Pizza e vino. Pizze autunnali e quali vini abbinare a pizze bianche e rosse. Leggi le gustose proposte del blogger pizzaiolo Andrea Braga

Pizza e vino. Pizze autunnali e quali vini abbinare a pizze bianche e rosse. Leggi le gustose proposte del blogger pizzaiolo Andrea Braga

In che modo possiamo gustare, anche nella stagione autunnale, un ottimo abbinamento tra pizza e vino?

Quali pizze autunnali possiamo gustare? E con quale vino accompagnarle?

Abbiamo già visto come abbinare i vini alle pizze. Ora vediamo come creare abbinamenti sfruttando i prodotti gastronomici che una stagione ricca come l’autunno ci offre.

 

Pizza e vino: i prodotti stagionali dell’autunno

Innanzitutto, prima di pensare agli abbinamenti tra pizze e vino, dobbiamo conoscere quali sono i prodotti principali che l’autunno ci offre.

Per preparare le nostre pizze autunnali dobbiamo quindi avere ben chiari quali sono i prodotti autunnali per eccellenza.

Simbolo dell’autunno sono i marroni e le castagne e le caldarroste che, siamo abituati a gustare passeggiando per i caratteristici mercatini che iniziano ad affollare le piazze cittadine.

 

Prodotti e ingredienti autunnali

I tipici prodotti autunnali, dalla zucca alle castagne, simbolo vero e proprio della stagione

 

Altra grande protagonista dell’autunno è la zucca, la protagonista indiscussa del mese di ottobre.

Non mancano poi i funghi, barbabietole e radicchio rosso, e non dimentichiamoci del carciofo, del broccolo e della verza.

E poi i frutti di bosco, del caco e dei fichi.

L’autunno rappresenta quindi una stagione molto ricca di ingredienti versatili e di semplice preparazione.

 

Le pizze autunnali: quali ingredienti e quali abbinamenti con i vini

Quando parliamo di pizza, anche in autunno dobbiamo sempre tener a mente la distinzione tra pizze bianche e pizze rosse.

La presenza della salsa di pomodoro significa acidità e questo è un elemento fondamentale per quanto riguarda la scelta del vino, che tratterò più tardi.

Partiamo dalle pizze bianche. O meglio da una pizza “arancione”. Invece di usare la salsa di pomodoro useremo infatti una crema di zucca.

 

Pizza con crema di zucca

Pizza con crema di zucca, ricotta e rosmarino. Materie prime semplici che combinate insieme, regalano un gusto ricco e avvolgente

 

Nulla di complicato, basterà pulire la zucca dalla buccia e dai semi, tagliarla a pezzi e cuocerli al vapore.

Una volta cotti, andremo a tagliare la zucca a pezzi e li ridurremo in purea, aggiustando il sapore con sale e pepe.

Questa semplice crema di zucca ci servirà come base per le nostre pizze “arancioni”.

La prima pizza sarà infatti una pizza che incarnerà alla perfezione l’autunno: crema di zucca, mozzarella fiordilatte, mortadella e granella di pistacchi tostati.

Questa pizza, dal sapore ricco e avvolgente necessità di vini capaci di “sgrassare” il palato e ripulire la bocca.

La scelta ricadrà quindi su vini bianchi come il Custoza (Metodo Charmat) o su spumanti come il Soave e il Durello.

Un ottimo abbinamento anche con un prosecco come il Gambellara.

Passiamo ad un’altra pizza bianca.

Tenendo conto degli ingredienti autunnali, potremmo preparare una pizza bianca con: mozzarella fiordilatte, salsiccia, radicchio rosso e granella di nocciole o noci.

 

Pizza bianca con radicchio e salsiccia

Pizza bianca con salsiccia, radicchio rosso e granella di noci tostate

 

Spostiamoci sulle pizze rosse.

Qui troviamo gusti classici come la Capricciosa, con prosciutto cotto, funghi e carciofi.

Se si vuole invece optare per pizze più particolari: salsa di pomodoro, mozzarella fiordilatte, porcini trifolati e, fuori cottura, fette di coppa stufata.

Come ho scritto prima, per quanto possa essere o non essere condita, la salsa di pomodoro è tendenzialmente acida.

E non vogliamo accentuare quest’acidità con il vino che andremo ad abbinare alla nostra pizza.

Perfetti dunque vini rossi come il Bardolino Novello o vini come il Chiaretto.

Un ottimo risultato l’avremo abbinando alla pizza rossa anche vini come il Chardonnay.

La pizza possiamo consumarla in casa. O gustarla in una delle nostre ottime pizzerie.

In ogni caso, l’abbinamento azzeccato è fra pizza (rossa o bianca) e vini di qualità.

