In bicicletta nella zona del vino Custoza: due itinerari per conoscere la storia del Risorgimento Italiano

In bicicletta nella zona del vino Custoza: due itinerari per conoscere la storia del Risorgimento Italiano

Questa settimana vi propongo due bei percorsi nella terra del vino Custoza. Questi luoghi sono stati testimoni di famose battaglie del Risorgimento Italiano che hanno dato inizio alla Terza guerra d’indipendenza italiana.

Tra queste vallate sono stati eretti monumenti dedicati ai militari caduti durante la Battaglia di Custoza, tra cui l’Ossario con i suoi 38 metri di altezza, e segnavia che indicano punti di interesse storico.

Il primo percorso: da Valeggio a Villafranca

Il primo è un percorso breve, da Valeggio a Villafranca, ma che tocca punti molto interessanti della provincia veronese.

Il percorso è di 8,8 km e potete farlo in bicicletta, come ve lo proponiamo. Ma se preferite camminare, potete fare una bella passeggiata e raggiungere questi luoghi in auto.

Valeggio sul Mincio è uno snodo interessante per chi si muove in bicicletta, in quanto a Borghetto, a poche pedalate di distanza dal centro, passa la famosa ciclabile Mantova-Peschiera. È bene avere una bicicletta in grado di affrontare un tratto su strada non asfaltata.

Dal centro di Valeggio ci si dirige verso Villafranca sulla Provinciale 24. Si passano il campo sportivo e un distributore, entrambi sulla sinistra. Ancora un centinaio di metri e si lascia la provinciale per prendere una via sulla destra, indicata come località Serseni.

Il percorso ciclistico è ben segnalato con un cartello. Si prosegue tranquillamente in mezzo ai campi su questa stradina, che a un certo punto diventa sterrata, ma rimane facilmente percorribile.

Giunti all’incrocio, si svolta a sinistra e, passato il gruppo di case, a destra (qui il percorso ciclistico è nuovamente segnalato).

Si prosegue sempre su questa strada di campagna, che presto tornerà a essere asfaltata.

Giunti alla rotonda in località Dossi, si può proseguire agilmente sulla pista ciclabile – separata dalla carreggiata – per gli ultimi due chilometri fino al Castello di Villafranca.

 

Vista su Custoza

Vista su Custoza (Verona) con l’Obelisco sulla destra

 

Percorso circolare: da Sommacampagna a Custoza

Il secondo è un percorso circolare di 25 km a Sommacampagna.

Partiamo da Villa Venier di Sommacampagna, dimora settecentesca con un grande parco aperto al pubblico e un comodo parcheggio in prossimità dell’entrata, per esplorare le campagne della zona del Custoza.

Prima di lasciare Sommacampagna, vale la pena visitare la pieve di Sant’Andrea, uno dei luoghi di maggiore interesse del paese, che sorge all’interno del cimitero.

Prendiamo la strada per Custoza, ma – circa un chilometro dopo l’uscita dal centro abitato – lasciamo la strada principale per deviare verso località Fredda e continuiamo a seguire la strada asfaltata fino a località Cappello.

Dopo un brevissimo tratto sterrato, allo stop giriamo a sinistra e nuovamente a sinistra seguendo le indicazioni per Ganfardine.

Passato il paesino, al primo incrocio svoltiamo a sinistra, proseguendo su via Pantina – dopo aver passato l’omonima località – quindi via Molinara Vecchia e via Tezze, raggiungendo in questo modo la frazione di Caselle.

Alla prima rotonda prendiamo la strada a sinistra, verso Lugagnano, ma allo stop giriamo di nuovo verso sinistra, per tornare verso Sommacampagna.

Incontriamo una rotonda, qui svoltiamo a destra. Passata la ferrovia, giriamo a sinistra e poi ancora a sinistra passando poco più avanti un’altra volta sotto alla ferrovia, che costeggiamo fino a imboccare una strada sterrata sulla sinistra.

Dopo una breve salita, di circa 300 metri, arriviamo alla chiesetta della Madonna del Monte, in posizione panoramica.

Si torna a scendere e, poco dopo, a pedalare su una strada asfaltata che ci riporta a Sommacampagna.

 

Siti web per cantine

Visita le cantine della zona del vino Custoza

 

I vini e le cantine della zona del Custoza

Il Custoza è un vino che esprime l’identità del territorio, qui troviamo il vitigno della Garganega, del Trebbianello, della Bianca Fernanda e del Manzoni Bianco.

Sono vitigni antichi quelli che, uniti ad altri più recenti, creano la ricchezza del vino Custoza, uno dei più interessanti vini veronesi.

Il Custoza DOC e il Custoza Superiore DOC ben si abbinano ai primi piatti e alle cani bianche.

