Concorso Best of Wine Tourism 2020: premiate 7 eccellenze di Verona

Concorso Best of Wine Tourism 2020: premiate 7 eccellenze di Verona

Best of Wine Tourism 2020, il concorso della Camera di Commercio di Verona, ha proclamato i nuovi vincitori della 4° edizione.

Sono sette le imprese veronesi selezionate per rappresentare la città e l’Italia al concorso internazionale enoturistico di Great Wine Capitals.

Il Covid-19 non ferma l’enoturismo, al via le premiazioni.

Sette eccellenze per sette categorie distinte e così anche quest’anno Verona ha le sue vincitrici: ristorazione, arte, accoglienza, architettura, innovazione, paesaggi, sostenibilità.

 

Best of Wine Tourism, il concorso della Camera di Commercio di Verona, premia 7 eccellenze di Verona (Foto del sito www.vr.camcom.it).

 

Best of Wine Tourism 2020: la vittoria di Verona

Le imprese vincitrici Best of Wine Tourism 2020 della 4° edizione del Concorso della CCIIAA di Verona sono: 

  1. Di Vinum per i servizi per l’enoturismo;
  2. Massimago Wine Relais per le esperienze innovative nell’enoturismo;
  3. Ca’ Rugate per l’arte e cultura;
  4. F.lli Fraccaroli per la ristorazione; 
  5. Albino Armani Viticoltori dal 1607 per le politiche sostenibili nell’enoturismo;
  6. Ca’ del Moro Wine Retreat per la ricettività.
  7. Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani per l’architettura e il paesaggio.

 

Il concorso Best of Wine Tourism non si ferma

Il concorso Best of Wine Tourism permette alle singole città di scovare 7 imprese, attraverso la selezione di una giuria competente di esperti, capaci di distinguersi rispetto alle aziende del territorio circostante.

Secondo il programma annuale, si va a premiare l’eccellenza nell’enoturismo secondo una serie di categorie uguali per tutti.

Il concorso Best of Wine Tourism non termina qui. Infatti le 7 vincitrici continueranno a concorrere per la selezione internazionale, che vedrà anche la partecipazione delle imprese scelte nelle altre capitali del vino.

Dietro a questo importante marchio di qualità c’è Ia rete delle Great Wine Capitals, le Grandi capitali del vino, nata nel 1999 dall’idea della Camera di Commercio di Bordeaux, ideatrice del progetto e del concorso stesso.

tranquillamente enoturismo

La rete di GWC è un’associazione che diffonde la cultura dell’enoturismo.

 

GWC, l’associazione che premia le eccellenze con il suo Best of Wine Tourism

Si tratta di un’associazione no profit, nonché una rete internazionale costruita attraverso le sinergie di alcune città nel mondo legate dal settore vitivinicolo, con l’intento di diffondere cultura enoturistica.

Ad oggi sono associate a questa rete le città di:

Adelaide South Australia, Bilbao e Rioja Spagna, Bordeaux Francia, Losanna Svizzera, Mainz Germania, Mendoza Argentina, Porto Portogallo, San Francisco – Napa Valley Usa, Valparaìso – Casablanca Valley Cile e Capetown Sudafrica.

La città di Verona è l’unica italiana a far parte della rete delle Great Wine Capitals del Vino

Appartenere a questo circuito significa vedere riconosciuto alle città un vero e proprio marchio di qualità, un segno distintivo, riservato al numero ristretto delle eccellenze del gruppo.

 

Verona e l'Arena

La città di Verona è l’unica eccellenza italiana a concorrere per il concorso Best of Wine Tourism. Foto di Nicole Rossignoli

 

L’intento di GWC: condivisione e diffusione di conoscenza tra eccellenze

L’enoturismo non è però  l’unica chiave sulla quale punta la rete di GWC. Un altro punto di forza del Network è la condivisione di know-how, vale a dire esperienza e conoscenza.

Infatti le capitali collaborano anche a possibili progetti di ricerca e sviluppo, con lo scopo di garantire una sorta di scambio accademico collettivo.

