Inizia con oggi, nel magazine di VeronaWineLove, un appuntamento mensile su “Cinema e Vino”.
Prenderemo in esame alcuni tra i film più noti del panorama italiano e straniero dove, nella trama, il protagonista è il vino.

Vino usato come metafora per raccontare di altro, è il caso del film “Finché c’è prosecco c’è speranza”, o più spesso vino come pretesto per raccontare il legame tra l’Uomo e la Terra.

“Finché c’è prosecco c’è speranza” è un giallo a tinte noir del 2017 con la regia di Antonio Padovan.

Siamo a Conegliano Veneto, campagna veneta, zona di produzione del Prosecco.
L’unico indiziato di una serie di omicidi pare essere il conte Desiderio Ancillotto, grande vignaiolo che si è tolto la vita inscenando un teatrale suicidio.

A risolvere il caso sarà l’ispettore neo promosso Stucky, un italo-persiano dal fare tranquillo ma molto acuto. Sullo sfondo, tra i filari, una battaglia per la difesa del territorio e delle bollicine che anima bottai, osti, confraternite di saggi bevitori.

Stucky intuisce presto che la soluzione dei delitti passa attraverso il modo di vedere la vita, e il modo di coltivare i vigneti, del conte Ancilotto. E lo stesso ispettore dovrà fare i conti con il proprio passato e le proprie paure.

Interpretato da Giuseppe Battiston (candidato come miglior attore protagonista ai Nastri d’argento 2018) nel panni dell’ispettore Stucky, il film vanta un cast artistico di notevole spessore: Roberto Citran è Sergio Leonardi, Silvia D’Amico interpreta Francesca Beltrame, Rade Šerbedžija è il conte Desiderio Ancillotto.

Film giallo ma leggero, un po’ nello stile di Bar Lume, come ha scritto su MyMovies l’autore televisivo Andrea Fornasiero, Finchè c’è Prosecco c’è speranza “è un’opera prima piccola e con una sua dignità, dal tono leggero e senza eccessi di cupezza.”

Dice il regista Padovan:
“Finché c’è prosecco c’è speranza vuole essere ed è un giallo ma al tempo stesso un modo per puntare la lente d’ingrandimento su una realtà geografica poco esplorata dal cinema Italiano. È un’indagine impregnata di riflessioni sul futuro che vogliamo. Un inno all’andare piano, assaporando la vita. Un ritratto di un territorio ingarbugliato tra progresso e tradizione, tra eccellenze e vergogne.”

Il film ha vinto inoltre, assieme alla casa cinematografica veronese K+, il Premio Leone di Vetro Cinema Veneto 2018 alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Il film “Finché c’è prosecco c’è speranza”, ispirato all’omonimo libro di Fulvio Ervas, testimonia la bontà di un lavoro curato nei minimi dettagli e svolto con grande passione e amore per la terra veneta e i suoi frutti.
Da vedere.

Sara Soliman
www.aessecommunication.it
@aessecommunication

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