Soave e la 90^ Festa dell’Uva

Soave e la 90^ Festa dell’Uva

A Soave si celebra la 90esima edizione della Festa dell’Uva con un programma ricco di novità.

Un appuntamento enogastronomico e culturale che ogni anno riesce ad attirare sempre più pubblico.
L’interesse verso il mondo del vino e dei prodotti locali sono alla base del successo di questa manifestazione.

Nei giorni del 14-15 e 16 settembre i visitatori potranno passeggiare nel borgo medievale scegliendo tra mostre di pittura o fotografiche.
Sarà possibile, inoltre, partecipare alla vista guidata del centro storico e alle escursioni nei vigneti dove è iniziata, proprio in questi giorni, la vendemmia.

Soave 90^ Festa dell'Uva

Soave 90^ Festa dell’Uva . Foto della Pro Loco di Soave

Per il turista o il semplice curioso entrare in un campo può essere l’occasione per capire quanta dedizione e costanza servono per arrivare a produrre un frutto così prezioso, quale è il vitigno del Trebbiano del Soave e del Garganega.

Il Presidente della Pro Loco di SoaveSig. Roberto Ferroli – ci spiega alcuni dettagli della festa: “L’obbiettivo fondamentale è quello di dare la possibilità ai visitatori di scoprire il borgo medievale di Soave, soprattutto per chi proviene da fuori provincia.
Nei tre giorni della Festa dell’Uva gli artigiani locali esporranno i loro manufatti lungo la via principale. Presente anche un mostra dell’antiquariato.
Un motivo di attrazione è l’enogastronomia, con ricette locali, prodotti tipici e vino Soave, servito da sommelier sia in Foro Boario che in Piazza dei Grani.
La memoria storica del nostro paese è rappresentata dalla mostra fotografica di Pietro Masnovo, in Via Roma.
Alla Chiesa dei Domenicani e nella sala adiacente al Palazzo della Pretura sono allestite due mostre di pittura.
In Parco Zanella si svolgerà, nella serata di sabato, una rappresentazione teatrale.

Domenica sera, alle 22.30, il consueto spettacolo pirotecnico con fuochi d’artificio e lo storico incendio del Castello.

Creare eventi di qualità e che attraggano l’interesse dei turisti, anche dal punto di vista culturale, permane il fulcro della nostra associazione”.

 

 

 

 

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Il vino in scena a Cinecittà, fra gli stand della Fivi: festa a Roma il 19 e 20 maggio

Il vino in scena a Cinecittà, fra gli stand della Fivi: festa a Roma il 19 e 20 maggio

Sono 200 i vignaioli, provenienti da tutta l’Italia, che sabato 19 maggio e domenica 20 racconteranno a Cinecittà (Roma) i propri vini e il territorio che ne è la radice.

Oltre agli assaggi, al Mercato di Roma, a Cinecittà, si potranno anche acquistare i vini direttamente agli stand dei produttori con carrelli e cestini per gli acquisti.

L’iniziativa è della FIVI, la Federazione italiana dei vignaioli indipendenti.

Tutti i visitatori del Mercato della FIVI avranno inoltre diritto, esibendo il biglietto, ad una riduzione sul prezzo d’ingresso per la visita a Cinecittà, pagando 10 euro anziché 15.


UN BICCHIERE DI VINO E UNA FETTA DI SALAME

Cosa c’è di meglio di una fetta di salame e un bicchiere di buon vino? Lo sanno bene quelli della FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti) che sabato 19 e domenica 20 maggio hanno deciso di ospitare, durante la seconda edizione del Mercato di Roma a Cinecittà, la semifinale per Marche, Lazio, Abruzzo, Umbria e Molise della XIII Edizione del Campionato Italiano del Salame.

Organizzata dall’Accademia delle 5T la competizione vedrà scontrarsi a colpi di fette i migliori salumi senza additivi prodotti dagli artigiani di queste regioni. L’appuntamento è sabato 19 maggio alle 11.30, al Teatro 10 di Cinecittà.

Le produzioni tipiche saranno rappresentate al Mercato anche da alcuni artigiani che proporranno le loro specialità: Simposio – Trionfo del Gusto (partner organizzativo del Mercato), La Tradizione, Santanna, l’Azienda Agricola Adiano Ferrari, Rango Srl e Zio Pasquale.

Tutti i visitatori del Mercato della FIVI avranno diritto, esibendo il biglietto, ad una riduzione sul prezzo d’ingresso per la visita a Cinecittà, pagando 10 euro anziché 15.

