Wine&food tourism: ecco chi è il turista enogastronomico e che cosa cerca. Strategie  e consigli per le aziende enogastronomiche

Wine&food tourism: ecco chi è il turista enogastronomico e che cosa cerca. Strategie e consigli per le aziende enogastronomiche

Sai che il wine&food tourism in Italia è un settore sempre più in crescita? Di anno in anno aumentano infatti gli wine&food lover, che cercano esperienze sempre più coinvolgenti.

Se possiedi o lavori in un’azienda wine&food, saprai anche però che si tratta di un mercato frammentato. Come te esistono una moltitudine di altri produttori, alcuni di grandi dimensioni, altri di nicchia.

Come distinguerti e far sì che il turista visiti la tua azienda?


L’identikit del turista wine&food: conoscerlo per strutturare un’efficace visita in azienda

 

Gustare un buon calice di vino o assaggiare un prodotto tipico nel luogo dove viene prodotto lo rende un’esperienza unica.

Proporre un percorso di wine&food tourism nella tua azienda ti permette di distinguerti e fidelizzare la tua clientela, di creare un rapporto personale con gli wine & food lover che incontri.

Accogliere in modo ben riuscito i turisti della tua azienda significa renderli soddisfatti dell’esperienza. Questo non solo aumenta le visite ma anche induce i visitatori a tornare e ad acquistare i prodotti degustati, quando ripensano all’esperienza vissuta.

I turisti enogastronomici amano visitare mercati agricoli.

Prediligono prodotti tipici, visitano aziende vinicole e birrifici e partecipano volentieri ad eventi enogastronomici.

Sono turisti “coinvolti”: fotografano i piatti che mangiano, raccontano la propria esperienza sui social network e spendono di più per cibo e bevande.

Inoltre, acquistano di preferenza souvenir enogastronomici. E’ un modo di prolungare l’esperienza anche dopo il ritorno a casa.

Sono anche i turisti più fedeli: se soddisfatti, tornano volentieri nel territorio visitato e lo raccomandano agli amici.

I turisti enogastronomici sono anche informati: prima del viaggio, si documentano online e per questo hanno precise esigenze e aspettative. Lo confermano i dati: secondo l’indagine della World Food Travel Association, il 63% degli italiani valuta l’offerta enogastronomica prima di scegliere una destinazione.

Leggi anche L’enoturismo a Verona e in provincia.

 

Camera di Commercio di Verona

 

Wine&food tourism. Come organizzare la visita in azienda

 

Quando organizzi le visite nella tua azienda devi tener conto del comportamento del turista fin qui delineato.

La visita in cantina o in azienda agricola diventa per i tuoi visitatori un itinerario narrativo/educativo, un momento dove dare vita allo storytelling dell’enogastronomia.

Lo storytelling deve tenere conto di quattro elementi, da valorizzare e mettere in luce nel raccontare la storia della tua azienda non dimenticare di parlare:

  • del paesaggio che la accoglie, influenzato, definito e tutelato dall’attività dell’uomo,
  • delle tradizioni che ne costituiscono i pilastri,
  • dei tuoi prodotti, che diventano brand del territorio,
  • delle persone che lavorano nella tua azienda, fondamentali soprattutto se si tratta di un’azienda a conduzione familiare.

La visita è dunque lo strumento per ripercorrere la storia della tua azienda attraverso gli spazi produttivi, la spiegazione del tuo prodotto e delle sue caratteristiche.

Focus della visita è la degustazione, il momento privilegiato per educare i tuoi visitatori e illustrare i tuoi prodotti. Con un assaggio guidato il tuo prodotto viene valorizzato, compreso e apprezzato.

Offrire una degustazione al termine della visita stimola anche l’acquisto del prodotto; per questo è importante terminare la visita nel punto vendita o nelle vicinanze.

Per l’enoturismo infatti la fonte di fatturato principale non è la visita, spesso organizzata gratuitamente o ad un prezzo simbolico, ma la vendita diretta dei prodotti.

 

Leggi anche: Enoturismo: vino e cibo locali attraggono il 75% dei visitatori. Per intercettarli, ristoranti, hotel e cantine sono chiamati a comunicare in modo professionale.

 

Wine&food tourism: coltivare la relazione con gli wine & food lover. Prima della visita, la presenza sul web

 

Nell’organizzare una visita in azienda, tieni conto del fatto che il turista si informa prima online attraverso i diversi strumenti. È fondamentale che tu curi la tua presenza aziendale sul web.

Crea, se non lo hai già, o migliora il tuo sito internet aziendale, dove è essenziale che tu dedichi una pagina alle visite e indichi programma, eventuali costi, modalià di prenotazione e durata.

Il wine & food lover consulta le pagine Facebook, per verificare informazioni utili – come gli orari di apertura – e per creare un rapporto diretto con la tua azienda.

Qui puoi scegliere di raccontare le visite ricevute con immagini o video.

È un ottimo modo per rendere i tuoi fan partecipi dell’esperienza e creare intorno ad essa le giuste aspettative.

Altro strumento utile è Google My Business. Grazie a Google My Business puoi aggiornare le tue informazioni online, comunicare eventuali variazioni di orario, ad esempio in occasione delle festività, ed inserire un link diretto alle modalità di prenotazione.

 

Milano Wine Week - vino, degustazioni, enoturismo - ottobre 2019 - degustazioni- verona wine love

Milano Wine Week – vino, degustazioni, enoturismo – ottobre 2019 – degustazioni- verona wine love

 

Coltivare la relazione con gli wine&food lover. Dopo la visita, raccolta dati, database e newsletter

 

Al termine della visita, ricorda che è fondamentale fidelizzare i clienti attraverso la raccolta dei dati che li riguardano.

Creare un database dei tuoi visitatori pone le basi per una relazione duratura nel tempo.

Un modulo cartaceo, da proporre alla fine della visita, renderà i tuoi visitatori più propensi a fornirti i propri dati.

Contattarli con regolarità, ma senza esagerare, informandoli di novità e iniziative, quali per esempio aperture straordinarie o una piccola scontistica sull’acquisto dei prodotti, riservata agli iscritti della tua newsletter, li porterà a tornare a farti visita in azienda.

 

Wine&Food tourism: alcune conclusioni e consigli utili

 

In questo intervento ho cercato di delineare un identikit del turista enogastronomico.

Conoscere le abitudini, i comportamenti e le attitudini del tuo visitatore ti porterà a costruire un’esperienza di visita in azienda soddisfacente e ben organizzata.

Un ‘esperienza che ti porterà visibilità, diffusione e un sempre maggiore flusso di turisti: un visitatore soddisfatto e fidelizzato consiglierà la visita a parenti, amici e conoscenti.

Articolo a cura di Cecilia Bay
redazione@veronawinelove.com

Scopri la sezione di Verona Wine Love dedicata a Enoturismo e Percorsi enogastronomici

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Eros Ramazzotti all’Arena di Verona l’11, 12 e 14 settembre 2019. Appuntamento con il “Vita Ce N’è Tour”. Biglietti e informazioni utili sul concerto

Eros Ramazzotti all’Arena di Verona l’11, 12 e 14 settembre 2019. Appuntamento con il “Vita Ce N’è Tour”. Biglietti e informazioni utili sul concerto

Con il “Vita Ce N’è Tour” arriva Eros Ramazzotti all’Arena di Verona, l’11, il 12 e il 14 settembre 2019, alle ore 21. Tre serate imperdibili, tra nuove hits e canzoni storiche del cantautore romano.

Eros Ramazzotti a Verona presenta alcuni dei grandi successi che l’hanno reso famoso in tutto il mondo. E una serie di nuove canzoni.

Sarà, come al solito, accompagnato da musicista di talento. Una caratteristica di Eros Ramazzotti – che in Arena di Verona avrà modo di esprimersi al meglio – è sempre stata quella di curare gli arrangiamenti e le partiture musicali.

Oltre alla sua particolare e inconfondibile voce che da oltre 30 anni ci accompagna.

 

Eros Ramazzotti in concerto all'Arena di Verona

Eros Ramazzotti porta il suo Vita Ce N’è Tour in concerto all’Arena di Verona

 

Con lui, sul palco dell’Arena, anche musicisti come

  • Luca Scarpa, nel ruolo di direttore musicale e pianista
  • Giovanni Boscariol, alle tastiere
  • Giorgio Secco Christian Lavoro, alla chitarra
  • Paolo Costa al basso
  • Corey Sanchez, alla chitarra
  • Eric Moore, alla batteria
  • Scott Paddock, al sassofono

Ad accompagnare la voce di Eros le coriste Monica Hill e Giorgia Galassi. I biglietti per il concerto all’Arena sono acquistabili nel circuito Ticket One. Sono esauriti i posti disponibili per la serata di sabato 14 settembre.

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Le tre date di Eros Ramazzotti all’Arena di Verona si aggiungono alle oltre 90 tappe previste in 32 Paesi nei palazzetti di tutto il mondo.

Le altre città italiane del tour sono Torino, Milano, Roma, Nichelino (TO), Lucca, Taormina, Bolzano, Rimini, Ancona, Eboli (SA), Firenze, Livorno.

Ecco la probabile scaletta del tour, tra successi recenti e hits storiche del cantautore:

  • Vita ce n’è
  • Per il resto tutto bene
  • Favola
  • Stella gemella
  • Ho bisogno di te
  • Dove c’è musica / L’ombra del gigante
  • Un attimo di pace / Un’emozione per sempre / Quanto amore sei
  • Terra promessa
  • I Belong to You
  • In primo piano
  • Adesso tu / L’aurora / Una storia importante (acustico)
  • Ti dichiaro amore
  • Vale per sempre
  • Buonamore
  • Il buio ha i tuoi occhi
  • Fuoco nel fuoco
  • Una vita nuova
  • Per le strade una canzone
  • Se bastasse
  • Un’altra te
  • Cose della vita
  • Musica è
  • Avanti così
  • Siamo
  • Più bella cosa

 

Eros Ramazzotti: gli esordi musicali

Figlio di Rodolfo, operaio edile, e di Raffaela Molina, casalinga, Eros Ramazzotti cresce nel quartiere periferico di Roma sud-est Cinecittà.

