Il decanter: sei sicuro di conoscerlo al meglio? Scoprine l’utilità nell’intervista al Sommelier AIS Gianpaolo Breda

Il decanter: sei sicuro di conoscerlo al meglio? Scoprine l’utilità nell’intervista al Sommelier AIS Gianpaolo Breda

Nel mondo degli intenditori del vino il decanter è uno strumento essenziale che permette di assaporare in pieno profumi e aromi. Con Gianpaolo Breda, sommelier e Delegato AIS di Venezia, scopriamo come utilizzarlo al meglio.

Il decanter è una grande ampolla o anfora di vetro o cristallo trasparente usata dagli intenditori di vino… mi pare di capire che non sia un centrotavola giusto?

Come mi diverto quando si parla di decanter, perché ne abbiamo almeno uno in ogni casa e se ne fa un uso a dir poco promiscuo!

Dalla caraffa generica indistintamente per il vino bianco rosso rosato in brik o bottiglia per il pranzo con gli amici, al vaso per fiori, al contenitore per i bastoncini diffusori di essenze con esalazioni che, credetemi, poco hanno a che fare con il vino!

E, confermo, anche se scenografico, non è nemmeno un centrotavola!

 

A cosa serve il decanter

Il decanter in una suggestiva composizione di Gianpaolo Breda

 

Spiegami allora cos’è. A cosa serve?

Il decanter o caraffa è uno strumento che fa parte dei tanti oggetti che accompagnano il servizio del vino ed ha il principale compito di separare le parti solide (sedimenti), spesso presenti in alcune bottiglie di grande evoluzione, dalle parti liquide.

In seconda battuta favorisce l’ossigenazione di quel vino chiuso per anni in bottiglia, liberando la complessità del suo profumo.

Da questo “respiro” il vino ne trae un gran giovamento.

 

Quali vini vogliono il decanter?

Per necessità legate all’ossigenazione potremmo dire tutti quei vini di grande evoluzione rimasti in apnea obbligata, la cui energia è intrappolata all’interno della bottiglia.

La sosta dinamica nella caraffa/decanter li rigenera e ne rilassa la muscolatura, donando maggiore pulizia all’offerta del profumo e del gusto.

Per necessità legate ai sedimenti invece potremmo dire che esigono il decanter i grandi vini rossi il cui passare del tempo abbia favorito la formazione parti solide nella bottiglia, che andiamo così a separare.

 

Mi parli un po’ dei materiali e dei prezzi? Ho visto poi che i decanter hanno forme diverse, c’è uno scopo specifico o è solo un fattore estetico?

Per quanto riguarda il materiale il cristallo è più resistente e quindi viene spesso utilizzato per creare grandi decanter artistici.

Quelli in vetro invece tendono ad essere realizzati con pareti più spesse e forme più semplici.

Anche i costi sono proporzionati al materiale utilizzato oltre che alla forma artistica variando dai venti euro del prodotto commerciale in vetro, ai trecento e più dei decanter artistici in cristallo, spesso dalle forme sinuose ed eleganti.

Potrei dire stili diversi per diversi vini.

Se stasera ad esempio apriamo un Brunello di Montalcino “Greppo” Riserva Biondi Santi del 1975 dovremo fare attenzione non solo alla separazione dai sedimenti, ma dovremo prestare grande cura alla tutela della fragilità conseguente all’età, quindi minimizzare il contatto con l’aria diventa indispensabile.

Parliamo di profumi delicati relazionati al bouquet del vino che possono essere persi in un decanter troppo ampio, ecco perché esistono decanter/caraffe con un design ricercato studiato per una delicata discesa del vino senza “scuotimenti”. In questo modo sarà possibile mantenere il più possibile l’integrità organolettica.

Alcuni interessanti modelli sono Riedel Amedeo (immagine di copertina) e Curly Clear.

 

decanter curly clear

Decanter Curly Clear: consente una delicata discesa del vino senza “scuotimenti”

 

Ai più la decantazione appare come un rito maniacale dei sommelier. Vorrei capire meglio, prova a spiegarmi qualche passaggio in più

La decantazione non è un rito maniacale ma abbiamo capito che è un delicato travaso.

Per fare ciò basta prendere una bottiglia dalla nostra cantina, posarla nel paniere senza scuoterla e, mantenendo l’inclinazione, rimuovere la capsula e il tappo, iniziare a versare il vino nel decanter lentamente senza fermarsi avendo cura di aver prima acceso una candela che permetta, attraverso una retroilluminazione, il controllo della limpidezza.

A questo punto basta smettere di versare il vino nella caraffa appena si vedono dei sedimenti arrivare. Semplice no?

Questa operazione richiede attenzione ed esperienza e, di fronte al cliente, assume una connotazione coreografica che impreziosisce non solo il valore della bottiglia ma dà prestigio al locale stesso.

