Salumi, l’azienda Bechèr di Treviso amplia lo stabilimento. Fatturato di 34 milioni di euro per la leader dei salumi veneti

Salumi, l’azienda Bechèr di Treviso amplia lo stabilimento. Fatturato di 34 milioni di euro per la leader dei salumi veneti

Bechèr Spa, azienda di punta del Gruppo Bonazza, ingrandisce i confini della sua sede produttiva. L’azienda è leader in Veneto per i salumi.

Da qualche mese è stato inaugurato l’ampliamento di uno dei due stabilimenti a Ponzano Veneto, in provincia di Treviso.

L’ampliamento riguarda le celle di stagionatura e affumicatura, aumentando la superficie produttiva di oltre 1500 metri quadri.

Questo impianto è in grado di sostenere una produzione del comparto stagionato di 1.500 quintali a settimana rispetto agli 800 precedenti.

L’ampliamento produttivo dello stabilimento Bechèr è in linea con la positività del comparto carni e salumi.

Il comparto di carni e salumi registra un aumento in produzione e consumo (fonte Assica 2018).

Leader nella produzione di salumi in Veneto, Bechér ha chiuso il bilancio 2018 con un fatturato di 34 milioni di euro. Un record per l’azienda. E con un incremento del 3% rispetto all’anno precedente.

Da parte sua l’azienda Bechér Spa si dimostra in grado di cogliere le nuove sfide di un mercato in crescita sempre più globale.

Con quest’ultimo intervento strutturale, in un’ottica di espansione, Bechèr ha visto anche l’apertura di nuovi uffici e il trasferimento di tutta la Direzione Commerciale nel nuovo fabbricato.

 

Bechèr House - spaccio salumi, ristorante, osteria

L’osteria, ristorante e spaccio dell’azienda Bechèr, leader in Veneto nel mercato dei salumi della tradizione

 

L’azienda Bechèr, leader nel settore dei salumi in Veneto

Bechèr si conferma una delle aziende top performer del Veneto e continua ad investire nel proprio territorio.

Per l’ampliamento della nuova struttura e per l’acquisto di macchinari altamente tecnologici sono stati investiti circa 2 milioni di euro, portando un incremento della forza lavoro con nuove assunzioni.

Ad oggi le aree produttive del Gruppo contano circa 28 mila metri quadri di superficie con un organico di 200 risorse tra impiegati e collaboratori esterni, che trovano lavoro nelle varie sedi.

“Un investimento importante maturato dopo diversi anni in cui l’azienda ha visto crescere i mercati esteri”, spiega Simone Bonazza, Ceo di Bechèr Spa. “Si è reso necessario in quanto il vecchio stabilimento aveva ormai raggiunto la piena saturazione della capacità produttiva”.

“Per la nostra famiglia rimane un valore importante investire nel nostro territorio”, sottolinea Bonazza. “Per questo abbiamo scelto di continuare a crescere in Veneto offrendo nuove opportunità lavorative in diversi comparti d’impiego”.

I prodotti del Gruppo Bonazza si possono gustare alla Bechèr House, spazio gourmand dal look “industrial vintage” che si presta a ristorante, enoteca, birreria e caffetteria.

In questo ambiente confortevole e ricercato è possibile assaporare prodotti autoctoni come la porchetta trevigiana, lo speck Unterberger del Cadore e la Soppressa Vicentina DOP.

Sono passati 60 anni da quando la famiglia Bonazza ha inaugurato il suo piccolo laboratorio di Ca’ Noghera (Venezia).

Oggi il gruppo ha sei stabilimenti. Esporta i salumi autoctoni della tradizione veneta e molte altre specialità in tutta Europa e in Canada.

Dalla nascita del primo stabilimento nel 1968 si sono aggiunte le acquisizioni di Bechèr Spa nel 2006 e della storica Unterberger di Perarolo di Cadore nel 2013.

Tra le ultime acquisizioni il ristorante Bechèr House con Spaccio aziendale.E nel 2017 il Salumificio Vicentino.

Alla guida del gruppo i fratelli Bonazza, Simone, Silvia, Samuele e Sara, che continuano a diffondere con passione la cultura della buona tavola e della tradizione veneta in Italia e nel mondo.