Il cantautore mostra presto una precoce predisposizione per la musica interessandosi prima allo studio del pianoforte e poi della chitarra grazie a due amici del quartiere.

Concluse le scuole medie fa domanda di ammissione al Conservatorio di Roma, senza successo. Si iscrive a ragioneria ma dopo tre anni di scarso profitto abbandona gli studi.

La famiglia prova a emigrare in Australia; il tentativo fallisce. Il giovane trascorre un anno a studiare inglese.

Nel 1981 partecipa al concorso Voci Nuove del Festival di Castrocaro, dove presenta la canzone Rock ’80. Non vince il Festival ma, durante un’esibizione di fronte ad alcuni rappresentanti di case discografiche, viene notato da alcuni di loro e ottiene un contratto grazie a Gianni Ravera.

Nel 1982 partecipa a Un disco per l’estate di Saint-Vincent con la canzone Ad un amico, composta con Roberto Colombo, dedicata a un amico d’infanzia prematuramente scomparso. In questo periodo viaggia in Italia tra pubbliche esibizioni e interviste in radio per pubblicizzare la propria musica.

Il primo approccio importante al mondo musicale è del 1983 ai Castelli Romani, quando partecipa a una manifestazione canora nella quale interpreta Pezzi di vetro, di Francesco De Gregori.

Il 3 febbraio 1984 partecipa al Festival di Sanremo, nella sezione Nuove Proposte, con il brano Terra promessa che vince la manifestazione. Inizia così la sua notorietà, anche internazionale, quando Ramazzotti comincia ad affrontare platee tedesche, austriache e svizzere.

 

 

Nello stesso anno, alla Vela d’Oro di Riva del Garda, presenta la canzone Buongiorno Bambina.

Per la categoria “big” del Festival di Sanremo 1985 presenta il brano Una storia importante. Il singolo vende oltre un milione di copie in Francia.

Poco dopo pubblica il suo primo album, Cuori agitati – Almas Rebeldes.

A Sanremo dell’anno successivo, trionfa anche nella classifica finale grazie ad Adesso tu. In questo stesso anno vince anche il suo primo Festivalbar, nella categoria 33 giri con l’album Nuovi eroi.

Il terzo album, dal titolo In certi momenti, esce il 28 ottobre 1987, e vede la partecipazione di Patsy Kensit nel brano La luce buona delle stelle.

Nel 1988 pubblica l’EP Musica è.

 

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Eros Ramazzotti: 1990 – 2009

Nell’aprile del 1990 esce l’album In ogni senso: contiene alcune delle canzoni più celebri del suo repertorio e durante la tournée promozionale, il 19 luglio 1991, tiene un concerto negli Stati Uniti, al Radio City Music Hall di New York.

Il 28 ottobre esce il suo primo album doppio dal vivo, Eros in concert; il seguente 4 dicembre, Canale 5 trasmette in esclusiva per l’Italia, e in leggera differita sulla diretta in mondovisione, l’esibizione di Barcellona, tappa del mini-tour promozionale del disco live. L’incasso viene devoluto in beneficenza, alle Associazioni per la lotta contro il cancro.

Il 12 maggio 1992 si reca a Los Angeles insieme a Gianni Morandi: intendono presentare a Michael Jackson il loro impegno benefico per l’infanzia grazie alla Nazionale Cantanti con la partita di calcio svoltasi il 3 giugno dello stesso anno.

Lo stesso anno Eros duetta con Biagio Antonacci nell’album Liberatemi e partecipa in Argentina alla manifestazione musicale Toma La luna.

Nel 1993 esce l’album Tutte storie, trainato dal successo del singolo Cose della vita il cui videoclip viene firmato dal regista statunitense Spike Lee. È la prima volta che Lee lavora con un artista europeo. Il trionfale tour promozionale tocca il Nord America e i paesi latino – americani.

Nel 1994 Ramazzotti crea la Radiorama, la sua società produttiva e organizzativa, e firma un nuovo contratto discografico con la BMG International, che da qui in avanti ne detiene l’esclusiva mondiale.

A novembre il cantante si esibisce agli MTV Europe Music Award di Berlino.

L’estate successiva Ramazzotti partecipa al Summer Festival, manifestazione musicale europea svolta in sette stadi europei. È l’occasione di esibirsi con Rod Stewart, Elton John, Joe Cocker, Jimmy Page, Robert Plant e Sheryl Crow; nello stesso frangente, dopo un concerto, conosce Michelle Hunziker.

Dove c’è musica, il suo settimo album, esce nella primavera del 1996, anticipato dal brano Più bella cosa.

 

 

Dopo un tour europeo Ramazzotti si concede una pausa, scrivendo nel frattempo il brano That’s all I need to know per Joe Cocker.

A ottobre 1997 presenta due inediti, contenuti nell’album Eros: la ballata Quanto amore sei – dedicata alla moglie Michelle Hunziker e alla figlia Aurora – e Ancora un minuto di sole.

Nell’estate del 1998, poco dopo il matrimonio con Michelle Hunziker, si esibisce allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano e allo Stadio delle Alpi di Torino, registrando in entrambe le occasioni il sold out.

Partecipa poi all’evento Pavarotti&Friends e si esibisce con Luciano Pavarotti in Se bastasse una canzone. Nell’ottobre 1998 esce il nuovo CD dal vivo, Eros live.

Nel marzo 1999 viene premiato ad Amburgo con l’Echo Award nella categoria Migliore artista maschile internazionale e durante l’estate partecipa ad alcuni festival in Germania.

Con il 2000 pubblica Stilelibero, album che rimane per diversi mesi nelle classifiche di vendita.

Nella primavera del 2001 parte per un nuovo tour europeo che lo porta a esibirsi per la prima volta anche a Mosca, con tre concerti al Kremlin Palace.

I successi professionali lasciano poi il passo ai dissapori con la moglie Hunziker, che lo porteranno alla separazione.

Nel maggio 2003 esce il suo nono disco, chiamato simbolicamente 9: ottiene ottimi risultati commerciali rimanendo in testa per 14 settimane consecutive nella classifica italiana. È un lavoro in cui descrive le proprie esperienze personali, soprattutto relative al divorzio dalla moglie.

Nel 2003 vince il Festivalbar, ed è proprio l’ex moglie Michelle Hunziker, presentatrice della manifestazione, a trovarsi ad annunciare la vittoria del cantante e premiarlo.

Nel dicembre 2004 esce Eros Roma Live, DVD che raccoglie l’esibizione di Ramazzotti allo Stadio Olimpico della sua città natale, e circa un anno dopo il libro Eros – Lo giuro di Luca Bianchini dove racconta vita e successi professionali.

Il suo decimo disco, Calma apparente, uscito il 28 ottobre 2005, vende due milioni di copie in un solo mese e gli frutta il premio Platinum Europe Award. Celebre il duetto con Anastacia I Belong To You, accolto positivamente da critica e pubblico.  

Dopo un’estate a dominare le classifiche con il duetto Domo Mia torna con la nuova raccolta , una doppia raccolta di successi, con quattro brani inediti, numerose rivisitazioni e diverse collaborazioni con Carlos Santana, Wyclef Jean, Steve Vai, Jon Spencer, Amaia Montero, London Session Orchestra, Pat Leonard, Rhythm Del Mundo, The Chieftains. A pochi giorni dall’uscita ottiene la prima posizione in classifica in Italia e la seconda in Europa dietro solo agli Eagles.

Nell’aprile 2008 riceve negli Stati Uniti il premio del NIAF per il contributo dato alla musica italiana nel mondo.

Il 22 maggio 2009 esce in tutto il mondo Ali e radici, nuovo disco di inediti con undici canzoni. L’uscita del disco, registrato a Los Angeles, anticipa di qualche mese il nuovo tour mondiale, iniziato nel mese di ottobre. L’Ali e radici World Tour 2009/2010 prevede concerti in tutta Europa e per la prima volta in Africa.

 

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Eros Ramazzotti: dal 2010 a oggi

Un anno dopo è la volta dell’America Latina, cantando in Messico (Guadalajara, Monterrey, Città del Messico), Venezuela (Caracas), Portorico, Santo Domingo, più una data nel Nord America, a Miami. Esce il 30 novembre 2010 il doppio CD dal vivo e il DVD dal titolo: Eros Live World Tour 2009/2010, registrato durante il tour mondiale.

Nel mese di febbraio 2011 Eros vince nella categoria “Best International Music Artist” esibendosi sul palco tedesco del Goldene Kamera con un medley di Cose della vita, Più bella cosa e Non possiamo chiudere gli occhi.

Sempre nel 2011 ascia la casa discografica Sony Music per firmare un contratto con Universal Music Italia e scrive parte della musica del brano Inevitabile per la cantautrice italiana Giorgia.

Nonostante l’abbandono della Sony Music, nel gennaio 2012 esce una raccolta dell’ex casa discografica intitolata Eros Best Love Songs, che contiene i successi dal 1985 al 2009 e il duetto con Giorgia.

Pochi mesi dopo il cantautore romano firma un contratto con la Live Nation Italia per l’organizzazione del successivo tour mondiale: si esibisce al White Night Festival a San Pietroburgo e torna sul palco insieme ad Anastacia cantando I Belong to You.

Il 13 novembre pubblica con la Universal Music Group Noi, album di inediti dal grande successo in Europa e nel mondo.

A fine anno compone con Luca Paolo Chiaravalli e Saverio Grandi le musiche del singolo Due respiri di Chiara Galiazzo, vincitrice della sesta edizione di X Factor.