 

Interessante. Ho un’altra domanda. La decantazione libera anidrire solforosa?

Il travaso in caraffa può servire anche per eliminare qualche leggerissimo difetto olfattivo, come per esempio quello della solforosa.

In caso di Muffati, Sauternes, Tokaji Ungheresi, ed altri vini botritizzati, dove l’utilizzo di anidride solforosa è decisamente “importante”, la decantazione può rimuovere sia dal punto di vista olfattivo che gustativo le sensazioni derivanti da queste sostanze.

In questi casi si può travasare il vino dalla bottiglia al decanter facendolo passare attraverso un tastevin d’argento. Questo materiale infatti ha la proprietà di catalizzare i solfiti separandoli dal vino. Va da sé che in questo tipo di operazione non sarà necessaria la candela.

 

 

tastevin sommelier AIS

L’uso del tastevin d’argento permette di separare i solfiti dal vino

 

 

In altre situazioni atipiche invece le caraffature si rendono necessarie per alcuni rifermentati in bottiglia o qualche metodo ancestrale col fondo, sempre che il cliente non ricerchi nella velatura del colore anche i flavour dei lieviti esausti. Della serie “de gustibus…”.

 

Il decanter rimane, pertanto, uno strumento indispensabile per chi vuole degustare il vino, di una certa complessità, con il giusto modo. Perchè quando il vino esce dalla sua bottiglia richiede attenzione e, soprattutto, vuole rivelarsi con tutta la sua natura. Grazie Gianpaolo per questa interessante lezione sull’utilità del decanter.

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A piedi in Lessinia: tre itinerari alla scoperta della montagna veronese

A piedi in Lessinia: tre itinerari alla scoperta della montagna veronese

La Lessinia, la fascia montuosa a nord di Verona, rappresenta il nucleo centrale della montagna veronese. Questo vasto altipiano è solcato da valli e canyon con strutture rocciose e dolci cime erbose.

La Lessinia è splendida in ogni stagione: immergiti tra le sue valli e assapora il suo silenzio e i suoi profumi.

Oggi ti propongo tre differenti itinerari adatti a tutti, fattibili in mezza giornata e con un dislivello lieve o medio:

  • il primo è un itinerario circolare che inizia Campofontana e ti porta a Cima Lobbia,
  • il secondo inizia a Sant’Anna d’Alfaedo e ti porta alla cima del Corno D’Aquiio,
  • il terzo è la visita alle cascate di Molina che, con le basse temperature di gennaio, troverai ghiacciate ma non meno suggestive.

 
Alta Lessinia

Alta Lessinia, vista sul Carega. Foto di Francesco Vinco

 

Vedi la Guida della Lessinia di Verona Wine Love

Escursione tra boschi e pascoli delle malghe di Campofontana, nella parte orientale della Lessinia

 

L’anello che parte da Campofontana  e si dirige verso contrada Pagani e le malghe Lobbia e Porto è un percorso molto noto e fattibile in ogni periodo dell’anno.

È un itinerario con dislivello lieve (300 m) che si svolge su strade asfaltate, sterrate e sentieri segnalati tra prati, pascoli di montagna e boschi di faggio e larice. Il percorso è adatto anche a famiglie.

Lascia l’auto nei dintorni del cimitero di Campofontana (1220m) e prosegui fino a contrada Pagani, caratterizzata dalle abitazioni in pietra con tetto a doppia spiovenza.

Dopo aver superato l’antica fonte con vasca in pietra segui la strada sterrata che conduce verso malga Lobbia.

Salendo noterai la famosa Madonna della Lobbia, scultura in pietra che rappresenta la Pietà (1290 m).

 

Itinerari in lessinia

Lessinia, Madonna della Lobbia. Foto di Francesco Vinco

 

Raggiunta la malga il panorama verso nord è splendido: in primo piano le vette del Monte Terrazzo e Monte Zevola.

Dopo aver fatto qualche foto continua a salire seguendo il sentiero (se c’è neve è un sentiero adibito allo sci di fondo), superando la Croce della Lobbia.

Sali ancora repentinamente fino al muro a secco di confine della malga, che segna anche il limite comunale e provinciale tra Verona e Vicenza.

Sul muretto si erge un’altra splendida scultura, la Madonna delle Scalette (1510 m).

A questo puoi proseguire a sinistra e raggiungere così Cima Lobbia e poi l’alta Val Fraselle.

 

Vista sulla Val Fraselle

Vista sulla Val Fraselle. Foto di Francesco Vinco

 

Continuando invece verso sud, raggiungerai il breve il pendio che conduce agli edifici rurali di Malga Porto di Sopra (1520 m). Anche da qui il panorama è spettacolare, soprattutto al tramonto.

