“Dalla library delle Famiglie, la storia dell’Amarone e dei suoi territori”. La masterclass delle Famiglie Storiche sull’Amarone Valpolicella

“Dalla library delle Famiglie, la storia dell’Amarone e dei suoi territori”. La masterclass delle Famiglie Storiche sull’Amarone Valpolicella

L’Amarone Valpolicella affonda le sue radici nella storia e nella tradizione d’eccellenza dei vini veronesi.

E guarda avanti, affidandosi alle nuove generazioni di produttori.

La Masterclass “Dalla library delle Famiglie, la storia dell’Amarone e dei suoi territori”, a Vinitaly 2019, alla fiera di Verona, ha confermato come il Grande Rosso Veronese si inserisca nel solco di tradizione e artigianalità, con un impegno costante all’innovazione.

A Vinitaly, che si è concluso una settimana fa, Romano Artoni, vicepresidente di Verona Fiere: nei saluti istituzionali ha parlato di passione.

La passione dei produttori per un vino di grande qualità, l’Amarone Valpolicella.

Ma anche la passione che ogni anno muove e crea l’evento di Vinitaly, grazie in particolare all’area manager Gianni Bruno.

A introdurre la Masterclass Maria Sabrina Tedeschi, presidentessa delle Famiglie Storiche:

“L’Associazione conta oggi tredici soci, tredici famiglie storiche, che da più generazioni tramandano l’arte di produrre Amarone.

E che oggi sono pronte a preparare le nuove leve, per tenere sempre alta l’immagine del prodotto.

Essere famiglia vuol dire essere presenti in tutte le fasi, dalla vigna alla promozione nel mondo”.

 

Famiglie Storiche dell'Amarone a Vinitaly 2019

Le Famiglie Storiche dell’Amarone a Vinitaly 2019

 

È Sandro Boscaini, Presidente e AD di Masi Agricola, primo Presidente dell’Associazione, a raccontare le motivazioni che hanno portato le Famiglie a riunirsi:

“Crediamo che l’Amarone debba trovare un suo collocamento, di qualità, di prezzo e di originalità di prodotto.

E su questi temi abbiamo ragionato al momento di metterci insieme.

Mettendoci insieme abbiamo richiamato l’attenzione su quello che l’Amarone è.

E continueremo a farlo perché si tratta di un prodotto iconico dell’Italia”.

Marilisa Allegrini, presidente dell’associazione negli anni 2013-2016, parla di “importanza e bellezza della promozione” del Grande Rosso Veronese, nel contesto storico e artistico che lo caratterizza.

E della peculiare tecnica dell’appassimento che rende questo vino “unico ed esclusivo”.

 

La tecnica produttiva dell’Amarone 

Le zone vitivinicole della Valpolicella

Le zone vitivinicole della Valpolicella. Foto: Famiglie Storiche dell’Amarone 

 

Tra i fattori chiave della produzione di Amarone innanzitutto l’importanza del terroir, di quel territorio d’eccellenza da cui nascono vini e grandi complessi, la collina.

Altro fattore fondamentale, la tecnica dell’appassimento delle uve.

Consiste nel fare appassire le uve sane e mature, selezionate dai migliori vigneti al momento della raccolta manuale, prima della pigiatura.

I grappoli scelti sono adagiati in cassette e impilate in un ampio locale areato detto “fruttaio” e periodicamente controllate per la buona riuscita dell’appassimento.

Terzo elemento è l’importanza delle escursioni termiche, che arricchiscono il vino dal punto di vista fenolico e aromatico.

All’appassimento segue la vinificazione e l’affinamento in botte, di almeno due anni secondo il disciplinare. Un periodo che aumenta a quattro anni, nel caso delle riserve.

Sono tempi che le Famiglie scelgono di aumentare a tre anni per l’Amarone, a anche sei o sette anni per le riserve.

Affinamenti e appassimenti non veloci si rendono necessari per la complessità del prodotto finale.

L’Amarone è un vino che insegna la pazienza.

Un vino che richiede tanta ricerca, tanto lavoro in campagna e in cantina.

Un vino che è un’eccellenza del territorio e come tale va salvaguardato, anche come prezzo sul mercato.

 

Amarone Valpolicella: le forme di allevamento delle uve

Il sistema tradizionale di allevamento delle uve in Valpolicella, da cui poi si ricava l’Amarone, è la pergola.

Uve di Amarone Valpolicella

Vigneti in Valpolicella

Una forma di allevamento composta di pali robusti e resistenti, una serie di fili per appoggiare la vegetazione e pali intermedi per impedire il danneggiamento della struttura.

Esiste anche un sistema più innovativo, detto a guyot, di allevamento e potatura della vite, che permette di migliorare la crescita della pianta per adattarla agli obiettivi per cui è coltivata.

Ogni azienda racconta il proprio metodo di l’appassimento e il proprio sistema di impianto.

 

Amarone della Valpolicella Docg 2013 di Torre d’Orti

Torre d’Orti si trova nella parte più a ovest della Valpolicella, nel centro abitato di Marcellise.

È il punto dove la terra rossa tipica della Valpolicella Classica lascia spazio allo scoglio bianco e calcareo.

“Un terreno che” secondo Franco Piona, titolare dell’azienda, insieme al fratello Luciano “condiziona ciò che si trova nel bicchiere:

è un vino adatto all’invecchiamento, dal basso ph e dal grande equilibrio”.

L’azienda dispone di impianti a guyot, con circa 700 piante per ettaro.

Le uve dopo la vendemmia sono riposte in una cella, a circa 300 metri di altezza, dove l’appassimento ha la possibilità di essere controllato abbastanza bene in modo naturale.

Un’operazione – quella dell’appassimento – che si protrae fino a Gennaio.

E a cui segue vinificazione, svinamento e fermentazione in barrique di rovere francese, quasi tutte nuove, per i primi diciotto mesi.

Segue un’ulteriore fermentazione di sei mesi in bottiglia.

L’acidità spiccata dell’annata in degustazione ne fa un vino molto elegante.

“E dalla solida struttura, anche grazie alla presenza del vitigno Oseleta, responsabile inoltre del colore intenso di questo Amarone” aggiunge Ian d’Agata, direttore scientifico di Vinitaly International Academy.

 

De Buris Amarone della Valpolicella Doc Classico Riserva 2008 di Tommasi

Secondo la Famiglia Tommasi, ogni vigna merita un particolare progetto.

Per la collina del monte della Groletta, la parte più occidentale della Valpolicella Classica, nasce nel 2000 il progetto De Buris, dal nome della più antica villa veneta della Valpolicella.

Scopo di De Buris è produrre vini da bere, non solo da degustare, che rispettino il territorio da cui nascono.

Peculiarità del progetto: l’altitudine delle vigne, a 300 metri, ventilazione, escursione termica, vigne vecchie, basse rese.

Tutto ciò che serve per creare un vino di stile e qualità.

L’appassimento dura circa 120 giorni, l’affinamento in legno circa 5 anni, esclusivamente in botti di rovere di Slavonia.

L’annata in degustazione, il 2008, è la prima annata ufficialmente prodotta con il progetto De Buris.

Presentata durante la Masterclass, a Vinitaly, con già quattro anni di affinamento in bottiglia.

Vini che sono il risultato di una combinazione di fattori complessi e interscambiabili, non riducibili a sola tecnica.

Queste le parole con cui Ian d’Agata termina la presentazione di Tommasi Family Estates e cede la parola a Giuseppe Rizzardi, della Azienda Agricola Guerrieri Rizzardi.

 

Calcarole Amarone della Valpolicella Doc Classico 2006 di Guerrieri Rizzardi

I vigneti di Amarone Calcarole si trovano nella Valpolicella Classica, a circa 180 metri s.l.m.

Le vigne sono coltivate a spalliera e collocate sopra i caratteristici muretti a secco della Valpolicella, le “marogne”.

La collina è quasi interamente coltivata a Corvina. Il terreno è argilloso-sabbioso, di roccia calcarea.

