A piedi in Lessinia: tre itinerari alla scoperta della montagna veronese

A piedi in Lessinia: tre itinerari alla scoperta della montagna veronese

La Lessinia, la fascia montuosa a nord di Verona, rappresenta il nucleo centrale della montagna veronese. Questo vasto altipiano è solcato da valli e canyon con strutture rocciose e dolci cime erbose.

La Lessinia è splendida in ogni stagione: immergiti tra le sue valli e assapora il suo silenzio e i suoi profumi.

Oggi ti propongo tre differenti itinerari adatti a tutti, fattibili in mezza giornata e con un dislivello lieve o medio:

  • il primo è un itinerario circolare che inizia Campofontana e ti porta a Cima Lobbia,
  • il secondo inizia a Sant’Anna d’Alfaedo e ti porta alla cima del Corno D’Aquiio,
  • il terzo è la visita alle cascate di Molina che meritano per l’ambiente circostante immerso nel silenzio.
 

Vedi la Guida della Lessinia di Verona Wine Love

 

Escursione tra boschi e pascoli delle malghe di Campofontana, nella parte orientale della Lessinia

L’anello che parte da Campofontana  e si dirige verso contrada Pagani e le malghe Lobbia e Porto è un percorso molto noto e fattibile in ogni periodo dell’anno.

È un itinerario con dislivello lieve (300 m) che si svolge su strade asfaltate, sterrate e sentieri segnalati tra prati, pascoli di montagna e boschi di faggio e larice. Il percorso è adatto anche a famiglie.

Lascia l’auto nei dintorni del cimitero di Campofontana (1220m) e prosegui fino a contrada Pagani, caratterizzata dalle abitazioni in pietra con tetto a doppia spiovenza.

Dopo aver superato l’antica fonte con vasca in pietra segui la strada sterrata che conduce verso malga Lobbia.

Salendo noterai la famosa Madonna della Lobbia, scultura in pietra che rappresenta la Pietà (1290 m).

 

Itinerari in lessinia

Lessinia, Madonna della Lobbia. Foto di Francesco Vinco

 

Raggiunta la malga il panorama verso nord è splendido: in primo piano le vette del Monte Terrazzo e Monte Zevola.

Dopo aver fatto qualche foto continua a salire seguendo il sentiero (se c’è neve è un sentiero adibito allo sci di fondo), superando la Croce della Lobbia.

Sali ancora repentinamente fino al muro a secco di confine della malga, che segna anche il limite comunale e provinciale tra Verona e Vicenza.

Sul muretto si erge un’altra splendida scultura, la Madonna delle Scalette (1510 m).

A questo puoi proseguire a sinistra e raggiungere così Cima Lobbia e poi l’alta Val Fraselle.

 

Vista sulla Val Fraselle

Vista sulla Val Fraselle. Foto di Francesco Vinco

 

Continuando invece verso sud, raggiungerai il breve il pendio che conduce agli edifici rurali di Malga Porto di Sopra (1520 m). Anche da qui il panorama è spettacolare, soprattutto al tramonto.

Dalla malga inizia la discesa lungo la strada sterrata che affianca la cima del Monte Formica e poi raggiunge gli edifici di Malga Porto di Sotto.

Qui, a fianco della malga, puoi notare la cupola interrata di una vecchia giassara.

Ora, con il sentiero CAI n.205, rientrerai a breve al parcheggio.

Dislivello: 300 m
Lunghezza: 6,4 km
Tempo di percorrenza medio: 2:30 ore

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A piedi in alta Lessinia: da Sant’Anna d’Alfaedo fino alla cima del Corno d’Aquilio

Questo itinerario si svolge su sentieri montani ben segnalati e brevi tratti di strada asfaltata e sterrata.

Lascia l’auto in uno dei parcheggi di contrada Tommasi  e prosegui attraversando località Coste (1157 m).

Prosegui lungo la strada sterrata lungo il bosco e raggiungi, con circa 100 m di dislivello, Passo di Rocca Pia (1215 m).

