Valpolicella, turismo del vino: itinerario enoturistico fra chiese, natura e ville venete. In bici, moto e auto

Valpolicella, turismo del vino: itinerario enoturistico fra chiese, natura e ville venete. In bici, moto e auto

L’enoturismo in Valpolicella – con un itinerario fra le cantine della Valpolicella – è una delle esperienze più suggestive e che ti arricchiscono.

Il turismo del vino nella terra dell’Amarone Valpolicella e del Ripasso unisce storia, arte, natura e panorami splendidi su vigneti, colline e montagna.

L’itinerario turistico fra le cantine Valpolicella che qui ti proponiamo può essere fatto in auto, in moto o in bicicletta.

L’occasione dell’Anteprima Amarone 2015 – dal 2 al 4 febbraio 2019 al Palazzo della Gran Guardia, a Verona – è l’occasione anche per vitare quella terra generosa e ricca di tradizione.

E’ un percorso – come spiega il Consorzio Tutela Vini Valpolicella – che consente di visitare eleganti ville signorili per le quali la Valpolicella è nota.

 

Itinerario in bicicletta, moto o auto fra le cantine della Valpolicella

Caratteristiche dell’itinerario (auto, moto o bicicletta) in Valpolicella:

  • Lunghezza: 70 km
  • Luogo di partenza: San Pietro Incariano (raggiungibile da Verona con la Tangenziale Ovest, la Strada Provinciale 1)
  • Durata dell’itinerario: mezza giornata
  • Quando farlo: in ogni periodo dell’anno

Questo itinerario in Valpolicella ti consente di ammirare le chiese romaniche, le distese di ciliegi, le cascate prodotte dai torrenti (i “progni”) della zona. E le abitazioni costruite con le pietre di Prun, Cavalo e Sant’Anna d’Alfaedo.

Per quanto riguarda le cantine Valpolicella, le puoi trovare nella sezione dedicata del nostro sito Verona Wine Love.

Le località che questo itinerario enoturistico tocca sono cinque: San Pietro in Cariano, Pedemonte, Marano di Valpolicella, Fumane e Sant’Ambrogio di Valpolicella.

 

La Valpolicella fra pievi romaniche e panorami suggestivi

Grazie alla tangenziale (strada provinciale 1) da Verona è possibile raggiungere in poco tempo San Pietro in Cariano.

Percorrendo la tangenziale hai una veduta sulle colline e sulle montagne veronesi.

Alla fine della tangenziale, lascia a destra San Pietro in Cariano, e si gira a sinistra per Sant’Ambrogio di Valpolicella.

Dopo 2 km, svolta a destra per Gargagnago, passando davanti alla Villa Serego-Alighieri.

Da Gargagnago, segui le indicazioni per Sant’Ambrogio.

Al bivio successivo segui le indicazioni per San Giorgio di Valpolicella. E’ un paese che si trova su un’altura panoramica.

Qui puoi visitare la pieve romanica del XII secolo. Nel suo interno vi è un prezioso ciborio d’epoca longobarda.

 

San Giorgio di Valpolicella - Pieve romanica

La pieve romanica di San Giorgio di Valpolicella

 

Da San Giorgio prosegui l’itinerario verso Cavalo, salendo a sinistra in direzione di Breonio.

Attraversi il fianco orientale del Monte Pastello, noto per i marmi e per il panorama sulla Valdadige.

E’ possibile godere della vista sulla Valdadige, zona dei vini della Terra dei Forti, dal Forte Paroletto.

Il Forte Paroletto si trova vicino al crinale fra, i monti Pastello e Pastelletto.

La vista sulla Valdadige è possibile anche dalla cima del Monte Pastello (1112 metri). La si può raggiungere in circa mezz’ora di agevole camminata dal termine della strada che porta alle cave.

A Breonio vi è la discesa verso la Valle dei Progni.

Nel punto finale a sud del paese gira a destra seguendo le indicazioni per Fumane e Molina.

Dopo alcuni tornanti, troverai il paese di Gorgusello: ha la caratteristica di essere costruito con le lastre di pietra impiegate negli edifici, in stalle e fienili.

Le lastre di pietra sono impiegate anche nell’arredo urbano: recinzioni, pavimentazioni di strade e corti, sostegni per i pergolati e vasche delle fontane.

Attraversato Gorgusello, scendi verso Molina di Fumane, villaggio in pietra e sede del Parco delle Cascate.

Da Molina prosegui verso Cerna, paese che si trova sul fianco del Vajo delle Scalucce.

Da qui puoi godere il panorama sulla valle di Molina e sull’alta vallata di Fumane.

Dopo circa 4 km arrivi a Spiazzo di Cerna. Al bivio gira a destra, per arrivare a Cerna. Da qui scendi al crocevia di Santa Cristina.

A sinistra c’è la strada per Prun, Fané (e il vicino Ponte di Veja) e Negrar.

Tu continua invece verso destra, verso Marano di Valpolicella e la sua suggestiva vallata.

Dopo qualche chilometro e una serie di tornanti, arrivi a San Rocco e poi a Pezza.

A metà strada fra le due località, sulla destra, c’è la chiesa di Santa Maria Vaiverde.

Dal piazzale della chiesa puoi godere una vista splendida sulla Valpolicella.

Arrivato a Marano, con una piccola deviazione a destra – anche a piedi – puoi visitare Canzago.

Canzago è situata in una posizione panoramica che ti permette di ammirare tutta la vallata di Marano di Valpolicella.

Marano ospita una chiesetta settecentesca, visitabile – pur senza l’arredo e abbandonata – accanto alla nuova chiesa edificata tra il 1922 e il 1924, su disegno di don Giuseppe Trecca.

Quest’ultima chiesa – ci spiega la guida del Consorzio di Tutela dei Vini Valpolicella – presenta una pianta a forma di croce greca, con cupola alta quasi trenta metri ed internamente decorata dal pittore Aldo Tavella, fra il 1944 e il 1945.


Le splendide ville venete della Valpolicella

A Marano di Valpolicella sono molte le ville, eleganti dimore nella zona dell’Amarone Valpolicella, di Grande vino Rosso veronese.

Villa Lorenzi-Benati a Canzago è ricordata per il restauro eseguito nel 1790 sui disegni dell’architetto veronese Luigi Trezza, che riprende eleganti motivi architettonici sanmicheiiani.

Lungo l’antica strada della valle di Marano e confinante con villa Lorenzi-Benati, puoi ammirare la settecentesca di Villa Porta, ora Rizzini.

La villa ha la facciata decorata da porte e finestre bugnate, con elegante un’scala esterna a quattro rampe, balaustra in tufo e poggioli in ferro.

