I borghi storici più belli del Veneto. Scopri le bellezze medievali per le tue gite fuoriporta in Veneto

I borghi storici più belli del Veneto. Scopri le bellezze medievali per le tue gite fuoriporta in Veneto

Il Veneto è un territorio ricco di storia, tradizioni e arte. Vanta la presenza di numerosi borghi storici medievali e molti sono conosciuti come borghi più belli d’Italia.

Antichi manieri e imponenti mura di cinta circondano piccoli centri storici dove il turista ha l’occasione di poter fare un salto nel passato.

I borghi del Veneto si trovano in scenari geografici diversi tra loro: paesaggi collinari o alpini, circondati da vitigni o lungo le coste del lago.

Allora, vediamo insieme i borghi storici medievali più belli della regione Veneto.

 

Arquà Petrarca: bandiera arancione del Turing Club e uno de “I Borghi più Belli d’Italia”

 

borgo di Arquà Petrarca

 

Arquà Petrarca è un borgo medievale che si trova a 26 km da Padova, immerso nel verde dei Colli Euganei.

La sua storia e lo stesso nome sono legati al poeta Francesco Petrarca, che negli ultimi anni della propria vita volle stabilire la sua residenza proprio ad Arquà Petrarca.

Infatti, qui si può visitare la casa di Petrarca in via Valleselle, ancora immersa nel verde e contornata dagli orti di un tempo.

Altro monumento legato alla memoria del poeta del Canzoniere è la Tomba del Petrarca, un’arca in marmo rosso di Verona, posta sul sagrato della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta.

Chiesa che nei secoli fu più volte rimaneggiata, e al suo interno spicca l’altare centrale, proveniente dall’Eremo del Monte Rua, opera di Francesco Rizzi.

Un’altra chiesa di particolare interesse è l’Oratorio della SS. Trinità, d’aspetto romanico, ad unica navata e con il tetto a capanna, inoltre, il tempio custodisce  opere d’arte, fra cui tracce di affreschi.

All’esterno della chiesa si trova la Loggia dei Vicari, realizzata in pietra locale. Era il luogo preposto alle riunioni e alla risoluzione dei problemi tra i capifamiglia ed i Vicari.

Un ultimo luogo legato al poeta è la Fontana del Petrarca, che esisteva già prima del suo al borgo medievale, alla quale egli era solito andare ad attingere l’acqua.

Nel borgo alto di Arquà Petrarca invece, si trova Palazzo Contarini, realizzato in stile gotico veneziano del XV secolo e l’osteria “Del Guerriero”, ormai abbandonata.

Arquà Petrarca possiede un patrimonio storico e naturalistico inestimabile, infatti è considerato uno dei borghi più belli d’Italia e ha ricevuto il riconoscimento della Bandiera Arancione da parte del Touring Club Italiano, un marchio di qualità turistico-ambientale.

Il borgo medievale è anche conosciuto dal punto di vista enologico, infatti la sua produzione di vini spazia dal rosso dei Colli Euganei, ai vini dolci da uve Moscato di vario ceppo.

Arquà Petrarca è conosciuta anche per la produzione di olio e fa parte dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio.

Un prodotto tipico da provare è la giuggiola, frutto ottimo per confetture, dolci e liquori.

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Borghetto: tra “I Borghi più Belli d’Italia”

 

Borghetto

 

Borghetto è un borgo medievale che si trova in provincia di Verona, a 30 km dalla città scaligera. Fa parte, come frazione, del comune di Valeggio sul Mincio.

La sua posizione geografica sul corso d’acqua tra Mantova e Verona ne ha fatto da sempre un luogo di passaggio e di confine, un villaggio di mulini che ad oggi è ancora molto apprezzato sia da turisti italiani che stranieri.

Domina la scena del borgo il Ponte Visconteo, diga fortificata, realizzata nell’arco di due anni a partire dal 1393 su ordine di Gian Galeazzo Visconti.

Altrettanto punto di interesse è il Castello scaligero con la sua Torre Tonda, situato sulla collina nella vicina Valeggio sul Mincio.

Il Ponte Visconteo e il Castello Scaligero, all’epoca del loro massimo splendore, facevano parte di un unico complesso difensivo fortificato, le due strutture erano infatti collegate da due cortine merlate.

L’incuria e le guerre però non hanno saputo conservare intatto il patrimonio, nonostante ciò è stato riaperto un sentiero che scende dal castello lungo la collina fino al ponte-diga.

Da non perdere un assaggio dei tortellini di Valeggio, conosciuti anche con il nome di “nodo d’amore”.

Il tortellino di Valeggio è infatti il protagonista della “Festa del Nodo d’Amore”, manifestazione enogastronomica che si tiene ogni anno il terzo martedì di giugno.

Non può mancare una visita al vicino Parco Giardino Sigurtà, aperto alle visite da marzo a novembre e situato a Valeggio sul Mincio.

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Cittadella e le sue Porte verso le città venete: cosa vedere

 

borgo di Cittadella

 

Cittadella si trova a nord di Padova ed è l’unico borgo in Europa a pianta ellittica, dove è possibile percorrere l’antico camminamento di ronda, lungo 1660 metri.

La cinta muraria fu costruita nel 1220 dal comune di Padova per proteggersi dalla minaccia di Treviso.

Il punto di inizio del camminamento delle mura di Cittadella è porta Bassano, dove si trova la biglietteria.

Quattro sono le porte che si aprono in corrispondenza dei punti cardinali, rivolte verso le città limitrofe: Treviso, Padova, Vicenza e Bassano.