Agli Echo Awards 2013, assegnati a Berlino nel marzo 2013, ottiene una nomination, senza tuttavia aggiudicarsi premi. Nel giugno dello stesso anno partecipa all’album di Max Pezzali Max 20 cantando e suonando la chitarra nel brano Lo strano percorso, e apparendo anche nella riedizione di Sei fantastica.

Nel 2014 festeggia i suoi 30 anni di carriera con la pubblicazione del Greatest Hits Eros 30.

Il 12 maggio 2015 esce il suo nuovo album, Perfetto, anche in versione spagnola, anticipato dal singolo Alla fine del mondo / Al fin del mundo. Il 26 luglio è insieme a Jovanotti allo Stadio San Paolo di Napoli per rendere omaggio all’amico Pino Daniele, scomparso sei mesi prima.

Il 19 ottobre 2017 viene annunciata l’uscita dell’album Eros Duets, che racchiude 15 brani di successo del cantante in duetto con altri artisti internazionali.

Il 19 ottobre 2018 ha pubblicato il singolo Vita ce n’è, che ha anticipato il quattordicesimo album omonimo, pubblicato il 23 novembre successivo; il 14 dicembre ha pubblicato il secondo singolo In primo piano e il 18 gennaio 2019 il terzo Per le strade una canzone, in collaborazione con Luis Fonsi.

 

“Vita Ce N’è Tour” 2019: Eros Ramazzotti all’Arena di Verona

Il tour mondiale del 2019 di Eros Ramazzotti nasce nel segno di Vita Ce N’è, il più recente album del cantautore romano.

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Un album che mette a tema l’amore e che rappresenta per Ramazzotti “un nuovo inizio, una sfida con se stesso e con il tempo, la voglia di lasciare un segno decisivo”.

L’album è dedicato alla moglie Marica e a Pino Daniele, amico di lunga data di recente scomparso. Il brano Buonamore è dedicato alla figlia Aurora: “l’amore è il centro di tutto l’ottimismo in cui si può ancora credere”, spiega il cantante.

Il brano Vita Ce N’è è un inno all’amore, quello irrequieto ma al tempo stesso fragile. È “uno slogan, un auspicio, un modo per dire andiamo avanti”.

Nel testo ritorna la metafora dell’amore come un viaggio: nonostante Eros canti che “non sarà mai pronto come vuoi tu”, si dichiara pronto a partire per questo viaggio insieme perché con l’amore “tutto ha un senso e c’appartiene”.

L’amore è un viaggio che trasforma la vita e le da una nuova direzione, perché per chi si ama “non c’è una sola direzione”.

È l’amore che, rinnovandosi e dando nuove prospettive alla vita, rinnova se stesso e l’esistenza in cui abita: amare diventa così “una scommessa / fra due fuochi che si uniscono”. Grazie a questo sentimento – sembra concludere Ramazzotti – “io ci giurerei che un’altra vita in due è possibile”.

Un’altra traccia dell’album è Per le strade una canzone, scritta a quattro mani in collaborazione con Luis Fonsi. In un piacevole mix di italiano e spagnolo, comprensibile con immediatezza, i due cantano il valore positivo dello stare con chi si ama: “Quando stiamo insieme sento / che sono a casa mia in ogni città”.

Senza preavviso, programmi e complicazioni, si può stare bene insieme e andare per il mondo come “per le strade una canzone / por las calles las canciones”.

Non conta che cada la pioggia o soffi il vento, che sia primavera o estate, stare con lei “è tutta un’altra musica” e canta “sotto le stelle una canzone / per lei”. La vita illuminata dall’amore diventa un miracolo così grande che non si può rinunciare a viverlo: “notti che fino all’alba non dormono / Perché la vita è un miracolo / Da vivere, para vivir”.

Nell’album è contenuto anche Buonamore, dedicato alla figlia Aurora, frutto del primo matrimonio del cantautore con Michelle Hunziker.

 

 

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Così Ramazzotti a proposito del brano: “Aurora si è innamorata, è un momento particolare per lei. Ho pensato di convogliare un sentimento forte in questa canzone, dedicandogliela”.

Continua Ramazzotti: “Vederla cambiare giorno dopo giorno, migliorarsi, studiare, allenarsi” sono gli effetti dell’amore che lo hanno portato a scrivere questo pezzo.

Buonamore è un augurio a questa figlia “cresciuta forse troppo presto”: il padre le augura che ogni giorno trascorso nell’amore sia “una nuova aurora”. Anche se non mancheranno occasioni nella vita in cui la giovane dovrà imparare a “difendersi anche da sola”.

Per questa piccola – grande figlia è la dichiarazione di un padre che, nel momento del bisogno, ci sarà sempre: “se avrai bisogno ancora un po’ di me / io ci sarò / per tutte quelle volte che cadrai guardando il cielo / e non saprai più cosa è falso e cosa è vero”.

È ancora un padre che manifesta l’affetto per la figlia primogenita quando canta che vorrebbe “insegnarle a respirare / tutto d’un fiato senza paura la felicità / a non sprecarne neanche solo un istante”.

È un’altra forma d’amare, è un altro modo di voler bene quello di dedicare ad una figlia che “gli ricorda così tanto quel che era” l’augurio ‘buonamore’.

Articolo a cura di Cecilia Bay 

*** L’acquisto dei biglietti dei concerti di Eros Ramazzotti, consigliato nell’articolo, passa attraverso il circuito TicketOne con cui Verona Wine Love è affiliato. E’ un servizio al lettore che Verona Wine Love mette a disposizione nell’ambito dei programmi di affiliazione pubblicitaria. 

 

Concerto di Eros Ramazzotti: informazioni utili

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Modena Champagne Experience, il festival dedicato alle bollicine più celebri al mondo. Appuntamento il 13 e il 14 ottobre 2019. Scopri programma e informazioni utili

Modena Champagne Experience, il festival dedicato alle bollicine più celebri al mondo. Appuntamento il 13 e il 14 ottobre 2019. Scopri programma e informazioni utili

Modena Champagne Experience, alla Fiera di Modena, domenica 13 e lunedì 14 ottobre 2019.

E’ l’evento immancabile per Champagne lovers, importatori, buyers e addetti ai lavori. La più grande manifestazione italiana dedicata solo alle celebri bollicine francesi.

Giunta alla sua terza edizione, divenuta punto di riferimento anche a livello internazionale, Modena Champagne Experience è organizzata e promossa da Club Excellence.

Chi ricorda il celebre Pretty Woman, dove il miliardario Richard Gere ordina per Julia Roberts fragole e champagne?

E il momento di The Blues Brothers dove i due ordinano al ristorante diverse bottiglie di Dom Perignon? E, per i più giovani, la scena della prima stagione di O.C., quando la bionda e bella Marissa Cooper attende l’arrivo di Ryan Atwood per il classico brindisi di mezzanotte, per iniziare degnamente il nuovo anno? E gli innumerevoli party di Gossip Girl, tra la ricca gioventù dell’Upper East Side?

A fare da trait d’union tra queste celebri pellicole e serie televisive, le spumeggianti bollicine di Champagne, nell’immaginario collettivo da sempre associate a momenti di festa e di socialità.

Per chi ricorda almeno una di queste iconiche scene, oppure per chi non le ha riconosciute, ma vuole comunque farsi avvolgere dalla magia dello Champagne, ecco l’appuntamento che dovete assolutamente segnare in agenda: la Modena Champagne Experience, alla Fiera di Modena, i prossimi 13 e 14 ottobre.

 

 

Modena Champagne Experience - 13-14 ottobre 2019 - calici e bottiglia di champagne - Verona Wine Love

Modena Champagne Experience, a Modena, il 13 e 14 ottobre 2019

 

 

Modena Champagne Experience: informazioni utili

Modena Champagne Experience si rivolge in particolar modo ai professionisti Ho.Re.Ca ma anche al vasto pubblico degli appassionati.

Si tiene domenica 13 e lunedì 14 ottobre 2019, dalle ore 10.00 alle ore 18.30, nel padiglione A di ModenaFiere.

È possibile acquistare il biglietto giornaliero online, al costo di € 99, entro il 30 settembre; al costo di € 109 a partire dal 1° ottobre.

Sono inoltre disponibili abbonamenti per entrambi i giorni, al costo di € 179 entro il 30 settembre, a partire dal 1° ottobre a € 189.

Acquista ora il tuo biglietto per la Modena Champagne Experience

125 le Maison confermate, 67 gli importatori presenti, oltre 470 Champagne in degustazione e almeno 5000 i visitatori previsti.

Modena Champagne Experience 2019 è l’occasione per degustare i vini di prestigiose Maison – tra le quali Thiénot, Paul Bara, Bruno Paillard, Henri Giraud, Bollinger, Marguet, Jacquesson, De Venoge, Pannier, Encry, Louis Roederer, De Suosa, Larmandier-Bernier, Palmer&Co e Paul Clouet.

Ed è l’occasione per incontrare i produttori francesi presenti.

Scopri tutti i produttori presenti alla Modena Champagne Experience 2019 

La manifestazione è realizzata con il patrocinio del Comune di Modena e con il sostegno di Camera di Commercio di Modena.

Sponsor dell’evento Parmigiano Reggiano, Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena, Bper Banca, Tridente Club Maserati. Modena Fiere, Dama Eventi&Catering e l’agenzia di comunicazione Fruitecom i partner ufficiali.

 

 

Modena Champagne Experience - 13-14 ottobre 2019 - degustazione di champagne - Verona Wine Love

Degustazioni con i migliori Champagne alla Modena Champagne Experience

 

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Il programma della Modena Champagne Experience: quattro Masterclass

La Modena Champagne Experience si arricchisce di quattro Masterclass, guidate da personalità di fama internazionale.

Le quattro Masterclass saranno guidate da Luciano Ferraro, da Pierluigi Gorgoni, dai professionisti dell’Associazione ‘Noi di Sala’ e dalla wine writer Jancis Robinson.

