Il Festival d’estate 2020 in Arena di Verona: il programma di Agosto 2020

Il Festival d’estate 2020 in Arena di Verona: il programma di Agosto 2020

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Parte il Festival d’estate in Arena di Verona.
Il Sindaco e Presidente di Fondazione Arena, Federico Sboarina: “Questo Festival è il simbolo della rinascita della nostra città”.

All’Arena di Verona un grande omaggio all’arte e alla musica che, durante la serata inaugurale di sabato 25 luglio, ha visto la presenza di 31 artisti italiani.

Francesco Meli, Saimir Pirgu, Roberto Aronica, Fabio Armiliato, Barbara Frittoli, Eleonora Buratto, Luca Salsi, Leo Nucci, Daniela Barcellona, Michele Pertusi, Katia Ricciarelli questi sono i nomi delle stelle presenti sul palcoscenico areniano.

Con la serata inaugurale, un omaggio rivolto agli operatori sanitari del nostro paese, la Fondazione Arena di Verona ha voluto dare un messaggio di speranza attraverso l’arte, con un’iniziativa volta a riconoscere la dedizione e gli sforzi del personale medico e infermieristico impegnato durante i giorni della pandemia.

Festival 2020 Arena di Verona

 

 

Il Programma del Festival d’estate 2020 all’Arena di Verona

La seconda serata sarà il 31 luglio con una première assoluta: il Requiem di Mozart diretto da Marco Armiliato con Vittoria Yeo, Sonia Ganassi, Saimir Pirgu e Alex Esposito, in un ideale saluto alle tante vittime della pandemia e alle loro famiglie.

Sabato 1 agosto Anna Netrebko, Yusif Eyvazov, Daniela Barcellona e Ambrogio Maestri saliranno sull’immenso palco centrale dell’Arena in quella che sarà una vera festa di rinascita nel nome dell’arte dal titolo “Le stelle dell’Opera”.

Venerdì 7 agosto invece si inizia a guardare avanti, all’edizione stellare del 2021, con un inedito gala tutto wagneriano in vista del debutto di Jonas Kaufmann e della sua promessa di riportare in parte il grande compositore di Lipsia sul palco areniano, vera rarità storica.

L’8 e il 22 agosto, ci saranno i gala verdiani e pucciniani. Graditi i ritorni sul podio di Daniel Oren e Andrea Battistoni e tra i cantanti quello del grande tenore argentino Marcelo Alvarez.

Il 14 agosto è in programma un importante gala dedicato a Rossini – vera novità – che vedrà protagonista il soprano Lisette Oropesa, stimata interprete rossiniana, il giovane tenore sudafricano Levy Sekgapane, i baritoni Alessandro Corbelli e Marco Filippo Romano, il basso Roberto Tagliavini e sul podio Jader Bignamini.

Il 13 agosto è in programma un evento unico in Arena: le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi con l’atteso ritorno del giovane violinista veneto Giovanni Andrea Zanon insieme agli archi dell’Orchestra areniana.

Il 21 agosto verrà proposto Gianni Schicchi di Puccini in forma semiscenica, opera mai rappresentata in Arena, con Leo Nucci nel ruolo principale.

Il 28 agosto vedrà l’icona Plácido Domingo accanto alla bellissima voce spagnola di Saioa Hernández affiancata da Saimir Pirgu.

La serata conclusiva del 29 agosto ritornerà Plàcido Domingo con la diva internazionale Sonya Yoncheva e con il tenore italiano Vittorio Grigolo.

È stato svolto un lavoro profondo, responsabile e innovativo, che ha prodotto un protocollo sanitario che coniugherà le esigenze artistiche con quelle sanitarie e di distanziamento sociale.

Il palco, posizionato al centro dell’immensa platea, permette il distanziamento del pubblico sugli ampi spalti tutt’intorno.

L’unicità storica di questa veste è sottolineata dal titolo “Nel cuore della Musica”.

Tante le star e gli amici della Fondazione Arena che hanno dato il loro sostegno al progetto: Marcelo Álvarez, Marco Armiliato, Roberto Aronica, Daniela Barcellona, Plácido Domingo, Yusif Eyvazov, Vittorio Grigolo, Francesco Meli, Anna Netrebko, Leo Nucci, Daniel Oren, Lisette Oropesa, Michele Pertusi, Saimir Pirgu, Anna Pirozzi, Marina Rebeka, Luca Salsi, Fabio Sartori, Ekaterina Semenchuk, María José Siri e Sonya Yoncheva.

