Spesa online e consegna a domicilio. Cosa compriamo quando usiamo internet per acquistare vino, cibo, verdura, frutta e dolciumi

Spesa online e consegna a domicilio. Cosa compriamo quando usiamo internet per acquistare vino, cibo, verdura, frutta e dolciumi

La spesa online, con consegna dei prodotti a domicilio, è molto comoda.

Via internet si ordinano gli alimentari – vino incluso – che servono. Poi – grazie a servizi come quelli di Supermercato24 – la consegna viene fatta in giornata a casa.

Gli italiani si stanno abituando alla spesa online. E ad avere il supermercato sul web.

Nel mese di novembre 2018, i prodotti più acquistati dai supermercati online sono stati quelli appartenenti alla categoria formaggi e salumi, per un ammontare complessivo pari al 12,1% del totale della spesa.

Seguono acqua, bibite e alcolici (all’11,4%) e frutta e verdura (11,1%).

Milano e Roma sono le due città con il maggior numero di ordini per acquisti alimentari in rete.

A rilevare leadership e trend della spesa online del 2018 è Supermercato24, player italiano della spesa online che ha tracciato bilancio e classifica degli ultimi dodici mesi dell’anno appena passato.

L’ha fatto con l’indagine “Abitudini di Consumo”.

Supermercato24 è presente anche a Verona con la vendita online dei prodotti di oltre 50 supermercati della provincia scaligera.

 

Supermercato24 - spesa online - acquisti di alimentari su internet

Spesa online al supermercato: le percentuali delle tipologie di prodotti, secondo i risultati della ricerca di Supermercato24

 

Spesa online: gli acquisti con i supermercati su internet

Dai risultati emerge che la spesa media online per carrello su Supermercato24 nel 2018 è stata di 60 euro.

Tra le categorie di prodotto più acquistate in Italia ci sono acqua, bibite e alcolici con il 12,5% degli ordini totali, segue la categoria formaggi e salumi (12%) e quella della frutta e verdura (11,5%).

L’analisi di mercato segnala che i dati per provincia premiano Roma per la percentuale di spesa online per frutta e verdura più alta di tutta Italia con un 13.5%.

Dietro la Capitale si piazzano Bologna, con il 12,8% e Modena, con il 12,5%.

Per carne e pesce la leader è invece Varese con l’11%.

Ai posti successivi si piazzano Pesaro Urbino (10,3%), Monza-Brianza (10,2%) e le romagnole Rimini e Ravenna (10%).

Il primato per formaggi e salumi se lo aggiudicano Forlì e Cesena con il 14% del totale della spesa nazionale.

Al secondo posto Bergamo, Catania e Roma al 13% e al terzo Torino con il 12,7%.

Pordenone è la città più golosa con l’acquisto dei dolciumi che ha pesato per il 9,7% sul totale della spesa online cittadina.

Dopo Pordenone, come acquisti online di dolciumi vengono Modena (9%), Rimini (8,6%), Verona (8,5%) e Catania (8,5%).

Infine La provincia “più festaiola” che ha comprato vino, birra e simili è stata quella di Pesaro Urbino (8%), seguita dalle lombarde Mantova e Varese (6%) e, poi, da Genova e Vicenza (5,9%).

In ultimo Pordenone (8,2%) conquista il titolo per latte e yogurt, poi Vicenza e Ravenna (8%), Catania (7,8%).

La ricerca di Supermercato24 sulla spesa online rivela come la vendita di vino di qualità possa passare anche attraverso gli acquisti sul web della grande distribuzione organizzata.

Lo stesso vale – come rivela il dato su Verona – per i dolciumi e i prodotti da dessert.

La spesa online – con i supermercati sul web – consente di commercializzare nel modo più semplice anche prodotti di nicchia e di alta qualità.

 

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Cenone di Capodanno: un menù per la Notte di San Silvestro attento alle intolleranze alimentari… e da leccarsi i baffi

Cenone di Capodanno: un menù per la Notte di San Silvestro attento alle intolleranze alimentari… e da leccarsi i baffi

Il menù che ho proposto per Natale, con il pranzo natalizio, lo ripropongo ora per il Cenone di Capodanno.

Il menù di Capodanno segna un passaggio importante, nella Notte di San Silvestro. Si gettano le cose vecchie e si riparte di slancio con il nuovo anno.

Con l’occasione del Cenone di Capodanno comincio, comincio come ho fatto per il pranzo di Natale, scrivendo il menù.

Scritto al computer, lo stampo e lo posiziono come decorazione, con un fiocco d’occasione.

Metto il menù di Capodanno in bella vista, esponendolo nella sala da pranzo.

In questo modo, mi trovo a creare una forma di decorazione di Capodanno che contribuisce al clima della festa. Magari a volte faccio anche un centro tavola di fantasia.

Gli ospiti che ricevo la sera di Capodanno sono gli stessi con cui ho trascorso il Natale. Hanno una serie di intolleranze di tipo alimentare.

Sono vegetariani: non posso quindi cucinare la carne e accettano solo, in via eccezionale, il pesce.

