

Cucina con piatti tipici

“Insi&Me in Franciacorta, Festival di cibo e cultura”: gli chef della Franciacorta propongono piatti della cucina tradizionale mescolata ai sapori di altri luoghi

 

Qui puoi conoscere i prodotti tipici della Franciacorta: dai formaggi Robiola Bresciana e Casolet nostrano alla soppressa Bresciana e alla Sardina essiccata tradizionale del lago d’Iseo (presidio Slow Food).

Oppure le ricette tradizionali come il Risotto al Franciacorta, la Tinca al forno di Clusane o i Casoncelli alla bresciana.

 

Visite in cantina con degustazioni

Durante i tre giorni di festival le cantine, le distellerie, le enoteche e i produttori locali apriranno le porte a turisti e agli appassionati per visite e degustazioni.

La prenotazione è obbligatoria contattando direttamente le aziende aderenti all’iniziativa sulla pagina del sito ufficiale.

 

Attività all’aria aperta: itinerari guidati con tappe in cantina

Anche se molte attività previste dal programma iniziale sono state annullate, per conoscere il territorio e i suoi prodotti sono previsti itinerari guidati a piedi o in bicicletta.

I percorsi sono alla portata di tutti, ideali per le famiglie con bambini o per enoturisti desiderosi di conoscere da vicino la Franciacorta e il suo vino: ogni itinerario prevede infatti una tappa in cantina.

Per gli amanti del golf sono previsti 3 percorsi di 9 buche: Franciacorta Brut, Satèn e Rosé. Il tutto rigorosamente a tema.

 

Franciacorta guida vigneti

Vigneti del Franciacorta (Brescia), foto Franciacorta.net

 

 

Il Vino Franciacorta

ll vino Franciacorta, prodotto esclusivamente con il metodo della rifermentazione in bottiglia, è il nome della regione geografica dove crescono le sue vigne Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco.

Con una sola espressione, Franciacorta, si identifica nel mondo tanto un territorio quanto un metodo di produzione e un vino. 

Il Consorzio Franciacorta comprende le denominazioni Franciacorta DOCG, Curtefranca DOC e Sebino IGT.

Il logo con la effe merlata contraddistingue i suoi vini e si rifà alle antiche torri medievali, caratteristiche dei 19 comuni siti nel cuore della Lombardia, ai piedi del Lago d’Iseo: Adro, Brescia (parte), Capriolo, Cazzago San Martino, Cellatica, Coccaglio, Cologne, Corte Franca, Erbusco, Gussago, Iseo, Monticelli Brusati, Ome, Paderno Franciacorta, Paratico, Passirano, Provaglio d’Iseo, Rodengo Saiano e Rovato.

>> Leggi anche Brescia: vini e gastronomia

 

Franciacorta: come arrivare

La Franciacorta è una zona collinare situata tra Brescia e l’estremità più a sud del Lago d’Iseo, in Lombardia.

Puoi raggiungerla in treno:

  • Linea ferroviaria FS Milano-Venezia
  • Linea ferroviaria FS Milano-Bergamo-Brescia
  • Con TRENORD Brescia-Rovato-Iseo-Edolo

Puoi raggiungerla in auto:

  • Con la Strada Provinciale 510 Brescia-Iseo
  • Con la Statale 11 Brescia-Palazzolo sull’Oglio
  • Con l’Autostrada A4 MI-VE: uscite Palazzolo, Rovato, Ospitaletto
  • Con Autostrada A35 Bre.Be.Mi.: uscite Chiari, Rovato, Travagliato

Puoi raggiungerla in aereo:

  • Aeroporto di Bergamo-Orio al Serio (km 38)
  • Aeroporto di Verona-Villafranca-Catullo (km 75)
  • Aeroporto di Milano-Linate (km 80)
  • Aeroporto di Milano-Malpensa (km 110)

 

“Insi&Me in Franciacorta, Festival di cibo e cultura” dal 6 all’8 marzo 2020 in Franciacorta (Brescia), si presenta quindi come il Festival che accompagna il turista, o l’amante del buon vino e della buona tavola, alla scoperta delle eccellenze di un territorio che ogni anno attira enoturisti da tutto il mondo.