Il Custoza Spumante DOC è ottimo come aperitivo mentre il Custoza Passito DOC si addice ai dolci.

Perdersi tra queste rigogliose colline e fermarsi in qualche enoteca o trattoria locale è una buona occasione per rilassare mente e corpo. E ammirare questo angolo ricco di storia della provincia di Verona.

→ Scopri la pagina delle Strade del Vino nella provincia di Verona

→ Leggi anche: Guida turistica di Custoza

 

Articolo a cura di Nicola Albi
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Cicloturismo, le più belle piste ciclabili dell’Alto Garda e della zona del lago nel Trentino

Cicloturismo, le più belle piste ciclabili dell’Alto Garda e della zona del lago nel Trentino

Cicloturismo, il Lago di Garda, tra un’acqua splendida e le montagne circostanti, è una zona perfetta per lo sport e per girare in bicicletta.

L’offerta è così ampia da avere l’imbarazzo della scelta.

Dagli sport d’acqua, quali il windsurf, il kitesurf, il kayak e la vela, agli sport montani.

Si trovano anche palestre di roccia per arrampicate, ferrate, percorsi per trekking e favolosi tour per mountain bike.

Qui è vietato stare fermi.

 

Gita in bicicletta sul lago di Garda: tre piste ciclabili

Per una gita in bicicletta oggi ti proponiamo tre percorsi:

  1. Ciclabile dell’Adige: da Trento a Verona
  2. Pista ciclabile Adige-Garda: da Mori a Riva del Garda
  3. Ciclabile Valle dei Laghi: da Torbole al lago di Toblino

Se hai bisogno del supporto di una guida ti consiglio di contattare i nostri partner Bike Esperience e AllMost MTB.
Loro sapranno organizzare al meglio la tua esperienza di bike lover.

 

La pista ciclabile dell’Adige: da Trento a Verona

Se, pedalando, ti piace ammirare i panorami il consiglio è quello di provare la Ciclabile dell’Adige.

Seguendo un percorso di media difficoltà (lunghezza circa 100 chilometri da percorrere in circa 6 ore) potrai scoprire la valle dove scorre l’Adige, tra le montagne di Trento e Verona.

Il punto di partenza della ciclabile è il parcheggio Sanseverino, nei pressi del centro di Trento.

L’inizio è subito invitante: si possono notare il Palazzo delle Albere, il MUSE (Museo delle scienze) e il grande parco dell’area Ex-Michelin (Parco delle Albere).

La direzione da tenere è verso sud per arrivare a Rovereto, sul lato sinistro dell’Adige.

Una deviazione consigliata è all’altezza di Besenello per andare a visitare, sulla cima di una collinetta, il Castel Beseno.

Superato Rovereto si continua immersi nel verde e tra campi di vigne a perdita d’occhio.

Arrivati a Mori si può scegliere se proseguire verso il Lago di Garda oppure dirigersi a Verona.

 

Su due ruote in direzione verso Verona

Per Verona il percorso si snoda tra l’autostrada del Brennero e la ferrovia.

Dopo Belluno Veronese (nel comune di Brentino Belluno) la ciclabile prosegue per il canale Biffis.

In lontananza si vede il Forte Rivoli, dal quale puoi ammirare la valle dell’Adige.

Da Rivoli si prosegue lungo il Biffis e, seguendo la ciclabile per Bussolengo, si arriva nella città scaligera.

La zona terminale del fiume Adige è denominata Terra dei Forti.

Una spettacolare corona di forti e castelli che sovrastano sul paesaggio e lo rendono ricco di punti panoramici.

Il Forte Wohlgemuthche domina la valle dell'Adige

Il Forte Wohlgemuth domina la valle dell’Adige, nei pressi della Chiusa di Ceraino

 

Incuneata tra la catena del Monte Baldo ad Ovest e i Monti Lessini a Est, la Terra dei Forti è ricca di tradizioni, arte e natura.

Il fondovalle è coltivato a vigneto: vitigni sono lo storico Enantio, il Casetta e il Pinot Grigio  e si produce un eccellente vino.

 

Ciclovia dell'Adige

Un tratto della Ciclovia dell’Adige, da Trento a Verona passando da Dolcè

 

Da segnalare, seguendo il corso dell’Adige, il canyon della Chiusa di Ceraino con i resti della fortificazione austriaca.

Resti del Forte di Ceraino a Dolcè

Resti del Forte di Ceraino a Dolcè, in un tratto della Vallagarina

 

In questo punto, inoltre, le pareti di roccia sul fiume Adige sono meta di arrampicatori per le numerose vie presenti.

Questa terra, fin da tempi antichissimi, costituiva il collegamento naturale tra il mondo alpino e centroeuropeo col mondo mediterraneo.