 

Articolo a cura di Andrea Braga
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Pizza in teglia alla Romana, pizza al lavarello e vini da abbinare. Sono le “rinfrescanti” proposte del blogger pizzaiolo Andrea Braga

Pizza in teglia alla Romana, pizza al lavarello e vini da abbinare. Sono le “rinfrescanti” proposte del blogger pizzaiolo Andrea Braga

Scopriamo insieme due ricette di pizza al pesce da assaporare, con vini freschi, durante il caldo periodo estivo

Con l’arrivo dei primi caldi estivi anche nel mondo della pizza è necessario adattarsi andando a calibrare per bene ingredienti fondamentali per l’impasto, primo fra tutti l’acqua.

Nonostante possa sembrare la solita frase ripetuta più e più volte in estate, non è tanto il caldo ma “è proprio l’umidità che ci frega”.

Con l’innalzarsi dell’umidità è necessario, se non fondamentale, prestare particolare attenzione alla quantità d’acqua utilizzata nell’impasto.

Se dovessimo utilizzare la stessa quantità d’acqua della nostra tipica ricetta in questi giorni così caldi e afosi, il risultato finale sarebbe tutt’altro che soddisfacente.

L’impasto risulterebbe molto appiccicoso e difficile da lavorare, mettendo a dura prova la nostra abilità e, soprattutto, la nostra pazienza.

È per questo che, con questa breve premessa riguardante l’acqua nell’impasto, ho deciso di trattare 2 diversi argomenti legati all’acqua

Un nuovo impasto: Pizza in teglia alla Romana

Pizza in teglia alla romana

Pizza in teglia alla romana appena stesa

Il primo argomento che voglio trattare è un nuovo tipo di impasto, molto particolare e, a parer mio, più versatile rispetto al “classico” impasto per la pizza.

Cari wine lovers: l’impasto per la Pizza in teglia alla romana.

Ecco cosa ci servirà:

  • 750 gr di farina
  • 450 g di acqua
  • 50 gr di olio extra vergine d’oliva
  • 25 gr di lievito
  • 15 gr di sale
  • 10 gr di malto

 

Durante la preparazione di questo impasto ci sono 2 punti fondamentali da osservare: che l’acqua sia molto fredda e che il sale venga aggiungo a circa metà della preparazione dell’impasto.

Nella nostra tipica impastatrice a spirale uniamo tutti gli ingredienti ad eccezione del sale, ed impastiamo per circa 6 minuti a velocità 1.

Una volta passati 6 minuti, aggiungiamo il sale e aumentiamo la velocità da 1 a 2.
Lasciamo quindi riposare per circa 20 minuti a temperatura ambiente.

Spezzettiamo il nostro impasto in pezzi di circa 1200/1300 gr per le tipiche teglie 40×60 cm.

Lasciamo quindi riposare per altri 20 minuti, nel frattempo ungiamo con l’olio le nostre teglie e iniziamo a stendere il nostro impasto, cercando di distribuirlo in maniera uniforme all’interno della nostra teglia.

Copriamo dunque le teglie con un canovaccio umido e lasciamo riposare per circa 60 minuti, dopo di che inforniamo a 240° C

A differenza dell’impasto per la pizza è facile notare come quest’impasto presenti una percentuale di acqua maggiore, che si aggira infatti intorno all’80%.

Caratteristiche fondamentali di questo impasto, una volta cotto, sono 2: la croccantezza e l’alveolatura, dovuta all’alta quantità di acqua nell’impasto.

Pizza d’estate: ricette leggere e gustose

E ora passiamo alla parte più “godereccia” di questo articolo: le ricette.

Entrambe le ricette che vi porto oggi sono state pensate e influenzate dal caldo estivo di questi giorni.

La prima è una Pizza in teglia alla romana con crema di melanzane, salmone marinato, zenzero e limone.

La seconda è una ricetta che ha come protagonista il pesce lavarello, conosciuto anche come coregone, pesce di acqua dolce molto diffuso nel Lago di Garda.

Questo salmonide, unito ad uno degli ingredienti simbolo della cucina pugliese cioè le cime di rapa, andrà a comporre la Pizza con lavarello al forno e crema di cime di rapa.

Pizza in teglia con Salmone

Il gustoso sapore del salmone incontra la croccantezza della pizza in teglia

Partiamo con la ricetta della Pizza in teglia alla romana. Ecco cosa ci servirà:

  • 5 cubetti di pizza in teglia alla romana larghi circa 5 cm
  • 320 gr di crema di melanzane
  • 240 gr di salmone marinato
  • 20 gr di zenzero candito

Per la crema di melanzane:

  • 1500 gr di melanzane
  • 80 gr di olio extra vergine d’oliva
  • 20 gr di olio aromatizzato all’aglio
  • Sale

Per il salmone in marinatura con limone e zenzero:

  • 100 gr di salmone fresco
  • 35 gr di sale
  • 25 gr di zucchero
  • Zenzero fresco
  • Scorza di limone non trattato

Per la crema di melanzane: laviamo e mondiamo le melanzane, cuociamole intere nel forno a microonde.
Sbucciamole e frulliamone la polpa con il resto degli ingredienti.

