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Radicchio rosso di Casaleone e pizza: perfetto incontro tra prodotto tipico e cultura gourmet

Radicchio rosso di Casaleone e pizza: perfetto incontro tra prodotto tipico e cultura gourmet

Il Radicchio rosso di Casaleone, uno dei prodotti tipici più conosciuto e amato in tutta la provincia veronese.

Un prodotto che, se trattato con le dovute accortezze e la giusta attenzione e, perché no, passione è capace di regalare profumi e sapori degni di qualsiasi altro ingrediente pregiato.

Perché quindi non proviamo a rendere il radicchio il protagonista di una pizza?

Per la precisione di una pizza Gourmet, cercando di caratterizzare e dare la giusta importanza a un prodotto così particolare.

radicchio rosso di Treviso IGP

Un “tipico” esempio di radicchio tardivo

 

Le caratteristiche del radicchio

 

Prima di preparare una pizza Gourmet con il radicchio dobbiamo, come sempre, conoscere l’ingrediente con cui andremo a cucinare e che dovremo caratterizzare.

Il radicchio di Casaleone è un tipo di radicchio rosso che si può trovare in 2 diverse varianti: il radicchio precoce e il radicchio tardivo.

Il radicchio precoce è caratterizzato da foglie allungate rosse con nervature bianche, riunite in un cespo voluminoso e allungato che tende a chiudersi nella parte superiore, si conserva molto bene in frigorifero, con un leggero sapore amarognolo e una consistenza croccante.

 

Il radicchio tardivo, invece, si presta molto più alla cottura rispetto alla sua variante precoce, con cui condivide colori e croccantezza, anche se il suo sapore e un amaro molto più deciso e persistente.

Dobbiamo quindi tener conto dell’amarezza di questo ingrediente e, di conseguenza, dovremo controbilanciare utilizzando ingredienti per lo più dolci o comunque in grado di attenuare il forte amaro caratteristico del radicchio.

 

Tra dolce e amaro: il giusto equilibrio dei sapori

 

radicchio rosso di Casaleone

Radicchio rosso di Casaleone

 

Un trucco che ho imparato durante gli anni è quello di cuocere il radicchio al forno ricoprendolo con del miele.
In questo modo durante la cottura la dolcezza del miele penetrerà all’interno delle foglie di radicchio e tramite il processo chiamato caramellizzazione, donerà alle stesse foglie un particolare profumo di miele, oltre che a un leggero retrogusto dolciastro.

 

Tramite questa cottura il radicchio risulterà molto meno amaro e con una maggiore croccantezza esaltata dal miele.

Un altro modo per esaltare il sapore del radicchio su una pizza è quello di consumarlo direttamente crudo.

In questo modo è possibile gustare in tutta la sua “semplicità” questo prodotto.

 

Il radicchio, proprio a causa del suo sapore amarognolo è difficile da gestire per quanto riguarda l’equilibrio dei sapori.

Dobbiamo stare attenti a bilanciare bene il rapporto tra dolce e amaro, non dimenticandoci inoltre del giusto apporto di sapidità, molto importante se si preparano pietanze a base di pasta lievitata, come la pizza.

Prepariamo dunque, ricordandoci le caratteristiche elencate poche righe fa, due diverse pizze: una con il radicchio precoce e una con il radicchio tardivo.

 

Pizza con asiago e radicchio precoce “crudo”

 

Pizza con radicchio a crudo e asiago

Pizza con radicchio crudo e asiago

 

Per quanto riguarda la pizza gourmet con il radicchio precoce, prepariamo una pizza in cui non cuoceremo il radicchio, esaltando perciò le sue caratteristiche da crudo, limitandoci a un semplice filo d’olio extravergine.

Per il radicchio precoce opterei per una pizza a base bianca.

Il pomodoro andrebbe infatti a “rovinare” con la sua acidità il sapore tipico del radicchio crudo, coprendo il suo tipico amarognolo e non dando a questa verdura il ruolo da protagonista che gli spetta.

 

Al posto della mozzarella vi propongo, per non allontanarci troppo dal veronese, il formaggio Asiago.

L’Asiago, con il suo tipico sapore dolce, si sposa perfettamente con l’amarognolo del radicchio, controbilanciandolo e esaltandone il sapore.

Prepariamo dunque il nostro impasto, seguendo sempre le indicazioni riportate qui.

 

Prepariamo sulla nostra pasta per pizza un generoso strato di Asiago e, per dare quella leggera nota di sapidità, aggiungiamo una spolverata di grana e di pepe.

Cuociamo la nostra pizza fino a che la pasta non sarà diventata dorata e croccante e, una volta sfornata, aggiungiamo le foglie di radicchio precoce, condendo il tutto con un filo d’olio extravergine d’oliva.

 

Pizza rossa con radicchio tardivo al forno

 

Pizza rossa con radicchio al forno

Pizza rossa con radicchio al forno e salsiccia

 

Passiamo quindi alla pizza gourmet con il radicchio tardivo.

In questo caso prepareremo prima il radicchio, cuocendolo al forno con miele e noci.

 

L’importante in questo tipo di preparazione è nel taglio del radicchio.

Consiglio di tagliarlo a spicchi nel senso della lunghezza, in modo che non risulti troppo sottile e si bruci.