Le numerose fortificazioni sono una testimonianza di terre a lungo contese e perciò da difendere.

L’area è inserita nel Parco Naturalistico Regionale dei Monti Lessini ed è perciò protetta.

Le sue bellezze naturali, storiche ed architettoniche richiamano un turismo attento e rispettoso e non c’è di meglio di una sana pedalata fra i suoi paesaggi incantati.

Da segnalare la vicina strada militare che risale il crinale del Monte Pastello e raggiunge, tra panoramici tornanti, i forti di Ceraino e Monte.

CICLABILE “CHIUSA DI CERAINO” (VIDEO DI VERONA REPORT)

 

Pista ciclabile Adige-Garda: da Mori a Riva del Garda

La pista ciclabile Adige-Garda congiunge la Vallagarina alla zona del lago di Garda, ed è collegata alla pista ciclabile dell’Adige che passa da Trento e Rovereto.

Riva del Garda dove sfocia il fiume Sarca

Seguendo il fiume Sarca si arriva sulla parte nord del Lago di Garda

 

Raggiungere il Lago di Garda con la bicicletta è un classico per tutti coloro che vogliono combinare lo sport con la natura.

Per arrivare sul lago puoi prendere il tratto di pista che parte da Mori e arriva a Riva del Garda.

Il percorso è lungo circa 20 chilometri e il tempo medio di percorrenza è di circa 2 ore e mezzo, mentre il dislivello in salita è molto contenuto e alla portata di tutti.

Per lunghi tratti il percorso segue il tracciato della vecchia ferrovia Mori-Arco-Riva.

Si snoda tra borghi e filari coltivati a vite, costeggiando l’area protetta del Lago di Loppio con l’isola archeologica di Sant’Andrea, fino ad arrivare nella piana di Nago.

Qui lo sguardo si apre e il lago di Garda appare immenso e spettacolare.

Leggi anche > In bicicletta sul Lago di Gard, da  Peschiera a Verona, a Mantova e sul Monte Baldo

 

Pista ciclabile in direzione Torbole sul Lago di Garda

Si scende poi verso il lago lungo la strada che conduce a Torbole.

Si gira a destra e si supera il fiume Sarca costeggiando il lago di Garda su una panoramica mensola a sbalzo, posta a lato della strada.

Dopo circa un chilometro si giunge nei pressi del bastione difensivo costruito dagli austriaci, che domina porto San Nicolò.

In alto i Forti del Monte Brione dominano il lago.

Pedalando si costeggia il lago e si arriva nel centro di Riva del Garda, cittadina turistica meta di migliaia di visitatori.

Alle foci dei torrenti Albola e Varone il percorso abbandona il lago e risale il torrente Varone per circa 3 km.

Il consiglio è quello di proseguire verso la località di Varone, nota per la spettacolare cascata incassata nell’omonima gola.

La zona è ricca di agriturismi che propongono la “carne salada” (carne salata mangiata cruda o appena scottata sulla piastra) e l’olio extra vergine d’oliva conosciuto per la sua bassa acidità.

Tra i vini meritano una menzione il Vino Santo DOC e la Nosiola DOC, tipici di questa zona del Trentino.

 

Ciclabile Valle dei laghi: da Torbole al lago di Toblino

La ciclabile valle dei laghi è una delle ciclovie più bella e famosa intorno al lago di Garda.

È immersa nel verde e costeggia il fiume Sarca, il maggior immissario del lago di Garda.

 

La ciclabile del Sarca tra Trento e Riva del Garda

La ciclabile del Sarca tra Trento e Riva del Garda, passa per Arco

 

La ciclabile parte da Torbole e inizia a salire lungo la valle. Si pedala per 30 chilometri immersi nella natura, tra meleti e vigneti, alla scoperta della Valle del fiume Sara.

Man mano che si sale il paesaggio diventa sempre più verde.

Si passa dalla “frenesia” della sponda del lago ai luoghi tranquilli e isolati, con distese di vigneti e meleti.

Dopo il paese di Dro, la ciclabile attraversa con alcuni saliscendi le “marocche di Dro”, una enorme lingua di grosse pietre depositate durante l’era postglaciale.

 

Arco di Trento con la ciclabile valle dei laghi

La ciclabile della Valle dei laghi, vicino ad Arco di Trento

 

 

La ciclabile si sviluppa su un fondo asfaltato e ben tenuto, anche se in alcuni tratti le radici degli alberi lo hanno lievemente sollevato.

Tra Ceniga e Dro, per proseguire, occorre entrare nel centro del paese (per circa 3 Km).

Con una MTB o una citybike è possibile percorrere una variante che si sviluppa su una bellissima stradina sterrata in mezzo ai campi coltivati.