I formaggi sono esclusi dal menù, se non super stagionati o formaggi di capra.

Le farine che posso usare sono poche e ben selezionate.

Il menù di Capodanno che propongo rispecchia, così, anche le necessità degli invitati.

Per fortuna gli ospiti che ho bevono ancora. Riusciamo così a farci un brindisi con del buon vino. Qui non ho divieti da rispettare.

 

Cenone di Capodanno - menù di Capodanno 2 -

 

Cenone di Capodanno: aperitivo con tartine vegetariane

Comincio il Cenone di Capodanno con un aperitivo sfizioso e variegato.

Preparo alcune tartine con un humus di rapa rossa, bello colorato. Altre tartine le preparo con un humus di zucca. E una serie di tartine con crema di topinambur.

Come preparare l’humus di rapa rossa? Prendo un paio di rape già bollite. Le frullo e le condisco con un paio di cucchiaini di salsa Tahina, succo di un limone e pepe. Volendo, ci sta anche un goccio di olio extravergine di oliva buono e profumato.

Per l’humus di zucca, cucino la zucca a vapore oppure in forno, deve essere bella asciutta. La mescolo con salsa tahina. Vi aggiungo un po’ prezzemolo fresco tritato come decorazione; del cumino (a chi piace) e un goccio di olio.

Quanto alla crema di topinambur, faccio cucinare 3-4 topinambur a vapore, li passo al setaccio, unisco  mezzo spicchio d’aglio spremuto, un cucchiaio d’olio extravergine di oliva di qualità, pepe e un trito di timo.

Uso le salse per decorare le tartine oppure anche per riempire dei vol-au-vent, che però intiepidisco al forno per qualche minuto.

Lascio comunque delle ciotoline sparse con le varie salse a disposizione e dei crostini. Giusto per accontentare i più golosi che vogliono fare il bis.

Accompagno le tartine con del vino Spumante Lessini Durello,

 

Cenone di Capodanno - menù di Capodanno 3

 

Primo piatto del menù di Capodanno: gnocchi di castagne su crema di zucca e nocciole

Per gli gnocchi di castagne acquisto della farina di castagne accertandomi che sia la farina di quest’anno. Con acqua q.b. e 500 gr. di farina preparo l’impasto per gli gnocchi.

Faccio bollire un paio di patate di montagna da passare al passaverdura. Le mescolo poi con l’impasto di acqua e farina di castagne.

Aggiungo un uovo all’impasto, per dargli elasticità. Mescolo il tutto e poi lascio riposare l’impasto al fresco per un paio d’ore. Deve risultare un impasto morbido ed elastico.

Nel mentre l’impasto riposa, preparo la crema di zucca.  Faccio appassire un porro tagliato sottile con poco olio e poca acqua finché di scioglie poi aggiungo la zucca tagliata. La faccio andare a fuoco lento finché si scioglie. La mia crema di zucca è pronta.

Passate le due ore, con l’impasto faccio i classici bastoni di pasta. Metto a bollire la pentola con l’acqua per cuocere gli gnocchi.

Taglio i bastoni di pasta a pezzettini. Quando l’acqua della pentola bolle, la regolo di sale e metto gli gnocchi nella pentola.

Quando gli gnocchi salgono in superficie, allora vuol dire che sono cotti. In questo non differiscono dai tradizionali gnocchi di patate.

Una volta tolti dalla pentola, metto gli gnocchi in un vassoio. Li condisco con il trito di nocciole e pepe appena macinato e li servo nei piatti su una crema di zucca.

La crema di zucca è la base perfetta per i nostri gnocchi di castagne. E ben si combina con il trito di nocciole e pepe.

Tenete da parte delle nocciole intere per decorare i piatti.

Personalmente non aggiungo il formaggio, ma chi lo preferisce può servire gli gnocchi anche con della ricotta salata.

 

Cenone di Capodanno - menù di Capodanno 2 -

 

Secondo piatto del menù di Capodanno: teglia di Baccalà con quenelle di polenta

Per chi è veneta (o veneto) come me, parlare di “baccalà” significa confondere lo stoccafisso con il baccalà vero e proprio.

Queste sono vere e proprie “scuole di pensiero”. Quindi noi chiamiamo “baccalà” quello che in realtà è lo stoccafisso.

Per quanto mi riguarda, uso solo lo stoccafisso della qualità “Ragno”, ovvero il miglior merluzzo essiccato. Ma continuerò a chiamarlo baccalà, come tutti i veneti.

Per la mia famiglia la vigilia di Natale non è mai stata considerata un momento di festa. E la cena non viene considerata importante.

Il 24 dicembre un tempo si andava alla messa di mezzanotte e la serata consisteva solo nel momento religioso.

Il vero momento di festa era il pranzo del 25 dicembre, giorno di Natale. E, nata nelle terre polesane, il pranzo natalizio tradizionale era un tripudio di sapori e ricette legate alla terra polesana. Si mettevano in tavola quantità e quantità di cibo.