Villa Porta, ora Rizzini, ha un duplice loggiato rustico che si sviluppa sul fianco orientale. A ovest un’ala si prolunga invece verso la strada terminando nella facciata dell’oratorio di San Carlo.

Dopo alcuni tornanti e un breve rettilineo arrivi a Valgatara, borgata dove puoi ammirare – scendendo sulla strada e alla tua destra – la pieve romanica di San Marco a Pozzo.

Nel paese di Valgatara vi sono sei ville: Villa ex Graziani, Villa Campagnola, Villa Raisa Rimini, Villa Silvestri, Villa Fasanara e Villa il Castello.

Villa Graziani fu realizzata intorno al 1826, probabilmente su disegno dell’architetto Giuseppe Barbieri. E’ un’equilibrata costruzione dai tratti classicheggianti.

Villa Campagnola è un vasto edificio diviso in due parti. Sulla parte occidentale sporge una loggia architravata, con il sottostante portico ad archi e pilastri bugnato, di tipo sanmicheliano.

Vi è un’ala che si protende in avanti a formare il rustico, attraversato dall’atrio d’ingresso con portone.

La parte orientale di Villa Campagnola ha una scala esterna a due rampe. E lo stemma dei conti Soardi, antichi proprietari.

Villa Raisa Rimini risale al 1880. Di linee classiche, sobrie ed eleganti, è impreziosita da un piccolo parco.

Villa Silvestri fu costruita anch’essa verso il 1880, secondo gli schemi classici. Ha linee architettoniche semplici ma eleganti.

Villa Guantieri - Valpolicella

Il complesso di Villa Guantieri, in località Fasanara, a Marano di Valpolicella

 

Splendido, infine, è il complesso di Villa Guantieri, in località Fasanara. Ci si addentra fra le mura dell’edificio grazie ad un arco in tufo.

Il complesso edilizio padronale è composto da tre corpi di fabbrica: uno quattrocentesco, uno settecentesco ed uno forse ottocentesco.

Il corpo quattrocentesco di Villa Guantieri è il più originale e interessante.

E’ uno degli esempi più significativi dell’architettura tipica della villa a portico e loggia.

La località sembra derivi il suo nome da una riserva di caccia del re Berengario, che nel X secolo possedeva una residenza signorile nel vicino paese di San Floriano.

Villa “Il Castello”, infine, è un grande edifìcio così denominato forse perché costruito sul sito di un antico maniero.

Da Valgatara prosegui verso San Floriano.

San Floriano è noto per la nota pieve, un capolavoro dell’arte romanica in Valpolicella.

La chiesa romanica di San Floriano ha una facciata in tufo, tripartita da due lesene triangolari, con una suddivisione interna in tre navate.

L’impostazione del campanile ricorda – come altri in Valpolicella – la torre campanaria della basilica veronese di San Zeno.

Per tornare nella città di Verona, devi arrivare a Pedemonte.

Poco prima del semaforo di Pedemonte, gira a destra verso Castelrotto. E’ un’altura da cui puoi ammirare una panoramica veduta sulla “Contea del vino”.

Da Castelrotto scendi a Corrubbio, dove trovi la suggestiva chiesetta dei Santi Martino e Rocco, in parte romanica ed in parte gotica.

Da qui prendi la strada per Parona e il centro di Verona.

 

Valpolicella in bicicletta, moto e auto fra cantine e cultura 

Questo l’itinerario – in auto, moto o in bicicletta – che abbiamo costruito sulla base dei consigli  del Consorzio di Tutela dei Vini Valpolicella.

Nella sezione cicloturismo di Verona Wine Love ti proponiamo altri itinerari in Valpolicella. 

Sono itinerari pensati per gli appassionati di bicicletta e cicloturismo, ma che puoi adattare anche ai giri in motocicletta e ai percorsi in auto.

Tutte le occasioni sono buone per fare dell’enoturismo in Valpolicella, la terra nel nobilissimo vino Amarone Valpolicella noto in tutto il mondo.

Quali cantine visitare? Ecco l’elenco delle Cantine della Valpolicella.

Puoi scegliere le cantine, preparandoti per la gita, sulla base delle località che trovi nell’itinerario.

Un consiglio: prima telefona per sapere quando la cantina della Valpolicella che ti interessa è aperta alle visite.

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Lago di Garda paradiso dell’enoturismo. Scopri uno dei migliori posti al mondo del turismo del vino per il magazine “Wine Enthusiast”

Lago di Garda paradiso dell’enoturismo. Scopri uno dei migliori posti al mondo del turismo del vino per il magazine “Wine Enthusiast”

Il lago di Garda è una delle dieci migliori mete per il turismo del vino.

Sul lago di Garda gli appassionati di enoturismo possono trovare i vini, l’atmosfera e le bellezze storiche, artistiche e naturali che fanno della vacanza un’esperienza unica.

A scriverlo è il magazine statunitense Wine Enthusiast.

Il giornale americano colloca infatti il lago di Garda fra le “10 Best Wine Travel Destinations of 2019”.

“Con il bel tempo, pittoresche cittadine lacustri, antiche rovine, castelli medievali e magnifici panorami”, annota Wine Enthusiast sulle eccellenze del 2019 per l’enoturismo, “il lago di Garda è un paradiso per gli amanti del buon cibo, del buon vino, degli sport acquatici e della storia”.


Il Lago di Garda meta di eccellenza per l’enoturismo 

Wine Enthusiast coglie in una sola frase il fascino e l’attrazione tipica dell’enoturista: i borghi da visitare, la storia incarnata in castelli e antiche rovine, la natura colta dal colpo d’occhio del panorama.

E poi il cibo, il vino, gli sport acquatici e la storia.

Secondo il magazine statunitense, il lago di Garda è un’imperdibile vacanza per gli enoturisti.

In questo, un viaggio enoturistico sul più esteso lago italiano è confrontabile con destinazioni come la Tasmania, remota quanto storica zona del vino d’Australia; la Temecula Valley, in California; la Valle di Maipo, dove nascono i migliori vini del Chile; il Beaujolais, in Francia.

Vi sono poi Salonicco, isola della Grecia con le più grandi varietà autoctone elleniche; e Lisbona, capitale del Portogallo che vanta decine di aziende a pochi passi dalla città.

Le altre destinazioni top del 2019 per gli enoturisti – secondo Wine Enthusiast – sono Seattle, nello Stato di Washington, con le viti di Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Chardonnay e Riesling; Lavaux, in Svizzera, patrimonio dell’Unesco sul Lago di Ginevra.

Infine, a sorpresa, Bangkok, in Thailandia, nota per i grandi vini e l’alta cucina.

