Cucina italiana, in Giappone l’export di agrolimentare a +8,6%. Sul web giapponese la pagina “Italian Food Festival”

Cucina italiana, in Giappone l’export di agrolimentare a +8,6%. Sul web giapponese la pagina “Italian Food Festival”

Nel primo semestre del 2018 il valore delle esportazioni dell’agroalimentare italiano in Giappone è aumentato dell’8,6%, in maniera analoga alla crescita già registrata nel 2017.

A dirlo sono le statistiche commerciali del ministero delle Finanze giapponese, nel

La promozione dell’enogastronomia italiana in Giappone vede in prima linea l’Ambasciata d’Italia a Tokyo. E’ infatti il principale sponsor di un progetto di cooperazione con il sito globale Rakuten Inc.

In occasione della Settimana della Cucina Italiana che si terrà in tutto il mondo dal 19 al 25 novembre 2018, sul sito di Rakuten Ichiba a fine ottobre è stata lanciata una pagina dedicata all’Italia.

La pagina del sito di Rakuten Ichiba è disponibile fino al primo marzo 2019.

Sulla pagina, intitolata “Italian Food Festival”, gli utenti di Rakuten hanno la possibilità di consultare informazioni sulle produzioni italiane Dop/Igp, sui vari tipi di vino nazionale. Ma anche sul turismo gastronomico in Italia e sulle ricette regionali tradizionali.

Grazie alla collaborazione di Rakuten, una selezione di prodotti italiani – dalla pasta alla carne, dal formaggio ai vini e ad altre produzioni qualità – già disponibili sulla piattaforma e-commerce, è in evidenza per la vendita.

“Siamo molto entusiasti della collaborazione con Rakuten“, ha detto l’Ambasciatore d’Italia, Giorgio Starace. “E’ alto l’interesse per la promozione dei prodotti italiani e delle connesse tradizioni culturali”.

Riguardo l’Accordo di Partenariato Economico (Epa) tra Unione Europea e Giappone, la cui entrata in vigore è prevista per inizio 2019, l’ambasciatore d’Italia in Giappone rimarca l’importanza di rinnovare gli sforzi per la promozione dei prodotti europei e in particolare italiani.

I prodotti italiani e della Unione Europea beneficeranno presto di tariffe ridotte o azzerate.

“Proprio nel settore agroalimentare l’accordo di partenariato economico fra UE e Giappone fornirà i vantaggi più significativi”, sottolinea l’ambasciatore d’Italia in Giappone.

‘Accordo proteggerà inoltre numerose Indicazioni geografiche europee e italiane.

Per questo è importante che i consumatori giapponesi inizino a riconoscerle e ad apprezzare la loro alta qualità.

La pagina sull’Italian Food Festival su Rakuten Ichiba è solo un punto di partenza. In futuro vi saranno ulteriori e più strutturate partnership dell’Ambasciata d’Italia in Giappone per promuovere la cucina italiana nel Paese del Sol Levante.

 

PRODUTTORI EUROPEI DI VINO: “OTTIMO L’ACCORDO FRA UE E GIAPPONE”
“Un’ottima notizia”. Così la CEEV, che rappresenta gli interessi dell’industria del vino dell’Unione Europea, commenta in una nota l’ok della Commissione commercio dell’Europarlamento alla ratifica del trattato Ue-Giappone.

I produttori di vino invitano gli europarlamentari a passare ‘senza indugi’ alla ratifica definitiva.

“L’attuazione dell’accordo a partire dall’inizio del 2019 è fondamentale”, spiega il segretario generale della CEEV, Ignacio Sánchez Recarte, “in un contesto di forte competizione mondiale, per riguadagnare quote di mercato perse”.

Tra le clausole dell’accordo Ue-Giappone c’è l’eliminazione immediata delle tariffe sul vino europeo, ora al 15%.