Negli anni ho iniziato a cucinare il baccalà per il pranzo di Natale, integrando così con successo le tradizioni polesane.

Come cucinare un baccalà buono? Intanto si acquista intero, controllandolo bene e verificando l’integrità del pesce, l’interno  e annusandolo.

Il lavoro comincia una settimana prima. Si mette lo stoccafisso in ammollo dopo averlo tagliato a pezzi.

Si cambia l’acqua due o tre volte al giorno. In questo modo, dopo tre o quattro giorni di ammollo, lo stoccafisso è più morbido.

Una volta ammorbidito, lo si pulisce: si tolgono le lische, tutte le spine e si toglie la pelle. Attenzione, però: la pelle dello stoccafisso non va buttata.

La pelle ci serve, infatti, per fare delle piccole porzioni, tipo sandwich. E per ricostruire la forma del pesce nella teglia.

Ci sono molte ricette per cucinare il baccalà. C’è anche la Confraternita del Baccalà che tramanda i veri sapori.

Nella realtà, ogni famiglia ha la sua ricetta. Si tratta di ricette legate ai ricordi e alle abitudini tramandate di madre in figlia.

Ecco come preparo il baccalà:
– affetto delle cipolle bianche e le metto ad appassire piano piano in olio di oliva, aggiungendovi anche una foglia di alloro (che poi tolgo)
– con le cipolle metto ad appassire anche una puntina di aglio che poi tolgo
– pulisco, lavo e libero delle lische le 3 o 4 sarde sotto sale
– quando le cipolle sono sciolte, aggiungo le sarde e le faccio andare finché si disfano

Tolgo la teglia dal fuoco. Tolgo metà del condimento e lo metto da parte. Sul fondo metto la pelle dello stoccafisso, che ho conservato.

Sopra vi appoggio lo stoccafisso che ho passo nella farina doppio zero. Lo avvolgo bene nella pelle. Così fino a sistemare tutto il baccalà.

Uso una teglia molto grande, un tipo da “pasticcio” (modo veneto per intendere la lasagna al forno) per intenderci.

Quando ho esaurito il baccalà ricopro con una manciata generosa di Grana Padano (non il Reggiano che è troppo saporito) e finisco con il condimento di cipolle e sardine.

Completati gli strati, aggiungo un filo di olio extravergine di oliva, latte quanto basta a coprire il mio stoccafisso. Regolo di sale (poco) e pepe.

Metto sul fuoco con fiamma molto bassa, con frangifiamma, e lascio “pipare” per 4-5 ore.

Copro la teglia con carta alluminio e lascio un buco per fare uscire il vapore.

Il baccalà deve essere cotto con lentezza perché sia cucinato a dovere e al punto giusto. Solo così il pesce risulta tenero e saporito.

Il fatto di cuocerlo il giorno prima consente al baccalà di acquisire il giusto sapore.

Servo il baccalà nei piatti e lo accompagno con quenelle di polenta morbida a lato del piatto.

La polenta, tipico piatto veneto, non è altro che farina di mais cotta nell’acqua salata. Per i consigli sulla cottura, basta leggere le istruzioni sulla confezione della farina.

Vi sono diversi tipi di farina e c’è chi ama anche la farina di mais integrale, per cui i tempi di cottura possono variare.

 

Cenone di Capodanno - menù di Capodanno 4

 

Il dolce del Cenone di Capodanno: torta di riso con latte di mandorle e cioccolato bianco

Anche la ricetta della torta di riso, per il Cenone di Capodanno, è la rivisitazione di una vecchia ricetta.

Ho voluto rivisitare la vecchia ricetta perché così è più leggera. Preparo la torta senza latte perché i miei ospiti sono intolleranti.

Per la torta di riso utilizzo un riso piccolo da risotti, che metto a cuocere in un litro di latte di mandorle.

Lo faccio cuocere finché il riso diventa una crema.

Aggiungo poco zucchero durante la cottura del riso, perché il latte di mandorle di solito è già molto dolce.

Tolgo il riso dal fuoco quando è oramai una crema e lo lascio intiepidire.

Vi aggiungo tre uova intere, 100 grammi di mandorle tritate finemente e – per chi lo gradisce – consiglio anche un bicchiere di rum. Un rum invecchiato e profumato.

Mescolo il tutto. Poi pongo la crema in una teglia rivestita di carta da forno.

Metto la teglia in forno (non ventilato)a cuocere per 40-45 minuti, alla temperatura di 180 gradi.

Finita la cottura, faccio raffreddare. Quando la torta è ben fredda, la sposto su un piatto da portata.

Attenzione a lasciare raffreddare in modo completo. Se si muove la torta quando è ancora tiepida, rischia di rompersi.

Nel mentre la torta, tolta dal forno, si raffredda, preparo una glassa al cioccolato bianco.

Perché cioccolato bianco? Perché siamo al pranzo di Natale. C’è bisogno di lucentezza, ovvio.

È molto facile preparare la glassa al cioccolato bianco, per il nostro menù natalizio.