L’appassimento delle uve raccolte è fatto in fruttaio, in cassette, senza metodi di controllo artificiali.

Necessaria dunque la selezione delle uve al momento della vendemmia.

L’Amarone Calcarole è un vino prodotto solo nelle annate migliori, con quantitativo limitato e bottiglie numerate.

L’annata presentata è la 2006: le uve sono pigiate, diraspate e fermentate.

La fermentazione avviene in tonneaux. Dopo 12 mesi, il vino viene messo per due anni in botti di rovere francese.

Viene imbottigliato, e fa circa un anno di affinamento in bottiglia.

Prende la parola nuovamente Ian d’Agata: “Pur essendo tre Amaroni della Valpolicella, sono tre vini nettamente diversi fra loro. Non potrebbero essere più dissimili.

Il primo – l’Amarone Torre d’Orti – presenta una acidità spiccata ma armoniosa, una spiccata struttura dei tannini.

Dell’Amarone De Buris colpisce la nettezza, la pulizia, la grande eleganza.

Il terzo presenta un velo di dolcezza accattivante che rende morbido il vino, con sentori e profumi che virano verso il terziario, verso sentori speziati e tostati.

Tre vini che raccontano ciascuno un angolo e un aspetto della Valpolicella”.

 

Serego Alighieri Vaio Armaron Amarone della Valpolicella Doc Classico 2006 di Masi

Masi presenta una riserva di Costasera, coltivata in un terreno dei Conti Serego Alighieri: una proprietà acquistata dal figlio del poeta Dante, antenato della famiglia.

Una collina particolarmente scoscesa, intorno ai 300 metri di altezza, nella zona Ovest della Valpolicella.

Peculiari nel vino le uve: 65% Corvina, Rondinella e Molinara.

Ma una Molinara particolare, nota come “Molinara Serego Alighieri”.

Proviene da undici ceppi, ancora esistenti, piantati nel cortile storico della villa nel 1875.

Altra caratteristica unica proviene dal tipo di affinamento in legno.

La seconda fase di affinamento avviene in botti di ciliegio, per un massimo di quattro mesi, secondo la tradizione della famiglia.

Questo conferisce al vino nel calice una spezia evidente e un sentore di ciliegia matura ulteriormente sottolineato.

Per Ian D’Agata si tratta di “un vino di rimarchevole suadenza”.

Dato da una combinazione di fattori, in un vino “dalla grana tattile”.

Grazie alla presenza della “Molinara Ciara”, è un vino di generosa potenza, gentilezza, dolcezza e buona beva.

È un vino molto diverso dai precedenti che ancora una volta mostra la ricchezza dell’Amarone Valpolicella e la sua diversità.

 

Amarone della Valpolicella Doc Riserva 2006 di Musella

L’Azienda Agricola Musella, la più a sud della Valpolicella, è in un luogo particolare: circondata da un bosco, che protegge la tenuta e i vigneti stessi.

La protegge anche da agricolture diverse: dal 2009 infatti l’azienda realizza una agricoltura biologica certificata.

Per la maggior parte possiede vigneti a spalliera, con reinserimento della pergola veronese.

L’appassimento avviene in maniera non forzata: a seconda del grado di umidità vengono aperte o chiuse le finestre del fruttaio, locale dove le uve sono poste ad appassire.

Anche la muffa nobile, quella bianca, è un elemento positivo nelle caratteristiche e nella complessità dell’Amarone.

Le uve selezionate al momento della raccolta, dopo una lunga fermentazione, sono inserite in botti grandi e lasciate lì per 2-3 anni.

 Ian D’Agata sottolinea che la 2006 è un’annata calda. L’annata calda si avverte nei sentori di ciliegia sfatta, di miele e di resina.

“È un vino delizioso, che ricorda bene la zona di produzione, quella più meridionale della Valpolicella, dove le uve maturano velocemente”.

 

Monte Ca’ Bianca Amarone della Valpolicella Doc Classico 2005 di Begali

12 ettari a San Pietro in Cariano, nel cuore della Valpolicella Classica: questi i possedimenti dell’Azienda Agricola Begali.

Nel 1993 iniziano a lavorare i vigneti di Monte Ca’ Bianca, di proprietà dal 1995. 

E dal 1995 iniziano a selezionare il proprio cru di Amarone.

Definiscono l’annata in degustazione, il 2005, “l’annata perfetta” secondo la loro idea di Amarone cru:

  • finezza, eleganza e acidità del vino;
  • allevamento tradizionale a pergola veronese;
  • moderno affinamento di circa 40 mesi in barrique.

Ian D’Agata lo definisce un vino elegante, armonioso. Di un’annata sottovalutata ma che ha saputo dare vini ben equilibrati.

Un vino che inizia suadente, si equilibra e torna dolce sul finale.

Un vino che porta la firma di Begali: come tutti i vini Begali, ha un tocco di gentilezza e di grazia.  

 

Campo dei Gigli Amarone della Valpolicella Doc 2004 di Tenuta Sant’Antonio

La Tenuta Sant’Antonio, dei fratelli Castagnedi, tra le vallate di Illasi e Mezzane, possiede vigneti collocati a 350 metri di quota, in un terreno molto calcareo.

In questi terreni, di ardua coltivazione proprio per la componente calcarea, coltivano Corvina, Corvinone, Rondinella, Croatina e Oseleta.

Peculiarità della produzione di Amarone è che la prima fermentazione (di circa un mese) non avviene in acciaio, ma in botte.

Le stesse botti dove, dopo il lavaggio, avviene la seconda fermentazione, dalla durata di circa tre anni.

L’utilizzo delle stesse botti arricchisce il vino dal punto di vista fenolico e aromatico.

Il sistema di allevamento è misto: in parte pergola veronese, in parte guyot.

Il vigneto più antico piantato è detto “il campo dei gigli” per la per crescita spontanea di questi fiori.

È il vigneto che dà anche il nome al vino in degustazione.

Interessanti al naso le spezie, più accentuate nei vini ricavate dalle zone orientali della Valpolicella.

Ian D’Agata rileva nell’Amarone Campo dei Gigli una complessità data dalla vigna vecchia da cui è ottenuto.

Ne deriva un vino suadente, aggraziato ma al tempo stesso potente.

 

Amarone della Valpolicella Doc Classico Riserva 2001 di Venturini

Venturini è la più piccola tra le Famiglie Storiche dell’Amarone.

Possiede circa 15 ettari di vigneti allevati a pergola in collina e a guyot nella zona pedemontana, nel cuore della Valpolicella Classica.

In essi coltivano le principali varietà autoctone: Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara.

Il vino in degustazione, annata 2001, è una riserva.

Prevede una doppia selezione delle uve, la prima in vigna, 11 anni di lavorazione e un anno di fermentazione in bottiglia.

Ogni anno producono 1400 bottiglie.

Secondo Ian D’Agata, è un vino fresco, leggero, nel senso buono del termine.

Peculiarità dell’azienda è anche la manutenzione e il ripristino dei 300 muretti a secco presenti nei loro vigneti, le già citate “marogne”.

 

Amarone della Valpolicella Doc Classico 2000 di Allegrini

L’Azienda Allegrini, a Fumane di Valpolicella, è oggi guidata dalla settima generazione della famiglia: Marilisa Allegrini, responsabile marketing, e Franco, winemaker, con Caterina, Silvia e Francesco.

Leggi anche La Famiglia Allegrini a Vinitaly 2019

I vigneti si trovano nei cinque comuni della Valpolicella Classica, con altitudine dai 2 ai 500 metri di altitudine:

  • Fumane
  • Marano di Valpolicella
  • Negrar
  • San Pietro in Cariano
  • Sant’Ambrogio di Valpolicella.

I vigneti più antichi sono quelli di altitudine più bassa, di recente acquisizione le più alte altitudini.

Buone annate di raccolta venivano in passato “rovinate” da condizioni meteo sfavorevoli, come inverni rigidi.

Si è cercato dunque di replicare le condizioni meteo ideali per ottenere buoni risultati.