Al punto d’arrivo del camminamento di ronda si trova la mole della Torre di Malta, ora sede del Museo Archeologico e punto panoramico su tutta Cittadella.

Passeggiando si può osservare il Palazzo Municipale o Palazzo della Loggia, edificio in stile gotico con un portico al piano terra che ospita gli stemmi dei podestà ed un leone di San Marco in pietra.

Durante il camminamento di ronda si può visitare anche la Parrocchiale dei Ss. Prosdocimo e Donato, edificio di origine cinquecentesca, oggi dalle forme neoclassiche.

Per le informazioni utili sulle mura di Cittadella visita il sito dell’ufficio turistico.

A Cittadella non mancano le tradizioni enogastronomiche. La polenta fa da padrona in tutte le sue versioni, gialla, bianca e persino dolce, con la torta chiamata “La Polentina di Cittadella”.

Assieme alla polenta non possono mancare “gli osei” e vari tipi di cacciagione.

 

Marostica, la città degli scacchi. Cosa vedere

 

Marostica

 

Marostica è un borgo medievale che si trova in provincia di Vicenza, città murata adagiata sulla fascia pedemontana.

Deve il suo aspetto fortificato alla dinastia degli Scaligeri che nel XIV secolo hanno fatto costruire il castello superiore sul colle Pausolino, il castello inferiore e la cerchia muraria di collegamento.

Tra gli edifici di interesse ci sono appunto i due castelli di Marostica. Il Castello inferiore risale al 1312 e con i suoi merli, la pianta rettangolare e il mastio costituisce un esempio di architettura militare.

Anche il Castello superiore risale al 1312, è di forma quadrata, con quattro torresini ai lati e una torre al centro.

Un tempo il maniero era dotato di un pozzo, tutt’oggi visibile nel cortile interno, di una chiesa e di un affascinante mulino a vento.

I due castelli sono collegati dalla cinta muraria che scendendo lungo il versante collinare disegna con il proprio perimetro una forma pentagonale.

Da vedere anche il Doglione, detto anche Rocca di Mezzo, che risale al medioevo e nel XIII secolo ebbe la funzione di casello daziario per le merci in entrata o di passaggio a Marostica.

Marostica è celebre in tutta Italia anche per la partita a scacchi, dove le pedine sono interpretate da personaggi viventi. È uno spettacolo folcloristico in costume di ambientazione storica, che si ripete ogni due anni il secondo fine settimana di settembre.

Nel mese di maggio Marostica ospita la Festa della Ciliegia di Marostica Igp., una ciliegia rossa e polposa.

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Montagnana: tra i “Borghi più Belli d’Italia”

 

Montagnana

 

Anche Montagnana sorge nel cuore della pianura padana, a 16 km dai Colli Euganei e 56 km da Padova.

La cittadina di Montagnana è protetta da una cinta di mura tardo-medievale realizzata verso la metà del Trecento per opera dei Carraresi, signori di Padova, spinti dalla necessità di contrastare il potere degli Scaligeri di Verona su quest’area.

Le mura, alte fino a 8 metri e spesse fino a 1 metro, con merlature di tipo guelfo, proteggono il borgo di Montagnana.

Inoltre, ben 24 torri scandiscono la cinta muraria, lunga 2 km. Tutt’intorno, in passato, vi era un ampio fossato oggi trasformato in una distesa verde.

Uno degli accessi principali al borgo si trova in corrispondenza della Rocca degli Alberi, una pittoresca struttura difensiva medievale.

Ancora più imponente è il Castello di San Zeno, opposto alla rocca. È possente con le sue alte mura e il Mastio che sfiora i 40 metri di altezza. Oggi ospita il Museo Civico “Antonio Giacomelli”, la biblioteca civile e il Centro Studi sui Castelli.

A dominare il centro di Montagnana c’è il Duomo, affacciato alla piazza principale, eretto tra il 1431 e il 1502. Le linee sono tardo-gotiche ma riportano modifiche del tardo Rinascimento.

Sulla stessa piazza si trova Palazzo Valeri e l’antico Monte di Pietà. Proseguendo in via Matteotti ci si imbatte nel palazzo Magnavin-Foratti, in stile gotico-veneziano.

Uscendo da Porta Padova ci si trova di fronte a Villa Pisani, capolavoro del Palladio, decorata dalle sculture di Alessandro Vittoria.  La villa è tra i beni patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Montagnana è anche conosciuta per la Festa del prosciutto crudo dolce che si tiene nel mese di maggio e il Wine Festival di giugno.

 

Soave: il Castello, il borgo e il vino Soave

 

Soave

 

Ai piedi dei Monti Lessini sorge Soave, borgo medievale dominato dal castello e circondato da mura merlate alla ghibellina, scandite da 24 torri.

Il castello scaligero è una struttura militare realizzata nel medioevo, costituita da un mastio circondato da tre cortili e dalle mura, che scivolano lungo il monte e circondano il centro di Soave.

Addentrandosi nel borgo di Soave si trovano il Palazzo di Giustizia del XIV secolo e il Palazzo Scaligero del XIV secolo, oggi sede municipale.

Tra le chiese spicca il Santuario di Santa Maria della Bassanella, all’interno del quale sono presenti degli affreschi del XIV secolo.

La chiesa principale del centro è la Parrocchiale di San Lorenzo, mentre lungo la salita al castello si trova la Chiesa di Santa Maria dei Domenicani.

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Visitando Soave non può mancare una visita ad una cantina, con una degustazione dei vini locali, il Soave il Recioto.

A Soave, la terza domenica di settembre c’è la Fiera dell’Uva che festeggia il momento della vendemmia.