 

L'Arena di Verona vista dall'alto durante uno spettacolo

L’Arena di Verona vista dall’alto durante uno spettacolo. Foto Trabocchini Gironella

 

Due nuove tariffe riservate a chi vuole sostenere il progetto

La Fondazione Arena di Verona, per i noti motivi di sicurezza, ha messo in vendita solo posti numerati stabilendo però prezzi inferiori a quelli previsti per la precedente programmazione 2020. I biglietti variano da 34 a 199 euro.

Per evidenziare il senso dell’essere spettatori di un’Arena a 1000 spettatori, evento unico nella storia, nascono due nuove tariffe riservate a chi vuole diventare donatore e testimoniare il proprio sostegno al progetto in un momento così delicato.

I posti riservati ai donatori avranno prezzi dai 300 ai 500 euro.

Fra i vantaggi di diventare donatori c’è la possibilità di prenotare il proprio posto nel primo settore già da oggi, semplicemente scrivendo a donors@arenadiverona.it.

I posti saranno assegnati secondo ordine di priorità.

Per tutti gli altri settori la vendita inizierà il 19 giugno.

 

Opera in Arena: estate 2021

Le prescrizioni normative, conseguenza delle evidenti condizioni sanitarie in Italia, non hanno lasciato altra possibilità se non quella di spostare il Festival al 2021.

Il Festival Areniano 2021 diverrà così, con l’aggiunta di altri eventi di grandissima caratura già programmati, un anno di straordinario livello, confermando Arena nel Pantheon dei migliori teatri del mondo.

Fondazione Arena ha pensato in primis a tutelare tutti gli 80.000 spettatori che hanno già acquistato il biglietto per la Stagione 2020 e che fin da oggi potranno ottenere tutte le informazioni necessarie consultando il sito internet www.arena.it o scrivendo all’indirizzo: ServizioClienti@geticket.it o telefonando allo 0458005151.

Saranno possibili tre opzioni: spostare sin da subito il proprio biglietto sul titolo prescelto nel Festival 2021 o donare il proprio biglietto.

La terza opzione, a partire dal 15 giugno, secondo le regole che saranno stabilite dal Governo, sarà possibile richiedere un voucher per un importo pari a quello del biglietto in proprio possesso.

Il Festival d’estate 2020 è il “simbolo della rinascita veronese”

Il Sindaco e Presidente di Fondazione Arena, Federico Sboarina, afferma: “Questo Festival è il simbolo della rinascita della nostra città, della musica e della cultura che grazie a Fondazione Arena tornano a essere protagoniste a Verona e in Italia.
Con Nel cuore della Musica abbiamo dato vita a un progetto unico: sul nuovo palco centrale, si esibiranno alcuni tra i più grandi artisti italiani e internazionali e andranno in scena première assolute, mai realizzate prima nell’anfiteatro.”

Continua il Sindaco di Verona: “Sono convinto che l’edizione 2020 del Festival sarà straordinaria, in tutti i sensi. A partire dalla serata inaugurale che è pensata come omaggio all’arte e alla musica italiana e a quanti, durante l’emergenza sanitaria, sono stati in prima linea nella lotta contro il virus.
La prima del Festival sarà, quindi, una serata-evento pensata anche per dire grazie a medici, infermieri e operatori sanitari che, nelle difficoltà di questi mesi, non si sono mai tirati indietro e hanno combattuto a fianco dei malati”.

Concude Federico Sboarina: “Una loro rappresentanza sarà ospite in Arena: saranno un pubblico straordinario per una notte di grande musica che non sarà dimenticata”.

 

 

L’Arena con il Festival “più forte, ambasciatore dell’eccellenza italiana nel mondo”

Il Sovrintendente e Direttore Artistico, Cecilia Gasdia sottolinea il lavoro continuo degli ultimi mesi e l’impegno per il futuro: “Garantire continuità al nostro teatro, ai nostri artisti, lavoratori e al nostro territorio non è stato e ancora oggi non è facile, penalizzati come siamo dalla capienza costretta a 1000 spettatori sulla normale dimensione di 13.500.

“È importante dunque – aggiunge Cecilia Gasdia – da un lato ringraziare i nostri sponsor che non ci hanno mai lasciati soli e d’altro canto continuare a lavorare insieme alle forze migliori del territorio. Dobbiamo dirci soddisfatti di una stagione che fa di un limite un’opportunità e ci dà la possibilità di sperimentare, portare titoli rari, affrontarli con creatività e senza paure.