Per il salmone in marinatura con limone e zenzero: squamiamo il pesce, sfilettiamolo e togliamo le lische. Mettiamo i filetti di salmone in un sacchetto di plastica (vanno benissimo i sacchetti per freezer oppure quelli per il sottovuoto), coprendoli con sale e zucchero.

Lasciamolo marinare per almeno 24 ore, quindi laviamolo per bene in acqua e asciughiamolo con cura.
Aromatizziamolo in superficie con dello zenzero e con la scorza di limone grattugiati, poi tagliamolo a fettine sottili.

Per la pizza: cuociamo l’impasto come nella ricetta base (vedi all’inizio di quest’articolo), a metà cottura aggiungiamo dei pezzettini di mozzarella.

A cottura ultimata farciamo con la crema di melanzane e con le fettine di salmone, guarnendo se vi va con dello zenzero fresco tritato e dei ciuffetti di insalata valeriana.

Per quanto riguarda i vini, con questa pizza si sposano perfettamente dei vini bianchi quali un Soave Classico DOC (gradevole e intenso al naso, caratterizzato in particolare dal sentore fruttato di pera, cui si aggiungono leggere sfumature agrumate e lievi ricordi di frutta tropicale.

La bocca segue le orme del naso, risultando armoniosa, delicata e di buona persistenza).

Perfetto anche un Pinot Grigio DOC (che al naso si esprime con sentori di frutti tropicali, note di fiori bianchi e cenni minerali. Al palato si presenta fresco, equilibrato e di media persistenza) o anche un Lugana DOC (Giallo paglierino con intensi riflessi dorati.

Ricco e aromatico al naso, caratterizzato dal richiamo alla pesca gialla, che viene impreziosito da sfumature di vaniglia e mandorla. La bocca ricalca l’olfattiva, dimostrandosi equilibrata e di buona persistenza).

L’incontro tra il Lago di Garda e la Puglia: Lavarello e Cime di Rapa

Lavarello al cartoccio

La tipica ricetta gardesana: lavarello al cartoccio

 

Passiamo ora alla nostra Pizza con lavarello al forno e crema di cime di rapa. Ecco cosa ci servirà:

  • 500 gr di crema di cime di rapa
  • 400 gr di polpa di lavarello al forno
  • Per il lavarello al forno:
  • 2 lavarelli di circa 200 gr ciascuno
  • Olio extra vergine d’oliva q.b.
  • Sale
  • Pepe
  • Timo
  • Maggiorana
  • Rosmarino

 

Per la crema di cime di rapa:

  • 300 gr di cime di rapa
  • 20 gr di olio aromatizzato all’aglio
  • 10 gr di olio extra vergine d’oliva

 

Per il lavarello al forno: in una pirofila coperta on della carta forno adagiamo i nostri lavarelli già squamati ed eviscerati.
Insaporiamoli all’interno con sale, pepe e gli altri aromi.

Cospargiamoli poi con un filo d’olio d’oliva e inforniamo per circa 20 minuti a 200° C.

Una volta cotti, spolpiamoli per bene, cercando di eliminare tutte le lische e mettiamo la polpa in una ciotola per utilizzarla in un secondo momento.

Per la crema di cime di rapa: laviamo le cime di rapa e facciamole stufare in un tegame con i due tipi d’olio. A cottura ultimata frulliamole fino a ottenere una crema liscia e omogenea.

Cuociamo la nostra base per pizza condendola con poca mozzarella o, se volete assaporare alla perfezione i gusti del lavarello e della crema di cime di rapa, con un leggero filo d’olio extra vergine d’oliva.

Una volta ultimata la cottura, facciamo raffreddare.

Se avremo messo solo l’olio, preparando quindi una focaccia invece che una pizza, ci si pone davanti una scelta interessante.

Possiamo, da una parte, farcire la nostra focaccia normalmente, come faremmo in caso di mozzarella, aggiungendo a freddo prima la crema di cime di rapa e poi la polpa di lavarello al forno.

Se vogliamo però essere un po’ innovativi, possiamo tagliare la nostra focaccia a metà e farcirla con uno strato di crema di cime di rapa e con il lavarello, per poi chiuderla e avere così una gustosissima focaccia farcita.

Come per la Pizza in teglia alla romana, anche qui i vini perfetti sono essenzialmente bianchi o rosati, verteremo dunque sul già citato Pinot Grigio DOC, spaziando anche su un Pinot Bianco DOC (Giallo paglierino con riflessi verdognoli.