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Articolo a cura di Giorgia Bozzetti
Team veronawinelove.com

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Fiera del Radicchio Rosso di Casaleone (Verona) dal 24 al 26 gennaio e dal 31 al 2 febbraio 2020. Scopri programma, eventi e informazioni utili

Fiera del Radicchio Rosso di Casaleone (Verona) dal 24 al 26 gennaio e dal 31 al 2 febbraio 2020. Scopri programma, eventi e informazioni utili

La Fiera del Radicchio Rosso torna a Casaleone in provincia di Verona dal 24 al 26 gennaio e dal 31 al 2 febbraio 2020.

Giunta alla 33^ edizione, alla fiera si possono degustare le tante specialità culinarie a base di radicchio rosso di Casaleone.

Inoltre, la manifestazione offre ai visitatori la possibilità di partecipare agli eventi e alle attività dedicate al radicchio rosso, ortaggio e prodotto tipico del territorio veronese.

 

fiera del radicchio rosso di Casaleone

Un cesto di radicchio rosso. A Casaleone la Fiera del Radicchio Rosso, prodotto tipico veronese

Radicchio rosso di Casaleone

 

Fiera del Radicchio Rosso di Casaleone (Verona) dal 24 al 26 gennaio e dal 31 al 2 febbraio 2020

 

A Casaleone (Verona) anche quest’anno è in programma la Fiera del Radicchio Rosso, dal 24 al 26 gennaio e dal 31 al 2 febbraio 2020.

Due fine settimana ricchi di eventi, musica, piatti tipici e degustazioni in cui il radicchio rosso di Casaleone è il vero attore protagonista.

La manifestazione quest’anno giunge alla 33^ edizione e l’obiettivo ultimo rimane sempre quello di continuare a promuovere un prodotto tipico del territorio veronese.

Un prodotto, il radicchio tardvo, che è stato ed è ancora sostegno economico per molte famiglie e aziende.

 

 

La Fiera del Radicchio Rosso di Casaleone ha inizio venerdì 24 gennaio 2020 alle ore 18.00 con un convegno organizzato dalla Coldiretti, dal tema: l’importanza della denominazione protetta per la produzione ortofrutticola.

Il programma della fiera prevede stand gastronomici e degustazioni di pietanze a base di radicchio rosso di Casaleone e un mercatino in cui i visitatori possono conoscere e acquistare i prodotti tipici del territorio veronese.

Accanto al buon cibo, i visitatori possono godere anche di spazi di intrattenimento musicale, convegni su tematiche inerenti al settore agricolo e giochi per bambini.

Inoltre, nel corso della manifestazione non mancheranno le competizioni sportive, tra cui la 9^ marcia del radicchio che parte sabato 25 gennaio 2020 alle ore 14.30 da piazza della Pace a Casaleone.

Scopo della marcia è di rendere visibili le coltivazioni tradizionali del radicchio rosso di Casaleone.

Come ogni anno, da non perdere, la premiazione del vincitore del concorso “Il Miglior Radicchio” al miglior produttore di radicchio semilungo. La premiazione si tiene domenica 26 gennaio 2020 alle ore 12.15.

Per visionare il programma completo della Fiera del Radicchio Rosso di Casaleone visita il sito ufficiale della manifestazione.

Per quanto riguarda la parte culinaria della fiera il menù degli stand gastronomici comprende vari piatti tipici con protagonista il radicchio rosso di Casaleone.

Dal risotto al radicchio rosso come primo piatto, alla grigliata mista con radicchio, lardo e polenta come secondo. Non mancano pizze al radicchio e dolci, come la crostata con crema dolce di radicchio.

 

Menù della Fiera del radicchio rosso di Casaleone

 

Scopri la sezione di Verona Wine Love GUSTO & SAPORI dedicata ai prodotti tipici di Verona

 

Come cucinare il radicchio rosso di Casaleone, tipico prodotto veronese

 

Il radicchio rosso di Casaleone è un radicchio semilungo, che può essere di tipo “precoce” o “tardivo” e viene coltivato nella zona della bassa veronese da oltre mezzo secolo.

È un ortaggio di colore rosso scuro, con una intensa nervatura bianca sulle foglie. Ha un gusto leggermente amarognolo e una foglia molto croccante e inoltre, si distingue dal radicchio trevigiano per la sua forma tondeggiante.

Si abbina perfettamente con il riso, le carni alla brace, i formaggi e i dolci.

Vediamo come si preparano due piatti tipici con protagonista il radicchio rosso di Casaleone: il risotto al radicchio rosso e la crostata di marmellata di radicchio.

 

RISOTTO AL RADICCHIO ROSSO

risotto al radicchio rosso di Casaleone

Ingredienti (per 4 Persone):

  • 320 gr. di riso vialone nano
  • 320 gr. di radicchio semilungo
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 1 noce di burro
  • 172 bicchiere di vino bianco
  • 640 dl di brodo vegetale
  • Grana padano q.b.
  • Sale e pepe q.b.