Il Passo fu in passato punto di confine tra Veneto e Trentino e importante nodo di traffici di contrabbando, durante il primo conflitto mondiale fu invece punto di osservazione con numerose trincee.

Dal passo prosegui lungo il sentiero CAI 234 che, dopo un’iniziale tratto in falsopiano, sale a tornanti fino ad aprirsi nei pascoli di malga Fanta (1496 m).

Qui una foto è d’obbligo: gli edifici della malga, con la mole della catena baldense sullo sfondo, sono molto caratteristici.

A poche centinaia di metri si trova la Spluga della Preta, famoso e profondo abisso che supera gli 800 metri di profondità e metà di numerose spedizione speleologiche di ricerca.

Proseguendo lungo la dorsale raggiungerai la sommità del Corno d’Aquilio (1547 m), dove una croce in ferro accoglie gli escursionisti dopo la fatica.

 

Panorama sulla Val d'Adige

Panorama sulla Valdadige dalla cima del Corno d’Aquilio. Foto di Nicola Albi

 

Nelle belle giornate il panorama è di una bellezza straordinaria e puoi ammirare l’intera Valdadige e le anse del fiume Adige, oltre alle cime che sovrastano la valle.

Da qui puoi scendere e, oltrepassato sulla destra il muretto divisorio di malga, raggiungere, la Grotta del Ciabattino, una cavità orizzontale che, nella seconda parte dell’inverno si arricchisce di spettacolari forme di ghiaccio.

 

Grotta del Ciabattino-Corno d'Aquilio

Grotta del Ciabattino, ingresso. Foto di Nicola Albi

 

Oltrepassa poi Malga Preta di Sotto e rientra scendendo lungo il sentiero CAI 240-250. Raggiungerai così la strada asfaltata della Liana e da qui contrada Tommasi.

Lunghezza: 8,30 km
Tempo di percorrenza medio: 3:30 ore
Dislivello: 450m

 

Visita alle Cascate di Molina

Una valida alternativa ai due itinerari in Alta Lessinia è la visita alle Cascate di Molina, in Valpolicella.

Molina è un borgo medioevale situato nel comune di Fumane, caratterizzato da antiche corti e case di pietra.

Il borgo prende il nome dai numerosi mulini che in passato erano in funzione nella zona, grazie alla forza dell’acqua.

 

Cascate di Molina

Le cascate di Molina (Foto di Mauro Magagna)

 

All’interno del Parco delle cascate, puoi visitare la malga costruita nel 1879, dove i soci portavano il latte e lo lavoravano a turno. Ora l’edificio è stato ristrutturato e viene usato con scopi didattici.

Nel Parco delle Cascate, una flora e fauna particolari e protette hanno permesso di creare il Museo della Botanica, dove la presenza di specie di orchidea selvatica è uno spettacolo di rara bellezza.

Nel Parco puoi scegliere tra tre itinerari: l’itinerario ambientale (o Sentiero del Bosco), l’itinerario storico (o Sentiero dei Molini), l’itinerario archeologico (o Sentiero delle Grotte).

 

Articolo a cura di Sara Soliman
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Foto di copertina: ph. Mauro Magagna

 

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Val Polis Cellae 2020: domenica 11 ottobre cantine aperte, degustazioni, sapori e cultura in Valpolicella

Val Polis Cellae 2020: domenica 11 ottobre cantine aperte, degustazioni, sapori e cultura in Valpolicella

In Valpolicella si avvicina il momento per innalzare i calici del vino rosso Amarone e del Recioto. Domenica 11 ottobre 2020 inizia Val Polis Cellae, una giornata di festa dedicata alle degustazioni, agli assaggi dei prodotti locali e delle visite nelle cantine vitivinicole.

Quindici cantine della Valpolicella Classica, tra percorsi e ottimo vino, il tutto circondato da piatti tipici e opere d’arte. Questa è la proposta di Val Polis Cellae 2020.

Val Polis Cellae è organizzato dall’Associazione Strada del Vino Valpolicella.

