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Natale 2021, i consigli per risparmiare sui consumi di energia elettrica

Natale 2021, i consigli per risparmiare sui consumi di energia elettrica

Quest’anno il trend natalizio è essere “green”: sia nell’organizzazione del nostro Natale che nella scelta dei regali.

Le tematiche di sostenibilità e rispetto per l’ambiente sono sempre più attuali e influenzano la maggior parte delle famiglie e dei loro atteggiamenti verso i consumi.

Ecco perché quest’anno sotto l’albero non potranno mancare i prodotti bio, naturali e ecosostenibili che non solo sono utili nella vita di tutti giorni ma contribuiscono anche alla tutela dell’ambiente con processi di produzione non inquinanti.

Cinque idee del 2021 per regali green, a basso prezzo

Una borraccia termica plastic free. Le borracce ormai sono un must e sono già presenti su molte scrivanie ed in molti zaini, ma quelle create totalmente senza plastica sono la nuova frontiera che aiuta a combattere l’inquinamento ambientale e soprattutto marino. Regalo immancabile sotto l’albero quest’anno!

Una shopper per la spesa realizzata con cotone biologico riutilizzabile che andrà a prendere il posto dei soliti sacchetti di plastica che sono uno dei fattori che primi tra tutti partecipa alla formazione di inquinamento ambientale. Se hai un po’ più di budget puoi optare anche per un pratico zainetto in cotone biologico.

Una powerbank con pannello solare incorporato, per ricaricare tutti i vostri dispositivi ma in modo sostenibile, sfruttando cioè l’energia del sole invece di usufruire della vecchia presa di corrente. Nota da non sottovalutare: non rimarrai mai più senza batteria poiché non corri il rischio di dimenticare di ricaricare la vostra powerbank.

Elettrodomestici a basso consumo energetico: un regalo più classico, ma perfetto per chi si trasferisce, arreda casa o ama cucinare. Fa parte dei trend dell’anno, grazie alle nuove tecnologie messe a punto per il risparmio energetico degli elettrodomestici, da sempre fonte di grandi consumi ed alte bollette della luce. Ricordati di controllare che la classe energetica del prodotto sia di tipo “A”!

Un albero. Può sembrare strano, ma stanno proliferando i siti e le associazioni che permettono, a cambio di un piccolo contributo, di aiutare le foreste di tutto il mondo a non perdere la propria vegetazione

Queste associazioni si occuperanno di piantare il tuo albero dove preferisci così da poterlo veder crescere negli anni. Se scegli una quercia secolare, beh farà parte anche della tua eredità!

Le decorazioni a cui non avevi pensato

Tutti gli addobbi natalizi dalle luci, ai presepi animati e dalle luminarie esterne alle decorazioni elettriche consumano energia e non poca. Per chi è attento all’ambiente ma allo stesso tempo adora il periodo natalizio, prendere la giusta decisione non è affatto facile.

Ecco allora che per limitare lo spreco superfluo di energia senza rinunciare alle decorazioni, si può optare per alcune decorazioni natalizie ottenute con prodotti riciclati o non inquinanti ed a prezzi irrisori:

  • palline realizzate con perline riciclate da vecchi indumenti,
  • pigne raccolte nel bosco con conetti di carta argentata all’interno per farle luccicare,
  • fiocchi ritagliati da stoffe non più utilizzate,
  • angeli di vetro da appendere alla porta o sull’albero di Natale invece di quelli soliti in plastica,
  • coccarde di cartapesta all’ingresso,
  • luci e lampadine da esterno ad energia solare

Tutti questi prodotti li puoi comprare nel negozio della tua città. Oppure con una ricerca su AMAZON

Se poi non riesci a rinunciare alle luminarie in casa, non preoccupati, ci sono accorgimenti che possiamo prendere per consumare meno energia e salvaguardare l’ambiente e la nostra bolletta della luce. Vediamo.

Come evitare l’aumento di consumi e utenze a Natale

Innanzitutto ricordiamoci che rispettare l’ambiente vuol dire consumare meno energia. Quindi essere green implicherà fare attenzione a ridurre i consumi elettrici e risparmiare sulle relative spese in bolletta.