Per salvaguardare il patrimonio portato in cantina dopo la vendemmia.

Il fattore chiave è l’umidità, che soprattutto nel primo periodo dell’appassimento può causare muffe.

Essenziale a tal proposito il controllo delle uve, con tecniche di monitoraggio:

l’appassimento mantiene la stessa durata ma si svolge in condizioni ideali. Garantendo la perfetta sanità delle uve.

L’Amarone Allegrini è un Amarone che punta su eleganza e finezza. Per questo obiettivo è fondamentale avere uve sane.

L’annata 2000, pur riflettendo le caratteristiche di un’annata calda, rimane comunque un Amarone che ha qualcosa da raccontare.

 

Amarone della Valpolicella Doc Classico Vigneto Monte Sant’Urbano 2000 di Speri

L’azienda vinicola Speri ha 60 ettari di proprietà nelle zone più vocate della Valpolicella Classica.

Non acquista uve altrui, vinifica solo le proprie, le uve autoctone della Valpolicella.

Il vigneto Sant’Urbano, da cui ha origine il Grande Rosso Veronese, si colloca nel cuore di Fumane, sul crinale di una collina. È un terreno di origine vulcanica, complesso da lavorare ma ricco nel caratterizzare il vino che se ne produce.

L’allevamento è a pergola veronese, con un’apertura centrale che mantiene le uve sane.

L’affinamento avviene in grandi botti di rovere di Slavonia, secondo la tradizione: l’obiettivo è infatti seguire la natura delle uve, non andare a coprirle.

Il 2000, l’annata in degustazione, è stata un’annata caldissima.

La presenza del terreno vulcanico mostra tuttavia come si possa creare un vino fresco, elegante e che rimanga asciutto.

“I vini migliori delle annate calde” sostiene Ian D’Agata “sono prodotti da quelle aziende che tradizionalmente lavorano meglio. È anche una questione di tecnica”.

 

Amarone della Valpolicella Doc Classico 1999 di Brigaldara

Brigaldara è introdotta nella Masterclass da Stefano Cesari, prima generazione dell’azienda.

Una azienda di circa 50 ettari, a Marano di Valpolicella, a circa 250 metri di altezza.

Esposta a ovest, in una zona calda della Valpolicella, caratterizzata prima da allevamenti tradizionali – a pergola trentina – poi anche da allevamenti a guyot.

In un’epoca in cui gli ettari vitati della Valpolicella erano 5000, contro gli 8000 attuali.

E la produzione di Amarone, si attestava intorno alle 4 000 000 bottiglie, contro i 13 000 000 di adesso.

Era molto più alta la selezione, e si faceva Amarone solo quando lo si poteva fare.

L’annata in degustazione è il 1999: un’annata fredda, caratterizzata da piogge nei mesi di Giugno e Luglio, una scarsa piovosità in Agosto.

Un’annata fredda, in una zona calda.

Ian D’Agata lo definisce “un vino potente suadente, che porta la firma di Brigaldara”.

E conclude: “Aver ottenuto un vino così, in un’annata difficile come quella in degustazione, è un grande successo. Un vino che dice del successo dell’azienda”.

Capitel Monte Olmi Amarone della Valpolicella Doc Classico 1999 di Tedeschi

Situata a Pedemonte, l’azienda Tedeschi porta in degustazione l’Amarone Classico Capitel Monte Olmi.

Nel 1964, grazie a Lorenzo Tedeschi, le uve del vigneto Monte Olmi iniziano a essere vinificate separatamente, con l’indicazione del nome in etichetta.

Già si era intuita l’importanza e la differenza del terroir.

Nasce così uno dei primi cru di Amarone; è una delle colline più basse dell’azienda, con una forte pendenza.

Altra peculiarità dell’azienda è quella di produrre parecchi cru: due di Amarone e tre di Valpolicella.

Il Capitel Monte Olmi è un terreno che presenta carbonato di calcio e argilla in grandi quantità.

L’argilla è importante per dare struttura al vino e per portare gli aromi.

La struttura calcarea, unita ai minerali e agli ossidi di ferro e manganese, porta note fruttate, di frutta rossa, come ciliegia marasca.

La parte sabbiosa del terreno porta con sé le note di ribes. In questo vigneto c’è anche una nota balsamica particolarmente spiccata.

Nelle annate difficili, come anche il 1999, è importante la conoscenza tecnica, data dalla storicità.

Occorre però anche sapersi innovare, continuare a studiare e conoscere sempre meglio il territorio.

La tecnica di Tedeschi prevede appassimento controllato e affinamento in botte grande per almeno tre anni.

Oggi il Capitel Monte Olmi è diventato Riserva. Con nove anni di affinamento in botte grande e uno in bottiglia

Dulcis in fundo, chiude la Masterclass Zenato, con un vino del 1993, un “vino antico” nella definizione di Ian D’Agata.

 

Amarone della Valpolicella Doc Classico 1993 di Zenato

Zenato: “L’anima nel Lugana e il cuore nella Valpolicella”. Nata in territorio di vini bianchi, negli anni Novanta Sergio Zenato decide che, per completare l’offerta dell’azienda, ci voglia un grande rosso.  

Acquista così la Tenuta Costalunga, a Sant’Ambrogio di Valpolicella, nella zona più a Ovest.

I vigneti si trovano a 300 metri s.l.m., in un terreno calcareo, composto di rocce antiche e da 70-80 cm di terra rossa argillosa.

Sono minerali che, attraverso la necessità delle radici di trovare refrigerio in profondità, caratterizzano il vino nel bicchiere.

Inizialmente si utilizzava il sistema di allevamento a pergola, oggi il guyot, più produttivo.

Dalle originali 3000 piante si è passati alle attuali 5500.

L’annata in degustazione è un Amarone della Valpolicella Doc Classico 1993, una annata storica

Imbottigliata nel 1999, dopo sei anni di affinamento in botte grande, è un ottimo esempio di come il Grande Rosso Veronese possa migliorare nel tempo e andare oltre ogni sfida.

Un vino definito da Ian D’Agata come “elegante e fine”: un vino “di delizia, che invecchia assolutamente bene”.

 

“Dalla library delle Famiglie, la storia dell’Amarone e dei suoi territori”. Le Famiglie Storiche dell’Amarone a Vinitaly per i dieci anni dell’Associazione

Il logo dell’Associazione Famiglie Storiche dell’Amarone

 

Biologico, enoturismo e mercati esteri. Intervista alla presidente Sabrina Tedeschi

Presidente Sabrina Tedeschi, a Vinitaly si è parlato molto di bio e di sostenibilità. Quale è la vostra posizione in merito?
“Poco prima di Vinitaly abbiamo ottenuto la certificazione di sostenibilità secondo il protocollo Equalitas per quanto riguarda l’azienda.

Poi abbiamo avviato – dico avviato, perché ovviamente serve del tempo – anche la sostenibilità dei nostri prodotti. Ci crediamo, seguiamo il protocollo biologico ed eravamo peraltro in conversione, bloccata però con la difficile annata 2014.

Crediamo che sia necessario lavorare per l’ambiente, perché poi l’ambiente regala grandi emozioni. È l’ambiente in cui viviamo, in cui lavoriamo, e bisogna in qualche modo essere a difesa dell’ambiente”.

Sabrina Tedeschi - Famiglie Storiche - Amarone Valpolicella

Sabrina Tedeschi

Mercati esteri, come vi ponete come strategia di penetrazione, specie in Cina?
“Noi esportiamo da parecchi anni dall’80 all’85% della nostra produzione. Conosciamo abbastanza bene i diversi mercati e stiamo lavorando anche in Cina.

La stiamo affrontando in modo del tutto diverso rispetto ad altri mercati. Siamo supportati anche da specialisti di quel territorio perché bisogna anche conoscere quella che è la cultura di un mercato per affrontarlo al meglio.