“Il lago di Garda, il lago più grande d’Italia, si trova nella parte settentrionale d’Italia, tra Brescia e Verona. Circondato da montagne a nord, l’area gode di un microclima molto mite”, scrive il magazine americano.

“Oltre agli ulivi e ai limoni, che sono insoliti a nord, la regione è tappezzata di vigneti e ospita alcuni dei vini classici del paese: vini rossi di Bardolino, rosati come il Chiaretto Bardolino e i vini bianchi delle zone del Lugana e di Custoza“, spiega Wine Enthusiast.

Il magazine parla poi dei vini del lago di Garda.

“Il Bardolino è il vino rosso più famoso della zona. Il Bardolino vanta aromi di frutti di bosco e floreali che si traducono in succose bacche rosse e spezie piccanti al palato”, fa notare Wine Enthusiast.

“Le stesse uve per il vino Bardolino”, mette in evidenza Wine Enthusiast, “producono uno dei migliori rosati italiani: il Chiaretto speziato e croccante”.

“L’articolo di Wine Enthusiast”, spiega Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio di tutela del Bardolino e del Chiaretto, “premia la professionalità e la caparbietà dei nostri viticoltori e dei nostri produttori. In questi anni hanno intensamente lavorato per rafforzare e rendere percepibili i valori della nostra identità territoriale, l’elemento in grado di creare vera distinzione nell’attuale scenario competitivo del vino”.

“Se questa importante rivista americana ci ha scelto come unica destinazione italiana tra le centinaia possibili”, osserva Cristoforetti, “significa che stiamo percorrendo la strada giusta. I nostri vini sono davvero i frutti di un territorio unico al mondo, come ha sottolineato Wine Enthusiast”.

Un posto d’onore è riservato al vino Lugana che – spiega Wine Enthusiast – “è prodotto principalmente con uva Turbiana autoctona, che produce bianchi succulenti, avvolgenti e degni di nota”.

“Il vino Custoza è una gustosa miscela di diverse uve”, fa notare il magazine Usa. “La maggior parte dei produttori si concentra tuttavia su Garganega, Bianca Fernanda e Trebbianello”.

 

Una veduta, nella bella stagione, della campagna coltivata a vite sul lago di Garda. Quella del lago di Garda è considerata da Wine Enthusiast, magazine americano, una delle dieci migliori località al mondo per la vacanza del turista del vino

Cmpagna coltivata a vite sul lago di Garda. Il Garda è considerata da Wine Enthusiastuna delle dieci migliori località al mondo per l’enoturismo

 

Enoturismo sul lago di Garda: dove alloggiare

Per il soggiorno sul lago di Garda, Wine Enthusiast consiglia una serie di soluzioni: Villa Fiordaliso a Gardone Riviera – definita “magnifica” dal magazine Usa – per alcuni alloggi sontuosi: “Vi si può godere una vista sul lago, un meraviglioso parco e un ottimo ristorante”.

Per la sponda veronese, Wine Enthusiast consiglia, a Bardolino, l’hotel a quattro stelle Caesius Thermae & Spa Resort: “Offre piscine termali in loco”.

Consiglia poi di soggiornare all’Aqualux Hotel Spa & Suite “un altro hotel a quattro stelle focalizzato sul benessere”, fa notare il magazine americano.

“Per un’accogliente atmosfera country”, scrive Wine Enthusiast, dai uno sguardo al “lodge di Cascina Girolda alla periferia di Peschiera del Garda”.

Le "10 best wine travel destinations", fra cui il lago di Garda, scelte dal magazine Wine Enthusiast per fare enoturismo di qualità

Le “10 best wine travel destinations”, fra cui il lago di Garda, scelte dal magazine Wine Enthusiast per fare enoturismo di qualità

 

Vacanza sul lago di Garda: dove trascorrere il tempo libero

“Il lago di Garda offre vela, windsurf, kite surf e canoa oltre alle sue spiagge incontaminate”, sottolinea Wine Enthusiast. “I giri in barca a noleggio sono un modo eccellente per ammirare i borghi che si affacciano sul sul lago”.

“Le colline che circondano il lago offrono eccezionali opportunità per la mountain bike e il trekking”, fa notare il magazine americano.

Infine, inevitabile, il consiglio di visitare Gardaland, il primo parco divertimenti d’Italia. Un luogo particolare che è legato in modo indissolubile al lago di Garda.

Un consiglio speciale di Wine Enthusiast è quello di visitare Sirmione.

Il magazine statunitense consiglia di “visitare il Castello scaligero del XIII secolo e le rovine delle Grotte di Catullo, che prendono il nome dall’antico poeta romano Catullo. L’ingresso è di soli sei euro ciascuno. Alle Grotte di Catullo sotto i 18 anni si entra gratis”.

 

Lago di Garda - castello scaligero di Sirmione

Lago di Garda, castello scaligero di Sirmione. Cultura, storia e natura per una vacanza da del turismo del vino. In una delle 10 migliori località al mondo dell’enoturismo

 

Il Lago Garda fra i migliori posti al mondo

Wine Enthusiast colloca il lago di Garda fra le eccellenze del turismo del vino a livello internazionale.

Del resto, la Strada del vino Lugana, la Strada del vino Bardolino e la vicina Strada del vino Custoza ne sono la dimostrazione.

Il fascino del lago di Garda si estende oltre il suo incantevole ambiente.

La terra dei vini sublimi della Valpolicella è a pochi chilometri.

La storia si fonde con l’ambiente e con il vino nell’intrigante Terra dei Forti.

Lo stesso territorio dei vini Soave è a un’ora di auto dal lago di Garda.

E’ la magia di una provincia particolare – come quella veronese – terra di vini, di tradizioni, di incontri.

E terra di aperture interculturali al mondo del enoturismo e dei turisti del vino.

Il lago di Garda, come fa notare il magazine americano Wine Enthusiast, è una delle zone della provincia di Verona – senza certo trascurare il fascino e la ricchezza della parte bresciana e di quella trentina – dove non è possibile non andare in vacanza.

Sul nostro sito puoi scoprire le migliori località dove fare enoturismo nella provincia di Verona, a partire dal lago di Garda.


Maurizio Corte

@cortemf
www.corte.media

*** La foto principale è tratta dal sito “Wine Enthusiast” che così presenta il lago di Garda

Lago di Garda: video ufficiale sulla meta ideale dell’enoturismo

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Capodanno a Verona fra menù di fine anno e vini sublimi. Scopri la vacanza a ritmo lento nella città di Romeo e Giulietta

Capodanno a Verona fra menù di fine anno e vini sublimi. Scopri la vacanza a ritmo lento nella città di Romeo e Giulietta

Capodanno con il Cenone di Fine Anno sta arrivando.