L’idea principale è quella di dare la possibilità a tutti i partner di beneficiare anche di tutte quelle competenze sviluppate dagli altri, perché solo partendo dalle sinergie della rete si può generare valore.

Nel corso degli anni si sono susseguiti, e continuano ad essere presenti, eventi promozionali di vario genere: meeting, scambi di best practice e conferenze sul vino.

Nel 2003 è nata poi un’ulteriore idea vincente e interessante fonte di visibilità: il premio internazionale per il turismo del vino “Best of Wine Tourism”.

Concorso Best of Wine Tourism: I benefici della rete

I vincitori del premio “Best Of Wine Tourism” potranno godere di numerosi benefici.

Oltre che vincere il trofeo nazionale e quello internazionale, avranno la possibilità di essere inseriti nel sito della rete di GWC, godranno di pubblicità e della promozione realizzata sui mezzi di comunicazione internazionali e locali gratuitamente.

Tutte le imprese ammesse alla partecipazione del concorso sono inserite nella Guida ufficiale. Questa competizione internazionale e una vera opportunità da più punti di vista.

Sia di miglioramento dell’immagine dell’impresa stessa che opera nel settore del turismo del vino, sia come viatico per la promozione e la comunicazione, grazie all’attenzione che i media rivolgono a questo importante progetto.

Infatti la stampa internazionale pubblica regolarmente articoli riguardanti GWC.

I vincitori sono poi inseriti in una campagna pubblicitaria globale finanziata dalla rete di Great Wine Capitals.

Il Covid non ferma l’enoturismo

Siamo tutti d’accordo che quest’annata sarà un’eccezione, ma dobbiamo trasformarla in un’annata eccezionale.

Nonostante il periodo che stiamo vivendo ci stia mettendo a dura prova, il Covid-19 non ferma l’enoturismo.

L’edizione 2020 di Best of Wine Tourism ha visto la partecipazione di ben 78 aziende veronesi concorrere per questo marchio di qualità.

Questa è la dimostrazione che il sistema imprenditoriale veronese del vino crede fortemente nel turismo del vino. 

I numeri parlano chiaro per il Bel Paese: l’enoturismo continua a crescere

Per quanto riguarda l’anno 2019 sono state 14 milioni le presenze registrate legate all’enoturismo.

È stato di 2,5 miliardi di euro il giro d’affari lungo l’intera filiera, con una media al giorno di 85 euro di spesa, che salgono a 160 se si conta anche il pernottamento.

Sono questi i numeri di riferimento registrati dal XV Rapporto sul Turismo del Vino in Italia, firmato dall’Università di Salerno e dalle Città del Vino.

Con queste premesse, considerato un’eccezione l’anno in corso, l’enoturismo è un settore in espansione per il nostro Made in Italy.

Vista la varietà e la variabilità delle aziende vitivinicole è indispensabile distinguersi. Per questo motivo il concorso Best of Wine Tourism è una grande opportunità.

Perché l’enoturismo crea valore anche in tempi di Covid?

Enoturismo non vuol dire solo girovagare per cantine, ma è sempre più legato a richieste Taylor Made, personalizzate, basate su esperienze uniche memorabili.

Il turismo del vino si accosta anche all’impresa enogastronomica. Attraverso, ad esempio, alla vendemmia interattiva, allo show cooking, alle degustazioni sensoriali. Tutte esperienze da vivere mescolando le visite in loco e assaggiando le produzioni agroalimentari.

Un mix di gusto, storia e bellezza del territorio.

Nonostante il Coronavirus non ci abbia permesso di viaggiare come avremmo voluto, sono nate proposte personalizzate di maggiore qualità, privilegiando segmenti di nicchia (come l’enoturismo) in contrapposizione al turismo di massa.

La collaborazione in tempo di Covid è un valore aggiunto

Il Covid-19 ha cambiato fortemente il nostro modo di vivere, obbligandoci ad adottare determinate accortezze per la nostra salute e sicurezza.

Accorgimenti come distanziamento sociale, divieto di assembramenti, mascherine e igienizzante hanno però messo in atto anche un altro tipo di meccanismo: quello di creare un certo ordine anche di tipo igienico sanitario, tanto da rendere qualitativamente migliori i nostri ambienti lavorativi.