 

Gita in bicicletta sul lago di Garda: ancora un piccolo sforzo…

Giunti alla fine della ciclabile, a Sarche, ti consigliamo di allungare la gita di un paio di chilometri proseguendo su strada-ciclabile fino al lago di Toblino.

La cinta muraria del castello e gli arredi medievali sono un ottimo viatico per respirare aria di altri tempi.

È inoltre possibile fermarsi e bere qualcosa nel bar-ristorante all’interno delle mura.

Sono itinerari percorribili sia d’estate sia d’inverno: per maggiori informazioni vi consigliamo di contattare il nostro partner Bike Experience di Fabio Boeti e Allmost MTB di Francesco Trentini e scegliere con loro il percorso che più incontra i vostri desideri.

Leggi anche l’articolo sulle PISTE CICLABILI SUL LAGO DI GARDA

 

cicloturismo lago di garda

Cicloturismo sul Lago di Garda: la ciclopista Limone-Riva del Garda è stata definita la pista ciclopedonale più bella d’Europa

 

Enoturismo: scopri i vini della Terra dei Forti

Se amate il buon vino, una gita in bicicletta può prevedere anche una sosta in una delle tante cantine che si trovano lungo il tragitto.

La zona della Terra dei Forti è la patria del vino Enantio, del Casetta e del Pinot Grigio.

Questi tre percorsi, pertanto, possono essere l’alternativa per trascorrere una giornata a contatto con la natura e condividere l’esperienza con gli amici o i familiari.

  1. Ciclabile dell’Adige: da Trento a Verona
  2. Pista ciclabile Adige-Garda: da Mori a Riva del Garda
  3. Ciclabile Valle dei Laghi: da Torbole al lago di Toblin

 

Percorsi in biciclette- Lago di Toblino

Nel periodo estivo le cantine organizzano piccoli-nic o cene in vigna. Per rimanere sempre informato segui il Magazine di Verona WIne Love dedicato al Turismo del Vino (veduta sul Lago di Toblino – Trento)

 

Scopri le CANTINE DEL VINO TERRA DEI FORTI

Scopri le CANTINE DEL VINO BARDOLINO E DEL BARDOLINO CHIARETTO

Scopri le CANTINE DEL VINO LUGANA

Scopri le CANTINE DELLO SPUMANTE GARDA DOC

Ti suggeriamo di consultare la GUIDA TURISTICA AL LAGO DI GARDA  proposta da Verona Wine Love, per meglio muoversi nella zona.


Articolo a cura di Nicola Albi
@veronawinelove@gmail.com
*** Nicola Albi collabora con lo Studio AEsse Communication, agenzia web veronese. Dal 2016 si occupa di content marketing e implementazione siti web. 


CICLOPISTA DELLA TERRA DEI FORTI (VIDEO DI VERONA REPORT)

 

IL LAGO DI GARDA: GUIDA AI PERCORSI 

COME RAGGIUNGERE VERONA E IL LAGO DI GARDA CON I MEZZI PUBBLICI

 

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Gli Alti Pascoli della Lessinia iscritti nel Registro nazionale dei Paesaggi Rurali Storici. Soddisfazione nella comunità montana veronese

Gli Alti Pascoli della Lessinia iscritti nel Registro nazionale dei Paesaggi Rurali Storici. Soddisfazione nella comunità montana veronese

Mercoledì 9 settembre 2020, dopo la valutazione positiva del dossier che presenta il progetto “Alti Pascoli della Lessinia” da parte Commissione Nazionale del paesaggio rurale di Roma, la soddisfazione dei veronesi è alle stelle.

La Commissione che fa capo all’Osservatorio Nazionale del paesaggio rurale del Ministero delle Politiche agricole e forestali di Roma, nei prossimi giorni procederà, dopo il nulla osta formale, con l’inserimento ufficiale degli Alti Pascoli della Lessinia nel Registro nazionale dei paesaggi rurali storici.

Il gruppo di lavoro composto dal GAL Baldo Lessinia, con il presidente Ermanno Anselmi, ha coinvolto i Comuni veronesi di Erbezzo, Selva di Progno, Velo Veronese, Sant’Anna d’Alfaedo, Bosco Chiesanuova, Roverè Veronese, i Comuni trentini di Ala e Avio e il Comune vicentino di Cresadoro, nonché due società agricole private (Società agricole Le Coste S.s. e l’Azienda agricola Baito Jegher Campara S.s.).

La relazione espositiva del dossier “Alti Pascoli della Lessinia”, curato dal team operativo di professionisti ed esperti dell’Associazione di Tutela della Lessinia, è risultata determinante.

 

Alti Pascoli

I firmatari dell’Associazione di Tutela della Lessinia (ATS) con il progetto “Alti Pascoli della Lessinia” intorno al tavolo (Foto di altipascolidellalissinia.it)

 

Il Progetto “Alti Pascoli della Lessinia”

L’iniziativa era iniziata cinque anni fa e con il coordinatore del progetto è Giuliano Menegazzi.