Le feste natalizie sono l’occasione per rallentare i ritmi e per prendersi delle pause.

Il periodo natalizio è l’occasione per fare un bilancio dell’anno che va a finire. E per pensare a come vogliamo essere nell’Anno Nuovo.

Verona propone una festa di piazza, in Piazza Bra, dalle 21 del 31 dicembre all’una del mattino di Capodanno

Una grande festa di piazza ad ingresso libero.

 

Capodanno a Verona fra menù di fine anno e vino

Per il Cenone di Capodanno – che centro della festa in famiglia o con gli amici per il Nuovo Anno – la criminologa Laura Baccaro, food blogger della cucina contadina, ci ripropone il menù e le ricette che ha presentato per il pranzo natalizio.

Sono di ricette vegetariane e adatte a chi ha intolleranze alimentari. Un Cenone di Capodanno leggero, insomma, ma pieno di gusto.

Il suo menù di Capodanno accontenta e attrae, però, anche i non vegetariani. E chi vuole mangiare di gusto rimanendo leggero.

Il Cenone di Capodanno proposto da Laura Baccaro lo possiamo innaffiare con i vini veronesi consigliati: dal vino Valpolicella al Lugana, dal vino Soave al Chiaretto di Bardolino.

Possiamo accompagnare alcune portate anche con lo Spumante Lessini Durello e lo Spumante Garda Doc.

Senza trascurare, per chi vuole degustare altre soluzioni, il vino Custoza o i vini della Terra dei Forti e di Arcole.

La provincia di Verona può accontentare tutti i palati con la sua offerta di vini e con le prelibatezze gastronomiche.

Stéphanie Costa, docente di Lingua e Cultura Francese, ci porta un tocco di Francia con la ricetta di una torta natalizia con arancia e cioccolato e con i tartufi al cioccolato (“truffes au chocolat”).

Una torta di Natale, quella proposta da Stéphanie, che possiamo proporre al Cenone di Capodanno. E che si accompagna ai vini Recioto Valpolicella Docg e Recioto Soave Docg.

Un tocco di Francia perché Verona ha visto, il primo giugno 1796, Napoleone Bonaparte entrare in città per prenderne possesso. I Francesi lasceranno la città, dopo fasi alterne di controllo, il 4 febbraio 1814.

 

Capodanno a Verona - festa in Piazza Bra di fine anno -


Festa di Capodanno in Piazza Bra. Aspettando l’Anno 2019 che verrà

Dalle ore 21 di lunedì 31 dicembre all’una di martedì primo gennaio 2019, festa in Piazza Bra con “Tutti in piazza a Capodanno”.

La festa è organizzata anche quest’anno dal Comune di Verona in piazza Bra sul grande palco allestito accanto all’Arena.

La festa vera e proprio ha inizio in tarda serata con una esibizione dal vivo che accompagnerà veronesi e turisti nel nuovo anno.

Un grande show che ha visto esibirsi in Piazza Bra ospiti famosi, dirette sui canali televisivi nazionali. E concerti dal vivo con oltre 50 mila presenze.

Allo scoccare della mezzanotte il passaggio nel nuovo anno viene celebrato con lo spettacolo di fuochi d’artificio.

Segue poi la musica con deejay sino all’una di notte. La festa in Piazza Bra è all’aperto e con ingresso libero.

 

Enoturismo a Verona: Capodanno, turismo del vino e mercatini

La pausa natalizia ci concede i tempi per una vacanza, brevissima breve o lunga che sia.

La fine dell’Anno 2018 e l’avvio del 2019 ci consentono di fare un bilancio. E di programmare il futuro.

Per questo con Verona Wine Love ti proponiamo di trascorrere alcune ore in tranquillità nella provincia di Verona.
Che sia la gita di un giorno o il soggiorno di una settimana, hai la possibilità di scegliere come vivere questo tempo di relax e di riflessione.

Nella pagina sull’enoturismo puoi trovare le Strade del Vino e tutte le condizioni per un turismo del vino a Verona pronto a vivere un’esperienza particolare.

Se sei un appassionato della bicicletta – pronto a sfidare il freddo del mattino – gli itinerari cicloturistici, con i percorsi consigliati, ti portano a contatto con la natura e la cultura.

Ci sono poi i Mercatini di Natale, a Verona fino al 26 dicembre e sul lago di Garda anche per alcuni giorni di gennaio, e la Rassegna internazionale dei presepi.

 

Cosa vedere a Verona e nelle Strade del Vino

Verona, la città dell’amore, merita da sola una visita di più giorni. Per entrare nell’atmosfera di questa città dalle mille sorprese.

Nella sezione dedicata a “Cosa vedere a Verona”, ti proponiamo una guida turistica essenziale che ti porta negli angoli più incantevoli della provincia scaligera.

Hai poi la possibilità di scoprire e vivere la provincia di Verona, con le sue bellezze naturali, artistiche e storiche. Che si mescolano con la tradizione e con l’innovazione tecnologica.

Se invece vuoi entrare, come si entra in un teatro, nella scena quotidiana della Verona di Romeo e Giulietta, ecco la parte dedicata al centro storico. Un luogo di arte, musica e cultura.

 

Dove mangiare e dormire a Verona e provincia

Per i consigli su dove mangiare e dormire a Verona, ci affidiamo a TripAdvisor.

Abbiamo selezionato le località di Verona e della sua provincia che sono al centro delle rispettive zone del vino.

Puoi così scegliere sulla base dei tuoi gusti e dei pareri degli altri turisti.

Se preferisci affidarti alle guide, ti consigliamo una serie di guide di altissimo livello:

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Le guide che ti consigliamo sono acquistabili su Amazon, con cui il sito Verona Wine Love è affiliato.

Le abbiamo scelte perché sono le più prestigiose nel consigliare dove mangiare, dove dormire, quali sono i migliori vini veronesi.

Un elenco delle cantine di Verona lo puoi trovare all’interno di ogni zona del vino: dalla Valpolicella a Soave, da Bardolino ad Arcore, dalla Terra dei Forti a Garda, da Custoza alla zona del Lugana, alla zona dello Spumante Lessini Durello.

 

Capodanno a Verona fra cultura, storia e dialogo 

Per la tua vacanza di Capodanno a Verona e nella sua provincia non possono mancare, infine, le informazioni utili: dal Meteo, con le previsioni del tempo a Come Arrivare a Verona.

La Città dell’Amore, di Romeo e Giulietta, dell’Arena con la stagione lirica e i concerti rock e di musica leggera, dei musei e delle testimonianze di storia e cultura è pronta ad accoglierti.