“Dobbiamo e vogliamo credere – conclude Gasdia – che tutte le fatiche, anche i dolori e le preoccupazioni degli ultimi mesi possano diventare sprone per guardare avanti lanciando i cuori oltre l’ostacolo e ritrovarci così domani con un’Arena più forte, ambasciatrice dell’eccellenza italiana nel mondo”.

Arena di Verona con l'Aida

Arena di Verona con l’Aida. Foto Ennevi-Fondazione Arena


La Fondazione Arena di Verona
propone pertanto, per i prossimi luglio e agosto, degli spettacoli in pieno stile areniano con un prestigioso cast italiano e con grandi stelle internazionali, tra serate di gala e concerti sinfonici.

Il Festival d’estate 2020 all’Arena di Verona è pronto a partire nella sua rinnovata veste con il palcoscenico centrale, con capienza ancora ridotta, ma animato dal desiderio di sostenere la ripresa del proprio territorio, nel nome della qualità e della tradizione centenaria che lo ha reso celebre in tutto il mondo.

Informazioni di servizio:

Ufficio Stampa Fondazione Arena di Verona
Via Roma 7/D, 37121 Verona
tel. (+39) 045 805.1861-1905-1891
ufficio.stampa@arenadiverona.it – www.arena.it

Biglietteria
Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona
tel. (+39) 045 59.65.17 – fax (+39) 045 801.3287
biglietteria@arenadiverona.it – www.arena.it
Call center (+39) 045 800.51.51
Punti di prevendita Geticket

 

Articolo a cura di Sara Soliman
veronawinelove.com

Foto di copertina: Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona

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Cicloturismo: la splendida pista ciclabile fra Limone e Riva del Garda

Cicloturismo: la splendida pista ciclabile fra Limone e Riva del Garda

C’è qualcosa di magico nel percorrere in bicicletta l’anello che collega, su pista ciclabile, Limone sul Garda (località Capo Reamol, Via IV Novembre 92) al confine con Riva del Garda (Provincia di Trento).

E’ un percorso di circa 2,5 chilometri con una larghezza di 2,5 metri, con una vista a strapiombo sul lago: in parte su muro e in parte su roccia. Il tutto utilizzando ponti e archi in ferro e acciaio e tanto legno.

Questi 2,5 km di percorso ciclabile si aggiungono ai 4 km che vanno dalla zona sud del paese a Capo Reamol.

Sono stati resi disponibili nel maggio 2013 e collegano Limone ai circuiti europei per le due ruote.

Come abbiamo scritto in un altro articolo, quella fra Limone e Riva del Garda può essere chiamata “la ciclabile più bella d’Europa”: è un percorso turistico di rilievo per l’Alto Garda e per degli amanti del turismo sportivo.

Ciclabile del Garda

La pista ciclabile dell’alto lago di Garda, a Limone del Garda (Trento) in località Capo Reamol, Via IV Novembre 92. (Foto di Nicola Albi)

 


IL PROGETTO DI PISTA CICLABILE TRA LIMONE SUD E IL BIVIO PER TREMOSINE


Intanto negli uffici della ATT è già stato definito anche il progetto del tratto che da Limone sud giungerà alla zona del bivio per Tremosine.

Il nuovo tratto di ciclabile ha inizio nelle vecchie gallerie dismesse della Gardesana e parte a strapiombo sul lago.

È poi pronto anche il progetto del tratto da Tremosine a Campione sud. Poi nell’ambito del grande sogno dell’anello ciclabile gardesano, sarà la volta del percorso Campione-Tignale.

Quanto al percorso Gargnano-Tignale, passerà per la parte di Gardesana che sarà sostituita dalla nuova galleria che l’Anas sta progettando.

 

TUTTE LE PISTE CICLABILI DEL LAGO DI GARDA

Il Lago di Garda è molto amato dai cicloturisti di tutto l mondo. Sono infatti molte le piste ciclabili e i percorsi tra le colline che congiungono le sponde veronesi con quelle bresciane e trentine.

Sul portale VeronaWineLove.com abbiamo creato una sezione dedicata al cicloturismo e alle camminate sul Lago di Garda che raccoglie percorsi da fare in bicicletta di diversi gradi e difficoltà, famosissimi e meno noti, che si inerpicano sui colli o che scorrono lungo il lago.

Dalla Strada del Ponale al progetto Garda by bike, dalla pista ciclabile Adige Garda (in terra trentina) alla ciclabile della Valle dei Laghi, che ti porta fino al Lago di Toblino.