Ad illustrare la relazione finale, in rappresentanza di tutto il team di esperti che ha lavorato al dossier, è stato il dottore forestale Davide Pasut.

Un risultato, quello dell’iscrizione nel Registro nazionale dei paesaggi rurali storici, che premia il lavoro di squadra e la tenacia dei componenti, delle associazioni e dei comuni coinvolti.

Già nell’incontro di presentazione del progetto alla cittadinanza, alle imprese e agli enti del territorio montano, svoltosi il 30 novembre 2019 a Bosco Chiesanuova (Verona), l’obiettivo era lungimirante per tutta la Lessinia.

Una vera e propria opera di sensibilizzazione, quella degli “Alti Pascoli della Lessinia”, indispensabile per generare interesse verso il patrimonio rurale, storico, architettonico e ambientale della montagna veronese.

Come aveva sottolineato il coordinatore del progetto, Giuliano Menegazzi, durante il convegno di Erbezzo (Verona) del 6 settembre 2019:

“Lo sforzo, che è anche l’obiettivo dei primi appuntamenti, è far capire alle persone che i paesaggi rurali storici sono intesi come i paesaggi culturali in cui le strutture storiche sono state salvaguardate dall’abbandono e dal degrado. Questi si distinguono per un Genius Loci associato con l’identità del territorio che ne contraddistingue la sua unicità.”

E così aggiungeva Giuliano Menegazzi durante la stessa serata: “Pertanto la consapevolezza della popolazione è essenziale per avviare percorsi di certificazione, salvaguardia e valorizzazione del grande patrimonio presente nel territorio delle malghe della Lessinia, con una significativa armonia integrativa tra produzione, ambiente e cultura”.

Coordinatore Giuliano Menegazzi

Giuliano Menegazzi il Coordinatore del Progetto Alti Pascoli della Lessinia (Foto di altipascolidellalessinia.it)

 

Il sito web degli “Alti Pascoli della Lessinia”

Con l’attivazione del sito www.altipascolidellalessinia.it si vuole condividere tutte le informazioni disponibili sul progetto, scientifiche e di sensibilizzazione dei cittadini.

Alti Pascoli della Lessinia non è un sito di promozione turistica o uno spazio con finalità commerciali, il portale è a disposizione di chi vuole affacciarsi e capire un territorio unico e irripetibile come è quello della Lessinia.

Nel sito troviamo una descrizione generale del Progetto a cui sta lavorando l’Associazione di Tutela della Lessinia (ATS), una sezione che contiene la rassegna stampa e una pagina dedicata al gruppo di studiosi e professionisti incaricati di redigere il dossier richiesto dal Ministero.

Ogni membro del team ha un profilo dove si spiega il ruolo all’interno del programma di lavoro.

Sono poi citati i soggetti firmatari dell’ATS, i partner operativi, quelli istituzionali e i partner sostenitori.

Ampio spazio anche al Registro e ai suoi criteri, che costituiscono il “cuore” dell’intero progetto.

Infine la parte multimediale con le gallery fotografiche e quelle video.

 

Sulla Lessinia e l’enoturismo puoi leggere la pagina di VeronaWineLove.com sullo Spumante Durello e la Guida Turistica dell’altopiano della Lessinia.

 

Lessinia Alti Pascoli

Foto © Marco Malvezzi e © Alti Pascoli della Lessinia

 

Un progetto, quello degli Alti Pascoli della Lessinia, che rende un servizio comunicativo e di rilievo storico-paesaggistico fondamentale per sostenere il territorio montano veronese e, con esso, l’intera comunità.

 

Leggi anche Progetto Alti Pascoli della Lessinia

Potrebbe interessarti  Agricoltura e territorio: i muretti a secco (marogne) sono patrimonio dell’Unesco

 


Articolo a cura di Nicola Albi

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Foto di copertina: © Marco Malvezzi e © Alti Pascoli della Lessinia

Video di www.daily.veronanetwork.it del 10/09/2020

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Soave Versus, l’evento sul vino con Verona al centro, dal 4 settembre al 5 ottobre 2020

Soave Versus, l’evento sul vino con Verona al centro, dal 4 settembre al 5 ottobre 2020

Verona-Wine-Enoturismo-vino

Il Consorzio Tutela Vino Soave ha deciso per il 2020 di ampliare i tre giorni abituali di kermesse “Soave Versus” a tutto il mese di settembre e di portare l’evento nei ristoranti di Verona e provincia.

La manifestazione Soave Versus quest’anno compie vent’anni: un compleanno importante per uno degli appuntamenti più longevi e più amati del panorama italiano.