Mercato dei vini Roma in breve:
Dove: Teatro 10 – Cinecittà, Via Tuscolana 1055, Roma
Quando: sabato 19 e domenica 20 maggio 2018
Orario di apertura al pubblico: dalle 11 alle 19
Ingresso: 15 euro, comprensivo di bicchiere per degustazioni (ingresso giornaliero).

Export del vino: l’Italia guarda alla Corea del Sud con esportazioni a +10,8%

Export del vino: l’Italia guarda alla Corea del Sud con esportazioni a +10,8%

Sono in aumento le esportazioni di vino italiano in Corea del Sud. E, quello che più conta, il vino – con i suoi effetti benefici se bevuto con moderazione – è entrato nella cultura quotidiana dei coreani.

L’Italia punta con decisione sul mercato del vino in Corea del Sud e alla XVI edizione della “Seul International Wines & Spirits Expo“, principale fiera del settore enologico del Paese, ha presentato 17 aziende provenienti da 10 regioni, raggruppate in un padiglione grande 180 metri quadri.

Organizzata dall’Agenzia Ice di Seul con l’Ambasciata d’Italia, la partecipazione riflette il terreno guadagnato nel 2017, con esportazioni del vino italiano in rialzo del 10,8%, fino alla terza posizione per quota di mercato (14,3%), alle spalle di Francia e (32,3%) e Cile (19,1%).


IL VINO ENTRA NELLA CULTURA DEI COREANI

Il vino, anche grazie alla diffusione delle notizie sui suoi effetti benefici dovuti all’azione dei polifenoli e del resveratrolo, ha cominciato ad apparire sulle tavole dei coreani.

In Corea del Sud il vino non solo fa parte della cultura enogastronomica, ma rappresenta anche un fenomeno sociale, che sta entrando nella quotidianità dei coreani.

A dirlo è una ricerca realizzata dall’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e oer la internazionalizzazione delle imprese italiane (Ufficio di Seul).

Mentre una volta venivano preferiti produttori di grandi dimensioni, ora il focus è verso partner con cui avere rapporti a lungo termine. Ad esempio alcuni piccoli importatori hanno scelto di proposito piccoli produttori di vini di grande qualità.

Con quale obiettivo: affermarsi nel segmento dei vini pregiati.

In questo quadro economico e culturale della Corea del Sud, vini di pregio e qualità come l’Amarone, il Ripasso e il Superiore della Valpolicella hanno ottime possibilità di entrare nel mercato. Così come bianchi di grande tradizione come il vino Soave e il Lugana.

Va ricordato, infatti, che la Corea del Sud è un’ottima base di lancio per l’export di vino veronese di qualità in tutto l’Estremo Oriente.

Vinitaly, l’82% degli italiani sogna di produrre vino. Tra i Vip dello sport anche Malesani con il Valpolicella

Vinitaly, l’82% degli italiani sogna di produrre vino. Tra i Vip dello sport anche Malesani con il Valpolicella

Il vino è nel cuore degli italiani. L’82% di chi vive in Italia sogna di possedere una vigna e produrre il proprio vino. Alla passione per il vino e alla coltivazioni di ettari di vigneto si sono del resto dedicati molti Vip: dagli attori ai cantanti, dai politici ai giornalisti, dagli sportivi agli stilisti fino ai grandi imprenditori.

Molti hanno investito nel settore per stare a contatto con la natura, esprimere creatività, confrontarsi con nuovi stimoli e garantirsi in generale una più elevata qualità della vita.

Il dato di costume emerge in occasione di Vinitaly, il salone internazionale dei vini e dei distillati, che oggi – mercoledì 18 aprile 2018 – conclude la quattro giorni di esposizioni, dibattiti, degustazioni e contatti commerciali al quartiere fieristico di Veronafiere.

E’ quanto emerge da un sondaggio online di Coldiretti che ha organizzato al Vinitaly una rassegna delle bottiglie Vip nel proprio stand. Tra i politici la vigna è un sogno bipartisan: Renato Brunetta, Massimo D’Alema con la moglie Linda Giuva, la famiglia Moratti, e una nipote di Silvio Berlusconi, Alessia che imbottiglia nel Bresciano.


CANTANTI, ATTORI E IL LEGAME CON IL VINO

Nutrita la schiera di cantanti: Al Bano presente a Vinitaly per la sua cantina di Cellino San Marco, e poi Sting, Gianna Nannini, Zucchero, e il tenore Andrea Bocelli che con il fratello produce e valorizza il territorio di Lajatico, nel cuore della Val d’Era, in provincia di Pisa.