Ogni anno vengono decisi dei percorsi specifici ai quali vengono associate alcune fra le migliori cantine del territorio, che propongono una degustazione dei propri vini, una mostra d’arte con artisti presenti in loco, una visita guidata all’azienda e, in alcuni casi, anche una specialità tipica veronese.

L’obiettivo è infatti quello di mantenere vivo il connubio arte-gastronomia-vino e scoperta del territorio.

Quest’anno la data dell’evento è l’11 ottobre e dalle ore 10 alle ore 18.

 

Valpolicella turismo

Val Polis Cellae è l’occasione per visitare le cantine e assaggiare i vini rossi della Valpolicella direttamente dai produttori

 

Val Polis Cellae 2020: il programma

Val Polis Cellae è un viaggio alla scoperta della Valpolicella e dei suoi vini rossi, tra aziende agricole, dimore storiche e cantine.

Una domenica di degustazione dei grandi vini rossi noti in tutto il mondo: l’Amarone e il Recioto, abbinati ai sapori del territorio.

I 5 percorsi sono immersi nelle 5 vallate della Valpolicella storica, alla scoperta delle peculiarità che ognuna riserva al vino e che ogni cantina valorizza con orgoglio.

I 5 percorsi proposti sono:

  • Percorso SANT’AMBROGIO DI VALPOLICELLA
    Cantine: TENUTE FASOLI LORENA (Val Polis Cellae Point), COALI, BOSCAINI CARLO
  • Percorso FUMANE/SAN PIETRO IN CARIANO
    Cantine: TENUTE UGOLINI (Val Polis Cellae Point), FLATIO, SCRIANI
  • Percorso MARANO DI VALPOLICELLA
    Cantine: ALDRIGHETTI (Val Polis Cellae Point), LE MAROGNOLE, NOVAIA
  • Percorso PEDEMONTE
    Cantine: TOMMASI (Val Polis Cellae Point), MIZZON, ACCORDINI IGINO
  • Percorso NEGRAR DI VALPOLICELLA
    Cantine: LA DAMA (Val Polis Cellae Point), CORTE MARTINI, FRANCHINI


D
alle 10:00 alle 18:00 le 15 cantine partecipanti accoglieranno appassionati ed enoturisti che potranno visitare le cantine e assaggiarne i prodotti, godere di momenti d’arte e cultura ambientati tra cortili, bottaie e sale di degustazione, dove artisti e artigiani locali esporranno le loro opere.

Ogni azienda aderente all’iniziativa sarà lieta di offrire infatti una visita guidata e una degustazione dei propri vini della Valpolicella.

Sarà anche possibile pranzare con piatti tipici e prodotti del territorio, serviti in collaborazione con i ristoranti locali, acquistare i vini o altri prodotti.

Guarda il programma completo sul sito dell’evento.

Val Polis Cellae

Val Polis Cellae: con un unico biglietto puoi visitare tutte e 15 le cantine partecipanti. Calice con tracolla e bus navetta gratuiti

 

Informazioni utili:

Il biglietto si acquista esclusivamente online.

Selezionate un Val Polis Cellae Point dove, il giorno dell’evento, dovrete passare a ritirare i calice e la sacca portabicchiere.

Il biglietto acquistato è valido per tutti 5 i percorsi, dandovi la possibilità di visitare  tutte le cantine che partecipano.

In caso di annullamento dell’evento causa COVID-19, il biglietto verrà convertito in 2 degustazioni in 2 cantine tra quelle partecipanti.

Fino al 10 ottobre puoi acquistare il biglietto con uno sconto di 5 Euro: clicca qui!

Per ulteriori informazion o prenotazioni contrattare:
info@stradadelvinovalpolicella.it
Tel 346 320 2167
www.stradadelvinovalpolicella.it

 

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Museo Appassimento con picai alla Cantina Valpolicella di Negrar

 

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Cicloturismo sul lago di Garda. In bicicletta da Bardolino a Rocca del Garda, Punta San Vigilio e Garda

Cicloturismo sul lago di Garda. In bicicletta da Bardolino a Rocca del Garda, Punta San Vigilio e Garda

Cicloturismo, il Lago di Garda si presta a numerosi percorsi da fare in bicicletta: tra piste ciclabili, strade di campagna, percorsi tra i colli e tratti di strada statale è sempre molto frequentato dagli amanti delle due ruote.