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Olio d’oliva, prodotti tipici e birre artigianali. I consumi di italiani e stranieri a Sol&Agrifood. Olio, i vincitori Absolute Beginners di Sol d’Oro

Olio d’oliva, prodotti tipici e birre artigianali. I consumi di italiani e stranieri a Sol&Agrifood. Olio, i vincitori Absolute Beginners di Sol d’Oro

Il consumatore di prodotti agroalimentari di qualità protagonista del talk show inaugurale di Sol&Agrifood, in corso a Veronafiere fino al 10 aprile, dal titolo “Conquistare il consumatore: l’esperienza femminile nel mondo dell’eccellenza agroalimentare italiana”.

Alla presenza di Barbara Blasevich, consigliere di amministrazione di Veronafiere – ospite la sottosegretaria alle Politiche agricole alimentari forestali e turismo Alessandra Pesce – Evita Gandini di Nomisma ha presentato una ricerca con l’identikit del consumatore, realizzata per Sol&Agrifood.

 

Olio extravergine di oliva: l’origine conta per i consumatori più di brand e prezzo

Secondo la ricerca, oltre 9 italiani su 10 consumano olio di oliva in Italia, 2 su 3 lo acquistano più volte al mese.

I consumatori lo, selezionano soprattutto in base all’origine ancor prima del brand e del prezzo.

L’analisi del profilo di chi acquista olio di qualità (DOP-IGP) restituisce l’identikit di un uomo, over 45 anni, con posizione lavorativa stabile ed economicamente sicura, laureato o con un altro titolo di studio elevato.

L’attenzione al marchio DOP-IGP è più forte tra i consumatori “salutisti” e chi ha figli piccoli in casa.

Chi acquista alimenti DOP e IGP

Per Nomisma, due italiani su dieci comprano alimenti DOP-IGP (denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta) abitualmente.

Questa propensione all’acquisto e la sensibilità nei confronti di questi marchi sono maggiori nelle grandi città e in generale nel centro Italia.

Alcune tipologie familiari, inoltre, risultano più attente alla qualità dei prodotti alimentari: si tratta di nuclei con figli conviventi in cui ilresponsabile degli acquisti è donna, over 45 anni e con titolo di studio elevato.

Leggi la pagina sui prodotti tipici di Verona, con anche quelli DOP e IGP

 

Sol&Agrifood - olio extravergine di oliva - Veronafiere 2019

 

Chi preferisce la birra e chi sceglie la birra artigianale

La ricerca di Nomisma ha preso in considerazione anche il consumatore di birra, differenziato tra chi beve birra e chi preferisce la birra artigianale.

La birra è la preferita da Generation X e Baby Boomers (rispettivamente 39-54 e 55-73 anni).

La birra artigianale attira soprattutto i Millennial più eruditi delle grandi città.

 

Birra artigianale italiana - agroalimentare Made in Italy

 

Pizza, pasta e olio extravergine di oliva: i prodotti Made in Italy amati nel mondo

La percezione del made in Italy nel mondo.

Secondo le ultime indagini multi-country di Nomisma, sia negli Emirati Arabi, che in Regno Unito ma anche in Cina, circa 4 consumatori su 10 affermano che il nostro cibo e il nostro vino siano in assoluto i prodotti più rappresentativi del Made in Italy.

Cibo e vino vengono prima ancora di moda, auto e arredamento.

All’estero, il food&beverage italiano richiama innanzi tutto il concetto di “qualità” per circa un quarto dei consumatori stranieri.

Pensando al nostro cibo, i consumatori stranieri evocano anche immagini come “tradizione e cultura”, “salute” e “stile”.

I prodotti della nostra cultura gastronomica che più attraggono i consumatori stranieri sono pasta e olio extravergine di oliva, dopo la pizza.

La pizza è il non plus ultra del made in Italy per diffusione e notorietà.

Hanno partecipato al talk show, portando le loro esperienze di successo, Susanna Moccia (La Fabbrica della Pasta di Gragnano), Francesca Salvagno (Frantoio Salvagno) e Geltrude Salvatori Franchi (Birra dell’Eremo).