Debutta al Vinitaly Michele Placido nel ruolo di viticoltore in Puglia. In Sicilia, “Sangue d’oro” è, invece, il nome che l’attrice Carole Bouquet, scoperta da Luis Buuel, ha dato al passito Doc realizzato nelle terre intorno al suo dammuso, a Pantelleria.


GLI IMPRENDITORI E IL VINO

Tra gli imprenditori non mancano gli appassionati produttori di vino. Visitare le Cantine de “Il Borro”, il resort agrituristico di Salvatore Ferragamo a San Giustino Valdarno (Arezzo) – afferma la Coldiretti – è un percorso nel cuore della tradizione vinicola toscana.

Il legame che unisce lo stilista Tommaso Cavalli alla sua terra affonda le radici in una passione autentica, consolidata da piu’ di trent’anni di lavoro dedicati, insieme al padre Roberto a Tenuta degli Dei, proprietà di famiglia fin dai primi anni Settanta, a San Leolino presso Panzano in Chianti.

Il Gruppo Illy, oltre che al caffè pensa al vino. Sorge a pochi chilometri da Bassano del Grappa (Vicenza) la “Diesel Farm” dell’imprenditore Renzo Rosso, fondatore e azionista di Diesel, azienda di abbigliamento di rilevanza mondiale. La holding di famiglia di Riccardo Illy ha acquisito una prestigiosa azienda senese, l’Azienda Agricola Mastrojanni di Montalcino, con l’obiettivo di creare un polo del gusto.

Nei 90 ettari di terreno coltivati, 24 sono a vigneti che producono 80.000 bottiglie l’anno, tra cui un noto cru Brunello di Montalcino Docg, prodotto in sole 6.000 unita’ circa.

L’Azienda Agricola di Oliviero Toscani, fotografo di fama mondiale, sorge sulle colline di Casale Marittimo (Pisa), dove si produce un vino composto da Shirah (50%), Cabernet Franc (35%), Petit Verdot (15%).

 

GLI SPORTIVI E IL VINO
Quanto allo sport, vi è una lista di campioni e sportivi di talento che si cimenta con il vino.

Per restare ai vini veronesi, l’azienda vinicola “La Giuva”  è un acronimo che unisce Giulia a Valentina Malesani, sorelle che hanno deciso di intraprendere insieme al papà Alberto questa straordinaria avventura) produce vini da vitigni autoctoni della Valpolicella il “Valpo” Doc, il “Rientro” Doc, l'”Amarone” Docg e il “Recioto” Docg.

Possiamo così dire che il vino è una passione degli italiani. Come si è rilevato, l’82% sogna di avere una propria vigna e di produrre vino di sicuro perché il vino riporta al territorio, alle tradizioni. Dà quel senso di qualità, autenticità e calore umano che nel mondo globalizzato sono valori da custodire.

 

Vinitaly, in ripresa sia in Italia che all’estero la vendita di vino italiano Doc

Vinitaly, in ripresa sia in Italia che all’estero la vendita di vino italiano Doc

Il mondo del vino guarda con ottimismo al mercato italiano. Tant’è che la 52^ edizione di Vinitaly, il salone del vino e dei distillati, comincia a celebrare la “ripresina” di consumi e vendite.

Pur senza trionfalismi, per Federvini il 2017 si è caratterizzato per un cambiamento rilevante rispetto agli scorsi anni, registrando uno sviluppo sia del mercato nazionale sia di quello internazionale.

”L’Italia con 22,5 milioni di ettolitri e 12,8 miliardi di euro nel 2017 è uno dei principali mercati di consumo di vino al mondo”, sottolinea il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese. “Come molti paesi europei, l’Italia nell’ultimo decennio ha visto diminuire la quantità, ma al contempo accrescere il valore, segno di una scelta sempre più orientata alla qualità”.

La grande biodiversità del nostro patrimonio enologico rappresenta anche per il consumatore italiano una straordinaria opportunità di conoscere nuovi vini e aumentare il consumo consapevole. Inoltre, l’enoturismo gioca una ruolo chiave.

Non è un caso se anche nel canale della Grande distribuzione organizzata (Gdo) tra i vini preferiti vi siano le denominazioni autoctone‘.

A moltiplicarsi, rileva Cia-Agricoltori Italiani, anche le etichette solidali con un aumento dei volumi e del valore, quantificabile rispettivamente in un +10% e un +5%.