Ma anche il Giro Alto del Garda, molto impegnativo e consigliato a chi è allenato e il percorso lungo la Strada dei Vini e dei Sapori del Garda, che si snoda lungo la sponda bresciana del Lago di Garda e raccoglie sei diversi percorsi tra Sirmione, Salò e le colline della Valtènesi.

Se invece ci spostiamo verso le sponde a sud del Garda, ci sono altri splendidi percorsi, come: Peschiera – Mantova – Borghetto, Peschiera – Borgo dei Lumini o Peschiera – San Zeno di Montagna.

Da Bardolino invece puoi raggiungere il Forte di Rivoli in Valdadige, oppure la Rocca del Garda e Punta San Vigilio. Sono itinerari che offrono scorci splendidi sul lago e sulle montagne che lo circondano.

>> Leggi anche l’articolo sulle PISTE CICLABILI SUL LAGO DI GARDA

Pista ciclabile sul Lago di Garda

La pista ciclabile di Limone sul Garda (località Capo Reamol, Via IV Novembre 92) arriva fino al confine con Riva del Garda (provincia di Trento). Foto di Nicola Albi

 

>>Scopri la sezione dedicata al Lago di Garda. 

>>Scopri la pagina su Limone del Garda

 

Articolo a cura di Sara Soliman
VeronaWineLove@gmail.com

 

 

Eccoti i link di VeronaWineLove.com ad alcune informazioni utili:

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A piedi in Lessinia: tre itinerari alla scoperta della montagna veronese

A piedi in Lessinia: tre itinerari alla scoperta della montagna veronese

La Lessinia, la fascia montuosa a nord di Verona, rappresenta il nucleo centrale della montagna veronese. Questo vasto altipiano è solcato da valli e canyon con strutture rocciose e dolci cime erbose.

La Lessinia è splendida in ogni stagione: immergiti tra le sue valli e assapora il suo silenzio e i suoi profumi.

Oggi ti propongo tre differenti itinerari adatti a tutti, fattibili in mezza giornata e con un dislivello lieve o medio:

  • il primo è un itinerario circolare che inizia Campofontana e ti porta a Cima Lobbia,
  • il secondo inizia a Sant’Anna d’Alfaedo e ti porta alla cima del Corno D’Aquiio,
  • il terzo è la visita alle cascate di Molina che meritano per l’ambiente circostante immerso nel silenzio.
 

Vedi la Guida della Lessinia di Verona Wine Love

 

Escursione tra boschi e pascoli delle malghe di Campofontana, nella parte orientale della Lessinia

L’anello che parte da Campofontana  e si dirige verso contrada Pagani e le malghe Lobbia e Porto è un percorso molto noto e fattibile in ogni periodo dell’anno.

È un itinerario con dislivello lieve (300 m) che si svolge su strade asfaltate, sterrate e sentieri segnalati tra prati, pascoli di montagna e boschi di faggio e larice. Il percorso è adatto anche a famiglie.

Lascia l’auto nei dintorni del cimitero di Campofontana (1220m) e prosegui fino a contrada Pagani, caratterizzata dalle abitazioni in pietra con tetto a doppia spiovenza.

Dopo aver superato l’antica fonte con vasca in pietra segui la strada sterrata che conduce verso malga Lobbia.

Salendo noterai la famosa Madonna della Lobbia, scultura in pietra che rappresenta la Pietà (1290 m).

 

Itinerari in lessinia

Lessinia, Madonna della Lobbia. Foto di Francesco Vinco

 

Raggiunta la malga il panorama verso nord è splendido: in primo piano le vette del Monte Terrazzo e Monte Zevola.

Dopo aver fatto qualche foto continua a salire seguendo il sentiero (se c’è neve è un sentiero adibito allo sci di fondo), superando la Croce della Lobbia.

Sali ancora repentinamente fino al muro a secco di confine della malga, che segna anche il limite comunale e provinciale tra Verona e Vicenza.

Sul muretto si erge un’altra splendida scultura, la Madonna delle Scalette (1510 m).

A questo puoi proseguire a sinistra e raggiungere così Cima Lobbia e poi l’alta Val Fraselle.

 

Vista sulla Val Fraselle

Vista sulla Val Fraselle. Foto di Francesco Vinco

 

Continuando invece verso sud, raggiungerai il breve il pendio che conduce agli edifici rurali di Malga Porto di Sopra (1520 m). Anche da qui il panorama è spettacolare, soprattutto al tramonto.

Dalla malga inizia la discesa lungo la strada sterrata che affianca la cima del Monte Formica e poi raggiunge gli edifici di Malga Porto di Sotto.