 

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Ricette facili e veloci: cavolo cappuccio con speck e crostini con formaggio “de mastèa”. E poi i vini veronesi

Ricette facili e veloci: cavolo cappuccio con speck e crostini con formaggio “de mastèa”. E poi i vini veronesi

Dopo una giornata fra crimini e segreti, di ritorno da un viaggio di lavoro in Brianza mi sono rilassata in cucina. Con una ricetta facile e veloce.

Cucinare oggi è importante, perché offre momenti di relax, di contatto con materie prime, con una manualità che altrimenti stiamo perdendo. Con odori e profumi che riportano a memorie perdute.

Ho pensato di preparare oggi un piatto all’insegna della tradizione, della genuinità dei prodotti. E di farlo e con una ricetta facile e veloce della cucina povera (ma nutriente) dei nostri paesi veneti.

E’ un piatto semplice, da gustare con il mio compagno e una coppia di amici. Ma è anche una ricetta veloce, perché ho imparato a ottimizzare i tempi.

Qui vi do la ricetta dell’insalata di cavolo cappuccio rosso con speck e crostini al “formaggio in mastea”.

cavolo cappuccio rosso dall'orto di Laura Baccaro - verona wine love

Cavolo cappuccio rosso dell’orto di Laura Baccaro

 

RICETTA FACILE E VELOCE: CAVOLO CAPPUCCIO E SPECK
Innanzi tutto ho messo il cavolo cappuccio in ammollo con sale e aceto di mele.

Nel mentre acqua, sale e aceto di mele fanno il loro lavoro, mi sono presa una pausa per andare a passeggio con Canetta Vanda, il mio cane.

Si sa che bisogna ottimizzare i tempi e i “tempi vuoti” li possiamo riempire con momenti utili, al cane e a me.

La giornata oggi è cominciata in salita. Questa mattina ho scoperto che Vanda aveva le pulci. Apriti cielo!

Subito il bagno alla canetta e alle sue ospiti parassite!

Ho dovuto lavare cuccia e copertine varie degli animal (ebbene sì, ho anche 2 gatti) . Ho messo tutto a lavare e poi in asciugatrice.

E’ stato un avvio di giornata scoppiettante, di corsa, ad incastro, insomma. O, se preferite, “abbaiante”.

Tornata dal giro con Vanda, mentre il cavolo cappuccio se ne stava in ammollo, ho preparato il resto.

Il cavolo cappuccio, ci tengo a precisartelo, è del mio orto: è cresciuto senza trattamenti.

Ne ho messo in ammollo metà. Il resto lo metto in frigorifero avvolto nel velo di plastica da alimenti: posso farne un ottimo pasticcio, oppure un risotto.

Com’è proprio di una cucina povera, contadina, non si getta via nulla.

Il cavolo cappuccio rosso deve essere bello croccante, se possibile biologico.

Lo si taglia a coltello in listarelle sottili, da mettere in ammollo con acqua fredda, un po’ di sale grosso e mezzo bicchiere di aceto di mele.

Lo si lascia riposare un’oretta.

Quest’operazione serve ad ammorbidire il cavolo cappuccio. E a toglierne quel fondo amarognolo che a volte il cavolo cappuccio esprime.

cane - la canetta vanda - laura baccaro

Canetta Vanda

Tornata dalla passeggiata con la canetta Vanda, metto il cavolo cappuccio a scolare come si deve.

Attenzione, non strizzo il cavolo cappuccio: lo metto a scolare e lo lascio tranquillo a riposare.

Un po’ come si fa con gli interrogatori: lasciamo la persona da ascoltare a meditare sulle cose sue, prima di cucinarla a dovere.

Si sa, poi, che la cucina contadina è sì operosa, ma agisce su tempi lenti. Senza lo stress dei nostri giorni.

Nel frattempo che il cavolo cappuccio si prepara, prendo uno speck che ho scelto di ottima qualità.

Anche qui, faccio la scelta dello speck secondo la tradizione contadina: preferisco la qualità dei prodotti alla quantità.

Lo speck deve essere molto molto secco e magro. Quindi ben stagionato.

