Bardolino con Gusto: il nuovo evento sul Lago di Garda dall’1 al 4 ottobre 2020

Bardolino con Gusto: il nuovo evento sul Lago di Garda dall’1 al 4 ottobre 2020

Bardolino con Gusto è il nuovo appuntamento col vino sul lago di Garda.

Per gli appassionati di wine & food dall’1 al 4 ottobre è possibile degustare il vino Bardolino e il meglio della gastronomia della tradizione gardesana nella splendida cornice di Parco Carrara Bottagisio e del Lungolago Cornicello.

Alla manifestazione si potrà accedere solo su prenotazione acquistando il biglietto di ingresso.

 

Bardolino con Gusto: 1-4 ottobre 2020

La manifestazione ospiterà 16 point dedicati alla gastronomia locale con altrettanti menù, più di 60 etichette vinicole di Bardolino Doc e Chiaretto di Bardolino e numerosi appuntamenti live.

 

Locandina evento Bardolino

 

Il Sindaco Lauro Sabaini ha commentato: «Nel rispetto delle regole e mettendo in atto tutte le precauzioni sanitarie del caso, rimettiamo Bardolino al centro dell’attenzione.

Diamo un segnale importante non solo di ripartenza, ma anche di poter modulare l’offerta di manifestazioni su un target diverso da quello a cui eravamo abituati, ponendo più l’attenzione sulla qualità che sulla quantità di visitatori che il paese può sostenere».

 

Bardolino con Gusto: le regole per la sicurezza

Organizzato dalla Fondazione Bardolino Top in collaborazione con il Comune di Bardolino, Bardolino con Gusto prevede una capienza massima di 1000 persone per ogni fascia oraria.

Si potrà entrare all’interno della zona riservata solo con biglietto e previa prenotazione nelle seguenti fasce orarie:

  • dalle 11 e rimanere fino alle 16;
  • dalle 18 e fino alle 23.

Il biglietto si acquista sui canali online www.eventbrite.it o www.bardolinotop.it.

Il costo del ticket, di 7 euro, prevede l’ingresso all’evento, musica live, bicchiere da degustazione in vetro e tasca porta bicchiere.

Saranno garantiti posti a sedere e tavoli per tutti i partecipanti, assicurando anche la distanza di sicurezza.

Ha spiegato Ivan De Beni, presidente della Fondazione Bardolino Top: «Organizzare eventi in questo periodo è molto complicato, ma dall’altra parte non è nemmeno impossibile . In ogni caso dare la possibilità alle nostre strutture ricettive di allungare questa stagione difficile è un nostro dovere e dobbiamo cercare di farlo attraverso questi eventi che possono essere di grande appeal per il turista e che comunque possono essere facilmente controllati e messi in sicurezza».

Inoltre ogni partecipante verrà termo scansionato all’ingresso e saranno previsti due diversi accessi per l’entrata e l’uscita.

Saranno posizionati numerosi punti di disinfezione delle mani, così come verranno sanificati tavoli e panche ad ogni cambio turno.

«Sarà sicuramente un modo diverso di vivere l’esperienza enogastronomica bardolinese di piazza – ha proseguito Ivan De Beni – ma questa diversità è anche un arricchimento dell’offerta di intrattenimento che possiamo garantire, coniugando sicurezza e attività all’aria aperta».

 

Enogastronomia della tradizione lacustre e veronese

Tra i piatti che si potranno degustare all’interno di Bardolino con Gusto non mancheranno pietanze a base di pesce di lago, prodotti della tradizione veronese e altre decine di proposte legate al territorio.

Il tutto accompagnato dal vino rosso Bardolino Doc e il Chiaretto di Bardolino con un’ «offerta musicale all’altezza della location» ha spiegato Carlotta Bonuzzi, consigliere comunale con delega alle manifestazioni.

Appuntamento, dunque, dall’1 al 4 ottobre a Bardolino.

Programma, ulteriori informazioni e prevendita su www.bardolinotop.it.