Qualche consiglio su come fare? Eccone 4 che ti saranno molto utili ed a cui probabilmente non avete fatto attenzione prima:

  • Predili lampadine e luci a led rispetto a lampadine tradizionali, consumano meno e durano di più
  • Accendi le decorazioni natalizie solo quando siete a casa e spegnetele quando andate a dormire
  • Tieni sotto controllo il riscaldamento della vostra casa, la temperatura consigliata è 20 gradi. Ricordate che è inverno, non c’è bisogno di essere in pantaloncini in casa
  • Sceglie una tariffa luce e gas adeguata alle ore in cui sei maggiormente in casa. Si chiamano tariffe “monoraria” o “bioraria” e vi consentono di pagare meno l’energia elettrica in alcuni momenti della giornata

Questo articolo è stato redatto, con i relativi consigli, da Federica Fiori della redazione di Pronto Bolletta
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Verona: dove mangiare, dove dormire e i vini veronesi di qualità

Se sei a Verona o se vieni in viaggio oppure in gita, non dimenticare cosa la Città dell’Amore offre. Ecco i siti con le proposte per dormire, mangiare e acquistare online i vini veronesi.
Il cinema a Verona è un film con il fascino del buio in sala. Ma è anche il gusto di una pausa enogastronomica.

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Caffè in cialda? Dalla Caffè Borbone le capsule sostenibili a livello ambientale

Caffè in cialda? Dalla Caffè Borbone le capsule sostenibili a livello ambientale

Sei un appassionato di caffè? Ami i prodotti ad alta sostenibilità ambientale? La scelta non può che cadere sul caffè in cialda che abbia un packaging rispettoso dell’ecosistema.

Ecco, allora, l’interesse per la notizia che l’azienda di torrefazione napoletana Caffè Borbone lancia la capsula compostabile in biopolimero, realizzata attraverso processi biologici che conferiscono al prodotto finale un’elevata biodegradabilità.

A caratterizzare questa cialda per macchine da caffè a uso domestico, anche un top in carta filtro, che consente un’estrazione naturale del caffè, garantendo un espresso “green”, a prova di bar.

Le capsule possono essere gettate direttamente nel contenitore dei rifiuti organici, senza nemmeno eliminare il caffè contenuto al loro interno, e ricavare un ottimo compost per fertilizzare terreni.

Un prodotto innovativo, ma anche un grande gesto di responsabilità e di consapevolezza verso l’ambiente – scrive la Caffè Borbone in un comunicato – da parte dell’azienda partenopea che, inizialmente, riguarda le capsule Don Carlo “Miscela Oro” e “Miscela Rossa” – compatibili con macchine a marchio Lavazza®* A Modo Mio®*– della linea professional in vendita nei negozi specializzati.

Questa novità si deve, soprattutto, al reparto Ricerca&Sviluppo di Caffè Borbone. Un reparto, scrive l’azienda napoletana nel comunicato “sempre più votato alla qualità e alla creazione di pack pratici e allo stesso tempo sostenibili, che possono fregiarsi, tra l’altro, del marchio FSC®”.

Il marchio FSC®, relativo a una gestione forestale responsabile, certifica il packaging esterno, mentre il CIC® (Consorzio Italiano Compostatori) garantisce la compostabilità del contenitore.

Con l’impegno di un uso sempre più responsabile delle risorse, che include il riutilizzo delle materie prime, la capsula compostabile rappresenta una scelta dal valore sociale, economico ed ambientale. Un’evoluzione che, se osservata da tutti, può davvero fare la differenza.

“Come Caffè Borbone ci siamo orientati verso la compostabilità, la riciclabilità e tutto ciò che è virtuoso”, osserva Massimo Renda, fondatore nonché attuale Presidente esecutivo di Caffè Borbone, “valorizzando i profumi, gli aromi e sapori veri, che, alla fine, sono quelli determinanti per il successo dell’azienda e del prodotto”.

L’azienda partenopea puntualizza che *Lavazza ®, *A Modo Mio ®, *Lavazza A Modo Mio ®, *Espresso Point ® e *Lavazza Espresso Point ® sono marchi di proprietà di Luigi Lavazza S.p.A. ®.
Caffè Borbone Srl è un produttore autonomo non collegato alla Luigi Lavazza S.p.A.®.