 

Procedimento:

  • Imbiondire l’aglio e la cipolla tritata nell’olio con una noce di burro
  • Togliere l’aglio ed aggiungere il radicchio lavato e tagliato a listarelle
  • Insaporire con il sale, versare il vino bianco e lasciare evaporare
  • Quando il radicchio è stufato, versare il riso e portare a cottura
  • Quando il riso è quasi pronto, spegnere la fiamma, unire una manciata di grana grattugiato, il burro rimasto e mescolare con energia
  • Un paio di minuti e il risotto al radicchio rosso di Casaleone è pronto per essere servito a tavola

 

CROSTATA DI MARMELLATA DI RADICCHIO ROSSO

crostata al radicchio rosso di casaleone

Ingredienti:

  • 250 gr. di farina
  • 110 gr. di burro
  • 100 g. di zucchero
  • 1 uovo intero e un tuorlo d’uovo
  • 1 bustina di vanillina
  • 1 cucchiaio di lievito
  • 350 gr. di marmellata di radicchio

 

Procedimento:

  • Amalgamare, con l’aiuto delle mani, la farina con il burro ammorbidito a temperatura ambiente, in una terrina
  • Aggiungere di seguito lo zucchero, le uova, la vanillina e il lievito
  • Impastare con le mani fino ad ottenere una palla di pasta omogenea e consistente
  • Spianare 3/4 dell’impasto ottenuto sul un foglio di carta da forno con un mattarello, cercando di arrotondarlo alla misura della tortiera
  • Inserire l’impasto spianato all’interno della tortiera, facendolo aderire bene ai bordi e versare di seguito la marmellata di radicchio
  • Lavorare con le mani in quarto di pasta rimasta, così da ottenere dei rotoli del diametro di circa mezzo cm da disporre a reticolo sulla marmellata
  • Rigirare i bordi liberi dell’impasto spianato sulla superficie della torta
  • Cuocere in forno statico e preriscaldato a 180° per 40-45 minuti

 

Vini da abbinare al radicchio rosso di Verona

 

Come abbinare al meglio il radicchio rosso veronese al vino? Il radicchio è un ortaggio dal gusto intenso e leggermente amaro.

Richiede, pertanto, un vino che lo “ammorbidisca”. E quindi meglio abbinarvi un vino bianco strutturato oppure una bollicina.

Con i primi piatti asciutti e gustosi come il risotto al radicchio la scelta deve ricadere su un vino bianco secco:

  • Soave Classico Doc
  • Friulano Colli Doc
  • Chardonnay Doc Venezia
  • Lison Pramaggiore Malbech Doc

Nel caso di radicchio inserito nelle insalate è da abbinare un vino fresco e profumato:

  • Garda Doc Pinot Grigio
  • Frascati Doc

Se il radicchio è fritto o cotto al forno e abbinato con frutta secca e formaggio è da abbinare un bianco aromatico con una vena acida:

  • Gewürztraminer
  • Sauvignon Blanc

 

DOVE COMPRARE I VINI DA ABBINARE AI PIATTI CON IL RADICCHIO ROSSO: ENOTECA VINOPURO

 

 

Casaleone - il capoluogo - foto di Aldo Marchesini - Fiera del Radicchio Rosso

Casaleone, dove ha sedela Fiera del Radicchio Rosso. Foto di Aldo Marchesini

 

 

Come arrivare a Casaleone

 

La Fiera del Radicchio Rosso di Casaleone si svolge nella Piastra polivalente “Loris Doriano Romano” in piazza della Pace, accanto alle scuole medie.

ARRIVARE A CASALEONE IN MACCHINA

Da autostrada A4 prendere l’uscita Verona Sud, entrare in Tangenziale Sud ed entrare in SS434 per 30 km. Prendere l’uscita per Cerea e continuare su SP44c fino a Casaleone.


ARRIVARE A CASALEONE IN AEREO

In aereo l’aeroporto più vicino è situato a Villafranca di Verona, a 40 chilometri da Casaleone.

I principali voli nazionali sono previsti da Roma, Bari, Napoli, Cagliari, Olbia, Salerno, Catania e Palermo. Per maggiori informazioni visita il sito dell’aeroporto Valerio Catullo di Verona.


ARRIVARE A CASALEONE IN AUTOBUS

Dalla Stazione di Verona FS prendere la linea 144 in direzione Legnago e scendere a Romagnolo e da lì prendere la linea 345 in direzione Isola della Scala e scendere a Casaleone. Per maggiori informazioni visita il sito ATV Verona.


ARRIVARE A CASALEONE IN TRENO

Dalla stazione di Verona Porta Nuova prendere il treno regionale per Cerea e poi prendere l’autobus 345 verso Isola della Scala e scendere a Casaleone. Per maggiori informazioni visita il sito di Trenitalia.

Casaleone è una cittadina a 43 km dal centro della città di Verona.

Verona è raggiungibile con qualsiasi mezzo di trasporto.

PROGRAMMA DETTAGLIATO DELLA FIERA DEL RADICCHIO ROSSO A CASALEONE

Eccoti qui invece i link di Verona Wine Love alle informazioni utili su come arrivare a Verona, città dell’Amore, e come soggiornarvi:

GUIDA TURISTICA DI VERONA E LE INFORMAZIONI UTILI

VERONA: ECCO DOVE PUOI MANGIARE secondo Groupon

VERONA: SCEGLI DOVE DORMIRE


Articolo a cura di 
Giorgia Bozzetti
redazione@veronawinelove.com

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Festa del Radicchio Rosso di Treviso IGP a Dosson di Casier dal 24 gennaio al 2 febbraio 2020. Scopri programma, gli eventi e le informazioni utili

Festa del Radicchio Rosso di Treviso IGP a Dosson di Casier dal 24 gennaio al 2 febbraio 2020. Scopri programma, gli eventi e le informazioni utili

La Festa del Radicchio Rosso di Treviso IGP torna a Dosson di Casier (Treviso) dal 24 gennaio al 2 febbraio 2020.

Alla 34^ edizione della festa il Radicchio Rosso di Treviso è il protagonista indiscusso tra esposizioni e stand gastronomici con prodotti tipici del territorio.