 

 

Vista su Bardolino

Vista sul lungolago di Bardolino (Foto di europlan.it)

 

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Articolo a cura di Nicola Albi
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Gli Alti Pascoli della Lessinia iscritti nel Registro nazionale dei Paesaggi Rurali Storici. Soddisfazione nella comunità montana veronese

Gli Alti Pascoli della Lessinia iscritti nel Registro nazionale dei Paesaggi Rurali Storici. Soddisfazione nella comunità montana veronese

Mercoledì 9 settembre 2020, dopo la valutazione positiva del dossier che presenta il progetto “Alti Pascoli della Lessinia” da parte Commissione Nazionale del paesaggio rurale di Roma, la soddisfazione dei veronesi è alle stelle.

La Commissione che fa capo all’Osservatorio Nazionale del paesaggio rurale del Ministero delle Politiche agricole e forestali di Roma, nei prossimi giorni procederà, dopo il nulla osta formale, con l’inserimento ufficiale degli Alti Pascoli della Lessinia nel Registro nazionale dei paesaggi rurali storici.

Il gruppo di lavoro composto dal GAL Baldo Lessinia, con il presidente Ermanno Anselmi, ha coinvolto i Comuni veronesi di Erbezzo, Selva di Progno, Velo Veronese, Sant’Anna d’Alfaedo, Bosco Chiesanuova, Roverè Veronese, i Comuni trentini di Ala e Avio e il Comune vicentino di Cresadoro, nonché due società agricole private (Società agricole Le Coste S.s. e l’Azienda agricola Baito Jegher Campara S.s.).

La relazione espositiva del dossier “Alti Pascoli della Lessinia”, curato dal team operativo di professionisti ed esperti dell’Associazione di Tutela della Lessinia, è risultata determinante.

 

Alti Pascoli

I firmatari dell’Associazione di Tutela della Lessinia (ATS) con il progetto “Alti Pascoli della Lessinia” intorno al tavolo (Foto di altipascolidellalissinia.it)

 

Il Progetto “Alti Pascoli della Lessinia”

L’iniziativa era iniziata cinque anni fa e con il coordinatore del progetto è Giuliano Menegazzi.

Ad illustrare la relazione finale, in rappresentanza di tutto il team di esperti che ha lavorato al dossier, è stato il dottore forestale Davide Pasut.

Un risultato, quello dell’iscrizione nel Registro nazionale dei paesaggi rurali storici, che premia il lavoro di squadra e la tenacia dei componenti, delle associazioni e dei comuni coinvolti.

Già nell’incontro di presentazione del progetto alla cittadinanza, alle imprese e agli enti del territorio montano, svoltosi il 30 novembre 2019 a Bosco Chiesanuova (Verona), l’obiettivo era lungimirante per tutta la Lessinia.

Una vera e propria opera di sensibilizzazione, quella degli “Alti Pascoli della Lessinia”, indispensabile per generare interesse verso il patrimonio rurale, storico, architettonico e ambientale della montagna veronese.

Come aveva sottolineato il coordinatore del progetto, Giuliano Menegazzi, durante il convegno di Erbezzo (Verona) del 6 settembre 2019:

“Lo sforzo, che è anche l’obiettivo dei primi appuntamenti, è far capire alle persone che i paesaggi rurali storici sono intesi come i paesaggi culturali in cui le strutture storiche sono state salvaguardate dall’abbandono e dal degrado. Questi si distinguono per un Genius Loci associato con l’identità del territorio che ne contraddistingue la sua unicità.”

E così aggiungeva Giuliano Menegazzi durante la stessa serata: “Pertanto la consapevolezza della popolazione è essenziale per avviare percorsi di certificazione, salvaguardia e valorizzazione del grande patrimonio presente nel territorio delle malghe della Lessinia, con una significativa armonia integrativa tra produzione, ambiente e cultura”.

Coordinatore Giuliano Menegazzi

Giuliano Menegazzi il Coordinatore del Progetto Alti Pascoli della Lessinia (Foto di altipascolidellalessinia.it)

 

Il sito web degli “Alti Pascoli della Lessinia”

Con l’attivazione del sito www.altipascolidellalessinia.it si vuole condividere tutte le informazioni disponibili sul progetto, scientifiche e di sensibilizzazione dei cittadini.

Alti Pascoli della Lessinia non è un sito di promozione turistica o uno spazio con finalità commerciali, il portale è a disposizione di chi vuole affacciarsi e capire un territorio unico e irripetibile come è quello della Lessinia.