Verona e la sua provincia ti offrono un’esperienza unica con il meglio dell’enogastronomia e con un’apertura internazionale verso il dialogo interculturale all’insegna della pace e della convivialità.

Verona, infatti, non è solo vino, storia, arte, musica e cultura.

Verona è ricerca scientifica e studio con la sua Università degli Studi.

Verona è economia avanzata con il suo tessuto di piccole e medie imprese nell’agroalimentare, nella meccanica, nella tecnologia e nei servizi. E con Veronafiere, che organizza saloni fieristici di livello internazionale come Vinitaly e Fieracavalli.

Verona è solidarietà sociale con le sue tantissime associazioni di volontariato.

Verona è una città da vivere, oltre che da gustare.

Con il Magazine “Verona Wine Love”, curato dall’agenzia d’informazioni Corte&Media in collaborazione con l’agenzia di comunicazione AEsse Communication, te ne offriamo uno spicchio, senza dimenticare i dintorni…

A te e ai tuoi cari i migliori auguri per un Anno Nuovo Sereno.

Un Anno Nuovo che sia all’insegna del dialogo, del rispetto della diversità e della pace.

La Redazione del Magazine “Verona Wine Love”
redazione@veronawinelove.com

 

Verona: la città di Romeo e Giulietta (video di Linea d’Ombra)

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Cenone di Capodanno: un menù per la Notte di San Silvestro attento alle intolleranze alimentari… e da leccarsi i baffi

Cenone di Capodanno: un menù per la Notte di San Silvestro attento alle intolleranze alimentari… e da leccarsi i baffi

Il menù che ho proposto per Natale, con il pranzo natalizio, lo ripropongo ora per il Cenone di Capodanno.

Il menù di Capodanno segna un passaggio importante, nella Notte di San Silvestro. Si gettano le cose vecchie e si riparte di slancio con il nuovo anno.

Con l’occasione del Cenone di Capodanno comincio, comincio come ho fatto per il pranzo di Natale, scrivendo il menù.

Scritto al computer, lo stampo e lo posiziono come decorazione, con un fiocco d’occasione.

Metto il menù di Capodanno in bella vista, esponendolo nella sala da pranzo.

In questo modo, mi trovo a creare una forma di decorazione di Capodanno che contribuisce al clima della festa. Magari a volte faccio anche un centro tavola di fantasia.

Gli ospiti che ricevo la sera di Capodanno sono gli stessi con cui ho trascorso il Natale. Hanno una serie di intolleranze di tipo alimentare.

Sono vegetariani: non posso quindi cucinare la carne e accettano solo, in via eccezionale, il pesce.

I formaggi sono esclusi dal menù, se non super stagionati o formaggi di capra.

Le farine che posso usare sono poche e ben selezionate.

Il menù di Capodanno che propongo rispecchia, così, anche le necessità degli invitati.

Per fortuna gli ospiti che ho bevono ancora. Riusciamo così a farci un brindisi con del buon vino. Qui non ho divieti da rispettare.

 

Cenone di Capodanno - menù di Capodanno 2 -

 

Cenone di Capodanno: aperitivo con tartine vegetariane

Comincio il Cenone di Capodanno con un aperitivo sfizioso e variegato.

Preparo alcune tartine con un humus di rapa rossa, bello colorato. Altre tartine le preparo con un humus di zucca. E una serie di tartine con crema di topinambur.

Come preparare l’humus di rapa rossa? Prendo un paio di rape già bollite. Le frullo e le condisco con un paio di cucchiaini di salsa Tahina, succo di un limone e pepe. Volendo, ci sta anche un goccio di olio extravergine di oliva buono e profumato.

Per l’humus di zucca, cucino la zucca a vapore oppure in forno, deve essere bella asciutta. La mescolo con salsa tahina. Vi aggiungo un po’ prezzemolo fresco tritato come decorazione; del cumino (a chi piace) e un goccio di olio.

Quanto alla crema di topinambur, faccio cucinare 3-4 topinambur a vapore, li passo al setaccio, unisco  mezzo spicchio d’aglio spremuto, un cucchiaio d’olio extravergine di oliva di qualità, pepe e un trito di timo.

Uso le salse per decorare le tartine oppure anche per riempire dei vol-au-vent, che però intiepidisco al forno per qualche minuto.

Lascio comunque delle ciotoline sparse con le varie salse a disposizione e dei crostini. Giusto per accontentare i più golosi che vogliono fare il bis.

Accompagno le tartine con del vino Spumante Lessini Durello,

 

Cenone di Capodanno - menù di Capodanno 3

 

Primo piatto del menù di Capodanno: gnocchi di castagne su crema di zucca e nocciole

Per gli gnocchi di castagne acquisto della farina di castagne accertandomi che sia la farina di quest’anno. Con acqua q.b. e 500 gr. di farina preparo l’impasto per gli gnocchi.

Faccio bollire un paio di patate di montagna da passare al passaverdura. Le mescolo poi con l’impasto di acqua e farina di castagne.

Aggiungo un uovo all’impasto, per dargli elasticità. Mescolo il tutto e poi lascio riposare l’impasto al fresco per un paio d’ore. Deve risultare un impasto morbido ed elastico.

Nel mentre l’impasto riposa, preparo la crema di zucca.  Faccio appassire un porro tagliato sottile con poco olio e poca acqua finché di scioglie poi aggiungo la zucca tagliata. La faccio andare a fuoco lento finché si scioglie. La mia crema di zucca è pronta.

Passate le due ore, con l’impasto faccio i classici bastoni di pasta. Metto a bollire la pentola con l’acqua per cuocere gli gnocchi.

Taglio i bastoni di pasta a pezzettini. Quando l’acqua della pentola bolle, la regolo di sale e metto gli gnocchi nella pentola.

Quando gli gnocchi salgono in superficie, allora vuol dire che sono cotti. In questo non differiscono dai tradizionali gnocchi di patate.

Una volta tolti dalla pentola, metto gli gnocchi in un vassoio. Li condisco con il trito di nocciole e pepe appena macinato e li servo nei piatti su una crema di zucca.

La crema di zucca è la base perfetta per i nostri gnocchi di castagne. E ben si combina con il trito di nocciole e pepe.

Tenete da parte delle nocciole intere per decorare i piatti.

Personalmente non aggiungo il formaggio, ma chi lo preferisce può servire gli gnocchi anche con della ricotta salata.

 

Cenone di Capodanno - menù di Capodanno 2 -

 

Secondo piatto del menù di Capodanno: teglia di Baccalà con quenelle di polenta

Per chi è veneta (o veneto) come me, parlare di “baccalà” significa confondere lo stoccafisso con il baccalà vero e proprio.

