Cosa vedere a Verona: “10 percorsi alla scoperta dei vini di Verona” e dell’enoturismo. Ebook in regalo a chi si iscrive alla newsletter

Cosa vedere a Verona: “10 percorsi alla scoperta dei vini di Verona” e dell’enoturismo. Ebook in regalo a chi si iscrive alla newsletter

Cosa vedere a Verona, quando si approda in questa provincia ricca di storia e di vini sublimi?

Come scoprire i vini di Verona e incontrare la cultura, l’arte, la natura di una provincia speciale?

Se sono queste le domande che ti poni nel conoscere la Città dell’Amore, la risposta ti viene da “10 percorsi alla scoperta dei vini di Verona”, l’ebook che Verona Wine Love dona a chi si iscrive alla newsletter.

“10 percorsi alla scoperta dei vini di Verona” è stato curato da Sara Soliman e Nicola Albi, di AEsse Communication, la web agency che si occupa del nostro sito web.

L’ebook è dedicato a Verona, capitale del vino, e alle nove Strade del Vino che meglio rappresentano la produzione vinicola scaligera.

E’ una lettura agevole, com’è nella filosofia del nostro gruppo di comunicatori: una lettura “mobile friendly”. Ma con la profondità della passione che la provincia scaligera ti suscita nell’anima.

 

Verona-Balcone di Giulietta-Verona città dell'Amore

 

Verona cosa vedere: l’ebook di Verona Wine Love

L’indice dell’ebook “10 percorsi alla scoperta dei vini di Verona” racconta i contenuti di quest’opera che interessa sia gli winelovers che gli appassionati di turismo:

  • Verona Capitale dell’Enoturismo
  • Strade del Vino
  • Turismo del Vino: visite in cantina
  • Aziende vitivinicole veronesi
  • Percorsi di enoturismo:
  • 1) Strada del Vino della Valpolicella
  • 2) Strada del Vino Soave
  • 3) Strada del Vino Bardolino
  • 4) Strada del Vino Lugana
  • 5) Strada del Vino Custoza
  • 6) Strada del Vino Durello
  • 7) Strada del Garda Doc
  • 8) Strada del Vino della Terra dei Forti
  • 9) Strada del Vino di Arcole

Sono rappresentate tutte le zone di cui si occupa il sito web Verona Wine Love: dalla Valpolicella a Soave, da Bardolino alla zona del Lugana, da Custoza alla Lessinia che è la zona dello spumante Durello, dal Doc Garda alla Valdadige con la Terra dei forti, ad Arcole.

Ogni vino ha un territorio. E ogni territorio ha un suo vino. E’ la caratteristica di una provincia composita qual è quella di Verona.

La provincia scaligera è una “provincia diversa”. Dove la diversità è intesa come ricchezza, come sperimentazione, come originalità. Come operosità, rispetto delle persone e apertura al mondo.

Verona fa parte delle dieci capitali mondiali del vino ed è la capitale italiana dell’enoturismo, il turismo del vino”, scrive Sara Soliman nel presentare i 10 percorsi dell’enoturismo scaligero.

“Le valli attorno a Verona rappresentano una delle più importanti aree di produzione vitivinicola in Italia e nel mondo”, sottolinea Soliman.

“Rientrano infatti nella provincia di Verona zone come la Valpolicella, terra del celebre Amarone, la valle di Soave, dove si produce uno dei
vini italiani più esportati, le località di Bardolino e Custoza, che danno il nome ai relativi vini”, osserva l’autrice dell’ebook. “Originari del Lago di Garda il Garda Doc e il vino Lugana, tanto amato dai poeti”.

“Da Verona si possono inoltre raggiungere, con un breve tragitto, la Valdadige e la Lessinia, terre dell’Enantio e del Durello”, conclude Soliman. “Vicino a Verona si trova anche Conegliano e Valdobbiadene, terra del noto Prosecco”.

 

Vinitaly-degustazioni-vini

 

Ebook per le gite alla scoperta dei vini e del territorio della provincia di Verona

L’ebook è uno strumento utile per programmare le gite alla scoperta del territorio e dei vini di Verona e provincia. 

Il portale web veronawinelove.com si occupa di comunicazione su eventiturismo, mondo del vino e dell’enogastronomia.

Segue anche manifestazionispettacoli e appuntamenti che siano legati o che abbiano ricadute positive sulle cantine veronesi e sulle cantine delle province limitrofe: Vicenza, Mantova, Brescia e Trento.

Per avere l’ebook ti basta iscriverti alla newsletter di Verona Wine Love.

La newsletter ha una periodicità mensile. Presenta gli argomenti più importanti del Magazine Verona Wine Love e informa sulle novità e sugli eventi del mondo del vino e dell’enoturismo.

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Articolo a cura di Maurizio Corte
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Perché comunicare prodotti e servizi con una strategia digitale. E affidarsi ai professionisti della comunicazione per ottenere risultati

Perché comunicare prodotti e servizi con una strategia digitale. E affidarsi ai professionisti della comunicazione per ottenere risultati

La comunicazione – ne convengo – ha un qualcosa di impalpabile, di etereo e passeggero. Tanto che ti chiedi: ma ha davvero senso investirvi del denaro?

Parlo di denaro importante. Non di quisquilie…

Eppure per vendere un tuo prodotto o un tuo servizio, come per costruire una tua immagine come azienda, investire nella comunicazione digitale è un passaggio ineludibile.

Il rischio è semmai quello di spendere denaro senza un ritorno. Di ritrovarti al punto di partenza avendo buttato alla malora tempo e risorse.

La tentazione della scorciatoria, della comunicazione “fai-da-te” è forte. Lo capisco. Ma vale la pena?

Ammettiamolo pure: il pensiero del ricorso allo stagista di turno è quasi automatico. Costa un pipa di tabacco, a dirla tutta.

Ti chiedi: si possono mai spendere migliaia di euro per un professionista della comunicazione? Cos’ha di diverso un professionista da un consulente che costa poco: compie forse miracoli?

Certo che si possono spendere, quelle migliaia di euro. L’importante è che diano un ritorno.

In un master universitario dove insegno, e di cui curo le relazioni esterne, spendiamo ogni anno alcune migliaia di euro fra servizi di comunicazione digitale e professionisti che ci aiutano.

Tutti gli anni, a ottobre, far emettere quelle fatture mi fa domandare: vivaddio, ma è proprio necessario spendere tutti ‘sti soldi?

La risposta mi arriva due mesi dopo: quell’investimento in comunicazione digitale ci rende quattro volte l’investimento.

Come faccio a saperlo? Perché su internet tutto è misutabile. Anche un sospiro, se lo traduciamo in una mossa sulla tastiera del computer. O in un selfie sullo smartphone.

C’è un modo per far sì che l’investimento in comunicazione renda? Certo. Ce ne sono almeno due:

  • ricorrere a una comunicazione di qualità, che porta risultati. Una comunicazione fondata su una strategia digitale con obiettivi e il resoconto dei frutti raccolti;
  • affidarsi a una squadra di professionisti. Perché quando la partita si fa importante non possiamo affidarci al primo sbarbatello che passa per la strada. E neppure allo smanettone di turno

 

Comunicare prodotti, servizi e immagine aziendale - La strategia digitale- Verona Wine Love

Comunicare prodotti, servizi e immagine aziendale. La strategia digitale è uno modus operandi fondamentale e va gestita da professionisti

 

Come comunicare bene prodotti, servizi e immagine aziendale: la strategia digitale

La strategia digitale è l’elemento più importante nell’attività di comunicazione di un’azienda o di un’organizzazione.