Oggi ti propongo uno splendido giro circolare sulla sponda veronese del Lago di Garda. 

Partendo da Bardolino attraverseremo alcune delle zone più note e più panoramiche del Lago di Garda: La Rocca di Garda, Marciaga, Punta San Vigilio.

I km da percorrere sono 18 e, poiché questo itinerario presenta dislivelli accentuati e ripide discese, serve un minimo di allenamento.

Attraverseremo molti angoli suggestivi che meritano una sosta, per cui il percorso potrebbe occuparti l’intera giornata.

 

Bike tour sul Lago di Garda

Cicloturismo sul lago di Garda: scorci panoramici sul golfo del Garda. Foto di Fabio Trentini (Allmost MTB)

 

Cicloturismo. Prima tappa in bicicletta: Bardolino – Rocca di Garda

Partiamo dal parcheggio situato a nord di Bardolino e ci dirigiamo verso il paese di Bardolino. Dopo 50 m, all’incrocio con una strada secondaria, imbocchiamo la sinistra la salita per Albarè.

La strada asfaltata è abbastanza trafficata ma è l’unica che ci porta alla Rocca.

Seguendo le indicazioni “strada dell’Eremo-strada Costa di Vallonga” arriviamo, in circa 700 m e con un leggero dislivello, al bivio dell’Eremo, in una strada bianca costeggiata da cipressi.

L’eremo è visitabile su prenotazione.

A destra della croce la strada prosegue nel bosco. Dopo circa 300 m si arriva a una congiunzione di strade: la strada che ci porta alla rocca è fronte a noi. 

Inizia ora un tratto difficile che ci porterà al punto panoramico sul golfo del Garda e su Bardolino. La vista qui è magnifica e una sosta è d’obbligo.

 

Seconda tappa in bicicletta: discesa verso Garda e entroterra gardesano

Risaliamo in sella e, all’incrocio, prendiamo la strada a sinistra verso il paese di Garda.

È una stradina scoscesa che scende nel bosco. Mi raccomando, i freni devono essere perfetti!

Nell’ultimo tratto la strada diventa prima di terra battuta e poi asfaltata fino all’incrocio per Garda.

Qui prendiamo la destra, verso l’entroterra gardesano, e continuiamo per 700 m.

Al nuovo incrocio andiamo a sinistra, in Via dell’Uva. Continuiamo per altri 900 m circa in una strada piena di curve fino a incontrare la strada per Costermano.

Proseguiamo passando il ponte su un torrente e ci dirigiamo a destra verso la Valle dei Mulini (Valtesina).

 

Valle dei Molini - Lago di Garda

Cicloturismo sul lago di Garda: addentrandoci nella Valle dei Molini passiamo vicino ad alcuni vecchi mulini ancora oggi visibili. Le acque del torrente alimentavano le pale che servivano a macinare il grano 

 

È una vallata molto suggestiva: le acque del torrente venivano usate in passato dai numerosi mulini come forza motrice e sono ancora visibili alcune costruzioni con la ruota del mulino.

Continuiamo a pedalare in questa splendida e fresca valle. Verso la fine, quando incrociamo un bivio, prendiamo la sinistra fino a raggiungere un ponte sul torrente.

Passato il ponte saliamo per 300 m. per immetterci in una strada asfaltata che a sinistra dopo altri 200 m. porta a un gruppo di case. All’incrocio riprendiamo la strada bianca e al successivo incrocio svoltiamo a destra. 

Continuiamo a pedalare e passiamo accanto a un maneggio e ai campi da golf fino ad arrivare alla chiesa della Madonna del Soccorso.