Si esprime al naso in maniera delicata e floreale, ricordando la frutta a polpa bianca e i profumi di crosta di pane. È delicato anche all’assaggio, ma anche sapido e fresco. Buona la persistenza).

Perfetto anche un più particolare Pinot Grigio Rosato DOC (Ramato, tendente al rosa.

Al naso si presenta fine ed elegante; si esprime con sentori pera e fragoline di bosco e note di fiori secchi. Al palato si rivela fresco e di ottima sapidità. Equilibrato).

Ora lascio a voi la possibilità di cimentarvi con gli ingredienti che vi ho suggerito. Sarà la vostra voglia di assaggiare queste due nuove ricette sulla pizza che tanto ispira e rallegra gli animi.

Buona pizza a tutti!

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Da Manerba a Desenzano: cosa vedere sulla sponda bresciana del lago di Garda

Da Manerba a Desenzano: cosa vedere sulla sponda bresciana del lago di Garda

Il lago di Garda offre tantissime meraviglie che aspettano solo di essere scoperte: saliamo alla Rocca di Manerba e visitiamo altri luoghi più “popolari” come il famoso mercato di Salò.

Abbiamo già parlato delle numerose mete turistiche che, dopo un periodo “buio” come la recente quarantena, è possibile visitare, riscoprendo l’interesse per la bellezze locali.

Perchè quindi non andare alla scoperta di altre località turistiche presenti sul nostro meraviglioso Lago di Garda?

Da Manerba a Desenzano, passando per Sirmione e Salò, scopriamo insieme itinerari per i cicloturisti ma non solo.

Percorsi per famiglie, musei e anche mercati locali rappresentano un “must” per chiunque visiti il nostro bel lago.

Manerba

Manerba vista dall'alto

La stupenda Manerba del Garda (Lago di Garda – Brescia)

La cittadina di Manerba è immersa nel verde delle colline moreniche della Valtènesi, che, con le più diverse attrattive, trasformano una semplice vacanza in un’avventura.

Nell’entroterra, magnifiche tenute agricole offrono l’indimenticabile olio del Garda, i vini D.O.C già apprezzati dai romani, passeggiate a cavallo, ombrose trattorie dalla semplice cucina mediterranea e splendidi Campi da Golf.

Intorno a Manerba del Garda, una miriade di borghi, paesi e castelli competono fra loro.

Il nucleo abitativo è protetto dall’incombente Rocca, una massiccia altura a picco sul Lago, dove in passato sorgeva un castello di cui ora si distinguono le fondamenta.

Da quella posizione elevata, meta di una piacevole passeggiata attraverso un Parco Naturale, è possibile vedere gran parte del Lago di Garda e alcune delle sue isole.

Camminando lungo i percorsi consigliati dal locale Ente per il Turismo, si possono osservare le tracce degli antichi insediamenti Romani e Longobardi di Manerba del Garda.

Con un po’ di fantasia, dal movimento di una tendina dietro una finestrella sotto gli antichi coppi, si può immaginare la figlia del Guelfo o del Ghibellino, l’ultimo vincitore di una delle innumerevoli battaglie medievali, che spia lo stretto passaggio sottostante.

La Rocca di Manerba

Il panorama dalla Rocca di Manerba sul Garda, nella Valtènesi (Lago di Garda – Brescia)

Le spiagge di Manerba, lunghe 11 Km, sono ben tenute, attrezzate e spesso adiacenti ai campeggi e possono accontentare i patiti di tutti gli sport acquatici, riservando ampio spazio anche a spiagge libere.

Il Lago di Garda è godibile in ogni stagione, misterioso e romantico in inverno, allegro e super servito d’estate.

Bar, ristoranti, pedalò e canoe a noleggio, lettini, ombrelloni, cabine e docce fanno della spiaggia un vero luogo di svago e divertimento.

Una passeggiata alla Rocca di Manerba non può mancare.

Leggi anche: Itinerari sul Lago di Garda e i borghi più belli d’Italia

Salò

Salò

Il paesaggio “da cartolina” della nostra Salò

Salò è il primo comune della Riviera dei Limoni, deliziosa località in Lombardia sulla sponda bresciana a sud-ovest del Lago di Garda.

Famosa per il clima mite del Lago di Garda, per l’originale vegetazione di cipressi, ulivi ed oleandri, Salò è una località turistica di portata internazionale da più di cent’anni.

Sul bellissimo Lungolago di Salò, all’altezza dell’imbarcadero, si notano “Il Palazzo della Magnifica Patria” e “il Palazzo del Podestà” che testimoniano la nobile storia della cittadina situata sul Lago di Garda bresciano.