Solo se si sono definiti gli obiettivi di comunicazione, con un’attività a lungo termine, è possibile investire in modo adeguato le risorse economiche necessarie per ottenere risultati.

Definiti gli obiettivi di comunicazione, occorre pensare al destinatario del nostro messaggio, della nostra comunicazione.

Pensare di parlare a tutti; pensare di rivolgersi alla folla è come voler parlare a nessuno.

E’ un gettare in una fontana arrugginita sforzi, risorse e idee.

I professionisti e gli studiosi americani usano, a questo proposito, un’espressione che è per metà latina.

Definiscono il destinatario del messaggio una “buyer persona”. Che diventa “buyer personas” quando la tipologia di destinatario è più di una.

Per la parte che qui ci interessa, preferisco usare il termine “Lettore Ideale” (Ideal Reader).

In ogni caso, si usino le parole “buyer persona” o “ideal reader”, l’importante è avere presente che il destinatario del messaggio è l’elemento più importante.

Il destinatario della nostra comunicazione è l’elemento più importante per raggiungere gli obiettivi di comunicazione.

Come si costruisce una strategia?

Una strategia richiede un lavoro di ascolto, di analisi e di pianificazione composto da più stadi e competenze.

 

Strategia digitale - cos'è e come si costruisce - comunicazione digitale - Verona Wine Love - 3 -

La strategia digitale richiede una visione d’insieme, un impegno a lungo termine e l’impiego di un professionista della comunicazione

 

Strategia digitale: cos’è e perché è importante

Nel libro “Strategia digitale: il manuale per comunicare in modo efficace su internet e i social media”, gli autori ci ricordano che la strategia è l’arte del condurre un esercito.

“Si tratta di definire quali siano gli obiettivi che l’azienda decide sia corretto darsi“, spiegano nel libro Giuliana Laurita e Roberto Venturini. “Di conseguenza, individuare strumenti e risorse e sviluppare piani per raggiungere questi obiettivi”.

Occorre tener conto delle caratteristiche e delle specificità del mercato. E di quanto ci chiedono gli stakeholder esterni e gli organismi interni a un’azienda.

Prima vi è la strategia aziendale, che riguarda il business. Da questa strategia, spetta al comunicatore digitale ricavare gli obiettivi di comunicazione, i canali e gli strumenti per raggiungerli.

Da parte sua, Alice Avallone – nel libro “Strategia digitale” – sottolinea come la strategia richieda una visione d’insieme.

In questo non va confusa con la “tattica”, rappresentata da una singola azione che punta a raggiungere un singolo obiettivo.

La strategia, insomma, scrive Avallone, è “un piano d’azione a lungo termine per impostare e successivamente coordinare le azioni tese a raggiungere obiettivi predeterminati”.

Perché è importante una strategia digitale? Per due buoni motivi.

Il primo motivo è legato al fatto che, per raggiungere traguardi rilevanti, occorre pensare e agire sulla lunga distanza.

Non possiamo permetterci di fermarci al “day by day”. Ad azioni sporadiche – o, peggio, improvvisate – di comunicazione.

L’immediatezza che richiede talvolta la comunicazione digitale deve fondarsi su una visione d’insieme. Una visione a lungo raggio.

Il rischio, se non si ha una visione a lungo raggio, è di cogliere gli obiettivi sbagliati.

Il rischio è di allontanarsi dagli obiettivi aziendali di business – o comunque dagli obiettivi dell’organizzazione – per inciampare in risorse sprecate e in danni all’immagine dell’azienda.

Il secondo motivo che giustifica la strategia digitale è legato proprio all’essenza del digitale: il portare i media a convergere, a intersecarsi, a dialogare e ad essere sinergici.

Il digitale supera l’analogico non solo in immediatezza e in pervasività d’utilizzo. Il digitale si caratterizza per il suo riuscire a ibridare i media e, in questo modo, a influenzare il mondo in cui usiamo quei media.

Una strategia digitale è, insomma, una visione d’insieme, a lungo raggio, nell’utilizzo coordinato dei media.

Diamo allora una definizione compiuta della cosa.

Una visione strategica digitale si basa sugli obiettivi di un’organizzazione che la strategia di comunicazione digitale è chiamata a tradurre in azioni comunicative orientate a un risultato.

 

Strategia digitale - cos'è e come si costruisce - comunicazione digitale - Verona Wine Love - 1

L’errore più grave che un’organizzazione o un’azienda possono commettere è di non valutare che la comunicazione va affidata a professionisti. Non a improvvisatori. I professionisti costano? Certo. Sono quelli che portano risultati, anziché portare illusioni e disastri

 

I professionisti della comunicazione digitale: perché servono

Si fa spesso l’errore di anteporre il medium al messaggio

Si ricorre, ad esempio, all’utilizzo di Instagram… perché così fan tutti. E perché si pensa che sia facile come canale di comunicazione.

Chi non sa scattare, del resto, una fotografia con uno smartphone?

Metterla online, poi, è un gioco da ragazzi scemi. Possono farlo tutti.

Facebook lo si affida al cugino o all’amica che si diletta a postare testi, qualche foto e magari anche un video decente.

Twitter, quando lo si usa, lo si mette in mano alla stagista di turno. E lo si fa – con Twitter come con altri social network – perché, si sa, i giovani sono bravi a smanettare. Costano anche poco; e disturbano ancora meno.

“Nel paese dei ciechi chi ha un occhio solo è re”, ci ricorda un vecchio detto di George Bernard Shaw.

Ho la sgradevole impressione che alcuni dirigenti si sentano “Reucci”, nel paese dei giovani ciechi (e sciocchi) che usano il digitale senza saperlo maneggiare.

Nel fare queste scelte sciagurate, ci si dimentica che in Internet… tutto si crea e nulla si distrugge.

Con i nostri messaggi online lasciamo tracce. Quelle tracce contribuiscono a creare il nostro profilo digitale. Quel profilo digitale è il fondamento della nostra web reputation.

Attraverso le briciole dei messaggi sui social network un’azienda – lo voglia o meno – costruisce la propria immagine virtuale.

Un’immagine virtuale che diventa reale, perché il confine fra l’online e l’offline è stato abbattuto da molto tempo.

Di qui l’importanza di affidarsi a un professionista della comunicazione. O, meglio, a un team di comunicatori.

Per quanto bravo, un singolo comunicatore non può saper gestire al meglio la strategia digitale. Ammesso che da solo riesca a mettere a punto una strategia digitale.

Perché la strategia digitale è complessa. Richiede analisi, riflessione, visione prospettica.

 

Strategia digitale - cos'è e come si costruisce - comunicazione digitale - Verona Wine Love - 2

Una strategia di comunicazione digitale può e deve essere misurata e valutata. Il calcolo del ritorno sull’investimento fatto è sempre possibile

 

Comunicazione: l’errore che molte aziende commettono

“Non si può non comunicare”, ci dice il primo assioma della comunicazione. Un assioma messo a punto dalla Scuola di Palo Alto che insegno da anni alla prima lezione ai miei studenti e studentesse di Giornalismo Interculturale e Multimedialità.