 

Articolo a cura di Sara Soliman
redazione@veronawinelove.com

 

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Appuntamenti con il vino di marzo 2020 a Verona e in Italia. Scopri gli eventi consigliati da Verona Wine Love

Appuntamenti con il vino di marzo 2020 a Verona e in Italia. Scopri gli eventi consigliati da Verona Wine Love

Vini veronesi e non solo. Non è ancora tempo di Vinitaly, ma nel mese di marzo, a Verona e in tutta Italia, non mancano grandi appuntamenti con il buon vino.

Ecco quindi un elenco di eventi a marzo 2020 per gli amanti del vino, fra degustazioni e festival.

Vi presentiamo le occasioni per apprezzare i vini veronesi, ma anche per conoscere quelli delle altre parti d’Italia.

 

Gli appuntamenti col vino a Verona a marzo 2020

 

Gli appuntamenti col vino in Italia a marzo 2020

  • 27 febbraio – 23 marzo 2020, Forum di Vinifera, degustazioni, conferenze, incontri con produttori ed esperti del settore, in preparazione a Vinifera 2020, Trento
  • 29 febbraio -1 marzo 2020, VAN, Vignaioli Artigiani Naturali, Roma
  • 1-2 marzo 2020, Verbania che bolle, manifestazione dedicata alle bollicine con oltre 40 cantine e 200 etichette, Pallanza (Verbania)
  • 1-2 marzo 2020, Live Wine, il Salone del Vino Artigianale, Milano – ANNULLATO
  • 1-2 marzo 2020, Terre di Toscana, Eccellenza nel bicchiere, 140 produttori tra vignaioli di nicchia e griffe di livello internazionale. Camaiore, Lucca
  • 6-7-8 marzo 2020 “Insi&me in Franciacorta- Festival di cibo e cultura”, evento per conoscere la cucina tradizionale della Franciacorta con ospiti provenienti da tutta Italia e del mondo. Degustazioni guidate e appuntamenti culturali, mostre ed esposizioni, in Franciacorta (Brescia)
  • 21-22 marzo 2020, Bollicine in Villa, Santa Maria di Sala (Venezia). Evento per winelovers e professionisti per conoscere la produzione spumantistica italiana ed europea
  • 28-29 marzo 2020, Vinifera 2020, mostra mercato dei vini artigianali dell’Arco Alpino, Trento
  • 29-30 marzo 2020, Taste Alto Piemonte, i vini dell’Alto Piemonte in degustazione a Napoli

 

 

Turismo del vino e gastronomia

Turismo del vino e gastronomia

 

→ Leggi anche Gusto & Sapori, guida ai prodotti tipici del territorio

→ Scopri  CANTINE E VINI DI VERONA

 

Articolo a cura della Redazione di VeronaWineLove
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Visita ai Castelli di Romeo e Giulietta a Montecchio Maggiore (Vicenza). Una gita fuoriporta a cui abbinare la scoperta dei vini di Vicenza

Visita ai Castelli di Romeo e Giulietta a Montecchio Maggiore (Vicenza). Una gita fuoriporta a cui abbinare la scoperta dei vini di Vicenza

Sei mai stato a Montecchio Maggiore, nella provincia di Vicenza, a visitare i castelli di Giulietta e Romeo?

Se anche tu sei affascinato dalla storia dei due innamorati di Shakespeare scopri dove vivevano Giulietta e Romeo, tra tradizione e leggende.

I Castelli di Giulietta e Romeo sono due manieri di ridotte dimensioni, situati l’uno a poca distanza dall’altro, in posizione panoramica e strategica, su una collina sopra il paese di Montecchio.