Cenni storici

I Palazzi storici oggi ospitano gli uffici comunali, dove nell’atrio si possono ammirare gli affreschi di Angelo Landi e, sotto il portico che collega i due palazzi, antichi stemmi e lapidi commemorative.

Salò è posta su un incantevole golfo ai piedi del Monte S. Bartolomeo (m. 568) ed è la “capitale” dell’Alto Garda bresciano.

Il centro storico, compreso tra Piazza Carmine la “Fossa”, e il lungolago, è un fitto susseguirsi di strade, vicoli e piazzette con dimore signorili, eleganti negozi, ristoranti e bar con i tavolini all’aperto.

Molto frequentato, specialmente dai turisti stranieri, è il mercato di Salò del sabato mattina.

A Salò si possono fare gite in battello, traghetto o motoscafo raggiungendo altre caratteristiche località del Lago di Garda per una gita di un giorno.

Inoltre a Salò non mancano le spiagge che costeggiano tutto il golfo offrendo la possibilità di prendere il sole.

 

Salò dall'alto

Salò dall’alto

A Salò si possono fare anche delle bellissime passeggiate percorrendo a piedi o in bicicletta sentieri e piste ciclabili.

Una Scuola di Vela punteggia il lago di piccole barchette manovrate da velisti di tutte le età.

Chi ama le passeggiate lungolago può lasciare la macchina in fondo al paese. Guardando il lago, a sinistra, c’è un parcheggio a pagamento. A destra, prima del cimitero, si può parcheggiare in un piccolo park nei mesi di alta stagione (a pagamento).

Meglio evitare di lasciare l’auto di zone non consentite, perché si rischiano multe.

Nel caso non si trovi posto si può tentare di parcheggiare al park comunale dentro al supermercato Italmark, proprio di fronte alla zona del mercato.

Il lungolago di Salò offre circa tre chilometri di passeggiata lungo pedane in legno, in acciaio e in muratura. Fare attenzione se ci sono dei bambini perché non in tutti i passaggi c’è protezione.

Desenzano del Garda

Il caratteristico porto di Desenzano

Il caratteristico porto di Desenzano

Desenzano del Garda è un grande centro agricolo ed industriale nella zona sud occidentale dell’anfiteatro morenico del lago di Garda, oggi meta turistica.

I primi insediamenti risalgono all’Età del Bronzo Antico (2000-1800 a.C.).

Nel locale Museo Archeologico si trova, oltre a vari oggetti, l’aratro in legno più antico del mondo, risalente al 2000 circa a.C.

Tra il I e II secolo dopo Cristo i nobili romani elessero il Garda come residenza di campagna, con la via Emilia che favoriva le comunicazioni con Roma.

Durante il periodo longobardo, Desenzano fu sotto giurisdizione prima di Verona poi di Brescia (1192).

Il Castello di Desenzano

Il Castello di Desenzano del Garda (Lago di Garda – Brescia)

Un territorio conteso già nel Cinquecento

Intorno al 1170 il papa eretico Niceta portò in questi luoghi l’eresia catara, soffocata in seguito dall’Inquisizione.

Nella contesa tra guelfi e ghibellini, questi ultimi trovarono rifugio nel Castello di Desenzano, ma vennero alla fine sopraffatti.

Nel 1426 con il dominio di Venezia, Desenzano entrò nella “Magnifica Patria” diventando un importante centro commerciale e culturale con pubblici insegnamenti ed un’Accademia.

Il Cinquecento fu un susseguirsi di sanguinose occupazioni straniere e di pestilenze: i francesi della lega di Cambrai, i lanzichenecchi e la peste del 1567 che aggiunse nuovi lutti.

Nei secoli seguenti non mancarono le contese con le città vicine fino alle guerre d’indipendenza per le quali si combatterono alcune battaglie nelle campagne intorno e nel 1858 in occasione della Battaglia di San Martino e Solferino nacque la Croce Rossa e Desenzano divenne un grande Ospedale.

Desenzano

Appena usciti da Piazza Malvezzi si trova il porticciolo

Desenzano tutto l’anno

Desenzano del Garda non è una città solo turistica ma viene vissuta in tutte le stagioni. Salotto preferito per i fine settimana invernali, per la passeggiata dello shopping, gli acquisti in outlet e le serate in tutto l’anno.

La strada interna che corre parallela al Lungolago che parte dalla Cinquecentesca Piazza Malvezzi, offre più di un chilometro di vetrine eleganti che si alternano ai tavolini delle gelaterie, bar e locali specializzati in aperitivi e spuntini di giorno e un po’ di musica dal vivo dopo cena.

Dopo i bagni d’acqua e di sole, gli acquisti di oggetti artigianali di gran gusto e  le passeggiate in centro per un gelato è bene ritagliarsi un poco di tempo per visitare i gioielli d’arte di Desenzano.