Domenica 13 Ottobre, alle 14.30, nella Sala Blu, si terrà la Masterclass Il Pinot Meunier questo (s)conosciuto, guidata da Luciano Ferraro, caporedattore centrale del Corriere della Sera, e Pierluigi Gorgoni, giornalista e docente Alma.

Il Pinot Meunier è considerato, a torto, il vitigno minore della Champagne, sempre schiacciato tra la finezza dello Chardonnay e la potenza del Pinot Nero. La degustazione guidata intende illustrare le caratteristiche di questo vitigno, analizzare le sue potenzialità e l’assaggio di etichette che hanno proprio il Pinot Meunier come unico protagonista, riscoprire caratteristiche e aspetti di unicità del vitigno.

In assaggio i seguenti vini Champagne:

  • Champagne Apollonis, Authentic Meunier Blanc de Noirs
  • Champagne Bourgeois-Diaz, Cuvée M Brut Nature
  • Champagne Tarlant, La Vigne d’Or Blanc de Meuniers
  • Champagne Françoise Bedel, Dis Vin Secret
  • Champagne Francis Orban, Brut Premier Vielles Vignes
  • Champagne Mary-Sessile/Lagille & Fils, Brut Carte Blanche

La quota di partecipazione è pari a € 40,00.

Domenica 13 ottobre 2019, alle ore ore 16.30, nella Sala Blu della Fiera di Modena, i relatori dell’Associazione “Noi di Sala” illustrano Come cambiano i consumi, lo champagne da aperitivo a tutto pasto.

I consumi del vino cambiano rapidamente e così quelli dello Champagne, prima limitato al momento del brindisi o dell’aperitivo, oggi diventato un vino da tutto pasto.

L’Associazione ‘Noi di Sala’, votata alla promozione e valorizzazione dell’arte dell’ospitalità e del servizio, ti guiderà, attraverso l’assaggio di etichette dedicate, a scoprire come lo Champagne, oltre al bicchiere, si sia guadagnato anche la ribalta della tavola.

In degustazione gli Champagne:

  • Champagne Tarlant, Zero Brut Nature
  • Champagne Paul Bara, Brut Millesimé Grand Cru
  • Champagne Henri Giraud, Hommage a Francois Hemart
  • Champagne Albert Lebrun, Brut Premier Cru
  • Champagne R. Pouillon & Fils, Rosé de Saignée Premier Cru
  • Champagne R&L Legras, Blanc de Blancs Grand Cru
  • Champagne Colin, Grand Cru Millesimé Brut

La quota di partecipazione è di € 30,00.

Lunedì 14 ottobre 2019, alle 14.30 e alle 16.30, in Sala Blu, la wine writer Jancis Robinson sarà relatrice di I trend attuali in Champagne (in due parti)

La classicità di un metodo produttivo centenario e la consolidata forza espressiva di vitigni noti in tutto il mondo lasciano comunque spazio a differenti vie interpretative, che rappresentano la personalità di famose Maison come dei piccoli vigneron.

C’è chi ha sposato l’approccio biologico e chi punta a dosaggi sempre più moderati, chi dà particolare importanza all’affinamento in rovere e chi al lungo riposo sui lieviti.

Ne emerge un quadro composito, ricco di sfumature, armonie e contrasti.

Vini in degustazione della prima Masterclass:

  • Champagne Thiénot, La Vigne Aux Gamins 2006
  • Champagne Paul Bara, Special Club Rosé
  • Champagne Henri Giraud, Cuvée Fut de Chene
  • Champagne Pannier, Extra brut Exact
  • Champagne Louis Roederer, Brut Premier
  • Champagne De Sousa, Cuvée de Caudalies BdB
  • Champagne Larmandier-Bernier, Rosé de Saignée

Vini in degustazione della seconda Masterclass:

  • Champagne Bruno Paillard, Cuvée 72
  • Champagne Bollinger, RD 2004
  • Champagne Marguet, Shaman 15
  • Champagne Jacquesson, Avize Champ Cain brut 2008
  • Champagne de Venoge, Princes Blanc de Noir
  • Champagne Encry, Zero Dosage
  • Champagne Palmer & Co, Amazone de Palmer
  • Champagne Apollonis, Authentic Meunier

La quota di partecipazione per ogni sessione è di € 80,00.

Le Masterclass di Modena Champagne Experience 2019 sono vincolate all’acquisto del biglietto di ingresso alla manifestazione, valido per il giorno in cui si tiene la Masterclass prescelta.

Acquista ora il tuo biglietto per la Masterclass che preferisci 

 

 

Modena Champagne Experience - 13-14 ottobre 2019 - coltivazione viti e uve per champagne - Verona Wine Love

Coltivazione delle viti e uve per la produzione dello spumante francese Champagne

 

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Lo Champagne, origine e storia delle bollicine più celebri al mondo

Lo Champagne è uno spumante metodo classico, famoso in tutto il mondo e comunemente associato ai concetti di lusso e festa.

Prende il nome dalla regione della Champagne, situata nel nord-est della Francia, dove il vino è prodotto.

I vini di questa regione sono conosciuti fin dal Medioevo. Vengono prodotti dai monaci delle numerose abbazie presenti nella regione, come vino da messa.

Anche i regnanti francesi apprezzano molto questi vini, fini e leggeri, tanto da offrirli in segno di omaggio agli altri regnanti europei. Si tratta però principalmente di vini fermi e rossi.

Le guerre e i saccheggi, che nel 1600 devastano la regione, causano la distruzione e l’abbandono delle abbazie e dei conventi, e quindi il decadimento delle annesse vigne.

Intorno al 1670, Pierre Pérignon, giovane monaco benedettino, giunge all’abbazia d’Hautvillers, vicino a Épernay, con l’incarico di tesoriere; egli trova il convento e le vigne in uno stato di totale abbandono e si adopera per rimetterle in sesto.

Il suo lavoro si indirizza principalmente alla produzione del vino.

Da perfezionista qual era, si applica alla selezione delle uve migliori (la sua scelta cade sul Pinot Nero), al privilegiare i terreni più vocati alla produzione, ad affinare le tecniche del taglio dei vini (assemblaggio di uve dello stesso tipo provenienti da zone diverse), e a preferire una spremitura dolce per ottenere un mosto chiaro anche se da uve a bacca nera.

Quelle elencate sono tutte tecniche caratteristiche, ancora oggi, della produzione dello Champagne.

Rimane il dubbio sulla genesi della trasformazione del vino fermo in vino spumante.

Una versione afferma che lo Champagne sia nato casualmente per errore durante il processo di vinificazione di alcuni vini bianchi.

Tale errore avrebbe causato lo scoppio di alcune bottiglie poste ad affinare in cantina e quindi portato alla scoperta, da parte dell’abate, della “presa di spuma”.

Un’altra versione afferma che l’abate Pierre Pérignon, per rendere più gradevole il vino prodotto, vi aggiungesse in primavera dei fiori di pesco e dello zucchero, tappando poi la bottiglia con tappi di legno di forma tronco-conica.

Allo stappare della bottiglia si produceva della spuma.

Un’ulteriore versione afferma che i viticoltori che usavano vinificare le uve di Pinot si siano resi conto che il vino ottenuto invecchiava male nelle botti.

Avrebbero quindi deciso di imbottigliarlo subito dopo la fermentazione. Nelle bottiglie questo vino conserva efficacemente gli aromi, ma ha il difetto di diventare naturalmente spumante, comportando lo scoppio di molte bottiglie.

Quale che sia la versione, l’abate arriva alla conclusione che la spuma sia dovuta a una rifermentazione (dovuta a errori nella vinificazione o all’aggiunta di lieviti — contenuti nei fiori di pesco — e di zucchero) del vino, con conseguente produzione di anidride carbonica.

A questo punto, resosi conto della gradevolezza del vino “spumante”, decide di perfezionarne la produzione.

 

 

 

 

Messe da parte le versioni romanzate, i veri grandi meriti di Dom Pérignon nell’evoluzione della tecnica di produzione dello Champagne sono quelli di definire il vitigno più adatto (il Pinot noir). Di applicare con metodo la tecnica dell'”assemblaggio” e di sostituire i tappi di legno a forma tronco-conica, usati fino ad allora, con tappi di sughero, ancorati al collo della bottiglia per mezzo di una gabbietta metallica.

Da questo momento anche altri proprietari di vigne della zona cominciano a produrre il vino, seguendo le indicazioni dell’abate, e i nuovi produttori contribuiscono all’affinamento e al miglioramento della tecnica produttiva dello Champagne.

Il problema della formazione di un deposito, la cosiddetta “feccia”, nelle bottiglie, durante la permanenza in cantina per la seconda fermentazione viene risolto dai tecnici dell’azienda di Barbe Nicole Ponsardin, vedova Clicquot (la famosa Veuve Clicquot).

Essi inventano le pupitres, strutture a “V” rovesciata, costituite da due tavole di legno incernierate su un lato e dotate di fori in cui inserire i colli delle bottiglie, e mettono a punto il remuage sur pupitres, tecnica che consente di effettuare la separazione dei lieviti dal vino, dando così allo champagne la limpidezza che lo caratterizza.

La crescita della popolarità dello Champagne ha portato alla nascita di aneddoti e leggende difficilmente verificabili. Una di questa dice che Dom Pérignon sia un esperto assaggiatore di vini. O la confessione in punto di morte da parte di Dom Pérignon della ricetta segreta dello Champagne.

 

 

Modena Champagne Experience - 13-14 ottobre 2019 - calici di champagne - Verona Wine Love

Alla Modena Champagne Experience la degustazione guidata dei migliori vini Champagne francesi

 

 

Le caratteristiche dello Champagne

Lo Champagne è un vino che presenta varie caratteristiche particolari rispetto agli altri grandi vini.