Una leggenda diffusa a metà Ottocento narra che Luigi da Porto, nello scrivere la sua Historia novellamente ritrovata (che ispirò poi il Romeo e Giulietta di Shakespeare), si sarebbe ispirato alla vista dei due castelli vicini e opposti, non lontani dalla sua villa di Montorso.

 

Giulietta e romeo castelli

I castelli di Giulietta e Romeo si trovano in località Castelli, Montecchiio Maggiore, in provincia di Vicenza. In foto il Castello di Giulietta

 

I due castelli hanno avuto diversi proprietari: i Signori di Verona con Cangrande II della Scala nel 1300, i Visconti di Milano dal 1387 al 1404 e successivamente passati sotto il controllo della Repubblica di Venezia.

I castelli durante la guerra della Lega di Cambrai, nel 1514, vengono colpiti dai proiettili di bombarda i cui fori sono ancora visibili sulle mura del castello della Bellaguardia.

Fino al 1742 i castelli non sono più utilizzati e cadono in rovina. Nel 1742 il Comune di Montecchio li acquista da Venezia per 200 ducati, e avvia i primi restauri a partire dalla fine dell’800.

 

Il castello di Giulietta o castello della Bellaguardia

Il castello di Giulietta o di Bellaguardia sorge ad una quota di 254 metri, a circa 300 metri di distanza dal castello della Villa di Montorso.

È situato verso quella parte del borgo di Montecchio che in passato era chiamata “il Costo”.

Si tratta di un modesto recinto edificato a difesa di una torre di epoca precedente, costruita con modalità analoghe a quelle del mastio del castello della Villa di Montorso. La torre sorgeva probabilmente isolata e in un luogo privilegiato di osservazione e controllo.

Il recinto venne edificato da Cangrande II della Scala tra il 1354 e il 1356 e presenta una caratteristica pianta ad elle, con murature che alternano pietre calcaree e mattoni.

L’accesso, privo di ponte levatoio, era posto a lato della torre in modo da favorire la difesa in caso di attacchi.

Il castello rimase in stato di abbandono sino al restauro degli anni Trenta del secolo scorso, quando venne ristrutturato.

Con l’occasione venne edificata, nella parte di sud-ovest del castello, una taverna con affreschi ispirati alla tragica vicenda di Giulietta e Romeo.

 

 

Guida turistica Vicenza - Castello di Giulietta e Romeo

Castello di Giulietta o Castello della Bellaguardia (Foto di Davide Seddio)

 

 

Il castello di Romeo o castello della Villa

Il castello della Villa è detto anche “di Romeo” in quanto la tradizione popolare ne attribuisce la proprietà alla famiglia dei Montecchi.

Esso sorge ad una quota di 234 metri, in posizione dominante sulla valle del Chiampo.

Il recinto venne edificato intorno alla metà del XIV secolo dagli Scaligeri, signori di Verona, inglobando, come nel vicino castello della Bellaguardia, una torre di epoca precedente che funge da mastio.

Questa torre, alta circa 25 metri, é caratterizzata da un possente basamento in pietre calcaree e faceva infatti parte di un sistema difensivo che venne distrutto.

Il castello venne ridotto in gran parte in rovina dalla Repubblica di Venezia agli inizi del Cinquecento, durante guerra della Lega di Cambrai.

La fortificazione, molto più articolata rispetto al castello della Bellaguardia, presenta una pianta di forma irregolarmente trapezoidale, adattata alla conformazione orografica del colle.

Anche in questo castello la porta d’accesso è priva di ponte levatoio, ed era situata sul lato più corto, l’’angolo sud-occidentale.

L’ingresso comprendeva anche una torre scudata. Altre due torri scudate erano collocate sui vertici del lato orientale.

La fortezza presenta anche nella tecnica costruttiva tutte le caratteristiche delle maestranze scaligere, il più evidente dei quali è il tipico disegno a “dente di sega”, secondo cui sono disposti i mattoni agli angoli delle torri.