«L’idea di chiedere a Nomisma una ricerca sul consumatore di prodotti agroalimentari di qualità”, ha spiegato Blasevich, “è stata dettata dalla volontà di dare un approfondimento ai nostri espositori. L’obiettivo è di aiutarli a leggere correttamente le tendenze e a impostare strategie per essere vincenti sui mercati“.

“Questo”, ha concluso la consigliera di Veronafiere Blasevich, “nell’ottica di essere una fiera di servizi, capace di dare strumenti che aiutino gli espositori ad aumentare il proprio business”.

“A Sol&Agrifood c’è l’agroalimentare di eccellenza“, ha dichiarato la sottosegretaria Pesce. “Nei confronti dell’agroalimentare di eccellenza abbiamo un duplice impegno: promuoverlo e tutelarlo dalle contraffazioni, da una parte, e portarlo nel mondo aprendo nuovi mercati”.

L’agroalimentare di eccellenza significa, quindi, prodotti DOP e IGT. Significa olio extravergine di oliva con una chiara origine e caratterizzazione. Significa – per i consumatori stranieri – pasta, olio e pizza.

Tutti tratti distintivi del Made in Italy, come dimostra la ricerca di Veronafiere e Nomisma in occasione di Sole&Agrifood, il salone dell’agroalimentare.

 

SolAgrifood2019_inaugurazione_Salvagno_Salvatori Franchi_Moccia_Blasevich_Gandini -salone agroalimentare Verona

Inaugurazione di Sol&Agrifood 2019 alla Fiera di Verona. Da sinistra, le signore Salvagno, Salvatori Franchi, Mocci, Blasevich e Gandini

 

Leggi la pagina sui prodotti tipici di Verona, con anche quelli DOP e IGP

Leggi la pagina su CANTINE E VINI VERONESI

 

Sol&Agrifood 2019 olio extravergine di oliva finale concorso Absolute Beginners

 

Olio: Toscana e Slovenia vincitrici della “Absolute Beginners” di Sol d’Oro 

Sono il Monovarietale Raggiola dell’azienda Felsina di Castelnuovo Berardenga (Siena), il Casa Pietraia dell’omonima azienda di Certaldo (Firenze) e il Kante Cuveé della slovena Kmetija Kante di Sempas i vincitori della categoria “Absolute Beginners” di Sol d’Oro.

Gli “Absolute Beginners” sono gli oli extravergine di oliva di piccoli produttori, con un quantitativo per singola etichetta non superiore a 1500 litri, che per regolamento, fino a quest’anno, non potevano partecipare al concorso oleicolo internazionale.

Con l’introduzione della nuova categoria, la competizione ha voluto dare anche alle piccole produzioni la possibilità di essere valutate con una degustazione alla cieca da un panel internazionale di assoluto prestigio e rigore.

Un’iniziativa di Veronafiere, che con l’istituzione di Sol d’Oro nel 2002 ha posto tra i suoi obiettivi il miglioramento attraverso il confronto tra produttori di tutto il mondo. Oltre a fornire uno strumento di marketing alle aziende vincitrici.

La giuria multidisciplinare che ha valutato i 16 finalisti, composta da chef, giornalisti specializzati e panelist, è stata presieduta da Tano Simonato, chef stellato del ristorante Tano Passami l’olio di Milano.

“È stata un’esperienza molto divertente e stimolante”, ha affermato Simonato. “È importante che cresca una nuova generazione di produttori olivicoli che domani ci possa stupire. E che lo faccia proponendoci oli con straordinarie sensazioni che noi chef possiamo poi proporre ai nostri ospiti”.

Gli oli extravergine di oliva in finale provenivano da Italia, Spagna, Slovenia, Tunisia e Croazia.

La selezione, a cui avevano partecipato 38 campioni, era avvenuta a febbraio durante i lavori dell’edizione 2019 di Sol d’Oro Emisfero Nord a Verona.

La proclamazione degli “Absolute Beginners” ha avuto luogo insieme alla cerimonia di consegna dei diplomi ai vincitori di medaglia e di gran menzione di Sol d’Oro Emisfero Nord 2019.