Nel sito troviamo una descrizione generale del Progetto a cui sta lavorando l’Associazione di Tutela della Lessinia (ATS), una sezione che contiene la rassegna stampa e una pagina dedicata al gruppo di studiosi e professionisti incaricati di redigere il dossier richiesto dal Ministero.

Ogni membro del team ha un profilo dove si spiega il ruolo all’interno del programma di lavoro.

Sono poi citati i soggetti firmatari dell’ATS, i partner operativi, quelli istituzionali e i partner sostenitori.

Ampio spazio anche al Registro e ai suoi criteri, che costituiscono il “cuore” dell’intero progetto.

Infine la parte multimediale con le gallery fotografiche e quelle video.

 

Sulla Lessinia e l’enoturismo puoi leggere la pagina di VeronaWineLove.com sullo Spumante Durello e la Guida Turistica dell’altopiano della Lessinia.

 

Lessinia Alti Pascoli

Foto © Marco Malvezzi e © Alti Pascoli della Lessinia

 

Un progetto, quello degli Alti Pascoli della Lessinia, che rende un servizio comunicativo e di rilievo storico-paesaggistico fondamentale per sostenere il territorio montano veronese e, con esso, l’intera comunità.

 

Leggi anche Progetto Alti Pascoli della Lessinia

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Articolo a cura di Nicola Albi

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Foto di copertina: © Marco Malvezzi e © Alti Pascoli della Lessinia

Video di www.daily.veronanetwork.it del 10/09/2020

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Soave Versus, l’evento sul vino con Verona al centro, dal 4 settembre al 5 ottobre 2020

Soave Versus, l’evento sul vino con Verona al centro, dal 4 settembre al 5 ottobre 2020

Verona-Wine-Enoturismo-vino

Il Consorzio Tutela Vino Soave ha deciso per il 2020 di ampliare i tre giorni abituali di kermesse “Soave Versus” a tutto il mese di settembre e di portare l’evento nei ristoranti di Verona e provincia.

La manifestazione Soave Versus quest’anno compie vent’anni: un compleanno importante per uno degli appuntamenti più longevi e più amati del panorama italiano.

Il Consorzio Tutela Vino Soave intende dedicare dunque all’evento del 2020 un mese intero: dal 2 settembre al 3 ottobre 2020.

Un mese dedicato al Vino Soave e alla ristorazione

Il Soave da più di 200 anni continua a essere un vino e un territorio di riferimento dell’enologia italiana.

Soave Versus è una chiamata a raccolta di tutti i protagonisti del tessuto produttivo di Verona che ruota intorno al vino.

Viticoltori, istituzioni ed esercenti insieme in un progetto unico e condiviso, diffuso in città e provincia, che mostra tutta la bellezza di un territorio.

Con la collaborazione dell’Associazione Hostaria infatti, il Soave Versus è diventato un ricco calendario di appuntamenti dove chiunque potrà degustare il vino bianco più famoso d’Italia accompagnato da deliziosi piatti nei migliori ristoranti di Verona e provincia.

Sul sito www.soaveversus.com è possibile acquistare dei voucher del valore di 10,15 o 20 Euro da spendere, previa prenotazione, fino al 9 ottobre 2020 e che da diritto a un abbinamento di un calice di Soave con un piatto studiato apposta dagli chef.

Tutti i ristoranti aderenti all’iniziativa sono consultabili nel sito dell’evento.

La settimana clou sarà dal 2 al 7 di settembre 2020, dove il Consorzio Tutela Vino Soave, ha organizzato una serie di serate tematiche per celebrare la fine dell’estate e per far scoprire il Soave nei suoi innumerevoli aspetti.

 

Castello di Soave

Vista sul Castello medievale di Soave (Verona). Foto di Nicola Albi

 

Soave Versus: 5 serate per 5 cene gourmet

Saranno ben 5 le serate organizzate per il pubblico e dedicate al vino Soave dei vari produttori, godendo di esperienze gourmet esclusive.

Ad esse verrà abbinata un’ampia selezione di Soave dei vari produttori, divisi per i 4 terroir.

A Wine and Food experience: Soave and The City

Si inizia il 2 settembre 2020 da Forkette a Verona con Gianluca Boninsegna ed Enrico Fiorini, dove il Soave sarà protagonista di abbinamenti con le pizze gourmet proposte dal campione del mondo Stefano Miozzo.