“Oggi, in Cina è importante essere nel mercato Ho.Re.Ca. Ma soprattutto bisogna raggiungere il mercato del consumatore finale, l’appassionato che acquista la bottiglia di vino. E che non necessariamente la abbina con​ il cibo.​

“L’abbinamento con il cibo è un carattere proprio della cultura occidentale. Il consumatore cinese apre una bottiglia di vino semplicemente per stare in compagnia. Proprio per questo si rende ancora più necessario un intermediario”.

A Vinitaly si è parlato molto di enoturismo. Quali sono le vostre iniziative nella promozione del territorio?
“Nell’ultimo periodo abbiamo creato una nuova struttura, adiacente all’azienda, per accogliere al meglio anche l’enoturista. Ci stiamo adoperando con le diverse agenzie sul territorio, per poter accogliere sempre più turisti.

Puntiamo a fare qualità anche in questo senso. Cerchiamo di portare gli appassionati di vino e di far conoscere sempre di più quello che è il nostro territorio”.

 

Le Famiglie Storiche dell’Amarone a Vinitaly

Le Famiglie Storiche hanno così voluto far conoscere a Vinitaly la loro produzione di eccellenza dell’Amarone Valpolicella con la prestigiosa Masterclass “Dalla library delle Famiglie, la storia dell’Amarone e dei suoi territori”.

Occasione preziosa per approfondire i diversi e variegati terroir della Valpolicella, e degustare annate eccezionali del Grande Rosso Veronese.

Cecilia Bay

 

 Leggi anche la pagina sulle CANTINE DELLA VALPOLICELLA

Leggi anche la pagina sulle proposte di ENOTURISMO

RIPRODUZIONE RISERVATA  ©  Copyright VeronaWineLove

Spazio Commerciale

Appassionato/a di vino e cucina di qualità?

Le guide 2019 ai vini italiani sono acquistabili su Amazon. Così come le guide ai ristoranti e alle osterie.

Il sito Verona Wine Love, affiliato Amazon, vi mette a disposizione, a prezzi speciali, il link al sito di e-commerce.

Sei appassionato/a di fotografia e vorresti partecipare a un Corso di Fotografia e Fotoritocco?
Leggi le info su Mauro Magagna, fotografo professionista e responsabile d’immagine di Verona Wine Love.

Mauro Magagna fotografo

Compra le guide cliccando sui link:

VINI D’ITALIA DEL GAMBERO ROSSO 2019

SLOW WINE 2019

RISTORANTI D’ITALIA DEL GAMBERO ROSSO 2019

GUIDA MICHELIN ITALIAN 2019 (ALBERGHI E RISTORANTI)

OSTERIE D’ITALIA 2019 SLOW FOOD

Sei appassionato/a di Bike Tour e desideri scoprire i percorsi delle Terre del Custoza, del Lago di Garda e del Monte Baldo?
Ti consigliamo il team di Guide di MTB di BIKE EXPERIENCE di Fabio Boeti e ALLMOST MTB di Francesco Trentini.

BikeExperience di Fabio Boeti                        AllMost di Francesco Trentini     

Iscriviti alla newsletter!


Riceverai le notizie sugli eventi a Verona che uniscono vino, turismo, spettacoli e cultura

10 + 14 =

¤ I dati personali sono trattati in base art. 13 del D. Lgs. 196/2003, al Regolamento UE 216/679 e alla Privacy policy

+39 349 8058 016

veronawinelove@gmail.com

Guida Slow Wine “I Migliori 100 Vini Rosa d’Italia” presentata a Vinitaly 2019. L’esperienza della degustazione dei “vini rosa”

Guida Slow Wine “I Migliori 100 Vini Rosa d’Italia” presentata a Vinitaly 2019. L’esperienza della degustazione dei “vini rosa”

In anteprima a Vinitaly la guida Slow Wine “I migliori 100 Vini Rosa d’Italia”. Con  impianto saldo, chiari intenti e alcune conclusioni.

Secondo Giancarlo Gariglio, vice curatore della guida, quella dei vini rosa è “una tipologia di vini bistrattata”.

La guida Slow Wine I Migliori 100 Vini d'Italia, presentata a Vinitaly 2019

La guida Slow Wine “I Migliori 100 Vini Rosa d’Italia”, presentata a Vinitaly 2019

Intesa dai produttori come un completamento di gamma e dai consumatori come la bottiglia da abbinare al pesce in estate.

In Italia, ancora una tipologia di nicchia. E i dati lo confermano: la produzione italiana si attesta intorno al 10% del mercato mondiale, il consumo nazionale è al 4%.

Di fronte ad una crescita imponente del settore, soprattutto negli USA, dove domina l’export dalla Francia, la guida intende “dare un piccolo contributo alla rinascita dei vini rosa italiani”.

Attraverso la promozione di prodotti e produttori.

 

“I Migliori 100 Vini Rosa d’Italia”: i principi della guida

Tre i principi che fanno da architettura alla guida Slow Wine.

  • Introdurre la grande varietà dei vitigni autoctoni italiani da cui si ottengono vini rosa
  • Mostrare la ricca gamma cromatica delle sfumature del vino rosa. Una tradizione e una particolarità da tutelare
  • Approfondire i terroir storici italiani di produzione.

Così Gariglio motiva questo ultimo aspetto.

“In Italia quasi tutte le regioni producono vino rosa. Ci sono però sei territori che hanno fatto del vino rosa la loro tradizione.

E hanno realizzato a questo proposito un importante discorso di valorizzazione e di tutela”.

Si tratta di Castel del Monte Rosato (Puglia), Cerasuolo d’Abruzzo (Abruzzo), Chiaretto di Bardolino (Veneto), Cirò Rosato (Calabria), Salice Salentino Rosato (Puglia) e Valtènesi Chiaretto (Lombardia).

 

Perché parlare di “vini rosa”

Novità della guida Slow Wine, la scelta di parlare di “vini rosa”, e non di “rosati”, nome più comunemente usato.

Spiega Fabio Giavedoni, primo curatore, che il termine “rosato” è inadeguato per due motivi.

Innanzitutto, perché crea confusione di tipo lessicale: tutto quanto è rosa, macchine, cravatte, calzini, viene definito tale.

Così non per il vino, dove per definire un colore si utilizza un termine che non è il nome del colore.

Inoltre, per analogia, chiamando “rosati” i vini rosa, bisognerebbe ad esempio chiamare i vini rossi “rossati”.

Il secondo motivo riguarda invece l’intera produzione di vini rosa in Italia. Giavedoni imposta così il problema: “Ci sono regioni dove storicamente il vino di colore rosa viene definito in etichetta Rosato”.

Ma esistono anche regioni dove il vino rosa ha una diversa denominazione: ad esempio, Chiaretto, Cerasuolo, Cirò.

“Definire tutta la produzione di vini rosa con un termine che è soltanto una parte del tutto significa escludere in sostanza ogni altra denominazione”, conclude Giavedoni.

 

L’importanza del colore nei “vini rosa”

Ma torniamo a parlare di colore.

Produrre un vino rosa significa estrarre colore dalle uve rosse, in maniera più o meno prolungata nel tempo.

Il colore è poi anche il fil rouge di questa degustazione.

I vini sono infatti serviti in sequenza cromatica, dal rosa più tenue al più intenso.

Degustazione cromatica, dal rosa più tenue al più intenso, durante la presentazione della Guida Slow Wine I Migliori 100 Vini d'Italia, a Vinitaly 2019

Degustazione cromatica, dal rosa più tenue al più intenso, durante la presentazione della Guida “I Migliori 100 Vini Rosa d’Italia”

 

Si parte con il Chiaretto, che bene si accorda con le situazioni cromatiche più tenui.

Tre i Chiaretti in degustazione:

  • Bardolino Chiaretto 2018, dell’Azienda Agricola Le Fraghe
  • Bardolino Chiaretto 2018, di Giovanna Tantini
  • Valtènesi Il Chiaretto 2018, dell’Azienda Agricola Pasini San Giovanni

Lo stesso termine Chiaretto viene utilizzato in due vicine zone vitinivinicole, quella veneta (Bardolino) e quella lombarda (Valtènesi) del Lago di Garda.