La vendemmia viene effettuata manualmente: il disciplinare vieta infatti l’uso delle macchine vendemmiatrici, poiché è essenziale che l’uva arrivi al corretto grado di maturazione e perfettamente integra alla pigiatura.

Lo Champagne può essere anche un bianco ottenuto da uve a bacca nera – il Pinot Noir e il Pinot Meunier – vinificate in bianco.

Quasi sempre l’assemblaggio viene effettuato tra vini di provenienza e di millesimi differenti, per assicurare una continuità delle caratteristiche qualitative e organolettiche.

L’indicazione del millesimo è possibile solo quando vengono assemblati vini della stessa annata; ciò è generalmente indice di un’elevata qualità.

Ancor più particolare e di pregio è uno Champagne millesimato la cui base è composta da uve di un solo vigneto (cru), specie se mono varietà (solo Chardonnay, solo Pinot Nero, solo Pinot Meunier).

È un vino spumante mantenuto in pressione nella bottiglia per mezzo di un tappo a forma di fungo, coperto da una capsula metallica e trattenuto da una gabbietta in fil di ferro.

All’apertura, il tappo tenderà a saltare e lo Champagne a fuoriuscire rapidamente producendo molta schiuma, il che ne rende il servizio leggermente complesso.

Una volta versato nel bicchiere, si ha la produzione più o meno persistente di bollicine, dette perlage, che tendono a salire verso la superficie del liquido.

La marca è un elemento essenziale per l’identificazione; gli Champagne più pregiati sono Champagne di marca. Una maison normalmente produce diversi Champagne, cioè diverse marche/etichette.

I principali vitigni autorizzati per la produzione dello Champagne sono:

  • Chardonnay, un’uva a bacca bianca
  • Pinot Noir, un’uva a bacca nera
  • Pinot Meunier, un’uva a bacca nera, caratterizzata da una maturazione leggermente più tardiva rispetto al Pinot Noir

Gli altri vitigni autorizzati sono l’Arbanne, il Petit Meslier, il Pinot Blanc e il Pinot Gris, tutti a bacca bianca.

 

 

 

 

Le tecniche di vinificazione dello Champagne

Il vino Champagne viene prodotto secondo il metodo Champenoise: questa definizione è utilizzabile solo per i vini spumanti, con metodo della rifermentazione in bottiglia, prodotti nella regione della Champagne.

Nel resto del mondo, quindi anche in altre zone della Francia, tale procedimento è denominato “metodo della rifermentazione in bottiglia” o “metodo classico”.

Il metodo Champenoise consiste principalmente nell’operare una doppia fermentazione: la prima del mosto, nel tino, la seconda del vino, nella bottiglia.

Il procedimento di vinificazione prevede numerose fasi e prevede che vengano lavorati solo grappoli interi.

Per questo le uve vengono raccolte a mano in maniera selettiva. Vengono scelti solo i grappoli che hanno raggiunto la giusta maturazione, e trasportate ai centri di pressatura cercando di mantenere il più possibile l’integrità degli acini.

Dopo la spremitura, che deve essere dolce e graduale, ha inizio il processo di fermentazione.

La prima fermentazione, chiamata fermentazione alcolica, è identica a quella che subiscono i vini non effervescenti.

Quando questa prima fermentazione si conclude, si imbottiglia il “vino di base” con un tappo metallico a corona.

E’ un vino in grado di sopportare la pressione che si svilupperà all’interno della bottiglia in seguito all’aggiunta di lieviti selezionati e zucchero, al fine di far avviare la seconda fermentazione.

 

 

 

La seconda fermentazione produce anidride carbonica che determina la formazione di bollicine, ma provoca anche la formazione della “feccia”, i residui dei lieviti esausti, che con la loro presenza intorbidiscono il vino.

Per far ciò occorre sistemare le bottiglie sulle pupitres.

Ogni giorno le bottiglie vengono ruotate con un movimento secco (remuage sur pupitres), con una rotazione inizialmente di un ottavo di giro. Poi viene aumentata a un sesto. E, alla fine del processo, a un quarto di giro.

Tale operazione ha lo scopo di staccare la feccia dalla parete interna della bottiglia e farla scendere in basso verso il collo della stessa.

Dopo ogni scotimento, le bottiglie sono riposizionate inclinandole sempre più, fino a quando saranno in posizione quasi verticale; in tal modo le fecce saranno tutte a contatto del tappo.

Per eliminare le fecce si inserisce il collo della bottiglia in una soluzione salina a bassissima temperatura, che provoca l’istantaneo congelamento delle fecce; a questo punto si toglie il tappo, con un’operazione chiamata dégorgement, e con esso il deposito dei lieviti.

Dopo il dégorgement si effettua il dosage, ovvero il rabbocco con una miscela – chiamata liqueur d’expédition – di vini di annate precedenti, molto spesso fatti invecchiare in barrique, e zucchero.

Ogni produttore custodisce gelosamente la composizione di questa miscela.

La miscela determina sia le caratteristiche organolettiche finali dello Champagne sia, per la quantità di zucchero presente, la sua tipologia o dosage: pas dosé, extra brut, brut, extra dry, sec, demi sec, doux.

Una volta eseguita questa operazione si tappa la bottiglia con il caratteristico tappo di sughero, la capsula metallica e la gabbietta in fil di ferro.

Le bottiglie vengono lasciate ad affinare ancora e dopo alcuni mesi sono pronte per il consumo.

 

 

 

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Come servire lo Champagne e gli spumanti secchi

 

 

Modena Champagne Experience, il 13 e il 14 ottobre alla Fiera di Modena. Come arrivare, biglietti e informazioni utili

La terza edizione della Modena Champagne Experience si tiene il 13 e il 14 ottobre 2019 alla Fiera di Modena.

Ospita alcune tra le più famose Maison francesi, importatori e distributori.

Nel programma anche alcune Masterclass durante le quali potrai conoscere e approfondire le diverse sfaccettature degli Champagne.

Puoi raggiungere la Fiera di Modena in aereo, servendoti del vicino aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna. Dall’aeroporto di Bologna raggiungi il quartiere fieristico di Modena in 20 minuti, in alternativa è attivo anche un servizio navetta.

Inoltre il quartiere fieristico dista 45 minuti dall’aeroporto Catullo di Verona. E dista un’ora e 15 minuti dall’aeroporto di Milano Linate.

Puoi arrivare in treno: la stazione ferroviaria di Modena è collegata con le principali città italiane.

Dalla stazione puoi prendere l’autobus n. 9, che ti conduce direttamente al polo fieristico.

Per maggiori informazioni, vai sul sito dell’Azienda dei Trasporti di Modena.

Se decidi di arrivare in auto, esci al casello Modena Nord dell’autostrada del Sole, all’incrocio con l’autostrada del Brennero.

Il quartiere fieristico è raggiungibile anche dalle tangenziali Nord e Sud di Modena.

Articolo a cura di Cecilia Bay
redazione@veronawinelove.com

 

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Da Modena a Verona, città del Vino e dell’Amore: informazioni utili

Modena è a poche decine di km da Verona, città del vino e dell’amore.

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Quale abbinamento fra risotto e vino. Ecco qualche proposta in occasione della 53^ Fiera del Riso di Isola della Scala  (Verona), aperta fino al 6 ottobre 2019

Quale abbinamento fra risotto e vino. Ecco qualche proposta in occasione della 53^ Fiera del Riso di Isola della Scala (Verona), aperta fino al 6 ottobre 2019

La 53^ Fiera del Riso di Isola della Scala, appuntamento che richiama esperti e appassionati, fino al 6 ottobre, ti attende per degustare il classico risotto isolano.

Ma non solo. Puoi partecipare a un ricco palinsesto di attività ed eventi: showcooking, degustazioni, mostre, convegni e tanto altro.

Tra i visitatori (500mila nel 2018) anche tanti appassionati wine&food lovers.

Curiosi di conoscere quali vini degustare in abbinamento ai risotti della 53^ Fiera del Riso di Isola della Scala? Ecco i suggerimenti della redazione di Verona Wine Love.

 

Il risotto al “tastasal”, piatto tipico della bassa veronese. In abbinamento con i grandi vini rossi della Valpolicella

Il classico dei classici, che più classico non si può: il noto Risotto all’isolana, preparato a partire dal riso Vialone Nano IGP, eccellenza del territorio veronese, e dal “tastasal”. Nel dialetto veneto il termine “tastasal” (che in italiano diventa tastasale) indica un impasto di carne di maiale macinata, salata e pepata, dal colore rosa vivo.

 

Risotto al tastasal Il Il risotto all’isolana, preparato con il tastasal. Il risotto al tastasal è preparato secondo l’antica ricetta delle massaie veronesi

 

Anticamente questo risotto era preparato dalle massaie veronesi per assaggiare la pasta dei salumi prima di procedere con l’insaccatura. Da qui, il nome del condimento: tastare, assaggiare la salatura della carne di maiale.

Il risotto così condito si rivela un piatto robusto, dal sapore intenso e deciso.

In abbinamento un vino che sia caratterizzato da acidità – la presenza di acidi naturali nel vino gli conferiscono freschezza al palato –, da sapidità, determinata dalla presenza di componenti minerali nella struttura del vino, e tannicità.

Con tannicità si intende la sensazione di secchezza della bocca, di palato asciutto che si ha quando si assaggia un vino ricco di tannini, le sostanze presenti nella buccia e nelle vinacce dell’uva. Ne deriva un gusto astringente, allappante.

È una caratteristica propria in particolar modo dei vini rossi, di cui il territorio veronese è molto ricco.

Il risotto al tastasal bene si sposa con i grandi rossi veronesi di uve Corvina: il Valpolicella Classico, il Ripasso, il Valpolicella Superiore e l’intenso abbinamento con l’Amarone, grande rosso veronese per eccellenza.

Leggi anche I vini della Valpolicella.