Nel mio caso non uso latte per le problematiche d’intolleranza alimentare di cui tengo sempre conto nel cucinare.

Metto a scaldare 200 centilitri d’acqua sul fuoco. Prendo 400 grammi di cioccolato che trito finemente. Poi lo verso nell’acqua calda, dopo che ho tolto il tegame dal fuoco.

Attenzione che non deve bollire.

Non uso il burro: aggiungo alla glassa un foglio di colla di pesce ammollato in acqua fredda.

L’importante è ottenere una crema di consistenza fluida e senza grumi.

Lascio raffreddare la glassa per circa 15 minuti. Poi la spalmo sopra la nostra torta di riso che, raffreddata, è pronta per la decorazione.

Si ottiene così un cerchio rivestito di cioccolato bianco, che possiamo decorare a nostro piacimento.

Pranzo di Natale - menù natalizio vegetariano - intolleranze alimentari --

Il centro tavola, fatto a mano, che accompagna un Cenone di Capodanno adatto a ospiti vegetariani (e no) e a chi ha intolleranze alimentari. Il tutto innaffiato dai vini veronesi e chiuso dai “liquorini”

 

Ecco così completato il menù del Cenone di Capodanno.

E’ un menù di Capodanno che coniuga i gusti degli ospiti vegetariani con le intolleranze alimentari. Su questa linea, uso anche farine scelte e ben dosate.

Quale vini veronesi per il Cenone di Capodanno di Natale?

Per l’aperitivo presento una bottiglia di Spumante Lessini Durello.

Ma ho sempre fresca – come ho fatto a Natale – anche una bottiglia di vino Lugana e una di vino Soave, in modo che gli ospiti possano scegliere secondo i loro gusti.

Gli gnocchi di castagne li abbino a un vino Valpolicella giovane.

Quanto al secondo del menù di Natale – il baccalà – offro una scelta fra il proseguire con il vino Valpolicella oppure un Chiaretto di Bardolino.

A chiudere, per la torta di riso, un Recioto di Soave.

I “liquorini della casa” che avevano chiuso il pranzo di Natale – arricchendo di “spirito” il menù natalizio – li ripropongo anche al Cenone di Capodanno.

Sono liquorini di mia produzione. Vi aggiungo, però, anche un liquorino particolare alle foglie di alloro.

Credo che l’alloro sia di buon auspicio per il menù di Capodanno e la Notte di San Silvestro.

Come nei delitti ci dev’essere un certo mistero. Altrimenti che criminologa sarei? Per questo, attribuisco all’alloro poteri quasi magici. E gli ospiti sono contenti.

Tanti auguri per l’Anno Nuovo!

Laura Baccaro
Psicologa e Criminologa / Food blogger della cucina contadina
www.laurabaccaro.it
@laura_baccaro

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Cantine da visitare e turismo del vino. Verona e il Veneto mete ideali per gli appassionati di enoturismo, secondo HomeToGo

Cantine da visitare e turismo del vino. Verona e il Veneto mete ideali per gli appassionati di enoturismo, secondo HomeToGo

Verona, con la sua provincia, è una meta ideale per chi vuole visitare le cantine e degustare il vino.

Meritano una visita le cantine della Valpolicella e del lago di Garda: Bardolino, zona del Lugana e la vicina Custoza.

Ma ci sono ad est anche le cantine del Soave, di Arcole e – tornando verso il lago di Garda – le cantine della Terra dei Forti, in Valdadige.

Come sanno i turisti del vino esperti nei viaggi enogastronomici, la provincia di Verona – e tutto il Veneto del resto – offre l’opportunità di visitare le cantine dove si producono vini di qualità.

Alle cantine è poi possibile associarvi località note per cultura, storia, arte, tradizioni e natura.

I vini di Verona e del Veneto sono del resto un ottimo pretesto per un soggiorno in queste terre ricche di tradizione e di passione vinicola.

Fermi o spumeggianti, i vini veronesi e veneti sono da primato.

 

TURISMO DEL VINO: VINI VERONESI E VENETI
Con una superficie vitata di oltre 75.000 ettari, per lo più in pianura ma anche in collina, il Veneto è tra i primi produttori di vino in Italia e in Europa.

La sua produzione vinicola – rileva il sito web HomeToGo – è tra le più variegate, in grado di soddisfare qualsiasi palato.

Vi sono vini rossi, bianchi e rosati ma anche passiti e spumanti per oltre 25 denominazioni d’origine controllata e 14 denominazioni d’origine controllata e garantita.

I vini più conosciuti sono prodotti soprattutto nelle province di Verona e Vicenza.

Il più noto dei vini veronesi è l’Amarone della Valpolicella, di fama mondiale.

Tra i bianchi, i vitigni del Soave – da solo contribuisce al 40% della produzione regionale – e del Gambellara beneficiano delle proprietà del terreno vulcanico in cui crescono.

Il Veneto è, poi, conosciuto per il suo Prosecco, vino spumante immancabile per aperitivi e per la preparazione di cocktail.

Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, nelle versioni Extra Dry o Brut, è il prosecco veneto Docg.