Oltre al buon cibo alla Festa del Radicchio Rosso di Treviso non manca la buona musica con spettacoli con orchestre, spettacoli di gruppi folkloristici e spettacoli musicali con ospiti d’eccezione.

 

radicchio rosso di Treviso IGP

Radicchio rosso di Treviso IGP

 

Festa del Radicchio Rosso di Treviso IGP a Dosson di Casier dal 24 gennaio al 2 febbraio 2020

Torna a Dosson, frazione del paese di Casier (Treviso), la 34^ Festa del Radicchio Rosso di Treviso dal 24 gennaio al 2 febbraio 2020.

La manifestazione è organizzata dall’Associazione Produttori di Radicchio Rosso di Dosson e nasce dalla volontà di omaggiare un prodotto tipico e pregiato della cittadina di Dosson: il radicchio rosso.

 

 

Scopri anche la sezione di Verona Wine Love GUSTO & SAPORI dedicata ai prodotti tipici di Verona.

La festa vede anche quest’anno la partecipazione dei produttori locali e il coinvolgimento dei ristoratori.

Infatti, la manifestazione rappresenta un’occasione unica per degustare un prodotto tipico della cucina veneta denominato “il fiore che si mangia” o l’aragosta della terra”.

La Festa del Radicchio Rosso di Treviso ha inizio venerdì 24 gennaio alle ore 16.00 con l’esposizione e la vendita del radicchio rosso.

Mentre, l’apertura ufficiale della Festa del Radicchio Rosso di Treviso IGP è domenica 26 gennaio alle ore 10.30 alla presenza delle autorità.

Anche quest’anno il programma della festa prevede l’allestimento di stand dedicati al radicchio rosso di Treviso e uno stand gastronomico che propone ai visitatori specialità a base di radicchio e altri piatti tipici locali.

Da non perdere poi le serate a tema dedicate all’abbinamento del radicchio rosso di Treviso sia a piatti tipici del territorio sia alla cucina di altre regioni d’Italia.

Alla festa non mancheranno spettacoli musicali, orchestre e spettacoli di gruppi folkloristici.

 

programma completo festa del radicchio rosso di treviso

Per il programma completo visita il sito ufficiale della Festa del Radicchio Rosso di Treviso.

 

Il radicchio rosso di Treviso IGP: origini e territorio

La consacrazione ufficiale del radicchio rosso, come ortaggio invernale simbolo di Treviso, avvenne nel 1900 per opera di Giuseppe Benzi, responsabile dell’Associazione Agraria Trevigiana. Fu lui ad organizzare la prima mostra dedicata al radicchio rosso di Treviso.

Vincitore della prima edizione fu Antonio De Pieri, fittavolo della tenuta De Reali di Dosson. Da allora il radicchio rosso trevigiano è legato alla cittadina di Dosson e ai suoi dintorni.

 

 

Oggi la festa si inserisce nella rassegna “Fiori d’inverno”, una manifestazione che da novembre a marzo racchiude le mostre e le feste che vedono come protagonista il radicchio rosso trevigiano.

Il radicchio rosso trevigiano è un tipo di cicoria noto in due varietà: il radicchio rosso precoce e il radicchio rosso tardivo.

Il radicchio rosso precoce raggiunge la maturazione nel campo, dal quale viene raccolto a partire da settembre.

Invece, il radicchio rosso tardivo dopo essere raccolto (a partire da novembre) è sottoposto a tre fasi:

  1. Preforzatura, ovvero la formazione di mazzi di una trentina di piante che vengono collocati in due solchi
  2. Forzatura-imbianchimento, i mazzi di radicchio vengono adagiati per venti giorni circa in vasche piene di acqua corrente
  3. Finissaggio, i mazzi vengono sfrondati all’interno di un ambiente caldo e ciascun radicchio viene accuratamente ripulito

 

Piatti tipici con protagonista il radicchio rosso di Treviso IGP

Il radicchio rosso di Treviso è la tipologia di radicchio più famosa ed utilizzata in cucina, caratterizzata da foglie allungate e affusolate, di un colore rosso intenso, striato di bianco e dal sapore amarognolo.

È un ingrediente versatile e quindi consente un uso illimitato in cucina. Ideale per le torte salate come antipasto, è spesso utilizzato nei risotti e nell’ultimo periodo ha fatto la sua comparsa anche nel modo della pizza.

Vediamo come si cucinano due piatti tipici con protagonista il radicchio rosso di Treviso IGP: torta salata farcita al radicchio rosso di Treviso e porro e il risotto al radicchio rosso di Treviso e salsiccia nostrana.

 

TORTA SALATA FARCITA AL RADICCHIO ROSSO DI TREVISO E PORRO

torta salata radicchio e porro

Ingredienti:

  • 250 gr di pasta sfoglia stirata
  • 8 cespi di radicchio rosso di Treviso
  • 8 porri
  • 50 gr di burro
  • Sale e pepe q.b.
  • 3 uova intere
  • 150 gr di ricotta

Procedimento:

  • Imbiondire in una casseruola il porro a rondelle con il burro e 5 cespi di radicchio rosso di Treviso sminuzzato in modo grossolano per alcuni minuti
  • Riporre e far raffreddare il composto in una terrina
  • Amalgamare con la ricotta, le uova e regolare di sale e pepe
  • Rivestire uno stampo da dolci ø 24 cm o una pirofila con la carta da forni e stendervi la pasta sfoglia
  • Versare la farcitura nello stampo e stenderla
  • Distribuire a spirale il rimanente radicchio rosso di Treviso in precedenza tagliato a metà nel sesso della lunghezza sul composto ripiegando i bordi di pasta sfoglia verso l’interno
  • Infornare nel forno preriscaldato a 200° per 30 minuti