Con una sostanziale differenza: nella zona veneta è la Corvina il vitigno più utilizzato. Dall’altra parte del lago, sul versante bresciano, la Corvina viene invece sostituita dal Groppello.

Caratteristiche diverse, ma con una tradizione enologica molto simile.

Il terzo territorio rappresentato è la Puglia. Il vino in degustazione è il Castel Del Monte Bombino Nero Pungirosa 2018, dell’Azienda Agricola Rivera.

A dispetto del nome del vitigno, il Bombino Nero, il vino che ne deriva è anch’esso di un rosa molto tenue, poco distante dai precedenti Chiaretti.

Il viaggio tra i migliori 100 vini rosa d’Italia porta in Calabria. Con il Gaglioppo in purezza, vitigno da cui si ottiene il Cirò Rosato, dalla consistente svolta cromatica.

Il vino in degustazione è il Cirò Rosato 2018 di Librandi, di grande freschezza e ammirevole fragranza.

I Vini Rosa più intensi in degustazione alla presentazione della Guida Slow Wine I Migliori 100 Vini Rosa d'Italia

I vini rosa più intensi della degustazione

Un rosa salmone che non nasconde le caratterizzanti sfumature aranciate.

Dal Cirò Rosato rosa salmone all’intensa tonalità corallo del Salice Salentino Rosato Le Pozzelle 2018 dell’Azienda Agricola Candido, il sesto vino in degustazione, prodotto con uve di Negroamaro e Malvasia.

Un’azienda premiata anche perché si inserisce nella storia e nelle tradizioni enologiche del Salento.

Con gli ultimi due assaggi si entra nell’universo dei Cerasuoli, il punto di arrivo della sequenza cromatica.

Un modo più tenue di bere vini che hanno struttura e consistenza quasi uguale ai rossi.

I due Cerasuoli in degustazione sono il Cerasuolo d’Abruzzo 2018 di Torre dei Beati e il Cerasuolo d’Abruzzo Piè delle Vigne, annata 2010, di Cataldi Madonna.

 

Le conclusioni della guida Slow Wine “I Migliori 100 Vini d’Italia”

Il colore è dunque, secondo i due curatori della guida I Migliori 100 Vini Rosa d’Italia, il segno di una diversità di uvaggi e di vini che va mantenuta.

Non si tratta solo di un fattore estetico ma è un elemento che influenza anche l’aspetto “tattile”, la “fisicità” finale del vino.

Orientarsi tra uvaggi e vini, trovando per ciascuno la giusta tonalità, è compito arduo e difficile. Soprattutto nel campo dei vini rosati.

La soluzione non può tuttavia essere univoca: ogni azienda dovrà cercare la propria strada, la tonalità più adatta per ciascuna etichetta in produzione.

Dovrà inoltre tenere conto di territorialità, tipicità e tradizione, per realizzare un prodotto che non confonda il consumatore.

Senza dimenticare però che ci si presenta sul mercato innanzitutto come un’unica, grande famiglia di prodotti, in cui trovano spazio peculiarità e differenze legate alle diverse denominazioni.

Questi i suggerimenti della Guida Slow Wine I Migliori 100 Vini Rosa d’Italia per condurre a una crescita del consumo dei vini rosa nel territorio italiano.

All’interno di un mercato che ha grandi potenzialità di crescita, dove l’Italia può mostrare la sua biodiversità, così grande da far impallidire qualsiasi altra nazione, e l’enorme varietà dei suoi vitigni.

Leggi anche la pagina dove si parla del vino rosa Chiaretto di Bardolino

Leggi la pagina sulle CANTINE DEI VINI BARDOLINO


Cecilia Bay

*** Foto Cecilia Bay

RIPRODUZIONE RISERVATA  ©  Copyright VeronaWineLove

Spazio Commerciale

Appassionato/a di vino e cucina di qualità?

Le guide 2019 ai vini italiani sono acquistabili su Amazon. Così come le guide ai ristoranti e alle osterie.

Il sito Verona Wine Love, affiliato Amazon, vi mette a disposizione, a prezzi speciali, il link al sito di e-commerce.

Sei appassionato/a di fotografia e vorresti partecipare a un Corso di Fotografia e Fotoritocco?
Leggi le info su Mauro Magagna, il responsabile d’immagine di Verona Wine Love.

Mauro Magagna fotografo

Compra le guide cliccando sui link:

VINI D’ITALIA DEL GAMBERO ROSSO 2019

SLOW WINE 2019

RISTORANTI D’ITALIA DEL GAMBERO ROSSO 2019

GUIDA MICHELIN ITALIAN 2019 (ALBERGHI E RISTORANTI)

OSTERIE D’ITALIA 2019 SLOW FOOD

Sei appassionato/a di Bike Tour e desideri scoprire i percorsi delle Terre del Custoza, del Lago di Garda e del Monte Baldo?
Ti consigliamo il team di Guide di MTB di BIKE EXPERIENCE di Fabio Boeti e ALLMOST MTB di Francesco Trentini.

BikeExperience di Fabio Boeti                        AllMost di Francesco Trentini     

Iscriviti alla newsletter!


Riceverai le notizie sugli eventi a Verona che uniscono vino, turismo, spettacoli e cultura

7 + 9 =

¤ I dati personali sono trattati in base art. 13 del D. Lgs. 196/2003, al Regolamento UE 216/679 e alla Privacy policy

+39 349 8058 016

veronawinelove@gmail.com

Vinitaly 2019: how to get to Verona fair by train, on foot, by car, bus and shuttles. And where to find parking

Vinitaly 2019: how to get to Verona fair by train, on foot, by car, bus and shuttles. And where to find parking

The 53rd edition of Vinitaly – International Wine & Spirits Exhibition is scheduled in Verona from 7th to 10th April 2019.

The exhibition centre and the city of Verona will host the 120,000 visitors expected; a system composed of car parking around the exhibition, free shuttle bus and public transport will facilitate the circulation and reduce the discomfort and the wasting time.

Here we provide some useful notes on transport, parking and traffic during Vinitaly.

 

Vinitaly 2019: all you need to know about

Veronafiere - Vinitaly

Veronafiere, exhibition centre that in a few days will host Vinitaly – International Wine & Spirits Exhibition.

Where

Verona fair is situated in Del Lavoro street, 8. It is about two kilometres away from Verona Sud, the closest exit to the fair on the A4 Milan-Venice, from Verona Porta Nuova, the main train station and from the city centre.

When

From Sunday 7th to Wednesday 10th April 2019

Timetable

Non-stop 9.30 am – 6 pm

From Sunday to Tuesday entry is allowed up to 5 pm
On Wednesday entry is allowed up to 4 pm

Tickets

Daily ticket 85 euros
Repeat entry ticket 4 entries 150 euros

Vinitaly is open exclusively to adult trade operators: entrance is not allowed to persons under 18 years of age, even if accompanied.

 

How to get to Verona by train

 

The main railway lines that lead to Verona Porta Nuova station are the Milan-Venice and Bologna – Brennero lines, with a lot of train every hour.

Vinitaly Verona Stazione Porta Nuova

Verona Porta Nuova railway station. Shuttle for Vinitaly start from the platform E.

 

From Verona Porta Nuova station it is possible to reach the fair complex on foot (about 10 minutes), with the route that starts from rail 12, by taxi, by free shuttle bus service or by local buses.

Free shuttle buses will be operating from 8.30 am, from Sunday 7th April to Wednesday 10th April.

The buses connect the fair with the main park, with the “Valerio Catullo” airport in Villafranca of Verona and with the Porta Nuova train station.

 

Free shuttle bus to Verona Exhibition Centre

Line A: Piazza Bra/C.so Porta Nuova/Exhibition Centre
Timetable 7.00 – 20.00 (every 15 min.);

Line B: Verona Porta Nuova Station/Exhibition Centre
Timetable 7.30 – 20.30 (every 15 min.)

Line C: “Stadium” Parking Area/Exhibition Centre
Timetable 7.00 – 20.00 (every 15 min.).