 

Risotto zucchine, Monte Veronese e speck: quale vino abbinare?

Alla 53^ Fiera del Riso di Isola della Scala il Veneto incontra l’Alto Adige nel risotto zucchine, Monteveronese e speck.

Protagonista il Monte Veronese, un formaggio a base di latte vaccino, a pasta semicotta, prodotto nella parte settentrionale della provincia di Verona, in un’area che coincide con la Lessinia, il Monte Baldo e la fascia collinare prealpina veronese.

Formaggio Monte Veronese DOP

 

Con la denominazione “Monte Veronese” la produzione di questo formaggio ha ottenuto la DOP nel 1996, per due tipologie:

  • la tipologia a latte intero, a pasta semicotta, che viene consumato più fresco;
  • la tipologia d’allevo, anch’essa a pasta semicotta, prodotto con latte parzialmente scremato. In questa seconda tipologia la stagionatura parte da un minimo di 90 giorni (per il formaggio da tavola) e dai 6 mesi ai 2 anni (per il formaggio da grattugia).

Dal colore giallo paglierino, con gli aromi di fieno ed erba, tipici della Lessinia, dal 2016 è anche Presidio Slow Food.

Insieme allo speck altoatesino, salume ottenuto da una coscia di suino salata, aromatizzata e affumicata, che dal 1997 è prodotto a indicazione geografica protetta (IGP) e alle zucchine, da’ vita al risotto zucchine, Monte Veronese e speck.

Un buon abbinamento per risotti con formaggio e verdure è un vino ottenuto da uve corvina, i grandi rossi veronesi sopra citati, o con uve turbiana.

Turbiana è il vitigno con cui, nelle province di Verona e Brescia, si produce il Lugana, un vino elegante e fresco, dal colore giallo paglierino, leggermente dorato con l’affinamento, dall’odore gradevole e delicato, dal sapore morbido e leggermente fruttato.

Proprio la freschezza, la morbidezza, il carattere leggermente fruttato fanno sì che esaltino e accompagnino i sapori del risotto zucchine, Monte Veronese e speck dell’Alto Adige.

Leggi anche I vini del Lugana

 

Risotto al sapore di mare: abbinamento riso-vino

Per gli appassionati di pesce, la 53^ Fiera del Riso di Isola della Scala propone il risotto al sapore di mare. Esalta il pesce un vino bianco, fresco, sapido ed elegante.

 

Risotto ai frutti di mare

 

Noi ti suggeriamo quei vini composti da uve Glera, come il Prosecco – nella produzione del quale la Glera costituisce almeno l’85% delle uve utilizzate, Garganega, vitigno a bacca bianca, il più importante delle province di Verona e Vicenza, e Chardonnay, vitigno a bacca bianca, internazionale, coltivato in tutte le aree vitinicole del mondo.

Le sue più importanti colture in Italia si trovano in Veneto, in Friuli Venezia Giulia, in Piemonte, in Trentino Alto Adige e in Val d’Aosta.

Le sue uve sono le più utilizzate nella produzione internazionale di vini bianchi, in purezza o in combinazione con altri uvaggi, per il carattere neutro e la grande duttilità che le caratterizza.

 

53^ Fiera del Riso di Isola della Scala: dal 11 settembre al 6 ottobre, i migliori risotti della tradizione italiana

Alla 53^ edizione della Fiera del Riso di Isola della Scala, fino al 6 ottobre, potrai assaggiare i migliori risotti dell’arte culinaria italiana, tra tradizione e rielaborazione. Noi ne abbiamo selezionati alcuni e ti proponiamo alcuni abbinamenti riso-vino.

Consulta qui l’elenco completo dei risotti che potrai assaggiare durante la Fiera.

Quali risotti assaggerai? Con cosa li abbinerai? Ti abbiamo dato dei consigli, decidi tu qual è la migliore soluzione per te.

Per approfondire l’argomento, leggi anche La Fiera del Riso di Isola della Scala: la 53^ edizione dedicata a Giorgio Gioco.

 

Informazioni utili. Come arrivare a Isola della Scala (Verona)

IN MACCHINA

Isola della Scala si trova a 20 km da Verona, in direzione sud.

Se provieni dall’Autostrada A4 – uscita Verona Sud: segui le indicazioni per Modena – Statale 12 (18 km dal casello)

Se provieni dall’Autostrada A22 del Brennero uscita Nogarole Rocca: segui le indicazioni per Isola della Scala

IN AEREO

Se arrivi dall’Aeroporto “Valerio Catullo” di Villafranca di Verona puoi usare il treno da Verona (autobus o pullman collegano l’aeroporto alla stazione) e scendi alla Stazione di Isola della Scala. La linea è la Verona-Bologna

IN AUTOBUS ATV (Azienda Trasporti Verona)  collega Isola della Scala con i Comuni limitrofi.

Orari e linee potrebbero cambiare o essere cambiati. Controlla il sito dell’Aptv. www.atv.verona.it.

IN TRENO

La stazione di Isola della Scala si trova in Viale Ungheria, a un chilometro circa dall’area fieristica.

Per conoscere gli orari dei treni visita il sito www.trenitalia.com

 

Orari della Fiera del Riso:

GIORNI FERIALI dalle 11.30 alle 14.30  –  dalle 18.30 alle 24.00

VENERDÌ dalle 11.30 alle 14.30  –  dalle 18.30 alle 01.00

SABATO  dalle 11.00 alle 01.00

DOMENICA  dalle 10.00 alle 24.00

Per poter gustare un buon risotto ricorda che:

  • dal lunedì al venerdì a mezzogiorno sarà aperto solo il Palariso con risotto all’isolana e tre risotti alternativi,
  • nei giorni feriali gli stand espositivi saranno aperti solo la sera. Il sabato e la domenica tutto il giorno.

 

Articolo a cura di Cecilia Bay
cecilia.bay@veronawinelove.com

 

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Francesco De Gregori & Orchestra nel “Greatest Hits Live” venerdì 20 settembre 2019 all’Arena di Verona. Scopri le informazioni utili sul concerto e su Verona

Francesco De Gregori & Orchestra nel “Greatest Hits Live” venerdì 20 settembre 2019 all’Arena di Verona. Scopri le informazioni utili sul concerto e su Verona

Il cantautore Francesco De Gregori all’Arena di Verona, venerdì 20 settembre, alle ore 21.

Insieme a lui sul palco una grande orchestra di 40 elementi composta dalla band che accompagna De Gregori da lungo tempo e dal quartetto Gnu Quartet.

Gli elementi del quartetto sono: Raffaele Rebaudengo alla viola, Francesca Rapetti al flauto, Roberto Izzo al violino e Stefano Cabrera al violoncello.

La storica band è composta da:

  • Guido Guglielminetti al basso;
  • Carlo Gaudiello al pianoforte;
  • Paolo Giovenchi alle chitarre;
  • Alessandro Valle alla pedal steel guitar e al mandolino;
  • Simone Talone alle percussioni

Due le coriste, Vanda Rapisardi e Francesca La Colla.

La serata all’Arena di Verona si inserisce nel tour estivo di De Gregori in giro per l’Italia.

Un tour che si propone di presentare i suoi più grandi successi, per la prima volta in un contesto sinfonico.

Esordio l’11 e il 12 giugno scorso nella cornice delle Terme di Caracalla. In seguito la serata al Teatro Antico di Taormina, il 14 giugno, il 28 giugno a Lugano, il 30 giugno al Lucca Summer Festival.

A precedere la data veronese, il concerto del 5 luglio a Rimini, in occasione della Notte Rosa, l’8 luglio a Genova, il concerto nella Palazzina di Caccia di Stupinigi (Torino) il 9 luglio, il 10 luglio a Marostica (VI), il 16 luglio a Firenze e il 21 luglio a Fasano (Brindisi), il 23 luglio a Soverato (Catanzaro) e il 25 luglio a Palermo.

Segue la data di De Gregori all’Arena di Verona il concerto che si terrà il 23 settembre presso il Teatro degli Arcimboldi di Milano.

Tutte le serate sono introdotte dal cantautore Tricarico, quella del Lucca Summer Festival anche da Noemi.

Scopri la probabile scaletta del tour di Francesco De Gregori:

  • O Venezia che sei la più bella;
  • Generale;
  • Il cuoco di Salò;
  • La storia;
  • Pablo;
  • Due zingari;
  • La leva calcistica della classe ’68;
  • Un guanto;
  • Sempre e per sempre;
  • Bufalo Bill;
  • La valigia dell’attore;
  • Santa Lucia;
  • Alice;
  • La donna cannone;
  • Vai in Africa, Celestino!;
  • Pezzi di vetro;
  • Cardiologia;
  • L’abbigliamento di un fuochista;
  • Titanic

 

L’esordio musicale di Francesco De Gregori

Figlio Di Giorgio, bibliotecario, e di Rita Grechi, docente di Lettere, Francesco De Gregori è poeta, cantautore e musicista. Lo chiamano Francesco in memoria dello zio, ufficiale degli Alpini e partigiano vicecomandante delle Brigate Osoppo, ucciso a Porzûs nel 1945.

Fino ai dieci anni vive a Pescara, per via della professione del padre. Torna poi a Roma e là frequenta il Liceo Classico “Virgilio”. Nel 1966, con il padre e il fratello Luigi, si reca a Firenze per prestare soccorso alla popolazione colpita dall’alluvione.

Nello stesso anno inizia a suonare la chitarra e a comporre le sue prime musiche. La sua prima composizione originale è la storia di un disoccupato che sale sul Colosseo per avere un lavoro, ma scivola e muore.

È grazie al fratello che il giovane Francesco inizia a esibirsi in pubblico: Luigi infatti, con il nome d’arte di Ludwig, suona ogni settimana al Folkstudio, presentando canzoni tradizionali statunitensi e propri brani.

Un giorno, agli inizi del 1969, Francesco fa ascoltare al fratello una canzone appena scritta, intitolata Buonanotte Nina.