Ad oggi il vino è a tutti gli effetti un simbolo culturale di identità con un ruolo d’eccellenza, che si traduce in forte marcatore del territorio.

La costante richiesta di conoscenza attorno al prodotto enogastronomico è divenuta realtà. Lo dimostra i la nascita di corsi di degustazione a distanza e le nuove enoteche, osterie, wine bar digitali.

Il ritrovato interesse delle radici, per la zona di provenienza, una maggiore sensibilità per gli aspetti antropologici e la dimensione estetico-sensoriale vanno ad intrecciarsi sempre più all’appagamento del palato.

Allora ben vengano questi concorsi, questi momenti di condivisione, queste reti tra imprese.

Il bicchiere non è mezzo vuoto, piuttosto è in attesa di essere riempito.

 

Leggi anche: Le Colline Terrazzate della Valpolicella Classica candidate a “Paesaggi Rurali Storici” 

L’enoturismo è pronto per la ripartenza: gli spazi aperti sono la soluzione per accogliere i turisti del vino e della buona tavola

Foto di copertina di Cecilia Bay

Articolo a cura di Nicole Rossignoli
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Nicole Rossignoli è un’accompagnatrice turistica free-lance: si occupa di food&wine tour.
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Le Colline Terrazzate della Valpolicella Classica candidate a “Paesaggi Rurali Storici”

Le Colline Terrazzate della Valpolicella Classica candidate a “Paesaggi Rurali Storici”

Con l’accoglimento del dossier da parte del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali è sempre più vicina la nomina a Paesaggi Rurali Storici delle colline terrazzate della Valpolicella classica.

L’iniziativa è stata promossa in sinergia dall’azienda veronese Cantina Valpolicella Negrar, dall’Università degli Studi di Verona (Dipartimento di Economia Aziendale), ed i Comuni di Negrar di Valpolicella, Marano di Valpolicella, Fumane, San Pietro in Cariano e Sant’Ambrogio di Valpolicella e il GAL Baldo Lessina. 

 

Il Registro “Paesaggi Rurali Storici” del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

Ad oggi il Registro “Paesaggi Rurali Storici” conta 24 paesaggi iscritti e altri 17 in lista d’attesa, tra cui la Valpolicella classica.

Enoturismo

Le colline della Valpolicella sono candidate ad essere insignite nel Registro di “Paesaggi Rurali Storici” del Mipaaf. Il risultato potrebbe arrivare già il prossimo anno (Foto di Mauro Magagna)

All’interno della lista del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, la città veronese vanta già un posto di prestigio grazie alle colline del Soave.

Soave è entrato in questa categoria grazie al suo paesaggio storico caratterizzato dalla viticoltura, che affonda le sue radici al periodo romano.

Soave è inoltre una zona ricca di valori estetici e panoramici degni dunque di questa lunga lista di eccellenze del Made in Italy.

Questo importante registro è attivo grazie al Decreto n. 17070/2012, quando il Ministero istituì l’Osservatorio Nazionale del Paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali.

Il compito principale è censire determinati paesaggi, le pratiche agricole e le conoscenze tradizionali ritenute di particolare valore, ma anche promuovere attività di ricerca per approfondirne i valori connessi all’ambiente rurale.

Gli intenti sono legati alla salvaguardia, alla gestione e pianificazione dei territori agricoli, affinché si vadano a preservarne anche le diversità bio-culturali.

La Valpolicella merita certamente un posto nella lista, perché il suo territorio è unico.

Dopo alcuni sopralluoghi l’inserimento nel Registro nazionale di “paesaggi rurali storici, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali” del Ministero delle Politiche Agricole, potrebbe arrivare già con il 2021. 

Di certo le colline della Valpolicella Classica non passano inosservate e hanno tutte le carte in regola per soddisfare i criteri di candidatura, uno su tutti quello legato alla storicità delle vallate.

 

La “storicità” è uno del criteri per l’iscrizione del Registro di “Paesaggi Rurali Storici”

Il territorio della Valpolicella, da sempre fertile grazie alla presenza di corsi d’acqua, è stato e continua ad essere favorevole all’agricoltura.