LA VISITA DEL PREMIER GENTILONI AL VINITALY

A dare la carica agli operatori e in particolare alle cantine attive nell’area del sisma in quattro regioni del Centro Italia, il premier Paolo Gentiloni, giunto lunedì 16 aprile  in visita al Vinitaly. ”Negli ultimi anni”, ha detto il presidente del Consiglio, “c’è stato uno straordinario sviluppo del settore. Il vino è un esempio di identità italiana e una straordinaria storia di successo”.


I CONSUMI DI VINO IN ITALIA

Il vino è un elemento base della tavola, consumato dall’85% degli italiani (18-65 anni), rileva una indagine Nomisma Wine Monitor per il Consorzio vini Piceni.

Il vino è sempre più protagonista degli aperitivi (49% contro 45% di 3 anni fa) grazie agli “under 35” che trainano anche l’irresistibile tendenza dei vini mixati, scelti da quasi 7 giovani su 10.


IL PROSECCO E’ IL VINO PIU’ CONOSCIUTO, SEGUITO DAL CHIANTI 

Tra i vini che fanno tendenza, per il panel votato dai 1.200 intervistati, al top c’è il Prosecco, che aumenta in notorietà e consumi: la bollicina più famosa d’Italia è conosciuta dal 98% (e consumata dal 71%) degli winelover, contro il 97% del Chianti, il 94% del Pinot grigio e l’88% del marchigiano Verdicchio.


IN CRESCITA LE VENDITE DEI VINI DOC SICILIA

Marcia spedita anche la Doc Sicilia vini che stima una crescita di produttiva dell’imbottigliato a 60 milioni nel 2018 contro i 24 milioni del 2016.

In Toscana, Carpineto, una delle 107 star della selezione Opera Wine, ‘ha messo a segno una crescita totale del 26% col vino fermo che tira la volata in Canada (+47%), consolidando posizioni importanti negli Usa (+6,5%) e registra nel primo trimestre dell’anno una crescita in Italia del 12% delle vendite del cru del Nobile di Montepulciano”.

Mentre il Trentodoc del gigante della cooperazione Cavit negli ultimi due anni registra sulla grande distribuzione italiana una crescita a doppia cifra.

Il mondo del vino torna insomma a guardare con ottimismo al mercato italiano, tanto che si parla di “ripresina” dei consumi e delle vendite, sia in Italia che all’estero.

A dimostrazione, come si registra al Vinitaly di Verona (15-18 aprile 2018), che la qualità dei vini italiani viene premiata. Sia nel mercato interno, che all’estero.

Vinitaly sullo schermo del computer con Total Wall di Maxfone. Il vino diventa “digitale”

Vinitaly sullo schermo del computer con Total Wall di Maxfone. Il vino diventa “digitale”

Il vino si fa “digitale” grazie al Total Wall di SocialMeter Analysis, il software brevettato di Maxfone, società veronese che si occupa di Big Data, Internet of Things, web monitoring e analisi del parlato sui social media e sul web.

Fedele da alcuni anni all’appuntamento con Vinitaly, il salone internazionale del vino e del distillati (a Verona fino al 18 aprile), Maxfone conosce il mondo del vino come pochi: tendenze, stili nei consumi, parlato, esigenze degli winelovers.

Con Total Wall di SocialMeter Analysis il visitatore ha accesso a un monitoraggio in tempo reale del conversato social relativo alla 52^ edizione di Vinitaly. E di vedere le foto condivise con l’hashtag #vinitaly2018.

Total Wall è un palinsesto multicanale che visualizza su un’unica schermata, proiettabile su maxischermi, il conversato social relativo a un evento, con l’andamento quantitativo (quindi i picchi di parlato) e un’istantanea dei tweet pubblicati in tempo reale.

A questa componente testuale si aggiunge poi la componente visual, composta dalle foto condivise sui social dal pubblico, una diretta streaming dell’evento o qualsiasi altro tipo di contenuto foto o video.


LO STILE DI CONSUMO DEGLI WINELOVERS

Proprio in occasione di Vinitaly, sul quotidiano L’Arena di Verona, Paolo Errico, Ceo di Maxfone, e lo staff di SocialMeter Analysis hanno illustrato un’analisi sui vini italiani. E hanno approfondito, grazie ai report sul “parlato” online degli ultimi anni, gli stili di chi beve vino: come lo beve, cosa beve e quando.

Total Wall di SocialMeter Analysis consente di avere in tempo reale la versione “digitale” del vino a Verona, con un quadro delle conversazioni sulla 52^ edizione di Vinitaly, il salone internazionale del vino e dei distillati.

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