Dalla malga inizia la discesa lungo la strada sterrata che affianca la cima del Monte Formica e poi raggiunge gli edifici di Malga Porto di Sotto.

Qui, a fianco della malga, puoi notare la cupola interrata di una vecchia giassara.

Ora, con il sentiero CAI n.205, rientrerai a breve al parcheggio.

Dislivello: 300 m
Lunghezza: 6,4 km
Tempo di percorrenza medio: 2:30 ore

Lo sapevi che la Lessinia ha un suo spumante? Scopri il Durello

 

 

 

A piedi in alta Lessinia: da Sant’Anna d’Alfaedo fino alla cima del Corno d’Aquilio

 

Questo itinerario si svolge su sentieri montani ben segnalati e brevi tratti di strada asfaltata e sterrata.

Lascia l’auto in uno dei parcheggi di contrada Tommasi  e prosegui attraversando località Coste (1157 m).

Prosegui lungo la strada sterrata lungo il bosco e raggiungi, con circa 100 m di dislivello, Passo di Rocca Pia (1215 m).

Il Passo fu in passato punto di confine tra Veneto e Trentino e importante nodo di traffici di contrabbando, durante il primo conflitto mondiale fu invece punto di osservazione con numerose trincee.

Dal passo prosegui lungo il sentiero CAI 234 che, dopo un’iniziale tratto in falsopiano, sale a tornanti fino ad aprirsi nei pascoli di malga Fanta (1496 m).

Qui una foto è d’obbligo: gli edifici della malga, con la mole della catena baldense sullo sfondo, sono molto caratteristici.

A poche centinaia di metri si trova la Spluga della Preta, famoso e profondo abisso che supera gli 800 metri di profondità e metà di numerose spedizione speleologiche di ricerca.

Proseguendo lungo la dorsale raggiungerai la sommità del Corno d’Aquilio (1547 m), dove una croce in ferro accoglie gli escursionisti dopo la fatica.

 

Panorama sulla Val d'Adige

Panorama sulla Valdadige dalla cima del Corno d’Aquilio. Foto di Nicola Albi

 

Nelle belle giornate il panorama è di una bellezza straordinaria e puoi ammirare l’intera Valdadige e le anse del fiume Adige, oltre alle cime che sovrastano la valle.

Da qui puoi scendere e, oltrepassato sulla destra il muretto divisorio di malga, raggiungere, la Grotta del Ciabattino, una cavità orizzontale che, nella seconda parte dell’inverno si arricchisce di spettacolari forme di ghiaccio.

 

Grotta del Ciabattino-Corno d'Aquilio

Grotta del Ciabattino, ingresso. Foto di Nicola Albi

 

Oltrepassa poi Malga Preta di Sotto e rientra scendendo lungo il sentiero CAI 240-250. Raggiungerai così la strada asfaltata della Liana e da qui contrada Tommasi.

Lunghezza: 8,30 km
Tempo di percorrenza medio: 3:30 ore
Dislivello: 450m

 

Visita alle Cascate di Molina d’inverno

 

Una valida alternativa ai due itinerari in Alta Lessinia è la visita alle Cascate di Molina, in Valpolicella.

Molina è un borgo medioevale situato nel comune di Fumane, caratterizzato da antiche corti e case di pietra.

Il borgo prende il nome dai numerosi mulini che in passato erano in funzione nella zona, grazie alla forza dell’acqua.

È probabile che, con le temperature di gennaio, le cascate siano ghiacciate, ma ciò non le priva della loro bellezza.

 

Lessinia - Cascate di Molina ghiacciate in inverno - Fumane - Provincia di Verona ---

Lessinia: Cascate di Molina ghiacciate in inverno (Fumane, Provincia di Verona)

 

All’interno del Parco delle cascate, puoi visitare la malga costruita nel 1879, dove i soci portavano il latte e lo lavoravano a turno. Ora l’edificio è stato ristrutturato e viene usato con scopi didattici.

Nel Parco delle Cascate, una flora e fauna particolari e protette hanno permesso di creare il Museo della Botanica, dove la presenza di specie di orchidea selvatica è uno spettacolo di rara bellezza.

Nel Parco puoi scegliere tra tre itinerari: l’itinerario ambientale (o Sentiero del Bosco), l’itinerario storico (o Sentiero dei Molini), l’itinerario archeologico (o Sentiero delle Grotte).