La compatibilità delle capsule Caffè Borbone è comunque funzionale all’utilizzo con macchine da caffè ad uso domestico Lavazza ® Espresso Point ® – Lavazza ® A Modo Mio ®

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CIALDE PER CAFFÈ E MACCHINE PER CAFFÈ: CONSIGLI PER GLI ACQUISTI

Vuoi acquistare le capsule Caffè Borbone? Le puoi trovare su AMAZON

Se invece vuoi comprare una macchina per caffè a uso domestico, la trovi su AMAZON

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Verona: dove mangiare, dove dormire e i vini veronesi di qualità

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Teatro Ristori di Verona, il 29 dicembre 2021, il grande Gospel con Eric Waddell

Teatro Ristori di Verona, il 29 dicembre 2021, il grande Gospel con Eric Waddell

Al Teatro Ristori primo appuntamento della rassegna “Festeggia con noi”, mercoledì 29 dicembre 2021, alle ore 20. Protagonista il carisma di Eric Waddell, leader e vocalist di The Abundant Life Singers, uno dei gruppi Gospel. americani di spicco

Uno dei gruppi di spicco di Baltimora, Maryland, nella sua prodigiosa crescita, il coro ha raggruppato via via un numero sempre crescente di vocalist fenomenali: al momento il coro conta circa cinquanta coristi e una band d’eccezione.  

Sotto la direzione di Eric Waddell, front-man e leader del gruppo, ha raggiunto un livello di perfezione vocale che ci ricorda le formazioni di Hezekiah Walker e Ricky Dillard.

Il gruppo ha debuttato in Italia nel dicembre 2017 riscuotendo uno straordinario successo di pubblico e critica. Fra le prestigiose date del tour ricordiamo i concerti a: L’Aquila, con i Solisti Aquilani, il Concerto di Capodanno in Piazza a Firenze, il concerto del Primo dell’Anno nella Piazza del Campo a Siena.

Il gruppo si è esibito in prestigiosi teatri di tutto il Paese fra cui: il Petruzzelli di Bari, la Tuscany Hall di Firenze, la Basilica di San Lorenzo a Napoli, il Teatro Bellini di Catania, la Chiesa Del Collegio di Trapani e molti altri ancora.

Nella sua carriera il gruppo ha condiviso il palco con leggende quali Pastor Timothy Wright e Albertina Walker; con stelle del gospel quali BeBe & CeCe Winans, Pastor Marvin Sapp, Vashawn Mitchell, Vanessa Bell Armstrong, Pastore Charles Jenkins, Dorothy Norwood, Keith Pringle e il leggendario Dottie Peoples.

Eric Waddell e gli Abundant Life Singergs stanno lasciando un’impronta significativa anche nel mondo discografico.

Fra le incisioni più significative ricordiamo: il CD di debutto “Put a Praise On It” (settembre 2012); “Hour of Power” (marzo, 2013); CD Release in collaborazione con Overseer Kervy Brown and Isaiah D. Thomas (maggio 2013). Nel marzo 2017 è uscito il loro ultimo album “The Church Sound.” Nel luglio 2014 ha ricevuto due riconoscimenti al Rhythm of Gospel Awards come miglior CD Tradizionale dell’anno, Year & Best Performances by Choir/Director.

Fra le apparizioni più significative ricordiamo: nell’agosto 2014 al BET’s Bobby Jones Gospel; nel settembre 2015 per il mese del Gospel Heritage Month presso il Kennedy Center; nel gennaio 2017 esibizione per l’Inaugurazione del nuovo mandato presidenziale. Eric Waddell & The Abundant Life Singers hanno viaggiato in tutti gli States diffondendo con fervore il messaggio evangelico che ispira la loro musica.

Eric Waddell è uno fra i più eccellenti Ministri di Musica e direttore di coro: nella sua carriera ha prestato la sua opera in numerosissime Chiese.
Famoso docente e compositore ha studiato presso il Conservatorio Peabody come salmista. Il suo amore per il gruppo da lui stesso creato, The Abundant Life Singers.  

Molti dei brani in repertorio sono di sua composizione: un sound che abbina le sonorità del gospel tradizionale con le nuove tendenze del contemporary gospel.

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Pizza e vino. Pizze autunnali e quali vini abbinare a pizze bianche e rosse. Leggi le gustose proposte del blogger pizzaiolo Andrea Braga

Pizza e vino. Pizze autunnali e quali vini abbinare a pizze bianche e rosse. Leggi le gustose proposte del blogger pizzaiolo Andrea Braga

In che modo possiamo gustare, anche nella stagione autunnale, un ottimo abbinamento tra pizza e vino?