 

RISOTTO AL RADICCHIO ROSSO DI TREVISO E SALSICCIA NOSTRANA

risotto radicchio e salsiccia

 

Ingredienti:

  • 300 gr di riso varietà vialone nano o carnaroli
  • 4 cespi di radicchio rosso di Treviso
  • 1 salsiccia nostrana magra
  • 2 scalogno
  • Olio evo
  • Sale
  • Brodo vegetale
  • 20 cl di vino bianco
  • 50 gr di formaggio Grana Padano (grattuggiato)

 

Procedimento:

  • Imbiondire in una casseruola con l’olio lo scalogno tritato finemente e la salsiccia spellata e sgranata
  • Scolare dal grasso in eccesso e aggiungere 2/3 del radicchio rosso di Treviso spezzettato con il burro e l’olio
  • Cuocere per alcuni minuti quindi aggiungere il riso e il vino
  • Portare il riso a cottura con fuoco moderato aggiungendo gradualmente il brodo già caldo
  • Prima di servire mantecare il tutto con il formaggio grattugiato e il radicchio rosso di Treviso tritato finemente

 

Per quanto riguarda il vino giusto da abbinare al radicchio rosso di Treviso è consigliabile un vino bianco strutturato o una bollicina, che vanno ad ammorbidire il gusto intenso e leggermente amaro del radicchio.

Vini consigliati:

  • Soave classico Doc
  • Friulano Colli Doc
  • Garda Doc Pinot Grigio
  • Gewürztraminer

DOVE COMPRARE I VINI DA ABBINARE AI PIATTI CON IL RADICCHIO ROSSO DI TREVISO: ENOTECA VINOPURO

 

Cosa vedere a Treviso

Il radicchio rosso di Dosson è un’occasione anche per visitare l’incantevoie città di Treviso.

 

piazza dei signori treviso

Piazza dei Signori a Treviso

 

Una visita a Treviso può iniziare dal Duomo, un’opera particolare nel suo stile, con aggiunte neoclassiche ad un originale impianto medievale, a fianco si trova il Battistero.

Mentre lungo la Calmaggiore si animano il passeggio e le attività commerciali del centro. Lungo la stessa strada si trova la Piazza dei Signori e a 100 m c’è il Palazzo del Trecento.

A Treviso sono presenti intrecci di canali e due fiumi, il Sile e il Boteniga che confluiscono tra loro nella parte sud-orientale del centro.

Dalla parte opposta del centro si trova la chiesa di San Niccolò, di stile gotico, costruita in mattoni e dotata di tre navate slanciate e conserva al suo interno una serie di importanti affreschi ed opere d’arte.

 

Come arrivare a Dosson di Casier

La Festa del Radicchio Rosso di Treviso si svolge a Dosson di Casier dal 24 gennaio al 2 febbraio 2020 negli spazi (coperti e riscaldati) di Via Fermi, di fronte ai Campi Sportivi di Dosson.

Per maggiori informazioni sulla Festa del Radicchio Rosso di Treviso a Dosson di Casier (Treviso) visita il sito ufficiale della manifestazione.

ARRIVARE A DOSSON IN MACCHINA

Da Verona centro entrare in autostrada A4/E70 verso Venezia. Uscire a Preganzol e continuare su via Zermanesa. Prendere Viale delle Industrie in direzione di Via Zermanese a Dosson.

ARRIVARE A DOSSON IN TRENO

Dalla stazione di Verona Porta Nuova prendere il treno verso Venezia S.Lucia e scendere a Venezia-Mestre. Da lì prendere un treno verso Udine e scendere a Treviso Centrale.

A 2 minuti a piedi c’è la stazione Fs Duca d’Aosta dove prendere l’autobus 8E e scendere a Frescada, a circa 20 minuti a piedi si trova Dosson. Per maggiori informazioni visita il sito di Trenitalia e del MOM per il servizio di autobus a Treviso.

ARRIVARE A DOSSON IN AEREO

L’aeroporto più vicino è l’aeroporto internazionale A. Canova a soli 5 km di distanza da Dosson. Per maggiori informazioni visita il sito A. Canova.

 

Articolo a cura di Giorgia Bozzetti
redazione@veronawinelove.com

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Enrico Brignano all’Arena di Verona sabato 9 maggio 2020. Leggi le informazioni utili e compra i biglietti per lo spettacolo

Enrico Brignano all’Arena di Verona sabato 9 maggio 2020. Leggi le informazioni utili e compra i biglietti per lo spettacolo

Enrico Brignano all’Arena di Verona sabato 9 maggio 2020, alle ore 21.

Il comico romano mantiene la promessa e torna all’Arena di Verona con una versione speciale dello spettacolo “Un’ora sola vi vorrei”, uno degli spettacoli bestseller della stagione 2019.

Brignano iniziò da giovane con il far ridere i pendolari nel tragitto casa-scuola ed ora calca i palchi dei più importanti teatri italiani con i suoi spettacoli comici.

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Enrico Brignano

 

Enrico Brignano all’Arena di Verona sabato 9 maggio 2020 con una versione speciale dello spettacolo “Un’ora sola vi vorrei”

Enrico Brignano ritorna all’Arena di Verona sabato 9 maggio 2020. L’aveva detto come un augurio durante lo spettacolo al teatro Romano nell’estate 2019, è diventata poi una promessa ed è riuscito a mantenerla.