Tante sono le strade del vino, tra valli e colline, alla scoperta di castelli, borghi e le bellezze naturalistiche e le tradizioni enogastronomiche da scoprire nella culla del Rinascimento.

 

VITIGNI PRINCIPALI IN VENETO
Corvina, Rondinella e Molilnara, Trebbiano di Soave, Garganega, Vespaiola, Fiularo, Glera

 

ZONE VINICOLE PRINCIPALI
Valpolicella, Conegliano-Valdobbiadene, Veronese, Colli Euganei, Breganze

 

VINI IMPERDIBILI
Amarone e Recioto della Valpolicella, Bagnoli Friularo, Bardolino Superiore, Soave Superiore, Bianco di Custoza, Gambellara Classico, Lugana spumante.

 

DOVE ANDARE (i consigli di HomeToGo)

  • Scoprire il territorio di Negrar e le sue ville;
  • Assaggiare le famose Ciliegie di Marostica (Vicenza);
  • Fare tappa a Verona;
  • Un tour in barca sull’Adige;
  • Trekking alternativo con gli asini sui Colli Euganei.

 

ENOTURISMO: L’ITALIA E IL VINO
L’Italia non è solo il maggiore produttore di vino al mondo: sono stati circa 45,6 milioni gli ettolitri di vino prodotti nel 2017 contro i 36,7 della Francia. E quest’anno la produzione 2018 è ancora maggiore.

L’Italia è però anche patria della più antica tradizione vinicola.

L’Italia rappresenta un terzo della produzione di vino mondiale. Il turismo del vino italiano, da parte sua, ha anch’esso una fama mondiale.

Il valore economico generato da questo settore, davvero attivo in Italia a partire dal 1994, quando nacque il Movimento Turismo del Vino, è di oltre 2,5 miliardi.

Quasi tutte le regioni italiane producono vino e sono, forse anche per questa ragione, oltre 350 le varietà di uva italiane.

Il vino stesso è parte della ricca tradizione e della cultura del Paese e radicata componente del modo di vivere nostrano, così attraente nell’immaginario collettivo del Bel Paese, che è bello davvero. 

Oltre 14 milioni i turisti decidono ogni anno di scoprire le cantine italiane, il loro vino e il meglio dell’esperienza enoturistica italiana.

Si tratta, quindi, di un settore da promuovere e dal grande potenziale, in alcuni Paesi, forse, più che in altri.

Da dicembre 2017, il turismo del vino è parte della normativa italiana. Le attività turistiche e culturali legate a questo settore sono quindi riconosciute e incentivate.

A sostegno di questo importante settore turistico nazionale e di tutti gli amanti del vino, HomeToGo ha selezionato cinque regioni vinicole italiane suggerendo una vacanza di un fine settimana.

Oppure per soggiornare alcuni giorni in più all’insegna del buon vino. Per riscoprire paesaggi e tradizioni delle realtà vinicole italiane.

Il turismo del vino a Verona e in Veneto dà la possibilità di unire relax, buona cucina, arte, cultura, natura e degustazione dei vini delle migliori cantine scaligere e venete.

Per quanto riguarda le cantine veronesi da visitare, ecco un elenco delle zone vinicole scaligere del sito Verona Wine Love:

 

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Eventi Verona: “Sweet & Wine” a Villafranca. Vino e sfogliatine in piazza da venerdì 16 a domenica 18 novembre

Eventi Verona: “Sweet & Wine” a Villafranca. Vino e sfogliatine in piazza da venerdì 16 a domenica 18 novembre

Da venerdì 16 e fino a domenica 18 novembre, a Villafranca di Verona, lungo il viale principale, Corso Vittorio Emanuele e fino al Castello scaligero, si svolge la prima edizione del Tasting Festival “Sweet & Wine”.

Sweet & Wine è un evento dedicato all’eccellenza storica della pasticceria locale: la “Sfogliatina di Villafranca”. E al giusto abbinamento con il vino.

Sweet & Wine anima la cittadina villafranchese non solo con selezioni di vini dolci e assaggi di tipicità gastronomiche. Ma anche con concerti musicali.

Il nuovo evento di degustazione vede il vino declinato nella sua veste più dolce. A organizzare Sweet & Wine è l’Associazione culturale Hostaria, in collaborazione con il Comune di Villafranca di Verona.

 

SWEET & WINE A VILLAFRANCA: STAND DI PASTICCERIE E CANTINE 
Sono presenti, con il proprio stand, le quattro storiche pasticcerie del comune: il Caffè Fantoni, la Pasticceria San Giorgio, la Pasticceria Molinari e la Pasticceria Roveda.

A far da cornice alle pasticcerie di Villafranca produttrici di sfogliatine artigianali, proposte al pubblico assieme ad altre preparazioni dolciarie, ci saranno una decina di cantine vinicole.