Lo speck tagliato a pezzettini, stagionato e secco - laura baccaro - verona wine love

Lo speck tagliato a pezzetti

Taglio lo speck a pezzettini sottili. Dopo di che, mescolo lo speck tagliato a pezzettini con il cavolo cappuccio rosso.

Condisco il tutto con sale affumicato, un po’ di pepe nero, mezzo cucchiaio di semi di cumino, un pizzico di coriandolo e un altro pizzico di senape.

Gli aromi danno al mix di speck e cavolo cappuccio un gradevolissimo profumo.

Condisco il tutto con aceto di mele e olio di semi di vinacciolo.

In alternativa all’olio di semi di vinacciolo, posso decidere di usare semi di riso.

Dobbiamo, quindi, usare un olio non profumato: altrimenti non si sentono più i diversi profumi delle spezie e dello speck.

Mescolo il tutto e a questo punto la nostra cena è pronta.

Ma qui manca ancora qualcosa! Voglio accompagnare questa insalata con dei profumi forti e speziati. Penso a dei crostini.

 

CROSTINI CON FORMAGGIO “DE MASTEA”
Come preparo un crostino nutriente e sano, con i sapori e i gusti della cucina povera contadina? Anche questa è una ricetta semplice e veloce. Anzi, velocissima.

Prendo del pane integrale ai sei cereali. Lo tosto il giusto e lo condisco con il formaggio “de mastèa”.

Questo formaggio è un prodotto tipico delle malghe, in montagna.

Un tempo, c’era il formaggio che veniva avanzato dai vari produttori o che andava un po’ a male durante la stagionatura. Non lo si poteva mettere in vendita. Veniva così macinato.

A essere macinati assieme erano diversi tipi di formaggio. La macinatura, peraltro, la si fa anche oggi.

Quell’insieme di formaggi mescolati era condito con pepe macinato grosso e con aggiunta vino. Il tutto, poi, veniva lasciato macerare.

Se ne ricavava una crema, saporitissima, a volte un po’ aspra, che serve per condire vari piatti o servire dei crostini in tavola come antipasto.

E’ un piatto un po’ montanaro che riprende la cucina semplice della nostra zona dell’altopiano di Asiago e delle montagne.

crostini ai sei cereali con formaggio de mastèa - laura baccaro

Crostini ai sei cereali con formaggio “de mastèa”

Abbiamo così, completato il lavoro, i nostri bei crostini ai sei cereali con formaggio “de mastèa”. E il cavolo cappuccio rosso con speck.

 

IL VINO DA ABBINARE: VALPOLICELLA O BARDOLINO
Servo le pietanze alla coppia di amici che è venuta a trovarci. E accompagno il cibo con del vino adatto. Quale?

Sceglierei un vino Valpolicella base. Oppure un vino Bardolino.

Mi piace aprire la bottiglia di Valpolicella o di Bardolino una mezz’ora prima. E lasciarla, con il tappo, in un angolo fresco (ma non freddo) della cucina. Lontano da canetta Vanda e anche dai gatti: vuoi mai che mi rovescino la bottiglia!

Ho poi una serie di calici in vetro, ma belli grandi, per assaporare il vino Valpolicella o il Bardolino.

La giornata è finita. E ci meritiamo tutti il giusto brindisi e il piacere di compagnia.

Ci gustiamo così con soddisfazione il cavolo cappuccio rosso con lo speck. E i deliziosi crostini al formaggio “de mastèa”.

Non è una ricetta facile e veloce quella che vi ho proposto? Una ricetta propria dopo una giornata intensa?

Le pietanze della cucina povera contadina sono servite. Ai delitti e ai misteri penseremo domani.


Laura Baccaro

Psicologa e Criminologa / Food blogger della cucina contadina
www.laurabaccaro.it
@laura_baccaro

 

*****
Laura Baccaro è, con Maurizio Corte, autrice del libro Il biondino della spider rossa. Crimine, giustizia e media (Cacucci, Bari, 2018).

Il libro si occupa del caso di Milena Sutter e Lorenzo Bozano che negli anni settanta sconvolse l’Italia e mezza Europa.

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