Nell’occasione sarà anche presentata la nuova guida alle Terre del Soave della Strada del Vino Soave.

La notte bianca del Soave

La piazza di Roverchiara si tingerà di oro il 3 settembre 2020 con la notte bianca.

In collaborazione con Coldiretti Verona, il Ristorante Le 4 ciacole con Patron Marco Scandogliero proporrà una serata all’insegna del vino Soave abbinato ai prodotti kilometro zero delle nostre terre e accompagnamento musicale. Ingresso Euro 15.

Nel ristorante invece una cena esclusiva firmata dallo chef Francesco Baldissarutti (su prenotazione Euro 80).

Soave & Volcanic Wines

I vini dei vulcani saranno invece il tema della serata del 4 settembre 2020 a Tenuta San Martino a Legnago.

Qui si potranno degustare, oltre a tanti Soave, anche i vini dei territori dell’associazione Volcanic Wines dall’Etna al Vesuvio, da Pitigliano ai Colli Euganei fino a Capo Verde.

La serata su prenotazione prevede un ingresso di 25 Euro a persona per 3 calici e accesso illimitato al buffet.

Soave terroir

Il 6 settembre 2020 si torna a Verona, stavolta in una delle terrazze più belle della città: quella di A.M.E.N. sulle Torricelle, per Dream Verona e Drink Soave.

La serata prevede la presentazione in anteprima del nuovo lavoro edito dal Consorzio Tutela Soave dal titolo “Soave Terroir”.

Entrata a 15 Euro per 4 calici e piatto gourmet.

Soave Seven – La longevità del Soave

La longevità del Soave sarà il tema dell’ultima serata di celebrazioni. Al Bacco D’Oro di Mezzane di Sotto (Verona) infatti Soave Seven, l’evento della Strada del Vino Soave organizzato con il Consorzio Tutela Vini Soave, vedrà a confronto il Soave d’annata con quello di 7 anni prima.

Un’occasione unica per parlare con i produttori e conoscere la storia di questo vino bianco.

Spiega Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio Tutela Vini Soave:

“Attraverso queste serate abbiamo voluto raggiungere e parlare a un pubblico ampio: dai giovani che si vogliono avvicinare al mondo del vino fino agli winelovers, in un grande omaggio a questa bellissima città e alla sua provincia”.

 

Vino Soave

Un calice di vino Soave. Foto del Consorzio Tutela Vini Soave

 

→ Scopri la pagina delle Strada del Vino Soave

→ Leggi anche  Vini e territori di Soave: riconosciuti 33 nuovi Cru tra la zona classica del Soave, Roncà, la Val d’Illasi e Mezzane

→ Scopri  CANTINE E VINI DI SOAVE

 

Articolo a cura di Nicola Albi
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Valpolicella in bicicletta: 3 itinerari attraverso i vigneti, l’arte e la storia della terra dell’Amarone

Valpolicella in bicicletta: 3 itinerari attraverso i vigneti, l’arte e la storia della terra dell’Amarone

Cicloturisti, oggi vi propongo tre percorsi da fare in bicicletta in Valpolicella, splendida valle a pochi km da Verona.

Il primo percorso è di circa 25 km ed è una bella gita in bicicletta tra Valpolicella e Lessinia, attraverso i paesi di Fumane, Breonio, Fosse e Sant’Anna d’Alfredo.

Il secondo percorso, di 19 km, ci porta invece da Parona, alle porte di Verona, a San Floriano, frazione di San Pietro in Cariano.

Il terzo percorso è invece più lungo e ci porta da San Pietro in Cariano a Verona, passando per Negrar. L’itinerario proposto è di circa 30 km. e può essere considerato il percorso inverso al precedente, con la deviazione per il paese di Negrar.

 

Bicicletta in Valpolicella

Cicloturismo in Valpolicella

 

In bicicletta tra Valpolicella e Lessinia

Con questa bella gita in bicicletta attraversiamo i paesi di Fumane, Breonio, Fosse, Sant’Anna d’Alfaedo.

Da Sant’Ambrogio di Valpolicella ci dirigiamo a Fumane, dove arriviamo in 7 km pedalando in un tratto di pianura.

Fumane occupa la vallata dominata dal Corno d’Aquilino e dal Monte Pastello.

Ed è proprio dal paese di Fumane che inizia la salita più impegnativa del percorso.