Line D: “Ex Gasometro” Parking Area/S. Luca/Exhibition Centre
Timetable 7.30 – 20.00 (every 15 min.).

Line E: “Centro Agroalimentare” Parking Area/Exhibition Centre
Timetable 8.00 – 20.30 (every 30 min.).

Catullo Airport/Exhibition Centre
Timetable 7.30 – 20.00 (every 60 min.)

Line G: “Cattolica Center” Parking Area- Fiera
Timetable 6.00 – 20.30

Line H: “Adigeo” Parking Area – Fiera
Timetable 8.30 – 20.00 (every 15 min.).

 

The public transport to get to Verona exhibition centre

You will can also use the urban bus lines with stops near the fair:

21, 22, 61, 51, 52, with stops in Del Lavoro street or Dell’Agricoltura street
23, 24, 73, with stop on the side of Roveggia street
91 and 98, with stop on the side of S. Lucia/Roveggia street, only during the weekdays
93, 96, 97, with stop on the side of Dell’Agricoltura street.

Tickets cost 1,30 euros.

All timetables are available on the website of the public transport.

Vinitaly - autobus urbani ATV Verona

One bus of the Verona public transport service. Photo: Alessio Pedretti

 

For the winelovers, visitors of the fuori salone Vinitaly and the City (April 5-8), is useful to know which races are daily lines up at 9 pm, while all evening lines until 12 pm.

The bus lines 90, 91, 93 and 98, on Friday 5th April and Saturday 6th April will be remain in service until 2 pm.

Radiotaxi service is always active h24 (phone 045532666).

 

How to get to Verona by car

Verona is easily reached on the A4 Milan-Venice, exit Verona Sud.

Free parking is available in the Adigeo Parking Area Center or, if this parking is full, you can use the Cattolica Center Parking Area in Torricelli street. Also this parking is free.

From the Adigeo Parking Area, a shuttle bus service goes to Verona Fiere, departing from Cagnoli street.

From the Cattolica Center parking area, there will be a shuttle bus departing from Velino street.

To get to Verona, you can use also the A22 Brennero-Modena, exit Verona Nord.

Free parking recommended is parking of Agribusiness Center Veronamercato, in Sommacampagna street.

Information about road traffic conditions are available on the website Verona Mobile and the Twitter profile Verona Mobile (@veronamobile).

The same information are available on the official social media channel of Vinitaly.

 

How to get to Verona by airplane

Verona is served by the nearby “Valerio Catullo” airport in Villafranca of Verona.

The airport is distant from the fair about 8 kilometres.

From the airport, you can get to Verona by car in 15 minutes more or less.

Or you can take the “Catullo Airport” free shuttle bus, operating on all show days from 7.30 am to 8 pm.

Finally, you can reach Verona by taxi, in about 15 minutes. It costs approximately 20 – 25 euros.

Cecilia Bay

 

RIPRODUZIONE RISERVATA  ©  Copyright VeronaWineLove

Spazio Commerciale

Appassionato/a di vino e cucina di qualità?

Le guide 2019 ai vini italiani sono acquistabili su Amazon. Così come le guide ai ristoranti e alle osterie.

Il sito Verona Wine Love, affiliato Amazon, vi mette a disposizione, a prezzi speciali, il link al sito di e-commerce.

Compra le guide cliccando sui link:

VINI D’ITALIA DEL GAMBERO ROSSO 2019

SLOW WINE 2019

RISTORANTI D’ITALIA DEL GAMBERO ROSSO 2019

GUIDA MICHELIN ITALIAN 2019 (ALBERGHI E RISTORANTI)

OSTERIE D’ITALIA 2019 SLOW FOOD

Sei appassionato di Bike Tour e desideri scoprire i percorsi delle Terre del Custoza, del Lago di Garda e del Monte Baldo?
Ti consigliamo il team di Guide di MTB di BIKE EXPERIENCE di Fabio Boeti e ALLMOST MTB di Francesco Trentini.

BikeExperience di Fabio Boeti                        AllMost di Francesco Trentini   

Iscriviti alla newsletter!


Riceverai le notizie sugli eventi a Verona che uniscono vino, turismo, spettacoli e cultura

15 + 4 =

¤ I dati personali sono trattati in base art. 13 del D. Lgs. 196/2003, al Regolamento UE 216/679 e alla Privacy policy

+39 349 8058 016

veronawinelove@gmail.com

Vinitaly and The City torna a Bardolino, Valeggio, Soave. Dal 5 al 7 aprile, il fuorisalone degli winelovers. Tra vino, prodotti del territorio e location storiche

Vinitaly and The City torna a Bardolino, Valeggio, Soave. Dal 5 al 7 aprile, il fuorisalone degli winelovers. Tra vino, prodotti del territorio e location storiche

Sarà il centro storico di Verona a ospitare il cuore di Vinitaly and The City. Ma l’appuntamento si rinnova anche a Bardolino, Valeggio sul Mincio e Soave. 

Dal 5 al 7 aprile, i tre comuni accoglieranno wine tasting, visite guidate e piatti tradizionali.

Alla scoperta di vini che incarnano l’anima dei territori da cui nascono. 

 

Vinitaly and The City Bardolino

A rappresentare le denominazioni dei vini veronesi, si riuniranno a Bardolino i consorzi di tutela: 

 

Li accoglierà Villa Carrara Bottagisio, incantevole residenza ottocentesca sulle rive del Lago di Garda.

Qui, 35 punti di degustazione, tra la villa e il parco, condurranno in un viaggio tra le eccellenze vitivinicole del territorio. 

Ampio spazio anche al food. Nell’ambiente della “Vela del Gusto”, tre menù per scoprire le specialità veronesi: del lago, della pianura e del Monte Baldo.

E non mancheranno degustazioni guidate, convegni a tema e musica live. 

Vinitaly and The City a Bardolino

Vinitaly and The City a Bardolino, sul lago di Garda

 

Leggi anche Vinitaly and The City Bardolino presenta le novità dell’edizione 2019.

 

Da non perdere a Vinitaly and The City Bardolino

Un programma denso e variegato, con alcune “chicche” assolutamente particolari. 

Si comincia venerdì 5 aprile alle 15, con l’apertura dei padiglioni wine e food. 

Inaugurazione ufficiale, immersi nel verde parco della villa, poco dopo, alle 16.30.

Poi, sul Lungolago Cornicello, esposizione d’auto d’epoca a cura di Benaco Auto Classiche.

Venerdì 5 aprile a partire dalle 15.30, sabato 6 aprile dalle ore 11 e domenica 7 aprile dalle ore 10. Per veri appassionati.

Sabato 6 aprile, alle 11, il convegno per valorizzare il turismo della zona: “Il Lago di Garda, nuove forme di turismo ispirate alla lentezza e alla scoperta autentica dei luoghi”, a cura di Europeans Women’s Management Development Verona.

Ogni giorno, alle 18, wine tasting guidate dai sommelier della Fisar.

Venerdì focus sui bianchi d’autore, sabato peculiarità e armonie delle bollicine veronesi e domenica i rossi della tradizione a confronto.

Domenica 7 aprile, ore 16, lo show cooking “Gli impasti con base di vino – focaccia al Bardolino e pane al Lugana”, condotto da Raffaello Bertolini del Molino Bertolini. 

Gran finale, domenica 7 aprile, ore 20. Sul palco, The Bluebeaters, band che reinterpreta in chiave rock grandi successi della musica leggera. 

Informazioni utili

Location: 

  • Villa Carrara Bottagisio
  • Parco Carrara Bottagisio

Giorni e orari:

  • Venerdì 5 aprile, dalle 15 alle 24
  • Sabato 6 aprile dalle 10 alle 24
  • Domenica 7 aprile dalle 10 alle 23

 

Ingresso libero. Kit degustazione € 15. 

Consulta qui il programma. Aggiornamenti verranno comunicati sulla pagina Facebook. 

Leggi anche Cosa vedere a Bardolino.