Queste sono vere e proprie “scuole di pensiero”. Quindi noi chiamiamo “baccalà” quello che in realtà è lo stoccafisso.

Per quanto mi riguarda, uso solo lo stoccafisso della qualità “Ragno”, ovvero il miglior merluzzo essiccato. Ma continuerò a chiamarlo baccalà, come tutti i veneti.

Per la mia famiglia la vigilia di Natale non è mai stata considerata un momento di festa. E la cena non viene considerata importante.

Il 24 dicembre un tempo si andava alla messa di mezzanotte e la serata consisteva solo nel momento religioso.

Il vero momento di festa era il pranzo del 25 dicembre, giorno di Natale. E, nata nelle terre polesane, il pranzo natalizio tradizionale era un tripudio di sapori e ricette legate alla terra polesana. Si mettevano in tavola quantità e quantità di cibo.

Negli anni ho iniziato a cucinare il baccalà per il pranzo di Natale, integrando così con successo le tradizioni polesane.

Come cucinare un baccalà buono? Intanto si acquista intero, controllandolo bene e verificando l’integrità del pesce, l’interno  e annusandolo.

Il lavoro comincia una settimana prima. Si mette lo stoccafisso in ammollo dopo averlo tagliato a pezzi.

Si cambia l’acqua due o tre volte al giorno. In questo modo, dopo tre o quattro giorni di ammollo, lo stoccafisso è più morbido.

Una volta ammorbidito, lo si pulisce: si tolgono le lische, tutte le spine e si toglie la pelle. Attenzione, però: la pelle dello stoccafisso non va buttata.

La pelle ci serve, infatti, per fare delle piccole porzioni, tipo sandwich. E per ricostruire la forma del pesce nella teglia.

Ci sono molte ricette per cucinare il baccalà. C’è anche la Confraternita del Baccalà che tramanda i veri sapori.

Nella realtà, ogni famiglia ha la sua ricetta. Si tratta di ricette legate ai ricordi e alle abitudini tramandate di madre in figlia.

Ecco come preparo il baccalà:
– affetto delle cipolle bianche e le metto ad appassire piano piano in olio di oliva, aggiungendovi anche una foglia di alloro (che poi tolgo)
– con le cipolle metto ad appassire anche una puntina di aglio che poi tolgo
– pulisco, lavo e libero delle lische le 3 o 4 sarde sotto sale
– quando le cipolle sono sciolte, aggiungo le sarde e le faccio andare finché si disfano

Tolgo la teglia dal fuoco. Tolgo metà del condimento e lo metto da parte. Sul fondo metto la pelle dello stoccafisso, che ho conservato.

Sopra vi appoggio lo stoccafisso che ho passo nella farina doppio zero. Lo avvolgo bene nella pelle. Così fino a sistemare tutto il baccalà.

Uso una teglia molto grande, un tipo da “pasticcio” (modo veneto per intendere la lasagna al forno) per intenderci.

Quando ho esaurito il baccalà ricopro con una manciata generosa di Grana Padano (non il Reggiano che è troppo saporito) e finisco con il condimento di cipolle e sardine.

Completati gli strati, aggiungo un filo di olio extravergine di oliva, latte quanto basta a coprire il mio stoccafisso. Regolo di sale (poco) e pepe.

Metto sul fuoco con fiamma molto bassa, con frangifiamma, e lascio “pipare” per 4-5 ore.

Copro la teglia con carta alluminio e lascio un buco per fare uscire il vapore.

Il baccalà deve essere cotto con lentezza perché sia cucinato a dovere e al punto giusto. Solo così il pesce risulta tenero e saporito.

Il fatto di cuocerlo il giorno prima consente al baccalà di acquisire il giusto sapore.

Servo il baccalà nei piatti e lo accompagno con quenelle di polenta morbida a lato del piatto.

La polenta, tipico piatto veneto, non è altro che farina di mais cotta nell’acqua salata. Per i consigli sulla cottura, basta leggere le istruzioni sulla confezione della farina.

Vi sono diversi tipi di farina e c’è chi ama anche la farina di mais integrale, per cui i tempi di cottura possono variare.

 

Cenone di Capodanno - menù di Capodanno 4

 

Il dolce del Cenone di Capodanno: torta di riso con latte di mandorle e cioccolato bianco

Anche la ricetta della torta di riso, per il Cenone di Capodanno, è la rivisitazione di una vecchia ricetta.

Ho voluto rivisitare la vecchia ricetta perché così è più leggera. Preparo la torta senza latte perché i miei ospiti sono intolleranti.

Per la torta di riso utilizzo un riso piccolo da risotti, che metto a cuocere in un litro di latte di mandorle.

Lo faccio cuocere finché il riso diventa una crema.

Aggiungo poco zucchero durante la cottura del riso, perché il latte di mandorle di solito è già molto dolce.

Tolgo il riso dal fuoco quando è oramai una crema e lo lascio intiepidire.

Vi aggiungo tre uova intere, 100 grammi di mandorle tritate finemente e – per chi lo gradisce – consiglio anche un bicchiere di rum. Un rum invecchiato e profumato.

Mescolo il tutto. Poi pongo la crema in una teglia rivestita di carta da forno.

Metto la teglia in forno (non ventilato)a cuocere per 40-45 minuti, alla temperatura di 180 gradi.

Finita la cottura, faccio raffreddare. Quando la torta è ben fredda, la sposto su un piatto da portata.

Attenzione a lasciare raffreddare in modo completo. Se si muove la torta quando è ancora tiepida, rischia di rompersi.

Nel mentre la torta, tolta dal forno, si raffredda, preparo una glassa al cioccolato bianco.

Perché cioccolato bianco? Perché siamo al pranzo di Natale. C’è bisogno di lucentezza, ovvio.

È molto facile preparare la glassa al cioccolato bianco, per il nostro menù natalizio.

Nel mio caso non uso latte per le problematiche d’intolleranza alimentare di cui tengo sempre conto nel cucinare.

Metto a scaldare 200 centilitri d’acqua sul fuoco. Prendo 400 grammi di cioccolato che trito finemente. Poi lo verso nell’acqua calda, dopo che ho tolto il tegame dal fuoco.

Attenzione che non deve bollire.

Non uso il burro: aggiungo alla glassa un foglio di colla di pesce ammollato in acqua fredda.

L’importante è ottenere una crema di consistenza fluida e senza grumi.

Lascio raffreddare la glassa per circa 15 minuti. Poi la spalmo sopra la nostra torta di riso che, raffreddata, è pronta per la decorazione.

Si ottiene così un cerchio rivestito di cioccolato bianco, che possiamo decorare a nostro piacimento.