Il Consorzio Tutela Vino Soave intende dedicare dunque all’evento del 2020 un mese intero: dal 2 settembre al 3 ottobre 2020.

Un mese dedicato al Vino Soave e alla ristorazione

Il Soave da più di 200 anni continua a essere un vino e un territorio di riferimento dell’enologia italiana.

Soave Versus è una chiamata a raccolta di tutti i protagonisti del tessuto produttivo di Verona che ruota intorno al vino.

Viticoltori, istituzioni ed esercenti insieme in un progetto unico e condiviso, diffuso in città e provincia, che mostra tutta la bellezza di un territorio.

Con la collaborazione dell’Associazione Hostaria infatti, il Soave Versus è diventato un ricco calendario di appuntamenti dove chiunque potrà degustare il vino bianco più famoso d’Italia accompagnato da deliziosi piatti nei migliori ristoranti di Verona e provincia.

Sul sito www.soaveversus.com è possibile acquistare dei voucher del valore di 10,15 o 20 Euro da spendere, previa prenotazione, fino al 9 ottobre 2020 e che da diritto a un abbinamento di un calice di Soave con un piatto studiato apposta dagli chef.

Tutti i ristoranti aderenti all’iniziativa sono consultabili nel sito dell’evento.

La settimana clou sarà dal 2 al 7 di settembre 2020, dove il Consorzio Tutela Vino Soave, ha organizzato una serie di serate tematiche per celebrare la fine dell’estate e per far scoprire il Soave nei suoi innumerevoli aspetti.

 

Castello di Soave

Vista sul Castello medievale di Soave (Verona). Foto di Nicola Albi

 

Soave Versus: 5 serate per 5 cene gourmet

Saranno ben 5 le serate organizzate per il pubblico e dedicate al vino Soave dei vari produttori, godendo di esperienze gourmet esclusive.

Ad esse verrà abbinata un’ampia selezione di Soave dei vari produttori, divisi per i 4 terroir.

A Wine and Food experience: Soave and The City

Si inizia il 2 settembre 2020 da Forkette a Verona con Gianluca Boninsegna ed Enrico Fiorini, dove il Soave sarà protagonista di abbinamenti con le pizze gourmet proposte dal campione del mondo Stefano Miozzo.

Nell’occasione sarà anche presentata la nuova guida alle Terre del Soave della Strada del Vino Soave.

La notte bianca del Soave

La piazza di Roverchiara si tingerà di oro il 3 settembre 2020 con la notte bianca.

In collaborazione con Coldiretti Verona, il Ristorante Le 4 ciacole con Patron Marco Scandogliero proporrà una serata all’insegna del vino Soave abbinato ai prodotti kilometro zero delle nostre terre e accompagnamento musicale. Ingresso Euro 15.

Nel ristorante invece una cena esclusiva firmata dallo chef Francesco Baldissarutti (su prenotazione Euro 80).

Soave & Volcanic Wines

I vini dei vulcani saranno invece il tema della serata del 4 settembre 2020 a Tenuta San Martino a Legnago.

Qui si potranno degustare, oltre a tanti Soave, anche i vini dei territori dell’associazione Volcanic Wines dall’Etna al Vesuvio, da Pitigliano ai Colli Euganei fino a Capo Verde.

La serata su prenotazione prevede un ingresso di 25 Euro a persona per 3 calici e accesso illimitato al buffet.

Soave terroir

Il 6 settembre 2020 si torna a Verona, stavolta in una delle terrazze più belle della città: quella di A.M.E.N. sulle Torricelle, per Dream Verona e Drink Soave.

La serata prevede la presentazione in anteprima del nuovo lavoro edito dal Consorzio Tutela Soave dal titolo “Soave Terroir”.

Entrata a 15 Euro per 4 calici e piatto gourmet.

Soave Seven – La longevità del Soave

La longevità del Soave sarà il tema dell’ultima serata di celebrazioni. Al Bacco D’Oro di Mezzane di Sotto (Verona) infatti Soave Seven, l’evento della Strada del Vino Soave organizzato con il Consorzio Tutela Vini Soave, vedrà a confronto il Soave d’annata con quello di 7 anni prima.

Un’occasione unica per parlare con i produttori e conoscere la storia di questo vino bianco.

Spiega Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio Tutela Vini Soave:

“Attraverso queste serate abbiamo voluto raggiungere e parlare a un pubblico ampio: dai giovani che si vogliono avvicinare al mondo del vino fino agli winelovers, in un grande omaggio a questa bellissima città e alla sua provincia”.