Qui, a fianco della malga, puoi notare la cupola interrata di una vecchia giassara.

Ora, con il sentiero CAI n.205, rientrerai a breve al parcheggio.

Dislivello: 300 m
Lunghezza: 6,4 km
Tempo di percorrenza medio: 2:30 ore

Lo sapevi che la Lessinia ha un suo spumante? Scopri il Durello

 

A piedi in alta Lessinia: da Sant’Anna d’Alfaedo fino alla cima del Corno d’Aquilio

Questo itinerario si svolge su sentieri montani ben segnalati e brevi tratti di strada asfaltata e sterrata.

Lascia l’auto in uno dei parcheggi di contrada Tommasi  e prosegui attraversando località Coste (1157 m).

Prosegui lungo la strada sterrata lungo il bosco e raggiungi, con circa 100 m di dislivello, Passo di Rocca Pia (1215 m).

Il Passo fu in passato punto di confine tra Veneto e Trentino e importante nodo di traffici di contrabbando, durante il primo conflitto mondiale fu invece punto di osservazione con numerose trincee.

Dal passo prosegui lungo il sentiero CAI 234 che, dopo un’iniziale tratto in falsopiano, sale a tornanti fino ad aprirsi nei pascoli di malga Fanta (1496 m).

Qui una foto è d’obbligo: gli edifici della malga, con la mole della catena baldense sullo sfondo, sono molto caratteristici.

A poche centinaia di metri si trova la Spluga della Preta, famoso e profondo abisso che supera gli 800 metri di profondità e metà di numerose spedizione speleologiche di ricerca.

Proseguendo lungo la dorsale raggiungerai la sommità del Corno d’Aquilio (1547 m), dove una croce in ferro accoglie gli escursionisti dopo la fatica.

 

Panorama sulla Val d'Adige

Panorama sulla Valdadige dalla cima del Corno d’Aquilio. Foto di Nicola Albi

 

Nelle belle giornate il panorama è di una bellezza straordinaria e puoi ammirare l’intera Valdadige e le anse del fiume Adige, oltre alle cime che sovrastano la valle.

Da qui puoi scendere e, oltrepassato sulla destra il muretto divisorio di malga, raggiungere, la Grotta del Ciabattino, una cavità orizzontale che, nella seconda parte dell’inverno si arricchisce di spettacolari forme di ghiaccio.

 

Grotta del Ciabattino-Corno d'Aquilio

Grotta del Ciabattino, ingresso. Foto di Nicola Albi

 

Oltrepassa poi Malga Preta di Sotto e rientra scendendo lungo il sentiero CAI 240-250. Raggiungerai così la strada asfaltata della Liana e da qui contrada Tommasi.

Lunghezza: 8,30 km
Tempo di percorrenza medio: 3:30 ore
Dislivello: 450m

 

Visita alle Cascate di Molina

Una valida alternativa ai due itinerari in Alta Lessinia è la visita alle Cascate di Molina, in Valpolicella.

Molina è un borgo medioevale situato nel comune di Fumane, caratterizzato da antiche corti e case di pietra.

Il borgo prende il nome dai numerosi mulini che in passato erano in funzione nella zona, grazie alla forza dell’acqua.

 

Cascate di Molina

Le cascate di Molina (Foto di Mauro Magagna)

 

All’interno del Parco delle cascate, puoi visitare la malga costruita nel 1879, dove i soci portavano il latte e lo lavoravano a turno. Ora l’edificio è stato ristrutturato e viene usato con scopi didattici.

Nel Parco delle Cascate, una flora e fauna particolari e protette hanno permesso di creare il Museo della Botanica, dove la presenza di specie di orchidea selvatica è uno spettacolo di rara bellezza.

Nel Parco puoi scegliere tra tre itinerari: l’itinerario ambientale (o Sentiero del Bosco), l’itinerario storico (o Sentiero dei Molini), l’itinerario archeologico (o Sentiero delle Grotte).

INFORMAZIONI UTILI:

  • Aperto tutti i giorni con orario. 9.00 – 19.30 (ultimo ingresso 17.30)
  • Prezzo ingresso intero 7.00 Euro

 

Articolo a cura di Sara Soliman
✉︎   info@veronawinelove.com

Foto di copertina: ph. Mauro Magagna

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Underwater Wines: quando i Vini maturano sott’acqua. Ce ne parla la Sommelier AIS Lorena Ceolin

Underwater Wines: quando i Vini maturano sott’acqua. Ce ne parla la Sommelier AIS Lorena Ceolin

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Sono sempre di più i produttori di vino che affidano all’acqua del mare (o del lago) la maturazione delle loro bottiglie di vino.