Da vedere a Desenzano del Garda c’è il  Castello, il Duomo, il  Museo Archeologico nell’ex Monastero dei Carmelitani, i mosaici e gli scavi della Villa romana.

A pochi minuti in macchina dal centro di Desenzano merita di essere vista la Torre di San Martino della Battaglia e la frazione di Rivoltella con il suo bel lungolago e la chiesetta di San Biagio.

Chi ama fare giri in moto, può da Desenzano seguire diversi itinerari per motociclisti appassionati, seguendo le strade verso il nord del Lago risalendo verso la parte orientale o quella orientale.

Gli appassionati della vita all’aria aperta possono godere del piacere di una giornata in mezzo alla natura rilassandosi facendo magari un pic nic in uno dei veri parchi, come il Parco Le Ninfee o il Parco Tre Stelle.

Per passare qualche ora rigenerante nella natura, si consiglia di visitare il sabato e la domenica nei mesi estivi l’Oasi di San Francesco, una riserva naturale dove fare birdwatching e rilassarsi.

Da non perdere la bella passeggiata lungolago da Desenzano verso Rivoltella.

 

Articolo a cura di Andrea Braga
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Foto di copertina: Sbott68 su pixabay.com

 

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Itinerari sul Lago di Garda: i Borghi più belli d’Italia dal lago d’Iseo al Garda Bresciano

Itinerari sul Lago di Garda: i Borghi più belli d’Italia dal lago d’Iseo al Garda Bresciano

Da Monte Isola a Tremosine passando per Gardone Riviera. Scopriamo insieme alcuni dei borghi bresciani che si sono meritati il titolo di Borghi più Belli d’Italia.

Dalle rive del lago di Garda alla Val Camonica fino al cuore del Lago d’Iseo, la provincia di Brescia ospita incantevoli borghi che testimoniano le diverse anime del suo territorio e lo spirito produttivo dei suoi abitanti.

Oggi vi voglio accompagnare in una sorta di “viaggio” alla scoperta di alcuni dei borghi più belli del bresciano, che vantano il titolo di Borghi più belli d’Italia.

 

Monte Isola

 

Montisola vista dall'alto

Montisola, un piccolo paradiso car-free

 

Monte Isola (o Montisola) è una piccola isola con una montagna al centro che segna il confine tra la sponda bergamasca e bresciana del lago d’Iseo.

E’ da sempre apprezzata per l’incantevole paesaggio, le testimonianze storiche, l’enogastronomia e il turismo sostenibile.

In tutto il territorio non circolano automobili, l’unico mezzo consentito è la bicicletta o il bus locale che permette di raggiungere le dodici frazioni.

La località è stata al centro dell’attenzione mondiale nel 2017 grazie a “The Floating Piers“, l’installazione temporanea site-specific dell’artista Christo, visitata da milioni di persone.

Dopo il successo internazionale di The Floating Piers ora sull’isola – ricordiamo 100% Car Free – è tornata di nuovo la quiete.

 

Floating Piers

Il Famoso Floating Piers

 

Disegnando un semicerchio intorno al suo perimetro potete visitare Peschiera Maraglio, dove vengono ormeggiati i naèt, la tipica barca dei pescatori del lago d’Iseo.

Da qui potete proseguire verso Sensole, percorrendo la stradina costiera dove, fra ulivi, bar e ristoranti (tra le specialità locali: sardine essiccate, cavedano, coregone e persico), si trova anche un’area picnic.

Lungo il percorso incontrerete Siviano, dove potete ammirare la trecentesca Torre Martinengo.

Ultimo, ma non ultimo per bellezza, Carzano, un piccolo borgo di pescatori, con una vista superlativa verso la piccola isola di Loreto e la costa dell’alto Sebino.

I più intraprendenti potranno raggiungere a piedi il Santuario della Madonna della Ceriola, stupendo balcone sopra il lago d’Iseo.

Raggiungere Monte Isola è facile: l’isola è collegata alle sponde del lago da un efficiente servizio di battelli di linea.

 

Gardone Riviera

 

Gardone Riviera vista dall'alto

La stupenda Gardone Riviera

 

Già abitata in epoca romana, Gardone Riviera in provincia di Brescia, è conosciuta come “città giardino”.

Gode di una posizione privilegiata sul lago di Garda ed è diventata dalla seconda metà dell’800 una meta di turismo climatico.

Sede dello storico Grand Hotel, voluto nel 1884 dall’austriaco Wimmer in cui alloggiarono ospiti illustri, da Winston Churchill a Vladimir Nabokov, si respira ancora un’atmosfera mitteleuropea.

A Gardone si trova il celebre Vittoriale degli Italiani, dimora di Gabriele d’Annunzio, che oggi è una fondazione aperta al pubblico con più di 200mila visitatori l’anno.