Condiamo il radicchio con miele, noci e sale.

 

In questo caso prepareremo una pizza rossa.

Prepariamo la solita pizza base (pomodoro e mozzarella), aggiungendo anche il radicchio al forno.

Ci troviamo davanti a una scelta adesso: infornare la nostra pizza senza aggiungere altri ingredienti, aggiungere della salsiccia per donare alla pizza una nota gustosa (sfruttando la parte grassa della salsiccia stessa) oppure aggiungere fuori cottura della pancetta dolce a fette.

 

L’abbinamento con i vini: radicchio e….

 

Come abbiamo visto il radicchio è sì un ingrediente un po’ “difficile” da trattare, forse proprio a causa della sua amarezza, ma non per questo ci ha impedito di far risaltare al meglio i suoi sapori e la sua croccantezza.

 

Un abbinamento perfetto per entrambe le pizze è con un vino aromatico, magari un bianco un po’ strutturato, oppure uno spumante o anche un rosso leggero.

Opteremo quindi per un Prosecco o un Soave Classico, sbilanciandoci anche su un Lugana e, perché no, su un ottimo Valdobbiadene.

La pizza possiamo consumarla in casa. O gustarla in una delle nostre ottime pizzerie.

In ogni caso, l’abbinamento azzeccato è fra pizza (rossa o bianca) e vini di qualità.

Articolo a cura di Andrea Braga

Vini per il pesce: gli abbinamenti di vino bianco e vino rosso consigliati da Stefano Cipolato, Maitre Sommelier AIS del Bistrot de Venise

Vini per il pesce: gli abbinamenti di vino bianco e vino rosso consigliati da Stefano Cipolato, Maitre Sommelier AIS del Bistrot de Venise

Verona-Wine-Enoturismo-vino

Quale vino abbinare a una portata a base di pesce?

Argomento interessante che stimola la curiosità dei palati raffinati.

Se fino a qualche tempo fa la scuola più seguita diceva che con i secondi di pesce l’unica alternativa possibile erano i vini bianchi secchi o le bollicine, oggi capita spesso che gli chef più affermati propongano in abbinamento al pesce un vino rosso.

Abbiamo chiesto alcuni consigli di abbinamento a Stefano Cipolato, Maitre Sommelier AIS al Bistrot De Venise, ristorante storico di Venezia.

 

Sommelier AIS

Stefano Cipolato, Maitre Sommelier AIS al Bistrot De Venise, storico ristorante nel cuore di Venezia

 

Maitre Sommelier AIS Stefano Cipolato: il Bistrot De Venise rappresenta un’eccellenza nell’enogastronomia di Venezia. Dal 1993 avete scelto un percorso sui Vini Rari e la Cucina Storica Veneziana. Un abbinamento dalla forte connotazione culturale.

Ci spieghi questa sua e vostra impostazione del ristorante.

Ho il privilegio di lavorare in una città unica al mondo per bellezza, storia, arte e cultura. Un museo a cielo aperto.

Al Bistrot De Venise cerchiamo di conservare e tramandare tutto questo. La nostra cucina esprime un forte legame con la città.

Grazie ad una collaborazione con l’archivio storico di Venezia e ad alcuni vecchissimi testi in nostro possesso, proponiamo con orgoglio piatti che sono rivisitazioni di ricette che vanno dal XIV° al XVIII° secolo.

Nella carta vini, coerentemente, trovano largo spazio antichi vitigni e rarità regionali.

Ma non solo. Da oltre 25 anni organizziamo incontri pomeridiani aperti al pubblico dedicati alla storia della Serenissima, pittura, poesia e ovviamente vino.

Ad ogni inizio di stagione il primo incontro è dedicato ai vini della laguna, cioè prodotti da vigne coltivate ancora nei giardini cittadini e nelle isole limitrofe.

 

Quali criteri adotta per consigliare il vino da abbinare ai diversi piatti di pesce?

Il cliente del Bistrot De Venise ha la possibilità di scegliere dalla nostra carta tra 60 tipologie di vino serviti al calice.

Il mio percorso professionale mi ha portato al convincimento che un bravo sommelier deve anche essere un buon psicologo.

Fondamentale è capire chi si ha di fronte. Il perfetto abbinamento lo ottieni quando riesci mettere d’accordo il vino con le caratteristiche organolettiche del cibo e la personalità del cliente.



Mi porti qualche esempio di un piatto a base di pesce con l’abbinamento di un vino che lei consiglia in questa estate 2020.

Non mi dispiace abbinare vino rosso al pesce, stupisce e meraviglia il cliente spesso non abituato a questo tipo abbinamento.

Tra miei favoriti abbinamenti con il “Baccalà Mantecato” il Ros di Sanzuan di Emilio Bulfon, prodotto da uve Cordenossa che è un’antica varietà friulana.

In abbinamento con il “Bisato in ara” la Ribolla Nera di Ronchi di Cialla dove il gioco delle spezie dei due protagonisti crea un’armonia a dir poco perfetta.

 

Cantina del Bistrot de Venise

L’interno della cantina del Bistrot De Venise (Venezia) con una selezione di vini rari scelti dal Maitre Sommelier AIS Stefano Cipolato (foto di bistrotdevenise.com)

 

La carta dei vini del Bistrot De Venise conta più di 300 etichette tra vini italiani e francesi. Ci racconti il suo rapporto con questa grande varietà di vini da lei scelti. 