Sembra infatti che la conservazione del vino sott’acqua offra condizioni migliori per l’invecchiamento.

Sui vini sott’acqua, detti anche vini sommersi o underwater wines, ci sono addirittura persone pronte a confermare che i primi 3 mesi sott’acqua sono equivalenti a 6-7 anni di evoluzione in terraferma, dando al vino eleganza e complessità.

Abbiamo chiesto a Lorena Ceolin, Sommelier e Docente AIS, di parlarci di questo curioso metodo di maturazione (o affinamento) del vino, col quale si producono bottiglie da collezione.

 

Vino sott'acqua

Immersione nelle acque del lago di Garda dello spumante Brezza Riva della cantina di Riva del Garda (foto trentotoday.it)

 

Ho letto qualche giorno fa che circa mille bottiglie di spumante metodo classico sono state posate a 38 metri di profondità, sul fondale del lago di Garda, dove riposeranno per dodici mesi. Con quale scopo si fa questa operazione?

Le motivazione che portano al “cantinare” i vini sott’acqua sono molteplici e molto probabilmente lo stimolo che spinge a testare questa particolare tecnica è la sperimentazione.

E’ una metodologia che viene applicata in diversi momenti della maturazione ovvero del percorso evolutivo del vino, che porta a differenti risultati, che sono in fase di studio e di interpretazione scientifica.

Nello specifico la spettacolare esperienza della Cantina di Riva del Garda che ha posto a riposo per i prossimi 12 mesi, sul fondale del lago, 1216 bottiglie di Spumante Metodo Classico Riserva denominato per l’appunto Brezza Riva, ha qualcosa di magico.

Perché in effetti si tratta di una vera e propria impresa e in fondo di un atto di estrema fiducia nei benefici effetti che derivano dal sostare nei fondali. 

 

E quali sono i benefici?

Vi elenco i più importanti: 

  • Il buio e il silenzio, ovvero la quasi assenza di luce e rumore;
  • temperatura costante (in questo caso specifico 9-13 ° C);
  • verosimilmente alcuna penetrazione di ossigeno all’interno della bottiglia; 
  • completo riparo dalle fasi lunari
  • la quasi equivalenza pressoria tra l’interno della bottiglia e l’esterno. Alla profondità di 40 metri la pressione è di circa 5 bar, quasi quanto la pressione che troviamo all’interno di una bottiglia di spumante (5,7-7 bar), condizione che limita lo scambio gassoso tra l’interno e l’esterno della bottiglia.   

E per finire l’immagine romantica delle correnti, seppur minime nel lago, che cullano le bottiglie, garantendo una sorta di remuage costante e naturale. 

 

Lorena, raccontami come nasce l’idea di conservare i vini sott’acqua

Di relitti affondati con carichi di preziose bottiglie, anfore e barrique di vino, di avvincenti storie e leggende e di affascinanti recuperi di casse di Champagne poi battute all’asta a prezzi incredibili se ne narra da tempo.

Ma colui che probabilmente ha dato inizio a questo metodo di cantinamento sott’acqua è Raul Perez, talentuoso enologo spagnolo di fama internazionale, che sperimentò nel 2003 l’invecchiamento in mare di botti di Albarino.

Oggi numerose sono le aziende che si avvalgono dell’ambiente acquatico come cantina ideale per i propri vini.

I luoghi di maggiore interesse si trovano in Francia, Italia, Spagna Croazia e Sudafrica

 

Vini sott'acqua

Lo spumante Akènta, vermentino di Sardegna DOC affinato a circa 40 metri di profondità, della Cantina di Santa Maria La Palma di Alghero (Cagliari). Foto di mixerplanet.com

 

L’acqua del lago, che è dolce, come si comporta rispetto all’acqua del mare?

Il sale influisce solo nell’indice di galleggiabilità, nel senso che aumenta la densità dell’acqua di mare, rendendo in qualche modo un oggetto più leggero, ovvero cambiandone il peso specifico, per riportare il concetto nel modo più semplice e fruibile possibile.

Il sale non agisce, non entra all’interno della bottiglia, altrimenti rischierei di generare dei difetti, degli eccessi di sapidità decisamente sgradevoli all’assaggio.

Piuttosto mi permetto di fare una considerazione sulla corrente, decisamente presente nel mare, poco percettibile nel lago.

Credo che questa sia la differenza più significativa, quella energia cinetica che nasce dal movimento delle correnti sottomarine e dalle maree diventa realmente un impulso armonico, costante e ininterrotto.