Il comportamento è comunicazione. Non possiamo avere un “non comportamento”. Non possiamo avere una non-comunicazione, quindi.

Nel caso della comunicazione digitale, l’impossibilità di non comunicare si afferma ancor più stringente.

L’universo mediatico digitale è tanto pervasivo, tanto contemporaneo al nostro vivere quotidiano, tanto legato alla nostra esistenza grazie agli smartphone, che uno stesso messaggio viene rimbalzato in mille modi nei millanta angoli della comunicazione online.

Non solo. Quel nostro modo di comunicare – come azienda, ma anche come singoli – viene addirittura profilato: viene registrato, viene studiato, viene poi utilizzato per proporci una serie di messaggi che ci colgono nei punti sensibili.

Che lo si voglia o meno, la nostra organizzazione entra in un meccanismo comunicativo che può arrivare a sovrastarla.

Se un’azienda comunica male, quel cattivo comunicare avrà implicazioni reali. Concrete.

Quant’anche decidesse di non comunicare, vi sarà qualcuno che comunica per lei: commentando i suoi prodotti o servizi, costruendo una sua reputazione, tracciando una sua immagine. Maledicendo un suo modo di fare.

E tutto questo, se l’azienda od organizzazione non sta attenta, a sua insaputa.

L‘errore che molte aziende e organizzazioni commettono è di ignorare tutto questo. L’errore che fanno è di affidarsi a sprovveduti o a comunicatori improvvisati.

Il peggio che ho sentito dire, da un direttore generale di un’importante organizzazione, è che avrebbe affidato la gestione dei social a un giovane laureato “perché si sa che i giovani sanno smanettare con i social”.

Una posizione del genere rivela l’assenza di comprensione della comunicazione. E una forte propensione al credere che sia facile, quasi naturale e intuitivo, comunicare bene.

Per dirla in linguaggio corrente, quel manager è un imbecille. Non sa nulla di comunicazione. E ha pure la presunzione di maneggiarla, condizionandola.

Del resto, pensare che basti essere nati con il digitale (i “nativi digitali”) per saperlo usare, ai fini della strategia di comunicazione digitale, rivela l’assoluta mancanza di consapevolezza di quanto si sta facendo.

Sarebbe come dire: siccome sono fresco di patente e passo molte ore in auto, posso guidare una bolide di Formula Uno. Una Ferrari o una MacLaren.

E’ noto a tutti che il saper guidare un’automobile non fa di noi dei piloti di Formula Uno. O dei piloti da rally.

Di qui l’importanza di ricondurre la comunicazione – digitale, ma non solo – nel suo alveo professionale.

Ha un costo questa scelta? Certo. Ha un costo. A volte anche molto alto.

Il vantaggio del digitale è che possiamo calcolare al centesimo il ROI (il ritorno dell’investimento in denaro: return on investment).

I dati che il digitale ci mette a disposizione in abbondanza, ci permettono di verificare se una strategia digitale ha avuto successo.

Ci consentono di valutare se la strategia digitale ha funzionato. E se il denaro investito in professionisti della comunicazione digitale ha dato o meno i frutti che ci si aspettava.

Solo con un approccio strategico digitale, infatti, puoi pensare di cogliere gli obiettivi che contano. Il resto – le scorciatoie, gli espedienti da dilettanti della comunicazione – è solo un modo fantastico per fare danni.

Una strategia digitale richiede, insomma, una squadra di professionisti della comunicazione.

Come Verona Wine Love quella squadra l’abbiamo messa in piedi partendo dalla ricerca e dallo studio sui media, all’Università degli Studi di Verona. Per tradurla poi nel portale web sull’enoturismo in cui hai trovato questo articolo.

Il passaggio, ineludibile, è infatti quello: è il passaggio dalla strategia digitale alla squadra di professionisti della comunicazione che la realizza.

Dal guidatore sprovveduto, che si crede capace di andare in Formula Uno, al team di piloti veri. 

Articolo a cura di Maurizio Corte
redazione@veronawinelove.com

*** Maurizio Corte insegna Giornalismo Interculturale e Multimedialità all’Università degli Studi di Verona. Giornalista professionista, dal 1998 fa analisi dei media. E dal 2001 si occupa di Comunicazione Digitale. E’ specializzato in Brand Journalism e Comunicazione Strategica.

Due i libri consigliati che puoi acquistare su Amazon, con il quale Verona Wine Love ha un rapporto di affiliazione:
“Strategia digitale: il manuale per comunicare in modo efficace su internet e i social media” – di Giuliana Laurita e Roberto Venturini

“Strategia digitale” – di Alice Avallone

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Fondazione-Arena-Foto-Ennevi

L’Arena di Verona, sede della stagione estiva di opera lirica organizzata dalla Fondazione Arena di Verona e dei concerti di musica pop, rock e leggera (FotoEnnevi – Fondazione Arena di Verona)

 

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Eccoti poi i link di Verona Wine Love ad alcune informazioni utili su come arrivare sul lago di Garda e a Verona, città dell’Amore, e come soggiornarvi:

IL LAGO DI GARDA: GUIDA AI PERCORSI 

COME RAGGIUNGERE VERONA E IL LAGO DI GARDA CON I MEZZI PUBBLICI

COME ARRIVARE A VERONA: GUIDA PER CHI ARRIVA IN AUTO O MEZZI PUBBLICI

INFORMAZIONI UTILI PER CHI SOGGIORNA A VERONA

GUIDA TURISTICA ALLA CITTA’ DI VERONA

SCOPRI LA VALPOLICELLA. TERRA DI VINI, NATURA E CULTURA

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Vini Valpolicella, blocco per tre anni degli impianti per i vigneti della Doc. Il Consorzio di Tutela: misura per un equilibrio tra mercato e produzione

Vini Valpolicella, blocco per tre anni degli impianti per i vigneti della Doc. Il Consorzio di Tutela: misura per un equilibrio tra mercato e produzione

Vini Valpolicella, stop totale – dal primo agosto 2019 – degli impianti per i vigneti della denominazione per i prossimi tre anni.

Obiettivo: gestire in modo controllato la superficie a vite e la relativa capacità produttiva.

Il tutto all’insegna della conservazione e dello sviluppo del valore e della qualità della produzione dei vini Valpolicella. Vini che vedono nell’Amarone il Grande Rosso conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

La Regione Veneto ha pubblicato sul Bollettino ufficiale regionale (Bur) la richiesta del Consorzio di tutela vini Valpolicella per il blocco totale degli impianti per i vigneti della denominazione per i prossimi 3 anni.

 

Uve di Amarone Valpolicella

Blocco per tre anni degli impianti per i vigneti della Doc Valpolicella. Obiettivo: riequilibrare il rapporto tra la produzione e il mercato

 

Vini Valpolicella: stop agli impianti dei vigneti per riequilibrare il mercato

La richiesta, nata con l’obiettivo di riequilibrare il mercato attraverso una gestione controllata della superficie vitata e della relativa capacità produttiva, è stata definita dal cda del Consorzio.

“Il successo dei vini della Valpolicella”, ha detto il presidente del Consorzio tutela vini Valpolicella, Andrea Sartori, “è piuttosto recente e anche per questo ha bisogno di essere gestito al meglio”.