Mi diverte. È il risultato di una stimolante ricerca e molte degustazioni quasi sempre alla cieca.

Vi trovano sì spazio i grandi classici ma ci si può sbizzarrire con vini da antichi vitigni recuperati, vecchie vigne, pre-fillossera e vini naturali ai quali comunque chiedo e pretendo sempre pulizia e finezza.

Dà soddisfazione che sempre di più i nostri clienti chiedano di essere stupiti con vini di cui prima non avevano mai sentito parlare.

 

Per quanto riguarda il Lavarello, essendo un pesce dal sapore delicato, si presta più ad un vino fermo o meglio un fresco vino bianco con bollicine?

Il Lavarello è un pesce di acqua dolce che ben si è acclimatato alle fresche acque del Lago di Garda e non solo.

La sua carne è piacevolmente delicata si presta alle diverse preparazioni. 

In carpaccio, accompagnato con un filo di EVO del Garda abbinandolo ad un Doc Soave fresco e giovane vinificato in acciaio.

Ad un primo, con uno spaghettino freddo condito con una clorofilla di bieta e caprino, peperoncino candito e fettine sottili di lavarello affumicato abbinerei un vino più strutturato, ammorbidito da qualche anno e un piccolo passaggio in botte come un Doc Lugana riserva 2015.

Mentre per dei filetti di Lavarello gratinati accompagnati da filetti di pomodoro confit, capperi del Garda e un filo di EVO Casaliva Gardigiano azzarderei una bollicina, un Doc Bardolino Chiaretto rosé. 

La scelta di un vino da abbinare ad un piatto di pesce è una piacevole occasione per conoscere i consigli di un esperto, il Maitre Sommelier AIS Stefano Cipolato, e ricordarci che il vino ben si collega alla cultura e alle tradizioni delle notre terre.

Un meraviglioso viaggio enogastronomico nella città di Venezia che porta l’ospite alla scoperta di sapori unici da provare.

Articolo a cura di Sara Soliman

Foto di copertina del bistrotdevenise.com

Sol&Agrifood, l’agroalimentare italiano punta su qualità e coinvolgimento del consumatore

Sol&Agrifood, l’agroalimentare italiano punta su qualità e coinvolgimento del consumatore

L’export in crescita dei prodotti agroalimentari a denominazione di origine e territoriali, la ripresa del mercato interno a partire dal 2017 e le potenzialità per l’espansione delle produzioni e dei consumi: questi i focus di Sol&Agrifood, alla Fiera di Verona, il salone internazionale dell’agroalimentare di qualità.

Un’edizione, quella di Sol&Agrifood, in contemporanea con Vinitaly, che si tiene all’insegna dell’ottimismo perché – ha detto Claudio Valente, vicepresidente di Veronafiere – nell’anno del cibo italiano i numeri sono positivi, con oltre 250 miliardi di euro di valore al consumo e più di 41 miliardi di euro di export nel 2017.

Il Salone Internazionale dell’Agroalimentare di Qualità è la vetrina delle eccellenze, della biodiversità e di uno stile di vita riconosciuto, grazie alla dieta mediterranea, patrimonio immateriale dell’Unesco nel 2010.

Una fiera in crescita – Sol&Agrifood – con 317 espositori e 9.000 metri quadrati di superficie espositiva, il 20% in più rispetto al 2017, per dare più spazio anche al meglio delle produzioni agroalimentari di altri Paesi, sempre più rappresentati in questa fiera che richiama ogni anno oltre 58.000 buyer e operatori specializzati da 130 Paesi.


IL SALONE PER L’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA

Tra i principali protagonisti di Sol&Agrifood c’è l’olio extravergine di oliva di qualità, che trova qui il suo salone di riferimento anche per ricompattare la filiera – forte delle 435 mila tonnellate di produzione stimata da Ismea per la campagna in corso – in vista delle sfide internazionali delle prossime settimane, a iniziare dalla discussione a Bruxelles per mantenere l’organizzazione comune di mercato dell’olio di oliva e il relativo budget.

«Rumors dalla Commissione indicano che l’Ocm olio di oliva non verrà cancellata e noi lavoreremo per mantenere il plafond di 35 milioni di euro per l’olio di oliva dell’Italia”, sottolinea Felice Assenza, direttore generale per le politiche internazionali e l’Unione europea del Ministero delle politiche agricole. “Intanto abbiamo ottenuto un successo, con l’introduzione della campagna olearia obbligatoria in etichetta, un atto delegato della Commissione europea che verrà emanato tra qualche settimana”.

In un contesto sempre più competitivo il mondo dell’olio e del food “le sfide da affrontare sono tante, dai dazi di Trump al dumping, fino alla contraffazione. L’Italia può e deve fare squadra per affrontare queste sfide e recuperare competitività”, fa notare Raffaele Borriello, direttore generale di Ismea. “Il settore dell’olio d’oliva è esemplificativo della situazione generale, perché a fronte di una domanda crescente, la produzione oscilla paurosamente. Due anni fa la peggior campagna olearia degli ultimi cinquant’anni, mentre oggi è in forte crescita”.