Luigi la impara, la canta al Folkstudio con successo e propone al fratello di cantarla la domenica successiva.

Al Folkstudio De Gregori conosce molti musicisti, tra cui Caterina Bueno, Antonello Venditti, Mimmo Locasciulli, Giovanna Marinuzzi, Ernesto Bassignano, Edoardo De Angelis e Giorgio Lo Cascio.

Per un breve periodo dà vita, insieme a quest’ultimo, a un duo – Francesco e Giorgio: il loro repertorio comprende canzoni di Bob Dylan e Leonard Cohen.

Sempre con Lo Cascio e con la collaborazione di Antonello Venditti ed Ernesto Bassignano, Francesco si esibisce al Folkstudio in uno spazio del programma denominato “I giovani del folk”.

Il quartetto è ricordato anche da Antonello Venditti nei celebri versi “Io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra, e un pianoforte sulla spalla”, le parole che aprono la canzone Notte prima degli esami.

 

 

Suonando al Folkstudio, De Gregori conosce Caterina Bueno, alla quale anni dopo dedicherà la canzone Caterina.

La cantante toscana cerca un chitarrista per quell’estate e Giovanna Marini le propone proprio De Gregori. Nasce così la prima tournée del giovane cantante romano in Toscana.

 

Gli anni ’70, nuovi successi di De Gregori e l’incontro con Lucio Dalla

Alla fine del 1971 De Gregori e Lo Cascio ottengono un’audizione con la casa discografica It di Vincenzo Micocci. Durante il provino si esibiscono con quattro canzoni: Il partigiano e Dolce signora che bruci cantate insieme, Ho cercato di dirti cantata da Lo Cascio e Signora Aquilone cantata da De Gregori. Micocci, colpito dai brani, propone loro un contratto discografico.

Ma il sodalizio artistico si scioglie, ancora prima di iniziare, per alcune divergenze sulla realizzazione degli arrangiamenti. Il pretesto per la separazione è un viaggio premio in Ungheria, a cui Lo Cascio rinuncia perché in quel periodo sta organizzando il suo matrimonio.

De Gregori propone il viaggio a Venditti; durante il viaggio i due decidono di costituire un duo e realizzano l’album Theorius Campus, pubblicato nel giugno del 1972.

Nel 1972 De Gregori inizia a collaborare con Edoardo De Angelis sia per i suoi primi due album da solista sia per il lancio dei giovani colleghi della It come Amedeo Minghi.

In questi anni De Gregori incontra per la prima volta di persona Lucio Dalla.

Spinto dai meccanismi della promozione musicale, partecipa alla popolare manifestazione Un Disco per l’Estate con la canzone Alice, classificandosi all’ultimo posto: l’operazione però dà i suoi frutti e permette al suo disco d’esordio di avere visibilità.

Dalla IT, De Gregori passa alla Casa madre RCA Italiana, che pubblica l’album seguente, semplicemente intitolato Francesco De Gregori.

Il disco presenta, sulla linea del precedente, testi complessi e introspettivi. Gli arrangiamenti sono decisamente più curati e anche l’esecuzione risulta più riuscita.

Il grande successo arriva con Rimmel del 1975, uno dei dischi più venduti del decennio. Al disco collabora Renzo Zenobi, che cura diverse parti solistiche di chitarra.

 

 

Nello stesso anno, De Gregori produce l’album di debutto di Zenobi, A Silvia.

Inizia una collaborazione con Fabrizio De André, prima per la traduzione di Desolation Row di Bob Dylan, poi per la realizzazione del successivo Volume 8, con brani inediti in parte scritti in tandem. Per l’occasione De Gregori trascorre un periodo in Gallura, ospite nella villa del collega.

De André registra il brano Le storie di ieri, mentre dal lavoro a due nascono canzoni come Oceano, La cattiva strada, Dolce Luna e Canzone per l’estate.

Alla fine del 1975, De Gregori si rende protagonista, assieme a Claudio Baglioni, di un concertino improvvisato nella piazza romana del Pantheon. I due si mettono a suonare pezzi di repertorio vario, con le custodie delle chitarre aperte nella piazza, tra i turisti.

A Rimmel segue Bufalo Bill (1976), album in cui prosegue la collaborazione con Dalla e in cui partecipa Ivan Graziani alla chitarra.

Nella primavera del 1976 De Gregori intraprende una nuova tournée, con partenza da Pavia il 1º aprile; la seconda tappa prevede due concerti, uno pomeridiano e uno serale, al Palalido di Milano.

Durante il concerto serale, alcuni ragazzi appartenenti ai collettivi politici studenteschi interrompono l’esibizione. Leggono al pubblico un comunicato contro l’arresto di un militante della sinistra extraparlamentare e contestano lo stile di vita del cantautore.

In questa occasione De Gregori afferma di non voler più cantare in pubblico.

Nonostante il paventato ritiro, già nell’autunno del 1976 De Gregori è di nuovo sul palco per una serie di concerti tenendo un basso profilo: un mini-tour nell’Italia di provincia a Palermo, Caltanissetta, Siracusa, Teramo e La Spezia. Al termine si prende un anno di lontananza dalle scene.

Il 10 marzo 1978 si sposa con Alessandra Gobbi, una sua compagna di liceo, e pochi mesi dopo nascono i due gemelli Marco e Federico.

In quell’anno torna sulla scena con il riuscito De Gregori, album contenente la famosa canzone Generale. L’8 luglio dello stesso anno, in occasione della promozione del disco, De Gregori tiene allo Stadio Flaminio di Roma un concerto con Lucio Dalla. Nel dicembre del 1978 i due pubblicano il 45 giri Ma come fanno i marinai.

Segue qualche mese dopo Banana Republic, imponente tournée che i due cantautori, accompagnati dalle rispettive band abituali e con azzeccati duetti, tengono nell’estate del 1979. Registrano il tutto esaurito negli stadi e palasport italiani: per la prima volta la musica d’autore sbarca negli stadi e si misura con il grande pubblico. Dalla partecipa anche all’album Viva l’Italia del 1979.

 

La separazione da Lucio Dalla, gli anni 80 e il Festival di Sanremo

Nel 1980 la collaborazione tra i due cantautori ha un’appendice: collaborano all’album Una città per cantare di Ron, sia scrivendo con il cantautore pavese alcuni brani, sia cantando insieme nell’ultima strofa della title-track di Viva l’Italia. Infine i due si allontanano.

Sempre nel 1980 De Gregori ha la sua unica esperienza al Festival di Sanremo: scrive il testo di Mariù, su musica di Ron, che viene presentata alla manifestazione da Gianni Morandi.

Dopo una pausa di quasi tre anni torna sul mercato nel 1982 con l’album Titanic, a cui segue il successo dell’EP La donna cannone.

De Gregori, soprannominato “Il Principe”, prosegue la sua carriera pubblicando Scacchi e tarocchi (1985) e Terra di nessuno (1987).

Il 26 giugno 1989 allo Stadio Braglia di Modena De Gregori partecipa a un concerto per la costruzione di un ospedale in Armenia.

 

 

 

Gli anni 90, i testi di “impegno politico” e un nuovo concerto con Lucio Dalla

Nonostante le delusioni politiche dovute alla caduta del comunismo e alla crisi del PCI, il suo partito, l’impegno politico e sociale di De Gregori sembrano farsi ancora più radicati nei suoi testi. A questo periodo risale anche l’inizio della collaborazione con Zucchero, per il quale scrive il testo del brano Diamante.

Nel 1990 la casa discografica pubblica contemporaneamente tre album dal vivo con registrazioni risalenti al biennio precedente: Catcher in the Sky, Niente da capire e Musica leggera.

Due anni dopo esce un nuovo disco di studio Canzoni d’amore.

Nel 1993 De Gregori pubblica un altro live, Il bandito e il campione, comprendente l’omonimo brano, scritto dal fratello Luigi Grechi, unico inedito in studio, e due cover, Vita spericolata di Vasco Rossi e Sfiorisci bel fiore di Enzo Jannacci.

Il bandito e il campione è un successo e l’album vende centinaia di migliaia di copie, trascinato dalla title-track da cui prenderà spunto anche la RAI nella sua fiction La leggenda del bandito e del campione.

Nel 1996, dopo 4 anni dall’ultima pubblicazione di inediti, “Il Principe” pubblica Prendere e lasciare, con gli arrangiamenti curati da Corrado Rustici.

L’anno seguente l’artista romano pubblica il doppio live La valigia dell’attore. La valigia dell’attore si aggiudicherà nel 1998 la Targa Tenco come miglior canzone dell’anno e Non dirle che non è così verrà inserita in un disco di cover internazionali di canzoni di Bob Dylan.

La notte di capodanno tra il 1997 e il 1998 De Gregori è protagonista di un concerto assieme all’amico Lucio Dalla, in cui Dalla apre il concerto cantando La donna cannone del cantante romano mentre De Gregori canta Tutta la vita di Dalla con un arrangiamento “rollingstoniano”. Il concerto è chiuso dai due che insieme cantano Cosa sarà.

 

Gli anni Duemila, nuovi successi, il Festivalbar e il ritorno alle origini: il tour insieme a Lucio Dalla

Nel 2001 De Gregori pubblica Amore nel pomeriggio, in cui collaborano agli arrangiamenti artisti quali Franco Battiato e Nicola Piovani. Il disco ottiene la Targa Tenco come miglior opera dell’anno a pari merito con Canzoni a manovella di Vinicio Capossela. Tra i brani anche Sempre e per sempre.

 

 

Nel 2002 intraprende un’importante tournée a quattro con Ron, Fiorella Mannoia e Pino Daniele. Da questi concerti sarà ricavato il doppio album live In tour. Conclusa questa esperienza, sempre nel 2002 pubblica insieme a Giovanna Marini un disco di canti popolari e sociali italiani, Il fischio del vapore.