L‘olio extraverigine di oliva – come evidenziato anche da questa edizione di Sol&Agrifood – si pone fra i prodotti dell’agroalimentare di qualità. Accanto ai prodotti tipici DOP e IGT, alla pasta e alle birre artigianali.

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Sol&Agrifood. Il meglio dell’olio, del cibo di qualità e delle birre artigianali. Appuntamento a Veronafiere dal 7 al 10 aprile 2019

Sol&Agrifood. Il meglio dell’olio, del cibo di qualità e delle birre artigianali. Appuntamento a Veronafiere dal 7 al 10 aprile 2019

A Verona il meglio dell’agroalimentare, fra narrazioni, degustazioni e incontri tra produttori e operatori professionali.

Con olio extravergine di oliva di eccellenza, specialità agroalimentari con il food di qualità e birre artigianali, Sol&Agrifood propone alla Fiera di Verona – dal 7 al 10 aprile 2019, in concomitanza con Vinitaly – un’esperienza unica della più qualificata produzione agroalimentare.

Regno dell’olio extravergine di oliva, del food di qualità e delle birre artigianali, Sol&Agrifood potenzia la formula interattiva che la contraddistingue e propone per l’edizione 2019 (7-10 aprile 2019 – ) una riorganizzazione delle sue aree dimostrative: l’Agorà per il food-telling, la Sala Mantegna per le degustazioni guidate di olio extravergine di oliva, l’Evoo Bar per la degustazione assistita degli oli vincitori di Sol d’Oro, l’Area Birre e la Cooking Show Area.

Qui il cibo non è un semplice prodotto, ma una storia da raccontare attraverso degustazioni, educational, dimostrazioni in cucina.

E’ una storia del cibo fatta di materie prime, sapiente innovazione della tradizione, ricette e abbinamenti. Allo scopo di valorizzare l’unicità di ogni prodotto, per renderlo comprensibile in chiave commerciale. E per aumentare le occasioni di incontro tra domanda e offerta.

Nel 2018 gli espositori di Sol&Agrifood sono stati 317 da sette Paesi.

I visitatori sono stati 59.300, dei quali il 27% esteri provenienti da 130 nazioni.

A queste attività si affiancano gli appuntamenti b2b dell’International Meeting Point, organizzati con trader del food di qualità selezionati da Veronafiere nei più importanti e interessanti Paesi di consumo.

Per approfondire le tendenze di un mercato con numeri in crescita, il convegno inaugurale di Sol&Agrifood 2019 presenta una ricerca realizzata da Nomisma per Veronafiere.

La ricerca riguarda i principali criteri di scelta e gli attributi “valoriali” assegnati dai consumatori al momento dell’acquisto, iI trend (Italia vs export) e il profilo del consumatore italiano di prodotti di qualità, con focus sull’agroalimentare Dop/Igp, l’olio extravergine di oliva e la birra artigianale.

 

Sol&Agrifood - olio extravergine di oliva - Veronafiere 2019

 

Sol&Agrifood: l’olio extravergine di oliva

Quest’anno l’olio prodotto nel bacino del Mediterraneo è stato scarso per ragioni climatiche.

Tuttavia, come hanno verificato i giudici durante il concorso Sol d’Oro Emisfero Nord, è di alta qualità.

È con questa consapevolezza che i produttori presenti a Sol&Agrifood aspettano gli operatori.

La fiera Sol&Agrifood conferma di essere il più importante luogo di incontro internazionale dell’offerta e della domanda di olio extravergine di gamma alta.

Un primato ottenuto grazie alle molte attività legate alla valorizzazione del prodotto. A iniziare dal grand tasting dedicato agli oli vincitori di Sol d’Oro nel primo giorno di fiera, rivolto agli operatori esteri.

A seguire, la fase finale di Sol d’Oro Emisfero Nord dedicata alla nuova categoria degli “Absolute Beginners”, valutata da una giuria guidata da Tano Simonato, lo chef del ristorante Tano Passami l’Olio. Una giuria composta da ristoratori, giornalisti specializzati e degustatori professionisti.