Negli ultimi 10 anni il territorio della Doc Valpolicella ha visto crescere la propria superficie vitata di circa il 30%.

L’incremento produttivo sfiora il 40%, con un +50% di uve messe a riposo per Amarone e Recioto.

Per Sartori “servivano scelte coraggiose e coscienziose per garantire la corretta remuneratività della filiera e la tenuta del prezzo medio“.

“Per questo in sede di assemblea dei soci abbiamo di recente approvato misure straordinarie di riduzione”, sottolinea Sartori. “Riduzione sia delle rese che della cernita delle uve destinate all’appassimento. E abbiamo richiesto il blocco degli impianti”.

E’ una politica contenitiva, questa del Consorzio di tutela dei vini Valpolicella, in via di adozione anche da parte di altre grandi Doc italiane.

La misura, prevista in vigore dal 1° agosto, contempla un periodo transitorio di 6/12 mesi per la messa a punto dei sistemi di controllo da parte delle strutture preposte.

Il blocco riguarderà tutto il potenziale viticolo della denominazione di origine (DO) Valpolicella.

 

amarone valpolicella, ripasso, cantine della valpolicella

Il giro d’affari della Doc Valpolicella ammonta a oltre 600 milioni di euro

 

 

Accanto alle varietà principali (Corvina, Corvinone, Rondinella) saranno infatti comprese anche tutte le varietà complementari ammesse nei disciplinari di produzione.

Sono 2.300 i viticoltori della Valpolicella coinvolti nell’erga omnes gestita dal Consorzio.

Sono quasi 8.200 gli ettari di vigneto e una produzione complessiva della denominazione di origine di oltre 60 milioni di bottiglie.

La produzione di Amarone è di circa 17 milioni di bottiglie per un giro d’affari di 334 milioni di euro, dato che sale a 600 milioni di euro se si considera l’intera denominazione.

Prima Dop rossa del Veneto e tra le principali in Italia, la Valpolicella è un esempio di economia agricola.

Ha un valore fondiario che in certe zone supera i 500 mila euro a ettaro.

E ha un forte impatto anche sul piano datoriale, con una spesa media aziendale per le retribuzioni dei propri addetti di circa 100 mila euro per azienda.

Dal primo agosto, quindi, blocco totale degli impianti per i vigneti della Doc Valpolicella. A salvaguardia della qualità e del valore sul mercato dei vini Valpolicella.

 

Amarone Valpolicella - Anteprima Amarone 2015 - Consorzio Tutela Vini Valpolicella

 

Il Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella

Nato nel 1924 il Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella comprende viticoltori, vinificatori e imbottigliatori della Valpolicella, per una rappresentanza dell’80% dei produttori su un territorio di 19 comuni della provincia di Verona.

Tra i ruoli istituzionali del Consorzio, la promozione, valorizzazione, informazione dei vini e del territorio, della tutela del marchio e della viticoltura nella zona di produzione, la vigilanza, salvaguardia e difesa della denominazione.

I vini della denominazione sono il Valpolicella doc, il Valpolicella Ripasso doc, l’Amarone della Valpolicella e il Recioto della Valpolicella entrambi docg.

Leggi anche l’articolo sui provvedimenti del CONSORZIO DI TUTELA DEL VINO LUGANA

Scopri le CANTINE E I VINI VERONESI

Articolo a cura di Maurizio Corte


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Fiorella Mannoia in concerto a Verona, al Teatro Romano, lunedì 8 luglio 2019. Presenta l’album “Personale”. Leggi tutte le informazioni utili sull’evento musicale

Fiorella Mannoia in concerto a Verona, al Teatro Romano, lunedì 8 luglio 2019. Presenta l’album “Personale”. Leggi tutte le informazioni utili sull’evento musicale

Fiorella Mannoia in concerto al Teatro Romano di Verona, lunedì 8 luglio 2019, alle ore 21.30.

“Personale Tour” è il nome del tour di Fiorella Mannoia, nel quale presenterà il suo nuovo album di inediti “Personale“, uscito la scorsa primavera.

Il concerto della grande cantante italiana, al Teatro Romano, fa parte della 15^ edizione di Verona Folk, la rassegna internazionale di musica folk e d’autore.

La Mannoia ha cominciato la sua carriera nel 1968, distinguendosi – come rileva Wikipedia – nel panorama musicale italiano per il suo timbro vocale particolare e per le interpretazioni di pezzi di altri artisti.

Ha calcato il palco del Festival di Sanremo cinque volte, riuscendo ad aggiudicarsi due volte il Premio della Critica.

Nel 1992 ha vinto il Telegatto di TV Sorrisi e Canzoni alla manifestazione “Vota la voce”.

È la terza artista con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco, con sei Targhe Tenco al suo attivo, a pari merito con Ivano Fossati e Fabrizio De André, che la rendono la cantante femminile con il maggior numero di premi vinti in questa manifestazione.

Il 2 giugno del 2005 è stata nominata Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Fiorella Mannoia è stata inoltre insignita nel Benin del titolo di “Cavaliere dell’Ordine del Consiglio Mondiale del Panafricanismo”.

La cantante è stata premiata per aver contribuito a far conoscere in Italia la figura del leader politico Thomas Sankara e per la vicinanza al popolo e alle donne africane.

Oltre alla carriera di cantante, ha avuto anche varie esperienze a livello di recitazione.

 

Fiorella Mannoia - album Personale - tour - concerto al Teatro Romano di Verona - 8 luglio 2019

Fiorella Mannoia nella copertina dell’album “Personale”. E’ al Teatro Romano di Verona l’8 luglio 2019

 

Fiorella Mannoia al Teatro Romano di Verona presenta il nuovo album “Personale”

La cantante Fiorella Mannoia spiega in questa intervista l’album “Personale”, che presenterà a Verona, al Teatro Romano.

La Mannoia spiega l’impegno politico racchiuso nel disco. Racconta il taglio musicale dell’album e si racconta come donna e come appassionata di fotografia.

Album in studio

  • 1972 – Mannoia Foresi & co.
  • 1983 – Fiorella Mannoia
  • 1985 – Premiatissima
  • 1985 – Momento delicato
  • 1986 – Fiorella Mannoia
  • 1988 – Canzoni per parlare
  • 1989 – Di terra e di vento
  • 1992 – I treni a vapore
  • 1994 – Gente comune
  • 1997 – Belle speranze
  • 2001 – Fragile
  • 2006 – Onda tropicale
  • 2008 – Il movimento del dare
  • 2009 – Ho imparato a sognare
  • 2012 – Sud
  • 2013 – A te
  • 2016 – Combattente
  • 2019 – Personale

Album dal vivo

  • 1999 – Certe piccole voci
  • 2002 – In tour (con Pino Daniele, Francesco De Gregori e Ron)
  • 2004 – Concerti
  • 2010 – Il tempo e l’armonia
  • 2012 – Sud il tour

Raccolte

  • 1984 – Fiorella Mannoia
  • 1987 – Tre anni di successi
  • 1990 – Fiorella Mannoia
  • 1990 – Canto e vivo
  • 1990 – Basta innamorarsi
  • 1991 – Così cantiamo l’amore (con Ornella Vanoni)
  • 1991 – Come si cambia
  • 1992 – Come si cambia ’77-’87
  • 1993 – Le canzoni
  • 1996 – Le origini
  • 1997 – Il meglio
  • 1998 – I grandi successi
  • 1998 – I primi passi (con Carla Bissi)
  • 2001 – I grandi successi originali
  • 2001 – I miti musica
  • 2004 – Trilogy box
  • 2006 – Emozioni & Parole
  • 2007 – Canzoni nel tempo
  • 2009 – Gli album originali
  • 2010 – Capolavori
  • 2013 – Quattro album originali
  • 2013 – Le mie canzoni
  • 2014 – Fiorella
  • 2015 – Best of

 

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Fiorella Mannoia: storia e successi di una grande artista fra amore e impegno sociale

Fiorella Mannoia nasce a Roma il 4 aprile 1954.