 

Vino Soave

Un calice di vino Soave. Foto del Consorzio Tutela Vini Soave

 

→ Scopri la pagina delle Strada del Vino Soave

→ Leggi anche  Vini e territori di Soave: riconosciuti 33 nuovi Cru tra la zona classica del Soave, Roncà, la Val d’Illasi e Mezzane

→ Scopri  CANTINE E VINI DI SOAVE

 

Articolo a cura di Nicola Albi
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Valpolicella in bicicletta: 3 itinerari attraverso i vigneti, l’arte e la storia della terra dell’Amarone

Valpolicella in bicicletta: 3 itinerari attraverso i vigneti, l’arte e la storia della terra dell’Amarone

Cicloturisti, oggi vi propongo tre percorsi da fare in bicicletta in Valpolicella, splendida valle a pochi km da Verona.

Il primo percorso è di circa 25 km ed è una bella gita in bicicletta tra Valpolicella e Lessinia, attraverso i paesi di Fumane, Breonio, Fosse e Sant’Anna d’Alfredo.

Il secondo percorso, di 19 km, ci porta invece da Parona, alle porte di Verona, a San Floriano, frazione di San Pietro in Cariano.

Il terzo percorso è invece più lungo e ci porta da San Pietro in Cariano a Verona, passando per Negrar. L’itinerario proposto è di circa 30 km. e può essere considerato il percorso inverso al precedente, con la deviazione per il paese di Negrar.

 

Bicicletta in Valpolicella

Cicloturismo in Valpolicella

 

In bicicletta tra Valpolicella e Lessinia

Con questa bella gita in bicicletta attraversiamo i paesi di Fumane, Breonio, Fosse, Sant’Anna d’Alfaedo.

Da Sant’Ambrogio di Valpolicella ci dirigiamo a Fumane, dove arriviamo in 7 km pedalando in un tratto di pianura.

Fumane occupa la vallata dominata dal Corno d’Aquilino e dal Monte Pastello.

Ed è proprio dal paese di Fumane che inizia la salita più impegnativa del percorso.

Le pendenze sono sostenute ma non proibitive e accompagnano il percorso fino a poco prima di Breonio, che si raggiunge in discesa.

Da Breonio, in un saliscendi, si arriva a Fosse, frazione di Sant’Anna di Alfaedo. Tutto il suo territorio è famoso per la pietra di prun.

A Fosse puoi scegliere se proseguire per raggiungere Sant’Anna d’Alfaedo o tornare a Fumane passando prima per il paese di Molina e poi per Gorgusello. 

Ti ritroverai in un’altra discesa che passa attraverso un ambiente più selvaggio.

Questa via di discesa, da Fosse a Fumane è di Km 18,5.

La discesa è molto varia: prima è tortuosa, poi diventa rettilinea. Attraversa boschi verdi per poi fiancheggiare alcune pareti di roccia che hai potuto ammirare lungo il percorso.

Apriamo ora una parentesi. Se vuoi fare una sosta, ti ricordo che al confine del comune di Sant’Anna d’Alfaedo, sotto contrada Crestena e frazione Giare, si trova il famoso Ponte di Veja. 

 

Lessinia - Ponte di Veja - Sant'Anna d'Alfaedo - provincia di Verona ---

Ponte di Veja a Sant’Anna d’Alfaedo: è il più imponente e maestoso monumento geologico dell’intera Lessinia

 

Si tratta di un gigantesco arco naturale, con una luce di circa 50m, formatosi grazie all’evoluzione di un’originaria caverna carsica apertasi nel corso di milioni di anni nella roccia calcarea per effetto dell’azione erosiva dell’acqua.

Penetrando dall’esterno, l’acqua ha causato il crollo della volta, lasciando in piedi solo l’architrave d’ingresso.

Se non sei mai stato merita una visita!

SCOPRI LA GUIDA TURISTICA DELLA LESSINIA 

In bicicletta da Parona a San Floriano

Si parte da Parona, a ovest di Verona, facilmente raggiungibile dal centro città, per esplorare in bicicletta le prime colline della Valpolicella.

Si tratta di un percorso di 19 km, semplice, con alcuni tratti di pista ciclabile e altri che richiedono più attenzione.

Partiamo da Largo Stazione Vecchia e, poco prima della galleria, si imbocca via del Monastero, sulla sinistra.

Si prosegue quindi su questa stradina stretta fra due mura, superando anche un breve tratto non asfaltato.

Giunti ad Arbizzano, attraversiamo il paese e pedaliamo verso Santa Maria. 

Attraversiamo anche Pedemonte, meglio se percorrendo le vie parallele alla provinciale (sulla destra), per evitare il traffico.

Giunti sulla provinciale che porta a San Floriano, per buona parte si potrà proseguire senza pericoli sulla pista ciclabile.

Una volta giunti a San Floriano, non può mancare una pausa per la visita all’antica pieve.