LE SFIDE PER LE AZIENDE AGROALIMENTARI DI QUALITA’

Il tema della competitività e della redditività delle aziende è centrale anche per le aziende che producono le eccellenze agroalimentari Dop/Igp. Un settore che vale 15 miliardi di euro all’anno, il 10% dell’industria alimentare nazionale e che esporta per 7,8 miliardi secondo i dati Aicig/Qualivita.

“Nonostante tutti i dati largamente positivi dobbiamo fare di più per accrescere la conoscenza, la consapevolezza e il coinvolgimento del consumatore“, precisa Federico Desimoni, consigliere di Aicig, l’associazione che riunisce più del 90% dei Consorzi di tutela italiani. “Solo così potremo recuperare valore aggiunto e redditività per le nostre imprese. Il consumatore deve diventare il nostro primo alleato”.

Sono molti e importanti i tavoli su cui impostare il futuro dell’agroalimentare italiano, che punta alla qualità e al coinvolgimento del consumatore. Il successo di Sol&Agrifood è una dimostrazione di come vi sia un interesse su un comparto strategico, quello agroalimentare, sia per la salute che per l’economia dell’Italia.

Pizza e vino. Pizze autunnali e quali vini abbinare a pizze bianche e rosse. Leggi le gustose proposte del blogger pizzaiolo Andrea Braga

Pizza e vino. Pizze autunnali e quali vini abbinare a pizze bianche e rosse. Leggi le gustose proposte del blogger pizzaiolo Andrea Braga

In che modo possiamo gustare, anche nella stagione autunnale, un ottimo abbinamento tra pizza e vino?

Quali pizze autunnali possiamo gustare? E con quale vino accompagnarle?

Abbiamo già visto come abbinare i vini alle pizze. Ora vediamo come creare abbinamenti sfruttando i prodotti gastronomici che una stagione ricca come l’autunno ci offre.

 

Pizza e vino: i prodotti stagionali dell’autunno

Innanzitutto, prima di pensare agli abbinamenti tra pizze e vino, dobbiamo conoscere quali sono i prodotti principali che l’autunno ci offre.

Per preparare le nostre pizze autunnali dobbiamo quindi avere ben chiari quali sono i prodotti autunnali per eccellenza.

Simbolo dell’autunno sono i marroni e le castagne e le caldarroste che, siamo abituati a gustare passeggiando per i caratteristici mercatini che iniziano ad affollare le piazze cittadine.

 

Prodotti e ingredienti autunnali

I tipici prodotti autunnali, dalla zucca alle castagne, simbolo vero e proprio della stagione

 

Altra grande protagonista dell’autunno è la zucca, la protagonista indiscussa del mese di ottobre.

Non mancano poi i funghi, barbabietole e radicchio rosso, e non dimentichiamoci del carciofo, del broccolo e della verza.

E poi i frutti di bosco, del caco e dei fichi.

L’autunno rappresenta quindi una stagione molto ricca di ingredienti versatili e di semplice preparazione.

 

Le pizze autunnali: quali ingredienti e quali abbinamenti con i vini

Quando parliamo di pizza, anche in autunno dobbiamo sempre tener a mente la distinzione tra pizze bianche e pizze rosse.

La presenza della salsa di pomodoro significa acidità e questo è un elemento fondamentale per quanto riguarda la scelta del vino, che tratterò più tardi.

Partiamo dalle pizze bianche. O meglio da una pizza “arancione”. Invece di usare la salsa di pomodoro useremo infatti una crema di zucca.

 

Pizza con crema di zucca

Pizza con crema di zucca, ricotta e rosmarino. Materie prime semplici che combinate insieme, regalano un gusto ricco e avvolgente

 

Nulla di complicato, basterà pulire la zucca dalla buccia e dai semi, tagliarla a pezzi e cuocerli al vapore.

Una volta cotti, andremo a tagliare la zucca a pezzi e li ridurremo in purea, aggiustando il sapore con sale e pepe.

Questa semplice crema di zucca ci servirà come base per le nostre pizze “arancioni”.

La prima pizza sarà infatti una pizza che incarnerà alla perfezione l’autunno: crema di zucca, mozzarella fiordilatte, mortadella e granella di pistacchi tostati.

Questa pizza, dal sapore ricco e avvolgente necessità di vini capaci di “sgrassare” il palato e ripulire la bocca.

La scelta ricadrà quindi su vini bianchi come il Custoza (Metodo Charmat) o su spumanti come il Soave e il Durello.

Un ottimo abbinamento anche con un prosecco come il Gambellara.

Passiamo ad un’altra pizza bianca.

Tenendo conto degli ingredienti autunnali, potremmo preparare una pizza bianca con: mozzarella fiordilatte, salsiccia, radicchio rosso e granella di nocciole o noci.

 

Pizza bianca con radicchio e salsiccia

Pizza bianca con salsiccia, radicchio rosso e granella di noci tostate

 

Spostiamoci sulle pizze rosse.

Qui troviamo gusti classici come la Capricciosa, con prosciutto cotto, funghi e carciofi.

Se si vuole invece optare per pizze più particolari: salsa di pomodoro, mozzarella fiordilatte, porcini trifolati e, fuori cottura, fette di coppa stufata.

Come ho scritto prima, per quanto possa essere o non essere condita, la salsa di pomodoro è tendenzialmente acida.