Le cantine fanno assaggiare le loro produzioni presentando almeno un vino dolce in degustazione. E ponendo grande attenzione alla qualità:

  • Cantina Gorgo;
  • Le Bon Vin;
  • Casarotto;
  • Collis Wine Group;
  • Fornaser;
  • la selezione di vini dolci del Veronese e di quelli internazionali di Qualità Club Selection;
  • Franchini Vini.

Sono inoltre presenti gli stand che preparano piatti della tradizione veronese e italiana. Sono le famose “sbecolerìe”, che si uniscono alla selezione del vino per offrire una degustazione eno-gastronomica completa.

 

Sweet & Wine - sfogliatina e vini dolci veronesi - Villafranca di Verona - 16-17-18 novembre 2018 - locandina

La locandina di Sweet & Wine, a Villafranca di Verona

 

PROGRAMMA, DATE E ORARI DI SWEET & WINE
Il biglietto di Sweet & Wine costa 15 euro ed è acquistabile in loco alle casse dell’evento.

Il biglietto di Sweet & Wine comprende 10 gettoni degustazione vino e un gettone speciale per assaggiare la “Sfogliatina di Villafranca” più il calice per la degustazione.

Il programma di Sweet & Wine, a Villafranca di Verona, prevede concerti in tutte le serate di Sweet & Wine:

  • VENERDI’ 16 ore 19.00-21.00 – JB Blues Band (blues rock)
  • SABATO 17 ore 19.00-21.00 – Vittoria e i Gorilla (soul swing)
  • DOMENICA 18 ore 17.00-19.00 – Cactus Quillers (rock’n’roll fiesta)

 

Date e orari di Sweet & Wine a Villafranca di Verona:

  • Venerdì 16 novembre: dalle 18 alle 22;
  • Sabato 17 novembre: dalle 12 alle 22;
  • Domenica 18 novembre: dalle 12 alle 20.00

Il Tasting Festival Sweet & Wine si realizza in collaborazione con Cerea Banca, Monte Veronese e Biscopan.

 

Sfogliatina di Villafranca di Verona - Sweet & Wine - 16-17-18 novembre 2018

La sfogliatina, tipico dolce di Villafranca di Verona. E’ la regina di Sweet & Wine

 

LA “SFOGLIATINA”, IL DOLCE TIPICO DI VILLAFRANCA
È il 1870 quando Marcello Fantoni creò la ricetta di questo dolce in grado di accompagnarsi ad ogni ricorrenza.

La “sfogliatina di Villafranca” è semplice negli ingredienti: farina, uova e zucchero, oltre a burro e a una mano sapiente per tirare la sfoglia.

Friabile, delicata, con profumo di burro e con zucchero e dalla tipica forma a ciambella, la sua dolcezza conquistò il cuore di alcuni illustri frequentatori del caffè Fantoni.

Fra gli estimatori della sfogliatina di Villafranca anche i poeti Berto Barbarani, Renato Simoni e Gabriele d’Annunzio, che le dedicarono i versi di loro poesie.

 

COME SI ARRIVA A VILLAFRANCA
In auto e bus:
– per chi viene dalla direzione Bologna – Modena e prende l’Autobrennero, uscita a Nogarole Rocca. Per il centro di Villafranca sono 6 km.
– per chi viene dalla direzione Milano o da quella di Venezia, e prende l’Autostrada Serenissima, uscita a Sommacampagna. Per il centro di Villafranca sono 9 km.
– per chi viene da Verona centro, prendere via Mantovana (quartiere Santa Lucia) e la Strada Regionale 62. Per il centro di Villafranca sono 15 km.
BUS: vi è una linea di autobus Verona – Villafranca con Atv Verona

In treno:
– Per chi viene dalla direzione Milano, Venezia o Bologna, si cambia alla stazione di Verona Porta Nuova. Da qui parte un treno regionale per Villafranca che impiega 16 minuti.
– Per chi viene dalla direzione Mantova, vi è un treno regionale che percorre Mantova – Villafranca di Verona in circa 30 minuti

 

PREVISIONI METEO PER IL WEEKEND A VILLAFRANCA
Sabato 17 novembre: cielo sereno, soleggiato. Temperature: 3°/11°
Domenica 18 novembre: cielo sereno, soleggiato. Temperature: 1°/9°
(a cura del servizio IlMeteo.it)


ASSOCIAZIONE CULTURALE HOSTARIA
L’Associazione culturale Hostaria, oltre alla manifestazione Hostaria Verona, giunta alla quarta edizione, propone durante l’anno altre manifestazioni:

  • “Bollicine in Torre” riservate alle bollicine d’autore, in piazza dei Signori e Torre dei Lamberti a Verona;
  • Street Wine che si tiene sul lungolago di Garda;
  • Vino in Castello che si svolge a Monzambano (Mantova).

Hostaria vuole valorizzare i giusti abbinamenti, le importanti lavorazioni e la grande tradizione che rende unici i vini veronesi da centinaia di anni, toccando anche la provincia scaligera.

Con la prima edizione di Sweet & Wine, l’Associazione culturale Hostaria consente ai visitatori di prova l’abbinamento fra il dolce tipico di Villafranca di Verona (la “sfogliatina di Villafranca”) e il meglio dei vini veronesi.