 

Come arrivare a Bardolino

Da Verona, Bardolino è facilmente raggiungibile sia in auto, sia con il servizio di trasporto pubblico cittadino. 

Linee consigliate, con partenza da Piazza Bra o Stazione Verona Porta Nuova: 

  • 162
  • 163 
  • 164
  • 182

Costo del biglietto: € 4.

Per informazioni su orari e percorsi consulta il sito dell’azienda di trasporto pubblico ATV VERONA.

Vinitaly and The City Valeggio sul Mincio

A Villa Sigurtà, gioiello residenziale, dimora estiva dei Conti Maffei, va in scena il vino Custoza.

Vinitaly and The City a Valeggio sul Mincio

 

Momento privilegiato, il seminario “Il Custoza non è più bianco”, a cura dei migliori sommelier AIS Veneto 2014-2015-2016, “i tre moschettieri” Gianluca Boninsegna, Enrico Fiorini e Marco Scandogliero.

Sabato 6 aprile, ore 16.30, e domenica 7 aprile, ore 17.30.

A fare da cornice, stand enogastronomici, che portano alla ribalta vini e sapori italiani. 

Live music per le tre serate dell’evento: “Swing Brothers” in apertura, “MMS Live” per il sabato e serata conclusiva con “Sweet Sunny Side”. Pronti a danzare sulle loro note?

Location: 

  • Villa Sigurtà

Giorni e orari:

  • Venerdì 5 aprile, dalle 18 alle 22
  • Sabato 6 aprile dalle 11 alle 22
  • Domenica 7 aprile dalle 11 alle 22

 

Ingresso villa senza degustazioni € 2. Ticket wine tasting € 15.

Leggi i dettagli del programma. 

Leggi anche Cosa vedere a Valeggio. 

 

Come arrivare a Valeggio

Valeggio si raggiunge sia in auto, sia con il servizio di trasporto pubblico della città di Verona. 

Linee consigliate, con partenza da Stazione Verona Porta Nuova o da Corso Porta Nuova:

  • 160
  • Verona-Valeggio

Costo del biglietto: € 4.

Per informazioni su orari e percorsi consulta il sito dell’azienda di trasporto pubblico ATV VERONA.

Ti potrebbe interessare anche Come raggiungere Verona e il lago di Garda con i mezzi pubblici.

 

Vinitaly and The City Soave 

Per il secondo anno consecutivo Vinitaly and The City torna a Soave. Tre intense giornate alla scoperta della terra da cui nasce uno tra i vini bianchi più noti al mondo.

Numerosa partecipazione delle cantine del territorio, sotto la guida attenta di membri della Federazione Italiana Sommelier. 

Leggi anche Le cantine del Soave

Vinitaly and The City Soave

 

Per tutta la durata dell’evento, troverete gli stand vitivinicoli a Palazzo del Capitano e in via Camuzzoni, dove saranno presenti anche stand gastronomici. 

Mostre fotografiche e artistiche saranno allestite presso: 

  • Palazzo Comunale, via Camuzzoni
  • Sala Civica, Piazza dell’Antenna 
  • Chiesa dei Domenicani, Piazza dell’Antenna

 

Eventi da non perdere a Vinitaly and The City Soave

Venerdì 5 aprile, ore 20.30, Cantina di Soave e Strada del Vino Soave mettono a tema il rilancio di “Un progetto per le mura”. Interverranno: 

  • Roberto Soriolo, Presidente Cantina di Soave
  • Paolo Menapace, Presidente Strada del Vino Soave

 

Sabato 6 aprile e domenica 7 aprile, alle 15.30, camminata Nordic Walking tra i vigneti, alla scoperta del Soave e delle sue uve. 

L’evento, organizzato da Veronautoctona, richiede prenotazione al 366.1646266, contributo di partecipazione euro 5, attrezzatura e abbigliamento adeguati.

Nel pomeriggio di sabato 6 aprile, dalle 14.30 alle 17, come pure domenica 7 aprile, dalle 10.30 alle 12, e dalle 14.30 alle 17, sarà possibile percorrere in carrozza le vie del borgo medioevale. 

Momento conclusivo: lo show-esibizione di Flavio Oreglio, musicista e cabarettista di Zelig, alle 18, nel cortile Palazzo del Capitano, e il concerto musicale dal titolo “Bollicine”. Stessa location, diverso orario: alle 20.30.

Informazioni utili

Location: 

  • Palazzo del Capitano 
  • Via Camuzzoni 

Giorni e orari:

  • Venerdì 5 aprile, dalle 18 alle 23
  • Sabato 6 aprile, dalle 12 alle 23
  • Domenica 7 aprile, dalle 11 alle 23

Ticket di ingresso € 15 (5 degustazioni + 1 piatto degustazione).

Qui trovi i dettagli del programma.

Leggi anche Cosa vedere a Soave.

 

Come arrivare a Soave

Da Verona, Soave è facilmente raggiungibile sia in auto, sia con il servizio di trasporto pubblico cittadino. 

Linea consigliata, con partenza da Stazione Verona Porta Nuova, Corso Porta Nuova o Porta Vescovo, la numero 130. Costo del biglietto: € 3,40.

Per informazioni su orari e percorsi consulta il sito dell’azienda di trasporto pubblico ATV VERONA.

 

Vinitaly and The City: un divertimento per tutte le età

Gli appuntamenti di Vinitaly and The City in provincia soddisfano tutti i gusti: di winelovers e di turisti grandi e piccini.

Protagonista, nelle sue mille sfaccettature, il vino e la sua storia. 

Ma anche il meglio della gastronomia veronese: declinata in uno show-cooking oppure in menu creati per l’occasione da chef del territorio. 

Spazio alla cultura, grazie a mostre e convegni. 

Per i più piccoli, ma non solo, esposizioni d’auto d’epoca, camminate tra i vigneti, un giro in carrozza per il borgo di Soave e live music. 

Eventi che, nella loro diversità, attraggono diverse fasce d’età e rendono Vinitaly and The City Bardolino, Valeggio e Soave, piacevole integrazione del fuori salone nel cuore di Verona. 

Grazie anche all’indovinata scelta di location storiche, ricche di fascino e di emozioni. 

 

Villa Sigurtà, location di Vinitaly and The City a Valeggio. Foto: Pro Loco Valeggio sul Mincio

 

Cecilia Bay

RIPRODUZIONE RISERVATA  ©  Copyright VeronaWineLove

Spazio Commerciale

Appassionato/a di vino e cucina di qualità?

Le guide 2019 ai vini italiani sono acquistabili su Amazon. Così come le guide ai ristoranti e alle osterie.

Il sito Verona Wine Love, affiliato Amazon, vi mette a disposizione, a prezzi speciali, il link al sito di e-commerce.

Compra le guide cliccando sui link:

VINI D’ITALIA DEL GAMBERO ROSSO 2019

SLOW WINE 2019

RISTORANTI D’ITALIA DEL GAMBERO ROSSO 2019

GUIDA MICHELIN ITALIAN 2019 (ALBERGHI E RISTORANTI)

OSTERIE D’ITALIA 2019 SLOW FOOD

Sei appassionato di Bike Tour e desideri scoprire i percorsi delle Terre del Custoza, del Lago di Garda e del Monte Baldo?
Ti consigliamo il team di Guide di MTB di BIKE EXPERIENCE di Fabio Boeti e ALLMOST MTB di Francesco Trentini.

BikeExperience di Fabio Boeti                        AllMost di Francesco Trentini   

Iscriviti alla newsletter!


Riceverai le notizie sugli eventi a Verona che uniscono vino, turismo, spettacoli e cultura

1 + 13 =

¤ I dati personali sono trattati in base art. 13 del D. Lgs. 196/2003, al Regolamento UE 216/679 e alla Privacy policy

+39 349 8058 016

veronawinelove@gmail.com

Cinema Divino, al Cinema Pindemonte l’anteprima di Vinitaly and The City. Insieme a un calice di spumante Garda Doc, official wine del fuori salone del vino

Cinema Divino, al Cinema Pindemonte l’anteprima di Vinitaly and The City. Insieme a un calice di spumante Garda Doc, official wine del fuori salone del vino

Wine lovers, impazienti che Vinitaly and The City incominci? 