E non vogliamo accentuare quest’acidità con il vino che andremo ad abbinare alla nostra pizza.

Perfetti dunque vini rossi come il Bardolino Novello o vini come il Chiaretto.

Un ottimo risultato l’avremo abbinando alla pizza rossa anche vini come il Chardonnay.

La pizza possiamo consumarla in casa. O gustarla in una delle nostre ottime pizzerie.

In ogni caso, l’abbinamento azzeccato è fra pizza (rossa o bianca) e vini di qualità.

 

Articolo a cura di Andrea Braga
Blogger e pizzaiolo

Festa del Radicchio Rosso di Treviso IGP a Dosson di Casier dal 24 gennaio al 2 febbraio 2020. Scopri programma, gli eventi e le informazioni utili

Festa del Radicchio Rosso di Treviso IGP a Dosson di Casier dal 24 gennaio al 2 febbraio 2020. Scopri programma, gli eventi e le informazioni utili

La Festa del Radicchio Rosso di Treviso IGP torna a Dosson di Casier (Treviso) dal 24 gennaio al 2 febbraio 2020.

Alla 34^ edizione della festa il Radicchio Rosso di Treviso è il protagonista indiscusso tra esposizioni e stand gastronomici con prodotti tipici del territorio.

Oltre al buon cibo alla Festa del Radicchio Rosso di Treviso non manca la buona musica con spettacoli con orchestre, spettacoli di gruppi folkloristici e spettacoli musicali con ospiti d’eccezione.

 

radicchio rosso di Treviso IGP

Radicchio rosso di Treviso IGP

 

Festa del Radicchio Rosso di Treviso IGP a Dosson di Casier dal 24 gennaio al 2 febbraio 2020

Torna a Dosson, frazione del paese di Casier (Treviso), la 34^ Festa del Radicchio Rosso di Treviso dal 24 gennaio al 2 febbraio 2020.

La manifestazione è organizzata dall’Associazione Produttori di Radicchio Rosso di Dosson e nasce dalla volontà di omaggiare un prodotto tipico e pregiato della cittadina di Dosson: il radicchio rosso.

 

 

Scopri anche la sezione di Verona Wine Love GUSTO & SAPORI dedicata ai prodotti tipici di Verona.

La festa vede anche quest’anno la partecipazione dei produttori locali e il coinvolgimento dei ristoratori.

Infatti, la manifestazione rappresenta un’occasione unica per degustare un prodotto tipico della cucina veneta denominato “il fiore che si mangia” o l’aragosta della terra”.

La Festa del Radicchio Rosso di Treviso ha inizio venerdì 24 gennaio alle ore 16.00 con l’esposizione e la vendita del radicchio rosso.

Mentre, l’apertura ufficiale della Festa del Radicchio Rosso di Treviso IGP è domenica 26 gennaio alle ore 10.30 alla presenza delle autorità.

Anche quest’anno il programma della festa prevede l’allestimento di stand dedicati al radicchio rosso di Treviso e uno stand gastronomico che propone ai visitatori specialità a base di radicchio e altri piatti tipici locali.

Da non perdere poi le serate a tema dedicate all’abbinamento del radicchio rosso di Treviso sia a piatti tipici del territorio sia alla cucina di altre regioni d’Italia.

Alla festa non mancheranno spettacoli musicali, orchestre e spettacoli di gruppi folkloristici.

 

programma completo festa del radicchio rosso di treviso

Per il programma completo visita il sito ufficiale della Festa del Radicchio Rosso di Treviso.

 

Il radicchio rosso di Treviso IGP: origini e territorio

La consacrazione ufficiale del radicchio rosso, come ortaggio invernale simbolo di Treviso, avvenne nel 1900 per opera di Giuseppe Benzi, responsabile dell’Associazione Agraria Trevigiana. Fu lui ad organizzare la prima mostra dedicata al radicchio rosso di Treviso.

Vincitore della prima edizione fu Antonio De Pieri, fittavolo della tenuta De Reali di Dosson. Da allora il radicchio rosso trevigiano è legato alla cittadina di Dosson e ai suoi dintorni.

 

 

Oggi la festa si inserisce nella rassegna “Fiori d’inverno”, una manifestazione che da novembre a marzo racchiude le mostre e le feste che vedono come protagonista il radicchio rosso trevigiano.

Il radicchio rosso trevigiano è un tipo di cicoria noto in due varietà: il radicchio rosso precoce e il radicchio rosso tardivo.

Il radicchio rosso precoce raggiunge la maturazione nel campo, dal quale viene raccolto a partire da settembre.

Invece, il radicchio rosso tardivo dopo essere raccolto (a partire da novembre) è sottoposto a tre fasi:

  1. Preforzatura, ovvero la formazione di mazzi di una trentina di piante che vengono collocati in due solchi
  2. Forzatura-imbianchimento, i mazzi di radicchio vengono adagiati per venti giorni circa in vasche piene di acqua corrente
  3. Finissaggio, i mazzi vengono sfrondati all’interno di un ambiente caldo e ciascun radicchio viene accuratamente ripulito

 

Piatti tipici con protagonista il radicchio rosso di Treviso IGP

Il radicchio rosso di Treviso è la tipologia di radicchio più famosa ed utilizzata in cucina, caratterizzata da foglie allungate e affusolate, di un colore rosso intenso, striato di bianco e dal sapore amarognolo.