Prendiamo la sinistra in direzione Marciaga (è la strada che porta a Garda) e, all’incrocio per Albisano (dopo circa 300 m) svoltiamo a destra. 

A Marciaga costeggiamo distese di ulivi e in 600 m arriviamo a un punto panoramico che merita una seconda sosta.

Ammiriamo di fronte a noi il blu delle acque del lago, sulla sinistra la rocca del Garda e a destra la rocca su San Vigilio, nostra prossima meta.

Punta San Vigilio, Lago di Garda

Punta San Vigilio, Torri del Benaco. Benché la dimora sia privata e dunque sia chiusa ai turisti, il passaggio che dalla strada giunge alla riva del Lago è aperto. Foto Bussolengo.net

 

Iniziamo così la discesa di 600 m nel bosco, sulla strada asfaltata che si immette sulla via che porta da Garda ad Albisano.

Altri 500 m di leggera salita e raggiungiamo località Le Scaie (a sinistra la strada per il Monte Luppia) e poi località Le Sorte.

Qui la strada diventa sterrata e passa prima tra gli ulivi e poi nel bosco.

Dopo 700 m, in località Murette, scendiamo verso destra e poi ancora a destra raggiungendo località Ca’ Bianca e la Villa sul Lago.

A destra vi è una stradina che scende nel bosco, percorribile solo in parte in bicicletta. 

 

Terza tappa in bicicletta: Rocca di Punta San Vigilio – Bardolino

Continuiamo la discesa in direzione Garda e ci immettiamo in una strada di ciottoli.

Arriviamo a breve sul bordo di un dirupo che dà sulla Baia delle Sirene e Punta San Vigilio.

 

Punta San Vigilio-Lago di Garda

Baia delle Sirene: la magnifica spiaggia sulla sponda orientale del Lago è a pagamento. Se vuoi fermarti sul sito Parco Baia delle Sirene troverai tutte le informazioni. Foto di Fabio Trentini (Allmost MTB)

 

La strada continua poi verso sud in direzione Garda con meravigliosi scorci su Punta San Vigilio e la baia di Garda.

Ci immettiamo ora sulla statale, purtroppo sempre molto trafficata e continuiamo in direzione Garda. Dopo circa 100 m imbocchiamo la strada che ha uno sbarramento per le moto e raggiungiamo il lago costeggiando il muro di una villa.

Il primo tratto del lungolago è in ghiaia, poi diventa lastricato. Attraversiamo il paese di Garda: qui le possibilità di fare una sosta sono infinite. 

Per tornare a Bardolino costeggiamo il lago fino ad arrivare all’estremo opposto del paese, dove prendiamo il lungolago Garda/Bardolino.

 

cicloturismo garda

Cicloturismo sul Lago di Garda: la pista ciclabile Limone-Capo Reamol, che fa parte del progetto Garda by bike, è stata definita la pista ciclabile più bella d’Europa

 

Piste ciclabili e giri in bicicletta. Ecco gli articoli sul cicloturismo sul Lago di Garda:

>>  Estate in bicicletta sul Lago di Garda: Limone-Riva, Garda by Bike, Sentiero del Ponale e giro su due ruote dell’Alto Garda

>>  In bicicletta sul Lago di Garda: da Peschiera a Verona, a Mantova e sul Monte Baldo

>>  Cicloturismo: le più belle piste ciclabile dell’Alto Garda e della zona del Lago del Trentino

>>  In bicicletta lungo la Strada dei Vini e dei Sapori del Garda: 6 percorsi tra Sirmione, Salò e le colline della Valtènesi

Per maggiori informazioni ti consigliamo contatta il nostro partner Bike Experience di Fabio Boeti e Allmost MTB di Francesco Trentini e scegliere con loro il percorso che più incontra i tuoi desideri (foto di copertina di Francesco Trentini).

Scopri la sezione dedicata al Lago di Garda: camminate, cicloturismo, percorsi consigliati, turismo del vino. 