Nei quattro giorni di Sol&Agrifood, in sala Mantegna, si succedono le degustazioni guidate di oli extravergine proposti dagli espositori.

Nell’International Meeting Point, invece, si svolgono i B2B del Gdo Buyers’ Club, organizzati da Veronafiere con i responsabili acquisti olio delle principali insegne della grande distribuzione italiana.

Sol&Agrifood - Veronafiere - 2019 - degustazione formaggio

 

Leggi la pagina sull’Olio d’Oliva del Garda e del Veneto

Sol&Agrifood: come narrare le specialità agroalimentari

Le centinaia di specialità agroalimentari, dalla pasta ai formaggi, dai salumi ai prodotti da forno, dagli aceti alle marmellate.

Sono le specialità proposte dagli espositori trovano nell’Agorà lo spazio della narrazione, fatta dall’espositore, con il supporto di un giornalista di settore e di uno chef.

Il calendario degli appuntamenti vede quest’anno tra i protagonisti la Sicilia con una spaghettata ai grani antichi e sapori dei Monti Iblei e il Parmigiano Reggiano.

Sono due le “cheese experience”: una degustazione verticale del formaggio DOP a diverse stagionature e una degustazione di Parmigiano Reggiano realizzato con latte di Vacche Rosse.

Sono proposte dal Consorzio di tutela che ritorna a Sol&Agrifood per presentare le produzioni di eccellenza dei suoi associati e incontrare gli operatori dell’alta ristorazione.

Non solo gustoso ma anche originale e con risvolti storici, infine, l’appuntamento “A tavola con Leonardo da Vinci”, con ricette rinascimentali di fine ‘400 realizzate con i prodotti degli espositori, a cura di Accademia delle 5T.

Leggi la pagina sui Prodotti tipici IGT e DOP della provincia di Verona

 

Sol&Agrifood - birre artigianali - Veronafiere 2019

 

Le birre artigianali a Sol&Agrifood

Giunta alla settima edizione si rinnova l’Area Birra, che ospita le produzioni brassicole artigianali nazionali e internazionali.

L’Area Birra offre al visitatore l’opportunità di addentrarsi nel vasto mondo delle birre artigianali.

Ad animare l’area c’è lo spazio dedicato alle degustazioni e ai minicorsi gestito dall’Unione Degustatori di Birre.

Quest’anno sono previsti approfondimenti sullo stile italiano di produrre birra, sul legame con il territorio, sui segreti del servizio e sul corretto bicchiere da utilizzare per ogni stile.

L’attività dell’Area Birre è supportata dalla collaborazione con Ice Agenzia per l’incoming di operatori esteri, oltre che del Consorzio Distributori Alimentari – CDA WEB, per la selezione di operatori nazionali.

Agli operatori nazionali oltre ai momenti di approfondimento sul prodotto ne vengono proposti altri di formazione.

Tra questi il convegno rivolto ai grossisti del beverage dal titolo “La birra del vicino è sempre più speciale – marketing e strategia della distribuzione della birra artigianale in Italia” con degustazione finale.

L’obiettivo è di fornire a questi professionisti competenze e strumenti utili per la fase di vendita.

Grazie a un ampliamento dello spazio, l’Area Birre si arricchisce quest’anno di un di punto ristorazione, il Beerstrò – A Beer Experience, con protagonista la birra nelle ricette e negli abbinamenti proposti.

Qui, dall’antipasto al dessert, la tradizione di alcuni piatti viene rivista in nuove originali varianti.

 

Sol&Agrifood - degustazione agroalimentare cucina Veronafiere 2019

 

Sol&Agrifood: la Cooking show Area

Nell’area dei Cooking show si svolgono gli Evoo Academy, veri e propri educational, gestiti da Aipo – Verona (Associazione Interregionale Produttori Olivicoli), che quest’anno propongono “Crudo, cotto, fermentato: le piacevoli esperienze del gusto”.

L’Area dei Cooking show è anche il regno del cuoco Giorgione, storico testimonial di Sol&Agrifood.

Quest’anno per la prima volta il cuoco Giorgione si cimenta nella realizzazione di cinque ricette originali pensate per valorizzare in cucina i cinque oli vincitori di medaglia d’oro di Sol d’Oro Emisfero Nord.