Pranzo di Natale - menù natalizio vegetariano - intolleranze alimentari --

Il centro tavola, fatto a mano, che accompagna un Cenone di Capodanno adatto a ospiti vegetariani (e no) e a chi ha intolleranze alimentari. Il tutto innaffiato dai vini veronesi e chiuso dai “liquorini”

 

Ecco così completato il menù del Cenone di Capodanno.

E’ un menù di Capodanno che coniuga i gusti degli ospiti vegetariani con le intolleranze alimentari. Su questa linea, uso anche farine scelte e ben dosate.

Quale vini veronesi per il Cenone di Capodanno di Natale?

Per l’aperitivo presento una bottiglia di Spumante Lessini Durello.

Ma ho sempre fresca – come ho fatto a Natale – anche una bottiglia di vino Lugana e una di vino Soave, in modo che gli ospiti possano scegliere secondo i loro gusti.

Gli gnocchi di castagne li abbino a un vino Valpolicella giovane.

Quanto al secondo del menù di Natale – il baccalà – offro una scelta fra il proseguire con il vino Valpolicella oppure un Chiaretto di Bardolino.

A chiudere, per la torta di riso, un Recioto di Soave.

I “liquorini della casa” che avevano chiuso il pranzo di Natale – arricchendo di “spirito” il menù natalizio – li ripropongo anche al Cenone di Capodanno.

Sono liquorini di mia produzione. Vi aggiungo, però, anche un liquorino particolare alle foglie di alloro.

Credo che l’alloro sia di buon auspicio per il menù di Capodanno e la Notte di San Silvestro.

Come nei delitti ci dev’essere un certo mistero. Altrimenti che criminologa sarei? Per questo, attribuisco all’alloro poteri quasi magici. E gli ospiti sono contenti.

Tanti auguri per l’Anno Nuovo!

Laura Baccaro
Psicologa e Criminologa / Food blogger della cucina contadina
www.laurabaccaro.it
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Torte di Natale: ricetta francese. Come cucinare la torta natalizia (o di Capodanno) all’arancia con glassa al cioccolato e “truffes au chocolat”

Torte di Natale: ricetta francese. Come cucinare la torta natalizia (o di Capodanno) all’arancia con glassa al cioccolato e “truffes au chocolat”

Volete un’idea diversa per la vostra torta di Natale? Vi propongo una ricetta francese: la torta natalizia all’arancia, ricoperta con una glassa al cioccolato fuso.

Questo dolce natalizio – che potete cucinare anche per il Cenone di Capodanno – va poi accompagnato dai famosi tartufi al cioccolato (“truffes au chocolat”, in francese).

L’arancia e il cioccolato continuano ad essere insuperabili insieme. E i protagonisti di questa torta natalizia sono proprio loro.

Non credo di essere l’unica ad amare il connubio cioccolato-arancia. Lo trovo semplicemente irresistibile.

Il contrasto del cioccolato fondente e il profumo e la dolcezza dell’arancia formano – nella torta di Natale originaria della Francia – un binomio di sapori perfetto, al quale è impossibile resistere.

 

Torta natalizia: ricetta francese del dolce natalizio (o di Capodanno) all’arancia e ciocciolato

La torta natalizia all’arancia, ricoperta con una glassa al cioccolato fuso, è semplice da realizzare. E’ perfetta per tutte le occasioni ed è di grande effetto.

A completare la decorazione, consiglio di mettere delle fette di arancia che potete utilizzare al naturale. Oppure farle semi-caramellate in padella, per un effetto più elegante.

La torta di Natale all’arancia con glassa al cioccolato può essere arricchita, nell’impasto, con della farina di mandorle, in sostituzione di una parte di quella tradizionale (la farina doppio zero).

“Les truffes”, invece, sono cioccolatini a base di cioccolato fondente, burro, uova e cacao amaro in polvere. Hanno una forma tipica a sfera.

Furono inizialmente creati da Nadia Maria Petruccelli a Chambéry, in Francia, nel dicembre 1895. Proprio il mese del Natale e dei dolci natalizi.

In Francia, questi cioccolatini sono adesso preparati proprio in occasione delle feste natalizie.

Sono ideali da offrire ai vostri ospiti o da presentare come elegante regalo.

Serviti con coperture differenti, questi tartufi sono quello che ci vuole per concedersi una dolce coccola: potrete assaporare, all’assaggio, tutta la golosità del cioccolato unita a gustose coperture di cocco grattugiato, granella di pistacchi, nocciole e cacao.

Ecco a voi la ricetta per la torta natalizia all’arancia, ricoperta con una glassa al cioccolato fuso. E per i tartufi al cioccolato (“truffes au chocolat”).

 

torta natalizia ricetta francese arancia e cioccolato

La torta natalizia, da una ricetta francese, con arancia e cioccolato (foto di Stéphanie Costa, blog “Il Francese col Sorriso”)

 

 

INGREDIENTI  (per la torta di Natale all’arancia)

175 grammi di farina

185 grammi di burro

175 grammi di zucchero

3 uova

2 arance

130 grammi di cioccolato fondente

1 bustina di lievito

 

Preparazione della torta natalizia:

  1. Montare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso. Montare a parte gli albumi a neve con un pizzico di sale. Grattugiare la scorza delle arance e ricavarne il succo.
  2. Unire ai tuorli la farina setacciata con il lievito intervallandola con il burro fuso ed il succo delle arance. Completare con un pizzico di sale. Ottenuto un composto omogeneo, unire gli albumi montati a neve e trasferire il composto in uno stampo imburrato e infarinato. Cuocere in forno caldo a 180 gradi per circa 30 minuti.
  3. Sfornare e preparare la glassa facendo sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria. Unire 10 grammi di burro e mescolare. Versare la glassa sulla torta e decorare a piacere.

 

INGREDIENTI (per i tartufi al cioccolato)

150 grammi di cioccolato fondente

50 grammi di burro

1 tuorlo

60 grammi di zucchero a velo

Mezzo cucchiaio di latte

2 centilitri di panna liquida

Cacao, granella di pistacchi, cocco grattugiato

 

dolce natalizio ricetta francese tartufi al cioccolato

Da una ricetta francese, i tartufi al cioccolato: “truffes au chocolat” (foto di Stéphanie Costa, blog “Il Francese col Sorriso”)

 

Preparazione dei tartufi al cioccolato:

  1. Tritate il cioccolato fondente. Ponete sul fuoco una pentola capiente con il latte e il cioccolato. Fate sciogliere il tutto completamente, fino ad ottenere un composto cremoso.
  2. Incorporate il burro a pezzettini, il tuorlo e infine la panna liquida. Dopo di che, unite lo zucchero a velo e mescolate. Versate il composto in un contenitore e lasciatelo in frigo per due ore.
  3. Iniziate quindi a comporre i vostri tartufi: prelevate delle piccole porzioni di composto al cioccolato e formate delle palline. Poi fate rotolare ciascun tartufino nella ciotola con la copertura (cacao, granella di pistacchi e nocciole, cocco grattugiato). Fate in modo che questa aderisca in maniera omogenea.