Il ritrovamento di reperti storici conferma la presenza dell’uomo già dall’epoca del Paleolitico. Si evidenzia così un importante excursus storico da non tralasciare.

Un’altra caratteristica del territorio che rende le colline della Valpolicella uniche, rispetto ad altre zone del veronese, sono sicuramente la presenza delle marogne, i muretti a secco.

Valpolicella, marogne

Le marogne della Valpolicella, sono un segno indelebile della storicità indiscussa delle sue vallate

Le marogne della Valpolicella

Si tratta di muri a secco, che ridisegnano a gradini i pendii del territorio della Valpolicella. Il termine “marogna” indica in italiano un informe mucchio di sassi.

Ecco perché nella zona ci si sta adoperando da tempo per garantire anche una sostenibilità ambientale e il rispetto totale della conformazione esistente del paesaggio con la manutenzione costante degli elementi che lo disegnano.

Le marogne sono il frutto di una tecnica architettonica affinata nei secoli, stesso modus operandi utilizzato anche per la costruzione dei forti austriaci.

Oltre al compito di rendere il terreno più sicuro, esse sono portatrici di biodiversità secondo il punto di vista ecologico.

Infatti, grazie a questi muretti a secco, le piante trovano un un terreno non umido evitando anche che le radici marciscano.

Inoltre, grazie al fenomeno dell’insolazione, nella stagione invernale le marogne diventano veri e propri collettori solari per vigneti e uliveti. Senza tralasciare che un terrazzamento costruito a secco in zona collinare è anche una sorta di “condominio” di diversi insetti, che trovando nel muro il loro habitat, ne mantenengono così l’equilibrio ecologico.

Se i paesaggi agricoli hanno avuto per molto tempo un ruolo marginale, oggi c’è “un’inversione di marcia”, che vede produttori e consumatori sempre più attenti alle politiche ambientali.

Ottenere il riconoscimento nel Registro “Paesaggi Rurali Storici” è indispensabile per la Valpolicella Classica

Questo riconoscimento è importante perché punta a preservare l’identità della Valpolicella Classica, che non può essere considerata solo un territorio del vino.

Essere nella lista del “Registro nazionale dei paesaggi rurali storici, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali” vuol dire anche generare valore alla sua storicità e a quella del paesaggio circostante, ma soprattutto mettere in luce il lavoro di produttori e agricoltori che da generazioni danno il loro contributo a questo patrimonio storico-culturale.

La Valpolicella è uno dei territori più importanti d’Italia per il vino prodotto.

Portare avanti la candidatura delle Colline Terrazzate della Valpolicella Classica significa anche aggiungere valore e prestigio alla zona, perché utilità e bellezza sono oggi fondamentali per misurarsi nella competitività globale.

Del resto non si sta parlando di qualche appezzamento di terra, ma di una superficie occupata da un paesaggio storico di un’area compresa di 6.395,49 ettari, che ricopre la zona collinare della Valpolicella, per circa il 50% del totale.

Il territorio, come lo confermano i dati, conserva evidenti testimonianze della propria origine e storia, con un ruolo importante anche nella società e nell’economia della zona.

Un altro esempio dell’importanza di fare rete tra pubblico e privato è certamente questa iniziativa, fortemente voluta e partita grazie a Renzo Bighignoli, presidente della Cantina Valpolicella Negrar, coordinato dall’architetto Chiara Zanoni.

Sono state anche coinvolte le amministrazioni di Negrar, Marano, Fumane, San Pietro in Cariano e Sant’Ambrogio di Valpolicella e il Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università degli Studi di Verona e il GAL Baldo Lessinia.

uva

La candidatura è stata inviata, attendiamo il responso (Foto di Nicole Rossignoli)

La domanda di candidatura delle Colline Terrazzate della Valpolicella Classica dunque è stata accolta dal Ministero, ora non resta che attendere il responso.

Ci auguriamo tutti che sia positivo.