Fra olio extravergine di oliva di eccellenza, specialità agroalimentari con il food di qualità e birre artigianali, Sol&Agrifood propone alla Fiera di Verona – dal 7 al 10 aprile 2019, in concomitanza con Vinitaly – un’esperienza unica della migliore produzione agrialimentare.

Leggi la pagina sui Prodotti tipici IGT e DOP della provincia di Verona

Leggi anche la pagina su VINITALY, con le informazioni utili su Verona

Leggi anche la pagina su VINITALY AND THE CITY, il fuori salone del vino

 

*** Foto Studio Ennevi Verona. Fornite dall’ufficio stampa di Veronafiere

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Vino e cibo, in futuro potremo controllare la qualità con il nostro smartphone. Un laser di Enea contro le frodi su cibi e vini

Vino e cibo, in futuro potremo controllare la qualità con il nostro smartphone. Un laser di Enea contro le frodi su cibi e vini

Grazie allo smartphone potremo verificare la qualità del vino che beviamo. E del cibo che abbiamo nel piatto.

E’ questa la prospettiva che si presenta dopo che è stato messo a punto Safefooded.

Safefooded è un laser portatile. E’ in grado di rilevare in pochi secondi la qualità del cibo che finisce sulle tavole, dal pesce, all’olio passando per il vino e i succhi di frutta.

Safefooded è il risultato delle tecnologie messe a punto dall’Enea contro le frodi alimentari, insieme a sei partner industriali nell’ambito del progetto triennale SAL@CQO finanziato con 3 milioni di euro dal ministero dello Sviluppo economico.

Il dispositivo è in grado rilevare la presenza di sostanze tossiche nei cibi sui banconi di mercati e supermercati, a causa di una cattiva conservazione come l’istamina, molecola tossica nel pesce.

Safefooded può verificare l’aggiunta di composti chimici. E quindi l’adulterazione del latte in polvere con composti utilizzati per colle e plastiche come la melammina.

Segnala anche l’aggiunta di acqua e dolcificanti non dichiarati in etichetta nei succhi di frutta, come la presenza di oli vegetali a basso costo nell’extravergine e ancora un eccessivo contenuto di metanolo nel vino.

“Per ora siamo nella fase di sperimentazione”, spiega il ricercatore Gianfranco Giubileo. “Puntiamo a realizzare strumenti maneggevoli per un’analisi rapida del cibo sia nel punto vendita che nel luogo di produzione, da affidare ad istituzioni e industrie e catene di distribuzione”.

 

Cibo e vino di qualità - un laser contro le frodi alimentari

L’App di uno smartphone ci consentirà si smascherare cibo avariato o adulterato. E di verificare la qualità di vino e cibo

 

Lo smartphone e un’app per controllare la qualità di vino e cibo

Il team di ricercatori, infatti, non esclude di creare app per smartphone per far sì che il consumatore possa fare in pochi secondi uno screening del cibo al momento dell’acquisto, per sapere se è di qualità.

Oppure verificare se è stato conservato bene, rispettando ad esempio la catena del freddo come nel caso dei surgelati.

“Attualmente”, aggiunge la ricercatrice Adriana Puiu, “i controlli anti-frode si basano su analisi di laboratorio complesse che richiedono tempi lunghi, strumentazioni costose e personale specializzato”.

L’uso della tecnologia nel controllo della qualità di vino e cibo consente di valorizzare chi produce rispettando i criteri di salubrità, da chi non ha la qualità al centro della propria filosofia aziendale.

In questo può essere di aiuto uno strumento come il laser anti-frode di Enea che rivela la qualità dall’olio al vino, dalla carne al pesce.

Quando poi avremo l’app per smartphone in grado di verificare la qualità di vino e cibo, potremo dire che al consumatore è garantito – come all’azienda che produce – un acquisto e un consumo consapevole e di alto livello,

 

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Vino e cibo italiani: record dell’export nel 2018 con 41,8 miliardi di euro. Il vino superstar delle esportazioni. Boom degli spumanti (+13%)

Vino e cibo italiani: record dell’export nel 2018 con 41,8 miliardi di euro. Il vino superstar delle esportazioni. Boom degli spumanti (+13%)

Cibo italiano e il vino italiano vanno forte sulle tavole all’estero. Il “Made in Italy” del cibo e del vino ha un successo crescente.

