Angelo Branduardi fa tappa al Teatro Romano di Verona venerdì 22 maggio 2020 alle ore 21 per il tour “Il cammino dell’anima”.

In questa nuova tournée, Branduardi presenta l’ultimo album “Il cammino dell’anima, pubblicato ad ottobre 2019.

Il disco si ispira all’opera della monaca Ildegarda di Bingen, vissuta tra il 1098 e il 1179. Branduardi mischia musica e poesia per portare sul palco delle canzoni che interrogano la spiritualità e il lato intimo dell’animo umano.

Si prospetta un concerto emozionante, dove musica e mistico si fondono nella splendida atmosfera del Teatro Romano di Verona, uno dei luoghi di maggior interesse della città scaligera.

Il concerto di Branduardi al Teatro Romano fa parte della programmazione di Verona Folk, la rassegna internazionale di musica folk e d’autore organizzata dal Box Office Live, uno dei più importanti cartelloni musicali della stagione estiva.

 

Angelo Branduardi al Teatro Romano

 

Angelo Branduardi al Teatro Romano venerdì 22 maggio 2020, ore 21

Angelo Branduardi nasce a Cuggiono (Milano) il 12 febbraio 1950.

A tre mesi si trasferisce con la famiglia a Genova. Nel capoluogo ligure, Branduardi entra in contatto con la scuola dei cantautori, che costituisce uno stimolo importante per la sua carriera, assieme ad autori inglesi come Donovan e Cat Stevens.

L’incontro nel 1973 con il compositore Paul Buckmaster è stato decisivo per la sua carriera. L’anno dopo, infatti, incide il suo primo album Angelo Branduardi, che risente molto dell’influenza di Buckmaster.

Nel 1975 entra in contatto con il polistrumentista Maurizio Fabrizio, con il quale incide un secondo disco La Luna e dà inizio ad una collaborazione che durerà fino al 1979. Da quel momento, la produzione di Angelo Branduardi ha attinto alla musica popolare, barocca, rinascimentale, con spunti presi anche dalla musica etnica.

Nel 1976 torna ad abitare con la moglie e le figlie a Cuggiono dove rimane sino al 1982. Sono anni proficui, in cui incide l’album Alla fiera dell’est, premiato nel 1977 dalla critica discografica italiana.

In quegli anni la sua musica mischia folk e tradizione celtica, modernizzata in chiave pop. Grazie al suo particolare gusto musicale diventa celebre in tutta Europa. Alla fine del 1977 pubblica La pulce d’acqua, tra i cinque album più venduti in Italia nel 1978.

Tra il 1978 e il 1979 lavora ad un progetto dal vivo denominato La Carovana del Mediterraneo, che coinvolge anche i componenti del Banco del Mutuo Soccorso. I concerti toccano Italia, Inghilterra, Svizzera, Francia, Germania e Belgio.

Nel 1979 pubblica Cogli la prima mela, premiato in Italia, Germania e Francia come disco rivelazione dell’anno.

Il 1980 è un altro anno importante per la sua carriera. Branduardi pubblica due nuovi album: Concerto, un triplo Ip contente 22 brani in italiano e inglese tratti dalla serie di concerti La Carovana del Mediterraneo.

Il secondo album Gulliver, la luna e altri disegni, è la rivisitazione del disco La luna, con l’aggiunta dell’inedito Gulliver.

Sempre in quell’anno, Branduardi organizza la seconda edizione de La Carovana del Mediterraneo. Vi partecipano quasi tutti i musicisti della prima tournée, con l’aggiunta di Stephen Stills, Graham Nash e Richie Havens.

Nel 1981 pubblica Branduardi ’81. I testi sono scritti dalla moglie Luisa Zappa, con la supervisione di Paul Buckmaster.

Due anni dopo incide Cercando l’oro, in cui torna il contributo di Maurizio Fabrizio.

Il 1983 lavora alla composizione di colonne sonore per lungometraggi. Scrive State buoni se potete per l’omonimo film di Luigi Magni.

Branduardi è poi stato premiato con il David di Donatello come miglior musicista e con il Nastro d’argento per la miglior colonna sonora.

Nel 1986 compone la colonna sonora di Momo e nel 1988 di Secondo Ponzio Pilato diretto da Magni.

Sempre lo stesso anno realizza Branduardi canta Yeats. Si tratta di una trasposizione in chiave musicale di alcune poesie dello scrittore William Butler Yeats, composte tra la fine del 1800 e il 1918.

Nel 1988 Branduardi incide un album di inediti intitolato Pane e rose, seguito da Il ladro nel 1990. Entrambi i dischi si caratterizzano per sonorità più minimaliste con cenni all’elettronica, pur non abbandonando le basi folk.

Gli anni Novanta vedono la pubblicazione di ben quattro album. Nel 1993 incide Si può fare con gli arrangiamenti di Vince Tempera. L’anno successivo pubblica Domenica e lunedì (in cui sono presenti i testi di Pasquale Panella, Paola Pallottino, Roberto Vecchioni ed Eugenio Finardi).

 

 

Nel 1996 pubblica il live Camminando camminando lanciato dai singoli L’apprendista stregone e Piccola canzone dei contrari. Due anni più tardi incide Il dito e la luna, in cui spiccano le canzoni Il giocatore di biliardo e L’uso dell’amore.

Altro importante progetto nato nel 1996 è Futuro antico I, a cui seguono II (1998), III (2002), IV (2007), V (2009), VI (2009), VII (2010) e VIII (2014). In questi album, Branduardi riscopre il patrimonio musicale antico italiano ed europeo.

Nel 2000 pubblica L’infinitamente piccolo, dedicato alla vita di Francesco d’Assisi, di cui fa parte La Lauda.

Del 2003 è Altro ed altrove, una raccolta di poesie da tutto il mondo trasformata in musica.

Il 2011 segna il ritorno al pop con Così è se mi pare ed a una nuova collaborazione con Maurizio Fabrizio, mentre è del 2013 Il rovo e la rosa, una rivisitazione di alcune ballate inglesi della seconda metà del XVI secolo.

Nel 2019 gli viene conferito il Premio Chiara (premio letterario dedicato a Piero Chiara) “le parole della musica”, in onore alla sua carriera.

 

 

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Articolo a cura di Zara Rubes
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