È un ingrediente versatile e quindi consente un uso illimitato in cucina. Ideale per le torte salate come antipasto, è spesso utilizzato nei risotti e nell’ultimo periodo ha fatto la sua comparsa anche nel modo della pizza.

Vediamo come si cucinano due piatti tipici con protagonista il radicchio rosso di Treviso IGP: torta salata farcita al radicchio rosso di Treviso e porro e il risotto al radicchio rosso di Treviso e salsiccia nostrana.

 

TORTA SALATA FARCITA AL RADICCHIO ROSSO DI TREVISO E PORRO

torta salata radicchio e porro

Ingredienti:

  • 250 gr di pasta sfoglia stirata
  • 8 cespi di radicchio rosso di Treviso
  • 8 porri
  • 50 gr di burro
  • Sale e pepe q.b.
  • 3 uova intere
  • 150 gr di ricotta

Procedimento:

  • Imbiondire in una casseruola il porro a rondelle con il burro e 5 cespi di radicchio rosso di Treviso sminuzzato in modo grossolano per alcuni minuti
  • Riporre e far raffreddare il composto in una terrina
  • Amalgamare con la ricotta, le uova e regolare di sale e pepe
  • Rivestire uno stampo da dolci ø 24 cm o una pirofila con la carta da forni e stendervi la pasta sfoglia
  • Versare la farcitura nello stampo e stenderla
  • Distribuire a spirale il rimanente radicchio rosso di Treviso in precedenza tagliato a metà nel sesso della lunghezza sul composto ripiegando i bordi di pasta sfoglia verso l’interno
  • Infornare nel forno preriscaldato a 200° per 30 minuti

 

RISOTTO AL RADICCHIO ROSSO DI TREVISO E SALSICCIA NOSTRANA

 

risotto radicchio e salsiccia

 

Ingredienti:

  • 300 gr di riso varietà vialone nano o carnaroli
  • 4 cespi di radicchio rosso di Treviso
  • 1 salsiccia nostrana magra
  • 2 scalogno
  • Olio evo
  • Sale
  • Brodo vegetale
  • 20 cl di vino bianco
  • 50 gr di formaggio Grana Padano (grattuggiato)

 

Procedimento:

  • Imbiondire in una casseruola con l’olio lo scalogno tritato finemente e la salsiccia spellata e sgranata
  • Scolare dal grasso in eccesso e aggiungere 2/3 del radicchio rosso di Treviso spezzettato con il burro e l’olio
  • Cuocere per alcuni minuti quindi aggiungere il riso e il vino
  • Portare il riso a cottura con fuoco moderato aggiungendo gradualmente il brodo già caldo
  • Prima di servire mantecare il tutto con il formaggio grattugiato e il radicchio rosso di Treviso tritato finemente

 

Per quanto riguarda il vino giusto da abbinare al radicchio rosso di Treviso è consigliabile un vino bianco strutturato o una bollicina, che vanno ad ammorbidire il gusto intenso e leggermente amaro del radicchio.

Vini consigliati:

  • Soave classico Doc
  • Friulano Colli Doc
  • Garda Doc Pinot Grigio
  • Gewürztraminer

DOVE COMPRARE I VINI DA ABBINARE AI PIATTI CON IL RADICCHIO ROSSO DI TREVISO: ENOTECA VINOPURO

 

Cosa vedere a Treviso

Il radicchio rosso di Dosson è un’occasione anche per visitare l’incantevoie città di Treviso.

 

piazza dei signori treviso

Piazza dei Signori a Treviso

 

Una visita a Treviso può iniziare dal Duomo, un’opera particolare nel suo stile, con aggiunte neoclassiche ad un originale impianto medievale, a fianco si trova il Battistero.

Mentre lungo la Calmaggiore si animano il passeggio e le attività commerciali del centro. Lungo la stessa strada si trova la Piazza dei Signori e a 100 m c’è il Palazzo del Trecento.

A Treviso sono presenti intrecci di canali e due fiumi, il Sile e il Boteniga che confluiscono tra loro nella parte sud-orientale del centro.

Dalla parte opposta del centro si trova la chiesa di San Niccolò, di stile gotico, costruita in mattoni e dotata di tre navate slanciate e conserva al suo interno una serie di importanti affreschi ed opere d’arte.

 

Come arrivare a Dosson di Casier

La Festa del Radicchio Rosso di Treviso si svolge a Dosson di Casier dal 24 gennaio al 2 febbraio 2020 negli spazi (coperti e riscaldati) di Via Fermi, di fronte ai Campi Sportivi di Dosson.

Per maggiori informazioni sulla Festa del Radicchio Rosso di Treviso a Dosson di Casier (Treviso) visita il sito ufficiale della manifestazione.

ARRIVARE A DOSSON IN MACCHINA

Da Verona centro entrare in autostrada A4/E70 verso Venezia. Uscire a Preganzol e continuare su via Zermanesa. Prendere Viale delle Industrie in direzione di Via Zermanese a Dosson.

ARRIVARE A DOSSON IN TRENO

Dalla stazione di Verona Porta Nuova prendere il treno verso Venezia S.Lucia e scendere a Venezia-Mestre. Da lì prendere un treno verso Udine e scendere a Treviso Centrale.