 

Cicloturismo Strada del Vino Bardolino - panorama dei vigneti di Bardolino sul Lago di Garda

Cicloturismo sul lago di Garda: il percorso che ti abbiamo proposto si svolge in parte sulle colline dell’entroterra dove si produce il vino Bardolino

 

Enoturismo e bicicletta: scopri i vini del lago di Garda

Se amate il buon vino, una gita in bicicletta può prevedere anche una sosta in una delle tante cantine che si trovano lungo il tragitto.

La sponda veronese del lago si caratterizza per la produzione dei vini Bardolino e del Bardolino Chiaretto, il vino rosa dell’estate.

Senza dimenticare lo spumante Garda Doc, altro bianco molto amato. E, alle spalle del lago, i vini Custoza.

La zona di Peschiera, insieme a Sirmione, è invece la patria del vino Lugana.

 

Enoturismo e vini del Lago di Garda

Vino Bardolino e vino Bardolino Chiaretto: una gita in bicicletta può essere l’occasione per assaggiare gli ottimi vini del lago di Garda

 

Scopri le CANTINE DEL VINO LUGANA

Scopri le CANTINE DEL VINO BARDOLINO E DEL BARDOLINO CHIARETTO

Scopri le CANTINE DEL VINO CUSTOZA

Scopri le CANTINE DELLO SPUMANTE GARDA DOC


Articolo a cura di 
Sara Soliman
info@veronawinelove.com
*** Sara Soliman è titolare di Studio AEsse Communication, agenzia web veronese. Dal 2016 si occupa di copywriting e di web marketing per le Pmi. 

 


PISTA CICLABILE DI LIMONE SUL GARDA: CHE EMOZIONE!

 

 

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Settembre: tempo di funghi. Abbiamo chiesto a Cristian Maitan, miglior Sommelier AIS del Veneto 2018, qualche consiglio su quale vino abbinare a piatti con funghi

Settembre: tempo di funghi. Abbiamo chiesto a Cristian Maitan, miglior Sommelier AIS del Veneto 2018, qualche consiglio su quale vino abbinare a piatti con funghi

Verona-Wine-vino-enoturismo

Settembre è il periodo dei funghi, eclettici prodotti della terra, anzi del bosco, inebrianti per la loro spiccata aromaticità o per una lieve e delicata saporosità.

I funghi si prestano a svariate preparazioni culinarie: semplicemente crudi in sottili lamelle per esaltare al massimo il loro profilo aromatico, oppure alla griglia, impanati e fritti, al burro o trifolati. Da soli o accostati a pasta e riso, dando vita a gustosi primi piatti.

Abbiamo chiesto a Cristian Maitan, miglior Sommelier del Veneto 2018 e titolare del ristorante Nuovo Ranch di Ponte di Piave (Treviso), qualche consiglio su quale vino abbinare a ricette a base di funghi.

sommelier

Cristian Maitan, miglior Sommelier Veneto del 2018 (foto di www.aisitalia.it)

 

Benvenuto Cristian, oggi parliamo di abbinamento del vino con i funghi, che possono avere aromaticità molto diverse, e che possono pertanto segnare inequivocabilmente o delicatamente i tratti del piatto in cui sono coinvolti. Quali sono i fattori da considerare per raggiungere quel magico connubio vino-funghi?

Sicuramente la tipologia, l’aromaticità e l’intensità gustativa influiscono sull’abbinamento, aspetto però altrettanto importante è come i funghi vengono trattati.

Prendiamo come esempio il porcino: può essere servito crudo, fritto, trifolato, in padella oppure grigliato, donando percezioni gustative totalmente diverse e che condizioneranno il nostro abbinamento. 

Per la scelta del vino, teniamo a mente le tipologie del nostro piatto e giochiamo con le sue caratteristiche: più fresco e fragrante per le proposte più delicate, più intenso e con percezioni più spiccate quando il piatto è complesso.

Fattore fondamentale è l’aromaticità, il vino deve sempre avere profumi abbastanza intensi da reggere la sfida.

Quali sono i piatti autunnali proposti dallo chef del Ristorante Nuovo Ranch ideali per un abbinamento con un vino rosso?