Salendo in cima alla torre del castello, nelle giornate limpide, si ha una visione che spazia fino a distinguere la laguna di Venezia all’orizzonte.

Durante l’estate il castello diventa sede di spettacoli, cinema e manifestazioni.

 

 

 

 

 

Castelli di Romeo e Giulietta: come arrivare e informazioni utili

In auto si procede sulla A4, direzione Venezia, con l’uscita di Montecchio Maggiore (Vicenza).

Il paese di Montecchio si colloca a ovest di Vicenza, nel confluire della valle del Chiampo e della valle dell’Agno.

Ci dirigiamo verso la località Castelli, culla letteraria del Romeo e Giulietta di Shakespeare.

Qui si trovano Il Castello della Villa e il Castello della Bellaguardia, conosciuti rispettivamente come Castello di Romeo e Castello di Giulietta.

 

  • CASTELLO DELLA VILLA O DI ROMEO


Orario di apertura:
domenica e festivi 15.00-18.30

No servizio guida (solo apertura): Lunedì di Pasquetta e 1° Maggio

Ferragosto: 15:00-18:30

Apertura stagione 2020: domenica 8 marzo

Speciale Gruppi: apriamo su richiesta per gruppi organizzati e scolaresche, previa prenotazione.

Biglietti: Intero: 3,00  euro, ridotto: 2,00 euro (oltre i 60 anni, minorenni, possessori Carta Giovani, quota individuale per gruppi dalle 15 persone).

Scolaresche: 1,00 euro

Ingresso gratuito: bambini sotto i 10 anni e portatori di handicap

Speciale Biglietto Cumulativo: 6,00 euro (valido per i tre siti: Priare, Castello di Romeo e Museo Zannato)

Prenotazione obbligatoria per gruppi organizzati

 

  • CASTELLO DELLA BELLAGUARDIA O DI GIULIETTA

È aperto e visitabile liberamente nei giorni e negli orari di apertura del Ristorante dei Castelli.

Alla data odierna (12 febbraio 2020) non ci sono indicazioni ulteriori.

Info: info@castelligiuliettaeromeo.it

 

Castelli di Giulietta e Romeo a Vicenza

Castelli di Giulietta e Romeo a Vicenza

 

Potrebbe interessarti anche la sezione su: Gite fuoriporta e Vini d’Italia

 

A piedi ai Castelli di Romeo e Giulietta: il consiglio di Verona Wine Love

Arrivati a Montecchio (Vicenza), parcheggiamo vicino alla vecchia stazione. Ci avviamo verso il Duomo e percorriamo le strade che ci portano alle vecchie fontane del paese.

Raggiungiamo poi la contrada Santissima Trinità salendo la dorsale del monte. Scendiamo poi al castello “Della Villa” (o “di Romeo”) e visitiamo le “Priare, gallerie e cave usate per l’estrazione della roccia.

Il complesso sotterraneo di cave e gallerie ha uno sviluppo spaziale di 1475 metri, di cui 1186 relativi ai vani artificiali e 289 metri nelle 25 cavità’ naturali intercettate nello scavo della pietra e relative a fenomeni di epicarsismo. La visita avviene in completa sicurezza e con guida.

Raggiungiamo poi il castello “Bellaguardia” (o “di Giulietta”) e scendiamo dal Monte Nero, con le sue colate laviche, fino a ritornare al Duomo.

Il percorso presenta un dislivello di 300 m. ed è adatto a tutti; il tempo impiegato per l’intero giro varia dalle 4 alle 5 ore in base alla durata delle soste.

 

Castelli Romeo e Giulietta

Priare
o complesso delle cave sotterranee dei “Covoli dei Castelli”.  Si trova poco sotto uno dei due castelli scaligeri: quello di Giulietta o della Bellaguardia. Il sistema sotterraneo trae origine dall’estrazione della “pietra tenera” o “pietra di Vicenza”, un materiale da costruzione assai pregiato, utilizzato in edilizia e per opere architettoniche.