Le pendenze sono sostenute ma non proibitive e accompagnano il percorso fino a poco prima di Breonio, che si raggiunge in discesa.

Da Breonio, in un saliscendi, si arriva a Fosse, frazione di Sant’Anna di Alfaedo. Tutto il suo territorio è famoso per la pietra di prun.

A Fosse puoi scegliere se proseguire per raggiungere Sant’Anna d’Alfaedo o tornare a Fumane passando prima per il paese di Molina e poi per Gorgusello. 

Ti ritroverai in un’altra discesa che passa attraverso un ambiente più selvaggio.

Questa via di discesa, da Fosse a Fumane è di Km 18,5.

La discesa è molto varia: prima è tortuosa, poi diventa rettilinea. Attraversa boschi verdi per poi fiancheggiare alcune pareti di roccia che hai potuto ammirare lungo il percorso.

Apriamo ora una parentesi. Se vuoi fare una sosta, ti ricordo che al confine del comune di Sant’Anna d’Alfaedo, sotto contrada Crestena e frazione Giare, si trova il famoso Ponte di Veja. 

 

Lessinia - Ponte di Veja - Sant'Anna d'Alfaedo - provincia di Verona ---

Ponte di Veja a Sant’Anna d’Alfaedo: è il più imponente e maestoso monumento geologico dell’intera Lessinia

 

Si tratta di un gigantesco arco naturale, con una luce di circa 50m, formatosi grazie all’evoluzione di un’originaria caverna carsica apertasi nel corso di milioni di anni nella roccia calcarea per effetto dell’azione erosiva dell’acqua.

Penetrando dall’esterno, l’acqua ha causato il crollo della volta, lasciando in piedi solo l’architrave d’ingresso.

Se non sei mai stato merita una visita!

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In bicicletta da Parona a San Floriano

Si parte da Parona, a ovest di Verona, facilmente raggiungibile dal centro città, per esplorare in bicicletta le prime colline della Valpolicella.

Si tratta di un percorso di 19 km, semplice, con alcuni tratti di pista ciclabile e altri che richiedono più attenzione.

Partiamo da Largo Stazione Vecchia e, poco prima della galleria, si imbocca via del Monastero, sulla sinistra.

Si prosegue quindi su questa stradina stretta fra due mura, superando anche un breve tratto non asfaltato.

Giunti ad Arbizzano, attraversiamo il paese e pedaliamo verso Santa Maria. 

Attraversiamo anche Pedemonte, meglio se percorrendo le vie parallele alla provinciale (sulla destra), per evitare il traffico.

Giunti sulla provinciale che porta a San Floriano, per buona parte si potrà proseguire senza pericoli sulla pista ciclabile.

Una volta giunti a San Floriano, non può mancare una pausa per la visita all’antica pieve.

 

Cicloturismo in Valpolicella: Pieve di San Floriano

Cicloturismo in Valpolicella: la Pieve Romanica di San Floriano è del XII secolo

 

Riprendiamo il percorso e proseguiamo in direzione di località Cà dell’Ebreo, tornando poi verso Pedemonte.

Invece di percorrere nuovamente la strada dell’andata, si può deviare verso Cengia e poi Corrubbio.

Superato un tratto sterrato in direzione della località Quar, svoltando a destra si torna su una strada che, in un paio di chilometri, ci riporta direttamente a Parona.

 

Cicloturismo: S.Pietro in Cariano – Negrar – Verona

Questo itinerario, di circa 30 km, ci porterà a scoprire alcune zone caratteristiche della Valpolicella.

Da San Pietro in Cariano raggiungiamo subito la pieve di San Floriano. Proseguiamo ed entriamo in via Valle di Pruviniano, nel comune di Marano.

Subito a sinistra troviamo corte Fasanara, che merita una sosta e una visita. 

Poco più avanti, sempre sulla sinistra incontriamo, in località Pozzo, la pieve San Marco Evangelista.

Ritornati sulla via principale, seguiamo a destra via Chiesa per arrivare al centro della frazione di Valgatara. 

Dopo la chiesa svoltiamo a destra per raggiungere località Sottovilla.

Da qui, con una non facile salita ci alziamo di qualche decina di metri e questa parte di Valpolicella appare in tutta la sua bellezza.