L’autunno è periodo di funghi, ma non solo: troviamo il tartufo, la zucca, la selvaggina  e tanto altro.

Ecco che combinando questi ingredienti, dotati tutti di spiccata personalità, possiamo sbizzarrirci con abbinamenti tradizionali con vitigni autoctoni e abbinamenti inusuali con vini internazionali.

Parliamo del re dei funghi, il porcino. E’ uno dei funghi più versatili in cucina, con quali etichette è buona norma associarlo?

La tipologia dei funghi utilizzati per la zuppa diventa un fattore importante. Anche la palette dei colori con gli abbinamenti varia dai vini bianchi di media struttura e di buona aromaticità per creme più delicate ai vini rossi con tannini delicati, di buona freschezza e media struttura, come per esempio una Barbera, Pinot nero Alto Adige oppure un Valpolicella Classico quando la preparazione è più ricca e intensa.

Ricordiamoci anche degli abbinamenti territoriali, per esempio: zuppa di funghi del Cadore con un buon bicchiere di Pavana.

 

funghi porcini e vini

Funghi porcini

 

Con un piatto di risotto ai funghi mantecato potremmo azzardare una bollicina?

La mantecatura dona grassezza, inoltre il riso è una materia prima dotata di estrema tendenza dolce, ancor di più se cotto con un ulteriore ingrediente con le stesse caratteristiche, come per esempio le patate, la zucca o i funghi nel nostro caso.

Ecco che allora la bollicina ripulisce tutta la cremosità del risotto e dona estrema piacevolezza.

Con le minestre, creme o zuppe a base di funghi dove si rivolge la vostra scelta dei vini?

La versatilità dei porcini in cucina è la stessa negli abbinamenti.

Da crudo chiede vini bianchi con buona aromaticità e freschezza, come un sauvignon blanc A.A. oppure un Incrocio Manzoni 6.0.13.

Diversamente, se utilizzato come condimento per una pasta , ecco che con un buon calice di Chardonnay di spessore (pensiamo alla Borgogna oppure a qualche uvaggio Friulano) trova il giusto connubio. In zuppa, come già accennato, con vini rossi delicati.

La grigliatura rende più aspro l’abbinamento: attenzione al tannino dei vini rossi che potrebbe creare sensazioni tendenzialmente amare.

Anche per i bianchi non c’è vita facile poiché devono tenere testa all’intensità della grigliatura, nello specifico vini con breve macerazione e di suadente morbidezza potrebbero aiutare.

 

Piatto a base di funghi

Piatto a base di funghi

 

 

Qual è l’abbinamento vino-pietanza che riscontra più successo nel vostro ristorante Nuovo Ranch?

Non parlerei solo di un unico abbinamento, ma più che altro di un percorso.

Ci teniamo particolarmente a valorizzare il Vitigno simbolo dell’area del Piave, il Raboso, che riusciamo ad abbinare a molti dei nostri piatti in modo da permettere al cliente di vivere un’esperienza culinaria personalizzata, dall’antipasto fino al dolce, dimostrando così la versatilità e le molteplici sfaccettature di questo storico vino.

 

Articolo a cura di Sara Soliman
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Consulta Vinetia: la Guida AIS 2020 ai Vini del Veneto

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Visita Castellaro Lagusello, a Mantova, uno dei più bei Borghi d’Italia. Il Castello di Noarna, vicino Trento, è invece la meta perfetta per unire cultura e vino

Visita Castellaro Lagusello, a Mantova, uno dei più bei Borghi d’Italia. Il Castello di Noarna, vicino Trento, è invece la meta perfetta per unire cultura e vino

Castellaro Lagusello è uno dei Borghi d’Italia più visitati ed è incantevole anche la sera, quando viene illuminato.

Se ami gli antichi borghi una gita a Castellaro Lagusello o a Castel Noarna in Vallagarina, è quello che fa per te.

Nel fine settimana ci si organizza per trascorrerlo in famiglia o in compagnia, magari con qualche gita fuori Verona.