 

Enoturismo a Vicenza

Se sei un winelover puoi approfittare della gita in terra vicentina per scoprire gli ottimi vini che offre la provincia di Vicenza.

Sono numerosi i vini bianchi e rossi Doc (denominazione di origine controllata) da degustare e da abbinare ai migliori piatti della cucina del territorio.

Dai vini dei Colli Berici a quelli di Vicenza. Dai vini Gambellara a quelli di Breganze. Dal vino Lessini Durello ai vini di Arcole, in comune con la provincia di Verona.

Se vuoi scoprire le cantine dei Colli Berici in un magnifico percorso che si snoda tra vigneti e borghi caratteristici leggi la pagina Strada del Vino dei Colli Berici, sul portale Verona Wine Love.

 

Vino dei Colli Berici

Calice che simboleggia il Vino dei Colli Berici e la Strada del Vini dei Colli Berici

 

→ Scopri la pagina Vicenza: cosa vedere

→ Leggi anche Vini di Vicenza

 

 

Articolo a cura di Sara Soliman
✉︎   redazione@veronawinelove.com

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Wine&food tourism: ecco chi è il turista enogastronomico e che cosa cerca. Strategie  e consigli per le aziende enogastronomiche

Wine&food tourism: ecco chi è il turista enogastronomico e che cosa cerca. Strategie e consigli per le aziende enogastronomiche

Sai che il wine&food tourism in Italia è un settore sempre più in crescita? Di anno in anno aumentano infatti gli wine&food lover, che cercano esperienze sempre più coinvolgenti.

Se possiedi o lavori in un’azienda wine&food, saprai anche però che si tratta di un mercato frammentato. Come te esistono una moltitudine di altri produttori, alcuni di grandi dimensioni, altri di nicchia.

Come distinguerti e far sì che il turista visiti la tua azienda?


L’identikit del turista wine&food: conoscerlo per strutturare un’efficace visita in azienda

 

Gustare un buon calice di vino o assaggiare un prodotto tipico nel luogo dove viene prodotto lo rende un’esperienza unica.

Proporre un percorso di wine&food tourism nella tua azienda ti permette di distinguerti e fidelizzare la tua clientela, di creare un rapporto personale con gli wine & food lover che incontri.

Accogliere in modo ben riuscito i turisti della tua azienda significa renderli soddisfatti dell’esperienza. Questo non solo aumenta le visite ma anche induce i visitatori a tornare e ad acquistare i prodotti degustati, quando ripensano all’esperienza vissuta.

I turisti enogastronomici amano visitare mercati agricoli.

Prediligono prodotti tipici, visitano aziende vinicole e birrifici e partecipano volentieri ad eventi enogastronomici.

Sono turisti “coinvolti”: fotografano i piatti che mangiano, raccontano la propria esperienza sui social network e spendono di più per cibo e bevande.

Inoltre, acquistano di preferenza souvenir enogastronomici. E’ un modo di prolungare l’esperienza anche dopo il ritorno a casa.

Sono anche i turisti più fedeli: se soddisfatti, tornano volentieri nel territorio visitato e lo raccomandano agli amici.

I turisti enogastronomici sono anche informati: prima del viaggio, si documentano online e per questo hanno precise esigenze e aspettative. Lo confermano i dati: secondo l’indagine della World Food Travel Association, il 63% degli italiani valuta l’offerta enogastronomica prima di scegliere una destinazione.

Leggi anche L’enoturismo a Verona e in provincia.

 

Camera di Commercio di Verona

 

Wine&food tourism. Come organizzare la visita in azienda

 

Quando organizzi le visite nella tua azienda devi tener conto del comportamento del turista fin qui delineato.

La visita in cantina o in azienda agricola diventa per i tuoi visitatori un itinerario narrativo/educativo, un momento dove dare vita allo storytelling dell’enogastronomia.