Cinema DiVino, piccola rassegna cinematografica, anteprima di Vinitaly and The City, conduce direttamente nel clima dell’evento. 

È quella che è andata in scena lunedì 1° Aprile, al cinema Pindemonte, insieme a un brindisi di spumante Garda DOC, official wine di Vinitaly and The City.

Leggi anche Spumante Garda Doc sarà Official Wine di Vinitaly and The City

 

Ritorno in Borgogna a Cinema Divino di Vinitaly and The City

Locandina del film Ritorno in Borgogna a Cinema DiVino di Vinitaly and The City

Ritorno in Borgogna a Cinema DiVino di Vinitaly and The City

 

Si comincia con la proiezione di Ritorno in Borgogna, film francese del 2017, per la regia di Cédric Klapisch.

Atmosfere romantiche, vigneti a perdita d’occhio, una tenuta nel cuore della campagna di Bordeaux e innumerevoli calici di vino rosso.

Un vino che è storia di una famiglia.

Una storia di ricerca delle proprie radici, nel luogo che quelle radici ha visto nascere: la casa.

Vino che unisce, che rallegra i cuori e che appiana le incomprensioni.

Vino che sa far tornare a casa un fratello partito dieci anni prima.

Vino che riporta ai ricordi d’infanzia, a quell’altalena appesa al ramo più alto dell’albero e dove ora “vola” un bimbo.

Vino che saprà tenere in piedi una famiglia: e che darà il coraggio ai protagonisti, due fratelli e una sorella, di seguire ciascuno la propria strada, pur restando uniti.

Il vino regalerà ai tre fratelli la consapevolezza che l’amore è il legame che li tiene uniti, grazie a quelle etichette che portano il loro nome.

Il vino si respira nelle inquadrature del film, nelle scene della vendemmia, nel particolare di una mano che affonda nella terra del vigneto, nel grappolo colto e messo a macerare, nel dettaglio di un lavoro di raccolta e pigiatura ancora manuale.

 

Una scena tra le vigne di Ritorno in Borgogna, proiettato a Cinema DiVino di Vinitaly and The City

Una scena tra le vigne di Ritorno in Borgogna, proiettato a Cinema DiVino di Vinitaly and The City

 

Ciò che rimane dopo la visione è che come la terra è tua, così anche tu sei della terra, parafrasando le parole di un dialogo tra i protagonisti.

E per difenderla, per difendere quel luogo che ti ha visto crescere e maturare si è disposti a rimettersi in discussione e a fare ognuno un passo verso l’altro, con pazienza, perché l’amore è come il vino, ha bisogno di tempo.

 

Finché c’è Prosecco, c’è speranza: il Veneto a Cinema DiVino di Vinitaly and The City

È la lezione che traspare fin dal primo dialogo di Finché c’è Prosecco, c’è speranza, seconda pellicola della serata: “La terra ti appartiene, e tu appartieni alla terra.

Chiederle sempre un po’ meno di quel che potrebbe darti, è il segreto per fare un grande vino“.

L’intento del film, contenuto in queste parole, è svelato dal produttore, il veronese Nicola Fedrigoni, presente in sala per l’occasione: “Andare a scoprire le eccellenze del territorio e mostrare la bellezza dei vigneti del Prosecco, spesso ignorata dai più”.

Ed è proprio in questo territorio che la trama prende vita.

Il suicidio plateale del Conte Ancillotto, membro della confraternita del Prosecco, la terra che amava profondamente e una serie di morti – certamente tra loro collegate, ma di difficile interpretazione.

 

Locandina del film Finché c'è Prosecco, c'è speranza, proiettato a Cinema DiVino di Vinitaly and The City

Locandina del film Finché c’è Prosecco, c’è speranza, proiettato a Cinema DiVino di Vinitaly and The City

 

Un giallo a tutti gli effetti, che conduce l’ispettore Stuky, in cerca della verità, a conoscere meglio l’affascinante mondo fatto di filari, bollicine, calici e cantine. E sarà proprio una cantina a svelare la chiave del misterioso enigma delle morti sospette.

L’ambientazione tocca luoghi evocativi, dalle colline del Trevigiano fino ad arrivare ai centri urbani di Treviso e Venezia, catturati in alcuni interessanti scorci.

 

Quale valore del vino oggi?

A guidare la rassegna, ideale fil rouge, il valore del vino come convivialità.

Ma non solo: nel dialogo tra Alessandra Biti di Studioventisette, co-organizer di Vinitaly and The City, e Chiara Battisti, professore associato di Letteratura Inglese all’Università di Verona, nell’universo cinematografico il vino è anche strumento di coinvolgimento del pubblico.

“Lo spettatore diventa partecipe del gioco filmico attraverso i movimenti della macchina da presa.

Nel momento in cui abbiamo un campo medio su una sala da pranzo e uno dei convitati si accosta al calice” – ecco che l’inquadratura cambia e l’attenzione è spostata sulla mano che prende il bicchiere – “avviene quel magico gioco di immedesimazione: lo spettatore diventa quindi il convitato che brinda insieme agli altri”.

Il vino è infine anche occasione di incontri, di progetti e di nuove strade.

Ed è con questa nuova consapevolezza che ci avviciniamo a Vinitaly and The City, alle quattro intense giornate che attendono i tanti wine lovers attesi a Verona, città dell’Amore.

 

Verso Vinitaly and The City

Ritorno in Borgogna e Finchè c’è Prosecco, c’è speranza: due pellicole di genere e stile profondamente differenti l’una dall’altra.

Entrambe sanno però mostrare la meraviglia di due tra le zone vitivinicole più conosciute al mondo, la Borgogna e il Conegliano Valdobbiadene.

E avvicinare al mondo del vino, tra una vendemmia e un calice, tra un’indagine e una visita in cantina, tra una degustazione e la produzione di una nuova annata, catturando l’interesse del pubblico in sala.

 

Vinitaly and The City, Verona

Vinitaly and The City, Verona

 

Entrambe hanno come preso per mano gli spettatori, conducendoli verso Vinitaly and The City: il fuori salone dedicato ai wine lovers, nel centro di Verona – dal venerdì 5 a lunedì 8 aprile – e nei comuni di Bardolino, Valeggio sul Mincio e Soave, da venerdì 5 a domenica 7 aprile.

Cecilia Bay

RIPRODUZIONE RISERVATA  ©  Copyright VeronaWineLove

Spazio Commerciale

Appassionato/a di vino e cucina di qualità?

Le guide 2019 ai vini italiani sono acquistabili su Amazon. Così come le guide ai ristoranti e alle osterie.

Il sito Verona Wine Love, affiliato Amazon, vi mette a disposizione, a prezzi speciali, il link al sito di e-commerce.

Compra le guide cliccando sui link:

VINI D’ITALIA DEL GAMBERO ROSSO 2019

SLOW WINE 2019

RISTORANTI D’ITALIA DEL GAMBERO ROSSO 2019

GUIDA MICHELIN ITALIAN 2019 (ALBERGHI E RISTORANTI)

OSTERIE D’ITALIA 2019 SLOW FOOD

Sei appassionato di Bike Tour e desideri scoprire i percorsi delle Terre del Custoza, del Lago di Garda e del Monte Baldo?
Ti consigliamo il team di Guide di MTB di BIKE EXPERIENCE di Fabio Boeti e ALLMOST MTB di Francesco Trentini.

BikeExperience di Fabio Boeti                        AllMost di Francesco Trentini   

Iscriviti alla newsletter!


Riceverai le notizie sugli eventi a Verona che uniscono vino, turismo, spettacoli e cultura

1 + 7 =

¤ I dati personali sono trattati in base art. 13 del D. Lgs. 196/2003, al Regolamento UE 216/679 e alla Privacy policy

+39 349 8058 016

veronawinelove@gmail.com

Show Buttons
Nascondi