Fonte Margherita e Pandoro Melegatti. I Foodcommunity Awards premiano l’eccellenza italiana

Fonte Margherita e Pandoro Melegatti. I Foodcommunity Awards premiano l’eccellenza italiana

L’eccellenza imprenditoriale riconosciuta per il suo impegno di qualità nel Food & Beverage italiano.

Denis Moro, titolare di Fonte Margherita, ha ricevuto il premio per il Best Practice Management.

E’ avvenuto durante i Foodcommunity Awards 2018, una selezione di eccellenze imprenditoriali del food & beverage su scala nazionale.

La motivazione riconosce il valore del rilancio dell’antica Fonte Margherita e, più di recente, dello storico brand veronese Melegatti.

Melegatti è l’azienda storica scaligera del pandoro, il dolce di Verona.

Fonte Margherita e Melegatti sono imprese con radicamento produttivo nel Veneto. Ma che sono ben conosciute per la loro qualità sia in Italia che all’estero.

Denis Moro - Fonte Margherita e Melegatti

L’imprenditore Denis Moro

“E’una grande soddisfazione”, afferma Denis Moro, “ricevere questo premio. E’ anche il riconoscimento al valore del lavoro di squadra che portiamo avanti con Nicola Sartore, imprenditore esperto cui condivido la straordinaria esperienza di Fonte Margherita“.

“Abbiamo sempre creduto che sono le persone a fare le imprese“, sottolinea Denis Moro. “In questa azienda stiamo crescendo un team giovane e qualificato. Un team che ha entusiasmo e voglia di confrontarsi con le sfide quotidiane che solo il rilancio di una antica e preziosa sorgente di acqua minerale può dare”.

“Da poco sono anche coinvolto come manager nel rilancio di Melegatti, un marchio dolciario veronese denso di tradizione e di prestigio”, racconta Denis Moro. “Dal 1894, Melegatti custodisce il brevetto per il pandoro. Assieme al presidente Giacomo Spezzapria stiamo costruendo un team di lavoro concentrato su qualità e innovazione”.

I Foodcommunity Awards, frutto di continue ricerche sul campo da parte della redazione dell’omonima rivista, ogni anno premiano le imprese, gli imprenditori e gli chef italiani.

I premiati sono quelli che si sono contraddistinti per l’originalità della visione e per l’importanza dell’attività svol

Nicola-Sartore - Fonte Margherita

L’imprenditore Nicola Sartore

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L’acqua minerale Fonte Margherita, salvata grazie alla collaborazione tra Moro e Sartore, si è lanciata sul mercato da poco. Ha puntato all’alta ristorazione, con una bottiglia tutta nuova nel suo design.

L’azienda è l’unico stabilimento in Veneto, e tra i pochi in Italia, a produrre esclusivamente in vetro.

 

ACQUA MINERALE FONTE MARGHERITA
Fonte Margherita nasce ai piedi delle Piccole Dolomiti.

Il suo è il più antico impianto di imbottigliamento del Veneto. Le proprietà delle sue acque sono infatti conosciute dal 1845.

Fonte Margherita - Acqua minerale

L’impianto di produzione dell’acqua minerale Fonte Margherita nell’Alto Vicentino

L’azienda è formata da due storici stabilimenti: Fonte Margherita (1845) e Sorgente Alba (1971).

L’imbottigliamento avviene direttamente alla fonte: entrambi gli stabilimenti sono in montagna, a Torrebelvicino, nel cuore della Valle del Pasubio e delle Piccole Dolomiti.

Nel febbraio del 2017 viene acquisita da Denis Moro, giovane imprenditore dell’Alto Vicentino, raggiunto l’anno successivo da Nicola Sartore, Ceo dell’azienda metalmeccanica padovana Sariv.

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Siamo attenti al vino di qualità. E la bottiglia di acqua “minerale”? A volte è del rubinetto

Siamo attenti al vino di qualità. E la bottiglia di acqua “minerale”? A volte è del rubinetto

Il vino al ristorante o in trattoria lo scegliamo di qualità. Un vino a denominazione d’origine controllata o comunque legato a una certa zona: Valpolicella, Lugana, Soave, Bardolino o Custoza. Oppure un eccellente spumante Lessini Durello.

E l’acqua minerale?

Sull’acqua siamo meno attenti. Ci limitiamo a scegliere fra “liscia” o “gassata”. Soprattutto non ci preoccupiamo che sia aperta, come accade per le bottiglie di vino, davanti ai nostri occhi. E che ci sia fatta assaggiare con i dovuti modi.

Eppure in un buon ristorante una bottiglia di acqua minerale vine fatta pagare anche 4 euro. E la paghiamo cara anche se è acqua di rubinetto, travestita da acqua minerale.

Accade infatti, anche in ristoranti di livello-medio alto, che nella bottiglia di acqua minerale finisca l’acqua – magari filtrata – dell’acquedotto comunale.

Niente di male, se è acqua buona: peccato che venga fatta pagare (e passare) come acqua minerale. E che ci troviamo di fronte a una “frode in commercio”.

Ho calcolato che, in media, solo una volta su dieci mi è stata aperta l’acqua minerale davanti agli occhi, dopo avere sistemato la bottiglia sulla tavola.

Spesso accade che il cameriere arrivi svitando il tappo dalla bottiglia lontano dal nostro sguardo. E lo fa, guarda caso, sempre a qualche metro dal tavolo, mentre noi siamo distratti.

Di recente, in un ristorante dove ho pagato quasi 50 euro a coperto, mi è stata portata una bottiglia di (finta) acqua minerale già aperta.

Come ho fatto a scoprire che l’acqua minerale era “finta”? Oltre al gusto che mi permette di intercettarne il sapore e la consistenza, ho un sistema fisiologico infallibile: l’acqua minerale “autentica”, se ne bevo almeno un bicchiere, mi favorisce la diuresi. Prima della fine del pranzo sento la necessità di andare alla toilette.

Se l’acqua è di rubinetto, posso berne anche mezza  bottiglia – la prova l’ho fatta tante volte anche a casa – e non accade nulla.
L’acqua, pure ottima, dell’acquedotto di Verona non ha infatti effetti diuretici.


LA BOTTIGLIA DI ACQUA MINERALE VA PORTATA AL TAVOLO CON IL TAPPO CHIUSO

Cosa fare, allora? Chiedere che il cameriere porti al tavolo la bottiglia di acqua minerale con il tappo chiuso. Dopo di che, abbiamo due scelte: aprire la bottiglia per conto nostro, tanto si tratta di un tappo svitabile; oppure chiedere che l’apra il cameriere.

Pretendiamo che ci portino una bottiglia di vino Valpolicella o Soave o Lugana chiusa e che la stappano davanti a noi, giusto? Vogliamo che lo spumante Lessini Durello piuttosto che il Bardolino vengano aperti davanti ai nostri occhi, è così?

Allora, perché dovremmo accettare che le costose acque minerali ci siano servite già aperte?

Nel costo della bottiglia di acqua minerale – come in quello del vino Doc – ci sono sia la conservazione a temperatura controllata, che il servizio di apertura davanti al cliente.

Maurizio Corte
@cortemf
www.corte.media

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