A questo punto la vostra buona e profumata torta di Natale all’arancia e cioccolato sarà pronta per essere gustata.

E potrete gustare la torta natalizia insieme ai vostri tartufi al cioccolato.

Avrete insomma un tocco di Francia e di gusto originale in occasione del dolce di Natale. Oppure, se preferite, per il dessert del Cenone di Capodanno.

Per il vino da abbinare alla torta di Natale all’arancia e cioccolato, consiglio un vino dolce veronese – come il Recioto della Valpolicella Docg o il Recioto di Soave Docg – che accompagni il vostro dessert dal gusto francese.

Buon appetito e Buone feste a tutti voi!

Stéphanie Costa
Insegnante di Lingua e Cultura Francese
Blogger del sito web “Il Francese col Sorriso”

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Enoteche sul web: comprare vino online conviene? Guida per orientarsi sui più famosi siti di e-commerce del vino in Italia

Enoteche sul web: comprare vino online conviene? Guida per orientarsi sui più famosi siti di e-commerce del vino in Italia

Vuoi comprare online bottiglie di vino di qualità per regalarle a una persona cara che abita lontano.

Oppure vuoi la comodità del recapitare una confezione di vino senza il disturbo di dover fare la consegna.

Se poi hai un ufficio o un’azienda, poter ordinare vino online e farlo arrivare il giorno giusto a destinazione è una gran comodità.

Comprare vino online, attraverso i siti di e-commerce e le enoteche sul web, è insomma di indubbio vantaggio. Sia sul piano della comodità che su quello del prezzo.

L’acquisto in enoteche intese come negozi fisici – o negli spazi enoteca della grande distribuzione organizzata – ha dall’altra parte un diverso vantaggio: la consulenza di esperti che possono consigliare sugli acquisti.

Senza contare la possibilità di osservare i vini esposti, di leggere le etichette dei vini che si vogliono comprare e magari di poter fare qualche assaggio.

A seconda delle situazioni, quindi, è il caso di rivolgersi ai siti di e-commerce del vino e comprare le bottiglie di vino online.

Oppure ci si può affidare all’enoteca di fiducia o a un supermercato che garantisca la qualità dei vini nello spazio dedicato alla vendita di vino.

Anche per i migliori vini veronesi ci sono enoteche online che assicurano qualità, prezzi adeguati e consegne sicure.

E ci sono cantine che vendono i vini veronesi in via diretta o attraverso siti web di e-commerce di fiducia: dai vini Valpolicella a quelli di Soave, dal Lugana al Bardolino, dai vini di Arcole a quelli di Custoza, alla Terra dei Forti, dal Garda Doc allo Spumante Lessini Durello.

Sono cantine, quelle dei vini veronesi, che grazie alle Strade del Vino consentono non solo di comprare bottiglie di vino Doc ma anche di vivere l’esperienza del turismo del vino: arte, cultura, cucina, vino e relazioni sociali.

 

vendita di vino online - enoteche sul web

 

COMPRARE VINO ONLINE DALLE ENOTECHE SUL WEB: QUALCHE CONSIGLIO SULL’E-COMMERCE DEL VINO
Se decidi di comprare vino online, da una delle enoteche sul web che fanno e-commerce di vino, è importante scegliere un negozio che offra vini di qualità, consegne sicure e un giusto prezzo.

Sono molti i compratori che si affidano alle enoteche online per cercare di spuntare il miglior prezzo.

Da parte mia, quando ne ho necessità preferisco scegliere di comprare vino online da un sito di e-commerce che mi garantisce qualità del catalogo dei vini, consegna nei tempi previsti e sicurezza sulle garanzie di rimborso nel caso qualcosa vada storto.

Quali sono i migliori siti di e-commerce dove comprare vino online?

Da un viaggio sul Web mi sono reso conto che non esiste il negozio di vino online perfetto. Meglio allora partire da una scelta basa sui consigli che gli specialisti del web danno a proposito delle enoteche che fanno e-commerce.

Insomma, è preferibile partire da un sito web che ha recensito con un articolo una serie di e-commerce del vino online.

La cosa da non farsi, sulla base della nostra esperienza, è quella di andare a caso su un’enoteca online e cercare solo sulla base del prezzo.

Il prezzo delle vendite di vino online è certo importante. Ma sono importanti anche i servizi e l’offerta di vini:

– la qualità del catalogo, con una spiegazione dei vini in vendita. Non bastano solo una foto, quattro righe di descrizione e un prezzo accattivante

– i tempi di consegna, verificati e certi

– le garanzie sul “soddisfatto o rimborsato”

– i servizi post-vendita

– i contenuti che accompagnano un’enoteca online. Se vi sono approfondimenti sui vini, sulle etichette, sulle cantine e sugli abbinamenti, mi fido di più

Diffidiamo, insomma, della corsa al ribasso nella vendita di vino online.

 

vendita di vino online

 

VENDITA DI VINO ONLINE: LE ENOTECHE CONSIGLIATE CHE FANNO E-COMMERCE DI VINO
Come redazione di Verona Wine Love, il Magazine sul mondo dei vino e dintorni, abbiamo individuato una serie di siti web che pubblicano articoli sulle enoteche online.

Sulla base dei consigli e delle descrizioni dei siti di e-commerce di vino, puoi scegliere quale negozio online fa per te.

Qui ti proponiamo alcuni articoli sulle enoteche del web:

Come puoi notare, al centro dei titoli degli articoli vi è l’acquisto di vino online.

Quello della vendita di vino online è un segnale del cambiamento di costume.

Alla tradizionale enoteca o allo spazio del supermercato adibito a vendita di vino, l’e-commerce rappresenta sempre più un’opportunità per gli winelover e per chi vuole regalare vino.

La comodità dell’acquisto di vino online è fuori discussione. Così come l’ampiezza di offerta che nessuno scaffale di enoteca o della grande distribuzione può fornire.

Accanto al vino online, restano comunque validi i canali tradizionali di vendita: le enoteche, i negozi fisici con personale specializzato nel consigliare il vino da comprare o da regalare.

E resta valido, là dove assicura qualità dei prodotti, quanto offre la grande distribuzione con i suoi punti vendita di vino.

 

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