INFORMAZIONI UTILI:

  • In gennaio e febbraio il Parco della Cascate è aperto solo la domenica e visitabile con guida,
  • Le visite guidate festive riprendono lunedì 6 Gennaio con partenza unica alle ore 11.0 al Bar Ristorante La Creta,
  • Costo promozionale con ingresso e visita guidata è di 6.00 euro

 

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In bicicletta da Verona alla Valpantena: due percorsi con visita al Pantheon di Santa Maria in Stelle, tra i vigneti dei vini della Valpolicella

In bicicletta da Verona alla Valpantena: due percorsi con visita al Pantheon di Santa Maria in Stelle, tra i vigneti dei vini della Valpolicella

Il primo dei due percorsi che vi propongo oggi, da Verona a Santa Maria in Stelle, è esposto al sole e si caratterizza per un clima mite anche in pieno inverno. Sono solo 8 km di strada ed è molto frequentato anche da chi preferisce una bella passeggiata.

Il percorso si svolge tra le colline coltivate ad ulivi che circondano la parte nord di Verona. Santa Maria in Stelle, frazione di Verona, è situata infatti a nord di Verona, sul lato est della Valpantena.

Santa Maria in Stelle dista 8 km dal centro di Verona e confina ad ovest con Quinto di Valpantena e a nord con Grezzana.

La bella stradina, sinuosa per i numerosi tornanti, offre un ampio panorama, che spazia dalla bassa Valpantena ai colli di Montorio e alla città di Verona.
 
 
Dalla Chiesa di Santa Maria in Stelle è possibile seguire poi una stradina, via Casai, che si dirama sulla sinistra e che diviene quasi subito sterrata.

La stradina s’inerpica sul colle con numerosi tornanti con splendidi panorami sulla vallata.

 

Verona turistica-Santa -Maria-in-Stelle

Santa Maria in Stelle: percorso di cicloturismo Verona-Valpantena

 

Al termine della salita si sbuca su una strada asfaltata trasversale, proprio sull’angolo di una villa con annessa chiesetta. Continuando sulla destra si raggiunge in breve lo storico capitello di località Maroni.

Dopo una grande curva sul colletto del Vaio Maroni si prosegue verso destra, seguendo sempre la strada principale alle Case Fiocco, dove si trova il laboratorio di vasi ‘Terre di Stelle’.

La stradina prosegue sempre a mezzacosta diventanto erbosa, per giungere alle strutture dell’allevamento ‘La Campestre’, dove si tiene la destra seguendo una mulattiera in lieve discesa.

All’innesto di una strada sterrata si prosegue, ancora in discesa, verso destra fino ad un bivio con piccolo cartello di indicazioni.

Seguendo ancora la destra si scende direttamente alla Chiesa parrocchiale di Santa Maria in Stelle, verso sinistra invece si amplia il giro scendendo alla chiesetta di Vendri.

Nella discesa per Vendri si può osservare il grandioso giardino e Villa Vendri oltre alla borgata di Vendri con la chiesetta campestre.

Tornando sulla strada asfaltata principale si prosegue verso destra per ‘Via del Pantheon’, per circa un chilometro, e tornare così alla piazza di Santa Maria in Stelle.

 

Il Pantheon o Ipogeo di Santa Maria in Stelle

 

Per visitare il Pantheon è necessario rivolgersi al parroco di Santa Maria in Stelle o prenotare per tempo tramite il sito ufficiale.

Il Pantheon o Ipogeo, in epoca pre-romana era una sorgente di grotta dedicata a luogo di culto pagano delle divinità delle acque e della fertilità femminile (Lymphae e Nymphae).

In epoche successive la grotta venne ampliata e divenne un tempio romano dedicato a tutti gli dei.

Verona turistica

Pantheon di Santa Maria in Stelle in epoca romana

 

Più tardi, nel IV-V secolo fu un tempietto paleocristiano. Rimangono marmi incisi, mosaici ed affreschi. La grotta è un lungo cunicolo di circa ottanta metri con due celle principali e si trova accanto alla chiesa parrocchiale.

Il nome ‘Stelle’ deriva dalla famiglia Giusti ‘delle Stelle’, un ramo della famiglia Giusti, proprietari del famoso giardino Giusti situato nel centro di Verona.

 

 

Da Verona alla Valpantena in bicicletta in un percorso circolare

 

Il secondo percorso che vi propongo inizia dal quartiere Santa Croce, a nord-est di Verona, per un circuito circolare che si snoda sempre nella bassa Valpantena.

È un percorso più lungo (sono 20 km) e più impegnativo del precedente: vi consiglio di usare una bicicletta adatta ad affrontare brevi tratti di strada sterrata.

Usciamo dalla città in direzione di San Felice Extra, continuando poi a seguire la strada principale passando da Santa Maria in Stelle.

Tornati sulla strada principale, pedaliamo verso Sezano fino alla fine della strada, che diventa sterrata all’altezza di due capitelli, uno di fronte all’altro.

Ci avventuriamo sulla sinistra per un breve tratto di sterrato fino al sottopassaggio che ci poterà in totale sicurezza dall’altra parte della provinciale.