A 2 minuti a piedi c’è la stazione Fs Duca d’Aosta dove prendere l’autobus 8E e scendere a Frescada, a circa 20 minuti a piedi si trova Dosson. Per maggiori informazioni visita il sito di Trenitalia e del MOM per il servizio di autobus a Treviso.

ARRIVARE A DOSSON IN AEREO

L’aeroporto più vicino è l’aeroporto internazionale A. Canova a soli 5 km di distanza da Dosson. Per maggiori informazioni visita il sito A. Canova.

 

Articolo a cura di Giorgia Bozzetti

Fiera del Radicchio Rosso di Casaleone (Verona) dal 24 al 26 gennaio e dal 31 al 2 febbraio 2020. Scopri programma, eventi e informazioni utili

Fiera del Radicchio Rosso di Casaleone (Verona) dal 24 al 26 gennaio e dal 31 al 2 febbraio 2020. Scopri programma, eventi e informazioni utili

La Fiera del Radicchio Rosso torna a Casaleone in provincia di Verona dal 24 al 26 gennaio e dal 31 al 2 febbraio 2020.

Giunta alla 33^ edizione, alla fiera si possono degustare le tante specialità culinarie a base di radicchio rosso di Casaleone.

Inoltre, la manifestazione offre ai visitatori la possibilità di partecipare agli eventi e alle attività dedicate al radicchio rosso, ortaggio e prodotto tipico del territorio veronese.

 

fiera del radicchio rosso di Casaleone

Un cesto di radicchio rosso. A Casaleone la Fiera del Radicchio Rosso, prodotto tipico veronese

Radicchio rosso di Casaleone

 

Fiera del Radicchio Rosso di Casaleone (Verona) dal 24 al 26 gennaio e dal 31 al 2 febbraio 2020

 

A Casaleone (Verona) anche quest’anno è in programma la Fiera del Radicchio Rosso, dal 24 al 26 gennaio e dal 31 al 2 febbraio 2020.

Due fine settimana ricchi di eventi, musica, piatti tipici e degustazioni in cui il radicchio rosso di Casaleone è il vero attore protagonista.

La manifestazione quest’anno giunge alla 33^ edizione e l’obiettivo ultimo rimane sempre quello di continuare a promuovere un prodotto tipico del territorio veronese.

Un prodotto, il radicchio tardvo, che è stato ed è ancora sostegno economico per molte famiglie e aziende.

 

 

La Fiera del Radicchio Rosso di Casaleone ha inizio venerdì 24 gennaio 2020 alle ore 18.00 con un convegno organizzato dalla Coldiretti, dal tema: l’importanza della denominazione protetta per la produzione ortofrutticola.

Il programma della fiera prevede stand gastronomici e degustazioni di pietanze a base di radicchio rosso di Casaleone e un mercatino in cui i visitatori possono conoscere e acquistare i prodotti tipici del territorio veronese.

Accanto al buon cibo, i visitatori possono godere anche di spazi di intrattenimento musicale, convegni su tematiche inerenti al settore agricolo e giochi per bambini.

Inoltre, nel corso della manifestazione non mancheranno le competizioni sportive, tra cui la 9^ marcia del radicchio che parte sabato 25 gennaio 2020 alle ore 14.30 da piazza della Pace a Casaleone.

Scopo della marcia è di rendere visibili le coltivazioni tradizionali del radicchio rosso di Casaleone.

Come ogni anno, da non perdere, la premiazione del vincitore del concorso “Il Miglior Radicchio” al miglior produttore di radicchio semilungo. La premiazione si tiene domenica 26 gennaio 2020 alle ore 12.15.

Per visionare il programma completo della Fiera del Radicchio Rosso di Casaleone visita il sito ufficiale della manifestazione.

Per quanto riguarda la parte culinaria della fiera il menù degli stand gastronomici comprende vari piatti tipici con protagonista il radicchio rosso di Casaleone.

Dal risotto al radicchio rosso come primo piatto, alla grigliata mista con radicchio, lardo e polenta come secondo. Non mancano pizze al radicchio e dolci, come la crostata con crema dolce di radicchio.

 

Menù della Fiera del radicchio rosso di Casaleone

 

Scopri la sezione di Verona Wine Love GUSTO & SAPORI dedicata ai prodotti tipici di Verona

 

Come cucinare il radicchio rosso di Casaleone, tipico prodotto veronese

 

Il radicchio rosso di Casaleone è un radicchio semilungo, che può essere di tipo “precoce” o “tardivo” e viene coltivato nella zona della bassa veronese da oltre mezzo secolo.

È un ortaggio di colore rosso scuro, con una intensa nervatura bianca sulle foglie. Ha un gusto leggermente amarognolo e una foglia molto croccante e inoltre, si distingue dal radicchio trevigiano per la sua forma tondeggiante.

Si abbina perfettamente con il riso, le carni alla brace, i formaggi e i dolci.

Vediamo come si preparano due piatti tipici con protagonista il radicchio rosso di Casaleone: il risotto al radicchio rosso e la crostata di marmellata di radicchio.

 

RISOTTO AL RADICCHIO ROSSO

risotto al radicchio rosso di Casaleone

Ingredienti (per 4 Persone):

  • 320 gr. di riso vialone nano
  • 320 gr. di radicchio semilungo
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 1 noce di burro
  • 172 bicchiere di vino bianco
  • 640 dl di brodo vegetale
  • Grana padano q.b.
  • Sale e pepe q.b.