Con Sweet & Wine, l’eccellenza della pasticceria di Villafranca di Verona si sposa con i vini dolci della tradizione vinicola scaligera.

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VINI D’ITALIA DEL GAMBERO ROSSO 2019

SLOW WINE 2019

RISTORANTI D’ITALIA DEL GAMBERO ROSSO 2019

GUIDA MICHELIN ITALIAN 2019 (ALBERGHI E RISTORANTI)

OSTERIE D’ITALIA 2019 SLOW FOOD

 

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VILLAFRANCA DI VERONA (video di PiccolaGrandeItalia.Tv)

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Vini e gastronomia: accordo fra Gambero Rosso e Signorvino per promuovere etichette e prodotti di qualità

Vini e gastronomia: accordo fra Gambero Rosso e Signorvino per promuovere etichette e prodotti di qualità

La catena di negozi, con anche e-commerce, Signorvino e l’editrice del Gambero Rosso insieme per la promozione del vino italiano di qualità.

L’accordo di collaborazione, siglato nei giorni scorsi, ”ha tutte le premesse”, sottolineano in una nota Signorvino e Gambero Rossa, “per dar vita ad una nuova forza comunicativa dell’enogastronomia italiana”.

Gli scaffali degli store Signorvino, format di negozi di vino specializzati ormai presente in tutta Italia, saranno arricchiti con una
selezione delle grandi etichette italiane.

So le grande etichette presenti nelle guide Vini d’Italia e Berebene del Gambero Rosso per poter dare maggiori indicazioni ai consumatori.

Chi ama il vino potrà così destreggiarsi al meglio nella scelta delle cantine e delle etichette di qualità.

Saranno poi molteplici le attività di avvicinamento al vino condivise da Signorvino e Gambero Rosso per proporre un approccio al vino autentico e di qualità, ma anche semplice ed accessibile.

“Siamo fieri di aver stretto questo accordo con Gambero Rosso che definirei “di qualità”, commenta il presidente Sandro Veronesi, patron di Signorvino e del Gruppo Calzedonia.

 

VINI E GASTRONOMIA: L’ACCORDO FRA SIGNORVINO E GAMBERO ROSSO
“Penso di poter affermare che si tratti di due realtà di prestigio da sempre in prima linea per l’enogastronomia del nostro paese”, osserva Veronesi. “Con Signorvino abbiamo voluto dar vita ad una filosofia di promozione incentrata sul consumatore finale. Lo facciamo interagendo con lui nello store, in maniera semplice ed informale, con eventi ed incontri, consigliando il cliente ed avvicinandolo a questo mondo tutto da scoprire”.

Gambero Rosso non può che essere un sigillo di eccellenza sulla nostra selezione e le nostre attività”, afferma Veronesi.

Per Paolo Cuccia, presidente di Gambero Rosso, “la collaborazione tra Gambero Rosso e Signorvino contribuirà sicuramente a rendere note e accessibili le grandi etichette di qualità a tutti i tipi di consumatori”.

“Siamo certi che, grazie al format degli store Signorvino e all’autorevolezza del nostro marchio, si riuscirà ad avvicinare sempre più il vasto pubblico di curiosi e appassionati a questa grande risorsa italiana”, osserva il presidente di Gambero Rossa, Cuccia.

La collaborazione fra Signorvino e Gambero Rosso va quindi nella direzione di una valorizzazione dei migliori vini italiani. Un’occasione per valorizzare anche i vini veronesi e veneti, che nella Guida del Gambero Rosso hanno 

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Olio di oliva del lago di Garda: il 2018 ottima produzione per quantità e qualità. Un olio eccellente per le ricette di cucina

Olio di oliva del lago di Garda: il 2018 ottima produzione per quantità e qualità. Un olio eccellente per le ricette di cucina

Per l’olio extravergine di oliva del Lago di Garda, quella in corso è una stagione memorabile, sotto diversi punti di vista.

La produzione 2018 di olive per l’olio extravergine di oliva della zona del Garda è eccezionale grazie a favorevoli condizioni climatiche.

La grande quantità di olive non va a discapito della qualità delle olive. Una qualità di gran livello nell’annata 2018.

“Il clima caldo e soleggiato ci ha permesso infatti di raccogliere frutti al giusto punto di maturazione”, spiega la presidente del Consorzio olio Garda DOP, Laura Turri. “E di raccogliere olive in perfetta salute che daranno olio extravergine Garda DOP di ottima qualità”.

Le olive che i produttori possono raccogliere sono quindi una quantità eccezionale rispetto alle annate precedenti. Senza che questo vada a compromettere le ottime caratteristiche qualitative dell’olio gardesano.

 

OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA DEL GARDA: PRODUZIONE ECCEZIONALE
Il Consorzio olio Garda DOP, spinto dalle richieste dei produttori in occasione dell’ottima annata olivicola, ha chiesto al Ministero delle Politiche Agricole, in collaborazione con AIPO e AIPOL, una deroga temporanea sull’articolo 5 del disciplinare Garda DOP relativo alla produzione di olive ad ettaro.