All’incrocio svoltiamo a destra e subito dopo a sinistra, per tornare verso sud imboccando la strada in leggera salita. Qui siamo a pochi passi dal Giardino officinale di Marzana.

Continuiamo a pedalare, ora in direzione della città, prendendo via Colonia orfani di guerra e contrada Lumialto, seguendo una strada panoramica che ci porta a passare per i centri di Quinto e Poiano.

Giunti alla grande rotonda (in prossimità di un ipermercato), seguiamo le indicazioni per San Felice Extra, tornando così, dopo qualche chilometro, al punto di partenza.

 

Cicloturismo Verona Valpantena

Cicloturismo: percorso circolare Verona-Valpantena. Panorama su Quinto di Valpantena

 

→ Scopri la pagina sui percorsi di CICLOTURISMO A VERONA e PROVINCIA

→ Leggi anche  Valpolicella in bicicletta: quattro itinerari nella terra dell’Amarone e del Ripasso

 

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La produzione DOC (a denominazione di origine controllata) dei vini Valpolicella interessa un’area molto vasta della provincia veronese. Ovunque è possibile assaggiare, in cantina o nei numerosi winebar, degli ottimi vini Valpolicella.

La Valpolicella è divisa in tre zone di produzione, da ovest a est della provincia di Verona:

  • Zona a denominazione Valpolicella Classica: comprende i comuni di Sant’Ambrogio, San Pietro in Cariano, Fumane, Marano e Negrar.
  • Zona a denominazione Valpolicella Valpantena: comprende le frazioni di Poiano, Marzana, Quinto di Valpantena, Santa Maria in Stelle, San Felice Extra (del Comune di Verona). Comprende inoltre il Comune di Grezzana, con la frazione di Stallavena.
  • Zona a denominazione Valpolicella comprende una serie di valli: la Val Squaranto, la valle di Mezzane, la Val d’Illasi, la Val Tramigna e la Val d’Alpone.
    Di queste valli del vino Valpolicella fanno parte i Comuni di Verona (con le frazioni di Mizzole, Montorio, Pigozzo e Trezzolano) e quelli di San Martino Buon Albergo, Lavagno, Mezzane di Sotto, Colognola ai Colli, Illasi, Tregnago, Cazzano di Tramigna e Montecchia di Crosara.

     

    Vini Valpolicella

    Un giro in bicicletta può essere un’occasione per assaggiare i vini della Valpolicella

→ Scopri la pagina sui Vini della Valpolicella

 

Articolo a cura di Sara Soliman
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Enoturismo in Italia, come organizzare un perfetto weekend all’insegna del buon vino. I consigli di Verona Wine Love

Enoturismo in Italia, come organizzare un perfetto weekend all’insegna del buon vino. I consigli di Verona Wine Love

Se anche tu sei un amante del buon vino potresti pensare di organizzare un weekend enoturistico, alla scoperta dei territori del tuo vino preferito.

D’altro canto l’Italia non manca certo di vini eccellenti, buon cibo, arte e paesaggi da favola.

Ma organizzare un weekend all’insegna dell’enoturismo può diventare anche un momento dove la ricerca di un luogo o una città che desideri vedere si abbina alla scoperta di nuovi sapori e gusti.

Ecco per te alcuni consigli utili per meglio orientarti nella fase di scelta della meta, delle cantine, di dove soggiornare, di cosa bere e mangiare.

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1. Come scegliere la meta del tuo weekend all’insegna dell’enoturismo

I criteri sono tre: potresti “andare dove ti porta il tuo vino preferito”, ossia visitare la terra dove viene prodotto.

Ad esempio, hai assaggiato l’Amarone e te nei sei innamorato? Vieni in Valpolicella, le colline a nord di Verona!

Se hai assaggiato un vino Rosa e vorresti saperne di più scoprendo le tipicità che caratterizzano i vini rosa del Garda veronese rispetto a quelli del Garda bresciano ti consiglio invece qualche giorno sul Lago di Garda.

Bardolino, Garda, Torri del Benaco sono paesi della sponda veronese del lago molto belli da visitare e nelle loro colline si coltivano da secoli l’olivo e l’uva. Ma anche nella sponda bresciana, da Limone fino a Sirmione, con Salò, Padenghe sul Garda e Manerba si produce vino rosa: è la cosiddetta zona collinare della Valtènesi.

E se sei un amante delle due ruote qui ci sono molti percorsi di cicloturismo, curati dalle Strade del Vino e dei Sapori del Garda.

Anche il Colli Berici (provincia di Vicenza) sono bellissimi da girare in bicicletta. Ed è questo un modo alternativo ed ecologico di visitare le tante cantine sparse nel territorio.