Nella nuova sezione Gite fuori porta del sito Verona Wine Love, abbiamo per questo raccolto qualche interessante gita da fare in giornata.

I percorsi spaziano dalla sempre splendida Mantova al Lago di Garda, dai Castelli del Trentino alle Strade del Vino, per chi ama unire cultura e turismo del vino.. E Castel Noarna, circondato dai vigneti, ne è un esempio.

 

COSA VEDERE A CASTELLARO LAGUSELLO, UNO DEI BORGHI D’ITALIA PIÙ VISITATI

Castellaro Lagusello è un incantevole piccolo borgo medievale che fa parte del circuito “I Borghi più belli d’Italia”, Patrimonio dell’Unesco e “Bandiera Arancione” del Touring Club.

Ti consigliamo di visitare Castellaro entrando nel borgo da nord. Si respira subito un’aria d’altri tempi.

L’imponenza del mastio e dell’antica fortezza, la Chiesa barocca dedicata a San Nicola, ti sorpenderà.

Scoprirai un susseguirsi di palazzi di pietra con splendidi cortili verdi e attorniati da mura con merletti.

Un contesto che fonde l’atmosfera della storia con la rigogliosa natura circostante. Non ti accorgerai di giungere, in una mezza giornata, alla fine del percorso.

 

Castellaro Lagusello, Mantova

Vista sul borgo di Castellaro Lagusello (Mantova)

 

Nella piazzetta principale, se si desidera fare una sosta, ci si può fermare in un bar che offre ai clienti un giardino ombreggiato.

È possibile visitare Villa Arrighi, che si affaccia sul famoso laghetto a forma di cuore, chiamato “il laghetto degli innamorati” e riserva naturale del Parco del Mincio.

Altra particolarità di Castellaro Lagusello, frazione del comune di Monzambano, è quella di essere zona di vini Doc: il Tocai (bianco) e il Merlot (chiaretto e rosso). Sono vini che si accompagnano benissimo ai piatti della cucina locale, di chiara impronta mantovana.

Si possono visitare, inoltre, altre belle località in zona. Ti consigliamo Valeggio sul Mincio e il Parco Sigurtà, o Borghetto sul Mincio e la bella città di Mantova.

 

CASTEL NOARNA, TRA AFFRESCHI E VINO BIOLOGICO

Castel Noarna, a 6 Km da Rovereto, si presenta come un antico borgo medievale ancora ben conservato e immerso nei vigneti.

Quello che in passato era un borgo fa parte oggi del Castello: entro le mure troviamo il mastio, la chiesetta, un gran cortile e saloni ad archi splendidamente decorati e affrescati.

Gite fuori porta, enoturismo, Castel Noarna, Vallagarina

Una visita a Castel Noarna, in Vallagarina, unisce cultura e turismo del vino

 

È possibile visitare anche la cantina del Castello, ricavata negli antichi volti della struttura.

 

TURISMO DEL VINO: IN COSA CONSISTE LA VISITA A UNA CANTINA?

La tipica visita guidata in un cantina comprende:

  • una passeggiata tra i vigneti, dove il vigneron illustra i vitigni autoctoni e le tecniche di coltivazione,
  • la visita nella cantina vera e propria, dove il vino si perfeziona nelle botti di diverse forme e tipi di legno,
  • la degustazione dei vini prodotti, spesso accompagnati da pane, salumi e formaggi locali.
Enoturismo - Turismo del Vino - Enogastronomia

Visita ai vigneti. Il turismo del vino sta conoscendo un vero e proprio boom

Due diverse escursioni, due gite fuori porta entrambe interessanti.

Castellano Lagusello, tra i più bei Borghi d’Italia e con il suo laghetto a forma di cuore, ti sorprenderà per la cura e la buona conservazione dei suoi palazzi.

Castel Noarna, vicino a Trento, ti permette invece di unire la visita a un antico borgo a una visita in cantina alla scoperta del vino biologico.

Articolo a cura di Sara Soliman
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