 

Cicloturismo in Valpolicella: Pieve di San Floriano

Cicloturismo in Valpolicella: la Pieve Romanica di San Floriano è del XII secolo

 

Riprendiamo il percorso e proseguiamo in direzione di località Cà dell’Ebreo, tornando poi verso Pedemonte.

Invece di percorrere nuovamente la strada dell’andata, si può deviare verso Cengia e poi Corrubbio.

Superato un tratto sterrato in direzione della località Quar, svoltando a destra si torna su una strada che, in un paio di chilometri, ci riporta direttamente a Parona.

 

Cicloturismo: S.Pietro in Cariano – Negrar – Verona

Questo itinerario, di circa 30 km, ci porterà a scoprire alcune zone caratteristiche della Valpolicella.

Da San Pietro in Cariano raggiungiamo subito la pieve di San Floriano. Proseguiamo ed entriamo in via Valle di Pruviniano, nel comune di Marano.

Subito a sinistra troviamo corte Fasanara, che merita una sosta e una visita. 

Poco più avanti, sempre sulla sinistra incontriamo, in località Pozzo, la pieve San Marco Evangelista.

Ritornati sulla via principale, seguiamo a destra via Chiesa per arrivare al centro della frazione di Valgatara. 

Dopo la chiesa svoltiamo a destra per raggiungere località Sottovilla.

Da qui, con una non facile salita ci alziamo di qualche decina di metri e questa parte di Valpolicella appare in tutta la sua bellezza.

Possiamo notare il monte Masua sulla destra e i monti di Fumane sulla sinistra. 

A ore undici, il santuario di Santa Maria di Valverde svetta sulle pendici del monte Castello, con tutt’intorno le abitazioni di Marano e di S. Rocco.

Vigneti, ulivi e grosse piante di ciliegi accompagnano, lungo la strada poco trafficata, ci conducono alla forcella del colle Masua.
La vista sulle due valli sottostanti è splendida.

In discesa proseguiamo fino nel centro del paese di Negrar arrivando in breve alla sua piazza principale, dove notiamo la chiesa e il cortile dell’antica pieve (sulla quale spicca il romanico campanile).

Attraversato il ponticello, seguiamo il progno di Negrar in direzione nord fino ad incontrare località Poiega e Villa Rizzardi.

 

Villa Rizzardi-Negrar-Verona

Villa Rizzardi a Negrar e giardino Pojega, uno dei più bei giardini del Veneto (per informazioni www.pojega.it)

 

Attraverso una breve e impegnativa salita, raggiungiamo Vigolo e scendiamo poi a Villa, dove l’antico insediamento della villa romana è stato sostituito da recenti complessi architettonici rurali e signorili. 

Vi consigliamo una sosta per ammirare villa Quintarelli Ruffo, l’edicola sacra e gli antichi lavatoi.

Ripartiamo e, attraversando il Progno e lungo via della Rimembranza, torniamo alla piazza principale del paese di Negrar.

Di qui, proseguendo in direzione Moron, si ha la possibilità di contemplare la vallata di Negrar verso est e la sua montagna più elevata: il Monte Comun (700 metri).

Continuiamo, completamente circondati da vigneti, pedalando tra antiche corti e cantine.

Fermiamo la bicicletta e l’attenzione presso i lavatoi, in pietra della Lessinia, luogo ancora ben conservato. Qui è facile immaginare massaie d’altri tempi intente a fare il bucato.

Ancora poche centinaia di metri e la strada scende verso la provinciale raggiungendo San Vito di Negrar.

Ci avviamo poi verso destra, lungo una parallela della stradale principale, in direzione sud e raggiungiamo una strada sterrata tra filari di vigneti dove notiamo l’Arco di Giove.

Usciamo nei pressi di Santa Maria di Negrar, superiamo l’incrocio regolato dal semaforo, giriamo a destra in via Campostrini e poi a sinistra in via Santa Sofia.

Attraversiamo il ponte della ferrovia sul fiume Adige, dal quale appare l’ansa di Parona e, attraversiamo Sorte e poi Chievo.

Raggiungiamo in 5 km Verona attraverso la ciclabile Rubinelli lungo il Canale Camuzzoni (tratto internazionale della ciclabile Via Claudia Augusta).

 

Video della Strada del Vino della Valpolicella

 

Enoturismo: in bicicletta alla scoperta dei vini della Valpolicella

Per chi ama il buon vino, una gita in bicicletta può prevedere anche una sosta in una delle tante cantine che si trovano lungo il tragitto.

La Valpolicella è la terra dell’Amarone, del Recioto, del Valpolicella, del Valpolicella Classico e del Valpolicella Ripasso, vini noti in tutto il mondo.

Scopri le CANTINE DELLA VALPOLICELLA

 

Articolo a cura di Nicola Albi
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