Se invece hai già scelto la città che vuoi visitare (o ti ci trovi per un qualche altro motivo), potresti andare alla scoperta dei vini del suo territorio. In ogni caso ti consiglio di degustarlo con i prodotti locali, magari in un ristoranti tipico.

 

Valpolicella enoturismo

La Valpolicella (Verona) è un territorio che attira un gran numero di visitatori amanti del buon vino. Foto di Mauro Magagna

 

 

Una terza alternativa è organizzare il tuo week end durante una delle tante feste locali del vino e delle gastronomia: potrai così approfittare dei tanti eventi di degustazione wine&food a prezzi più contenuti.

Segui il Magazine Verona Wine Love per rimanere sempre informato o guarda per tempo la nostra pagina degli Appuntamenti con gli Eventi che riguardano il Wine&Food.

 

 2. Viaggio in autonomia o scelgo un pacchetto?

Se ami essere indipendente per quanto riguarda orari o cambi di programma non vi sono dubbi: viaggia in autonomia.

Puoi contattare il Movimento Turismo del Vino e farti consigliare itinerari, percorsi e anche cantine da visitare. Considera che lo scopo del Movimento Turismo del Vino è proprio quello promuovere proprio la cultura del vino, attraverso le visite ai luoghi di produzione. E ci sono sezioni in ogni regione italiana.

Se invece non vuoi pensieri la via più semplice è quella di affidarsi alle agenzie che organizzano winetour.

Puoi trovare winetour giornalieri o vere e proprie proposte di vacanze che comprendono anche il soggiorno in agriturismo o in hotel della zona.

In tal caso tanto la visita in cantina quanto l’itinerario sul territorio è già organizzato e a te non rimane che rilassarti e goderti la vacanza.

Se invece hai scelto l’autonomia e vieni ad esempio a Verona, vedrai che sono numerose le valli in cui l’associazione delle Strade del Vino ha predisposto percorsi segnalati con appositi cartelli lungo le strade dove si trovano vigneti e cantine.

Solitamente si trovano anche indicazioni su cosa visitare, ossia luoghi di interesse storico e artistico, per rendere così la vacanza più esperenziale, anche dal punto di vista della cultura e delle tradizioni del luogo.

A Verona la più nota è La Strada del Vino Soave, ma ogni valle ha creato il suo percorso legato al vino e alle tipicità locali. Spesso sono percorsi che puoi fare anche in bicicletta, se sei un amante delle due ruote.

Visita la sezione dedicata all’Enoturismo sul portale VeronaWineLove: troverai consigli utili e la Strade del Vino per ogni vino veronese: dal Valpolicella al Lugana, dal Bardolino al Soave, al Durello della Lessinia e ai vini del Lago di Garda e della Terra dei Forti.


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3. Dove pernottare e dove mangiare?

Sempre se decidi di viaggiare in autonomia un’idea potrebbe essere quella di soggiornare in uno dei numerosi agriturismi locali, per immergerti in un ambiente semplice e contadino e assaggiare i vini del luogo abbinati ai piatti.

Se invece cerchi qualcosa di più raffinato sappi che esistono, ormai in ogni regione, dei wine resort da favola e spaziano da eleganti agriturismi a veri e propri resort con centro benessere.

Spesso sono il risultato di ristrutturazioni di vecchi edifici, in contesti naturali, eseguite dalle cantine stesse. Potresti scegliere di andarci a dormire e svegliarti così l’indomani con una vista sui vigneti o rilassarti a fine giornata in piscina circondato dalle vigne.

 

turismo del vino

 

Alcune di queste strutture sono dotate di ottimi ristoranti per poter cenare con i vini della cantina in abbinamento ai piatti locali.

Se invece preferisci andare alla scoperta del borgo dove soggiorni e dei suoi locali tipici non hai che l’imbarazzo della scelta: troverai sicuramente in centro osterie, ristoranti storici o winebar dove assaggiare vini locali e pietanze della tradizione.

→ Leggi anche Ristoranti a Verona: i migliori posti dove mangiare

→ Leggi anche Enoturismo, Villa Quaranta Tommasi Wine Hotel vince il concorso Best of Wine Tourism

 

4. Come funziona la visita in cantina?

Se sei un amante del vino visitare una cantina è una buona idea in ogni stagione dell’anno. Ciò che conta è contattare la cantina scelta e verificare se nel periodo in questione è aperta al pubblico e organizza tuor guidati.

In inverno troverai i vigneti secchi e immersi nella nebbia e nella brina, in primavera i vigneti saranno in fiore, in estate potrai imparare a riconoscere i grappoli e i vitigni autoctoni e magari scegliere anche di provare l’esperienza della vendemmia.

Durante la visita ai vigneti lo stesso vignaiolo ti racconterà le tecniche di produzione, ti svelerà ciò che lo contraddistingue, ti parlerà dei suoi vitigni.