Com’è scritto nella biografia del sito della cantante – da cui traiamo i contenuti di questa parte di articolo – Fiorella Mannoia ha saputo costruirsi dalla metà degli anni ottanta la necessaria credibilità per diventare la voce e il controcanto femminile di una canzone d’autore storicamente declinata al maschile.

Il debutto musicale è al Festival di Castrocaro del 1968.

L’album d’esordio “MANNOIA FORESI & CO” risale al 1972.

La prima occasione di incontro con il grande pubblico del Festival di Sanremo del 1981 dove Fiorella presenta “CAFFÈ NERO BOLLENTE”.

1984/1987
Ma la vera svolta per la carriera di Fiorella arriva con il Festival di Sanremo del 1984: l’interpretazione di “COME SI CAMBIA” segna per lei una vera e propria presa di coscienza delle sue capacità interpretative.

Nel 1985 pubblica “MOMENTO DELICATO” e nell’86 “FIORELLA MANNOIA”. Sono quelli che lei definisce album di “transizione” che la porteranno al 1987 a Sanremo.

Questa partecipazione segna il definitivo approdo a quella via musicale che ancora oggi caratterizza in maniera definitiva il lavoro di Fiorella.

In quell’occasione presenta infatti “QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO” brano espressamente scritto per lei da Enrico Ruggeri che si dimostrerà dunque il primo tra i grandi cantautori a credere in lei come voce privilegiata alla quale affidare i propri versi.

Fiorella vince il premio della critica e il successo è tale che “QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO” rappresenta ancora oggi uno dei brani con cui il pubblico più la identifica.

1988
Nel 1988 ha un altro incontro importante, quello con Ivano Fossati.

Sua infatti “LE NOTTI DI MAGGIO” con cui Fiorella torna a Sanremo.

Il brano si aggiudica nuovamente il premio della critica. È una sorta di consacrazione. A questo evento segue infatti “CANZONI PER PARLARE”, album che racchiude in sé alcune delle più prestigiose firme della canzone italiana: Fossati, Ruggeri, Ron, Cocciante.

A partire da questo album in poi, Piero Fabrizi curerà la produzione, gli arrangiamenti e la composizione di vari brani di successo.

È il disco della svolta, del definitivo riconoscimento di critica e pubblico che decreta al lavoro un successo di vendita importante (questo diverrà una costante dei futuri lavori).

1989
Nel 1989 esce “DI TERRA E DI VENTO”. All’interno Fiorella canta con Ivano Fossati una bellissima traduzione, curata dallo stesso Fossati, di “OH CHE SARÀ” di Chico Buraque De Hollanda che rimane uno dei brani più amati del suo repertorio.

È l’album della raggiunta maturità artistica: alle firme già presenti nel precedente lavoro, si aggiunge Francesco De Gregori (“il coronamento di un sogno”, rivelerà Fiorella). “CANZONI PER PARLARE” e “DI TERRA E DI VENTO” le valgono, per due edizioni consecutive, la Targa TENCO come migliore interprete.

1992
Il 1992 vede consolidarsi la felice collaborazione con Ivano Fossati che scrive per lei “I TRENI A VAPORE” che dà il titolo all’album.

All’interno tra le altre “TUTTI CERCANO QUALCOSA” altro gioiello di Francesco De Gregori“IL CIELO D’IRLANDA” di Massimo Bubola e “INEVITABILMENTE” di Ruggeri-Schiavone, che Nanni Moretti sceglierà per inserirla come colonna sonora nel suo film “Caro Diario”.

1994/1997
Nel 1994 esce “GENTE COMUNE”. All’interno Fiorella canta una straordinaria “GIOVANNA D’ARCO” scritta per lei da Francesco De Gregori e collabora con Caetano Veloso (il grande artista brasiliano canta con Fiorella nel brano di sua composizione “IL CULO DEL MONDO”).

Altra novità, la collaborazione con il giovane cantautore Samuele Bersani che scrive il testo di “CRAZY BOY” su musica di Piero Fabrizi.

Sia “I TRENI A VAPORE” che “GENTE COMUNE” le valgono ancora una volta la Targa Tenco come migliore interprete.
“BELLE SPERANZE” (1997) rappresenta un momento di svolta.

Fiorella non si rivolge più alle firme che l’hanno accompagnata per un decennio, ma tenta di dare voce ai linguaggi nuovi e diversi: ecco allora comparire Daniele Silvestri, Avion Travel e Gian Maria Testa tra gli altri.

 

 

1999/2002
Nel 1999 esce “CERTE PICCOLE VOCI” primo disco live della carriera di Fiorella.

Venticinque brani che rappresentano non tanto un bilancio quanto piuttosto la voglia di fermare un momento speciale come un concerto e regalarlo a quel pubblico che ormai da anni la segue nei teatri di tutta Italia fedele e numeroso.

Partecipa come super ospite all’edizione 2000 del Festival di Sanremo.

All’interno del doppio cd “CERTE PICCOLE VOCI” brillano l’inedito firmato da Ivano Fossati“L’AMORE CON L’AMORE SI PAGA”. E una sorprendente e toccante versione di “SALLY”, scritta da Vasco Rossi, che trainano il disco ai primi posti delle classifiche per lungo tempo, raggiungendo e superando il doppio disco di platino.

Nel febbraio 2001 esce “FRAGILE”, altro disco di grande successo, che va ad occupare anch’esso le posizioni alte delle classifiche di vendita.

Ne segue una lunga tournée che porterà Fiorella in molti teatri, palasport e rassegne in tutta Italia per un totale di circa 80 concerti, realizzando ovunque il tutto esaurito.

Questo tour le vale il premio come “MIGLIOR LIVE DELL’ANNO”, premio per altro già assegnato in precedenza a Fabrizio De Andrè, Zucchero, Pino Daniele.

Da un’idea di Pino Daniele nell’estate 2002 parte una tournée che vede sul palco, insieme a Pino, Francesco De Gregori, Ron e Fiorella.

In tutto 27 concerti ai quali partecipano oltre 180.000 spettatori, un grande successo sfociato in un DVD e un disco live che si posiziona ai primi posti della classifica per lungo tempo.

 

 

2003/2005
Sull’onda positiva di questa esperienza Fiorella nell’inverno 2003 decide di ripartire da sola per una lunga tournée teatrale, sovvertendo ogni regola di mercato, senza un disco in uscita.

Con una sorprendente leggerezza ed ironia incanta il pubblico che la segue con un repertorio inedito, con nuove sonorità e arrangiamenti.