 

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Articolo a cura di Nicole Rossignoli
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Val Polis Cellae 2020: il maltempo non ferma gli winelovers per l’evento della Valpolicella

Val Polis Cellae 2020: il maltempo non ferma gli winelovers per l’evento della Valpolicella

La pioggia e le regole ferree anti Covid-19 non hanno fermato gli winelovers, provenienti anche da altre regioni d’Italia per degustare i vini veronesi, durante l’evento di Val Polis Cellae organizzato da Strada del Vino Valpolicella.

5 percorsi nelle 5 vallate della Valpolicella storica, alla scoperta delle caratteristiche di ognuna. I percorsi si snodano tra vigneti con le foglie dal caratteristico colore giallo-arancione.

Un viaggio sensoriale fra alcune delle migliori cantine della Valpolicella, circondati da opere d’arte e un buon calice di vino Amarone o di Ripasso.

Ecco come è iniziata la giornata durante il Val Polis Cellae di domenica 11 ottobre 2020.

I 5 percorsi proposti

5 percorsi per 5 vallate, 5 vini proprio come le dita di una mano.

Di seguito gli itinerari che, con un solo biglietto, garantivano la possibilità di visitare le cantine aderenti all’associazione Strada del Vino Valpolicella.

Dal vino Valpolicella Classico DOC, al Valpolicella Superiore DOC, al Valpolicella Ripasso DOC fino all’Amarone e al Recioto, sono i vini protagonisti di questa domenica.

1.Percorso Sant’Ambrogio di Valpolicella

Cantine: Tenute Fasoli Lorena, Coali, Boscaini Carlo.

2. Percorso Fumane, San Pietro in Cariano
Cantine: Tenute Ugolini, Flatio e Scriani.

3. Percorso Marano di Valpolicella 
Cantine: Aldrighetti, le Marognole, Novaia.

4. Percorso Pedemonte
Cantine: Tommasi, Mizzon e Accordini Igino.

5.Percorso Negrar di Valpolicella 
Cantine: La Dama, Corte Martini, Franchini.

Tradizione, cultura, storia, arte e soprattutto vino.

Ecco gli abbinamenti che gli winelovers hanno potuto degustare nelle cantine

 

Valpolicella turismo

Val Polis Cellae è l’occasione per assaggiare i vini rossi della Valpolicella direttamente dai produttori. Foto di Strada del Vino Valpolicella

 

Val Polis Cellae,  l’occasione giusta per i tanti appassionati del vino di entrare in contatto direttamente con gli addetti ai lavori.

Conoscere da vicino i momenti più affascinanti del loro lavoro, prima che il vino arrivi ai calici, rimane un’esperienza da fare.

 

Val Polis Cellae 

Tradizione, cultura, storia, arte e soprattutto vino ecco gli abbinamenti per il Val Polis Cellae. Foto di Giorgia Rossignoli

 

La Valpolicella non si ferma

 

Un evento importante e tanto atteso per le cantine della Valpolicella, visto anche l’ingente calo turistico subito a causa del Coronavirus per la stagione 2020.

Del resto come per tante altre zone di Verona, si è sentita molto la mancanza del turista del vino, soprattutto di quelli provenienti dai flussi a lungo raggio, che non hanno raggiunto i nostri confini negli ultimi mesi.

Niente paura perché a Val Polis Cellae i turisti non sono mancati. Già da sabato i biglietti online erano sold out.

 

Turismo del vino

Le nubi di Domenica 11 ottobre non hanno fermato l’enoturismo in Valpolicella. Foto di Nicole Rossignoli

 

Il Val Polis Cellae l’evento della Valpolicella 4.0

 

Grazie ad un sistema veloce ed efficace di registrazione online, si garantiva a tutti gli iscritti entro il 10 ottobre, uno sconto di 5 euro immediato sul prezzo finale di 25 euro, semplificando così anche le procedure di registrazione ed evitare assembramenti.

Ecco quindi che da nord a sud la pioggia non ha fermato gli winelovers.

Scelta della cantina per il ritiro pettorina, consegna del bicchiere e pronti per il Wine Tour alla scoperta delle 17 le cantine visitabili.

L’edizione 2020 non si è fatta mancare App e cartine per aiutare la direzione degli enoturisti.