Il vino gioca la parte del leone. E nel vino – con l’Amarone Valpolicella che resta il Grande Vino Rosso veronese amato all’estero – abbiamo il boom degli spumanti.

La provincia di Verona, in questo senso, ha eccellenti esempi di vino spumante nelle zone di produzione Doc tradizionali: dal Lugana al Garda Doc, dal Chiaretto di Bardolino al Custoza, dal Soave allo Spumante Lessini Durello.

Vi è un record delle esportazioni agroalimentari di cibo e vino italiani: nel 2018 hanno raggiunto per la prima volta il valore di 41,8 miliardi di euro, grazie all’aumento dell’1,8%.

E’ la Coldiretti a tracciare il bilancio dell’anno 2018 sulla base dei dati definitivi dell’Istat.

Quasi i due terzi delle esportazioni agroalimentari, precisa la Coldiretti, interessano i Paesi dell’Unione Europea dove il principale partner è la Germania.

Fuori dai confini comunitari sono gli Stati Uniti il mercato di riferimento dell’italian food.

A spingere la crescita – sottolinea la Coldiretti – sono i prodotti base della dieta mediterranea a partire dal vino

Il vino è il prodotto italiano più esportato e fa segnare un aumento del 3% in valore.

La vera star è la categoria degli spumanti che balzano del 13% e raggiungono un valore delle vendite all’estero superiore a 1,5 miliardi durante l’anno.

 

Cibo e vino Made in Italy - successo dell'export di vino e cibo italiani

Successo del cibo e del vino Made in Italy. L’export di prodotti italiani, nel 2018, è arrivato a 41,8 miliardi di euro di valore

 

Vino e cibo Made in Italy: va combattuta l’agropirateria, sottolinea Coldiretti

”L’andamento sui mercati internazionali potrebbe ulteriormente migliorare con una più efficace tutela nei confronti della ‘agropirateria’ internazionale che fattura oltre 100 miliardi di euro”, dichiara il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini.

Prandini sottolinea che “occorre superare peraltro l’attuale frammentazione e dispersione delle risorse per la promozione del vero Made in Italy all’estero. Occorre puntare a un’Agenzia unica ed investire sulle Ambasciate, introducendo nella valutazione principi legati al numero dei contratti commerciali”.

“Mentre a livello nazionale”, ha sottolineato Prandini, “servono trasporti efficienti sulla linea ferroviaria e snodi aeroportuali per le merci”.

Il successo del cibo e del vino Made in Italy all’estero porta così ad alto valore aggiunto l’export di food e vino italiani.

L’agroalimentare si conferma – come dimostra il successo dei vini veronesi nel mondo – un comparto strategico per l’economia dell’Italia.

Il vino ne è una componente fondamentale, come dimostra il prestigio di Vinitaly, il salone del vino e dei distillati (7-10 aprile 2019).

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Amarone Valpolicella, vini Soave e spumanti: Verona in testa alle eccellenze italiane. E l’agroalimentare Made in Italy sfonda all’estero nel 2018

Amarone Valpolicella, vini Soave e spumanti: Verona in testa alle eccellenze italiane. E l’agroalimentare Made in Italy sfonda all’estero nel 2018

Il vino e il cibo italiani hanno avuto un grande successo in tutto il mondo nel 2018.

Fra i vini italiani di successo, vanno ricordate alcune eccellenze veronesi: l’Amarone Valpolicella e i vini Soave.

L’Amarone della Valpolicella è del resto il rosso nobile preferito dagli winelovers che frequentano le enoteche. E’ il rosso italiano più venduto, secondo vino in classifica dopo le bollicine del Franciacorta.

Oltre all’Amarone Valpolicella, oltre al Soave, Verona si distingue anche per gli spumanti.

E proprio gli spumanti hanno riscosso un grande successo a livello internazionale, nel 2018, fa sapere Coldiretti.