Questa è senza dubbio la sua tournée di maggior successo tanto da protrarsi per due interi anni passando dai teatri ai palasport e registrando la presenza di 200.000 spettatori.

Da questa esperienza sono tratti un dvd e un cd doppio che si intitola semplicemente “CONCERTI”.

Il 30 novembre 2005 esce in libreria per la collana “Bur senzafiltro” un cofanetto con il dvd del concerto di chiusura di questo lunghissimo tour registrato al teatro “Politeama Brancaccio” il 23 e 24 marzo 2005.

E un libro contenente una lunga intervista in cui Fiorella si racconta e le riflessioni sull’attualità che ha pubblicato sul suo sito nel corso di questi anni.

2006
10 novembre 2006 esce “ONDA TROPICALE”. Dopo aver accarezzato a lungo questa opportunità, Fiorella con questo disco tanto atteso affronta in modo radicale il suo rapporto con la musica brasiliana, facendosene non soltanto interprete, ma anche madrina e ambasciatrice.

Fiorella si misura, oltre che nell’interpretazione in lingua italiana di sei degli undici brani (adattamenti fedeli delle versioni originali) anche a duettare in lingua portoghese nei restanti cinque brani, a testimonianza della grande interazione artistica che il progetto voleva finalizzare.

Questi nomi coinvolti nell’album: Chico Barque, Caetano Veloso, Gilberto Gil, Djavan, Milton Nascimento, Lenine, Chico César, Jorge Benjor, Carlinhos Brown e Adriana Calcanhotto.

Nomi prestigiosi, artisti di caratura internazionale, quanto di meglio offra oggi una secolare scuola di musica universalmente riconosciuta come fra le più ricche al mondo.

Nessuno prima d’ora neanche in Brasile, era mai riuscito a riunire, in un solo progetto tanti artisti, e considerando che stiamo parlando dei più grandi rappresentanti del MPB (musica popolare brasiliana), il disco di Fiorella può considerarsi storico.

 

 

2007
Nel 2007 dopo un lungo tour legato al disco “ONDA TROPICALE” esce il 9 novembre 2007 “CANZONI NEL TEMPO”.

E’ una raccolta in doppio cd dei maggiori successi di Fiorella, quelli che non devono mancare mai nei bis, come “QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO” e “COME SI CAMBIA”, alcune versioni live: “SALLY”, “I TRENI A VAPORE” “IL CIELO D’IRLANDA”.

Tre duetti della sua carriera, “L’UCCISIONE DI BABBO NATALE” con Francesco De Gregori“OH CHE SARÀ”, con Ivano Fossati e “PESCATORE” con Pierangelo Bertoli.

L’album è arricchito da due cover inedite: “DIO È MORTO” di Francesco Guccini e “IO CHE AMO SOLO TE” di Sergio Endrigo.

Di quest’ultimo viene realizzato un videoclip nel quale Fiorella coinvolge molti amici attori tra i più bravi del cinema italiano: Pierfrancesco Favino, Raoul Bova, Gianmarco Tognazzi, Giorgio Pasotti, Enrico Loverso, Giorgio Tirabassi, Simona Cavallari, Carolina Crescentini, Sabrina Impacciatore, Raffaele Vannoli, Anna Ferzetti, creando tra immagini e voce un piccolo capolavoro.

2008
Sull’onda del successo ottenuto dalla raccolta “CANZONI NEL TEMPO”, riassunto di una carriera tutta in crescita, Fiorella parte nell’estate del 2008 per un nuovo tour cantando i grandi successi che hanno caratterizzato questi suoi primi 40 anni di carriera musicale.

Sempre nel 2008, il 7 novembre, dopo 7 anni dalla pubblicazione dell’ultimo album di inediti, Fiorella pubblica il nuovo album intitolato “IL MOVIMENTO DEL DARE”.

Sono molte le sorprese del nuovo album fatto da grandi firme della musica italiana, dieci canzoni scritte da Ivano Fossati, Franco Battiato, Luciano Ligabue, Tiziano Ferro, Jovanotti, Pino Daniele, Bungaro, oltre a tre brani di Piero Fabrizi.

La canzone “IL MOVIMENTO DEL DARE” che dà il titolo al nuovo album è scritta dalla coppia Battiato-Sgalambro.

2009
Il 23 febbraio 2009 parte “IN MOVIMENTO TOUR”, nel quale Fiorella canta dal vivo le canzoni dell’album ancora una volta incontrando l’entusiasmo del pubblico che riempie i teatri di tutta Italia.

A novembre del 2009 esce il cd/dvd “HO IMPARATO A SOGNARE” che contiene dieci cover di canzoni celebri di cantautori italiani.

L’album include anche due bonus track, una nuova versione di “CAFFÈ NERO BOLLENTE”, primo successo di Fiorella e “L’AMORE SI ODIA”in duetto con Noemi, allora giovane promessa della musica italiana incontrata durante la partecipazione di Fiorella al programma televisivo X Factor.

Il dvd racconta la realizzazione del disco attraverso un’intervista alla stessa Fiorella e le immagini realizzate in un casale/studio in Toscana dove con i suoi musicisti ha registrato le canzoni del cd.
Il 20 e il 21 giugno 2009 Fiorella partecipa a due eventi unici.

 

Fiorella Mannoia - album Personale - Personale Tour - concerto al Teatro Romano di Verona - 8 luglio 2019

La cantante Fiorella Mannoia durante uno dei recenti concerti. L’ultimo album sarà al centro del concerto al Teatro Romano

 

 

Il primo concerto-evento va in scena allo Stadio olimpico di Roma, “Corale per il popolo d’Abruzzo”, una serata di grande musica italiana e di solidarietà in favore della popolazione abruzzese colpita dal terremoto fortemente voluta da Renato Zero.

Il pubblico assiste ad una serata di belle e famose canzoni grazie ad artisti che hanno segnato pagine importanti nella storia della musica italiana come Renato Zero, Ivano Fossati, Antonello Venditti, Claudio Baglioni, Pino Daniele, Gianni Morandi, Lucio Dalla, Giuliano Sangiorgi, Mauro Pagani, Gigi D’Alessio, Mario Biondi e quattro grandi Maestri: Ennio Morricone, Nicola Piovani, Renato Serio e Armando Trovajoli.

La generosità degli artisti e del pubblico intervenuto numeroso hanno permesso la ricostruzione di un’ala dell’Università delle Scienze di Coppito (L’Aquila).

Il secondo è lo storico concerto tutto al femminile ideato da Laura Pausini allo stadio San Siro di Milano, dove circa cinquanta tra le più belle voci della musica italiana si esibiscono in una lunga maratona durante tutto l’arco della giornata, per raccogliere fondi a favore delle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto.

70.000 intervenuti assistono con entusiasmo ad un evento unico di cui Fiorella è madrina e promotrice insieme a Laura Pausini, Gianna Nannini, Elisa e Giorgia. Il concerto è trasmesso da 13 emittenti radiofoniche in diretta contemporanea.

Di questo storico evento “Amiche per l’Abruzzo” uscirà ad un anno di distanza un dvd del concerto, che si aggiudica il primato da record di copie vendute: ben 200.000 in sole tre settimane.