Tanti anche gli artisti che si sono esibiti o che hanno esposto le loro opere d’arte proprio all’interno delle cantine. Un connubio emozionante, una passeggiata attraverso i profumi delle uve in appassimento tra sculture, quadri e anche gioielli.

Un evento straordinario, che anche per l’edizione 2020 ha visto numerosi appassionati di vino in Valpolicella.

 

enoturismo

Tanti gli artisti che hanno esposto le loro opere nelle cantine durante il Val Polis Cellae. Foto di Nicole Rossignoli

 

Al Val Polis Cellae si rispettano le regole anti Covid-19

 

Un’edizione itinerante, pensata anche per il rispetto della salute pubblica e delle disposizioni vigenti in materia anti-Covid. Dispenser di gel igienizzante per le mani fuori da ogni cantina, misurazione della temperatura, distanziamento sociale, c’era proprio tutto l’occorrente per una domenica d’autunno in cantina.

Le aziende vitivinicole della Valpolicella sono degli ottimi padroni di casa dell’hospitality

 

Fare il vino è un’arte, è una tecnica artigianale. Ecco perché sono state poste delle sculture in cantina. Foto di Giorgia Rossignoli

 

Impossibile non rimanere sorpresi, i cantinieri ce l’hanno messa tutta. La Valpolicella ha tutte le carte in regola per emergere nell’enoturismo insieme alle altre eccellenze regionali vitivinicole italiane.

Dalla visita in cantina a quella nei frutteti e alla degustazione, il Val Polis Cellae è un viaggio sensoriale a 360°.

 

L’Arena di Verona costruita con i tappi delle bottiglie di vino. Foto di Nicole Rossignoli

 

Cosa è mancato al Val Polis Cellae, l’evento della Valpolicella

 

Forse un grande protagonista, messo un pò in sordina e talvolta assente in qualche cantina è certamente l’elemento culinario un pò lasciato in disparte.

Nonostante un elenco posto sulla cartina dell’evento, con tanto di scontistica del 10%, per ristoranti e trattorie della zona, in molte cantine non erano presenti degustazioni di cibo.

Poca scelta anche per quelli a pagamento, molti i piatti freddi, malgrado il clima.

Il turista, dal canto suo, è un gran pigrone e vorrebbe avere tutto a portata di mano. Preferisce pagare un corrispettivo in loco piuttosto che muoversi alla ricerca di qualcosa.

 

Val Polis Cellae è l’occasione per assaggiare gli ottimi vini rossi della Valpolicella direttamente dai produttori

 

Una domenica d’autunno in Valpolicella piuttosto uggiosa, quella di Val Polis Cellae. Sarebbero state ben accolte delle tagliatelle al ragù d’anatra, della pasta con il tartufo della Lessinia, la famosa “pastissada de caval” (stracotto di cavallo) che prima della cottura viene fatto macerare per 36-48 ore proprio sul vino Valpolicella.

Oppure il bollito, classico piatto veronese con la salsa pearà.

Sicuramente ottima scelta il binomio alle sculture di marmo legate all’artigianato e alle cave di Prun, ma probabilmente, ancor di più azzeccato sarebbe stato un bel piatto caldo rispetto a tanti piatti freddi scelti da più cantine.

Del resto tra ristoranti, trattorie e osterie la scelta culinaria tra le vallate della Valpolicella non manca. Fare rete tra imprese significa amplificare l’offerta per ottenere quel seguito tra gli enoturisti.

 

Leggi anche: Estate 2020: per far ripartire il turismo è necessario fare rete sul territorio

 

Articolo a cura di Nicole Rossignoli
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Nuovo appuntamento con il vino in città: torna Hostaria Verona, il “Festival della gente felice”, dal 9 all’11 ottobre 2020 

Nuovo appuntamento con il vino in città: torna Hostaria Verona, il “Festival della gente felice”, dal 9 all’11 ottobre 2020 

Ritorna nel centro storico di Verona l’appuntamento con Hostaria Verona, il Festival del vino e della vendemmia, dal 9 all’11 ottobre 2020.

La manifestazione è organizzata dall’Associazione culturale Hostaria Verona, in collaborazione con il Comune di Verona e il Gruppo Editoriale Athesis.