Degli spumanti Verona può andare fiera grazie alle produzioni dello spumante Lessini Durello e degli altri spumanti scaligeri: dalla versione spumante del Chiaretto Bardolino a quella del Lugana, del Soave e del Custoza

I vini scaligeri sono legati al territorio. Permettono di unire la degustazione del vino e la fruizione delle bellezze artistiche, culturali e naturalistiche della provincia di Verona.

Verona è un territorio da gustare fino in fondo, sul piano del turismo del vino: dalla città d’arte al lago di Garda, dalla Lessinia alla zona del vino Soave.

In questo sito puoi trovare le descrizioni degli itinerari, dei vini e delle bellezze culturali e naturali di Verona e della sua provincia.

Possiamo così dire che la produzione vinicola e agroalimentare italiana è molto ben rappresentata dai vini veronesi e dalle produzioni alimentari scaligere.

 

Vinitaly - promozione vino italiano ed enoturismo in Cina - Veronafiere

Grande successo dei vini italiani nel mondo. A cominciare dai vini veronesi: l’Amarone Valpolicella, il Lugana e i vini di Soave

 

Amarone Valpolicella e Soave: successo di cibo e vini italiani

Mai cosi tanto cibo e vino italiano sono stati consumati sulle tavole di tutto il mondo con il record storico per le esportazioni agroalimentari Made in Italy che nel 2018 hanno raggiunto per la prima volta il valore di 42 miliardi di euro grazie all’aumento del 3%.

E’ stata la Coldiretti a tracciare il bilancio dell’anno scorso, sulla base delle proiezioni su dati Istat.

Si tratta di un ottimo risultato che – sottolinea la Coldiretti – conferma le potenzialità del Made in Italy a tavola per la ripresa economica ed occupazionale del Paese.

Quasi i due terzi delle esportazioni agroalimentari – precisa la Coldiretti – interessano i Paesi dell’Unione Europea dove il principale partner è la Germania.

Fuori dai confini comunitari sono gli Stati Uniti il mercato di riferimento dell’italian food.

A spingere la crescita – sottolinea la Coldiretti – sono i prodotti base della dieta mediterranea a partire dal vino.

La grande star è la categoria degli spumanti che balzano del 13%.

Gli spumanti raggiungono un valore – nelle vendite all’estero – superiore a 1,5 miliardi di euro durante l’anno 2018.

A seguire – continua la Coldiretti – l’ortofrutta fresca che in valore fa segnare però una leggera frenata del 4%.

Buone performance vedono protagonisti i salumi, i formaggi con un incremento del 3% in valore e la pasta che aumenta del 2%.

Sul successo del Made in Italy agroalimentare all’estero pesano in futuro i cambiamenti in atto nella politica internazionale che potrebbero tradursi in misure neo-protezionistiche che riguardano i principali mercati di sbocco.

Sul rapporto con la Gran Bretagna c’è l’incognita della Brexit.

A rischio sono anche le altalenanti relazioni commerciali con gli Stati Uniti di Donald Trump.

Il settore agroalimentare continua poi a subire gli effetti negativi dell’embargo in Russia con il divieto all’ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce, provenienti da Unione Europea, Usa, Canada, Norvegia ed Australia.

 

Vino e cibo italiano nel mondo

Successo del vino e del cibo italiano nel mondo. Ma attenzione, ricorda Coldiretti, alla pirateria contro i prodotti Made in Italy

 

Vino italiano e cibo: Coldiretti rilancia l’allarme pirateria

“L’andamento sui mercati internazionali potrebbe ancora migliorare con una più efficace tutela nei confronti della agropirateria internazionale”, ha affermato il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini. 

“La pirateria agroalimentare fattura oltre 100 miliardi di euro. Utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale”, ha affermato il presidente della Coldiretti. 

“Occorre superare peraltro l’attuale frammentazione e dispersione delle risorse per la promozione del vero Made in Italy all’estero”, ha detto Prandini. “E’ necessario puntare a un’Agenzia unica che accompagni le imprese in giro nel mondo sul modello della Sopexa. E investire sulle ambasciate”.

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