 

Procedimento:

  • Imbiondire l’aglio e la cipolla tritata nell’olio con una noce di burro
  • Togliere l’aglio ed aggiungere il radicchio lavato e tagliato a listarelle
  • Insaporire con il sale, versare il vino bianco e lasciare evaporare
  • Quando il radicchio è stufato, versare il riso e portare a cottura
  • Quando il riso è quasi pronto, spegnere la fiamma, unire una manciata di grana grattugiato, il burro rimasto e mescolare con energia
  • Un paio di minuti e il risotto al radicchio rosso di Casaleone è pronto per essere servito a tavola

 

CROSTATA DI MARMELLATA DI RADICCHIO ROSSO

crostata al radicchio rosso di casaleone

Ingredienti:

  • 250 gr. di farina
  • 110 gr. di burro
  • 100 g. di zucchero
  • 1 uovo intero e un tuorlo d’uovo
  • 1 bustina di vanillina
  • 1 cucchiaio di lievito
  • 350 gr. di marmellata di radicchio

 

Procedimento:

  • Amalgamare, con l’aiuto delle mani, la farina con il burro ammorbidito a temperatura ambiente, in una terrina
  • Aggiungere di seguito lo zucchero, le uova, la vanillina e il lievito
  • Impastare con le mani fino ad ottenere una palla di pasta omogenea e consistente
  • Spianare 3/4 dell’impasto ottenuto sul un foglio di carta da forno con un mattarello, cercando di arrotondarlo alla misura della tortiera
  • Inserire l’impasto spianato all’interno della tortiera, facendolo aderire bene ai bordi e versare di seguito la marmellata di radicchio
  • Lavorare con le mani in quarto di pasta rimasta, così da ottenere dei rotoli del diametro di circa mezzo cm da disporre a reticolo sulla marmellata
  • Rigirare i bordi liberi dell’impasto spianato sulla superficie della torta
  • Cuocere in forno statico e preriscaldato a 180° per 40-45 minuti

 

Vini da abbinare al radicchio rosso di Verona

 

Come abbinare al meglio il radicchio rosso veronese al vino? Il radicchio è un ortaggio dal gusto intenso e leggermente amaro.

Richiede, pertanto, un vino che lo “ammorbidisca”. E quindi meglio abbinarvi un vino bianco strutturato oppure una bollicina.

Con i primi piatti asciutti e gustosi come il risotto al radicchio la scelta deve ricadere su un vino bianco secco:

  • Soave Classico Doc
  • Friulano Colli Doc
  • Chardonnay Doc Venezia
  • Lison Pramaggiore Malbech Doc

Nel caso di radicchio inserito nelle insalate è da abbinare un vino fresco e profumato:

  • Garda Doc Pinot Grigio
  • Frascati Doc

Se il radicchio è fritto o cotto al forno e abbinato con frutta secca e formaggio è da abbinare un bianco aromatico con una vena acida:

  • Gewürztraminer
  • Sauvignon Blanc

 

DOVE COMPRARE I VINI DA ABBINARE AI PIATTI CON IL RADICCHIO ROSSO: ENOTECA VINOPURO

 

 

Casaleone - il capoluogo - foto di Aldo Marchesini - Fiera del Radicchio Rosso

Casaleone, dove ha sedela Fiera del Radicchio Rosso. Foto di Aldo Marchesini

 

 

Come arrivare a Casaleone

 

La Fiera del Radicchio Rosso di Casaleone si svolge nella Piastra polivalente “Loris Doriano Romano” in piazza della Pace, accanto alle scuole medie.

ARRIVARE A CASALEONE IN MACCHINA

Da autostrada A4 prendere l’uscita Verona Sud, entrare in Tangenziale Sud ed entrare in SS434 per 30 km. Prendere l’uscita per Cerea e continuare su SP44c fino a Casaleone.


ARRIVARE A CASALEONE IN AEREO

In aereo l’aeroporto più vicino è situato a Villafranca di Verona, a 40 chilometri da Casaleone.

I principali voli nazionali sono previsti da Roma, Bari, Napoli, Cagliari, Olbia, Salerno, Catania e Palermo. Per maggiori informazioni visita il sito dell’aeroporto Valerio Catullo di Verona.


ARRIVARE A CASALEONE IN AUTOBUS

Dalla Stazione di Verona FS prendere la linea 144 in direzione Legnago e scendere a Romagnolo e da lì prendere la linea 345 in direzione Isola della Scala e scendere a Casaleone. Per maggiori informazioni visita il sito ATV Verona.


ARRIVARE A CASALEONE IN TRENO

Dalla stazione di Verona Porta Nuova prendere il treno regionale per Cerea e poi prendere l’autobus 345 verso Isola della Scala e scendere a Casaleone. Per maggiori informazioni visita il sito di Trenitalia.

Casaleone è una cittadina a 43 km dal centro della città di Verona.

Verona è raggiungibile con qualsiasi mezzo di trasporto.

PROGRAMMA DETTAGLIATO DELLA FIERA DEL RADICCHIO ROSSO A CASALEONE

Articolo a cura di Giorgia Bozzetti

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