 

 

2010
Il 27 marzo del 2010 parte l’Acoustic Tour nel quale Fiorella si esibisce per la prima volta in un concerto in versione acustica.

Sul palco, accompagnata da una band che vede la collaborazione di alcuni nuovi musicisti e di un quartetto d’archi, propone oltre ai suoi grandi successi ancora una volta interpretazioni inedite.

Il grande successo di pubblico e critica fa viaggiare il tour anche durante tutta l’estate del 2010 con una indimenticabile tappa a l’Aquila ad un anno dal terremoto, durante la Festa della Perdonanza, in un emozionante concerto con la partecipazione straordinaria di Renato Zero al quale assistono 30.000 persone.

Questo lungo tour trova il suo coronamento nell’uscita il 14 settembre 2010 del cd/dvd live “IL TEMPO E L’ARMONIA” impreziosito dal brano inedito “SE VERAMENTE DIO ESISTI” scritto dagli Avion Travel, una struggente preghiera che con dolcezza descrive il nostro smarrimento nell’attuale momento storico.

2011
Il 2011 Fiorella si ferma per lavorare al nuovo album di inediti ma l’anno è caratterizzato da un’unica performance un momento indimenticabile il 4 luglio 2011 alle Terme di caracalla di Roma.

Fiorella Mannoia canta il suo repertorio di più di 30 canzoni, accompagnata dalla sua band e dalla grande orchestra Roma Sinfonietta diretta dal maestro Maurizio Abeni.

Un concerto che ha un’importanza davvero particolare perché inserito nell’ambito di un progetto di solidarietà attraverso Axè, l’associazione fondata da Cesare de Florio La Rocca, un italiano che ha dedicato la vita (oltre 44 anni, dice sul palco) al recupero degli invisibili, per cercare di interessare i ragazzi all’arte, alla bellezza, alla musica “sperando di arrivare prima del crack”.

Il ricavato del concerto è stato poi diviso tra due progetti: Projecto Axè per il recupero dei ragazzi di strada di Salvador Bahia e un fondo per le borse di studio ai ragazzi della scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma.

2012
Il 24 gennaio 2012 il nuovo disco di inediti SUD”, che vede per la prima volta Fiorella in veste di cantautrice.

Un vero e proprio concept album, prodotto da Carlo Di Francesco, dedicato a tutto il Sud del mondo, che include 12 brani inediti tra cui il singolo di lancio “IO NON HO PAURA”.

A marzo inizia un lungo Tour, con ospiti i ragazzi brasiliani del Projecto Axè, che si apre con 8 date nei più importanti palasport italiani. La tournèè prosegue nei teatri di tutta Italia, ottenendo un grande successo di pubblico e critica.

Lo strepitoso live è raccolto in “SUD Il Tour”, 2 CD + DVD nei negozi e negli store digitali dal 9 ottobre. Oltre ai brani contenuti nell’album  “SUD”, Fiorella interpreta tutte le sue più celebri canzoni in una versione assolutamente inedita, con arrangiamenti unici che donano ancora più passionalità e sensualità alla sua esibizione.

Il 22 settembre Fiorella prende parte a Italia Loves Emilia, concerto di beneficenza unico e senza precedenti in Italia, che ha raggiunto le 150.000 presenze al Campovolo di Reggio Emilia. Durante l’evento Fiorella duetta anche con Jovanotti e Giuliano Sangiorgi.

2013
Il 29 ottobre 2013 Fiorella torna con un nuovo progetto musicale: “A TE”, album-tributo a Lucio Dalla, che vuole essere un omaggio personale dell’artista al grande cantautore e amico.

L’album (versione Cd + Dvd) registrato in presa diretta con l’orchestra Sesto Armonico, include 11 brani tra cui 2 duetti: con Alessandra Amoroso ne “La sera dei miracoli” e con Ron in “Felicità”. L’album conquista la certificazione di disco di platino.

Il 23, 28 e 29 dicembre Fiorella presenta in esclusiva nazionale i brani inclusi in “A te” e altri grandi successi del repertorio di Lucio Dalla.

Lo fa in tre straordinari eventi sold-out interamente dedicati al cantautore bolognese nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma.

 

 

2014
Dopo il successo della prima versione, che ha conquistato il disco d’oro, e delle date live di dicembre, il 25 febbraio 2014 “A TE” torna in una nuova veste, arricchita con altri 5 capolavori: quattro nuove interpretazioni registrate durante le date live sold-out del 28 e 29 dicembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma, e un’inedita versione in studio de “Il Parco della Luna“.

Esce il 27 ottobre 2014 “FIORELLA”, straordinaria antologia che vede la partecipazione di nomi eccellenti del panorama musicale italiano.

Un progetto importante che in poche settimane viene certificato disco di platino e che include 2CD.

Il CD1 raccoglie il meglio del repertorio di Fiorella, nuove registrazioni arricchite dal primo singolo inedito “LE PAROLE PERDUTE”.

Nel CD2 la Mannoia reinterpreta celebri brani e duetta con amici e colleghi tra cui, per citarne alcuni, Laura Pausini, Tiziano Ferro, Ligabue, Pino Daniele, Daniele Silvestri, Niccolò Fabi, Giuliano Sangiorgi, Cesare Cremonini, Ivano Fossati, e molti altri.

2015
Iniziata a fine 2014, la tournéé “Fiorella Live” prosegue tra teatri e prestigiosi spazi all’aperto con oltre 60 date in tutta Italia fino all’estate 2015, per concludersi con uno straordinario concerto-evento all’Arena di Verona il 7 settembre.

Per l’occasione Fiorella è accompagnata da ospiti d’eccezione come Loredana Berté, Emma, J-Ax, Enrico Ruggeri, Noemi, Niccolò Fabi, Negrita, Frankie Hi-Nrg, tutti riuniti per festeggiare i 40 anni di carriera di Fiorella.

2016
Con Bungaro e Cesare Chiodo scrive il brano “PERFETTI SCONOSCIUTI”, colonna sonora dell’omonimo film di Paolo Genovese, uscito a febbraio 2016. Il brano riceve il Nastro D’Argento 2016 per la Migliore Canzone Originale.

L’1 aprile 2016 esce l’album “Amici non ne ho…ma amiche sì” di Loredana Bertè, di cui Fiorella è produttrice artistica.

Nell’estate 2016, a distanza di quasi tre anni dalla pubblicazione dell’album “A te”, Fiorella torna a dedicare a una serie di concerti al grande Lucio Dalla, con un emozionante live che porta in tournée per tutta l’Italia.

E’ direttrice artistica di “Amiche in Arena”, il concerto evento contro la violenza sulle donne nato intorno al repertorio di Loredana Berté, che vede avvicendarsi 16 artiste sul palco dell’Arena di Verona il 19 settembre. E che l’11 novembre esce in cd/dvd, con ricavato a favore dei centri antiviolenza.

E’ chiamata da Michele Placido a recitare il ruolo di una delle protagoniste del suo film tutto al femminile “7 Minuti”, che racconta la vicenda di 11 operaie, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2016 e nelle sale dal 3 novembre.

Anticipato dall’omonimo primo singolo, a novembre esce l’atteso nuovo album di inediti “COMBATTENTE”. Il secondo singolo è “NESSUNA CONSEGUENZA”, uscito come singolo in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne.