Nonostante le criticità dettate dal periodo attuale, l’Associazione che sta lavorando duramente durante il lockdown, è riuscita ad organizzare questo evento per la città di Verona.

Molte sono le novità di questa sesta edizione, nominata “Festival della gente felice”: dalla collaborazione con Soave Hostaria a quella con Fondazione di Città di Caorle, che ci permetterà di assaggiare prelibati piatti di pesce.

 

I principi di Hostaria Verona 2020

I motivi ispiratori sono svariati. Dall’ospitalità alla convivialità, dalla valorizzazione dell’unicità territoriale veronese alla promozione dell’esperienza enogastronomica fino alla creazione di contenuti culturali significativi.

Il tutto attraverso la condivisione e l’inclusione sociale che guardano con attenzione verso le fragilità e le diversità.

Questi sono i principi che l’Associazione Hostaria Verona porta avanti per dare vita alle manifestazioni legate al vino del calibro di Hostaria Verona 2020.

Concetti di tutto rispetto che si legano saldamente ad un unico comune denominatore: la passione per il vino.

L’organizzazione ha pensato a tutto, in modo da garantire una sicurezza adeguata agli ospiti.

 

Gli ingressi di Hostaria Verona 2020

Per l’edizione 2020 gli ingressi saranno posti in due punti strategici:

  1. Piazza Bra
  2. Piazza dei Signori

L’itinerario si snoderà collegando Piazza Bra con Cortile Mercato Vecchio e Piazza dei Signori, il salotto di Verona. 

Gli stand enogastronomici saranno collocati invece in 3 aree:

  1. AREA 1: Piazza Bra
  2. AREA 2: Cortile Mercato Vecchio, dove troveremo la “Piazzatta del Custoza e del Garda DOC”
  3. AREA 3: Piazza dei Signori

 

Hostaria Verona

Mappa con gli ingressi e stand gastronomici al festival Hostaria Verona 2020

 

Hostaria Verona: tipi di biglietti 

Tante le tipologie di biglietti, da quelli singoli a quelli combinati con un abbonamento giornaliero di bus, per promuovere l’utilizzo dei mezzi pubblici ed evitare di guidare, fino ai biglietti per le coppie comprensivi anche di una foto fatta sul momento da un fotografo professionista.

Tutti i biglietti sono comprensivi di degustazioni, bicchiere e taschina porta calice. 

I ticket si possono per acquistare online fino a venerdì 9 ottobre ore 12.00. Dopo di che saranno disponibili solo in due punti di vendita: 

  1. CASSA 1 Ingresso Piazza Bra 
  2. CASSA 2 Ingresso Piazza dei Signori

Quest’anno però, a causa dell’emergenza sanitaria dovuta dal Covid-19, il numero di biglietti sarà limitato. E’ consigliabile quindi acquistarli tramite la prevendita.

Molte anche le novità, come l’opzione “Soave Hostaria”.

 

Hostaria

Hostaria Verona, il Festival del Vino e della Vendemmia di Verona (Foto di repertorio di www.hostariaverona.com)

 

Non solo vino per la 6° Edizione di Hostaria Verona 2020

Visto il periodo particolare dovuto al Covid-19, l’Associazione Hostaria Verona ha deciso di rinunciare a molti spazi gastronomici per favorire i ristoranti della città e aiutarli in questo periodo diverso dagli altri anni.

Infatti proprio a loro è dedicata una delle novità di questa nuova edizione.

Con il biglietto “Soave Hostaria” in collaborazione con il Consorzio dei Vini Soave, sarà possibile acquistare un biglietto speciale che include il token di degustazione, ma anche una sorta di voucher utilizzabile nei ristoranti e nelle osterie del centro che aderiscono all’iniziativa. 

I “grandi protagonisti” del vino veronese saranno a disposizione degli ospiti, saranno degustabili infatti solo le cosiddette eccellenze.

Si potranno assaggiare i vini delle migliori aziende vitivinicole veronesi della Valpolicella, di Soave, della Valdadige e della Terradeiforti per la zona Nord di Verona.