Quali pizze autunnali possiamo gustare? E con quale vino accompagnarle?

Abbiamo già visto come abbinare i vini alle pizze. Ora vediamo come creare abbinamenti sfruttando i prodotti gastronomici che una stagione ricca come l’autunno ci offre.

 

Pizza e vino: i prodotti stagionali dell’autunno

Innanzitutto, prima di pensare agli abbinamenti tra pizze e vino, dobbiamo conoscere quali sono i prodotti principali che l’autunno ci offre.

Per preparare le nostre pizze autunnali dobbiamo quindi avere ben chiari quali sono i prodotti autunnali per eccellenza.

Simbolo dell’autunno sono i marroni e le castagne e le caldarroste che, siamo abituati a gustare passeggiando per i caratteristici mercatini che iniziano ad affollare le piazze cittadine.

 

Prodotti e ingredienti autunnali

I tipici prodotti autunnali, dalla zucca alle castagne, simbolo vero e proprio della stagione

 

Altra grande protagonista dell’autunno è la zucca, la protagonista indiscussa del mese di ottobre.

Non mancano poi i funghi, barbabietole e radicchio rosso, e non dimentichiamoci del carciofo, del broccolo e della verza.

E poi i frutti di bosco, del caco e dei fichi.

L’autunno rappresenta quindi una stagione molto ricca di ingredienti versatili e di semplice preparazione.

 

Le pizze autunnali: quali ingredienti e quali abbinamenti con i vini

Quando parliamo di pizza, anche in autunno dobbiamo sempre tener a mente la distinzione tra pizze bianche e pizze rosse.

La presenza della salsa di pomodoro significa acidità e questo è un elemento fondamentale per quanto riguarda la scelta del vino, che tratterò più tardi.

Partiamo dalle pizze bianche. O meglio da una pizza “arancione”. Invece di usare la salsa di pomodoro useremo infatti una crema di zucca.

 

Pizza con crema di zucca

Pizza con crema di zucca, ricotta e rosmarino. Materie prime semplici che combinate insieme, regalano un gusto ricco e avvolgente

 

Nulla di complicato, basterà pulire la zucca dalla buccia e dai semi, tagliarla a pezzi e cuocerli al vapore.

Una volta cotti, andremo a tagliare la zucca a pezzi e li ridurremo in purea, aggiustando il sapore con sale e pepe.

Questa semplice crema di zucca ci servirà come base per le nostre pizze “arancioni”.

La prima pizza sarà infatti una pizza che incarnerà alla perfezione l’autunno: crema di zucca, mozzarella fiordilatte, mortadella e granella di pistacchi tostati.

Questa pizza, dal sapore ricco e avvolgente necessità di vini capaci di “sgrassare” il palato e ripulire la bocca.

La scelta ricadrà quindi su vini bianchi come il Custoza (Metodo Charmat) o su spumanti come il Soave e il Durello.

Un ottimo abbinamento anche con un prosecco come il Gambellara.

Passiamo ad un’altra pizza bianca.

Tenendo conto degli ingredienti autunnali, potremmo preparare una pizza bianca con: mozzarella fiordilatte, salsiccia, radicchio rosso e granella di nocciole o noci.

 

Pizza bianca con radicchio e salsiccia

Pizza bianca con salsiccia, radicchio rosso e granella di noci tostate

 

Spostiamoci sulle pizze rosse.

Qui troviamo gusti classici come la Capricciosa, con prosciutto cotto, funghi e carciofi.

Se si vuole invece optare per pizze più particolari: salsa di pomodoro, mozzarella fiordilatte, porcini trifolati e, fuori cottura, fette di coppa stufata.

Come ho scritto prima, per quanto possa essere o non essere condita, la salsa di pomodoro è tendenzialmente acida.

E non vogliamo accentuare quest’acidità con il vino che andremo ad abbinare alla nostra pizza.

Perfetti dunque vini rossi come il Bardolino Novello o vini come il Chiaretto.

Un ottimo risultato l’avremo abbinando alla pizza rossa anche vini come il Chardonnay.

La pizza possiamo consumarla in casa. O gustarla in una delle nostre ottime pizzerie.

In ogni caso, l’abbinamento azzeccato è fra pizza (rossa o bianca) e vini di qualità.