Un lavoro di squadra che ha fatto sì che l’annata 2018 abbia ottenuto il permesso per una produzione temporanea di 7500 kg di olive per ettaro, superiore di 1500 kg rispetto alla regola dei 6000 kg per ettaro in vigore per il disciplinare dell’olio Garda Dop.

“È stato possibile raggiungere questo risultato”, spiega la presidente dell Consorzio dell’olio Garda Dop, Laura Turri, “grazie all’immediata disponibilità dei dirigenti e funzionari del Ministero delle Politiche Agricole delle Regioni Veneto, Lombardia e della Provincia di Trento. Tutti hanno subito hanno compreso l’urgenza di ottenerla in tempi brevi dato che siamo in piena campagna di raccolta”.

Si prospetta insomma un’ottima annata per l’olio extravergine di oliva del Lago di Garda.

Un olio extravergine di oliva apprezzato in Italia e all’estero che ben si sposa con la gastronomia e la cucina gardesana. E che è molto apprezzato anche nelle cucine di qualità italiane e straniere.

 

PRODUZIONE OLIVE DEL GARDA
La zona di produzione delle olive del Garda è caratterizzata dalla presenza delle catene montuose a nord e del più grande lago italiano rendono il clima gardesano simile a quello mediterraneo.

Le piogge, ben distribuite durante tutto l’anno, salvaguardano gli olivi da stress idrici. Ed evitano il formarsi di ristagni che sarebbero dannosi sia alla pianta, sia alla qualità dell’olio.

 

ZONE DI PRODUZIONE DELL’OLIO DEL GARDA
I produttori dell’oro del lago di Garda sono suddivisi in 67 comuni. In tutto una ottantina di etichette.

Le cultivar più diffuse in questo microclima mediterraneo sono Casaliva, Frantoio e Leccino.

Secondo il disciplinare di produzione queste sono le percentuali di cultivar che devono essere presenti per la denominazione DOP nelle tre sottozone: Garda Bresciano DOP, Garda Orientale DOP e Garda Trentino DOP.

Olio extravergine di oliva del lago di Garda Dop - Verona Wine Love - 2 --

CARATTERISTICHE DELL’OLIO GARDA DOP
Colore
: dal verde al giallo più o meno intensi.

Odore: fruttato medio o leggero.

Sapore: fruttato, note di dolce e un retrogusto tipico di  mandorla. Acidità massima in acido oleico 0,5%

I terreni collinari, verso il lago di Garda e verso sud, si riscaldano facilmente a fine inverno. Permettono così la rapida ripresa dello stato vegetativo degli olivi.

Tali terreni, insieme alle condizioni climatiche della zona del Garda di tipo mediterraneo mitigato, consentono di ottenere, nelle olive e nell’olio del Garda, sapori e profumi meno intensi e più delicati di quelli ottenuti in condizioni ambientali tipiche delle zone calde più meridionali.

Tali caratteristiche climatiche e ambientali contribuiscono a conferire all’olio la peculiarità di un fruttato medio o leggero con un retrogusto di mandorla.

Questo lo rende unico nel suo genere e facilmente riconoscibile ai consumatori tra altri oli d’Italia DOP.

Inoltre, nelle diverse zone attorno al lago di Garda, che vanno dalla pianura fino alle pendici dei monti, esistono particolari microclimi.

Questi microclimi, pur mantenendo l’uniformità delle caratteristiche peculiari dell’olio per tutta la denominazione Garda, permettono l’espressione di differenze organolettiche molto apprezzate.

La fama dell’olio extravergine di oliva del Garda è andata sempre più aumentando.

Oggi l’olio DOP Garda rientra fra le prime cinque realtà olivicole italiane DOP.

Olio extravergine di oliva del lago di Garda Dop in cucina - Verona Wine Love --

L’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA DEL GARDA E LA CUCINA
L’olio extravergine di oliva del Garda è apprezzato dai consumatori per il gusto delicato, equilibrato ed armonico.

Un leggero e tipico retrogusto di mandorla che lo rende unico nel suo genere. E riconoscibile tra altri oli d’Italia DOP.

Una significativa espressione della zona del lago di Garda, al cui nome fa riferimento anche la zona dei vini Garda Doc.

Ricco di vitamina E, acido oleico e composti biofenolici, l’olio gardesano si adatta ai più svariati impieghi in cucina.

Può essere utilizzato sia a crudo sia in cottura e, grazie al suo gusto delicato e fragrante, si abbina a molti piatti, come ricette a base di pesce di lago.

Lo si può impiegare anche con piatti di carne e di pesce, pinzimoni, verdure cotte e crude, salse, bruschette e con formaggi magri o stracchino.

L’olio extravergine di oliva del Garda è eccellente per preparare dolci, abbinato al cioccolato, e per sorbetti e gelato.

(foto dall’agenzia Studio Cru)

LA RACCOLTA DELL’OLIO SUL LAGO DI GARDA (video da Youtube)