Durante l’estate le cantine organizzano di frequente cene o pic-nic in vigna: puoi trovare le locandine su Instagram.

 

Degustazione vini

 
 
 

Di solito segue una degustazione dei vini prodotti: potrai trovare un piccola cantina che ti fa assaggiare l’intera produzione e altre che invece ti proporranno percorsi tematici, degustazioni verticali o anche la visita al Museo del Vino privato.

 
 
Nel veronese abbiamo due Musei del Vino: la cantina Canestrari di Illasi (Verona) e sul Lago di Garda, alla cantina F.lli Zeni 1870 di Bardolino (Verona).
 

Ambedue i musei offrono la possibilità di conoscere metodi e strumenti di lavorazione delle uve e percorsi sensoriali utili per riconoscere profumi e fragranze sprigionate durante le degustazioni.

→ Scopri:
 CANTINE E VINI DI VERONA

 

5. Pianifica il tuo weekend con mappe e itinerari

Ultimo consiglio, non meno importante, è quello di pianificare il tuo weekend. Gli imprevisti non mancheranno, ma tu parti ben organizzato.

Scegli per tempo le cantine che vorresti visitare, procurati una mappa (anche scaricandola dal web) per localizzare la zona e vedere eventuali punti di interesse artistico da abbinare alla tua visita alla cantina.

Molti usano Instagram come fonte di ispirazione che, per quanto riguarda viaggi e vino, è sicuramente un social molto attivo e affidabile.

 

Enoturismo

 

 

L’enoturismo in Italia: dove andare


In Italia l’enoturismo coinvolge diversi luoghi, da nord a sud. Sono infatti molte le regioni italiane che producono vini e prodotti locali amati nel mondo: le più visitate nel 2019 sono state però Sicilia, Toscana, Veneto e Piemonte.

Sono regioni che, oltre a produrre ottimi vini, offrono paesaggi rurali, borghi incantevoli e natura incontaminata, permettendo così una vacanza che unisce il piacere del buon vino al relax e a stupendi paesaggi. Ma l’enoturismo offre anche in Italia una sorta di immersione in un mondo rurale che in molti stati non esiste più.

La Sicilia è amata per i suoi vini rossi: il Nero D’Avola e il Nerello Mascalese. Le mete preferite dai turisti sono l’Etna, le isole come Pantelleria e Stromboli, la zona di Marsala, ma anche la provincia di Trapani e Palermo.

La Toscana, in particolare le colline del Chianti, tra Firenze e Siena, e i territori di Montalcino e Montepulciano attraggono milioni di turisti ogni anno.

Il Veneto, in primis la zona del Prosecco (Conegliano-Valdobbiadene in provincia di Treviso), Patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO.  Ma anche la zona della Valpolicella è una meta ambita, con il suo Amarone e Valpolicella Ripasso.

 

Veneto, Prosecco

Treviso (Veneto), grazie al Prosecco di Valdobbiadene è una delle mete più ambite dell’enoturismo veneto e italiano

 

Infine il Piemonte: Langhe, Roero e Monferrato sono le mete più visitate, i cui paesaggi vitivinicoli sono Patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO.
Come vedi non hai che l’imbarazzo della scelta: le mete sono molte…e i vini ancor di più!

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Articolo a cura di Sara Soliman
✉︎   redazione@veronawinelove.com

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Valpolicella in bicicletta: tra ville venete e vigneti nella terra dell’Amarone. Due itinerari imperdibili

Valpolicella in bicicletta: tra ville venete e vigneti nella terra dell’Amarone. Due itinerari imperdibili

In bicicletta nella terra dell’Amarone, la Valpolicella. Nei giorni invernali, quando la città è avvolta dalla nebbia e le temperature scendono, le colline ci regalano qualche tiepido raggio di sole.

Ed è in collina che gli appassionati di cicloturismo si avventurano nonostante il freddo pungente.

Per le gite su due ruote del fine settimana ho pensato, allora, a due bei percorsi in Valpolicella .

Due percorsi da fare in bicicletta, magari abbinandoci una sosta in cantina, giusto per scaldarsi un po’.

 

Valpolicella - Verona - foto di Mauro Magagna - Verona Wine Love

Veduta sulla Valpolicella (Verona), foto di Mauro Magagna

 

Cicloturismo: in bicicletta fra le ville della Valpolicella

 

Questo percorso di 22 Km si snoda tra alcune delle più belle ville della Valpolicella.

La partenza è il paese di Fumane e il giro si svolge su strade asfaltate e poco trafficate. Se non sei un cicloturista, puoi fare questo percorso anche in auto.

Lungo il percorso sono presenti anche diverse aziende vinicole e osterie.