Nel 2003 viene pubblicata la biografia Quello che non so, lo so. Nello stesso anno De Gregori partecipa al film di Bob Dylan Masked and anonymous, in cui canta la cover Non dirle che non è così.

Scrive poi il testo di Io e mio fratello, su musica di Antonello Venditti; la canzone è inserita nel disco di Venditti Che fantastica storia è la vita.

Il 1º maggio partecipa per la prima volta al Concerto del Primo maggio.

Il 12 novembre 2004 esce Parole e canzoni, che raccoglie l’opera del cantautore dai 20 ai 50 anni.

Il cantautore romano ritorna nel marzo 2005 con un album di inediti, Pezzi, che si aggiudica la Targa Tenco come miglior album dell’anno, mentre Gambadilegno a Parigi viene votata come miglior canzone dell’anno dai lettori del quotidiano La Stampa.

La promozione dell’album riporta De Gregori sulla scena: partecipa per la prima volta al Festivalbar e a Top of the Pops.

Nel febbraio 2006, pubblica un nuovo album, Calypsos, con nove brani inediti; tornano anche le canzoni d’amore, con tonalità raccolte, simili ai suoni dei primi anni. Tra queste Cardiologia e Per le strade di Roma, un ritratto impietoso della Roma del terzo millennio.

Nel novembre del 2006 la Sony pubblica una tripla antologia che raccoglie i suoi brani più rappresentativi e che contiene, oltre alla celebre Diamante, un demo del 1979 di Mannaggia alla musica e il b-side del singolo Viva l’Italia, la celebre Banana Republic, cantata in studio, senza Lucio Dalla.

Nell’autunno 2007 esce un nuovo CD-DVD live dal titolo Left & Right – Documenti dal vivo che racconta per suoni e immagini il tour invernale portato in giro per gli stadi italiani.

Tra la fine del 2007 e i primi mesi del 2008, De Gregori è in tour teatrale. Nel corso dello spettacolo sono proposte due nuove canzoni: Finestre rotte, un rock-blues molto vibrato, Celebrazione e Per brevità chiamato artista.

Sempre nel 2008 il cantautore Mango incide una reinterpretazione de La donna cannone nel suo album Acchiappanuvole.

 

 

Il 30 settembre 2010 De Gregori, sul palco della manifestazione O’ Scià a Lampedusa, si esibisce da solo alla chitarra o al pianoforte con alcuni famosi brani come La donna cannone, Generale, La storia e Rimmel, cantata insieme a Claudio Baglioni.

Dalla fine del primo decennio degli anni duemila per De Gregori comincia un periodo di ringiovanimento all’insegna del ritorno alle sue origini: la collaborazione con Lucio Dalla, il tour nei piccoli locali, un disco dalle sonorità nuove e le molte partecipazioni a trasmissioni radiofoniche e televisive e ad album di altri cantanti.

Il 2010 si apre con la notizia di un nuovo concerto di Francesco De Gregori con Lucio Dalla, a Nonantola.

Il concerto apre un’altra serie di concerti insieme, in programma nel maggio successivo a Milano e Roma.

Il 24 giugno del 2009, a trent’anni esatti dalla loro prima tappa di Banana Republic, durante il concerto di Dalla a piazza Castello di Mantova, si presenta sul palco Francesco De Gregori, che dopo aver cantato alcune canzoni duetta con l’amico cantando Santa Lucia.

Il 22 marzo 2010 Dalla e De Gregori conducono la nuova trasmissione televisiva di Rai 2, intitolata Due, durante la quale si esibiscono singolarmente e in duetto, tra cover e brani dei loro repertori.

ll Work in Progress Tour ha ufficialmente inizio nella primavera dello stesso anno e fa tappa non più negli stadi, come trent’anni prima, ma nelle piazze e nei luoghi di tutta Italia. Continua per tutto il 2010 e buona parte del 2011 con oltre 100 date quasi sempre sold-out.

Il 1º maggio 2011 il duo suona al Concerto del Primo Maggio a Roma come degna cornice del tour ed è punta di diamante dell’evento. Salgono sul palco, condividendo per l’ultima volta le proprie canzoni, la sera del 20 maggio 2011 a Saint Vincent, atto conclusivo di un tour durato più di un anno.

Ad aprile 2012 De Gregori pubblica l’album dal vivo Pubs and Clubs – Live @ the Place, uscito inizialmente su iTunes e registrato durante il concerto tenuto il 15 dicembre 2011 presso il The Place di Roma. In seguito esce un altro album dal vivo, Vola vola vola.

Il 31 luglio, attraverso l’esclusiva sezione Dock of the Bay del sito web dell’artista, appare un videoclip del brano Sulla Strada, singolo apripista del diciannovesimo album in studio di De Gregori.

Ad ottobre pubblica l’album Angeli e fantasmi del fratello Luigi, in cui De Gregori suona l’armonica a bocca in Senza regole; è inoltre presente il suo brano La strada è fiorita.

Nel novembre 2012 esce il diciannovesimo album, Sulla strada, in collaborazione con Malika Ayane. Il disco a marzo 2013 diventa disco d’oro per le oltre 30.000 copie vendute.

Tra il 2012 e il 2013 il cantante si cimenta alla conduzione di alcuni programmi radiofonici, come ad esempio Radio Capital, e il 2 febbraio 2013 De Gregori inaugura una nuova collaborazione esibendosi al Palais di St Vincent (Ao) in compagnia del gruppo valdostano L’Orage.

Il 4 aprile 2013 durante il “De Gregori Day”, in occasione del suo 62esimo compleanno, De Gregori è ospite al Circolo dei Lettori di Torino: presenta in diretta streaming Sulla Strada – Photo Edition, comprendente anche i testi dell’ultimo album Sulla strada e la nuova raccolta intitolata Oggi.

Il 28 maggio 2013 apre la Partita del cuore cantando al Juventus Stadium Ragazza del ’95, tratta dall’ultimo album Sulla strada.

La stessa canzone viene cantata il 3 giugno 2013 al Foro Italico di Roma, in occasione dei Wind Music Awards, durante i quali De Gregori viene premiato per le oltre 30.000 copie vendute dell’ultimo album.

Il 30 giugno De Gregori partecipa anche al Summer Festival, in Piazza del Popolo a Roma.

Nel 2013 TV Sorrisi e Canzoni ha ripubblicato come Storytelling i 7 album e 2 DVD usciti tra il 2002 e il 2013, con Sulla strada in versione deluxe e 9 brani inediti volti a comporre l’album Unplugged 2.0.

Tra il 2013 e il 2014 De Gregori è ospite di diversi programmi in televisione: il 15 dicembre è ospite alla trasmissione condotta da Fabio Fazio Che tempo che fa in cui ha cantato Titanic, Falso movimento, Finestre rotte e Rimmel. L’11 gennaio è il primo ospite del nuovo programma denominato Sogno e son desto, condotto da Massimo Ranieri.

Il 27 febbraio 2014 De Gregori riceve il LA Italia – Excellence Award da Steven Zaillian e da Siedah Garrett al Chinese Theatre di Hollywood.

A maggio, ad anticipare l’uscita del nuovo album, esce in prevendita sul sito del cantautore il libro “Guarda che non sono io”, racconto fotografico di 40 anni di carriera del cantautore.

Dopo un anno di lontananza dal pubblico, il 12 settembre esce nelle radio Alice (cantata assieme a Luciano Ligabue), singolo ad anticipare Vivavoce, nuovo album in uscita il 12 novembre con 28 pezzi rivisitati.

Contemporaneamente alla pubblicazione in radio de La donna cannone, secondo singolo estratto dal nuovo album, il 10 novembre viene pubblicato Vivavoce, presentato al pubblico e alla stampa in una puntata speciale di The Flight a RTL 102.5.

Per la promozione dell’album, il cantante sceglie un Instore Tour per le librerie Feltrinelli, accompagnato da famosi ospiti, tra i quali Giorgio Panariello a Milano, Checco Zalone a Bari, Nino D’Angelo a Napoli, Mario Sconcerti a Firenze.

A dicembre De Gregori firma la colonna sonora del nuovo film Sei mai stata sulla Luna? di Paolo Genovese.

L’11 marzo 2015, pochi giorni prima dell’inizio del Vivavoce Tour la casa editrice Emons pubblica un altro audiolibro con la voce del cantautore romano: La lettura di America, di Franz Kafka.

Il Vivavoce Tour prosegue tutto l’anno, portando De Gregori a duettare tra gli altri anche con Luciano Ligabue nella tappa di Milano al Forum di Assago, a Roma in piazza del Campidoglio e all’Arena di Verona, e ad aprire il concerto di Bob Dylan il primo luglio a Lucca.

Il tour si chiude il 22 settembre con un concerto-evento sold out in prevendita all’Arena di Verona denominato Rimmel2015.

Il 30 ottobre De Gregori canta Bob Dylan – Amore e furto, pubblicato il 30 ottobre. Il tour di presentazione del disco inizia la primavera successiva. Durante l’ultima tappa del tour a Taormina è stato registrato il disco dal vivo Sotto il vulcano, uscito nel 2017.

Il 2 dicembre 2016 esce Backpack, cofanetto che riunisce 32 suoi dischi accompagnati da un libro scritto da Enrico Deregibus.

Il 14 settembre 2018 esce il brano Quelli che restano, in duetto con Elisa, interamente scritto e composto dalla cantautrice. Questa collaborazione sancisce la prima canzone incisa da De Gregori, ma non scritta dalla sua penna.

 

 

Appuntamento allora con Francesco De Gregori all’Arena di Verona, venerdì 20 settembre, alle ore 21.

Insieme a lui sul palco una grande orchestra di 40 elementi composta dalla band che accompagna De Gregori da lungo tempo e dal quartetto Gnu Quartet.

 

Articolo a cura di Cecilia Bay

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