 

Articolo a cura di Andrea Braga
Blogger e pizzaiolo

Vini di Sicilia: il Moscato siracusano che conquistò lo scrittore Mario Soldati. Viaggio, fra storia e cultura, in quello che è considerato il più antico vino d’Italia

Vini di Sicilia: il Moscato siracusano che conquistò lo scrittore Mario Soldati. Viaggio, fra storia e cultura, in quello che è considerato il più antico vino d’Italia

 

Sicilia, da sempre patria di vini dolci.

Il Marsala, il Passito di Pantelleria, la Malvasia delle Eolie che, qualche anno fa, ho potuto degustare in loco, sono solo alcuni dei più noti.

Alcuni dei vini di Sicilia dolci appartengono alla grande famiglia dei Moscati italiani e, in particolare, a quella del Moscato bianco.

Il Moscato bianco è considerato uno dei principi della viticoltura italiana: un’uva a bacca bianca molto profumata, fortemente aromatica e pregiata, dalle antichissime origini e diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo.

Nella zona sudorientale della Sicilia, dove l’estremità dell’isola si protende verso l’Africa, le uve di Moscato bianco trovano nel peculiare terroir il complice perfetto per diventare Moscato di Siracusa.

E’ un vino siciliano dolce tipico della zona e considerato dagli studiosi il vino più antico d’Italia.

Questa è la storia del mio incontro con il Moscato di Siracusa.

Lo scrittore Mario Soldati lo scoprì, degustò e amò durante la tappa siracusana del suo viaggio in lungo e in largo per la penisola italiana.

Ma la storia di questo vitigno autoctono nonché vino pregiato siciliano – anzi, siracusano – risale ai tempi degli antichi Greci.

Lo chiamavano, infatti, Biblino o Pollio: con questi nomi si riferivano a un vino dolce che, a tutti gli effetti, oggi possiamo considerare come l’antenato del Moscato di Siracusa.

 

 

vini di sicilia il moscato siracusano che conquistò Soldati

Vini di Sicilia: l’uva da cui nasce il Moscato siracusano che conquistò lo scrittore Mario Soldati

 

Il Moscato di Siracusa raccontato da Saverio Landolina Nava

Sembrerà strano, ma la vera storia del Moscato di Siracusa l’ho scoperta solo qualche anno fa, quando Siracusa, patria di questo vino, ha celebrato i 2750 anni dalla sua fondazione.

La fondazione di Siracusa è avvenuta nel 734-733 a. C. per opera dei Greci giunti dalla madrepatria alla ricerca di nuove terre in cui insediarsi.

Nel 2017, il Moscato di Siracusa è stato scelto come vino ufficiale di questo speciale “compleanno” della città.

Ed è stato proprio Sebastiano Gulino, uno degli storici produttori siracusani di Moscato a farmi conoscere le origini di questo vino dolce davvero speciale.

Ancora oggi, a ogni vendemmia di Moscato – che avviene nel mese di agosto – insiste bonariamente perché assaggi qualche acino.

Puntualmente, ogni volta che lo faccio, resto estasiata dalla squisitezza di quest’uva.

Le Cantine Gulino producono un Moscato di Siracusa a cui hanno dato il nome “Don Nuzzo”.

 

vini di sicilia la vendemmia delle uve moscato

La vendemmia delle uve moscato da cui nasce il Moscato di Siracusa, il più antico vino d’Italia

 

Siracusa“, ama sottolineare sempre Sebastiano Gulino, delle Cantine Gulino, “è zona di elezione del Moscato: le loro storie, quella della città e quella di questo vitigno, sono fortemente intrecciate l’una all’altra”.

Furono, infatti,  i colonizzatori greci a portare ceppi di questo vitigno a Siracusa e a introdurre e diffondere la coltivazione della vite Sicilia.

Tutto vero, se seguiamo il filo dei ragionamenti e la ricostruzione dotta e dettagliata di Saverio Landolina Nava.

Un percorso a ritroso nei secoli, custoditi in un libello dal titolo “Il vino Pollio siracusano”, in cui lo storico e archeologo aretuseo, vissuto nel 1700, ricostruisce le origini storiche del vitigno.

E lo fa mettendo a sistema le fonti antiche e i riferimenti a partire da Omero ed Esiodo.

Come un grande mosaico che prende forma tessera dopo tessera, la sua testimonianza rappresenta un vero e proprio trattato di enologia.