Dopo il successo di “Innamorato perso”, lo spettacolo teatrale prodotto da Max Produzioni e Vivo Concerti, il comico romano torna in Arena con una nuova produzione. Una versione speciale dello spettacolo “Un’ora sola vi vorrei”, uno degli spettacoli bestseller del 2019.

Un one man show che sfida e rincorre il tempo, una riflessione sulle nostre ossessioni legate al tempo.

A spasso nel suo passato, tra ricordi e nuove proposte che rappresentano un ponte gettato sul futuro, Brignano passeggia sulla linea tratteggiata del nostro presente.

 

 

 

Enrico Brignano: attore, regista e sceneggiatore

Enrico Brignano è nato a Roma il 18 maggio 1966, nel quartiere di Dragona.

Studia all’Accademia per giovani comici fondata da Gigi Proietti con cui poi ha lavorato in diversi spettacoli teatrali.

Partecipa come comico e barzellettiere alla prima edizione del programma “La sai l’ultima” in onda su Canale 5 condotta da Pippo Franco.

Nel 1992 è ospite della prima edizione del programma “Scherzi a parte”, presentato da Gene Gnocchi e Teo Teocoli.

Dopo alcune apparizioni cinematografiche in “Ambrogio” nel 1991, “Miracolo Italiano” nel 1994 e “La bomba” nel 1998 si dedica al grande pubblico televisivo.

Dal 1998 al 2000 infatti, interpreta il ruolo di Giacinto in “Un medico in famiglia”. La fiction gli offre una maggiore visibilità e un maggior riconoscimento da parte del pubblico che lo segue poi anche a teatro.

Del 1999 è il primo spettacolo teatrale di Enrico Brignano, intitolato “Io per voi un libro aperto”, da Ostia antica, lo spettacolo viene anche trasmesso in diretta su Canale 5 così da riuscire a raggiungere e coinvolgere una fascia più ampia di pubblico.

Nel 2000 esordisce alla regia cinematografica con “Si fa presto a dire amore” , film di cui è protagonista e di cui cura la sceneggiatura.

Nel 2001 viene scelto dal regista Carlo Vanzina per il ruolo di uno dei protagonisti della commedia “South Kensington” in cui recita insieme a Giampaolo Morelli e Rupert Everett.

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Negli anni successivi il percorso nel mondo dello spettacolo di Enrico Brignano prosegue all’insegna del successo, così l’attore decide di interrompere la carriera cinematografica allo scopo di dedicarsi con maggiore attenzione al teatro, la sua vera passione.

Nella stagione 2000/2001 porta in scena “Io per voi un libro aperto-capitolo due”, seguito da “E la storia continua-capitolo terzo”. Nel 2002/2003Mai dire mouse” e nel 2003/2004Non sia mai viene qualcuno”.

Nel 2007 debutta sul palco del Teatro degli Arcimboldi per la trasmissione comica di Canale 5 Zelig, nella quale rimane fino al 2011.

Nel 2010 interpreta a teatro il ruolo di Rugantino, opera del 1962 di Garinei e Giovannini, ruolo che in passato ha visto protagonisti grandi attori come Nino Manfredi, Adriano Celentano e Valerio Mastrandrea.

 

 

Il comico romano si dedica poi al cinema, recita in “SMS-Sotto mentite spoglie”, “Un’estate al mare”, “Faccio un salto all’Avana” e  “Ex-Amici come prima”.

Nel 2013 riceve a Catanzaro il “Riccio d’Argento” della 27esima edizione di “Fatti di Musica”, premio ai migliori live d’autore dell’anno per lo spettacolo “Il meglio d’Italia”.

Sempre nello stesso anno viene scelto per doppiare il pupazzo di neve parlante Olaf nel fil Disney “Frozen-Il regno di ghiaccio”.

Dal 2015 al 2017 recita in numerose commedie italiane: “Tutte lo vogliono”, “Poveri ma ricchi” e “Poveri ma ricchissimi”.

 

 

Enrico Brignano mantiene la promessa e torna all’Arena di Verona sabato 2 maggio 2020

Nella stagione 2018/2019 Enrico Brignano va in scena con lo spettacoloInnamorato perso”, una tournée dai grandi numeri, l’ennesima a fare incetta di record.

Lo spettacolo è incentrato sull’innamoramento, di quanto sia bello sentire quell’emozione crescere dentro di sé, con le mani che sudano, le ginocchia che tremano, la salivazione azzerata e la lingua felpata.

Durante lo spettacolo il comico romano è accompagnato da un corpo di ballo  che si scatena al ritmo di musiche originali, circondato da scene fatte di schermi su cui luci e immagini prendono forma.

 

 

Nel 2019 è il protagonista del filmTutta un’altra vita” insieme a Ilaria Spada.

Nello stesso anno Enrico Brignano è a teatro con “Un’ora solo vi vorrei”. Spettacolo che fa tappa in alcune tra le location più suggestive di tutta Italia, percorrendola da Nord a Sud.

Un one man show che sfida e rincorre il tempo, prodotto e distribuito da Vivo Concerti.

Alla tournée si aggiungono quindici nuove repliche a Roma e un appuntamento da non perdere per uno spettacolo evento all’Arena di Verona sabato 9 maggio 2020.

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I Modà in concerto all’Arena di Verona sabato 2 maggio 2020. Ritorno sul palco con il tour “Testa o croce”. Leggi le informazioni utili e acquista i biglietti per il concerto

I Modà in concerto all’Arena di Verona sabato 2 maggio 2020. Ritorno sul palco con il tour “Testa o croce”. Leggi le informazioni utili e acquista i biglietti per il concerto

I Modà in concerto all’Arena di Verona sabato 2 maggio 2020.