Per poi proseguire con il Lago di Garda con quelle del Custoza, Bardolino e Garda fino all’area del Durello in Lessinia e dei vini di Arcole per la pianura.

Si tratta di 80 cantine e più di 300 vini.

Anche quest’anno sarà possibile degustare vini pregiati, per i quali si dovranno utilizzare 2 o 3 token.

Inoltre, una grande novità la troveremo in Piazza dei Signori, con le specialità di mare di Fondazione di Città di Caorle. Sempre qui saranno collocati anche alcuni stand di altre regioni.

La 6°Edizione di Hostaria Verona promette dunque grandi sorprese, che scopriremo solo durante l’evento che si terrà nel centro storico di Verona dal 9 all’11 ottobre 2020. 

Sicuramente anche il solo fatto di poter dar vita a questo evento è già di per sè un traguardo importante, vista l’emergenza sanitaria in corso. 

Dagli organizzatori non trapelano anticipazioni. Si sa però per certo che per evitare problemi di assembramento le performance artistiche saranno limitate.

Restano invece certe le conferenze, che si svolgeranno in una location del tutto unica: l’elegante e signorile Loggia di Fra Giocondo in Piazza dei Signori.

 

Hostaria Verona: la sicurezza

L’Associazione Hostaria Verona ha assicurato che la sicurezza sarà impeccabile. Tutto è stato studiato ad hoc per la 6°Edizione che si terrà dal 9 all’11 ottobre 2020. 

Saranno infatti messi sul pavimento degli adesivi ad indicazione della distanza sociale da mantenere, per evitare ogni qualsiasi tipo di assembramento.

Tutti gli espositori e il personale indosserà la mascherina, obbligo questo anche per gli ospiti.

Sarà possibile abbassare la mascherina solo nelle aeree adibite e ben segnalate, alla degustazione e alla consumazione di cibi e bevande.

Ad ogni stand sarà d’obbligo mantenere le dovute distanze almeno di 1m.

In tutta l’area sanno collocati, in punti strategici, gel igienizzanti a disposizione degli ospiti e del personale coinvolto.

La degustazione e la consumazione di cibo potrà avvenire solo esclusivamente nelle zone indicate.

Non si potrà sostare davanti agli stand, in modo che tutti possano avere la possibilità di prendere parte alla manifestazione e degustare il proprio calice di vino.

Insomma, l’edizione di Hostaria Verona 2020 si è rinnovata e ha dovuto modificare molte attività, affinché venga garantita la sicurezza.

Un modo questo anche per dare certezze e serenità a chi vuole degustarsi un buon calice di vino. 

Festa del vino e della vendemmia

Hostaria Verona apre con lo slogan “Il Festival della gente felice” (Foto di repertorio di www.hostariaverona.com)

 

Tante le novità per la 6°edizione di Hostaria, il “Festival della gente felice”

A quanto pare le novità non terminano qui. Sembra che avremo occasione di assistere anche ad un incontro “dell’altro mondo”, con grandezze del calibro di Albert Einstein, John Lennon, Steve Jobs e forse Leonardo Da Vinci. 

Cosa abbiano in serbo per noi gli organizzatori non c’è dato a sapere, lo scopriremo solo vivendo Hostaria Verona 2020, dal 9 all’11 ottobre 2020.

Certamente quello che invece è noto è il nuovo nome, con il quale l’Associazione ha voluto consacrare questa 6°edizione così speciale. E’ stato scelto infatti di denominarlo il “Festival della gente felice”. 

Questo è anche il nostro augurio per questa manifestazione del vino che tanto aspettavamo.

Ci auguriamo che sia a tutti gli effetti un festival di sorrisi e di gente felice, di rispetto e di educazione.

E perchè no? anche un pò di pazienza e gentilezza per chi a questo festival dovrà lavorarci.

Abbiamo fortemente bisogno di diffondere e perseguire messaggi positivi. 

 

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Articolo a cura di Nicole Rossignoli
veronawinelove.com
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Nicole Rossignoli è un’accompagnatrice turistica free-lance: si occupa di food&wine tour.

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Foto di copertina di www.hostariaverona.com

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