 

L'Entrata del Vittoriale

L’entrata del Vittoriale

 

Decorate con frasi enigmatiche e citazioni letterarie, le stanze sono frutto della creatività di Gabriele D’Annunzio, “tappezziere incomparabile” che desiderava caratterizzare fortemente i luoghi dove viveva.

Il Vittoriale è anche spettacolo: il suo teatro all’aperto è sede ogni estate di una prestigiosa rassegna artistica.

Ai giardini del Vittoriale si accede tramite la graziosa piazzetta Dalmata. Il cortile richiama nelle forme quello della casa natale di D’Annunzio a Pescara e intorno ad esso corre il Portico del Parente, intitolato a Michelangelo Buonarroti.

Se si continua la passeggiata all’interno dei giardini è possibile raggiungere la limonaia. Posta su una serie di terrazze che affacciano sul lago è uno dei luoghi più suggestivi di tutto il Vittoriale.

 

Il Vittoriale dall'alto

La vista panoramica del Vittoriale degli Italiani

 

Infatti, da secoli una peculiarità del paesaggio del Lago di Garda sono limoni, limonaie e terrazze per gli agrumi.

A Gardone Riviera ne troviamo una addossata alla Chiesa di San Nicolò.

Parchi con piante esotiche e vegetazione mediterranea circondano inoltre le raffinate ville liberty che arricchiscono il borgo di un fascino d’altri tempi.

Da vedere il Giardino Botanico della Fondazione Andrè Heller, un parco artistico con opere di Keith Haring, Roy Lichtenstein, Auguste Rodin e Joan Mirò.

 

Tremosine

 

Pieve di Tremosine

Pieve di Tremosine

 

Tremosine sul Garda, un altopiano che sovrasta l’alto lago di Garda, è un comune italiano suddiviso in diciotto frazioni nel cuore del Parco Alto Garda bresciano.

Pieve è la frazione sede del comune e meta di visitatori attratti dallo spettacolare panorama a strapiombo sul lago e dal borgo costellato di testimonianze storiche, tra cui la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, edificio in stile gotico risalente al XII secolo.

Qui il paesaggio alpino incontra quello mediterraneo, con numerosi sentieri tra il lago e le montagne da percorrere a piedi o in mountain bike.

 

Bienno

Bienno

Una “veloce” occhiata in quel di Bienno

 

Il fascino del borgo di Bienno nella Val Camonica è dovuto alla sua antica storia.

Già dal I° secolo a.C. abbiamo notizie a Bienno dei primi artigiani del ferro; la ricchezza del luogo è dovuta però all’arrivo dei Benedettini (nel X° secolo) che iniziarono a utilizzare il mulino ad acqua tramite il canale artificiale “Vaso Re” per il funzionamento del maglio.

La lavorazione del ferro è sempre stata l’attività centrale della zona e gli artigiani locali sono apprezzati ovunque ancora oggi.

Una passeggiata tra i vicoli di Bienno è un viaggio nel tempo fra saperi artigiani e testimonianze storiche.

Tra i palazzi e gli edifici storici da vedere Palazzo Simoni Fè, sede della pinacoteca, Palazzo Francesconi Rebajoli di epoca rinascimentale e Mulino & Fucina Museo, nuclei originari del Museo.

Evento clou della Val Camonica è la Mostra Mercato di Bienno, in programma nel mese di agosto.

Vedi anche altri itinerari sul lago di Garda:
> Liimone sul Garda
> Sirmione e il basso lago di Garda

 

Articolo a cura di Andrea Braga
Blogger e pizzaiolo
Mi trovate alla Pizzeria Fontanella di Castiglione Delle Stiviere (Mantova)

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Le Guide di VeronaWineLove.com:

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Pizza e Lievitazione: i consigli dell’esperto Andrea Braga per una “tonda” croccante e digeribile

Pizza e Lievitazione: i consigli dell’esperto Andrea Braga per una “tonda” croccante e digeribile

La panificazione negli impasti per la pizza è base per ottenere un buon prodotto finale. Dopo la lievitazione il pane deve presentare una buona alveolatura: questo è il primo segreto.

Quanti di voi preparano la pizza a casa?

È mai capitato che, durante la sua preparazione, la cottura dell’impasto non sia perfetta? O che il bordo non sia arrivato alla giusta croccantezza?

Commettere errori durante la preparazione della pizza “home made” è tutt’altro che raro, anzi, molto spesso ci sprona a provare e riprovare le nostre ricette, cercando sempre di superare un ostacolo che riguardi la cottura, piuttosto che la farcitura o la lievitazione.

Proprio per questo oggi voglio concentrarmi su quest’ultimo aspetto: la lievitazione.

Lievito in polvere e non

Il “prezioso” lievito, diventato introvabile

 

Il Lievito: cos’è?