Lo storytelling deve tenere conto di quattro elementi, da valorizzare e mettere in luce nel raccontare la storia della tua azienda non dimenticare di parlare:

  • del paesaggio che la accoglie, influenzato, definito e tutelato dall’attività dell’uomo,
  • delle tradizioni che ne costituiscono i pilastri,
  • dei tuoi prodotti, che diventano brand del territorio,
  • delle persone che lavorano nella tua azienda, fondamentali soprattutto se si tratta di un’azienda a conduzione familiare.

La visita è dunque lo strumento per ripercorrere la storia della tua azienda attraverso gli spazi produttivi, la spiegazione del tuo prodotto e delle sue caratteristiche.

Focus della visita è la degustazione, il momento privilegiato per educare i tuoi visitatori e illustrare i tuoi prodotti. Con un assaggio guidato il tuo prodotto viene valorizzato, compreso e apprezzato.

Offrire una degustazione al termine della visita stimola anche l’acquisto del prodotto; per questo è importante terminare la visita nel punto vendita o nelle vicinanze.

Per l’enoturismo infatti la fonte di fatturato principale non è la visita, spesso organizzata gratuitamente o ad un prezzo simbolico, ma la vendita diretta dei prodotti.

 

Leggi anche: Enoturismo: vino e cibo locali attraggono il 75% dei visitatori. Per intercettarli, ristoranti, hotel e cantine sono chiamati a comunicare in modo professionale.

 

Wine&food tourism: coltivare la relazione con gli wine & food lover. Prima della visita, la presenza sul web

 

Nell’organizzare una visita in azienda, tieni conto del fatto che il turista si informa prima online attraverso i diversi strumenti. È fondamentale che tu curi la tua presenza aziendale sul web.

Crea, se non lo hai già, o migliora il tuo sito internet aziendale, dove è essenziale che tu dedichi una pagina alle visite e indichi programma, eventuali costi, modalià di prenotazione e durata.

Il wine & food lover consulta le pagine Facebook, per verificare informazioni utili – come gli orari di apertura – e per creare un rapporto diretto con la tua azienda.

Qui puoi scegliere di raccontare le visite ricevute con immagini o video.

È un ottimo modo per rendere i tuoi fan partecipi dell’esperienza e creare intorno ad essa le giuste aspettative.

Altro strumento utile è Google My Business. Grazie a Google My Business puoi aggiornare le tue informazioni online, comunicare eventuali variazioni di orario, ad esempio in occasione delle festività, ed inserire un link diretto alle modalità di prenotazione.

 

Milano Wine Week - vino, degustazioni, enoturismo - ottobre 2019 - degustazioni- verona wine love

Milano Wine Week – vino, degustazioni, enoturismo – ottobre 2019 – degustazioni- verona wine love

 

Coltivare la relazione con gli wine&food lover. Dopo la visita, raccolta dati, database e newsletter

 

Al termine della visita, ricorda che è fondamentale fidelizzare i clienti attraverso la raccolta dei dati che li riguardano.

Creare un database dei tuoi visitatori pone le basi per una relazione duratura nel tempo.

Un modulo cartaceo, da proporre alla fine della visita, renderà i tuoi visitatori più propensi a fornirti i propri dati.

Contattarli con regolarità, ma senza esagerare, informandoli di novità e iniziative, quali per esempio aperture straordinarie o una piccola scontistica sull’acquisto dei prodotti, riservata agli iscritti della tua newsletter, li porterà a tornare a farti visita in azienda.

 

Wine&Food tourism: alcune conclusioni e consigli utili

 

In questo intervento ho cercato di delineare un identikit del turista enogastronomico.

Conoscere le abitudini, i comportamenti e le attitudini del tuo visitatore ti porterà a costruire un’esperienza di visita in azienda soddisfacente e ben organizzata.

Un ‘esperienza che ti porterà visibilità, diffusione e un sempre maggiore flusso di turisti: un visitatore soddisfatto e fidelizzato consiglierà la visita a parenti, amici e conoscenti.

Articolo a cura di Cecilia Bay
redazione@veronawinelove.com

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