L’album, certificato Platino, è prodotto da Carlo Di Francesco e vede autori della nuova generazione, ma anche storici nomi della canzone d’autore: Ivano Fossati (in un brano in cui Fiorella è autrice del testo e Fossati delle musiche), Giuliano SangiorgiFederica Abbate, CheopeFabrizio Moro, Bungaro, Cesare Chiodo e anche la stessa Fiorella.

A inizio dicembre prende il via “COMBATTENTE Il Tour”, che macina un sold out dopo l’altro nei più prestigiosi teatri d’Italia.

 

 

2017
A 29 anni da “Le notti di maggio” (1988) e a 30 anni da “Quello che le donne non dicono” (1987), torna per la quinta volta in gara al Festival Di Sanremo 2017, con il brano “CHE SIA BENEDETTA”, brano scritto da Amara, che ottiene uno strepitoso successo e viene certificato Platino.

A marzo riparte “COMBATTENTE Il Tour”. Il tour va avanti per tutta l’estate 2017 per un totale di quasi ottanta date, fino ad un grande live evento all’Arena di Verona il 17 settembre.

Quarto e quinto singolo estratti da “COMBATTENTE” sono “SIAMO ANCORA QUI” “I PENSIERI DI ZO”.

A settembre fa il suo debutto televisivo come presentatrice: le due puntate del suo one woman show “UN, DUE, TRE… FIORELLA!” su Rai 1, il sabato in prima serata, fanno il boom di ascolti.

Dopo 4 concerti autunnali in Europa (Lussemburgo, Parigi-Bataclan, Bruxelles, Londra), Fiorella riparte per l’ultima tranche del suo tour che arriva toccare anche per la quarta, quinta e sesta volta le città di tutta Italia.

2018
A gennaio si conclude “COMBATTENTE Il Tour” che raggiunge quota 100 date. Il 23 febbraio, per la prima volta nella sua carriera, Fiorella è in concerto a New York, al Town Hall di Broadway per un’imperdibile serata, il live n°101 di una straordinaria stagione.

Nell’estate 2018 Fiorella è ancora dal vivo sui palchi di tutta Italia.

2019
A febbraio esce il singolo “Il peso del coraggio”, brano che Fiorella presenta per la prima volta live durante il 69 Festival di Sanremo, in qualità di ospite della kermesse.

Il singolo anticipa il nuovo disco di inediti “PERSONALE”, in uscita il 29 marzo.

Da maggio, Fiorella torna live con “PERSONALE TOUR” sui palchi dei teatri italiani e di alcune delle più suggestive e magiche location della penisola per presentare dal vivo il nuovo progetto discografico.

 

 

Il concerto di Fiorella Mannoia al Teatro Romano: informazioni utili

Vai al Teatro Romano, lunedì 8 luglio 2019, al concerto di Fiorella Mannoia? Eccoti i link di Verona Wine Love ad alcune informazioni utili su come arrivare a Verona, città dell’Amore, e come soggiornarvi:

COME ARRIVARE A VERONA: GUIDA PER CHI ARRIVA IN AUTO O MEZZI PUBBLICI

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“Carmen”, l’opera più amata all’Arena di Verona, ha debuttato sabato 6 luglio all’Arena Opera Festival 2019. Regia di Hugo de Ana

“Carmen”, l’opera più amata all’Arena di Verona, ha debuttato sabato 6 luglio all’Arena Opera Festival 2019. Regia di Hugo de Ana

Carmen, quarto debutto del 97° Opera Festival, è l’opera più amata all’Arena di Verona insieme alla verdiana Aida.

Sabato 6 luglio il capolavoro di Bizet ha conquistato l’anfiteatro veronese nella visione cinematografica di Hugo de Ana, con le coreografie di Leda Lojodice, le luci di Paolo Mazzon e il projection design di Sergio Metalli.

Nel cast di stelle, spicca come libera e coraggiosa protagonista Ksenia Dudnikova che fa il suo esordio areniano con il tenore Martin Muehle come Don José.

Dopo anni di assenza arriva l’attesa star Erwin Schrott come affascinantetorero Escamillo, accanto a Ruth Iniesta comeMicaela.

Sul podio Daniel Oren, direttore musicale del Festival areniano d’opera di questa estate 2019.

Le repliche di Carmen sono nei giorni 10, 13, 18, 23, 27 luglio – ore 21 e poi 2, 24, 27 agosto 2019, 4 settembre 2019 – ore 20.45

Un’impresa ardua e delicata, ha dichiarato Hugo de Ana, creare uno spettacolo originale per Carmen all’Arena di Verona, dopo oltre vent’anni in cui si è fissato nell’immaginario del pubblico l’allestimento di Franco Zeffirelli.

Il regista, scenografo e costumista argentino ha così collocato la vicenda in un momento storico cruciale: la Spagna degli anni ’30 del Novecento agitata da grandi cambiamenti che portarono dalla Repubblica al Franchismo.

 

 

Con una regia dettagliata e d’impatto cinematografico, le scene e i costumi dai toni seppiati mettono al centro i personaggi, a cominciare da Carmen, donna desiderata da tutti ma talmente libera e coraggiosa da suscitare turbamento in chi la incontra.

Sarà così per Don José, che prima per amore e poi per cieca gelosia arriverà ad un disperato, drammatico confronto nella plaza de toros fedelmente ricreata sul palcoscenico areniano.

La conturbante sigaraia dal sangue gitano è Ksenia Dudnikova, uzbeka di natali e russa di formazione, per la prima volta all’Arena di Verona nel ruolo in cui più ha riscosso consensi a Mosca, Ekaterinenburg, Dresda, Parigi, Londra.

Con lei debutta in anfiteatro anche il tenore Martin Muehle, già applaudito al Teatro Filarmonico in Turandot e reduce da una fortunata tournée italiana come Andrea Chénier.

Il duttile soprano Ruth Iniesta, una scommessa vincente del Festival areniano 2018, torna nel primo cast come Micaela.

Dopo il successo come protagonista del Don Giovanni mozartiano, torna invece in Arena il basso-baritono uruguayano Erwin Schrott come Escamillo, suo cavallo di battaglia.

Accanto alle conferme del 2018, come il Dancairo di Nicolò Ceriani, il Remendado di Roberto Covatta, la Mercédès di Clarissa Leonardi, lo Zuniga di Gianluca Breda, debuttano in Arena i giovani Karen Gardeazabal come Frasquita e Italo Proferisce come Moralès.

Sul podio torna Daniel Oren, direttore musicale del Festival 2019, alla guida dell’Orchestra areniana, del Coro preparato da Vito Lombardi, con il Ballo coordinato da Gaetano Petrosino, numerosi mimi e figuranti e con i giovanissimi componenti del Coro di Voci bianche A.LI.VE. diretto da Paolo Facincanda 22,50 a 208 euro

Informazioni e biglietti: www.arena.it e sui canali social Facebook, Twitter, Instagram e YouTube.

Prezzi dei biglietti: da 22.50 a 208 euro

Fotografie dell’opera Carmen: FotoEnnevi

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Carmen - Arena di Verona - Opera Lirica - luglio 2019

L’opera lirica “Carmen” è la più amata fra le rappresentazioni del melodramma all’Arena di Verona. La regia è di Hugo de Ana

 

 

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