Da Fumane si pedala verso località Casterna, per poi proseguire in direzione di San Pietro Incariano.

Attraversato il centro abitato, si prosegue verso Pedemonte: in paese sorge Villa Sarego Santa Sofia, realizzata dal Palladio.

L’edificio oggi visibile è però solo una parte del progetto originale.

 

Cicloturismo Valpolicella

Cicloturismo: le ville della Valpolicella. Villa Sarego Santa Sofia a Pedemente di San Pietro in Cariano (Verona)

 

Proseguiamo in direzione di Corrubbio per poi salire verso Castelrotto. Da qui si può godere di uno splendido panorama e vedere i resti delle fortificazioni dei Longobardi.

Dopo la discesa verso Negarine e Casette, passati i due borghi, si prende a destra all’incrocio per tornare a San Pietro in Cariano.

Qualche pedalata e ci si trova fra due meravigliosi esempi di dimore secentesche: sulla destra villa Galtarossa, sulla sinistra villa Costanza.

Dal centro di San Pietro in Cariano si torna a Fumane seguendo una strada diversa rispetto a quella dell’andata.

Imboccata via delle Ruine, si giunge a Bure, dove si svolta a destra per proseguire in direzione di Bure Alto e della chiesetta di San Micheletto. Qui, per un breve tratto, la strada diventa sterrata.

Prima di tornare nel centro di Fumane, vale la pena fare una piccola deviazione sulla sinistra in via della Torre.

 

Allegrini winery e la Villa Della Torre

La Villa Della Torre di Allegrini a Fumane (Verona). Foto di Nicola Albi

 

A pochi metri di distanza sorge infatti villa Della Torre Allegrini, costruita nel XVI secolo seguendo l’ispirazione delle dimore di campagna dell’antica Roma.

La Villa vanta splendidi saloni e ospita numerosi eventi culturali, oltre a essere una delle cantine più rinomate della Valpolicella e d’Italia.

Se sei un winelover e ti piacerebbe fermarti per una visita in cantina ti consiglio di telefonare, ti alleghiamo l’elenco delle cantine della zona.

 

→ Scopri  CANTINE E VINI DELLA VALPOLICELLA

 

In bicicletta da Parona a San Floriano

 

Questo secondo percorso di 19 km mira a esplorare le prime colline della Valpolicella.

Si tratta di un percorso semplice, con alcuni tratti di pista ciclabile e altri che richiedono invece più attenzione.

Partendo da Parona, zona Largo Stazione Vecchia e, poco prima della galleria si imbocca via del Monastero, sulla sinistra.

Si prosegue su questa stradina stretta fra due mura, superando anche un breve tratto non asfaltato.

Giunti ad Arbizzano, attraversiamo il paese e pedaliamo verso Santa Maria.

Attraversiamo anche Pedemonte, meglio se percorrendo le vie parallele alla provinciale (sulla destra), per evitare il traffico.

Giunti sulla provinciale che porta a San Floriano, si potrà proseguire senza pericoli sulla pista ciclabile.

Una volta giunti a San Floriano, non può mancare una pausa per la visita all’antica pieve.

 

Cicloturismo in Valpolicella: Pieve di San Floriano

Cicloturismo in Valpolicella: Pieve di San Floriano (Verona)

 

Tornati in sella, proseguiamo verso la località Cà dell’Ebreo, tornando poi verso Pedemonte.

Invece di percorrere nuovamente la strada dell’andata, si può deviare verso Cengia e poi Corrubbio.

Superato un tratto sterrato in direzione della località Quar, svoltando a destra si torna su una strada che, in un paio di chilometri, ci riporta direttamente a Parona.

 

 

Vini della Valpolicella

 

Dal Valpolicella Ripasso al Classico Superiore, dall’Amarone al Recioto della Valpolicella: sono vini conosciuti in tutto il mondo.

Ognuna delle cantine della Valpolicella ha una propria caratteristica nel produrre i suoi vini che puoi degustare in un ristorante, acquistare  direttamente in cantina o in enoteca.

Ti invitiamo a scoprire, se la cosa ti appassiona, qualcosa in più su Valpolicella Ripasso, Classico Superiore, Recioto, Amarone e Valpolicella base: sono gli approfondimenti di Verona Wine Love.

QUI TROVI I VINI DELLA VALPOLICELLA CON L’ENOTECA ONLINE VINOPURO

 

valpolicella

Un calice di Valpolicella durante una degustazione

 

→ Segui il Magazine Verona Wine Love per rimanere sempre informato sul mondo del vino e dell’enoturismo

→ Leggi anche  Vini della Valpolicella protagonisti sulle tavole negli Stati Uniti. L’export a +6,3% in valore. 

 

Articolo a cura di Sara Soliman
✉︎   redazione@veronawinelove.com

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