Il ministro delle Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio, ha firmato il decreto con le “linee guida” sull’attività enoturistica.

L’obiettivo è di rafforzare e organizzare il settore del turismo del vino. Le cantine saranno aperte ai visitatori.

“Si apre una nuova stagione, nuove opportunità per il comparto anche in termini di valorizzazione del territorio e occasioni di crescita per tutta la filiera”, osserva il ministro Centinaio. “Ma anche occasioni di conoscenza per chi sarà fruitore dell’enoturismo“.

”Raccontiamo finalmente i territori e le loro eccellenze“, sottolinea il ministro delle Politiche Agricole. “Il decreto sul turismo del vino è un passo avanti importante, atteso. Un atto necessario per regolamentare il settore. E per promuovere il rapporto tra territorio, prodotti agroalimentari e turismo“.

Attraverso il decreto sull’enoturismo le aziende vitivinicole regolamenteranno le loro attività di: accoglienza, divulgazione e degustazione.

Vini Valpolicella - appassimento delle uve

L’enoturismo al centro del nuovo decreto legge (foto di Mauro Magagna)

 

Cantine aperte all’enoturismo

Il decreto regolamenta le attività di conoscenza e promozione del vino: dalle visite alle cantine alle degustazioni e alle iniziative didattiche e ricreative svolte nelle cantine. A queste ultime sono attribuiti gli stessi vantaggi fiscali degli agriturismo.

La formalizzazione del decreto sul turismo del vino è stata fatta prima dell’apertura di Vinitaly 2019.

L’importanza del decreto è data dal fatto che contiene la declinazione degli standard minimi di qualità per l’esercizio dell’enoturismo: si tratta di requisiti tutti incentrati sulle nostre eccellenze territoriali.

L’intenzione è quella di promuovere, in particolare, le produzioni vitivinicole del territorio.

Cantine aperte: le linee guida per l’enoturismo in Italia

La conoscenza del vino e delle indicazioni geografiche (DOP, IGP, STG), permetterà ai visitatori di cantine e aziende vinicole di vivere esperienze coinvolgenti, nei vari territori rurali.

Saranno così favorite le visite guidate ai vigneti, alle cantine. Si valorizzeranno la storia e la cultura del vino.

Il tutto si abbinerà con le altre peculiarità del territorio. E saranno favoriti i prodotti agroalimentari trasformati o prodotti dalle stesse aziende.

Sono previsti requisiti e standard minimi. Ad esempio, un sito web e materiale informativo dell’azienda e delle attrazioni turistiche presenti nel territorio.

Obiettivo è rendere l‘enoturismo un sistema integrato. Si vuole promuovere e allargare la diffusa ricchezza culturale e paesaggistica dell’Italia.

Le Regioni avranno il compito di vigilare e controllare l’osservanza delle linee guida. Potranno attivare anche corsi di formazione per aziende e addetti.

Per enoturismo si intendono tutte le attività formative ed informative rivolte alle produzioni vitivinicole del territorio. E la conoscenza del vino, con particolare riguardo alle indicazioni geografiche (DOP, IGP) locali,

Nel turismo del vino rientrano così le visite guidate ai vigneti aziendali e alla cantina. Ma anche le iniziative di carattere didattico, culturale e ricreativo svolte nell’ambito delle cantine e dei vigneti; compresa la vendemmia didattica.

Nell’enoturismo rientrano poi le attività di degustazione e vendita delle produzioni vitivinicole aziendali. Il tutto anche in abbinamento ad alimenti fatti in casa.

 

Enoturismo, cantine aperte, turismo del vino - linee guida Stato-Regioni - 2 Cantine aperte ai visitatori e ai turisti del vino. Servizi, comunicazione, lingue straniere sono fra i requisiti richiesti

 

Enoturismo: i requisiti delle cantine

Fra i requisiti standard minimi di qualità vi sono quelli igienico-sanitari e di sicurezza.

E poi i requisiti specificati:

  • l’apertura settimanale o anche stagionale di un minimo di tre giorni, compresi prefestivi e festivi;
  • gli strumenti di prenotazione delle visite, meglio se informatici;
  • la cartellonistica;
  • le lingue straniere parlate;
  • il sito web o la pagina web aziendale;
  • l’indicazione dei parcheggi in azienda o nelle vicinanze;
  • il materiale informativo sull’azienda e sui suoi prodotti. Stampato in almeno tre lingue, italiano compreso;
  • le informazioni sulla zona di produzione, sulle produzioni tipiche e locali soprattutto se Dop;
  • gli ambienti attrezzati in modo adeguato per l’accoglienza;
  • il personale addetto all’accoglienza competente, anche sulle caratteristiche turistiche del territorio;

Vi sono poi una serie di obblighi e disposizioni sulla degustazione dei vini nelle aziende vinicole e nelle cantine:

  • l’attività di degustazione del vino all’interno delle cantine deve essere fatta con calici in vetro;
  • il vino va abbinato ad alimenti tipici con preferenza per le denominazioni certificate riconosciute dalla Ue, con prodotti di montagna; o con prodotti presenti nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali;
  • dall’attività di degustazione sono in ogni caso escluse le attività che prefigurano un servizio di ristorazione.

 

Leggi anche: Enoturismo. Il turismo del vino a Verona

 

Articolo a cura di Sara Soliman
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