Possiamo notare il monte Masua sulla destra e i monti di Fumane sulla sinistra. 

A ore undici, il santuario di Santa Maria di Valverde svetta sulle pendici del monte Castello, con tutt’intorno le abitazioni di Marano e di S. Rocco.

Vigneti, ulivi e grosse piante di ciliegi accompagnano, lungo la strada poco trafficata, ci conducono alla forcella del colle Masua.
La vista sulle due valli sottostanti è splendida.

In discesa proseguiamo fino nel centro del paese di Negrar arrivando in breve alla sua piazza principale, dove notiamo la chiesa e il cortile dell’antica pieve (sulla quale spicca il romanico campanile).

Attraversato il ponticello, seguiamo il progno di Negrar in direzione nord fino ad incontrare località Poiega e Villa Rizzardi.

 

Villa Rizzardi-Negrar-Verona

Villa Rizzardi a Negrar e giardino Pojega, uno dei più bei giardini del Veneto (per informazioni www.pojega.it)

 

Attraverso una breve e impegnativa salita, raggiungiamo Vigolo e scendiamo poi a Villa, dove l’antico insediamento della villa romana è stato sostituito da recenti complessi architettonici rurali e signorili. 

Vi consigliamo una sosta per ammirare villa Quintarelli Ruffo, l’edicola sacra e gli antichi lavatoi.

Ripartiamo e, attraversando il Progno e lungo via della Rimembranza, torniamo alla piazza principale del paese di Negrar.

Di qui, proseguendo in direzione Moron, si ha la possibilità di contemplare la vallata di Negrar verso est e la sua montagna più elevata: il Monte Comun (700 metri).

Continuiamo, completamente circondati da vigneti, pedalando tra antiche corti e cantine.

Fermiamo la bicicletta e l’attenzione presso i lavatoi, in pietra della Lessinia, luogo ancora ben conservato. Qui è facile immaginare massaie d’altri tempi intente a fare il bucato.

Ancora poche centinaia di metri e la strada scende verso la provinciale raggiungendo San Vito di Negrar.

Ci avviamo poi verso destra, lungo una parallela della stradale principale, in direzione sud e raggiungiamo una strada sterrata tra filari di vigneti dove notiamo l’Arco di Giove.

Usciamo nei pressi di Santa Maria di Negrar, superiamo l’incrocio regolato dal semaforo, giriamo a destra in via Campostrini e poi a sinistra in via Santa Sofia.

Attraversiamo il ponte della ferrovia sul fiume Adige, dal quale appare l’ansa di Parona e, attraversiamo Sorte e poi Chievo.

Raggiungiamo in 5 km Verona attraverso la ciclabile Rubinelli lungo il Canale Camuzzoni (tratto internazionale della ciclabile Via Claudia Augusta).

 

Video della Strada del Vino della Valpolicella

 

Enoturismo: in bicicletta alla scoperta dei vini della Valpolicella

Per chi ama il buon vino, una gita in bicicletta può prevedere anche una sosta in una delle tante cantine che si trovano lungo il tragitto.

La Valpolicella è la terra dell’Amarone, del Recioto, del Valpolicella, del Valpolicella Classico e del Valpolicella Ripasso, vini noti in tutto il mondo.

Scopri le CANTINE DELLA VALPOLICELLA

 

Articolo a cura di Nicola Albi
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In bicicletta nella zona del vino Custoza: due itinerari per conoscere la storia del Risorgimento Italiano

In bicicletta nella zona del vino Custoza: due itinerari per conoscere la storia del Risorgimento Italiano

Questa settimana vi propongo due bei percorsi nella terra del vino Custoza. Questi luoghi sono stati testimoni di famose battaglie del Risorgimento Italiano che hanno dato inizio alla Terza guerra d’indipendenza italiana.

Tra queste vallate sono stati eretti monumenti dedicati ai militari caduti durante la Battaglia di Custoza, tra cui l’Ossario con i suoi 38 metri di altezza, e segnavia che indicano punti di interesse storico.

Il primo percorso: da Valeggio a Villafranca

Il primo è un percorso breve, da Valeggio a Villafranca, ma che tocca punti molto interessanti della provincia veronese.

Il percorso è di 8,8 km e potete farlo in bicicletta, come ve lo proponiamo. Ma se preferite camminare, potete fare una bella passeggiata e raggiungere questi luoghi in auto.