Un po’ come quella suggestiva sensazione di dondolio che si avverte quando si tocca terra dopo qualche settimana di navigazione. 

 

Ho sentito parlare dei vini liguri dell’azienda Bisson, che in questo modo realizza da nni lo “spumante degli abissi” creando dei veri e propri vini da collezione.
Le condizioni di cui mi hai parlato possono effettivamente giovare alla maturazione del vino?

Abissi è un’etichetta che riunisce tanti concetti: una grande passione per il vino, il mare e l’arte, una profonda conoscenza culturale e delle tradizioni e non per ultimo il gusto per l’estetica e uno sguardo all’innovazione.

Ci troviamo nei fondali marini della baia del Silenzio di Sestri Levante, dove una decina d’anni fa Pierluigi Lugano della Cantina Bisson ha gettato le basi per un progetto di un Metodo Classico decisamente insolito.

Oggi sono tre le etichette che sostano in ambiente acquatico, immerse per la durata della sosta sui lieviti, per essere poi trasferite nella cantina terrestre, sottoposte a remuage, sboccate e dopo opportuno affinamento essere messe in commercio.

Il vantaggio, come dicevo prima, è dato dal poter usufruire di un ambiente stabile per la conservazione del vino e nel caso specifico degli spumanti, di beneficiare di un equilibrio di pressione tra l’interno della bottiglia e l’esterno. 

 

Bisson spumanti liguri

Spumante Abissi, lo spumante immerso a 60 metri di profondità della Cantina Bisson di Sestri Levante (Genova). Foto di bisssonvini.it

 

Quali altri vini oltre lo spumante si prestano a questo particolare tipo di operazione?

La varietà di vini che operano con l’influenza marina è sbalorditiva: dal Vermentino nelle trasparenti e cristalline acque della Sardegna al vino bianco “Orto” che giace nelle acque lagunari vicino all’Isola di Sant’Erasmo a Venezia, per finire al Sangiovese e all’Albana nei fondali sabbiosi dell’Adriatico.

Una proposta differenziata che coinvolge vini bianchi e rossi, non solo spumanti. 

 

In quale altre zone d’Italia e nel mondo si lasciano maturare i vini sott’acqua? 

Non esiste un censimento ufficiale, nonostante a dicembre 2019 si sia tenuto a Bilbao il primo Underwater Wine Congress internazionale.

Attualmente le cantine subacquee dovrebbero essere 31 nel mondo.

Nel territorio Italiano oltre al mare che lambisce Liguria, Romagna e Sardegna, la vinificazione subacquea è applicata nei laghi di Levico, Garda e Lugano.

Una sfida, un settore di nicchia, una opportunità innovativa che ha raccolto interesse in molti altri paesi del mondo: Francia, Spagna, Croazia, Sudafrica, Cile, Australia.

Non sono davvero pochi i produttori o gli affinatori che hanno esplorato gli abissi, per dare un tocco intrigante ai propri vini.

Non sono solo opere d’arte uniche e irreplicabili le bottiglie, che quasi sembrano dei souvenier incrostati dal mare, scolpite da conchiglie e spugne o agglomerati corallini, non sono solo vini abbelliti, ma una purchè minima influenza nella maturazione da profondità è avvertibile. 

Da privilegiata subacquea sommelier ho già sistemato tutta l’attrezzatura necessaria per la mia prossima visita, non il solito calice e levatappi, ma pinne, maschera, bombola e respiratore, sono disposta a fare il giro del mondo!!!

 

Grazie Lorena per questo interessante approfondimento e…buona immersione!

 

Leggi anche: Il Vino dell’estate: i migliori calici da assaporare al tramonto

 

Articolo a cura di Sara Soliman
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Foto di copertina: thewineandmore.com, Underwater Wine cellar by Marko Dušević (Croatia)

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“Il Sommelier AIS” è un Blog inserito nel sito Veronawinelove.com e non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 2001.

Sommelier AIS: Gianpaolo Breda, Lorena Ceolin, Francesca Penzo, Alberto Costa

Web reporter: Sara Soliman e Nicola Albi

Camminata del Bardolino: il percorso ciclopedonale più lungo del lago di Garda, tra antichi borghi e vigneti del Bardolino DOC

Camminata del Bardolino: il percorso ciclopedonale più lungo del lago di Garda, tra antichi borghi e vigneti del Bardolino DOC

La bella stagione si presenta con giornate di sole e la voglia di lasciarsi alle spalle la quarantena dovuta al Coronavirus.