Grande ritorno della band milanese che dopo ben quattro anni dalla pubblicazione dell’ultimo disco torna a calcare i palchi italiani con il tour Testa o croce,  tour anticipato dal singolo Quel sorriso in volto.

I Modà sono tra le band di maggior successo in Italia, sono arrivati con Testa o croce al settimo album della loro carriera e hanno alle loro spalle decine di hit.

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I Modà in concerto all’Arena di Verona sabato 2 maggio 2020. Com’è nata la band milanese

Modà è il nome della band nata dal progetto di:

  • Francesco “Kekko” Silvestre (frontman e autore)
  • Enrico Zapparoli (chitarra)
  • Diego Arrigoni (chitarra)
  • Stefano Forcella (basso)
  • Claudio Dirani (batteria)

 

Modà in concerto all'Arena di Verona sabato 2 maggio 2020

Da sinistra: Stefano Forcella, Enrico Zapparoli, Francesco Silvestre, Diego Arrigoni, Claudio Dirani

 

Nel 2004 i Modà firmano il loro primo contratto discografico a cui segue la pubblicazione del primo singolo Ti amo veramente.

Sempre nello stesso anno avviene la pubblicazione del primo album di canzoni inedite intitolato Ti amo veramente accompagnato dal singolo Dimmi che non hai paura. Grazie ai concerti promozionali nelle piazze italiane i Modà si fanno così conoscere al grande pubblico e il loro album entra di diritto nelle classifiche di vendita italiane.

Nel 2005  partecipano al Festival di Sanremo nella sezione giovani con il brano Riesci a innamorarmi e riscuotono grande consenso da parte della critica e del pubblico.

Nel 2008 i Modà pubblicano il nuovo album Sala d’attesa e subito dopo inizia il tour che li vede protagonisti di numerosi palchi in tutta Italia.

 

I grandi successi dei Modà in concerto all’Arena di Verona a maggio 2020

Nel 2009 la pubblicazione del singolo Timida.

Il 2010 è l’anno di svolta per i Modà, la band milanese passa all’etichetta discografica Ultrasuoni e con la pubblicazione del singolo Sono già solo, primo vero successo radiofonico della band, si posizionano per 40 settimane al vertice delle classifiche italiane e ottengono il disco di platino.

 

 

Suonano in oltre 50 città italiane e vengono premiati ai Wind Music Award e ai Venice Music Award come band rivelazione dell’anno.

Ad ottobre dello stesso anno i Modà fanno uscire il singolo La notte che in meno di 24 ore raggiunge la prima posizione della classifica singoli di iTunes. A dicembre inizia La notte Tour che li vede esibirsi in oltre 20 palazzetti registrando ovunque il tutto esaurito.

Nel 2011 partecipano al 61° Festival di Sanremo con il brano Arriverà cantato insieme a Emma Marrone e si aggiudicano il secondo posto nella sezione Big.

Pur essendo arrivati secondi, Arriverà si rivela essere la canzone di maggior successo dell’edizione del Festival e raggiunge la prima posizione dei Top Singoli e viene certificata multiplatino.

In contemporanea al Festival di Sanremo esce il nuovo album di inediti dei Modà intitolato Viva i romantici. L’album entra subito al primo posto della classifica dei dischi più venduti mantenendo la posizione per oltre un mese.

Con questo album i Modà vendono oltre 450.000 copie e ottengono il disco di diamante, il massimo riconoscimento in Italia.

Inoltre, ad ottobre 2011, i Modà vincono la categoria “Best Italian Act” agli MTV EMAs .

Nel 2012 pubblicano il singolo Come un pittore che si rivela essere un grande successo a livello nazionale ed è il brano più venduto dei Modà.

Il 16 settembre 2012 i Modà, accompagnati dall’Orchestra “I Pomeriggi Musicali di Milano”, suonano all’Arena di Verona nell’unico concerto dell’anno della band, la data all’Arena va sold out in soli pochi giorni.

Nel 2013 esce il nuovo album intitolato Gioia e il brano Se si potesse non morire viene scelto per far parte della colonna sonora del film Bianca come il latte, rossa come il sangue.

 

 

Nel 2015 esce il nuovo album Passione maledetta, il sesto album dei Modà.

Il disco però non ottiene la stessa accoglienza radiofonica dei singoli di successo degli anni precedenti e segna così la chiusura definitiva con l’etichetta discografica Ultrasuoni.

 

Ritorno sul palco dei Modà dopo quattro anni di silenzio

Nel 2019, dopo ben 4 anni di silenzio, i Modà pubblicano un nuovo album intitolato Testa o croce. Album anticipato dal singolo Quel sorriso in volto e da Quelli come me.

Il nuovo album, spiega “Kekko”, rappresenta una scommessa, un rischio ma anche un nuovo inizio in quanto i Modà si sono ora affidati a Friends and Partners e Believe per la distribuzione e la nuova radio partner è Radio 105.

La lunga pausa, dovuta ad un momento non sereno per Kekko, ha dato frutto alla pubblicazione di un nuovo disco con dodici canzoni inedite che parlano di quotidianità, canzoni che rappresentano un’istantanea della vita di ognuno di noi.

I Modà tornano in concerto con il Testa o croce tour, con numerose date nei palazzetti di tutta Italia.

 

 

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Sabato 2 maggio 2020 i Modà sono in concerto all’Arena di Verona. E’ la rinascita della band milanese sui palchi italiani.

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