Valeggio sul Mincio è uno snodo interessante per chi si muove in bicicletta, in quanto a Borghetto, a poche pedalate di distanza dal centro, passa la famosa ciclabile Mantova-Peschiera. È bene avere una bicicletta in grado di affrontare un tratto su strada non asfaltata.

Dal centro di Valeggio ci si dirige verso Villafranca sulla Provinciale 24. Si passano il campo sportivo e un distributore, entrambi sulla sinistra. Ancora un centinaio di metri e si lascia la provinciale per prendere una via sulla destra, indicata come località Serseni.

Il percorso ciclistico è ben segnalato con un cartello. Si prosegue tranquillamente in mezzo ai campi su questa stradina, che a un certo punto diventa sterrata, ma rimane facilmente percorribile.

Giunti all’incrocio, si svolta a sinistra e, passato il gruppo di case, a destra (qui il percorso ciclistico è nuovamente segnalato).

Si prosegue sempre su questa strada di campagna, che presto tornerà a essere asfaltata.

Giunti alla rotonda in località Dossi, si può proseguire agilmente sulla pista ciclabile – separata dalla carreggiata – per gli ultimi due chilometri fino al Castello di Villafranca.

 

Vista su Custoza

Vista su Custoza (Verona) con l’Obelisco sulla destra

 

Percorso circolare: da Sommacampagna a Custoza

Il secondo è un percorso circolare di 25 km a Sommacampagna.

Partiamo da Villa Venier di Sommacampagna, dimora settecentesca con un grande parco aperto al pubblico e un comodo parcheggio in prossimità dell’entrata, per esplorare le campagne della zona del Custoza.

Prima di lasciare Sommacampagna, vale la pena visitare la pieve di Sant’Andrea, uno dei luoghi di maggiore interesse del paese, che sorge all’interno del cimitero.

Prendiamo la strada per Custoza, ma – circa un chilometro dopo l’uscita dal centro abitato – lasciamo la strada principale per deviare verso località Fredda e continuiamo a seguire la strada asfaltata fino a località Cappello.

Dopo un brevissimo tratto sterrato, allo stop giriamo a sinistra e nuovamente a sinistra seguendo le indicazioni per Ganfardine.

Passato il paesino, al primo incrocio svoltiamo a sinistra, proseguendo su via Pantina – dopo aver passato l’omonima località – quindi via Molinara Vecchia e via Tezze, raggiungendo in questo modo la frazione di Caselle.

Alla prima rotonda prendiamo la strada a sinistra, verso Lugagnano, ma allo stop giriamo di nuovo verso sinistra, per tornare verso Sommacampagna.

Incontriamo una rotonda, qui svoltiamo a destra. Passata la ferrovia, giriamo a sinistra e poi ancora a sinistra passando poco più avanti un’altra volta sotto alla ferrovia, che costeggiamo fino a imboccare una strada sterrata sulla sinistra.

Dopo una breve salita, di circa 300 metri, arriviamo alla chiesetta della Madonna del Monte, in posizione panoramica.

Si torna a scendere e, poco dopo, a pedalare su una strada asfaltata che ci riporta a Sommacampagna.

 

Siti web per cantine

Visita le cantine della zona del vino Custoza

 

I vini e le cantine della zona del Custoza

Il Custoza è un vino che esprime l’identità del territorio, qui troviamo il vitigno della Garganega, del Trebbianello, della Bianca Fernanda e del Manzoni Bianco.

Sono vitigni antichi quelli che, uniti ad altri più recenti, creano la ricchezza del vino Custoza, uno dei più interessanti vini veronesi.

Il Custoza DOC e il Custoza Superiore DOC ben si abbinano ai primi piatti e alle cani bianche.

Il Custoza Spumante DOC è ottimo come aperitivo mentre il Custoza Passito DOC si addice ai dolci.

Perdersi tra queste rigogliose colline e fermarsi in qualche enoteca o trattoria locale è una buona occasione per rilassare mente e corpo. E ammirare questo angolo ricco di storia della provincia di Verona.

→ Scopri la pagina delle Strade del Vino nella provincia di Verona

→ Leggi anche: Guida turistica di Custoza

 

Articolo a cura di Nicola Albi
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