Cominciamo a muoverci, con le duvute regole di sicurezza, e ritornare al contatto con la natura.

Il nuovo Cammino del Bardolino comprende 18 percorsi ciclopedonali che si inoltrano nell’entroterra gardesano tra meravigliosi vigneti, colline piene di storia e scorci sul lago di Garda.

Si tratta di circa 100 km di splendidi itinerari ciclopedonali immersi nella natura pensati sia per gli amanti delle camminate e del cicloturismo sul lago di Garda sia per chi vuole conoscere da vicino la produzione del Bardolino DOC.

I 18 percorsi, di lunghezza variabile fra i 3 e i 20 km, congiungono infatti antichi sentieri, storici borghi e aziende vitivinicole e agroalimentari del territorio gardesano.

 

Cammino del Bardolino Lago di Garda

Cammino del Bardolino, Lago di Garda (Verona). (Foto Studio Land)

 

La Camminata del Bardolino

I comuni attraverssati dai 18 percorsi previsti dal progetto sono 6: Bardolino, Costermano, Garda, Rivoli Veronese, Affi, e Cavaion Veronese.

Circa sessanta sono invece le aziende vitivinicole coinvolte nel progetto, partito nel 2016 e finanziato dai comuni coinvolti.

Ma il cammino è anche un percorso esperienziale: attraversa infatti i principali borghi rurali e le aziende agricole produttrici di vino Bardolino Doc localizzate lungo il percorso.

Un “cammino” che i turisti e gli amanti del buon vino e della gastronomia non possono perdere.

Tutti i 18 percorsi sono stati mappati e segnalati, con la posa di 53 pannelli informativi che riportano il tracciato e i punti d’interesse.

Grazie ai pannelli informativi, tutti scaricabili su smartphone grazie a uno Qr Code, diventa possibile tracciare il prorpio itinerario, evidenziare le varie tappe e personalizzare i proprio itinerario.

 

 

cicloturismo lago di garda

Mappa del percorso “Cammino del Bardolino”, (foto Studio Land)

 

Nella mappa sono presenti anche aree di parcheggio gratuite, dove possiamo lasciare l’auto e iniziare a percorrere a piedi o in bicicletta il percorso scelto.

Il progetto, utile agli amanti dello sport e delle passeggiate nella natura, oltre ai tanti turisti che ogni anno visitano il lago di Garda, mira a valorizzare il patrimonio naturale, culturale e paesaggistico dell’entroterra gardesano, ricco di storia e di fascino.

Obiettivo del Cammino è inoltre quello di diffondere la conoscenza e la valorizzazione della ricchezza agroalimentare e vitivinicola dell’area di produzione del Bardolino DOC.

 

Cammini del Bardolino: tappe e cantine

I comuni attraversati sono 6: Bardolino, Costermano, Garda, Rivoli Veronese, Affi, e Cavaion Veronese. E circa sessanta sono le aziende vitivinicole coinvolte nel progetto.

Queste sono le tappe divise per ogni paese:

AFFI: Caorsa, Poggi,

BARDOLINO: Bigagnoli, Cà Bottura, Caldana, Campostrini, Casaretti, Colle dei Cipressi, Corradini, Costadoro, D’Aulerio, Delibori, Enoitalia, Girardelli, Gruppo Italiano Vini, Guerrieri Rizzardi, La Cà, La Rocca, Le Vai, Lenotti, Monte Oliveto, Raval, Rizzardi, San Zeno, Tre Colline, Vallonga, Valetti, Villabella, Villa Calicantus, Zeni,

CAVAION VERONESE: Bettili, Canella, Cesari, Domini Veneti, Lamberti, Le Fraghe, Marchesini, Monte Saline, Naiano, Righetti Dante, Righetti Enzo, Taborro, Torcolo,

COSTERMANO: Bondi, Garda, Natura, Pellegrini, Val,

GARDA: Canevini,

RIVOLI VERONESE: Baccolo, Benedetti, Cà Cerù, Ceradini, Colombari, Gasparini, Giramonti, La Colombara, Rocca, Sol de Montalto, Testi.

(fonte delle informazioni: sito studio Land, che si è occupato del progetto)

 

Vedi anche:

Cicloturismo sul Lago di Garda

Camminate sul Lago di Garda

Leggi anche:

Strada del vino Bardolino

Scopri il Vino Bardolino nel portale sull’enoturismo Verona Wine Love.com

 

 

Articolo a cura di Sara Soliman
veronawinelove@gmail.com

Foto di copertina: Consorzio Tutela Vino Bardolino Doc

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