Durante questa quarantena ho sentito più e più volte di “crisi del lievito” come se ad un tratto, questo piccolo ingrediente fondamentale per la preparazione di pizza, dolci e pane sia diventato la cura per ogni male.

Ho deciso quindi di rimboccarmi le maniche e spiegare, in modo semplice e facile, tutti (o quasi) i segreti del lievito e di come possa cambiare radicalmente un impasto.

Partiamo subito con la domanda più importante: cos’è il lievito?

In generale, quando si parla di lieviti, si fa riferimento a dei funghi microscopici monocellulari che, grazie alla loro struttura, si adattano bene alla propagazione nei liquidi.

I liquidi sono i responsabili della fermentazione alcolica.

Alcuni tipi di lieviti utilizzano la respirazione aerobica (cioè in presenza di ossigeno) per attivare il processo di fermentazione.

Altri invece possono attivare questo processo anche in assenza di ossigeno.

Nel primo caso i lieviti, combinandosi con l’ossigeno, si nutrono degli zuccheri e rilasciano l’anidride carbonica.
Siamo dunque nel mondo della panificazione, in quanto l’anidride carbonica prodotta durante questo processo gonfia l’impasto.

Nel secondo caso, invece, i lieviti convertono gli zuccheri in anidride carbonica ed etanolo.

La Lievitazione: il “cuore” dell’impasto

A che cosa serve dunque il lievito?
Il lievito è l’ingrediente fondamentale per innescare la lievitazione dell’impasto, cioè trasformare gli zuccheri in glucosio, alcool e anidride carbonica.

 

Impasto per la pizza

L’impasto per la pizza

 

Affinché i lieviti possano svilupparsi e dar luogo alla lievitazione è però necessario creare le condizioni ottimali per facilitare questo processo.

Gli elementi fondamentali per la lievitazione sono:

  • Calore (bastano anche solo 24°, serve a far moltiplicare gli organismi);
  • Acqua (necessaria all’idratazione dei lieviti);
  • Zuccheri (il “piatto preferito” dei nostri lieviti);
  • Aria (fondamentale ai lieviti per respirare).

 

L’alveolatura: quando anche l’occhio vuole la sua parte

Il processo di lievitazione porta diversi benefici al nostro impasto: innanzitutto facilita il formarsi dell’alveolatura.

 

Alveolatura Focaccia

Un tipico esempio di alveolatura in una focaccia

 

L’alveolatura è un particolare tipo di struttura che è solito formarsi all’interno del pane e nel cornicione della pizza, facilmente riconoscibile proprio dalla caratteristica forma “ad alveolo”, rendendo l’impasto molto leggero e donando croccantezza.

La lievitazione, inoltre, rinforza gli aromi durante la fermentazione e agisce sulla colorazione della crosta, donando quindi profumo e sapore al nostro impasto.

Lievitazione e Maturazione: problemi e differenze

Si presenta qui un altro possibile problema per quanto riguarda la lievitazione.

Se infatti si esagera nell’utilizzo del lievito si avrà un risultato abbastanza spiacevole: un’eccessiva necessità di dover bere appena dopo consumato la nostra pizza o il nostro pane.

Vi è mai capitato infatti, dopo aver gustato una buona pizza, sentire il bisogno di bere?

Il “responsabile” è, almeno in parte, proprio il lievito. Ma perché?

Spesso dopo aver mangiato una pizza si digerisce con una certa difficoltà o viene una forte sete. La causa di questi disagi non risiede solo, come si crede, in una lievitazione incompleta, quanto piuttosto in una maturazione insufficiente, oppure nella scarsa qualità degli ingredienti (farina soprattutto).

Qual è la differenza?

Con la lievitazione l’impasto aumenta di volume grazie all’azione fermentativa del lievito che trasforma gli zuccheri disaccaridi in monosaccaridi, liberando acqua e anidride carbonica che rimane intrappolata nella struttura proteica del glutine.

Contemporaneamente a questo processo avviene la maturazione, fase in cui gli enzimi idrolitici (amilasi e proteasi) presenti nella farina e attivati dall’acqua aggiunta all’impasto, scompongono gli amidi e il glutine.

Tuttavia, mentre la lievitazione avviene generalmente in tempi rapidi, la maturazione ottimale è condizionata da diversi fattori:

  • le caratteristiche della farina (forza, composizione proteica e amidacea),
  • la temperatura ambiente,
  • il tempo di lievitazione.

Il segreto per una buona pizza è quindi saper rispettare questi piccoli accorgimenti e, per evitare problemi legati alla sua digestione, utilizzare ingredienti freschi e di ottima qualità.

Perché ricordiamo, tutti sono capaci a fare una pizza, ma ben pochi sono in grado di farne una con la P maiuscola.

Articolo a cura di Andrea Braga
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