Un trattato nel quale, raffrontando le tecniche di vinificazione in uso a Siracusa ai tempi dei Greci per il vino Biblino o Pollio con quelle del Moscato a lui contemporanee, Landolina Nava giunge alla conclusione che fossero le stesse.

Da qui l’affermazione che quel vino, tanto apprezzato dagli antichi siracusani, da re e tiranni, al punto da chiamarlo come uno di essi (Pollio deriva da Pollis, leggendario re siracusano d’età arcaica), altro non fosse che l’antenato del Moscato di Siracusa e, quindi, il vino più antico d’Italia.

Saverio Landolina Nava aveva una vera passione per i vini di Sicilia e, nonostante fosse quasi astemio, ogni occasione era propizia per consigliare ai suoi amici un buon bicchiere di “linfa divina della terra di Sicilia”.

Non a caso Sebastiano Gulino ama definire il vino che si ottiene da questo vitigno storico siracusano un “calice di storia”.

Perché il Moscato di Siracusa è più di un semplice vino tipico siciliano.

 

 

vini di sicilia appassimento uve moscato su graticci di canne

L’appassimento delle uve moscato su graticci di canne. Da qui nasce il Moscato di Siracusa, vino siciliano dal gusto travolgente

 

 

La storia di Siracusa in un vino siciliano travolgente

Il Moscato di Siracusa un’esperienza culturale e sensoriale travolgente.

Ogni sorso racchiude racconti, miti e leggende di una città che vanta più di duemila anni di storia ed è stata, per secoli al centro del Mediterraneo.

Siracusa è infatti un luogo d’incontro tra popoli e culture le cui tracce sono, ancora oggi, evidenti nella sua stratificazione culturale e leggibili nei suoi monumenti.

Nel bicchiere è un’esplosione di luce, quasi avesse catturato dentro di sé i caldi raggi del sole di Sicilia.

Da buon siciliano, sa intrattenere in modo piacevole con le sue prevalenti note di miele e frutta gialla (pesche e albicocche).

E’ un Moscato che sa inebriare con i sentori di fiori d’arancio che evocano lunghe estati siracusane, tra muretti a secco e le fronde degli alberi accarezzate dalla brezza marina.

Infine, conquista con la sua dolcezza, irriverente come il dialetto siculo, mai eccessiva e stucchevole, in un’armonia perfettamente bilanciata.

C’è stato un momento, però, in cui i vitigni di Moscato hanno rischiato di scomparire, cancellati dalla terribile epidemia di fillossera che, nel corso del 1800, devastò la viticoltura europea, minacciando numerosi vitigni autoctoni italiani.

A seguito del passaggio di questo parassita – che aggredisce le radici delle viti – la superficie vitata in Sicilia passò da 320.000 ettari a 175.000.

Quando, nel 1884, giunse anche a Siracusa, decimò gran parte dei vitigni di Moscato e, per un certo periodo di tempo, di questo prezioso vitigno e delle uve moscato si persero le tracce.

 

 

Vini di Sicilia il moscato siracusano che conquistò Mario Soldati - 3- Verina Wine Love

Vini di Sicilia: il Moscato di Siracusa “Don Nuzzo”, prodotto dalle Cantine Gulino

 

Solo nel 1973 è stato approvato il disciplinare di produzione della Doc del Moscato di Siracusa.

L’impegno di alcuni produttori siracusani, innamorati del proprio territorio e decisi a restituire al Moscato di Siracusa il posto che merita nella storia e viticoltura siracusana, ha sancito, a partire dagli anni Novanta, la rinascita di questo vitigno autoctono.

Oggi il Moscato di Siracusa – questo vino di Sicilia ricco di storia – è protagonista di punta della cultura e dell’enogastronomia siracusana come vino dolce d’eccellenza e come ingrediente speciale per deliziose produzioni di pasticceria: il sorbetto, il gelo e il gelato di Moscato di Siracusa.

Articolo a cura di Silvia Caruso

Qui trovi le informazioni sulle CANTINE GULINO, di Siracusa, che producono i vini siciliani, fra quali il Moscato di Siracusa “Don Nuzzo” e il Passito “Jaraya”.

 

 

 

vino soave

 

 

Enoteca online: le proposte dei sommelier di Vinopuro

Gustare il vino fra amici e persone che ci vogliono bene è un’emozione unica.

Così come l’andare a fare le degustazioni in cantina. E acquistare il vino in via diretta dai produttori.

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